Coelestis - Il Forum Italiano di Astronomia

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-   -   L'arte di fare le valigie (http://www.trekportal.it/coelestis/showthread.php?t=9819)

Planezio 01-11-06 21:54

Re: L'arte di fare le valigie
 
e se fosse che la natura si esprime in una lingua, che noi non cnosciamo, ma che attraverso generazioni di decrittatori cerchiamo di capire? Poco per volta, con alcuni colpi di fortuna tipo la Stele di Rosetta, cerchiamo di capire la lingua con cui la natura parli. E lentamente, una regola per volta, compiliamo una grammatica che ci permetta di leggerecome si esprima la natura. E questo testo linguistico, che in se stesso nonsignifica nulla ma che ci permette di leggere quel che la natura scrive, lo chiamiamo in qualche modo, tanto per dargli un nome:
io propongo "Matematica".
Qualcuno puo suggerire un nome migliore?
Cioè. Non la natura che si esprima nel NOSTRO linguaggio matematico, ma nel SUO. Cioè la matematica sia la lingua SUA, che noi cerchianmo solo di decifrare?
Ed eccoci di nuovo alla vexata quaestio.
Io dico che la matematica la scopriamo, non la inventiamo.......

Andrea_Al 02-11-06 09:21

Re: L'arte di fare le valigie
 
Correzione effettuata... chiedo venia!:p Mi scuso anche con Platone, anche se in questo periodo bisognerebbe piuttosto chiedere scusa a Plutone...:rolleyes:
Saltando poi di palo in frasca... qualcuno sa chi si occupa di aggiornare la pagina delle soluzioni dei rudi mathematici pubblicati su Coelum? Siamo fermi a quella estiva e io sono curioso di vedere di quanto ho sbagliato...:spaf: con incartamenti e gomitoli!

Piotr 02-11-06 11:02

Re: L'arte di fare le valigie
 
Quote:

Andrea_Al
qualcuno sa chi si occupa di aggiornare la pagina delle soluzioni dei rudi mathematici pubblicati su Coelum? Siamo fermi a quella estiva e io sono curioso di vedere di quanto ho sbagliato...:spaf: con incartamenti e gomitoli!

Diamine, certo che lo sappiamo! Il tocco finale elettronico tocca al sommo webmaster di questo sito, ma Egli può agire (e lo fa di solito in maniera efficientissima e rapidissima) solo dopo che qualche pigraccio di RM gli abbia inviato il contenuto da "webmasterizzare".

Tale contenuto, però, deve arrivare prima a normale "consunzione cartacea": detto in altri termini, perchè un gioco sia del tutto presente sul sito, deve prima essere stato "archiviato" dalla rivista di carta. Quando a pagina 82 di Coelum compare il riquadro con il nome del vincitore, a quel punto si può cominciare ad attendere che la soluzione "estesa" sia pubblicata sul sito (insomma, da quel momento comincia il vero ritardo di RM, se ritardo c'è...).

Questa volta, a dire il vero, non siamo ancora in ritardo, perchè l'aver anticipato l'usicita della rivista ci ha costretto (con somma gioia, a dire il vero) a dare più tempo alle soluzioni per arrivare (prima, ce ne erano sempre alcune che arrivavano "fuori tempo massimo").

In conclusione, anche se questo sconvolgerà le attese di Andrea_Al, la soluzione del gomitolo sarà annunciata su Coelum 101 e indi pubblicata estesamente su sito. Questo significa un altro mese di attesa (ma nel frattempo potrete risolvere i quesiti su Coelum 100!), ma almeno siamo sicuri che tutti avreanno il tempo di trovare la rivista e risolvere con calma i problemi...

Piotr 02-11-06 11:10

Re: L'arte di fare le valigie
 
Quote:

Planezio
e se fosse che la natura si esprime in una lingua, che noi non cnosciamo, ma che attraverso generazioni di decrittatori cerchiamo di capire? Poco per volta, con alcuni colpi di fortuna tipo la Stele di Rosetta, cerchiamo di capire la lingua con cui la natura parli.
(...)
Non la natura che si esprima nel NOSTRO linguaggio matematico, ma nel SUO. Cioè la matematica sia la lingua SUA, che noi cerchianmo solo di decifrare?
Ed eccoci di nuovo alla vexata quaestio.
Io dico che la matematica la scopriamo, non la inventiamo.......

Eh, Pietro mio, è davvero quaextio vexatissima, questa.
Mi piace molto l'immagine della natura che parli la "sua" lingua, la sua matematica, in maniera del tutto indipendente dal "nostro" linguaggio matematico... anche perchè questo non implica affatto che i linguaggio siano davvero distinti: potrebbe essere che il nostro linguaggio sia quello dei bambini piccoli, che stanno ancora imparando e balbettano, ma balbettano tentando di riprodurre i suoni ben formati e sintatticamente precisi della mamma. Sì, è un'immagine molto bella, spiegherebbe anche perchè l anatura stessa della matematica cambia ed evolve coi secoli, arricchendosi e inglobando cose che inizialmente non sembravano affatto essere matematica.

E poi, se così fosse, se la metafora valesse davvero, si risolverebbe perfino la vexata quaestio, no? Il bambino certo "scopre" e non "inventa" il linguaggio materno: ogni giorno nuove parole, fino a ieri insospettate, nuovi verbi, aggettivi, significati... ma, una volta adulto, potrà davvero agire in maniera creativa sul linguaggio, "inventando" lui stesso - con i suoi simili - nuove parole, nuovi verbi, nuovi significati...

Andrea_Al 02-11-06 17:38

Re: L'arte di fare le valigie
 
Altro che sconvolto: sono contento! :D Infatti anche nella mia zona Coelum arriva con mooolta calma... quindi se il prezzo per avere qualche chance è un po' più di trepidazione, ben venga!
E poi chissà, una volta o l'altra potrei trovare il mio nome nel cartaceo...:)
Ma ehi, insomma sto parlando con uno dei rudi (:o me ne sono accorto presto...) allora d'ora in poi mi asterrò da qualsiasi commento sulla competizione...:fis:; intanto mi leggerò la soluzione della Terra impacchettata col cellophane.
Ciao!!!

Planezio 05-11-06 21:12

Re: L'arte di fare le valigie
 
Quote:

Piotr
Eh, Pietro mio, è davvero quaextio vexatissima, questa.
Mi piace molto l'immagine della natura che parli la "sua" lingua, la sua matematica, in maniera del tutto indipendente dal "nostro" linguaggio matematico... anche perchè questo non implica affatto che i linguaggio siano davvero distinti: potrebbe essere che il nostro linguaggio sia quello dei bambini piccoli, che stanno ancora imparando e balbettano, ma balbettano tentando di riprodurre i suoni ben formati e sintatticamente precisi della mamma. Sì, è un'immagine molto bella, spiegherebbe anche perchè l anatura stessa della matematica cambia ed evolve coi secoli, arricchendosi e inglobando cose che inizialmente non sembravano affatto essere matematica.

E poi, se così fosse, se la metafora valesse davvero, si risolverebbe perfino la vexata quaestio, no? Il bambino certo "scopre" e non "inventa" il linguaggio materno: ogni giorno nuove parole, fino a ieri insospettate, nuovi verbi, aggettivi, significati... ma, una volta adulto, potrà davvero agire in maniera creativa sul linguaggio, "inventando" lui stesso - con i suoi simili - nuove parole, nuovi verbi, nuovi significati...

nuove parole, nuovi verbi... ma per rappresentare, sempre, fatti reali o relaizzabili...
Cioè: a noi, adulti, sarà permesso di creare nuove parole e forme verbali, che ci seviranno per rappresentare cose o sensazioni esistenti o semplicemente immaginabili. E l'unico vincolo, ovviamente, sarà che "rappresentino cose realizzabili": in pratica, che seguano le regole della logica, che è probabilmente la lingua in cui parla la natura....
eheheheh. ci devo studiare un po, ma l'accostamento mi stuzzica...

Nomoi_Agrafoi 06-11-06 13:24

Re: L'arte di fare le valigie
 
Eh... caro Planezio, vorrei sottolineare che proprio il linguaggio umano rappresenta il paradigma della costruzione convenzionale (tant'è che ne esistono almeno 1500 diversi!) nel descrivere la realtà. O almeno come essa “ci appare”.
E quanto siano sdrucciolevoli le definizioni di “realtà” o di “realizzare” (in passato si usava il più ingenuo ed ottimistico “inverare”). Non dimentichiamo che tutto, ma proprio tutto ciò di cui facciamo esperienza non è altro che il risultato dell'incessante interazione tra fotoni ed elettroni, mentre la “sostanza” delle cose si compone di particelle dotate di massa di cui non abbiamo alcuna esperienza diretta con i nostri sensi.
Quanto alla logica, poi, essa si basa su quella labile definizione di “senso comune” che non fa ammenda di due particolari caratteristiche proprie della nostra percezione: che gli eventi seguano una successione temporale (per giunta asimmetrica) e che si incasellino in un apparente concatenazione di “causa ed effetto”.
Fino a che punto tutto ciò sia parte della Natura o solo il risultato della nostra percezione di essa non lo sapremo mai...

Ciao
Agrafoi

Mizarino 06-11-06 13:53

Re: L'arte di fare le valigie
 
Quote:

Nomoi_Agrafoi
Quanto alla logica, poi, essa si basa su quella labile definizione di “senso comune” che non fa ammenda di due particolari caratteristiche proprie della nostra percezione: che gli eventi seguano una successione temporale (per giunta asimmetrica) e che si incasellino in un apparente concatenazione di “causa ed effetto”.
Fino a che punto tutto ciò sia parte della Natura o solo il risultato della nostra percezione di essa non lo sapremo mai...

Beh, il mio forse becero materialismo mi impedisce di ritenere che la successione temporale degli eventi e la concatenazione di causa ed effetto siano solo "apparenti" e quindi il frutto della nostra percezione della natura e non inerenti ad essa.
Mi conforta in questo osservare che il mio gatto, che per molti aspetti mi supera per prontezza di intuito, sembra avere percezioni molto simili alle mie circa la successione temporale degli eventi e la concatenazione di causa ed effetto.
Direi che una Natura la quale, pur essendo priva di queste proprietà inerenti, costringesse delle sue creature ad "assumere" queste proprietà per poter esistere, sarebbe davvero sconclusionata!
;)

Nomoi_Agrafoi 06-11-06 14:40

Re: L'arte di fare le valigie
 
Ecco, vedi? La Natura sarebbe “sconclusionata” se non si assogettasse docilmente alle rozze percezioni di una (anzi due, col gatto) delle centinaia di migliaia di specie viventi che le sono parte...

Mizarino 06-11-06 15:38

Re: L'arte di fare le valigie
 
Quote:

Nomoi_Agrafoi
Ecco, vedi? La Natura sarebbe “sconclusionata” se non si assogettasse docilmente alle rozze percezioni di una (anzi due, col gatto) delle centinaia di migliaia di specie viventi che le sono parte...

Non esattamente ...
Non "se non si assoggettasse docilmente a ...", bensì se producesse esseri con percezioni che nulla hanno a che vedere con le sue inerenti proprietà.
Non dimentichiamo che è la Natura che produce il modo di funzionamento dei propri componenti. ;)


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