Discussione: Prima Direttiva
Visualizza messaggio singolo
Vecchio 05-02-14, 01:22   #25
Axum
Capo I Classe
 
L'avatar di  Axum
 
Data Registrazione: 05 2006
Locazione: Verona
Messaggi: 1,855
Genere: Maschile
Predefinito Re: Prima Direttiva

Questa volta la farò breve... forse.
Credo che la Prima direttiva, nella mente dei soggettisti, sia l'ennesima metafora sul pericolo di creare falsi Dei, così come esplicitamente avviene in quell'episodio in cui una civiltà protovulcaniana vede in Picard un sicuro dio. Anch'io, se vedessi qualcuno fare cose inimmaginabili, soprattutto a fin di bene, penserei ad un dio; ecco perché credo che le religioni, quasi tutte, ci mettono pure l'antagonista (diavolo, spiriti maligni, altri Dei in lotta coi benefattori, e quant'altro rappresenti il potere del Male).

Sostanzialmente, se l'impossibilità di viaggiare tra le stelle toglie la probabilità di scoprire altre forme di vita senzienti, allora tutto ciò che si presenta terribilmente magico/misterioso/prodigioso è anche una sorta di prodotto divino, di un dio da adorare, o da temere. In entrambi i casi il soggetto è spinto alla sudditanza irrazionale. Quindi, per far sì che nessuno venga scambiato per una divinità (vedi i mutaforma con i Vorta), si evitano interferenze nell'evoluzione di una specie indigena che, col salto tecnologico improvviso e gratuito, potrebbe, in breve, autodistruggersi.
Se non sai cosa potrebbe succedere, è meglio non interferire, altrimenti la responsabilità risulterà immensa.

Il colonialismo, con la scusa degli aiuti, era soltanto un progetto schiavistico, degno degli abitanti di Ferenginar.
Chi dice che debba essere io a civilizzare qualcuno? E se civilizzandoli li portassi allo snaturamento?
Se io dessi i replicatori ad una specie affamata, chi mi dice che a causa di quei replicatori non scoppierebbe una guerra tra chi vorrebbe averne il possesso assoluto e chi ne vorrebbe l'equa distribuzione?
Da questa parte dell'universo, violare la Prima Direttiva è come innescare una reazione a catena non più controllabile. Ancor prima che un fatto "di cuore", è una questione di immensa responsabilità per via dell'imprevedibilità di quanto potrebbe accadere a quel dato popolo.
Axum Non in Linea   Rispondi Citando