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Cadetto I Anno
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Locazione: Milano
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Io ho visto questo film poche volte... ma la prima volta che sono riuscita a vederlo seriamente mi ha dato i brividi.
C'è una scena... dopo che Spock ha effettuato la fusione mentale con V'ger che ha letto una mia tremenda ossessione... ma più che un'ossessione... ha letto una sensazione oscura, presente in me da quando ero bambina. Quando Kirk chiede a Spock cosa voglia V'ger, lui risponde "Solo capire" e a quel punto, dopo aver espresso a Kirk il fatto che anche un semplice contatto non fosse comprensibile per la macchina, Spock ripropone l'ossessione della macchina: "Sono solo questo?" chiede Io ci ho visto me... e ho visto ognuno di noi uomini porsi quella domanda... siamo solo questo? E il quel momento ho realizzato che in effetti V'ger fossimo noi... che esploriamo lo spazio infinito... che ricerchiamo e registriamo senza capire davvero... sicuri che qualcosa continui a sfuggici... e tentiamo di trovare Dio in qualcosa che è più perfetto di noi. Poi... in realtà, il dio di V'ger, l'uomo, è un essere che muore e quindi imperfetto. Ma detto ciò... è proprio l'emozione che ho avvertito che ho ritrovato. V'ger si sente solo... una solitudine tremenda... ed è vera per ogni uomo che non riesce ad essere se... se non esprimendo tramite la parola ciò che sente. Trasla... quindi, i pensieri, trasla se stesso... e per quanto tenti una comunicazione efficace... resta eterno spettatore... incapace di unire il proprio essere (come farebbe un vulcan,:-) )ad un'altro. La grandezza del film è in questa frase. Voi... avete mai provato questa sensazione? quella di essere a metà? Qualcosa che eternamente pare sfuggirvi. La solitudine della non totale comunione? Grazie mille :-) |
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#2 |
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Tenente Comandante
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Bella riflessione
, mi hai fatto pensare anche all'opposto: Siamo nell'era della comunicazine, possiamo comunicare attraverso internet, chat, sms, e quant'altro ma a volte abbiamo serie difficoltà a parlarci di persona... Il riuscire a comunicare in maniera intelligente mi permette personalmente di essere appagato e quindi dare un senso logico alla mia vita, se no direi anche io le frasi di Spock: "Sono solo questo? Non c'è niente di più?" |
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#3 |
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Cadetto I Anno
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Locazione: Milano
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Si, se penso ad anni fa... e alla mancanza dei telefoni, per giunta, posso capire quanto la gente si sentisse sola. Ma il forum stesso non è la testimonianza di questa fame? Vogliamo comunicare noi stessi... e ascoltare. Secondo te l'essere su internet non è anche cercare noi stessi al di fuori di noi proprio perchè ci si sente separati, in qualche modo dal mondo?
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#4 |
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Tenente Comandante
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Locazione: Como (Romulus)
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Per me Internet è anche un modo di comunicare, ma trovo che il sistema sia sbagliato: come puoi conoscere realmente una persona? Tu conosci realmente chi stà dall'altra parte del computer?
V'ger ha capito che per conoscere una persona aveva bisogno di un'unione, un contatto, tra il creatore e il creato, così ha potuto evolversi e cambiare i suoi orizzonti limitati da un chip o una scheda elettronica. Se no si sarebbe limitato ad inviare segnali radio alla Terra, un segnale che sarebbe stato ignorato a causa del progresso degli esseri umani (Voyager VI 21° Secolo - Kirk 23° Secolo). Io la vedo così ![]() |
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#5 | |
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Cadetto I Anno
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#6 |
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Capitano di Flotta
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V'ger è la parte razionale di noi stessi, che può scoprire le infinite meraviglie dell'universo, ma non può dargli un senso.
Ma allo stesso tempo V'ger, già prima dell'unione col suo 'creatore', è qualcosa in più per il semplice fatto di aspirare a quell'unione. Possiamo interpretare la comunione finale come integrazione di cuore e mente, di emisfero destro e sinistro del cervello, ma anche di fisica e metafisica. Quasi un' unio mystica. |
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#7 | |
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Cadetto I Anno
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Locazione: Milano
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Quote:
V'Ger è poi costretto a vivere con questa angoscia. Non può comunicarla a nessuno... per questo deve poter sapere. E' la curiosità prprio "religiosa" degli uomini... che guardando le stelle pensano all'infinito... lo percepiscono, ma non sanno contenerlo. Guardi il mare... o lo spazio... e ti senti imprigionato... lo avverti ingombrante e maestoso. In quel momento... avverti una sensazione... diversa... non si tratta del capire che esiste... non è solo ammirarne la bellezza.... avverti proprio quella sensazione che ti da solo l'arte... e non sai cos'è... non è paura... non è felicità... e una sorta di ipnotica attrazione, ma non ha a che fare con quella per il sesso opposto. E' un qualcosa che avverti e che ti sfugge... e ti porta a cercare... se fossi solo e avessi esplorato tutto il mondo... dovresti voler sapere... esploriamo l'universo... perchè cerchiamo di rispondere a quella domanda: siamo solo questo? e intuiamo che c'è qualcosa... ma non capiamo di cosa possa trattarsi :-) |
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#8 |
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Capitano di Flotta
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Messaggi: 9,331
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Non vedo una grande differenza rispetto a quanto dicevo io (forse troppo sinteticamente).
Uno come Roddenberry probabilmente non ci avrebbe fatto passar liscia l'interpretazione del film in chiave 'spirituale' (un termine che anch'io esiterei ad usare perché abusato), ma la bellezza e il valore di un'opera d'arte è che spesso trascende l'intento dell'artista che l'ha creata. |
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#9 |
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Cadetto I Anno
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No no... avvaloravo... certo... l'arte è vita a se... per questo è bella. Prende vita a prescindere da chi la fa. Mh... io ho letto nella tua risposta che secondo te... una parte era l'es (e quindi l'emotività) l'altra il superio (quindi il controllo, il pensiero, la logica). Unendo entrambe le parti si trova l'uomo... è vero. Io, invece parlavo d'un uomo che trova dio e che è già logica ed emozioni nella stessa persona. Secondo me il film è una metafora della ricerca dell'uomo. COme la macchina cerca l'emozione perchè la percepisce e non la capisce (la macchina con l'emozione diventa il suo dio, l'uomo, se non forse meglio dell'uomo visto che è immortale), così per l'uomo è tutto ciò che intuisce ma non riesce a spiegare se non supponendo. Ma anche la solitudine... di V'ger... per me è nell'uomo... perchè l'uomo, come V'ger, percepisce quello che non riesce a spiegare e a capire, quindi rimane solo con le sue percezioni, di cui cerca una verità. Praticamente nel 5 film, orribile davvero, c'è lo stesso problema. In quel caso è l'uomo che cerca la fonte e non è V'Ger, ma è la stessa cosa. L'idea è la stessa e perfino l'unione finale c'è... peccato che qui... la cosa sia espressa in modo perfetto e comunque, sicuramente io mi sento enormemente vicina a quel modo di percepire la realtà, mentre il 5 sono riuscita a vederlo a stento. Penso che nel primo film ci sia grande poesia... e davvero una profondità assoluta. Nel 5 a parte il non sense di quel fantomatico dio... non c'è alcuna poesia.
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#10 | |
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Capitano di Flotta
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Quote:
No, no, non c'era nessun riferimento alla psicanalisi nel mio post. Mi sembra un modo limitato di considerare l'essere umano, e dopo Freud è passata comunque parecchia acqua sotto i ponti. |
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