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Vai Indietro   TrekPortal - Il Forum di Star Trek in Italia > I lungometraggi di Star Trek > Star Trek XII: Star Trek Into Darkness

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Vecchio 25-07-15, 23:01   #1
Kirk_Jameson
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Predefinito La concezione fantasiosa delle distanze.

Strano come in questo film (in effetti anche nel precedente) l'Enterprise esca fuori dalla curvatura sempre per qualche problema ma ciononostante sempre vicinissima al suo obbiettivo! Mentre vanno verso Kronos il warp si rompe e rimangono (cito) a "venti minuti" dall'obbiettivo. Venti minuti in spazio normale, anche a pieno impulso vuol dire che sono solo a pochi milioni di km da Kronos!! Cioè praticamente il warp si è rotto un secondo o due prima che arrivassero a destinazione?!?!?!

Quando la Vengeance li attacca, di nuovo BOOM! Fuori dal Warp e dove si trovano? Dietro la Luna... cioè anche qui, a parte il fatto fortuito di trovarsi proprio accanto alla Luna (che occupa mezzo grado di ampiezza, vista dalla Terra, quindi c' era forse una probabilità su quindicimila)... la Vengeance li ha fatti uscire dalla curvatura... diciamo un centesimo di secondo prima che arrivassero sulla Terra?

Tralascio sul teletrasporto a transcurvatura, che rende praticamente le navi stellari obsolete, ma mi limito a ricordare Kirk e Scotty che parlano coi comunicatori standard praticamente da due quadranti diversi della Galassia (ma non sono a corto raggio, tipo superficie-orbita?)... che è talmente assurdo da spingermi perfino a trovare una giustificazione! Probabilmente usano gli apparati di comunicazione della Terra e dell'Enterprise e i comunicatori servono solo da terminale... ecco magari si poteva rendere la cosa in modo diverso almeno per evitare la parvenza di un gigantesco YATI...

Si direbbe che nell'Abramsverse il concetto di distanza sia un po' "elastico"... l'Universo è in contrazione?





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Vecchio 26-07-15, 11:47   #2
Gas75
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Predefinito Re: La concezione fantasiosa delle distanze.

Lamenti le cosiddette "esigenze di sceneggiatura"...
Perché in "Kronos" ("The time tunnel") i due scienziati imprigionati nelle pieghe del tempo finivano sempre ed esclusivamente alla vigilia di eventi storici e drammatici, tipo il naufragio del Titanic, l'assassinio di Lincoln, la presa della Bastiglia, la battaglia di Alamo...?
Perché in "Spazio 1999" la Luna finiva nell'orbita di un pianeta diverso a ogni puntata come se il nostro satellite fosse un pullman di linea?

Anche se non ho visto ST XII sono pressoché certo che la situazione prodotta ha aggiunto drammaticità alla scena: non solo il guasto, ma in prossimità di una zona dello spazio critica...
Perché lo spettatore vuole che i propri eroi affrontino un problema, magari non semplice: anche nelle puntate più semplici di Star Trek, quando l'Enterprise avrebbe dovuto soltanto mappare un pianeta o registrare la nascita di una stella, è sempre intervenuto un imprevisto... a non farci (si augura) sbadigliare!





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Vecchio 26-07-15, 13:22   #3
Kirk_Jameson
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Predefinito Re: La concezione fantasiosa delle distanze.

Mah guarda, il gioco del "mal comune, mezzo gaudio" non funziona. Se il mio vicino butta la plastica nell'organico, non è che io mi debba sentire autorizzato a fare altrettanto.

Citi peraltro Spazio 1999 che, al di la del fascino dell'ambientazione e delle mitiche "Aquile", si fonda su una premessa talmente ridicola che l'avevo capito a sei anni d'età.

Peraltro la stessa TOS è piena di strafalcioni, per non parlare dell'archetipo di STID, ST:II che ha buchi logici da farci passare un treno.

Non per questo io devo sentirmi di salvare le ridicole assurdità di questo film. L'Enterprise viaggia a migliaia di c e finisce fuori dal warp casualmente accanto alla Luna? A proposito, la probabilità corretta che ciò accada è circa 1 su 100 mila. Ma poi, ribadisco, praticamente siamo a un centesimo (o un millesimo!) di secondo da destinazione a velocità curvatura!
Ma hanno una vaga idea delle dimensioni del cosmo? Poi per carità: in TNG e DS9 quando si rompe uno shuttle c'è sempre una luna di classe M a portata di zampa... ma da un kolossal del genere mi aspetto un livello qualitativo e un'attenzione ai dettagli che siano sopra la media.





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Vecchio 26-07-15, 14:19   #4
Gas75
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Predefinito Re: La concezione fantasiosa delle distanze.

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Kirk_Jameson
Mah guarda, il gioco del "mal comune, mezzo gaudio" non funziona.
A quanto pare invece funziona... Nel cinema, da sempre, una cosa è la critica, un altra il botteghino. Proprio l'altro giorno, leggendo la biografia di Massimo Troisi, ho riportato alla memoria che uno dei suoi film più noti e apprezzati dal pubblico, "Non ci resta che piangere", è stato da sempre stroncato dalla critica. E parliamo di una commedia fantasiosa dove la fisica ha ben poco da dimostrare...
Vuoi un altro esempio? "Spazio 1999" e "Le inchieste del commissario Maigret", entrambe produzioni Rai, entrambe affascinanti per differenti ragioni, una di fantascienza con le assurdità che sappiamo, l'altra poliziesca ispirata ai romanzi di un certo Georges Simenon e con un fuoriclasse in scena di nome Gino Cervi (e non solo lui!): quale delle due ogni tanto è possibile beccare in replica? Sai che se ne fanno gli sponsor dei difetti di un prodotto televisivo, se tale prodotto può attirare più pubblico di un altro!
Quote:
Kirk_Jameson
da un kolossal del genere mi aspetto un livello qualitativo e un'attenzione ai dettagli che siano sopra la media.
Ahimè quando hai a che fare con la fantascienza, troverai sempre qualcuno che utilizzerà tale genere narrativo per giustificare ogni strafalcione: "Sennò sarebbe un film di scienza"...
Da parte mia, basandomi sulle sole tue osservazioni, mi chiedo se un film con tali errori e impossibilità possibili sia ancora definibile "kolossal".





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Vecchio 26-07-15, 15:47   #5
Soleta
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Predefinito Re: La concezione fantasiosa delle distanze.

Le distanze fantasiose sono in effetti una bruttissima pecca dei film di Abrams... ma del resto, bisogna mandare giù il rospo come per tanti altri film pur belli.
Se pensiamo che Han Solo considera i parsec un'unità di tempo...





... maybe we'll come back to Earth, who can tell... with so many light years to go and things to be found, I'm sure that we'll all miss her so...

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Vecchio 26-07-15, 16:22   #6
Kirk_Jameson
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Gas75
A quanto pare invece funziona... Nel cinema, da sempre, una cosa è la critica, un altra il botteghino.

Ma cosa c'entra il botteghino. Non me ne frega niente di quanti miliardi di dollari ha incassato questo film. Buon per loro.
Parliamo di assurdità logiche vendute a un pubblico che non ha la più pallida idea di ciò che sta vedendo.

Ce n'è un'altra che mi fa veramente fare la pipì addosso dal ridere. La metterò sotto spoiler perché a quanto pare c'è chi il film non l'ha visto.

 SPOILER - Click per visualizzare
Ma dove avevano la testa gli sceneggiatori?
Certo, voi direte che ne accadono di fantastiche anche in altri film e episodi TV... è vero, e se volete possiamo farci quattro risate insieme anche alle spalle del mitico The Wrath Of Khan, ma ripeto, non è questo il punto. Se non fosse per mille altri motivi prettamente cinematografici (due per tutti: 1. una buona storia permette di passare sopra a un pretesto di sceneggiatura, e questo film a mio modo di vedere non ce l'ha; 2. se proprio devi forzare la sceneggiatura - e la logica - per creare il pretesto drammatico, per l'amor di Dio, non lo fai in modo così palese e sfacciato), per un singolo motivo normalissimo e umano: bisognerebbe sempre cercare di migliorarsi. Non c'era nessuno in grado di confezionare un plot ugualmente "avvincente" (tra virgolette obbligatorie) ma che fosse un pochino più logico? Andiamo!
Questo film che mi viene venduto come uno dei più fantastici prodotti di fantascienza degli ultimi anni, il migliore della serie Trek (meno male che non tutti la pensano così) e quant'altro, presenta strafalcioni da film amatoriale di serie Z?

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Soleta
Le distanze fantasiose sono in effetti una bruttissima pecca dei film di Abrams... ma del resto, bisogna mandare giù il rospo come per tanti altri film pur belli.
Se pensiamo che Han Solo considera i parsec un'unità di tempo...

Potrebbero essere intesi, in quel contesto, un'unità di compressione spaziale (che poi è il concetto di quasi tutti i sistemi superluce della fantascienza: avvicinare due punti distanti per prendere una scorciatoia). Ma regge poco.

Ce n'è una bella ne L'Impero Colpisce Ancora.
Il Millennium Falcon ha l'iperguida in avaria e ciononostante va dal sistema Hoth a quello di Bespin. A meno che non siano due pianeti dello stesso sistema solare, la vedo dura...

Peraltro scavando quasi tutti i film di Star Trek usano le distanze in modo creativo - pensiamo a ST:V e al centro della Galassia raggiunto nel tempo di una gita fuori porta - e meno male che la Janeway, un secolo dopo, pensava di avere una nave avanzata.

P.S.

Per GAS75... volevo correggere l'incipit del mio post in risposta al tuo, perché forse sono stato un po' brusco. Ma il tempo per la correzione è scaduto. Spero che non te ne abbia a male.





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Ultima Modifica di Myst : 06-06-18 23:10.
Kirk_Jameson Non in Linea   Rispondi Citando
Vecchio 26-07-15, 18:53   #7
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Kirk_Jameson
P.S.

Per GAS75... volevo correggere l'incipit del mio post in risposta al tuo, perché forse sono stato un po' brusco. Ma il tempo per la correzione è scaduto. Spero che non te ne abbia a male.
No problem.
La questione è che a definire un film "kolossal" non è, purtroppo, la logica su cui si basano delle scene, ma quanto incassa (rispetto alle spese sostenute). Per cui finché ci sarà un pubblico cui piacciono i film così, ben pochi autori si preoccuperanno di confezionare una trama che, sebbene di fantascienza, non cambi le leggi della Fisica.
Cmq l'esempio fatto di ST:V* al centro della Galassia credo sia da trascrivere negli annali delle assurdità mai pensate per un film.

(*): unica regia della saga affidata a Billone.





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Gas75 Non in Linea   Rispondi Citando
Vecchio 26-07-15, 19:03   #8
Kirk_Jameson
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Un Kolossal io lo intendo come un film di grande rilievo, di grande cast e budget. Una organizzazione bella grossa. Il fatto che in tutto questo non abbiano neppure pensato a un infimo consulente che magari gli facesse capire che una o due scene erano assurde, mi fa veramente arrabbiare. TMP aveva come consulente Carl Sagan...

Ed è anche peggio della svista di ST:V. In quel caso si tratta di un ovvio YATI nell'ambito della "continuity tecnologica" della saga: si presuppone che anche a massimo warp il viaggio per il centro della galassia prenda decenni. Enorme svista che possiamo sorvolare solo se dichiariamo i dialoghi come sbagliati... e quindi il pianeta non si trovava affatto al centro della galassia ma molto più vicino a noi.

In quest'altro caso invece abbiamo - soprattutto l'ultima - sviste proprio logiche e fisiche - e le vediamo sullo schermo - che coinvolgono la fisica reale... è molto più grave...

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Kirk_Jameson Non in Linea   Rispondi Citando
Vecchio 02-08-15, 22:29   #9
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Kirk_Jameson
Si direbbe che nell'Abramsverse il concetto di distanza sia un po' "elastico"... l'Universo è in contrazione?
Direi che è la quantità di idee vere ad essere drammaticamente in contrazione.





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<<L'uomo puo' credere all'impossibile, non credera' mai all'improbabile.>>

Oscar Wilde
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