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Vecchio 13-05-20, 11:36   #1
The Emperor
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Predefinito La Curvatura, le rotte e i conti che tornano

Rivedendo Star Trek in queste giornate di obbligatoria reclusione ho ideato una curiosa teoria riguardo le "tempistiche" dei viaggi a curvatura: tutti sappiamo che nei fatti "la trama fa la velocità", a seconda di cosa serve agli autori, dalla terra a vulcano ci si può impiegare 7 giorni o uno solo
Ma se ci potessimo mettere una "pezza alla Rogue One"?
Mi spiego con due dati:
- si sente in ogni puntata parlare di "rotte" come fossero indicazioni geografiche
- è già dalla TOS appurato come un campo gravitazionale (ad esempio quello di una stella) possa far accelerare una astronave ben oltre i limiti dei suoi motori (l'enterprise raggiunge curvatura 10 orbitando a manetta intorno al Sole)

Se ricolleghiamo le 2 cose mettiamo la pezza allo yati
Ovvero: Le rotte sono veri e proprie percorsi disegnati sulle cartine dei popoli della galassia in modo da "surfare" sui campi gravitazionali dei vari sistemi solari, possibilmente senza entrarci, sfiorando diciamo le fasce di kuiper (ecco perché il deflettore è così importante, oltre che essere parte del sistema di raffreddamento della bolla warp, ma questa è una mia altra teoria).
Ogni passaggio radente si porta via un po' di curvatura gravitazionale del sistema sfiorato e abbassa quindi l'energia potenziale necessaria ad ottenere un maggior gradiente di curvatura (quindi maggior velocità finale), l'effetto non è perpetuo e dopo un po' sparisce.
Le Rotte non sono altro che mettere in fila tante surfate, un po' con la stessa idea della fionda gravitazionale ma senza necessità di orbitare, una sorta di flipper
Lo scopo ultimo è proprio ridurre i tempi di percorrenza, perciò se voglio andare veloce sino a vulcano e sono un volo di linea, controintuitivamente non devo andarci dritto, ma curvare a zig Zag per intercettare un po' di curvatura gravitazionale dei sistemi che separano terra e vulcano, con i motori che vanno sempre alla velocità di crociera di curvatura 7, ma ottenendo un fattore reale e temporaneo di curvatura 9 o più, come vado troppo dritto o spengo/riduco la potenza del motore, perdo la curvatura accumulata, come una nave a elica che esce o cambia direzione rispetto ad una corrente oceanica in poppa


Ci ho riflettuto anche notando alcuni dettagli ulteriori
- Q, in Q2, fa guadagnare diversi anni alla Voyager semplicemente dando alla Jeneway una lista di piccole correzioni di rotta
- Lo scopo principale delle navi della flotta è esplorare e rivedere luoghi già esplorati anche se non da sorvegliare, ergo fare tanta cartografia stellare, perché lo dovrebbero fare quando ci sono i telescopi (persino quelli su spaziali)? Semplicemente perché anche quelle insignificanti variazioni gravitazionali che possono costituire le masse di materia oscura/materia convenzionale/orbite planetarie/spostamenti naturali dei sistemi solari/nane rosse difficilmente visibili/nebulose etc, possono essere registrate e usate per modificare le rotte/segnalare pericoli/aumentare l'efficienza del sistema di trasporto stellare in genere


Inoltre in questo contesto spiego anche una curiosità derivata: i tunnel di transcurvatura Borg al contrario devono essere il più distanti possibili da una fonte di disturbo gravitazionale, in quanto stabili
Direte "ma se si vede in Voyager che partono dall'orbita stellare e in Picard che si aprono in orbita media dei pianeti!"
Risponderei dicendo che nel primo caso quello poteva essere tranquillamente considerabile come una fonte di energia del sistema stesso e un pozzo gravitazionale utile a stabilizzare il sistema, un hub come può essere la stazione centrale di Milano che corre nel pieno di una citta; nel secondo che quell'uscita può essere vista come un binario di decelerazione, instabile, quando il vero tunnel corre a mezzo anno luce di distanza

Che ne pensate?





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Vecchio 13-05-20, 13:51   #2
Kirk_Jameson
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Predefinito Re: La Curvatura, le rotte e i conti che tornano

Ci può stare tutto; volendo si possono trovare mille spiegazioni per rimediare alle inconsistenze (anche se è più pratico ignorarle).

Può essere che il campo a curvatura sia sensibile alle distorsioni gravitazionali create dalle grosse masse stellari che possono quindi "triggerarlo" e amplificare le sue potenzialità senza stressare la struttura della nave. Tutto può essere.

Buona analisi.





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Vecchio 16-05-20, 21:39   #3
Lory
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Predefinito Re: La Curvatura, le rotte e i conti che tornano

Capita a proposito. Ho appena concluso un ripassino di RG.

Allora. Se presupponiamo che la curvatura di Star Trek sia basata sulla metrica di Alcubierre, si presentano alcuni problemi.

Innanzitutto la curvatura dello spazio metrico descritto nella geometria di Alcubierre è estremamente più significativa di quella provocata dalle stelle. Anche in prossimità di un astro molto massiccio la differenza tra gli ordini di grandezza sarebbe tale che lo spazio esterno si potrebbe sostanzialmente considerare piatto (normale tensore metrico dello spaziotempo di Minkowski).

Per immaginare che il nostro veicolo spaziale a curvatura "interagisca" con il campo gravitazionale generato dalle masse nello spazio, dovremmo accettare che esso si muove lungo delle geodetiche nello spazio metrico. Ma ha ancora senso parlare di percorso lungo una geodetica nel momento in cui la stessa geometria dello spazio circostante è artificiale? E in ogni caso questo percorso sarebbe infinitamente meno curvo rispetto alla metrica di Alcubierre. Ergo, l'effetto sul moto reale, praticamente irrilevante.

La questione diventa ancor più problematica se andiamo a chiederci quali siano i meccanismi di tale interazione. Può il veicolo spaziale nella metrica di Alcubierre risentire degli effetti gravitazionali dello spazio esterno? La domanda non è per niente banale e purtroppo sono stati fatti pochi studi in merito. Krasnikov è comunque riuscito a dimostrare che il moto superluminale della "bolla" di Alcubierre produce una separazione causale totale tra lo spazio interno e quello antestante. In parole povere il veicolo spaziale non può interagire in alcun modo con lo spazio anteriore esterno, né in termini elettromagnetici né gravitazionali.

Questo è chiaro anche nell'ambito della RS: se la bolla si muove a velocità superluminale, come può interagire con ciò che si trova davanti a velocità superiore alla luce?

Se non esiste interazione gravitazionale, non esiste forza conservativa e in conclusione non esiste potenziale gravitazionale, quindi non si può parlare di energia potenziale acquisita o perduta. Niente scambio di energia!

Il discorso è sicuramente molto complicato e, per quel che ne so, non esiste un modello unico o definitivo a cui far riferimento. Alcubierre è l'unico ad aver lavorato a questo argomento ed il risultato è semplicemente una bozza introduttiva. Potrei provare a mandare una mail al professore di RG della facoltà di fisica per avere una risposta un po' più chiara, ma in ogni caso, se il veicolo può risentire della presenza di grandi masse in lontananza, questo effetto sarebbe sicuramente minimo.

Se togliamo di mezzo la fisica, la pseudo-fisica e il technobabble, limitandoci alla mera narrazione: mi ricordo di almeno un'occasione in VOY in cui viene specificato che le navi della Federazione si muovono in linea retta quando viaggiano in curvatura, qualunque cosa voglia dire muoversi in linea retta in curvatura visto che, come dicevo prima, non ha molto senso parlare di percorso lungo una geodetica, se la stessa geometria dello spazio circostante è artificiale.

E adesso torno a studiare.

Ultima Modifica di Lory : 16-05-20 23:47.
Lory Non in Linea   Rispondi Citando
Vecchio 16-05-20, 22:48   #4
Kirk_Jameson
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Predefinito Re: La Curvatura, le rotte e i conti che tornano

Ma infatti se vogliamo prendere la cosa seriamente, tutte le manovre di sponda attorno al sole che fanno per viaggiare nel tempo non hanno senso. Per una nave che si muove a curvatura sette con un campo di tipo Alcubierre pienamente funzionante, la gravità solare è assolutamente irrilevante. Però facciamo finta di no e godiamoci lo show lo stesso.





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Vecchio 16-05-20, 23:46   #5
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Ma possiamo andare ancora più in là: l'intero episodio Domani è Ieri è basato su un'idea di viaggio del tempo assolutamente infantile. Sembra la fisica di Topolino piuttosto che fantascienza.

Ciò nonostante "facciamo finta di no" e quello resta uno dei miei episodi preferiti in assoluto.
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Vecchio 22-05-20, 15:30   #6
Kirk_Jameson
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Assolutamente d'accordo!





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Kirk_Jameson Non in Linea   Rispondi Citando
Vecchio 23-05-20, 10:29   #7
The Emperor
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Predefinito Re: La Curvatura, le rotte e i conti che tornano

Beh, ovviamente io cercavo di mettere una pezza in-verse per giustificare il tutto con una idea affascinante tale da spiegare anche la "geopolitica" di Star Trek
Non sono un fisico e non ho la più pallida idea di quello che sto dicendo, ma mi accattivava l'idea che fa un po' il filo alle attuali modalità di navigazione (quasi tutte le principali rotte marittime seguono le correnti oceaniche)
Se stessimo a guardare il realismo, ci troveremo di fronte ad una deprimente sfilza di no





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Vecchio 23-05-20, 12:12   #8
Lory
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Predefinito Re: La Curvatura, le rotte e i conti che tornano

Sì, lo so. Io ho scritto queste cose perché possono comunque essere uno spunto di discussione. La tua idea era interessante.

A questo punto però, volendo seguire il filone delle "rotte", restando sulla tua proposta, suggerirei i tubi di Krasnikov: forse la Flotta Stellare li usa in combinazione con la curvatura, per certe tratte.

Questo spiegherebbe perché esistono rotte che sembrano molto più "rapide" di altre, anche tra stelle che hanno mediamente la stessa distanza.

Anche qui, è un po' una forzatura (ci sono molti problemi) ma è giusto per chiacchierare...
Lory Non in Linea   Rispondi Citando
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