Vivix
21-08-05, 02:21
IL PIANETA CHE NESSUNO VEDEVA
di marc Furrer /Ats
Ginevra - Dieci anni or sono, attorniati dall'incredulità generale, gli astronomi ginevrini Michel Mayor e Didier Queloz, annunciavano a Firenze la scoperta del primo sistema solare.
La clamorosa notizia ha fornito un nuovo impulso alla ricerca, sfociata nel frattempo nella scoperta di altri 200 pianeti.
Quando abbiamo annunciato la nostra scoperta al convegno mondiale di Firenze dell'ottobre1995, dedicato allo studio del sole e delle stelle di tipo solare, la stragrande maggioranza dei 150 scienziati presenti era incredula, sottolineano i due astronomi lemanici.
Ci hanno creduto soltanto un anno dopo, quando i ricercatori statunitensi confermarono la pertinenza delle nostre osservazioni.
L'oggetto, delle dimensioni di Giove, impegna quattro giorni per effettuare il giro di 51 Pegasi, una stella simile al nostro sole.
La sua scoperta ha permesso di aprire una nuova porta, da allora le richerche si sono intensificate, con la creazione di nuovi istituti e il lancio di satelliti incaricati specialmente di individuare i pianeti estranei al nostro sistema solare.
Gli sforzi sono stati ampiamente ricompensati, a quest'oggi sono stati individuati quasi 200 nuovi pianeti e numerosi altri saranno scoperti nei prossimi anni.
Secondo Michel Mayor, il XXI secolo sarà indubbiamente quello dell'astronomia, e più particolarmente della scoperta di nuovi esopianeti.
Attualmente viviamo l'epoca d'oro della scoperta di pianeti giganti, sottolineano i due cercatori.
La prossima tappa sarà la scoperta di pianeti di tipo tellurico, grazie in particolare al satellite Kepler.
Fra dieci o quindici anni, predicono i due scienziati, sarà possibile analizzare l'atmosfera degli esopianeti.
Per scoprire tracce di vita, occorrerà ancora essere molto pazienti, sottolinea Mayor.
L'ipotesi più probabile è che la vita sarà scoperta sotto forma di batteri.
Per quasi 3,5 miliardi di anni, la terra è stata popolata esclusivamente da organismi unicellulari.
fonte: dal quotidiano della Svizzera Italiana " LA REGIONE" del 20 agosto 2005
di marc Furrer /Ats
Ginevra - Dieci anni or sono, attorniati dall'incredulità generale, gli astronomi ginevrini Michel Mayor e Didier Queloz, annunciavano a Firenze la scoperta del primo sistema solare.
La clamorosa notizia ha fornito un nuovo impulso alla ricerca, sfociata nel frattempo nella scoperta di altri 200 pianeti.
Quando abbiamo annunciato la nostra scoperta al convegno mondiale di Firenze dell'ottobre1995, dedicato allo studio del sole e delle stelle di tipo solare, la stragrande maggioranza dei 150 scienziati presenti era incredula, sottolineano i due astronomi lemanici.
Ci hanno creduto soltanto un anno dopo, quando i ricercatori statunitensi confermarono la pertinenza delle nostre osservazioni.
L'oggetto, delle dimensioni di Giove, impegna quattro giorni per effettuare il giro di 51 Pegasi, una stella simile al nostro sole.
La sua scoperta ha permesso di aprire una nuova porta, da allora le richerche si sono intensificate, con la creazione di nuovi istituti e il lancio di satelliti incaricati specialmente di individuare i pianeti estranei al nostro sistema solare.
Gli sforzi sono stati ampiamente ricompensati, a quest'oggi sono stati individuati quasi 200 nuovi pianeti e numerosi altri saranno scoperti nei prossimi anni.
Secondo Michel Mayor, il XXI secolo sarà indubbiamente quello dell'astronomia, e più particolarmente della scoperta di nuovi esopianeti.
Attualmente viviamo l'epoca d'oro della scoperta di pianeti giganti, sottolineano i due cercatori.
La prossima tappa sarà la scoperta di pianeti di tipo tellurico, grazie in particolare al satellite Kepler.
Fra dieci o quindici anni, predicono i due scienziati, sarà possibile analizzare l'atmosfera degli esopianeti.
Per scoprire tracce di vita, occorrerà ancora essere molto pazienti, sottolinea Mayor.
L'ipotesi più probabile è che la vita sarà scoperta sotto forma di batteri.
Per quasi 3,5 miliardi di anni, la terra è stata popolata esclusivamente da organismi unicellulari.
fonte: dal quotidiano della Svizzera Italiana " LA REGIONE" del 20 agosto 2005