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-   -   [LIBRI] «Ho letto...» (http://www.trekportal.it/tpforum/showthread.php?t=10254)

Essence 15-09-08 13:42

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
Quote:

Q_rioso
Per concludere questo excursus sulle mie ultime letture, ho finito da pochi giorni "L'ospite" di Stephenie Meyer (ho scritto bene). Quante emozioni!
Era da tempo che non leggevo un romanzo di fantascienza, ma solo l'ambientazione è fantascientifica, ed è il meno, il resto sono sentimenti su carta. Senza fiato... wow.


sì, avevo letto una recensione su Fantascienza.com che mi aveva incuriosito, ma non ho avuto modo di approfondire...

Q_rioso 15-09-08 14:38

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
Mi fa piacere che su Fantascienza.com si parli positivamente de "L'ospite", o almeno gli si dia una speranza, perché secondo me lo merita.

Non ho l'abitudine di leggere le recensioni dei libri e, come spesso accade, ho acquistato questo romanzo a "pagina chiusa" (:asd), affindandomi soltanto all'impressione che ho avuto dal riassunto introduttivo in seconda o quarta di copertina. In questo caso particolare non avevo mai sentito nominare Stephenie Meyer, ma capita a volte che mi faccia guidare nella scelta anche da eventuali altre opere che ho letto di quell'autore, o autrice.

Com'è normale ogni tanto mi pento della scelta, non in questa occasione, però. E' chiaro che il fatto che sia piaciuto a me non implica automaticamente che debba piacere a tutti, tuttavia ciò non mi impedisce di consigliarlo. *:=ok


:ciao2 Q_rioso

Nazudaco 15-09-08 20:10

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
Attualmente sto leggendo due libri in "parallelo":


Se li conosci li eviti di Marco Travaglio

Itinerario spagnuolo di Albert t' Serstevens.

Niente fantascienza per ora.

Hydra 15-09-08 22:26

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
Ho quasi finito «Il Silmarillon». Ci sto mettendo parecchio ma l'ho letto contemporaneamente al vocabolario :D
Che dire: lettura non facile ma da molte soddisfazioni per la bellezza delle storie (che siano d'amore o di guerra) sempre ben descritte con minuzia di particolari che aiuta ad immergersi in un mondo vasto, articolato e credibile seppur fantastico.
Un bel viaggio da fermi, un viaggio della mente tra il buono e il cattivo del mondo attraverso metafore colte e uniche nel loro genere.
Sono felice di averlo letto (mi mancano una 60ina di pagine ma sono le più scorrevoli). Ora capisco meglio certe cose apparse nel film, piccoli dettagli come Aragorn che cita Beren e Luthien (almeno ora so chi sono) e la nascita di orchi ed altre maligne figure... forse non così diverse da come nascono i mali dei nostri giorni.

Tolkien è stato e resta un grande!

Mortimer 23-09-08 15:18

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
Premesso che normalmente il mio criterio di scelta è lo stesso di Q_rioso (ma quante fregature con certi risvolti di copertina un po’ troppo entusiastici! Spesso mi è venuto il sospetto che chi li ha scritti abbia letto solo le prime pagine del libro, e forse neanche quelle), procedo anch’io, al ritorno dalle ferie, con il giudizio sulle mie letture estive. Le ultime due sono anche nell’elenco di Q_rioso, ma, curiosamente (e scusate la ripetizione), sono gli unici libri che ho scelto con un criterio diverso, ossia che mi piacciono i due scrittori.

Come mandare giù la nonna – In cerca di una lettura leggera, mi sono lasciato fuorviare dall’aggettivo “esilarante” (o qualcosa di simile) scritto sul retro della copertina, e non ho fatto caso al “commovente” che, forse, seguiva subito dopo. In realtà, più che divertente il libro è a tratti sarcastico (con punte caustiche, da umorismo nero) ma quello che predomina è la parte “drammatica”, con un’adolescente che potrebbe essere uscita da un romanzo di Dickens (ma i toni del romanzo sono decisamente meno cupi di quelli dello scrittore, anzi: sono spesso godibilissimi), piena di problemi e repressa da un microcosmo arido di sentimenti. Smaltita la delusione per non essermi trovato di fronte a un capolavoro dell’umorismo, devo dire però che è stato un libro che mi è piaciuto. Da amante del lieto fine (almeno nelle fiction! La vita ce ne offre così pochi), mi ha lasciato soddisfatto il vedere (un po’ a sorpresa, visto che il finale cambia le carte in tavola rispetto a quello che gli ultimi capitoli lasciavano pensare) riemergere alla speranza la giovane protagonista che sembrava ormai destinata a una vita-fallimento. Soprattutto segnalo il personaggio della nonna, assolutamente estranea agli stereotipi alla Mulino Bianco (e sono convinto che sbagli pure candeggio!): mi ha ricordato molto la più anziana delle “vecchiette” di “Cuori senza età” (un cult), quella acida, sarcastica, ma con l’aggiunta di un pesante pizzico di follia. Insomma, una originalissima bad girl ultrasessantenne, cattiva ma, in fondo in fondo, simpatica (però meno male che le mie nonne sono state decisamente migliori!).

Il grande io – Qui la copertina non c’entra. Era da tanti anni che aspettavo la traduzione in italiano del seguito delle avventure di Adrian Mole, inspiegabilmente fermatesi, a casa nostra, ai primi due libri (questi sì autentici capolavori dell’umorismo! Loro sì che mi hanno cambiato la vita, il modo di scrivere, di leggere, di vedere le cose; ogni tanto li rileggo e mi fanno ancora ridere, anche se penso che un giovane di adesso potrebbe far fatica ad apprezzarne certi riferimenti storici). A parte l’inspiegabile titolo (in inglese è True confessions) e il fatto che Adrian Mole occupa solo un terzo del libro (negli altri due ci sono alcuni appunti di viaggio dell’autrice e alcune pagine del diario di una fantomatica ragazzina inglese, che poi, per chi ha vissuto gli anni ottanta (quando la ragazzina era già più che adulta), tanto fantomatica non è), devo dire che Sue Townsend anche stavolta non mi ha deluso. Ma il mio mito resta Adrian Mole, una grande conferma anche se da adulto ha perso qualcosa (ma è sempre eccezionale!). Speriamo che la casa editrice ne traduca anche gli altri libri.

Il carnet del maggiore Thompson – Anche se dalla copertina non si intuiva, in realtà è la riproposta di un libro dei primi anni 50, scritto da un umorista francese (Pierre Daninos) che finge di essere un inglese e parla dei vizi e delle virtù dei due popoli (prendendoli entrambi in giro) con umorismo ma estrema acutezza; e molti dei difetti che descrive vanno benissimo anche per gli italiani del terzo millennio. Lettura godibilissima, con un aspetto vintage ma contenuti spesso moderni. La cosa più datata è l’introduzione scritta, sempre una cinquantina di anni fa, da Camilla Cederna (che è anche la traduttrice del libro; e il suo lavoro lascia qualche volta a desiderare).

Vita da scapolo con cane – Molto bello, a tratti diverte, spesso profondo, forse la mia migliore lettura di quest’anno. Molto bella la figura del protagonista ultraquarantenne (uno scrittore di articoli di costume), un po’ orso ma umanissimo, nei cui spaesamenti e nelle cui posizioni critiche mi sono spesso riconosciuto; sorprendente anche l’analisi delle distanze generazionali che sembrano sempre più grandi ma che si possono in parte superare se entrambe le parti sanno aprirsi a vicenda riconoscendo i rispettivi pregi. Acutissime, ma con grande ironia, le analisi critiche sul mondo moderno all’inizio di ogni capitolo, quelle che affrontano i grandi perché del mondo moderno, tipo “perché i boxer sono meglio degli slip?”, “lo shopping può risolvere ogni cosa?”, etc… Strepitosa, fra l’altro, l’analisi, all’inizio del libro, sul rapporto che c’è tra le donne e le scarpe. Autentiche perle di saggezza maschile.

Ti ricordi di me? – Sophie Kinsella è una grande scrittrice umoristica, è donna e le sue protagoniste sono donne, ma perché parlare di lettura femminile (è un’etichetta che le è stata attribuita anche da alcuni critici sui giornali, come se noi maschi vivessimo in un altro universo)? Gli I Love Shopping sono splendidi (soprattutto i primi tre) e spesso, leggendoli, ho fatto la figura del cretino perché mi veniva da ridere. “Ti ricordi di me?” è un po’ sottotono, ma è sempre una lettura godibilissima. Consiglio comunque a tutti la lettura dei vari I love shopping, l’applicazione al mondo moderno del “la condizione naturale è una serie di ostacoli insormontabili sulla via dell'imminente disastro”; sono divertentissimi e a tratti ci si può anche immedesimare, perché lo shopping per così dire “complusivo” non appartiene solo all’altra metà del cielo (ho amici che diventano assatanati quando entrano in un Mediaworld o similia, e anch’io a volte ne soffro; non c’è malumore che un buon acquisto, il più delle volte inutile, non possa sollevare, anche se spesso solo per pochi secondi).

La scelta – Nicholas Spark è quasi una garanzia. Anche se la qualità della sua produzione è un po’ discontinua, ha scritto alcuni libri che mi sono piaciuti molto (pessimi, invece, i film che ne sono stati tratti), e ormai lo acquisto a scatola chiusa. La scelta non mi ha deluso e mi ha ricordato molto (anche nel finale “rapido”; ma mi piace anche per questo) “Le pagine della nostra vita”, libro splendido e commovente, di cui conservo un ottimo ricordo (forse perché lo ho letto in un periodo particolare della mia vita).
Molto coraggiosa la scelta del finale “pro life” in un mondo che ormai rifiuta anche la sola visione della malattia e del dolore. E poi c’è il lieto fine, e l’ho già detto che mi piace.

Q_rioso 24-09-08 15:23

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
Mi fa piacere vedere che abbiamo avuto delle letture comuni, e che sono piaciute a entrambi. :)
Lasciami dire che di Sophie Kinsella non sapevo molto e che, nella mia ignoranza, l'ho definita una "lettura femminile" perché la credevo più orientata a un pubblico di quel genere. A questo punto, però, con il tuo commento mi hai davvero incuriosito,al punto che potrei provare a leggere anche uno dei suoi libri sullo shopping, che immaginavo poco interessanti. Già mi sembra di sentire la domanda che mi rivolgerà il libraio presso il quale mi reco di solito: «E' un regalo?». Lo chiede ogni volta che acquisto un libro che secondo lui "fisicamente" non mi si addice. :asd

Anche a me piace moltissimo il lieto fine, forse perché ci spero davvero, anche nella vita.


:ciao2 Q_rioso

Mortimer 25-09-08 12:58

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
Ma che strani librai circolano dalle tue parti!
Quelli dove mi reco io il più delle volte non alzano nemmeno la testa (di accennare a un sorriso non se ne parla nemmeno); se poi ho bisogno di una confezione regalo, faccio prima a farmela a casa.
Però, malgrado le “forche caudine” del tuo simpatico negoziante (sai che un po’ te lo invidio? Nelle grosse catene che oggi imperversano, l’attenzione per il cliente è davvero fuori moda), mi auguro proprio tu faccia il gran passo; d’altronde l’hai già fatto per “Ti ricordi di me?” e lì la copertina è davvero femminile con tutti quei girasoli (ma nel libro se ne capisce il perché) e le farfalle e la silhouette nuda (la copertina inglese è decisamente più neutra).
Per quanto il concetto di "divertente" sia abbastanza soggettivo, devo dire che le persone alle quali ho già consigliato la lettura di "I love shopping" me ne hanno dato buoni giudizi. Non è una gran garanzia, ma tentar non nuoce.
Secondo me Becky Bloomwood (la protagonista) potrebbe conquistare anche te.

Una precisazione: gli I love shopping sono una serie di romanzi, che accompagnano gli stessi protagonisti (soprattutto Becky ma anche altri) nel corso degli anni e di situazioni sempre più imprevedibili. Se devi provarne uno, quindi, non può essere uno qualsisasi ma il primo (che in Italia si chiama proprio così: "I love shopping", ma in originale sarebbe "Confessions of a shopaholic") perché è quello che dà il via al tutto. Fra l'altro da qualche anno si trova in edizione "economica".

E per quanto riguarda il lieto fine, ci spero sempre anch'io; peccato che la vita, però, faccia il più delle volte di testa sua. Ma l'importante è aver fiducia.

finalfrontier 08-10-08 17:31

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
ultimamente sto divorando libri thriller..
a settembre ho letto "utente sconosciuto" di michael connelly: voto 6 di stima, si sente, eccome!, la mancanza del detective Harry Bosch; "il giardiniere notturno" di george pelecanos, un giovane autore dallo stile molto diretto, fin troppo: voto 6; "il tredicesimo apostolo" di michael benoit, deludente all'ennesima potenza: voto 5; "lo scheletro che balla" di jeffery deaver, un libro - da premettere che è il primo libro di deaver che leggo - che mi è piaciuto a metà, perchè troppo stile CSI, con pagine e pagine di analisi dettagliatissime delle scene del crimine.
In questo momento ho con me una copia sgraffignata dalla libreria di mia zia di un bizzaro romanzo di Ray Bradbury "Il popolo dell'autunno". Sono arrivato a metà e, a parte le folgoranti immagini che la penna dell'atureo di Fareneith 451 regala a ogni pagina, la storia narrata è molto stephen king, cioè una fiaba macabra, e per nulla fantascientifica.
Terminato Bradbury ritorno al thriller con "Strade di sangue" di Pelecanos e "La sedia vuota" di Deaver.

Q_rioso 08-10-08 23:59

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
Ad eccezione dell'ultimo romanzo di Jeffery Deaver, uscito da poco, finora ho letto tutti i libri dell'autore il cui protagonista è Lincoln Rhyme. Nell'ordine:

• Il collezionista di ossa
• Lo scheletro che balla
• La sedia vuota
• La scimmia di pietra
• L'uomo scomparso
• La dodicesima carta
• La luna fredda

L'ultimo, che come dicevo è appena uscito, si intitola "La finestra rotta".
Del primo romanzo "Il collezionista di ossa" uscì anche un film con Denzel Washington nei panni dell'investigatore paraplegico e Angelina Joline a interpretare l'agente di polizia, e assistente di Rhyme, Amelia Sachs. Stranamente in questo momento non ricordo se prima lessi il libro, oppure vidi il film, mentre ricordo benissimo che l'adattamento della storia per rientrare nei tempi del film è consistito in un po' di tagli e qualche cambiamento. Anche in questo caso, secondo me, in un confronto tra i due, è il romanzo a uscirne vincitore. ;)

Ricordo che la prima volta rimasi molto affascinato dalla figura di Rhyme, dalla sua intelligenza e la sua capacità di risolvere un caso senza muoversi dal proprio appartamento (anche perché, non ne ha la possibilità). Finalfrontier, hai ragione quando dici che i metodi dell'ex-poliziotto ricordano molto da vicino le serie televisive CSI. Quando uscì il romanzo CSI non esisteva ancora e non mi stupirei se gli autori avessero preso spunto da Deaver (tra me e me l'ho sempre pensato) anziché da un'idea originale di dare spazio ai metodi d'indagine della polizia scientifica.
E' vero, le descrizioni sono molto minuziose e a volte se non fosse per la bravura dell'autore rasenterebbero la noia, però in questo modo noi lettori ci possiamo rendere bene conto della pazienza e della minuziosità che la ricerca e lo studio degli indizi richiedono. Per me, che prima di allora non avevo letto nulla di simile, "Il collezionista di ossa" rappresentò una rivoluzione. Ci troviamo di fronte ad uno Sherlock Holmes all'ennesima potenza, che grazie al sapere, alla logica, a una mente brillante e - come dicevo - a una grande pazienza riesce a risalire al colpevole grazie agli indizi infinitesimali raccolti sulla scena del crimine. Merito anche del suo agente sul campo, Amelia, che seguendo i consigli di Rhyme impara a calarsi nei panni dell'assassino, capire come pensa e così alla fine i due riescono a smascherarlo.

Se ne avessi l'occasione ti consiglierei di leggere i romanzi del ciclo di Lincoln Rhyme nell'ordine in cui Deaver li ha scritti, perché anche se le indagini sono separate, si assiste all'evoluzione del rapporto tra Lincoln e Amelia, oltre ad alcuni personaggi ricorrenti.

Volevo scrivere anche delle mie ultime letture, ma ora me ne manca il tempo. Alla prossima. ;)


:ciao2 Q_rioso

saavikam 09-10-08 13:24

Re: [LIBRI] «Ho letto...»
 
Recentemente ho letto Lingue d'Europa, di Emanuele Banfi e Nicola Grandi. Il volume presenta un'analisi linguistica ed una comparazione fra le lingue presenti sul territorio europeo, cioè quelle romanze, germaniche, slave, ugro-finniche, e quelle "isolate" come il maltese, le lingue zingare, e altre. Per ogni gruppo linguistico - e, a volte, per ogni lingua - viene presentata morfologia, sintassi, cenni storici. E' una lettura che vorrei consigliare a tutti coloro che amano e che si interessano di linguistica. Tra l'altro, sebbene alcune nozioni di base sarebbe meglio possederle per una lettura diciamo più fluente, si tratta di un'opera destinata al vasto pubblico, e non solo a chi possiede competenze specifiche della materia.


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