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Lory 07-01-12 15:54

La fisica di Star Trek
 
Non so se lo conoscevate già o se già è stato postato, comunque sentite questa conferenza, è molto interessante

http://www.youtube.com/watch?v=ieZ69...eature=related

phoenix76 08-01-12 13:53

Re: La fisica di Star Trek
 
Interessante, ma l' Ing. non si è soffermato molto sulla curvatura: voglio dire...l'ha paragonata ad un movimento "peristaltico"?!?! Tipo tubetto di maionese?!?!
Mi sembra una spiegazione un po' fiacca...insomma senza usare paroloni poteva spiegare che le gondole usano campi gravitazionali potentissimi per piegare lo spazio di fronte alla nave, ed espanderlo (con particelle di antigravità) dietro la nave..la quale senza muoversi effettivamente a velocità maggiore della luce, di fatto riesce in tal modo a coprire enormi distanze portata da un'onda...che se non ricordo male è la famosa bolla di curvatura...
Alla domanda "Ma l'accelerazione improvvisa che si ha quando una nave entra in curvatura, non ha effetti deleteri per l'equipaggio??" è stato risposto, giustamente, che gli smorzatori inerziali servono appunto a controbilanciare l'inerzia...ma non è stata detta la cosa essenziale: di fatto, quando la nave entra in curvatura, essa non muta la sua velocità in termini relativistici...è lo spazio che si piega attorno ad essa...quindi nessuno scossone per l'equipaggio.
Nel complesso, cmq, è stato un documentario molto interessante...specialmente quando il tizio in prima fila ha passato all' ing gli schemi del suo prototipo di comunicatore superluminale....funzionante perfettamente!!! :via2:

Lory 09-01-12 02:23

Re: La fisica di Star Trek
 
Mi ero accorto anch'io di questa cosa.

Vabbè per il resto è stato soddisfacente

Gifh 09-01-12 14:27

Re: La fisica di Star Trek
 
Molto belli, li avevo postati in una sezione che non raccoglie molti interessi... :rolleyes:

Kirk_Jameson 09-01-12 20:40

Re: La fisica di Star Trek
 
Quote:

phoenix76
Interessante, ma l' Ing. non si è soffermato molto sulla curvatura: voglio dire...l'ha paragonata ad un movimento "peristaltico"?!?! Tipo tubetto di maionese?!?!
Mi sembra una spiegazione un po' fiacca...insomma senza usare paroloni poteva spiegare che le gondole usano campi gravitazionali potentissimi per piegare lo spazio di fronte alla nave, ed espanderlo (con particelle di antigravità) dietro la nave..la quale senza muoversi effettivamente a velocità maggiore della luce, di fatto riesce in tal modo a coprire enormi distanze portata da un'onda...che se non ricordo male è la famosa bolla di curvatura...
Alla domanda "Ma l'accelerazione improvvisa che si ha quando una nave entra in curvatura, non ha effetti deleteri per l'equipaggio??" è stato risposto, giustamente, che gli smorzatori inerziali servono appunto a controbilanciare l'inerzia...ma non è stata detta la cosa essenziale: di fatto, quando la nave entra in curvatura, essa non muta la sua velocità in termini relativistici...è lo spazio che si piega attorno ad essa...quindi nessuno scossone per l'equipaggio.
Nel complesso, cmq, è stato un documentario molto interessante...specialmente quando il tizio in prima fila ha passato all' ing gli schemi del suo prototipo di comunicatore superluminale....funzionante perfettamente!!! :via2:


In tutti i casi questo principio con cui viene spiegato il motore a curvatura non mi ha mai convinto. D'accordo che tu comprimi e dilati lo spazio, ma le variazioni dei campi gravitazionali si propagano comunque con la velocità della luce (e non istantaneamente), quindi non vedo il vantaggio... di fatto non puoi aggirare la relatività in questo modo :confuso:

Lory 12-01-12 21:40

Re: La fisica di Star Trek
 
No, perchè il campo di curvatura non è vasto anni luce ma ha un raggio di non più 10-11 kilometri (dipende poi dal fattore di curvatura, più il fattore è alto maggiore è l'intensità della compressione e in parte la "distanza compressa"), insomma spazi abbastanza piccoli affinchè l'azione del motore warp possa essere istantanea.

Non è che comprimono tutto lo spazio dal punto in cui si trovano fino alla destinazione, servirebbe un'energia spropositata; pensa alla voyager che deve arrivare nel quadrante alpha dal quadrante delta, dovrebbe comprimere 70.000 anni luce? quanta energia servirebbe per una cosa del genere?

Più semplicemente: se comprimi un kilometro davanti a te e lo fai diventare 1 metro hai già ridotto di mille volte il tempo che avresti impiegato: considera che col propulsore a impulso le navi di ST viaggiano a un quarto della velocità della luce, quindi per percorrere un anno luce ci metterebbero 4 anni; comprimendo 1 kilometro davanti alla nave ad 1 metro fai 365*4/1000 e i 4 anni diventano un giorno e mezzo.

Poi giustamente le gondole di curvatura si muovono insieme alla nave quindi l'origine del campo si sposta anch'essa insieme alla nave con tutto il campo, di conseguenza ultima man mano che la nave si sposta il chilometro compresso che ha davanti se lo porta con se.

Kirk_Jameson 13-01-12 12:07

Re: La fisica di Star Trek
 
La tua osservazione è sensata ma proviamo a vederla in un altro modo e poi dimmi dove sbaglio :confuso:

Metto dei numeri fittizi per capirci meglio.
Ipotesi 1) Io comprimo uno spazio davanti all'astronave, di ampiezza 1000. A causa della propagazione non istantanea delle variazioni di campo gravitazionale, per questa operazione impiego un tempo pari a 1000.

Ipotesi 2) Invece di farlo in un colpo solo, come giustamente dicevi tu io comprimo tanti pezzettini di spazio in sequenza, di ampiezza pari a 1. Visto che la velocità della luce è sempre quella, per comprimere ogni pezzettino di spazio impiegherò evidentemente un tempo pari a 1.

Ora: 1 unità di tempo x ogni pezzetto, moltiplicata 1000 pezzetti = 1000 unità di tempo... stesso tempo della ipotesi 1... quindi non c'è vantaggio. Dove sbaglio? :spaf:

Lory 15-01-12 18:21

Re: La fisica di Star Trek
 
Nel fatto che lo spazio che attraversa la nave è lo stesso che attraversano i campi di curvatura

Quote:

Kirk_Jameson
Invece di farlo in un colpo solo, come giustamente dicevi tu io comprimo tanti pezzettini di spazio in sequenza, di ampiezza pari a 1. Visto che la velocità della luce è sempre quella, per comprimere ogni pezzettino di spazio impiegherò evidentemente un tempo pari a 1.

Ora: 1 unità di tempo x ogni pezzetto, moltiplicata 1000 pezzetti = 1000 unità di tempo... stesso tempo della ipotesi 1... quindi non c'è vantaggio.



1 unità di pezzetto così piccola che anche moltiplicata per migliaia di pezzetti dà sempre un valore piccolo; prima che il valore possa diventare considerevolmente grande la nave già è arrivata a destinazione, perchè si muove in uno spazio ristretto.

In altre parole:

Se tu prendi il primo "pezzettino" di fronte a te e lo restringi poi l'attarazione di gravità impiegherà meno tempo per giungere al secondo pezzettino perchè è più vicino; e lo stesso vale per il terzo, si sarà avvicinato anch'esso e l'attrazione del campo impiegherà meno tempo per agire.

Quindi lo stesso campo di curvatura agisce da catalizzatore della propria azione.

Si potrebbe dire che gli stessi campi di curvatura viaggiano a curvatura :lol:

Astris 16-01-12 02:43

Re: La fisica di Star Trek
 
No, questo non può funzionare... il campo di curvatura deve propagarsi prima di poter effettivamente agire. Però le navi in Star Trek non si muovono nello spazio normale, ma nel subspazio. La curvatura dello spaziotempo non deve estendersi fino a destinazione, ma basta che formi una bolla attorno alla nave, che poi si sposta nel subspazio, dove può viaggiare con distanze molto ridotte.

Lory 17-01-12 03:01

Re: La fisica di Star Trek
 
Questo l'avevamo detto ma giustamente kirk ha risposto che in questo modo la somma dei ritardi di azione del campo (che si espande alla velocitò della luce) sarebbe uguale a se il campo si propagasse direttamente a destinazione: impiegherebbe anni ad arrivare prima che la nave possa partire...

E' a questo che stavo rispondendo.

Hai qualche spiegazione?


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