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#1 |
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Equipaggio
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Mi getto nella mischia anch'io...
Quella che vi vado a presentare è una storia ambientata nella nuova linea temporale (spero che questo non sia un elemento di pregiudizio per voi ), con un nuovo equipaggio.I personaggi principali: - Il capitano - Primo ufficiale - Ufficiale medico - Ingegnere capo - Ufficiale Scientifico - Navigatore - Timoniere In effetti, l'idea del racconto mi venne rispondendo a un topic dove si chiedeva di fare un casting con gli attori che ci sarebbero piaciuti per formare un equipaggio Trek! Infine, se mi chiedessero di trarre una serie dalla storia, mi piacerebbe metterci una musica un po' elettronica, stile New Divide dei Linkin Park. Vi avverto fin da ora che, a causa dei tanti impegni, potrà passare anche parecchio tempo tra un capitolo e l'altro, farò comunque del mio meglio per essere più veloce possibile. Incominciamo! E quindi uscimmo a riveder le stelle. |
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#2 |
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Equipaggio
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Star Trek
- TEMPUS FUGIT - In principio Dio creò il cielo e la terra, poi nel suo giorno esatto mise i luminari in cielo e al settimo giorno si riposò. Dopo miliardi di anni l'uomo, fatto a sua immagine e somiglianza, senza mai riposare, con la sua intelligenza laica, senza timore, nel cielo sereno d'una notte d'ottobre, mise altri luminari uguali a quelli che giravano dalla creazione del mondo. Amen. Salvatore Quasimodo "Alla nuova luna" 1.
Diario del capitano, data stellare 64467.2L'Enterprise è in missione di ricognizione nel settore di Hobus, per investigare sulle cause di un'anomalia che ha massicciamente perturbato la continuità spazio-temporale, con effetti che stiamo ancora valutando. Il fenomeno pare essersi innescato in concomitanza con la creazione di una singolarità artificiale che - fagocitando una supernova dalle inusitate caratteristiche - ha probabilmente evitato la distruzione di ogni mondo abitato in questo quadrante. Gli indizi che stiamo raccogliendo, ci portano tuttavia a ritenere che la soluzione applicata a questo primo problema abbia portato con sè ulteriori, gravi complicazioni... "Signore, rileviamo una traccia di decadimento cronotonico nella radiazione di fondo del buco nero". Le luci lampeggianti dell'allarme rosso erano ancora in funzione. Il capitano Data, in piedi dinanzi allo schermo principale della plancia da più di due ore, voltò impercettibilmente la testa verso la postazione del timone: "Portiamoci a ventimila chilometri dalla singolarità, guardiamarina. Propulsori di manovra a contrasto per bilanciare l'attrazione gravitazionale". La nave si fece strada attraverso spettrali volute di plasma, tutto ciò che era rimasto della più potente supernova mai conosciuta, verso il ribollente e nero maelstrom che la stava lentamente divorando. L'androide si rivolse all'ufficiale operativo, "Tenente, riesce a ottenere delle letture del fenomeno al di là dell'orizzonte degli eventi?" Le dita del giovane umano danzarono per qualche istante sui comandi olografici: "Sì, capitano, i sensori indicano che la singolarità è simmetrica e relativamente stabile...", la linea dei suoi ragionamenti si spezzò. "Abbastanza da consentire il passaggio di un velivolo spaziale?", domandò Data, anticipando al contempo la risposta. L'ufficiale operativo deglutì, per poi proseguire in tono più basso "E' possibile, signore, ma non sono in grado di determinare dove potrebbe effettivamente arrivare, l'altra estremità del condotto sembra fluttuare attraverso punti diversi del continuum". Ogni ufficiale in plancia contò mentalmente i secondi che intercorsero prima della risposta dell'androide. I processi mentali del capitano Data erano talmente veloci da sembrare divinatori: tutti i presenti sapevano che se la risposta tardava più di quattro secondi, Data stava vagliando un problema serio. Uno... Due... Tre... Quattro... Cinque... "Tenete Ku, acceda agli archivi di Memory Alpha ed effettui un controllo incrociato con il nostro database. Dobbiamo circoscrivere l'entità del danno. Numero uno", aggiunse l'androide, rivolto al primo ufficiale, "dica alla sala macchine di prepararsi a riconfigurare i motori per una manovra temporale". E quindi uscimmo a riveder le stelle. |
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#3 |
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Equipaggio
Data Registrazione: 01 2009
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2.
Stazione spaziale Sol III, Terra. Centoventiquattro anni prima. "Comandante Keltrin, posso rubarle qualche minuto?" La giovane donna girò la sedia verso lo schermo sulla scrivania, dal quale il volto del suo interlocutore la fissava con felino rimprovero. "Per lei solo Nareel, figliolo", sorrise, maliziosa. "Mi chiami per comunicarmi la promozione? O ne ho combinata un'altra delle mie?" L'ammiraglio Snorh preferì evitare ulteriori preamboli: "Nareel, il vostro ufficiale medico mi ha riferito che, nelle ultime settimane, hai saltato regolarmente tutte le tue visite di controllo", la corta pelliccia sul viso del caitiano si increspò leggermente, in segno di nervosismo. "La Flotta Stellare comincia a essere seriamente preoccupata per le tue condizioni di salute. Io lo sono già da tempo". L'espressione allegra di Keltrin non mutò di una virgola, ma il tono della voce digradò verso una tonalità più dura, che a Snorh non sfuggì: "In maniera del tutto immotivata, visto che le mie condizioni di salute sono perfette". I solchi sulla pelliccia si approfondirono: "Sai benissimo che sto parlando del tuo simbionte. Gli ultimi esami evidenziavano , cito a memoria: segni di degrado cellulare, alti livelli di isoboramina, vuoti di memoria... e sono solo quelli dell'anno scorso". Keltrin non disse nulla e l'ammiraglio proseguì: "So che la politica Trill sulle unioni è sbilanciata a favore dei simbionti, ma sono sicuro che, se il comando di flotta esercitasse adeguate pressioni sul tuo governo, potremmo farti avere un nuovo simbionte in..." la donna ruppe bruscamente il silenzio: "Vedo che tu e la Flotta vi ostinate ancora a credere che espiantare un simbionte sia come cambiarsi un paio di calzini. E che io possa esistere indipendentemente da Nareel o da Keltrin". "Nareel, ti ho sempre detto che non ho la pretesa di capire in profondità il legame tra un Trill e il suo simbionte, ma tu non mi vieni incontro continuando a ignorare il fatto che non si tratta solo di un tuo problema personale", arrivati a quel punto, ogni volta di più, era come prendere a pugni il duranio. Sospirò: "Keltrin ha ormai superato il millennio di vita. Devo ricordarti che, se lui muore, anche il tuo destino è segnato? O che, se succedesse mentre sei in missione, la nave perderebbe il suo primo ufficiale nel bel mezzo di un'azione?" "Snorh, perchè continui ad affrontare l'argomento?", replicò, netta, la Trill, "Non mi farò da parte solo perchè un luminare della medicina afferma che mi rimangono tra i cinque minuti e i due anni di vita". Il caitiano esitò, certo che le sue successive parole non sarebbero state ben accolte dalla sua vecchia amica: "Questo ci porta al motivo per cui ti ho contattata. Come avrai saputo, ho assunto la direzione dei servizi segreti. La Flotta ha messo a disposizione un'unità per un nostro progetto. Abbiamo appena terminato di allestirla, mancano solo gli ufficiali superiori". Altra breve pausa. "Tuttavia, i tuoi recenti problemi di salute comportano che non posso affidarti il comando di questa nave. Ti ho proposta come primo ufficiale e capo della sicurezza". Keltrin si irrigidì: "Stai scherzando? Dopo che mi sono fatta due missioni quinquennali? Mentre un ragazzino fresco d'accademia è al comando di una delle ammiraglie di flotta?" "Nareel, il fatto che nelle tue vite precedenti tu sia stata un condottiero, un capo di stato, un grande scienziato e il dio sole sa che altro non fa di te, ipso facto, il capitano di una nave della Federazione. Dovresti saperlo, hai sottoscritto tu gli accordi tra il tuo popolo e la Flotta Stellare". La Trill ritrovò il sorriso: "Non io, quello era Omenon Keltrin. Il mio ospite più idiota". Il sorriso si indurì. "Conosco la Flotta Stellare, l'ho sempre ammirata e rispettata, non mi sarei mai aspettata un simile comportamento da parte sua". Si sporse verso lo schermo e squadrò Snorh negli occhi color ambra, "Men che meno che tu mi raccontassi certe stronzate per coprirlo", soggiunse. Il caitiano infranse l'accusa con un semplice: "Sei stata il mio secondo abbastanza a lungo da sapere che non è così". Abbassò le orecchie e aggiunse, in tono più distensivo, " Non ho potuto fare altrimenti, Nareel". Keltrin accettò il cessate il fuoco: "Lo so. Piuttosto, c'è qualcos'altro che posso fare per te?". "Ho un candidato capitano da contattare", rispose l'ammiraglio, "Tito D'Antona della Sarajevo. Appena tornato anche lui da una missione quinquennale. Al momento dovrebbe trovarsi da qualche parte in Italia, ma è irrintracciabile e io non ho il tempo di scendere giù a cercarlo. Avrei bisogno che lo trovassi per me e gli proponessi l'incarico". La donna sogghignò: "Non è un po' come affidare la pecora al lupo?" "Conto sulla tua professionalità... ma se va storto qualcosa sarai tu a scoprire come i caitiani trattano le pecore". E quindi uscimmo a riveder le stelle. |
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#4 |
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Tenente Comandante
![]() Data Registrazione: 08 2008
Locazione: Vulcan
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Finalmente l'ho letto. Per ora l'idea mi pare interessante. La parte con Snorh m'è piaicuta tantissimo! >^.^<
Attendo di vedere come.... SPOILER - Click per visualizzare Ciao Mo Ci sono solo 10 tipi di persone al mondo: quelli che conoscono il codice binario e quelli che non lo conoscono. Villaggi SOS Italia - i Villaggi dei Bambini ![]() Fabuland: racconti, vignette, creatività e gatti (e Trip Tucker vivo!) |
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#5 |
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Equipaggio
Data Registrazione: 01 2009
Locazione: In sella
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3.
La Federazione contava più di cento tra pieneti e colonie, per una popolazione di oltre cinquecento miliardi di cittadini. La relativa abbondanza di mondi adatti alla vita umanoide, in quel settore della Galassia, faceva sì che nessuno tra questi fosse troppo densamente popolato e urbanizzato: un umano del XX° o XXI° secolo sarebbe rimasto sorpreso nel trovare, sulla Terra di un paio di secoli dopo, tanta quiete, tante cittadine rurali, così tanta gente spostarsi a piedi senza particolare fretta. Il ruggito di un motore endotermico spazzò via di botto tutta quella civilizzazione. Sale male di giri, valutò D'Antona, raddrizzando la moto con uno scatto del corpo e preparandosi ad aggredire le curva successiva. Dannata benzina sintetica! L'ambiente collinare della Calabria era il banco di prova ideale per la motocicletta che aveva messo insieme da sè, durante i cinque anni trascorsi in missione. Nato intorno a una carcassa dei primi del 2100, il mezzo aveva ripreso vita grazie alla dedizione del capitano e alla pazienza dell'ingegnere capo della Sarajevo, che a fine missione aveva lavorato quasi più su quella moto che sul nucleo curvatura della nave. Rettilineo. Spalancò il gas e il veicolo scattò in avanti con un rombo sordo. Poesia. Diversamente da mezzi più moderni e silenziosi, D'Antona sentiva questa moto come un prolungamento del proprio corpo, con il quale comunicava attraverso le vibrazioni, il calore e il contatto col suolo. La vera sinergia tra uomo e macchina, in un'epoca nella quale la tecnologia era ormai tanto avanzata da essere quasi diventata invisibile. Per adesso, basta così, piano piano aggiungerò altri pezzi. Certo che di questo passo ci metterò 30 anni ( ) ![]() E quindi uscimmo a riveder le stelle. |
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#6 |
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Equipaggio
![]() Data Registrazione: 05 2010
Locazione: andoria
Messaggi: 569
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bella!
solo non venire a dire che hai cancellato ST-ENTERPRISE dalla storia!! dannato jj! TRIP IS ALIVE!!! FERMATE GLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI!!! |
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#7 |
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Equipaggio
Data Registrazione: 01 2009
Locazione: In sella
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D'Antona colse un rapido bagliore sul retrovisore.
Teletrasporto. L'immagine di una seconda moto, comparsa d'un tratto sullo specchietto, gli diede ragione: pilotata da una figura interamente fasciata di rosso, si era messa rapidamente sulla sua scia, senza dar segno di volerlo sorpassare per proseguire oltre. Polizia? Il pensiero fu subito scartato: la sua moto era regolarmente denunciata e gli era stato accordato il permesso di guidarla in tutte le aree adibite al traffico terrestre. E poi, nessun poliziotto, ex ragazza o killer assoldato da Klingon o Romulani si sarebbe mai sognato di dargli la caccia su un veicolo dotato di motore a scoppio. Sulla base di queste considerazioni, il capitano lasciò fare all'istinto e diede una brutale accelerata. Quel tratto di strada si inerpicava sulla montagna disegnando tornanti sempre più stretti e ripidi: ma, se D'Antona aveva il vantaggio di un terreno che aveva già percorso in lungo e in largo, la moto inseguitrice era chiaramente più leggera e non rimase indietro a lungo, condotta da una curva all'altra con una serie di pieghe rapide e precise, laddove lui era costretto a lavorare di peso per mantenersi in traiettoria. Infine, all'uscita dell'ennesima curva, il pilota rosso approfittò di un'incertezza dell'avversario per superarlo in uno slancio rabbioso, salvo frenare bruscamente per mettersi di traverso sulla strada, trenta metri più in là. Quando l'urlio delle gomme si fu dissolto, la ruota anteriore del capitano era a meno di una spanna dal fianco dell'altra moto. D'Antona aprì il cavalletto e, con fare volutamente incurante, smontò e si tolse il casco, facendone fuoriuscire barba e capelli decisamente poco consoni al suo grado. Per tutta risposta, l'altro motociclista lo ignorò e andò ad accucciarsi di fianco alla sua moto per esaminarla meglio: - Motore radiale Einar a cinque cilindri - sentenziò una voce femminile. - A cosa le serve quest'affare, figliolo? Vuole andarci a curvatura? Pungolato sulle proprie scelte motoristiche, il capitano abboccò alla provocazione: - Il pentacilindrico Einar è il miglior motore motociclistico che abbia mai provato - ribattè, piccato - Leggero, veloce e tira come un raggio traente. - Sì, immagino sia perfetto per il tipico maschio umano che ama andare sempre dritto a trecento all'ora e fare casino - la donna, il casco ancora indosso, si alzò in piedi. Un metro e ottanta circa, era poco più bassa del suo interlocutore. - Se permette, su una strada così, sembrava una balena spiaggiata. - Desolato di esserle stato d'intralcio - rispose D'Antona, con un inchino - ma se ora volesse presentarsi e arrivare al punto della questione, sarei ben lieto di andare a spiaggiarmi altrove. Keltrin toccò un comando sul polso e si sfilò il casco a sua volta, mentre la tuta da motociclista diveniva trasparente, mostrando al di sotto l'uniforme, parimenti rossa, della sezione sicurezza della Flotta Stellare. - Occhio a mostrarsi in giro così - ironizzò il capitano - appena compare una tutina rossa, di solito le sparano. Tutto ciò che ottenne fu di far incupire di più gli occhi scuri dell' ufficiale: - Comandante Nareel Keltrin. La cercavo per conto dell'ammiraglio Snorh, dei Servizi Segreti della Flotta. - Capisco. E quale dei due è il nome del verme? Il comandante si irrigidì per un istante, abbastanza da confermare il sospetto di D'Antona. Centro: i Trill uniti non amano parlare agli estranei del loro simbionte. Questo però non spiega tutto l'astio che sembra provare verso di me. Fin dal primo istante, il capitano aveva notato che l'interlocutrice, nonostante somigliasse a una donna umana, presentava due file di macchie bluastre che, partendo dalle tempie e correndo lungo i lati del viso e del collo, si perdevano nel colletto della divisa, tratto somatico tipico dei Trill. Peculiare di questa specie era anche il fatto che alcuni individui ospitavano nel proprio corpo un organismo vermiforme, con il quale condividevano pensieri e ricordi; essendo però molto più longevo dei suoi ospiti, il simbionte doveva essere tramandato di volta in volta a persone diverse le quali, grazie all'esperienza accumulata dall'essere, arricchivano in modo straordinario le proprie conoscenze e capacità. - Keltrin è la mente, Nareel il braccio che spacca la faccia alla gente troppo spiritosa - la Trill pareva aver recuperato presenza di spirito. - Per venire a noi: l'ammiraglio Snorh desidera assegnarle un comando. Le specifiche della nave e la natura dell'incarico verranno illustrati a lei e agli ufficiali superiori domani sera. D'Antona stava già scuotendo la testa: - No, no, Snorh dovrebbe sapere che mi sono congedato dalla Flotta... Keltrin lo interruppe subito: - L'ammiraglio mi prega anche di riferirle che lei dovrebbe sapere che le sue dimissioni, da regolamento, avranno decorrenza solo tra sei mesi. Nel frattempo, capitano, può considerarsi in servizio attivo. Perciò, si presenti a rapporto domattina alle sette al molo Tre del porto di Roma. Una navetta la scorterà al luogo del briefing. L'uomo rimase in silenzio, con la mascella serrata: - E non provi a nascondersi, D'Antona - aggiunse Keltrin, sorridendo per la prima volta - il rumore del suo trabiccolo si sente dallo spazio. La donna indossò nuovamente il casco e inforcò la moto, sparendo velocemente alla vista e all'udito. D'Antona si avvicinò al bordo della strada, fermandosi a guardare le ampie vallate sottostanti, circondate da montagne. Ovunque guardasse, alberi. I suoi antenati, nativi di questi luoghi, non avrebbero mai immaginato che, un giorno, un loro discendente vi avrebbe fatto ritorno dai più lontani recessi della Galassia, desiderando solo ritagliarsi lì il proprio angolo di esistenza. Maledizione. Altri sei mesi nello spazio. La pioggia lo colse all'improvviso. E quindi uscimmo a riveder le stelle. |
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#8 | ||
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Equipaggio
Data Registrazione: 01 2009
Locazione: In sella
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Quote:
Grazie, e piacere di fare la tua conoscenza ( )Appena posso, sono curioso di andarmi a leggere "Andorian Rhapsody" (citazione dei Queen? Divertentissima!). Ti chiedo solo un po' di pazienza perchè sono impegnato anche con la bella (e lunghissima) saga dei Naviganti di T'Mir. Quote:
Assolutamente no, io sono per l'inclusione, mai per l'esclusione ( )Anzi, posso anticiparti fin d'ora che il capitano Archer avrà presto delle citazioni importanti, nella storia. I racconti di Enterprise che ho letto qui sono riusciti, pensa un po', a farmi amare di più la serie, che all'inizio mi ha fatto storcere il naso. Mi farebbe veramente piacere riuscire a fare lo stesso con l'universo alternativo! Alla prossima puntata! ![]() E quindi uscimmo a riveder le stelle. |
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#9 |
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Equipaggio
![]() Data Registrazione: 05 2010
Locazione: andoria
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GRAZIE!!!hai tutto il tempo che vuoi per andare a leggere anche il nostro raccont...one!! e la tua storia mi prende veramente..e ben scritta e mi sembra di essere lì!!! anche io amo i trill..e non ho ancora perdonato la grande blooper dei sceneggiatori con questa specie! ti ricordi che in TNG quando BEVERLY s'innamora di un trill, ODAN, invece delle macchie aveva due creste frontali appena definite..subito dopo in DS9 ecco JADZIA!! SARà STATA l'evoluzione fulmine??? ![]() TRIP IS ALIVE!!! FERMATE GLI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI!!! |
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#10 |
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Equipaggio
![]() Data Registrazione: 05 2010
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Premetto: io non ho ancora iniziato a leggere! Prima ho i Naviganti...ma una domanda all'autore principe dei Sayan la devo proprio fare: compare un qualche andoriano nella tua fic?? Please dimmi di sì!!!!
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