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Vecchio 24-09-04, 23:16   #11
deepwest
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Predefinito Re: Marte

Secondo me con la tecnologia di questi tempi,che corre come un toro che cerca di incornare al fondoschiena il suo torero,la possibilita di riuscire a scoprire se su marte ci sia stata vita in passato o che ci sia tutt'ora,
potrebbe essere vicina più che mai,
Soprattutto se e vero che l'aggenzia spaziale europea
spera di portare un equipaggio umano su Marte entro il 2010,
Credo sia estremamente affascinante scoprire se su marte ci sia stata vita o anche solo acqua allo stato liquido e alla possibilità che in un lontano futoro si possa popolare Marte ipotesi che e presa in seria considerazione da scienziati,astrofisici e non ultimi astronomi.
Ecco questo e un interessante argomento che potremmo continuare in questo topic magari qualcuno
può scrivere come si potrebbe far diventare marte come la terra,la materia prima già cel abbiamo il ghiaccio ai poli si ma come farla sciogliere?
Magari e una cavolata ma potrebbe essere divertente


Prima l'uomo sulla luna e ora pensiamo addirittura di popolare un pianeta milioni di chilometri più distante,dove arriveremo di questo passo! :borg
deepwest Non in Linea   Rispondi Citando
Vecchio 12-10-04, 11:24   #12
Vivix
 
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Predefinito Re: Marte

Forse quello che sto per scrivervi non è proprio quello che a voi interessa sapere, però visto che si parla di Marte ve lo scrivo ugualmente.

Le strane lune di Marte
(fonte: "Il libro dei fatti incredibili ma veri" di Charles Berlitz)

Fu soltanto nel 1877 che l'astronomo Asaph Hall, mentre scrutava con i suoi strumenti il cielo notturno, vide per la prima volta le due lune orbitanti intorno a Marte, mai nessun altro astronomo aveva individuato prima di allora tale fenomeno.
Ma Jonathan Swift, l'autore dei Viaggi di Gulliver, un libro che anticipava la fantascienza, aveva già scritto di queste lune molto tempo prima, spingendosi al punto di fornire con noncuranza in un romanzo puramente fantastico, scritto nel 1726, centocinquant'anni prima che Asaph Hall facesse "ufficialmente" la sua scoperta.
Swift scrisse:
"due stelle minori, o satelliti, che ruotano intorno a Marte ... quella interna dista dal centro del pianeta principale esattamente tre volte il suo diametro, e quella esterna cinque, la prima ruota nell'arco di dieci ore, e la seconda impiega invece ventun ore e mezzo ..."
Come faceva a saperlo Swift? L'aveva forse letto in qualche improbabile testo antico e ignoto alla scienza o alla letteratura?
Oppure, se tutto era soltanto fruttto della sua immaginazione, come mai aveva indovinato?
Niente di quanto scrisse lascia intravedere una risposta.

Le lune sono oggi una verità riconosciuta dall'astronomia.
Asaph Hall, in omaggio all'antichità, le chiamò Phobos (paura) e Deimos (terrore), che erano i nomi antichi dei "cavalli di Marte", il dio della guerra, da cui il pianeta rosso aveva ricevuto il nome numerosi secoli fa.
Ma un mistero ancora più grande, suggerito dalla forma e dal comportamento eccentrico delle lune, aspetta tutt'ora di essere risolto.
Alcuni osservatori hanno ipotizato che esse siano stazioni spaziali.
Il mistero potrà essere risolto entro pochi anni, se l'esplorazione dello spazio proseguirà al ritmo attuale.
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Vecchio 18-10-04, 15:14   #13
Utopia_Planitia
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Predefinito Re: Marte

Ecco, la terraformazione (o terraforming in inglese) di Marte è un bellissimo argomento di discussione!
Effettivamente si sono fatti studi in proposito e le conclusioni sono da lasciare senza fiato!
Bisogna considerare che su Marte abbiamo un'atmosfera di CO2 molto rarefatta e temperature all'equatore paragonabili a quelle che sulla Terra abbiamo sull'antartide!
Quindi per terraformare Marte come primo passo dovremmo innalzare la temperatura (creare quindi un effetto serra) e "rinforzare" l'atmosfera già presente...
Alcuni studi suggeriscono di abbassare l'albedo medio del pianeta (per chi non lo sapesse, l'albedo è la "luminosità" di un pianeta, ossia la quantità di luce solare che riflette), "dipingendo" il pianeta con del nerofumo! In questo modo la quantità di radiazione solare trattenuta dal pianeta aumenterebbe, con conseguente riscaldamento. Altri propongono di immettere nell'atmosfera di Marte una quantità impressionante di CFC (per intenderci, i gas responsabili del buco dell'ozono) ma non mi ricordo perchè...
Comunque per aumentare la pressione su Marte e cominciare ad "ossigenarlo", si pensa di farvi attecchire dei licheni o delle piante geneticamente modificate per resistere a quelle condizioni estreme... cosa ovviamente non fattibile ancora con le tecnologie odierne.
Avere temperature e pressioni più elevate porterebbe ovviamente al mantenimento dell'acqua in forma liquida, acqua che si potrebbe portare sul pianeta facendovi cascare sulla superficie qualche bella cometa recuperata nella nube di Oort (altra cosa per adesso fantascientifica!). Il tutto fattibile in non meno di 8000 anni!!!!
Però Marte sarebbe abitabile anche prima, per i coloni basterà andare in giro con una semplice maschera ad ossigeno, senza le ingobranti tute da astronauta.
Vabbè, chi vivrà vedrà!





\"...e quando si levarono le brume di anidride carbonica, apparve il sassoso pianoro di Utopia Planitia.\"
Utopia_Planitia Non in Linea   Rispondi Citando
Vecchio 29-10-04, 21:57   #14
Riker
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Predefinito Re: Marte

SPAZIO: C'è metano su Marte, nuova scoperta italiana.

Ci sono sorgenti di metano ben localizzate su Marte, anche se la loro origine non e' ancora chiara e potrebbe forse essere di origine biologica.
Ad individuarle è stato lo strumento dell'Agenzia Spaziale Italiana PFS (Planetary Fourier Spectrometer), a bordo della sonda Mars Express, dell'Agenzia Spaziale Europea.
I dati, anticipati nel mese scorso nella conferenza internazionale su Marte organizzata dall'ASI a Ischia, saranno pubblicati nel dettaglio oggi su Science.

La concentrazione di metano su Marte non e' affatto uniforme, rileva lo studio coordinato da Vittorio Formisano, dell'Istituto di Fisica dello spazio interplanetario dell'INAF.
In alcune zone del pianeta rosso il metano e' praticamente assente , mentre in altre aree la concentrazione e' elevata. ''Il metano - scrivono gli autori - e' una traccia importante di possibili processi biologici, interni o ancora atmosferici su Marte''.
Che il pianeta potesse ospitare batteri produttori di metano e' una possibilita' presa in considerazione anche in passato. I dati dello spettrometro italiano potrebbero essere i primi a fornire degli indizi concreti in questa direzione, ma al momento non sono sufficienti per tratte conclusioni definitive.

Un aspetto, questo, che gli autori rilevano fortemente: ''avere scoperto metano su Marte non implica la presenza di vita sul pianeta. Questa e' una possibilita', ma e' plausibile che il metano derivi da altre fonti''.
Sono quindi, al momento, altrettanto fondate le ipotesi secondo cui il metano potrebbe essere prodotto da un'attivita' di tipo idrotermale, dalle reazioni che avvengono tra l'acqua e le rocce basaltiche, oppure potrebbe avere un'origine esterna al pianeta, come l'impatto di una cometa.

Fonte:Il Resto del Carlino
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Vecchio 01-11-04, 03:08   #15
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Predefinito Re: Marte

SPAZIO: Spirit e Opportunity superano le 50mila immagini.

I rovers su Marte hanno raggiunto un simbolico traguardo. Spirit e Opportunity, atterrati nel cratere di Gusev e sul Meridiani Planum ormai dieci mesi fa, hanno raccolto un tesoro inestimabile di immagini.

Quattro tipi diversi di strumenti ottici ci hanno permesso di dare uno sguardo a Marte dalle scale millimetriche, grazie al Microscopic Imager, ai panorami sull'orizzonte con le Pancam, non tralasciando qualche sguardo ai satelliti marziani Phobos e Deimos, al Sole e alla Terra. Importantissimo il ruolo delle fotocamere di navigazione e di rilevazione degli ostacoli, indispensabili per la pianificazione degli obiettivi e del percorso.
I due Rovers hanno raccolto ben più del doppio delle immagini dei due Viking e del Mars Pathfinder messi assieme. "Le immagini continuano ad essere meravigliose. Una grande differenza rispetto alle missioni precedenti è che i rovers continuano a mostrarci nuovi posti e nuove viste" ha detto Justin Maki, imaging scientist del Jet Propulsion Laboratory (JPL).
Le fotocamere stereo panoramiche sono quelle che hanno fornito il maggior numero di immagini: il 35% per Spirit e il 32% per Opportunity. Le foto a colori sono state ottenute componendo con complessi algoritmi le immagini grezze scattate con filtri differenti, tenendo conto anche delle importanti immagini di calibrazione dell'apposita meridiana presente sui rovers. Non c'è da stupirsi che la maggior parte delle 50mila foto abbiano come soggetto proprio la meridiana di calibrazione.
Con le hazcam, le fotocamere di rilevazione degli ostacoli, sono state realizzate il 9% delle immagini di Spirit e il 3% di quelle di Opportunity. La discrepanza è spiegabile dal fatto che Spirit ha percorso 3,6 km mentre Opportunity solamente 1,6 km.
Inoltre, Meridiani Planum è caratterizzato da una superficie molto meno accidentata di quella del cratere Gusev.
Le fotocamere di navigazione navcam, poste a fianco delle pancam, hanno minore risoluzione e sono prive di filtri. Hanno ottiche grandangolari ed hanno raccolto il 7% delle immagini di Spirit e il 6% di Opportunity.
Il microscopic imager (fotocamera microscopica), presente sul braccio robotico, è uno strumento fondamentale perchè permette ai geologi di intuire la storia stessa della roccia in analisi, mostrando il posizionamento degli strati e le deformazioni che questi hanno subito. Rispetto al numero di immagini riprese dai due rovers ha contribuito per il 2% di Spirit e per il 4% di Opportunity. Si giustifica anche qui la differenza fra i due rover se si tiene conto che Opportunity si è dedicato molto più di Spirit all'analisi delle rocce stratificate presenti sia nel piccolo cratere dell'atterraggio, sia nell’assai più grande cratere Endurance dove lavora tuttora. Sino ad oggi le rocce stratificate trovate da Spirit sono state ben poche, la maggior parte delle quali nelle ultime settimane durante la scalata delle colline Columbia.
La presenza delle rocce stratificate è importante per farci capire non solo se in passato vi sia stata la presenza di acqua ma anche comprendere il tipo di ambiente acquatico in cui queste si formarono. Le analisi di Opportunity effettuate tramite la fotocamera microscopica hanno fornito indicazioni addirittura sulla velocità di scorrimento dell'acqua.
Non è da dimenticare, infine, la fotocamera di discesa posta sotto al lander che alloggiava il rover durante la fase di atterraggio. Grazie a questa è stato possibile inquadrare la zona precisa in cui si sono fermati i rovers, confrontando le immagini di discesa con quelle degli orbiter Surveyor e Odyssey.
Nel 1976 il Viking 1 in 79 mesi inviò 3542 fotografie, il Viking 2 in 43 mesi ne inviò 3043. Nel 1997 il Mars Pathfinder inviò 16635 immagini dal lander e 628 dal suo rover Sojourner. La missione durò 12 settimane. Nonostante l'importanza di tutti gli altri strumenti, le fotocamere sono senz'altro il modo più immediato per dare un'idea, anche alla persona comune, di come sia fatto un mondo lontano milioni di chilometri.
Fonte: uai.it
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Vecchio 02-11-04, 01:07   #16
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Predefinito Re: Marte

Essendoci piu Topic che trattano l'argomento MARTE, li ho uniti tutti in uno solo, QUESTO, cosi' le informazioni restano unite.


MARTE Post UNITI

Mars Express: Marte come la Terra
La sua crosta è a zolle tettoniche

In passato Marte non era un pianeta immobile come appare oggi, ma era mosso da un'intensa attività geologica simile a quella che si verifica oggi sulla Terra. Aveva infatti una crosta divisa in zolle tettoniche il cui movimento ha permesso in passato il formarsi di oceani, montagne e vulcani. *
Le ultime preziose informazioni sul Pianeta Rosso non ci arrivano dai due robottini che stanno percorrendo palmo a palmo la superficie marziana, bensì dalle foto scattate dalla sonda europea Mars Express in una zona chiamata Acheron Fossae. Questa regione si trova nella pianura di Tarsi, mille chilometri a nord del monte Olimpus, il vulcano più alto dell'intero sistema solare. *
Queste immagini mostrano chiaramente le faglie tettoniche che scorrono lungo tutta la crosta di Marte, e ci restituiscono inconfutabili prove di una forte attività geologica preesistente. Oggi il pianeta si è raffreddato, e la sua crosta, a quanto sembra, è ormai immobile. *
Le foto inviate dalla sonda Mars Express testimoniano dunque che milioni di anni fa, grazie a un'atmosfera più densa, ai mari e ai monti, Marte era veramente un pianeta molto simile al nostro.
11/5/2004


Giovedì 22 Luglio 2004 * *
Spazio,nuovo meteorite proveniente da Marte trovato in Antartide

WASHINGTON (Reuters) - Un meteorite proveniente da Marte è stato scoperto in Antartide.
"Abbiamo trovato circa 13.000 meteoriti in Antartide e questo è solo il sesto proveniente da Marte", ha spiegato al telefono Timothy McCoy, responsabile del dipartimento meteoriti alla Smithsonian Institution.
Gli altri meteoriti giunti da Marte sul nostro pianeta sono stati rinvenuti al di fuori del territorio dell'Antartide, ha aggiunto McCoy.
Secondo quanto riferito dallo studioso, ciò che rende speciali queste rocce è che sono relativamente grandi: "Si tratta di una roccia di 700 grammi, ma secondo gli standard dei meteoriti si tratta di un'enorme quantità di materiale", ha aggiunto.
Spesso gli scienziati si trovano a lavorare con quantità di materiale pari a un millesimo di grammo, ha spiegato McCoy. *
Gli scienziati dello Smithsonian hanno detto che sono in grado di stabilire l'origine della rocce marziane grazie alla tipologia di mineralogia, di sostanza e di ossidazione con cui esse si presentano.
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Vecchio 02-11-04, 01:08   #17
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Predefinito Re: Marte

Ritardo su marte per la missione Mars Express: il radar Marsis,di fabbricazione italiana,che avrebbe dovuto iniziare la sua attività ieri,comincerà invece a funzionare a maggio per cause di natura tecnica.Lo ha precisato L'A.S.i, Agenzia Spaziale italiana.


E se non ci fosse acqua su Marte?
Un astronomo australiano ha identificato quello che potrebbe essere il primo flusso attivo di fluidi sulla superficie di Marte, e non è una buona notizia per quanti sperano ancora di trovare vita sul Pianeta Rosso. Nick Hoffman, dell'Università di Melbourne, ha scoperto alcuni canali in via di sviluppo nelle regioni polari di Marte, utilizzando immagini riprese dal Mars Global Surveyor. Ma, al contrario della maggior parte dei ricercatori, Hoffman sostiene che il liquido ha forti probabilità di essere anidride carbonica.
Nell'ultimo numero della rivista "Astrobiology", Hoffman ha presentato la sua scoperta e dimostrato che ci sono altre sostanze liquide che possono fluire sulla superficie di Marte, e l'acqua è il candidato meno probabile. Hoffman dice che i canali che ha identificato nelle immagini sono stati creati più facilmente da vere e proprie valanghe di anidride carbonica.
"Le conseguenze di questo per la vita su Marte sono disastrose," dice Hoffman. "Se simili meccanismi sono responsabili di tutti i canali recenti su Marte, allora la vita in superficie che la NASA sta disperatamente cercando potrebbe non esistere."


Marte non era un pianeta caldo e umido
Nonostante occasionali piogge calde, il pianeta sarebbe stato quasi sempre freddo e asciutto.
L'idea che Marte fosse stato in precedenza un pianeta simile alla Terra, e che possa dunque aver ospitato forme di vita, è stata disattesa da un nuovo studio dell’Università del Colorado di Boulder. I risultati degli astrofisici Teresa Segura e Owen B. Toon indicano piuttosto che il pianeta rosso è quasi sempre stato freddo e asciutto, sin dalla sua formazione, circa 4 miliardi di anni fa.
Gli scienziati hanno usato foto e modelli al computer per mostrare che grandi asteroidi o comete hanno colpito il pianeta 3,5 miliardi di anni fa. Gli impatti sono avvenuti nello stesso periodo in cui si formavano i grandi canali.
Secondo i dati disponibili, in quel periodo avvennero su Marte almeno 25 enormi impatti, provocando un volume di detriti in grado di ricoprire completamente il pianeta. Il materiale avrebbe causato la fusione di porzioni superficiali e del ghiaccio polare, provocando le piogge calde che avrebbero creato fiumi e canali."Ma anche se ci furono brevi periodi caldi e umidi, - afferma Segura - per la maggior parte della sua storia Marte è rimasto un pianeta freddo e asciutto."
La ricerca sarà pubblicata sulla rivista "Science".
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Vecchio 02-11-04, 01:09   #18
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Predefinito Re: Marte

In un volo per Marte rischierebbe la morte il 50% degli astronauti.

Il rischio maggiore sarebbe quello delle forti radiazioni cosmiche composte da protoni ed elettroni che, senza adeguati schermi in grado di bloccarle supererebbero il limite sopportato dall'organismo umano.Un viaggio su Marte senza adeguati sistemi di protezione contro le radiazioni cosmiche sarebbe mortale per il 50% degli astronauti. Lo sostiene Norbert Vana, uno scienziato che compie ricerche sulle radiazioni all'Istituto atomico delle università austriache. Lo studioso ha esaminato le radiazioni che minacciano gli astronauti, arrivando alla conclusione che 'la forte esposizione è uno dei problemi irrisolti'.
Due le sorgenti principali delle radiazioni nel cosmo, secondo Vana. Una e' l'irradiazione galattica, un effetto di risonanza legato alle supernove, cioè alle violente esplosioni di stelle. E' relativamente uniforme ed è costituita per circa l'85% da protoni. C'è poi il vento solare, proveniente dalla stella del nostro sistema planetario, che è costituito principalmente da protoni ed elettroni. La sua intensità subisce forte oscillazioni, con sbalzi a volte di mille volte maggiori durante le fasi di maggiore attività.
La popolazione sulla Terra è protetta dai raggi grazie al campo magnetico del pianeta. Per la stazione spaziale internazionale Iss, che pure ad un'altezza di circa 400 km si trova ancora all'interno del campo magnetico terrestre, l'effetto di protezione è chiaramente indebolito e gli astronauti si trovano esposti ad un miscuglio di raggi. Quando i protoni urtano l'involucro esterno della stazione, si formano radiazioni secondarie, e per proteggere gli astronauti vengono utilizzati schermi d'alluminio. Le lastre di protezione, per ragione di costi - peso è denaro nello spazio - attualmente sono realizzate con uno spessore di 1,5 millimetri. Vana ha esaminato l'influsso delle radiazioni sull'uomo nei diversi ambienti della Stazione spaziale. A questo scopo sono stati utilizzati speciali dosimetri. 'Il luogo più sicuro sull'ISS è il gabinetto' afferma Vana, risultati delle analisi alla mano, in quanto il livello di radiazioni è il più basso di tutta la stazione.
Appena una astronave lascia il campo magnetico di protezione della Terra, si trova subito esposta al bombardamento di radiazioni cosmiche. 'Sebbene ci siano ancora relativamente poche misurazioni sicure, è possibile calcolare che gli esseri umani durante un viaggio verso Marte sarebbero esposti ad un livello di radiazioni da due a quattro Sievert. Sei o sette Sievert sono mortali. Quindi c'è il pericolo che il 50% dei membri dell'equipaggio muoia durante il tragitto verso Marte'.
Le radiazioni provenienti dal cosmo sono un problema anche per l'atmosfera terrestre, perché una piccola parte riesce a superare il campo magnetico. Con l'aumentare della densità dell'aria, le particelle entrano in collisione con le molecole di azoto e con quelle di ossigeno, producendo una radiazione secondaria. Il punto di maggiore concentrazione si trova a circa 15 km dal suolo, e riguarda quindi anche i voli di linea, soprattutto quelli del Concorde che si svolgono a tale quota. I possibili effetti dannosi, soprattutto per il personale di bordo, sono da anni oggetto di dibattito.
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Vecchio 02-11-04, 01:10   #19
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Predefinito Re: Marte

Per vedere l'uomo, Marte dovrà ancora attendere

Un summit di esperti svoltosi in Spagna prevede che l'uomo non potrà mettere piede sul Pianeta Rosso prima del 2020. Prosegue intanto il programma di esplorazione con sonde automatiche.
Di andare in vacanza su Marte non se ne parla nemmeno: gli esperti del pianeta rosso, riuniti nei giorni scorsi a Madrid, per discutere delle prossime missioni spaziali sono concordi che l'uomo non potrà affrontare il viaggio prima del 2020.
Gli scienziati hanno spiegato che saranno necessarie lunghe analisi prima di esporre un corpo umano alle eventuali ripercussioni di un viaggio nello spazio di 6-8 mesi.
Viatcheslav Linkine, del Centro di Astrobiologia del INTA (Russia), ha spiegato che è necessario capire che tipo di propulsione usare, perché non sarà possibile impiegare propellenti chimici o l'energia nucleare con un equipaggio umano.
Gli scienziati hanno studiato alternative possibili basate sulla spinta a energia solare, ma il vettore dovrà essere dotato di pannelli rifrangenti di 300 metri quadrati.
James Garvin della NASA ha spiegato che per il 2010 le agenzie spaziali saranno in possesso di sufficienti informazioni per capire che spinta utilizzare.
Anche grazie ai risultati delle due missioni in programma. Nel 2003 partirà 'Mars Exploration', la prima missione che atterrerà sul pianeta (nel 2004) con lo scopo di studiare l'atmosfera e la superficie del pianeta in cerca di possibili tracce di microrganismi.
Nel 2009, con i dati della prima missione, verrà lanciata una seconda sonda per effettuare analisi di carattere specifico. Per il momento i costi stimati sono di 20 miliardi di dollari.


Il gondoliere di Marte.

Marc Kramer del Centro di Ricerche Ames della Nasa, probabilmente non ha mai immaginato le gondole. Però ha trovato che su Marte potrebbe esserci stata una fitta rete di canali pieni d'acqua interconnessi tra loro e con una serie di laghi
E' proprio la prova che ci voleva per contrastare alcune teorie sulla questione "acqua su Marte". I segni di antichi fiumi ci sono nelle foto, questo è difficile metterlo in dubbio. Quindi ci fu un tempo in cui l'acqua correva sul pianeta rosso. Però secondo alcuni era semplicemente un fenomeno passeggero: forse appariva dal sottosuolo e poi tornava giù, forse veniva da piogge che si verificavano in un epoca in cui c'era un'atmosfera più densa.
Insomma, non veri fiumi e laghi, ma fenomeni occasionali, che non avrebbero mai potuto dare origine alla vita. Il fatto è che queste teorie sembrano corrette se si pensa ad un particolare: molti dei "fiumi" marziani sembrano non andare da nessuna parte. Nessun lago li accoglie, e neanche si gettano in un altro corso d'acqua.
Però Kramer vuole ribaltare questa immagine. Usando i dati raccolti dal radar della sonda Mars Global Surveyor, in orbita attorno al pianeta, ed elaborandoli al computer, lo scienziato americano ritiene di avere trovato tracce molto chiare del fatto che un tempo esistevano connessioni tra i vari corsi d'acqua.
"Sappiamo da qualche tempo - dice Kramer - che Marte ha quelli che sembrano letti di laghi prosciugati, oltre a particolari strisce che ricordano letti di fiumi. Ma proprio alcune di queste striature finiscono nelle pianure e terminano bruscamente. Questo studio mostra invece come le due formazioni geologiche sono collegate le une alle altre, formando un singola, integrata, rete di corsi d'acqua che potrebbe essere esistita su Marte in un certo periodo".
Il radar, insomma, non si sarebbe fatto ingannare, soprattutto con l'aiuto del computer. Ma di sicuro questa ricerca, che appare su EOS, una pubblicazione dell'American Geophysical Union, non servirà a smorzare il dibattito su cosa abbia veramente rappresentato la presenza di acqua su Marte.
14.02.2003
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Vecchio 02-11-04, 01:12   #20
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Predefinito Re: Marte

Tutti gli uomini dei canali di Marte

Mentre Marte e la Terra corrono verso il loro appuntamento del 27-28 agosto, è utile fare chiarezza su due questioni spesso distorte nei libri di divulgazione astronomica: che Giovanni Virginio Schiaparelli abbia per primo parlato dei canali di Marte e che Eugène Antoniadi (nella foto) per primo ne abbia denunciato l’inesistenza. In realtà il primo a parlare di canali fu padre Angelo Secchi (1818-187, direttore dell’Osservatorio Vaticano, e il primo a demolirne il mito fu Vincenzo Cerulli (1859-1927), nel suo Osservatorio di Collurania, in Abruzzo.
Padre Secchi, gesuita, fu un pioniere della spettroscopia applicata alla ricerca astronomica. A lui si deve la prima classificazione delle stelle, che Secchi stabilì in quattro tipi sulla base del colore dominante: fu l’inizio dell’astrofisica e dell’analisi chimica delle atmosfere stellari. Un altro campo a cui Secchi diede fondamentali contributi fu quello degli studi sul Sole. A Marte padre Secchi dedicò una serie di osservazioni nel 1869: vedendo certe linee scure e una larga macchia triangolare anch’essa scura nella regione della Syrtis Major, battezzò quella struttura «Canale d’America», pensando probabilmente a un braccio di mare (e infatti in italiano la parola canale è usata anche in questo significato).
Ma la personalità dell’astronomo del Vaticano è troppo ricca di spunti perché qui si possa darne conto: anche molte pagine sarebbero insufficienti, fermiamoci quindi a queste note essenziali.
Vincenzo Cerulli nacque a Teramo e si laureò in fisica a Roma nel 1881 per poi andare in Germania a perfezionare i suoi studi dal 1882 al 1885 al Rechen Institut e negli Osservatori di Bonn e Berlino. Rientrato in Italia, divenne assistente di padre Tacchini all’Osservatorio del Collegio Romano. Nel 1890 avviò i lavori per dotarsi di una specola privata su una collina presso Teramo, che chiamò Collurania, e dove fece installare un ottimo rifrattore Cooke da 40 centimetri, tuttora in attività. Nel 1917 avviò le pratiche per donare losservatorio allo Stato: il passaggio di proprietà avvenne nel 1919.
Fu proprio a Collurania che Cerulli, osservando pazientemente Marte, giunse alla sua idea di «proiezione e interpretazione psicologica» come meccanismo percettivo che porta all’illusione di vedere i canali. Eletto presidente della Società Astronomica Italiana, studiò a lungo anche gli asteroidi, scoprendo il 2 ottobre 1910 Interamnia, sesto pianetino in ordine di grandezza, con un diametro di 334 chilometri.
Eugène Antoniadi nacque nel 1870 a Costantinopoli da una famiglia greca, fece studi classici e seguì i corsi di architettura. La sua passione era però l’astronomia e a 17 anni iniziò le sue osservazioni a Prinkipo, un’isoletta del Mar di Marmara, usando un rifrattore da 7,5 centimetri di obiettivo e capace di 300 ingrandimenti per realizzare i suoi primi disegni di Marte. A 23 anni durante un soggiorno a Parigi conobbe Camille Flammarion, fervente sostenitore dell’esistenza su Marte di canali artificiali, analogamente a Percival Lowell negli Stati Uniti.
Flammarion propose ad Antoniadi di diventare suo assistente all’Osservatorio di Juvisy, dove un mecenate gli aveva fatto costruire un Osservatorio dotato di un ottimo rifrattore Merz da 24 centimetri. Antoniadi accettò ma dopo alcuni anni entrò in contrasto con Flammarion in quanto questi si appropriava di tutte le sue osservazioni e scoperte. Così nel 1902 lascia Juvisy, sposa una ricca ragazza conosciuta nella comunità greca di Parigi e ritorna in Turchia. Nel 1909 però è di nuovo a Parigi, dove Henri Deslandre gli permette di usare il grande rifrattore Henry da 83 centimetri dell’Osservatorio di Meudon.
In quell’anno Marte è in opposizione perielica molto favorevole e Antoniadi il 20 settembre può osservare il pianeta in condizioni atmosferiche eccezionalmente buone: è così che i canali svaniscono sotto gli occhi di quell’acutissimo osservatore, dotato per di più del terzo maggior rifrattore del mondo.
Scrive Antoniadi: «Grazie al bell’obiettivo di Henry vidi i canali rettilinei dissolversi là dove i particolari più fini, inaccessibili ai telescopi di Schiaparelli e di Lowell e confermati dalla fotografia, erano evidenti e costantemente visibili. Di qui una critica fatale all’esistenza della pretesa rete di canali.». E a Percival Lowell, che osservava a Flagstaff negli Stati Uniti, telegrafa ironicamente: «Il telescopio di Meudon è troppo potente per mostrare i canali».
Dopo la prima guerra mondiale, divenuto universalmente famoso, Antoniadi prese la cittadinanza francese e ricevette molti premi scientifici e la Legion d’Onore. Morì il 10 febbraio 1944, venti giorni prima di compiere 74 anni. La sua vista non era più quella perfetta dei bei tempi ma fino al 1941 aveva compiuto osservazioni a Meudon. Oggi su Marte un cratere ricorda il suo nome.
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