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Vecchio 12-10-08, 19:06   #4
leonardo
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Predefinito Re: 7.20 - Journey’s End - La fine del viaggio

Oggi pomeriggio - per sbaglio - ho guardato questo episodio. Preferisco commentarlo subito e visto che il topic è già stato aperto ne approfitto!

Questo episodio mi ha colpito molto per lo stridente contrasto tra le immagini dell'Enterprise in orbita e quelle degli indiani d'america seduti al tavolo delle trattative.
Non ho potuto fare a meno di pensare a Chakotay di VOY durante alcuni punti dell'episodio.

La scena iniziale in cui Picard tenta di far sentire benvenuta l'Ammiraglio è molto carina: è molto bello il punto in cui lei lo ringrazia per averla fatta sentire benvenuta e anche quello in cui lei si scioglie grazie alle sue tartine preferite.
Voglio dire che l'Ammiraglio entra e non soltanto vuole subito discutere della missione ma nel parlarne volta le spalle a Picard. Quando sente il profumo delle tartine cambia completamente atteggiamento, il colloquio prende una forma più umana anche se quello che bisogna dire è spiacevole per entrambi.
Pur essendo una scena breve si potrebbe passare un'ora a parlarne o a descriverla e questo mi è piaciuto molto.
L'Ammiraglio non è contento dell'ordine che deve dare ma non è possibile fare altrimenti, ha già provato a cercare alternative ma non ce ne sono, in questo episodio si cerca per la prima volta di dare maggiore spessore (e di rendere un pò meno antipatico) un ammiraglio.
Picard riceve una patata bollente non indifferente, ha cercato di essere gentile con l'Ammiraglio ma non si può dire che lei gli abbia dato una buona notizia.

La vicenda di questi indiani mi è sembrata interessante fino ad un certo punto. Il concetto di sacralità ci viene spiegato molto bene, sappiamo tutti che gli indiani d'america sono stati trattati davvero ingiustamente (anche i Maya, gli Aztechi, gli Incas e molti altri) ma nonostante il precedente mi viene difficile comprendere la loro ostinazione a non volersi spostare da un luogo in cui vivono da soli 20 anni. A rigor di logica non riesco a capirli più di tanto ma capisco bene che in questo caso la logica non c'entra nulla.
E' interessante la soluzione finale: gli indiani pur di non spostarsi decidono di non essere più cittadini di una Federazione che non li rappresenta fino in fondo e i Cardassiani promettono un "vivi e lascia vivere". Gli indiani decidono di prendersi completamente la responsabilità di loro stessi senza appartenere a nessuna associazione più grande. Finale davvero originale.
Credo che visto ciò che è accaduto nella realtà agli indiani d'america l'episodio non poteva far altro che avere un occhio di riguardo per loro.

Originale anche il destino di Wesley: lascia l'Accademia (perchè crescendo si rende conto che lo stava facendo solo per non deludere altri e che la cosa non lo interessa realmente) e resta con questo popolo e con "Il viaggiatore" (la sua carriera rimane per così dire indefinita).
Devo dire che non mi aspettavo un'evoluzione del genere ma la cosa non mi dispiace affatto.
Non mi dispiace che lasci l'Accademia, mi dispiace però che lo si continui a dipingere come un essere straordinario (e da qui secondo me viene tutta l'antipatia per il suo personaggio).
Ho trovato poco credibile che Beverly l'abbia presa così bene ed abbia superato così velocemente il colpo; si è consolata dicendo a se stessa che suo figlio è un essere destinato a fare cose molto più grandi di quelle che hanno fatto loro e questo credo che a una madre preoccupata che un figlio butti la propria vita basti. Lodevole il fatto che nessuno abbia insistito più di tanto perchè ci riflettesse meglio, forse è stata solo la presenza del Viaggiatore a tranquillizzare tutti.
Mi sembra che quasi sempre nelle serie Trek i figli non eguaglino la grandezza dei genitori e scelgano strade completamente diverse.
Normalmente sono contraria al fatto che una persona non porti a termine una cosa quando si trova quasi alla fine ma per come ci viene presentata la situazione Wesley non poteva far altro che lasciare tutto e subito: la sua non è stata impulsività, le premesse e le circostanze favorevoli c'erano tutte.
Finalmente è riuscito a liberarsi dell'idea di non dover deludere Picard, sua madre, suo padre e tutti gli altri: in questo senso è diventato veramente un uomo!

La scena più interessante di questo episodio è quella in cui Wesley dice a Picard che la Federazione a volte sbaglia e che non si può fare la cosa sbagliata solo perchè qualcuno ce lo ordina.

Interessante anche la figura del Gul cardassiano che ha perso due dei suoi tre figli (ma di cardassiani atipici e degni di nota ne vedremo tanti in DS9).





"Possedere non è dopotutto così importante come desiderare. Non è logico ma è spesso vero!" (Spock - "Il duello").
"Non avrei mai creduto che sarei rimasta turbata dal tocco di un vulcaniano!" (Comandante Romulana - "Incidente all'Enterprise").
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".
leonardo Non in Linea   Rispondi Citando