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Vecchio 22-12-11, 18:42   #1
dogares
 
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Predefinito Ricerca e perdita

Ok ci provo, certa di addentrarmi in un sentiero minato.
Questo film di ST, forse più di qualsiasi altro, si presta ad una serie di analisi di tipo spirituale e sociale, che vanno al di là del mero concetto di film di fantascienza. La ricerca di Spock è inizialmente, e nella sua parte più alta e ben vedere, una ricerca di tipo spirituale. Si cerca l'essenza del vulcaniano, ciò che lo rende unico ed inimitabile, senza la quale ( lo mostra il finale ), egli sarebbe meno di un guscio vuoto. A legare tutti i personaggi in questa catarsi narrativa, è il legame di rispetto, amicizia ed eroismo nella sua forma più alta e somma.
Abbandonare una carriera, una certezza, un futuro per ricercare l'anima dell'amico perduto, più che il suo corpo, non corrisponde infine al disegno del genere umano, che da sempre cerca la forza interiore delle cose, la loro essenza ?
Di fronte a tale ricerca, di contrappasso si sgretolano certezze e vite. Si sgretola il pianeta Genesis, si sgretola la non belligeranza fra Klingon e la federazione, si sgretola l'Enterprise, si distrugge il legame fra Kirk padre e figlio, in un armaggedon di situazioni e di eventi. Forse, pur se amata e voluta da tutti i trekkies, ciò che più stona è il reale ritorno alla vita di Spock, il suo rinascere troppo facilmente mostrato al pubblico, quasi che lo scopo dell'ammutinamento e della morte di David sia stato questo, piuttosto che una profonda realtà spirituale.
Il tutto si chiude con una cerimonia religiosa, un evento senza etichette e sigle ma che mostra la profonda drammaticità dell'animo umano, la sua disperata ricerca di risposte alla domanda ultima: c'è vita dopo la morte ? Ritornarvi è possibile e in quale misura, giusto ?
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Vecchio 29-12-11, 23:58   #2
Didi77
Tecnico
 
Data Registrazione: 05 2011
Messaggi: 409
Genere: Nessuno
Predefinito Re: Ricerca e perdita

Analisi interessante, la tua, ma devo confessarti che questo film mi ha sempre suscitato un po' di contrarietà perché la mia chiave di lettura è diversa.

Io ho sempre pensato che il katra più che una sorta di anima immortale sia l'insieme delle esperienze e dei pensieri di un vulcaniano e che "darlo a qualcuno" significhi fare una sorta di backup: se così non fosse, Spock diventerebbe "un guscio vuoto" subito dopo averlo trasferito in McCoy... voglio dire: "l'anima" (qualunque cosa sia) o è in un corpo o è in un altro, se esiste contemporaneamente in due corpi non può essere l'anima.

E anche il giovane Spock io non lo vedo come un guscio vuoto, ma come un bambino appena nato che cresce troppo in fretta: senza esperienze, chiunque è un guscio vuoto, perché è la vita che fa di noi ciò che siamo (fin da quando siamo nell'utero e cominciamo a percepire i sapori del liquido amniotico e le luci e i suoni esterni). Peraltro è chiaro che "è vivo" e quindi ha un'anima (qualunque cosa ciò voglia dire): ha addirittura un pon farr...

Quindi alla fine ciò che fanno durante il rito religioso lo vedo come una sorta di upload delle esperienze dello Spock originale in un corpo privo di esperienze e questo francamente mi lascia perplesso, perché il nuovo Spock forse avrebbe tutto il diritto di sviluppare una sua personalità autonoma.
Inoltre non capisco come possa esistere un rito simile, visto che non capita tutti i giorni che un vulcaniano torni dall'oltretomba a reclamare il suo katra...
Didi77 Non in Linea   Rispondi Citando
Vecchio 31-12-11, 01:02   #3
dogares
 
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Predefinito Re: Ricerca e perdita

Certo hai ragione circa l'esistere in modo senziente di Spock non appena ha trasferito il suo katra nella mente di McCoy.
Dubito anche che questa possa contenerla senza mandarlo da uno psichiatra. In Fringe avevano almeno inventato che le persone che possedevano le parti della memoria di Bishop senior, manifestavano problemi mentali sino alla loro rimozione.
Penso si che lo Spock adolescente e poi adulto sia un guscio vuoto, come mi pare dica anche Saavik nel film. La sua non è nemmeno una nascita x come la intendiamo noi, dato che il suo è un corpo rigenerato dall'effetto Genesis e qundi, null'altro che un clone del precedente. Piuttosto appare curioso che si rigeneri da bambino e non direttamente dalla matrice originale.
Il pon-faar lo vedo come una mera esperienza fisiologica non legata ad uno stato mentale ( in fondo fa parte degli istinti di un vulcaniano ) ne più ne meno del normale cambiamento adolescenziale di noi tutti.
La cerimonia ha un grande significato religioso e metafisico ma quoto che sia poco credibile, anche se potrebbe ricondursi ad un passato atavico dei vulcaniani circa le loro capacità telepatiche.
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