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Vecchio 30-09-04, 17:08   #1
ROSSO
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30/9/2004
Prove tecniche di viaggi spaziali
Lo SpaceShipOne torna tra le stelle

Il sogno di trascorrere una breve vacanza nello spazio è sempre più vicino. Per la seconda volta in tre mesi, infatti, nel deserto della California un uomo chiuso in una piccola navicella interamente realizzata da privati ha raggiunto la zona suborbitale, ha provato l'ebbrezza dell' assenza di gravità ed è tornato a terra sano e salvo.

Mike Melvill, il pilota ai comandi dello SaceShipOne, era già arrivato alla stessa altezza il 21 giugno scorso, diventando il primo astronauta privato nella storia. Se l'impresa verrà bissata entro due settimane, il suo team non solo si aggiudicherà un premio da 10 milioni di dollari, ma sancirà di fatto anche l'inizio ufficiale del turismo spaziale.

Progettato dal designer aeronautico Burt Rutan e finanziata con 20 milioni di dollari dal co-fondatore di Microsoft Paul Allen, lo SpaceShipOne ha superato la quota di 100 chilometri dopo un'ascesa da brividi alimentata da un razzo. Oltre a Melvil, questa volta però a bordo della navicella c'erano anche due sacchi equivalenti al peso di due passeggeri.

Prove tecniche di viaggio organizzato nello spazio? Certamente sì. A differenza del primo volo risucito oltre i 100 Km dalla Terra, infatti, l'ultimo tentativo dello SpaceShipOne non mirava solo a raggiungere lo spazio suborbitale, ma a completare la prima di due tappe necessarie per vincere l'Ansari X-Prize, ambito premio messo in palio da un gruppo di appassionati a caccia di un velivolo capace di portare due volte nello spazio tre persone nell'arco di due settimane.

Il bis suborbitale del gruppo di Rutan e Paul Allen è previsto per il 4 ottobre. Nel frattempo il primo imprenditore interessato al progetto è già sceso in campo per aggiudicarsi cinque esemplari dello SpaceShipOne. Si tratta del britannico sir Richard Branson, incontenibile fondatore della Virgin Atlantic Airways che nei giorni scorsi ha annunciato di esser pronto a offrire viaggi nello spazio a partire dal 2007. Il prezzo previsto per un biglietto di andata e ritorno tra le stelle, ha fatto sapere il miliardario inglese, si aggirerà intorno ai 190mila dollari. L'era del turismo spaziale è iniziata ufficialmente.

Fonte: TgCom
ROSSO Non in Linea  
Vecchio 30-09-04, 17:14   #2
Gianco
 
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Grazie Rosso :=ok
Stò già risparmiando, a proposito vendo cofanetti ST e modellini Furuta
Sinceramente 190'000 dollari per andare nella zona suborbitale :dub almeno se fosse sulla luna.
Ma sicuramente ci saranno i pazzi che lo fanno, anzi che possono permettersi di farlo.
 
Vecchio 30-09-04, 18:37   #3
ROSSO
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Nell'articolo viene specificato 190.000 dollari per andata e ritorno...
Se Ti fermi su costa meno...
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Vecchio 30-09-04, 21:35   #4
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Bhe, allora cambia tutto. :
 
Vecchio 05-10-04, 18:54   #5
Vivix
 
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Predefinito Re: Vacanze spaziali

A esser sicuri di ritornare ;D e se costerebbe un po' meno (molto molto e ancora molto meno) non sarebbe una brutta idea, anzi una brutta vacanza!!!
 
Vecchio 29-11-04, 03:14   #6
Pandy
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Quote:
Capitano Rosso
Oltre a Melvil, questa volta però a bordo della navicella c'erano anche due sacchi equivalenti al peso di due passeggeri.
Ma scusa, se Melvil me lo diceva, al posto di un sacco ci andavo io! *;D





Energia!
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Vecchio 02-12-04, 03:33   #7
Riker
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Sullo stesso argomento eccovi altre info:

Vacanze spaziali
Tra pochi anni i viaggi in astronave saranno alla portata di molti. E diventeranno un business stellare. Colloquio con John Spencer


I love space. Adoro lo spazio. Furono queste le prime parole pronunciate dal miliardario Usa Dennis Tito il 30 aprile 2001, appena varcata la soglia della Stazione Spaziale Internazionale. Il magnate americano era il primo individuo a essersi pagato da sé (20 milioni di dollari), per il puro piacere dell'esperienza, senza obblighi o restrizioni di sorta, il volo nello spazio e la permanenza a bordo di una stazione orbitante. Il primo di una possibile lunga serie, secondo John Spencer, space architect e fondatore della Space Tourism Society, secondo il quale in meno di 50 anni questo tipo di viaggi potrebbe essere alla portata del comune cittadino. Scienziato 'visionario', progettista consulente della Nasa (ha studiato l'interior design per il modulo SpaceHab e ha ottenuto lo Space Act Award per il design innovativo degli interni dell'International Space Station), Spencer ha appena mandato alle stampe il suo ultimo libro che s'intitolerà proprio 'Turismo spaziale: e tu vuoi partire?' ('Space Tourism: Do you want to go?', CG Publishing). A sentir lui, la corsa ad accaparrarsi le migliori posizioni di un business che promette di essere particolarmente fiorente è già cominciata.

Nella sua visione lei prevede flussi di turisti pronti a lasciare la Terra per le praterie spaziali. Sarebbe la vacanza-avventura più costosa cui potrebbero aspirare. Ma perché spendere così tanti soldi per doversene stare rinchiusi in un razzo o in uno 'space hotel'? Qual è la promessa che si nasconde dietro questo sogno avveniristico?

"Attualmente i confini dello spazio nell'orbita bassa terrestre (low Earth orbit, Leo) di stano meno di 100 miglia da qualsiasi punto della Terra: sono quindi più vicini di tante città terrestri, spiagge tropicali o parchi naturali. Eppure, a 100 miglia sopra le nostre teste si aprono le porte di un viaggio e di un'esperienza fantastici. Se lo immagina? Sperimentare il conto alla rovescia e il lancio; vedere per la prima volta la Terra in lontananza, galleggiare a gravità zero; godersi panorami spettacolari della Terra mentre questa scivola davanti a noi a 28 mila km all'ora, offrendo un'alba o un tramonto cristallini ogni 45 minuti.".

Il tutto, scrive lei nel suo libro, nel più assoluto comfort.

"Già: niente a che vedere con le ristrettezze di spazio degli attuali astronauti. Le vacanze nello spazio avverranno a bordo di super-yacht, battezzati con nomi come Orbital Ecstasy o Star Princess. Queste maestose navi spaziali offriranno il più efficiente servizio messo a disposizione da esseri umani, intelligenze artificiali e robot. Si potrà nuotare in sfere di tiepida acqua colorata, farsi massaggiare o farsi una sauna con vista panoramica nello spazio stellato; sperimentare comodamente l'assenza di gravità; fare passeggiate ('floats') solitarie o di gruppo nello spazio e, per i più romantici, provare nella propria cabina matrimoniale le gioie del sesso senza peso. Già immagino regate e prove di velocità fra super-yacht concorrenti, dove anziché girare attorno a una boa si girerà intorno alla Luna. E se la Luna sarà la destinazione di scampagnate (e lo potrà essere), immagino l'emozione di vedere le impronte dei propri stivali sulla sua superficie polverosa, sapendo che saranno ancora lì dopo un milione di anni; o raccogliere una roccia lunare e infilarsela nella tasca della tuta per portarsela a casa come ricordo; o costruire un castello di sabbia lunare con archi svettanti e altissime torri all'interno di una cupola dorata a un sesto di gravità; e, sempre al suo interno, librarsi in volo con ali argentate allacciate alle braccia.".

SEGUE
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Vecchio 02-12-04, 03:34   #8
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SEGUE

Quanto tempo ci vorrà per realizzare tutto ciò?

"Ci si arriverà per gradi. Entro il 2008, diverse aziende potrebbero offrire l'avventura di viaggi suborbitali a bordo di una nuova generazione di veicoli privati. Cosa che offrirebbe già la possibilità di godersi almeno dieci minuti di gravità zero. Un paio di anni ancora - il 2010 - e l'International Space Station dovrebbe essere completata. E già alcune società specializzate (vedi scheda a pag. 181) stanno raccogliendo prenotazioni fra i candidati disposti a pagare svariati milioni di dollari per avere il privilegio di visitarla una volta che saranno ripristinati i voli dello Shuttle. Intorno al 2015 la Stazione Spaziale Internazionale potrebbe essere acquistata da privati e convertita in yacht orbitante di prima generazione e nel 2025 gli yacht orbitanti di seconda generazione potrebbero essere operativi e offrire servizi spaziali di prima classe a sei, otto passeggeri paganti. Intorno alla metà del nostro secolo si arriverà ad avere navi spaziali in grado di ospitare fino a 100 passeggeri. A quel punto immagino che oltre 100 mila persone all'anno (270 al giorno) potranno essere in grado di concedersi una crociera spaziale e assistere, in assenza di gravità, a regate nello spazio sulla falsariga dell'America's Cup. E siamo solo al 2050. Ma cosa potrà succedere nel 2100? Difficile dirlo: ho la sensazione che da qui a cent'anni il turismo spaziale offrirà esperienze molto più avanzate e sofisticate di quanto riusciamo a immaginare".

Il biglietto in questi viaggi spaziali sembra, almeno inizialmente, piuttosto selettivo. Ci sarà davvero mercato? Chi saranno i clienti?

"Ci sono già centinaia di persone fra gli 80 mila super-ricchi d'America disposti a pagare cifre considerevoli per una vacanza nello spazio. E diverrebbero ancora di più se i pagamenti potranno essere rateizzati nel tempo. Inoltre vi sono centinaia di grandi corporation interessate a spendere anche milioni di dollari per inviare persone nello spazio per motivi promozionali o come viaggio-premio per i loro migliori dipendenti o clienti. E poi ci penseranno le lotterie, le gare a premio, le sponsorizzazioni ad ampliare ulteriormente l'opportunità di una vacanza fra le stelle. Ma quello che conta è la tendenza dei prezzi a scendere nel tempo: la prossima generazione di veicoli per l'accesso in orbita sviluppati e gestiti dall'industria privata farà calare drasticamente i costi incrementando al contempo la sicurezza. Inizialmente il biglietto per un' avventura suborbitale esclusiva si aggirerà sui 100 mila dollari a testa ma non ci vorrà molto per scendere a 10 mila. Un recente studio condotto da Futron Corp., azienda di consulenza hi-tech del Maryland, pronosticava che entro il 2021, oltre 15 mila turisti all'anno potrebbero cimentarsi in viaggi suborbitali, creando profitti per le aziende spaziali superiori ai 700 milioni di dollari. Negli Usa il 42 per cento (80 milioni) delle persone intervistate nel corso di un recente sondaggio hanno detto di essere intenzionate a fare un viaggio nello spazio quando questo sarà possibile. Non più una questione di 'se' ma solo di 'quando'".

Insomma è un grosso business. Non a caso ci investe gente come Richard Branson (il boss di Virgin), Jeff Bezos (il numero uno di Amazon) o Paul Allen (il cofondatore di Microsoft). Sta nascendo una nuova generazione di start up nel settore spaziale, una Star Valley accanto alla storica Silicon Valley?

"Sì, è cominciata una nuova corsa all'oro orbitale e in prima fila c'è l'impresa privata, che intuisce la possibilità di fare profitti enormi. Richard Branson sarà in grado di lanciare le sue prime astronavi turistiche fra quattro anni. SpaceShipOne, la società di Paul Allen, ha già investito oltre 20 milioni di dollari. Jeff Bezos ha creato una propria società spaziale di ricerca e sviluppo, la Blue Origin (www.blueorigin.com), fra i cui piani c'è la costruzione della New Shepard, una nave spaziale in grado di portare in orbita sette passeggeri alla volta. Progetti simili hanno anche altri milionari hi-tech come il fondatore del sistema di pagamenti on line PayPal, Elon Musk (con la sua SpaceX), e John Carmack (con la sua Armadillo Aerospace), il geniale creatore di alcuni notissimi videogame, come Doom e Quake".
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Vecchio 02-12-04, 03:35   #9
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Ed ecco come le compagnie aeree si trasformano:

Virgin Galactics
È la società che il miliardario Richard Branson - già patron di Virgin Atlantic Airways - ha creato nel business del turismo spaziale. Branson ha annunciato di aver stretto un accordo per la costruzione di un'astronave che sarà in grado di portare cinque passeggeri alla volta già a partire dal 2008 a un costo di 200 mila dollari a viaggio. Branson è intenzionato a investire in questa operazione 100 milioni di dollari.

Space Adventures Ltd
È la più importante azienda a livello mondiale dedicata al business del turismo spaziale. I suoi primi clienti sono stati gli 'space tourists' Dennis Tito e il miliardario sudafricano Mark Shuttleworth, che grazie a essa sono arrivati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Sta già raccogliendo prenotazioni per voli suborbitali a bordo di un veicolo ancora in fase di costruzione (prezzo del biglietto: 98 mila dollari a persona, inclusi i 10 mila dollari di caparra, l'addestramento e la tuta aerospaziale su misura).

Blue Origin
È la società fondata dal patron di Amazon, Jeff Bezos, con l'obiettivo di costruire veicoli e tecnologie per i viaggi nello spazio focalizzando la ricerca su sistemi di propulsione di nuova concezione (in particolar modo 'reusable liquid propulsion systems') e su sistemi di lancio per voli suborbitali a basso costo.
Fonte:L'Espressonline
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