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Sottoufficiale III Classe
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Locazione: Ve-Mestre
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Riprendo la discussione da questo topic.
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Magari l'essere soli nell'universo è contro al buon senso, ma non certo alla logica. E per fortuna il metodo scientifico è basato sulla logica, e non sul buon senso. In ogni caso, io non sto certo affermando che secondo me siamo soli nell'universo. Quello che sto dicendo è solo che scientificamente parlando, non è impossibile. Invece i viaggi interstellari, sono scientificamente plausibili tanto quanto gli asini che volano (ovvero: no, neanche per sogno). TrekPortal for Memory Alpha, il gruppo di traduzione in italiano della più completa wikia su Star Trek! |
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#2 |
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Equipaggio
![]() Data Registrazione: 09 2011
Messaggi: 528
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Si ma se tu stesso dici che il futuro non lo conosce alcuno, come fai a dire che i viaggi interstellari sono impossibili ?
Ripeto che la scienza ha definito "impossibili" molte cose: dal volo, alla medicina genetica, all'esistenza dei calamari giganti negli oceani, sino alla dimostrazione contraria. Dici che le statistiche nostre sono irrilevanti e quindi non plausibili di significato, ma anche tu ti basi su queste quando dici che la vita potrebbe essere unica. E' come un pesce dotato di auto coscienza che si interroghi se esista vita fuori dall'oceano. Egli concluderà che è impossibile, visto che i suoi parametri sono basati sulla propria concezione della vita. Il fatto che basiamo la nostra concezione di vita su parametri nostri rende difficile ma non impossibile la vita fuori dal nostro sistema solare, ma anche questo è opinabile. Certo è possibile esser soli in tutto il cosmo, ma è una ipotesi che vale quanto dire che invece ci sono migliaia di civiltà interstellari. Storiella: “ I tibetani, raccontano la storia di un rospo che aveva vissuto tutta la sua esistenza in fondo ad uno stagno. Un giorno, un rospo proveniente dal mare, venne a fargli visita. < Da dove vieni ? >, chiese il rospo dello stagno. < Dal grande oceano. >, rispose l’altro. < Quant’è grande il tuo oceano ? > < E’ gigantesco ! > < Vuoi dire che è grande un quarto del mio stagno ? > < Più grande ! > < Più grande ? La metà di questo stagno ? > < No, molto di più ! > < E’…grande come questo stagno ? > < Non c’è paragone ! > < E’ impossibile, voglio vederlo anch’io ! > Se ne andarono insieme. Giunti che furono all’oceano ed il rospo che viveva nello stagno lo vide, l’emozione fu tale che la sua mente esplose, ed impazzì. “ Sogyal Rinpoche: Il libro tibetano dei morti e dei vivi. " Derisi dagli dei. E adesso l'immagine finale: l'amore è un gioco a perdere. " |
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#3 | |
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Equipaggio
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Messaggi: 787
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Secondo me il tuo modo di applicare il metodo scientifico è, con tutto il rispetto, non condivisibile. E' da un pezzo (almeno da Einstein) che il metodo scientifico basato sulla logica induttiva è messo in discussione (perché anche il metodo scientifico, in quanto creazione della mente umana, è oggetto di continue rielaborazioni). Al giorno d'oggi (e non c'è bisogno che sia io a dirtelo) la fisica teorica è quanto di più lontano dalla logica induttiva si possa immaginare: ci sono migliaia di fisici che lavorano a semplici equazioni matematiche che con ogni probabilità non verranno mai dimostrate sperimentalmente in modo diretto e magari nemmeno indiretto. I tunnel spaziali sono chiaramente oggetto di mera speculazione matematica, come le stringhe o come la stessa relatività prima della sua dimostrazione sperimentale indiretta (che la teoria sia valida lo abbiamo scoperto non in modo induttivo ma deduttivo, osservando che i fenomeni da essa previsti si verificano davvero) e questo non ci permette di dire né che esistono né che non esistono: per dimostrare che esistono dobbiamo vederne uno, per dimostrare che non esistono non è sufficiente dire che non l'abbiamo ancora visto ma bisogna dimostrare matematicamente che i modelli che ne prevedono l'esistenza sono sbagliati. Non ha senso paragonare fenomeni fisici teorizzati ancorché non osservati con concetti metafisici o leggende: i modelli fisici sono scientifici in quanto soggetti al criterio della falsificabilità (se sono sbagliati, basta dimostrarlo matematicamente) al contrario di ciò che non è scienza in quanto non contiene fra i suoi presupposti la possibilità di essere falsificato (es. l'affermazione "dio c'è ma non si mostra agli esseri umani perché vuole da noi un atto di fede" non è scientifica perché, a prescindere dalla sua veridicità, non può essere dimostrata e nemmeno falsificata). Questo, a margine della diatriba sugli asini che volano (che, comunque, volano: basta metterli in aereo ) |
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#4 |
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Comandante
![]() Data Registrazione: 06 2011
Messaggi: 6,352
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Scusatemi, ma è tanto difficile affermare che certi fenomeni non sono da escludere perchè le nostre conoscenze non ci permettono del tutto di comprenderli ? Dire che le capacità attuali di giudizio siano arrivate e svelarci tutti i segreti dell'universo e che siano infallibili, mi sembra un pò pretestuoso.
Se la stessa scienza, utilizzava per definire uno degli aspetti dello spazio la parola infinito, che non è concepibile dalla mente umana, per poi affermare che in reltà è in continua espansione e come ha avuto un inizio, avrà una fine non vedo perchè si debba a priori escludere dei possibili sviluppi nei vari aspetti della scienza. Sempre parlando dello spazio, se non sbaglio, mi sembra che nessuno sia riuscito a dare una spiegazione in cosa lo spazio si espande. Spesso temiamo cio' che non riusciamo a capire. La miglior difesa e' la conoscenza... (Tuvok in "Star Trek Voyager: Il ciclo della vita") |
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#5 | |
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Comandante
![]() Data Registrazione: 05 2009
Locazione: Provincia di Udine
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Guarda, caro Astris, con questo argomento, con me, sfondi una porta aperta. Non a caso ho scritto "impensabile", non illogico e l'ho scritto anche virgolettato ... Io francamente non ci trovo nulla di illogico ad asserire che siamo soli ... è certamente una eventualità tutt'altro che rara ... e sai che la penso così ![]() STAR TREK SOPRAVVIVE
<<L'uomo puo' credere all'impossibile, non credera' mai all'improbabile.>> ... O.Wilde
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#6 | |
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Equipaggio
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Non credo si tratti di ammettere con la dovuta umiltà che "sappiamo di non sapere", ma si tratta di definire a quali condizioni è possibile la conoscenza scientifica. Giustamente Astris insiste sempre con il fatto che senza verifica empirica abbiamo poco in mano, e infatti il metodo sperimentale è stato la bussola della conoscenza scientifica fin da quando la scienza è nata. Ma negli ultimi decenni abbiamo avuto due novità: - i maggiori filosofi della scienza ci hanno insegnato che nemmeno tramite il metodo scientifico possiamo arrivare alla verità oggettiva; - la fisica sta indagando campi in cui la sperimentazione è difficilissima (pensa solo a tutte le attrezzature necessarie a dimostrare l'esistenza delle particelle previste dal modello standard) o addirittura impossibile allo stato delle attuali tecnologie e probabilmente per sempre (dimostrare sperimentalmente l'esistenza del multiverso penso sia impossibile). Per cui c'è davvero da chiedersi su quali basi si evolverà la scienza: o siamo arrivati quasi al limite delle nostre possibilità, oppure dovremo per forza trovare nuovi criteri per distinguere il falso da ciò che potrebbe essere (forse) vero. |
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#7 | |
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Moderatore
![]() Data Registrazione: 08 2007
Locazione: provincia granda
Messaggi: 5,038
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Sono d'accordo: il problema della demarcazione è tutt'altro che definito e applicabile senza l'ombra di qualche dubbio.
Wiki ha un bell'articolo sull'argomento (anche se per me è ancora molto lacunoso) e distingue tre scuole di pensiero definite sulle diverse concezioni per affrontare il problema: - il positivismo militante, - l'anarchismo epistemologico, - l'autoritarismo elitario. Purtroppo (per me!) faccio ancora fatica a individuare correttamente l'associazione tra la categoria e chi enuncia un certo pensiero a riguardo, anche se spesso ho l'impressione che gli stessi enunciatori non siano demarcati in una sola di esse, ma anche che ne esistano ulteriori varianti. Quote:
Infatti, penso proprio che molti più sforzi debbano essere spesi per questioni fondamentali e sempre più attuali, come la filosofia e l'etica della scienza, discipline che senza il loro progresso inibiscono l'evolversi delle nuove frontiere della scienza, quella vera, in quanto poco distinguibili dalla pseudoscienza, ma anche dalla malascienza, o scienza patologica che sia. ![]() |
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#8 |
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Equipaggio
![]() Data Registrazione: 09 2011
Messaggi: 528
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Ho il mal di testa...! Davvero mi sento asina e non volante, di fronte a tali ragionamenti. Io ve ne posto di più semplici:
Mi son sempre chiesta: se il BigBang è l'inizio dell'universo ( e quindi del tempo come lo concepiamo noi e come dimensione ) cosa c'era un istante prima? Se l'universo si espande e possiamo dare per plausibile che si espanda a forma circolare dato che detta forma è quella più compatta dal punto di vista fisico e che presume una spinta dal centro ( sempre che si possa realmente parlare di centro dell'universo ) verso l'esterno uguale e costante, al di fuori cosa esiste ? Un contro universo in regressione ? " Derisi dagli dei. E adesso l'immagine finale: l'amore è un gioco a perdere. " |
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Sottoufficiale III Classe
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Locazione: Ve-Mestre
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Se si parla di impossibilità in senso tecnologico, od in senso lato (ovvero "noi non possiamo riuscirci"), questi esempi non c'entrano con l'argomento che stiamo discutendo. È dimostrato matematicamente che la velocità della luce è il limite massimo per un corpo dotato di massa (ed è l'unica possibile per corpi privi di massa, ed è il limite minimo per particelle di massa immaginaria). Quote:
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In ogni caso, non c'è alcun bisogno di dimostrare l'inesistenza di un fenomeno. Un fenomeno (dal punto di vista scientifico) non esiste finché non è osservato. Quote:
Poi non è che uno nella sua vita deve sempre applicare il metodo scientifico, per carità. Basta applicarlo quando si fa scienza. E la presenza o meno degli UFO è un dato scientifico. Quote:
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Tutto il resto non è fisica, è filosofia. Io non sono un filosofo, e non mi interessa. Io sono un (astro)fisico, a me interessa descrivere il mondo e fare predizioni, nel modo migliore possibile. Quote:
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TrekPortal for Memory Alpha, il gruppo di traduzione in italiano della più completa wikia su Star Trek! |
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Equipaggio
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Da chi è messa in discussione? Certamente non dai fisici che dedicano tempo e fatica alla teoria delle stringhe... La questione è che non è la tua scuola di pensiero a determinare cosa è scienza e cosa non lo è: il dibattito va molto oltre le convinzioni che tu manifesti (e che sono legittime, chiaramente, ma tanto quanto le convinzioni di altri scienziati che la pensano diversamente da te). Quote:
Tornando al problema degli asini volanti, la differenza fra il bosone o il tunnel spaziale e l'asino volante è che non esiste alcuna teoria che prevede l'esistenza di asini volanti, per cui cercare di verificare sperimentalmente l'ipotesi è una perdita di tempo. Viceversa il bosone e i tunnel spaziali sono previsti dai rispettivi modelli, quindi ha senso cercare di indagare ulteriormente il fenomeno. Chiaramente tu dici: facciamo un esperimento. Ma se l'esperimento è impossibile perché non abbiamo gli strumenti tecnici? Dimostrare sperimentalmente l'esistenza del bosone era impossibile negli anni 60, mentre oggi ci stiamo forse avvicinando alla possibilità di farlo, ma questo non aggiunge o toglie niente alla validità della teoria: sono semplicemente i mezzi tecnologici che abbiamo a disposizione a determinare la verificabilità sperimentale della teoria. Prescindere da questo fattore e pensare, come mi sembra tu faccia, che la verificabilità empirica si dia al di là del tempo e dello spazio è del tutto arbitrario: è lo stesso atteggiamento che avevano i medici che non credevano ai microbi (e non avevano tutti i torti, dal tuo punto di vista: se non hai un microscopio non puoi verificare sperimentalmente l'ipotesi). Quote:
Probabilmente le tre scuole sono idealtipiche: in realtà la dinamica di appartenenza è molto più fluida. |
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