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#16 |
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Equipaggio
Data Registrazione: 01 2009
Locazione: In sella
Messaggi: 674
Genere: 
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6. Il capitano D’Antona si sedette sulla poltrona al centro della plancia e strinse i braccioli.Sebbene lo avesse già fatto più volte nell’ultima settimana, durante l’addestramento e le innumerevoli ore di simulazioni, sentì un crampo alla bocca dello stomaco. Il ponte di comando, piccolo e raccolto, fremeva d’attività. - Ufficiali a rapporto – scandì l’Umano. – Operatività dei sistemi? - Propulsione primaria e secondaria attive – confermarono in coro i Dausus dalle rispettive postazioni, davanti a lui. – Timone e sistemi di navigazione calibrati, signore. - Scudi e armamenti pronti, capitano. – Keltrin, alla sua destra. Per la prima volta, D’Antona notò che la Trill portava i pantaloni, sotto la casacca della divisa, al posto della gonna indossata di solito dal personale femminile. Inarcò l’angolo della bocca in un sorriso di pochi millimetri. Di più, non osò. - Controllo operazioni e apparato dei sensori operativi, signore. – Xabra, postazione a sinistra. La tensione nella voce si avvertiva perfino attraverso l’altoparlante della sua tuta. Il capitano sfiorò un comando sul bracciolo della poltrona: - Ishmael a torre di controllo Time Zero, pronti a muovere. Chiediamo il permesso di salpare. - Permesso accordato, Ishmael – rispose l’operatore, dall’interfono. – Area sgombra e ormeggi ritratti. Apriamo i portelloni di lancio. - Ricevuto, Time Zero. Ishmael chiude. Guardiamarina - chiamò il capitano, stavolta rivolto al timoniere, - Avanti con i propulsori di manovra. Silenziose fiammate termonucleari spinsero delicatamente in avanti la nave, mentre gli enormi boccaporti della stazione si schiudevano dinanzi ad essa. Una manciata di secondi e la Ishmael fu libera. - Capitano – avvisò l’ufficiale alle comunicazioni, - l’ammiraglio Snorh ci sta chiamando. - Lo passi sullo schermo grande. Il volto del felinoide si sovrappose all’immagine del manto stellato: - Signori, non vi farò le ultime raccomandazioni, nè vi augurerò buona fortuna poiché ripongo totale fiducia nelle vostre capacità – esordì. – Do ufficialmente il via libera a questa operazione, il cui nome in codice sarà Tempus Fugit. Vi aspettiamo. - Grazie, ammiraglio – si congedò semplicemente D’Antona, a nome di tutti. - Snorh, chiudo. - Signor Dausus – riprese il capitano. – Un quarto d’impulso. Il vascello si lasciò ben presto alle spalle il gigante gassoso. - Capitano, siamo in zona di minima interferenza gravitazionale – annunciò Zanthi Dausus. - Bene, navigatore – rispose l’ufficiale comandante, - imposti la rotta due, due, tre, mark uno, cinque. Curvatura otto al mio comando. - Il capitano si alzò e si diresse verso il gigantesco oblò che occupava tutta la parte anteriore della plancia, e che fungeva anche da monitor principale: - Dia gas. La Betazoide eseguì senza fiatare quell’ordine in gergo motociclistico. Un suono simile a un tuono lontano. Il reattore materia-antimateria era entrato in funzione. D’Antona, il viso a pochi centimetri dal pannello che lo separava dal vuoto dello spazio, rabbrividì per l’ennesima volta dall’emozione quando l’universo si condensò per un istante in un immenso fuoco pirotecnico. L’istante successivo, le stelle saettavano intorno alla nave. Terminato il suo consueto rituale, il capitano tornò a sedersi al posto di comando, mentre Terissa Dausus lo informava: - Curvatura otto, signore. Possiamo attivare la cronocurvatura. - Proceda – assentì D’Antona. La giovane guardiamarina aggrottò la fronte quando la sequenza che aveva impostato sul timone venne respinta per la seconda volta: - Sala macchine – chiamò la Betazoide al comunicatore – Ci sono problemi alla cronocurvatura? – In risposta, solo voci e runori indistinti. – Comandante Mansour? - Guardiamarina, siamo pieni di lavoro, qua sotto! – la voce dell’ingegnere inondò gli altoparlanti. – Se vuole usarmi la cortesia di attendere, tra cinque minuti sarò tutto per lei. Mansour, chiudo. Prima che D’Antona potesse intervenire, il suo comandante in seconda aveva già aperto la comunicazione: - Figliolo – iniziò, con voce mielosa, - anche ammesso che stia spalando carbone nel nucleo, risponda ancora così e la faccio entrare in curvatura a calci nel culo. Keltrin, chiudo. – Indirizzò un sorriso a Dausus: - Ritenti, timoniere. - Sala macchine – qualche secondo di esitazione. – Rotta e velocità impostate. Possiamo procedere al salto temporale? La risposta fu immediata dalla sala macchine fu immediata: - Condensatori subspaziali carichi. Cronocurvatura pronta. - Attivare, guardiamarina. Dausus spinse in avanti il cursore. Gli ufficiali si sentirono spingere con forza contro i propri sedili, poi tutti guardarono verso il visore principale: gli astri, che prima apparivano come lucenti scie multicolori, avevano anche iniziato a ruotare intorno a loro, come se stessero precipitando in un gorgo cosmico. Come navigatori dello spazio, tutti i presenti sapevano che le stelle non erano fisse nel cielo, ma descrivevano lunghissime orbite attorno al centro della galassia. E sapevano anche che, muovendosi indietro nel tempo, quello che stavano vedendo era come un filmato della volta celeste proiettato al contrario a decine di volte la velocità normale. Ciò nonostante, rimasero senza fiato. Zanthi Dausus fu il primo a rompere il silenzio: - Siamo in cronocurvatura, signore – confermò il navigatore. – arrivo alle coordinate spazio-temporali stabilite, meno dodici ore, tempo della nave. Gli ufficiali tirarono un silenzioso sospiro di sollievo, prima di tornare alle proprie incombenze. E quindi uscimmo a riveder le stelle. |
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