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Vecchio 28-08-07, 23:02   #1
leonardo
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Predefinito "What if..."

Quando i no delle star hanno cambiato la storia (del cinema).

Se il dubbioso Al Pacino avesse accettato il ruolo dell’avventuriero stellare Han Solo, Harrison Ford sarebbe oggi il falegname stanco di un sobborgo di Los Angeles.
Se il re dei gangster movie anni 40 George Raft non avesse avuto l’irresistibile tendenza all’autodistruzione artistica, Humphrey Bogart non sarebbe diventato Sam Spade di “Il falcone maltese”, madre di tutte le detective story.
Richard Gere non sarebbe assurto a sex symbol del cinema mondiale anni 80 se John Travolta si fosse all’epoca sentito gigolò americano o almeno un po’ ufficiale e gentiluomo.
A ricordare come il trittico di rifiuti (“I giorni del cielo”, “Ufficiale e gentiluomo”, “American Gigolò”) da lui maturati abbiano miracolato la carriera del collega – rivale è lo stesso Travolta in una recente intervista sulla rivista Time:“Non volevo mica essere l’unica star di Hollywood”, scherza, ricordando che anche Tom Hanks gli deve il ruolo in “Splash – Una sirena a Manhattan”.
Sono, questi, esempi tutt’altro che rari nella storia del cinema americano, tanto che andando a ricercare chance mancate e occasioni prese al volo, rimpiazzi da Oscar e rifiuti fatali si può disegnare una vera e propria storia alternativa di Hollywood all’insegna del “what if…”.
Tra i protagonisti di abbagli fulminanti ci sono anche i mostri sacri del cinema: Marlon Brando non volle il ruolo di Sundance Kid per affiancare in “Butch Cassidy” Paul Newman, entrato nella produzione al posto di Steve McQueen (primo acquirente del soggetto di William Goldman).
Dopo Brando la palla passò a Robert Redford e fu un successo. Ma anche a Redford toccò un passo falso e fu il no a “Il laureato”: “Perché non sentivo il progetto sufficientemente naif”. Dustin Hoffman non ebbe lo stesso problema.
Anche ad Al Pacino è toccato far da seconda scelta, anzi da quarta per il suo Michael Corleone in “Il Padrino”: Francis Ford Coppola aveva indicato Warren Beatty, Alain Delon e Burt Reynolds per il figlio del boss Brando. Fu invece il produttore della Paramount Robert Evans a suggerire Pacino, per via di quel suo aspetto fisico da italo americano.

Duello di ruoli, negli anni 80, tra Harrison Ford e Kevin Costner. Entrambi dissero no a “Caccia a Ottobre rosso” per la parte poi assegnata ad Alec Baldwin.
Ford disse no anche a “Jfk” di Oliver Stone, accettato da Costner che, invece, dovette abbandonare il ruolo di presidente degli Stati Uniti in “Air Force One”, cucito su misura per lui, perché in ritardo con la lavorazione del suo kolossal da regista “L’uomo del giorno dopo (The Postman)”.
Leggenda vuole che fu lo stesso Costner a chiamare al telefono il rivale Ford, che accettò volentieri.
“L’uomo del giorno dopo” fu un disastro come il western “Terra di confine – Open Range”, per dirigere il quale Costner aveva rifiutato il ruolo di Bill in “Kill Bill” di Quentin Tarantino (ruolo poi andato a rinverdire la carriera di David Carradine).
Anche Ford ha avuto diverse occasioni per mangiarsi le mani: ha rifiutato il ruolo di giudice in “Traffic”, poi andato a Michael Douglas ma anche quello di Oskar Schindler nel film di Spielberg e, ancora, “Gli intoccabili” di Brian De Palma, rimpiazzato ancora una volta da Costner.
“La sola scelta che veramente rimpiango” ha ammesso recentemente Ford “è stato il no all’agente CIA Bob Barnes di “Syriana”. Glielo aveva offerto il produttore Gorge Clooney che poi ha interpretato lui stesso la parte, vincendo l’Oscar.

Continua...





"Possedere non è dopotutto così importante come desiderare. Non è logico ma è spesso vero!" (Spock - "Il duello").
"Non avrei mai creduto che sarei rimasta turbata dal tocco di un vulcaniano!" (Comandante Romulana - "Incidente all'Enterprise").
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".
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Vecchio 28-08-07, 23:02   #2
leonardo
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Predefinito Re: "What if..."

Anche sul versante femminile il tanto celebrato “intuito” non ha spesso funzionato come avrebbe dovuto nella scelta dei ruoli giusti.
Non nel caso di Bette Davis, che oltre all’enorme talento era dotata di grandissimo fiuto. E, infatti, avrebbe fatto carte false per interpretare Rossella O’Hara in “Via col vento”: si sottopose perfino, lei già attrice di grido, a un provino insieme a centinaia di altre candidate. Ma non la spuntò, e “dopotutto domani è un altro giorno” lo disse Vivine Leigh che si aggiudicò l’Oscar da protagonista.
Anche alla Davis era toccato, però, un rimpiazzo fortunato, in un film nel quale avrebbe regalato un’interpretazione entrata nella storia del cinema: nel 1950 in “Eva contro Eva” la parte di attrice matura ingannata da una collega giovane e scaltra le arrivò grazie al forfait di Claudette Colbert.

Anche molte delle stelle dark di Hollywood sono nate di luce riflessa. È successo per la protagonista di “Attrazione fatale”: Adrian Lyne avrebbe voluto Miranda Richardson e, invece, si dovette accontentare di Glenn Close che ebbe un incredibile successo nel ruolo di psicopatica rovina matrimoni.
Ancora più eclatante il ruolo – carriera di Sharon Stone, che accettò la parte di scrittrice assassina in “Basic Instinct” (con annesso il famoso accavallamento di gambe) che era stato scartato da Meg Ryan, Kim Basinger, Melanie Griffith e Julia Roberts.
Quest’ultima colse al volo il ruolo di prostituta-cenerentola dell’Hollywood Boulevard in “Pretty woman” snobbato dalla bionda Daryl Hannah, che riteneva il ruolo “denigratorio per una donna”. Ma anche l’attrice da venti milioni di dollari a ingaggio ha perso qualche grande occasione, come la parte in “Shakespeare in love” che ha portato l’Oscar a Gwyneth Paltrow.
Stranamente aveva tralasciato anche “Insonnia d’amore”, grande successo al botteghino per Meg Ryan e Tom Hanks.
Curioso, per un attrice che ha sempre avuto fiuto per l’incasso, come dimostra la battaglia feroce che fece per soffiare, con successo, il film “Se scappi ti sposo” a Sandra Bullock.
La diva di “Speed” in una recente intervista ha candidamente spiegato che la sua carriera sarebbe stata più felice senza la scomoda rivale al titolo di “fidanzata d’America”, colpevole di soffiarle sempre i ruoli migliori.

In tempi più recenti non sono mancati treni persi per ottime interpreti: l’attrice inglese Samantha Morton ha detto no al ruolo di scapestrata in “Ragazze interrotte”, poi valso l’Oscar ad Angelina Jolie, mentre Angela Bassett si è negata a “Monster’Ball” per non girare scene di nudo. Il suo pudore le ha fatto mancare l’appuntamento con il primo Oscar da protagonista vinto da un’africana americana, andato ad Halle Berry.
La giovane Kirsten Dunst, la Mary Jane di “Spider-Man”, per un soffio non si è aggiudicata il ruolo di groupie in “Quasi famosi-Almost famous”, fruttato l’Oscar a Kate Hudson.

Avrebbero potuto avere una geografia di volti ben diversa anche alcuni dei kolossal più recenti.
Keanu Reeves, ad esempio, è stato tutt’altro che il primo ad essere considerato per interpretare l’Eletto Neo in “Matrix”: i fratelli Wachowski avevano pensato a Brad Pitt e Will Smith, che ha detto no ma poi ha piazzato la moglier Jada Pinkett Smith nei capitoli successivi della saga.
Anche sulla trilogia fantasy “Il Signore degli anelli” c’è stato qualche riassestamento: Daniel Day Lewis era stata la prima scelta per Aragorn (andato poi a Viggo Mortensen) mentre Kate Winslet doveva essere la guerriere Eowyn, che abbiamo conosciuto con il volto dolce dell’australiana Miranda Otto. Ma il rifiuto più clamoroso è stato quello di Sean Connery, che ha detto no al ruolo del mago dalla barba bianca Gandalf (poi splendidamente incarnato da Sir Ian McKellen) perché non aveva voglia di trascorrere 18 mesi sul set in Nuova Zelanda.
Ma c’è almeno un caso in cui il rifiuto di un ruolo, invece che fatale si è rivelato salvifico: è quello di Christian Slater. Non accettò il ruolo da protagonista di “Il corvo” originariamente pensato per River Phoenix (morto per overdose) che andò a Brandon Lee. E il figlio di Bruce Lee fu ucciso per sbaglio, a 28 anni, da un collega con un frammento di proiettile proprio sul set del film che avrebbe dovuto lanciarne la carriera.

Fonte: “Il Venerdì” di Repubblica – 17/08/2007





"Possedere non è dopotutto così importante come desiderare. Non è logico ma è spesso vero!" (Spock - "Il duello").
"Non avrei mai creduto che sarei rimasta turbata dal tocco di un vulcaniano!" (Comandante Romulana - "Incidente all'Enterprise").
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".
leonardo Non in Linea  
Vecchio 29-08-07, 09:40   #3
Essence
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Predefinito Re: "What if..."

Interessante, anche se generalmente faccio questo giochino per i ruoli trek. Per quanto riguarda il cinema, non mi sarebbe dispiaciuto vedere altre attrici al posto di Julia Roberts (a cominciare da Daryl Hannah in "Pretty Woman").
Essence Non in Linea  
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