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JAGERNAUT
28-08-03, 01:42
LA REPUBLICA-28/08/03-SHUTTLE,LA NASA E' COLPEVOLE "LI HANNO LASCIATI MORIRE".

WASHINGTON - Quanti sono ventiquattro secondi per morire? Sono abbastanza perché cinque uomini e due donne capissero di essere condannati a tornare polvere di stelle,dentro un meteorite in fiamme lanciato verso la Terra. Perché laggiù, ai comandi della Nasa, chi avrebbe dovuto proteggerli non aveva fatto nulla per salvarli. L'inchiesta ufficiale sulla tragedia della navetta spaziale che diventò un meteorite, il 1°febbraio di quest'anno,è finita. Il volume rilegato in blu di 248 pagine è stato depositato, ed è una «brutale», lo ammette il direttore Sean O'Keefe, sentenza di condanna per tutta la Nasa, per la sua «atrofia burocratica», per
la «cultura della compiacenza», per la sordità dei dirigenti che non vollero vedere tre frammenti di Isolante termico staccarsi da un serbatoio al decollo, incrinare l'ala sinistra *e non fecero nulla per salvare *i sette condannati a morte. Non vollero vedere, perché non ci sono soldi, perché non si vuole irritare la politica che ha già ridotto di un quinto in dieci anni i fondi, perché *la Nasa «negligente» ha paura ormai anche di se stessa. Perché dello spazio non importa davvero più niente a nessuno, fino a quando una *navetta, il Challenger nel 1988, iI Columbia nel 2003, riga il cielo dell'indifferenza con il suo sacrificio. Il rapporto finale della commissione,
composta da 12 saggi, ma saggi sul serio, è un lavoro magnifico, che si può leggere integralmente nel sito della commissione,
www.caib.us. In sette mesi e mezzo di ricerca, ogni decimo di secondo del volo matricola STS 107 è stato ricostruito, 84 mila frammenti sono stati raccolti in un milione e mezzo di ore di lavoro,di almeno 30 mila tra volontari, sceriffi, vigili del fuoco, semplici passanti, pietosi Pollicini sparsi sul sentiero di briciole che cadevano dalla navetta, attraverso California, Nevada, Arizona, New Mexico, Texas, Lousiana per finire In Alabama, proprio nello stato dove mezzo secolo fa Werner Von Braun cominciò l' avventura americana nello spazio.
Con quelle 40 tonnellate di rottami, la Commissione è riuscita a ricostruire l'ala sinistra del Columbia e a confermare quello che gli ingegneri avevano visto subito, e che «la deficiente cultura della sicurezza»ai vertici dell' agenzia spaziale aveva ignorato. Che la navetta era stata condannata a morte dopo appena '84 secondi di volo, quando tre pezzi della plastica isolante che avvolge i serbatoi sganciabili si erano staccati e avevano colpito l’ala alla velocità relativa di 950 chilometri all’ora,bucandola. (.......)continua.

JAGERNAUT
28-08-03, 01:44
(........)Si era scatenata una tempesta di e-mail interne,per capire se la fessura aperta dal pezzo più grosso di plastica,8 centimetri per 5,avesse compromesso l’integrità’ dell’ala. la conclusione era stata che si,che al rientro nell’atmosfera,quando l’aria si trasforma in plasma a 3mila gradi,quel flusso sarebbe penetrato e avrebbe divorato dall’interno lo shuttle. Le e-mail si fecero frenetiche. Chiesero che fosse mobilitato il comando strategico spaziale nel Nebraska per spostare uno dei suoi satellite spia,farlo avvicinare all’ “anatra zoppa” che orbitava e fotografare la crepa,per studiarla,mentre altri segretamente esaminavano la possibilità di far alzare in anticipo l' unica altra navetta su una rampa, la Atlantis, nel caso la ferita fosse fatale. La direzione rispose che non era necessario,che altre sette volte un pezzo di quella plastica aveva colpito un' ala in decollo
e non era successo niente. Al comandante del Columbia fu dato l'ordine di attivare i motori e imboccare il tunnel del rientro. «Roger,Houston» eseguo. Erano le 8.53 e 32 secondi. I primi segni di pezzi che cominciavano a staccarsi furono registrati subito dai radar e dai sensori. «Columbia,
leggiamo strani dati nei sensori della temperatura...». «Houston, qui è tutto "nominal",normale;,risponde il comandante del volo, mentre Laurei Clark, una delle due donne a bordo lo riprende con una videocamera da turista. «Uhhh... comandante i valori continuano a
scendere;.. C'e’una perdita di pressione nel carrello di atterraggio». Lo vedo, risponde il Columbia, che ormai non vede più nulla perché
il plasma sta avvolgendo la navetta. Nessuno, dentro l'abitacolo, aveva indossato ancora l'elmetto, nota l'inchiesta pignola, (non che la tuta avrebbe cambiato l'esito finale), deve aggiungere. All'insaputa dei sette astronauti, i tecnici a terra guardano inorriditi i valori della telemetria impazzire. Dalla base chiedono al pilota, Bill McCool, un'altra lettura di strumenti,«Roger » risponde e poi soltanto il fruscio. Sono .le 8:59:32. Ma la morte non è istantanea. La commissione calcola il tempo in 24 secondi, da collocare tra quell’ ultimo «Roger...» e le 9:00 e 18 secondi quando ormai è chiaro che lo Shuttle si è disintegrato. Alle 9: 12 e 39 secondi, il direttore di volo si toglie la
cuffia, lascia il banco dei monitor, raggiunge l'ufficio del capo. «Il Columbia si è disintegrato» annuncia al direttore Q'Keefe. «Sta in diretta su tutte le televisioni», gli risponde lui. «Non è stato un problema tecnico, ma un problema di cultura negligente a distruggere «Columbia» sentenzia l'ammiraglio Gehman, presentando il rapporto finale. «Lo Shuttle può tornare a volare se 27 condizioni di sicurezza saranno soddisfatte. Hanno giocato d' azzardo con la vita degli astronauti, anno dopo anno, per restare a galla». Tornerà a volare , una navetta? Si alzerà, nel marzo prossimo, la Atlantis «Forse» risponde l'ammiraglio. Eppure il marito di Laurei Clark, una
delle stelline consumate nel rientro, non piange. «Siamo una nazione di pionieri, se perdiamo quello spirito, perderemo lo spirito che ha
fatto l'America».

Riker
14-11-04, 18:08
SPAZIO: Lo Shuttle ripartirà a maggio 2005

Lunga e complessa la serie di prove, collaudi e verifiche che hanno condotto lo Space Flight Leadership Council dell'ente spaziale americano a decidere la sorte della missione Shuttle. Ma già si parla di accantonamento delle navette per il 2012.

Dopo una lunga e complessa serie di prove, collaudi e verifiche, lo Space Flight Leadership Council della Nasa, un comitato che tra i vari ruoli ha il potere decisionale sulla sorte delle missioni spaziali americane, ha confermato che la ripresa dei voli dello shuttle avverrà tra maggio e giugno del 2005.
Protagonista la navetta Atlantis, che verrà riportata alla rampa 39B del Centro Spaziale della Florida per dare il via ad una missione di otto giorni, con un equipaggio di sette astronauti. Obiettivi: collaudare tutti i nuovi apparati di sicurezza installati, con aggancio alla stazione spaziale internazionale per rifornire e svuotare di materiali la base orbitante "orfana" delle navette dalla fine del 2002.
Al termine della riunione di venerdì 29 ottobre, il comitato dell'ente spaziale americano, ha promosso una raccomandazione per lanciare la missione chiamata “Return to Flight - Ritorno ai voli”, con un lancio che potrà avvenire nella "finestra di tempo" prevista tra il 12 maggio e il 3 giugno del prossimo anno, a più di due anni dal tragico incidente del Columbia nel quale persero la vita sette astronauti durante la fase del rientro atmosferico.
Ora, terminato il lungo e terribile periodo contrassegnato dalla serie di uragani che avevano direttamente coinvolto molte delle infrastrutture principali, dal Centro Kennedy in Florida, al Centro Marshall in Alabama e a quello di Michoud, in Lousiana, tutto è pronto per preparare la nuova missione e l'inizio che quella che potremmo definire la "Fase 3" del Programma Shuttle.
Una "Fase 3", che dopo la prima iniziata nel 1981 (con il volo inaugurale del Columbia), e la seconda del 1988, che fece seguito all'esplosione del Challenger (1986), potrebbe anche essere l'ultima nella storia di questo veicolo, che ha rivoluzionato il sistema di trasporto spaziale.
E' sempre più probabile infatti, anche secondo le indiscrezioni riportate su space.com, che i voli dello shuttle proseguiranno solo fino al completamento della struttura prevista della stazione spaziale internazionale, e poi tutte e tre le navette attualmentre rimaste nella flotta (Atlantis, Discovery e Endeavour), verranno accantonate e andranno a far parte della già ricca collezione del Museo dell'Aria e dello Spazio della Smithsonian Institution di Washington.
Dopo i due voli della "ripresa" previsti nel 2005, infatti, sono previste nel programma dei lanci altre tre missioni per il 2006, per poi livellare la cadenza con cinque spedizioni spaziali con equipaggio all'anno, da alternare naturalmente ai due voli delle capsule russe Sojuz.
Per completare la stazione spaziale, saranno necessari 28 voli solo delle navette, ma nel frattempo, sempre in base ai programmi, dovrebbero procedere spediti i programmi per un veicolo spaziale che debba sostituire lo shuttle, o anche solo di una capsula di nuova generazione che faccia da spola Terra-stazione spaziale e ritorno, per garantire il necessario supporto logistico agli equipaggi della Space Station, quando questa sarà pienamente operativa.
L'accantonamento definitivo delle navette è quindi in programma per il 2012, e il dibattito negli Stati Uniti prosegue, perchè, fanno notare in molti, già le varie missioni di assemblaggio per la stazione spaziale richiedono tempi e costi troppo pesanti perché possano essere "smaltiti" da un budget Nasa che cerca di conciliare la "new vision" di esplorazione umana dello spazio, promossa da Bush il 14 gennaio scorso durante il suo discorso al Quartier Generale Nasa di Washington, con le missioni robotiche in corso e quelle già programmate.
Fonte: Antonio Lo Campo - La Gazzetta del Mezzogiorno