Visualizza Versionee Completa : 1. Model Kits - History: AMT
Come fatto in precedenza per le MicroMachines dedicate a Star Trek, proverò ora ad intraprendere una via ben più ardua: catalogare i prodotti legati a Star Trek realizzati dall’inizio della saga fino ai giorni nostri. Mi rendo conto che l’impresa si preannuncia a dir poco “titanica”, ma credo ne valga la pena.
Di fatto, negli ultimi 40 anni circa, sono a dir poco numerosissimi i prodotti, più o meno ufficiali, o anche solo “ispirati” al mondo di Star Trek, dal puro e semplice modellismo, fino ai prodotti per la casa.
Inizierò questa vera e propria “Odissea” dalla categoria che più amo: il modellismo (inteso come “modelli da costruire”).
Numerose sono le case che nel corso degli anni si sono cimentate nella riproduzione delle navi apparse nell’universo di Star Trek.
La prima di cui parlerò è la “AMT - ERTL (www.r-and-b1988.com/logo/amt-logo.jpg)”.
AMT - ERTL
La AMT Corporation, ditta americana (poi divenuta AMT-ERTL in seguito ad una cessione/fusione), è stata la prima azienda dedita al modellismo a cimentarsi con i modelli di Star Trek e, indiscutibilmente, la più famosa fino ai giorni nostri.
Il connubio tra AMT e Star Trek nacque addirittura nel corso della messa in onda della prima stagione della Serie Classica (TOS), quando la ditta lanciò il suo primo modello, ovviamente la celeberrima “U.S.S. Enterprise” del Capitano Kirk.
Una delle cose più o meno conosciute, è il fatto che, per ragioni “pratiche”, la produzione stessa della serie tv fece ricorso ai modelli venduti dalla AMT per realizzare gli episodi! Ad esempio, le navi “U.S.S. Constellation” (episodio “La macchina del giudizio universale”), la “U.S.S. Lexington”, la “U.S.S. Hood” e la “U.S.S. Excalibur” (episodio “Il computer che uccide”), tutte di classe Constitution, sono state ottenute modificando il modellino dell’Enterprise regolarmente venduto nei negozi!!
Altra “chicca” storica: dovete sapere che il modellino dell’incrociatore klingon D-7 (e pure quello romulano, che sono la stessa nave), è stato realizzato dalla AMT direttamente dai progetti del disegnatore, PRIMA di tutto. In poche parole, un modello di D-7 realizzato dalla AMT fu inviato agli studi della Desilu (l’allora produttrice/distributrice di Star Trek) per effettuare le riprese.
Quindi PRIMA venne realizzato il modellino per i negozi, e DA QUELLO si sono create tutte le scene in cui esso compare!!
La AMT ha prodotto, iniziando proprio con la TOS, i modelli della “U.S.S. Enterprise”, dell’incrociatore klingon D-7 e dello sparviero romulano.
Successivamente, negli anni “bui” tra la fine della Serie Classica e la prima avventura cinematografica di Star Trek, la AMT mise sul mercato alcuni kit: lo shuttle Galileo e, unica nel suo genere, la plancia dell’Enterprise con 3 personaggi (Kirk, Spock, Sulu).
Anni dopo, seguendo le altalenanti vicende della Saga, la AMT iniziò la produzione di modellini ispirati ai film, iniziando proprio con “The Motion Picture”. Produsse infatti una bellissima Enterprise “refit”, dotata di sistema di illuminazione, l’incrociatore klingon (evoluzione del D-7, ma non ancora di classe “K’Tinga”) e anche il poco noto “shuttle” vulcaniano “Surak”.
Nel periodo di “assenteismo” televisivo/cinematografico di Star Trek, la AMT si dedicò – per quanto riguarda il filone sci-fi – ai modelli di un’altra saga, quella di Star Wars (di cui non parleremo di certo qui... ;)).
Questo fino al 1987, anno in cui nacque “The Next Generation” (TNG). Fu proprio nel 1987, infatti, che il compianto Gene Roddenberry decise di riprendere il rapporto con la AMT. Così, poco dopo il debutto sul piccolo schermo di TNG, la AMT iniziò la produzione di vari modelli. Il primo fu chiaramente la “U.S.S. Enterprise D”. L’anno successivo seguì la confezione “tripla” con tre vascelli alieni (denominato “Adversary Set”) contenente il Falco da Guerra romulano, lo Sparviero klingon e il Marauder ferengi.
Visto l’incredibile riscontro di successo, la AMT non si fece scappare l’occasione e iniziò a riprodurre praticamente quasi ogni nave apparsa nello show, film compresi.
Con il passare degli anni la AMT produsse anche alcune navi già famose e consolidate con la possibilità di illuminazione interna (di alcuni oblò) tramite fibre ottiche (nelle confezioni si trovava, oltre alle fibre ottiche, anche un “mini trapano” apposito per “bucare” la plastica in corrispondenza degli oblò).
Nel 1991, in occasione del 25° anniversario della saga, vennero “ristampati” e rimessi in vendita i primi leggendari modelli dell’Enterprise (TOS) e del D-7 klingon, direttamente dagli stampi originali degli anni ’60. Sempre in occasione del 25° anniversario vennero prodotti nuovamente anche il modellino dello shuttle Galileo, dello Sparviero romulano (episodio “La navicella invisibile”), della stazione spaziale K-7 e della plancia dell’Enterprise (con 3 personaggi: Kirk, Spock e Sulu).
Passarono gli anni e, con l’avvento della nuova serie “Deep Space Nine” (DS9), forte dei grandi successi ottenuti con TNG, la AMT si accaparrò i diritti di produzione di modelli e produsse il modellone della Stazione DS9 (grande come un lampadario :asd) in due versioni (normale e con fibre ottiche), del Runabout “Rio Grande” e della Nave da Guerra cardassiana di classe “Galor”. Purtroppo la scarsa popolarità (iniziale) della nuova serie non tardò a farsi sentire anche sulle vendite. Pressoché invenduti, i nuovi modelli hanno popolato gli scaffali di molti negozi in tutto il mondo per lungo tempo.
A risollevare gli animi (e non solo) alla AMT ci pensò il film “Generations” nel 1994, grazie a cui la AMT ripropose il kit dell’Enterprise D (con la sola scatola diversa e un simpatico omaggio all’interno: alcuni colori da modellismo) ma soprattutto di un nuovissimo e attesissimo “Sparviero klingon” (evidentemente quello delle Sorelle Duras), che ebbe davvero un incredibile successo, tanto che la AMT decise di continuare la collaborazione con la Paramount per ottenere i diritti dei modelli del successivo film “First Contact”, come la “U.S.S. Enterprise E” (voci “di corridoio” dicevano fosse in progetto anche la realizzazione della sfera borg; idea evidentemente accantonata :() e della nuova nave protagonista di DS9, la “U.S.S. Defiant” .
Nonostante ciò, visto il “fiasco” dei modelli legati a DS9 la AMT decise di rinunciare ai diritti sulla nascente nuova serie, “Voyager” (VOY).
Il 1996 infatti, fu l’ultimo anno di connubio AMT/Star Trek con la produzione della nuovissima “U.S.S. Enterprise E”.
Paradossalmente, la nuova serie VOY invece, nonostante un avvio un po’ lento, ebbe un incredibile successo; ma la AMT non tornò sui propri passi, lasciando “seguaci” trekker e AMT (come me) senza l’ultima nave per completare degnamente una vetrina di modelli... :(.
Secondo varie fonti, pare probabile un “timido” ritorno della AMT nel mondo di Star Trek.
Le voci, infatti, davano in uscita per il 2005 il modello in kit della “Enterprise NX”, della serie “Enterprise” (ENT), appunto. Per il momento non vi sono conferme né smentite, né si sono visti in vendità né questa Enterprise NX né altri modelli di navi tratte da ENT (e ce ne sarebbero tante e di ghiotte, basti pensare agli splendidi vascelli vulcaniani; ma anche klingon, romulani...).
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Entrando un po’ nello specifico dei modelli AMT, li possiamo descrivere come, tutto sommato, ben realizzati, composti da pochi parti di plastica più o meno dettagliati (di cui alcuni “trasparenti” per elementi tipo “deflettori di navigazione”, o “gondole di curvatura” ecc...) che in genere combaciano bene gli uni con gli altri (salvo qualche eccezione dovuta ad errori di stampaggio in fabbrica, non infrequenti ahimè!), facili da costruire e correlati di un foglio di “decals” raffiguranti numeri di registro (NCC) e nomi nave, stemmi, emblemi vari e talvolta anche alcuni “dettagli” dello scafo della nave (come ad esempio l’Enterprise E che riporta tutte le scialuppe di salvataggio esclusivamente come decals). Ovviamente ogni confezione ha al suo interno anche un chiaro foglio di istruzioni per il montaggio raffigurante le fasi di costruzione tramite disegni e schemi e poche parole, tutte RIGOROSAMENTE IN INGLESE, ma che, grazie appunto agli schemi, non ne impediscono la comprensione. Sempre nello stesso foglio di istruzioni vi è anche una raffigurazione della nave dalle diverse angolazioni riportante lo “schema colori” (con tanto di sigle per ogni specifico colore – per chi volesse comprare i colori più “ufficiali”) e il posizionamento dei vari decals.
Certo, un modellista “esperto” avrebbe sicuramente da ridire su alcune imperfezioni, o sulla povertà di dettagli alle volte riscontrabile. Chi è in possesso di una certa “esperienza”, si può cimentare tranquillamente nella personalizzazione e nel miglioramento del proprio modellino.
I modellisti “in erba” invece, seguendo le istruzioni senza andare troppo oltre, possono comunque ottenere dei buoni risultati e fare i primi passi nel colorato e “plastico” universo dei modelli di navi di Star Trek! :=ok
Negli anni sono state mosse diverse critiche ai modelli della AMT, riguardo le “dimensioni” o, meglio, riguardo l’assenza quasi totale di “scale” di riferimento. Il più delle volte sulle confezioni si può infatti notare l’indicazione della lunghezza del modello (espressa in pollici) e di rado la “scala” di riproduzione rispetto alle dimensioni “reali” della nave.
Critiche furono rivolte anche per la mancata “proporzione” tra i diversi modelli (se andiamo a confrontarli, infatti, abbiamo una “Enterprise A” più grande dell’“Excelsior” o di una “Enterprise E”, mentre la “Defiant” e il “Runabout” sono semplicemente “giganti”).
Quindi, più che decidere una scala o una proporzione di un certo tipo, alla AMT decisero di produrre tutti i modelli in modo da essere di dimensioni “simili” tra di loro, di norma di una lunghezza tra i 30 e i 40 cm. Scelta unicamente “pratica”.
Dopo questa “breve” ma doverosa ricerca storica, passerò ora a fornire un elenco dei modelli prodotti, con annesse foto.
Per ogni modello prodotto, inserirò l’immagine della confezione. Per i modelli di cui sono in possesso di immagini “decenti”, posterò anche alcuni “scatti”, particolarità ecc...; compreso un piccolo commento laddove mi sia cimentato anch’io nella loro costruzione.
Ovviamente questa parte sarà forse la più soggetta a variazioni, dal momento che continuerò a cercare qualche buona immagine da postarvi. Quindi, “stay tuned!” ;)
Procederò suddividendo i modelli per “tipo” (federali, alieni), cercando di rispettare una sorta di “cronologia” di produzione e “di flotta”.
VASCELLI FEDERALI
• U.S.S. Enterprise NCC 1701 (TOS) (Classe Constitution)
La prima, leggendaria Enterprise, è stata il primo modello prodotto dalla AMT, ed è stata edita e riedita in diversi anni e con diverse confezioni.
- 1968 (www.neweyestudio.com/ebayE/ebe369.jpg)
- 1983 (www.neweyestudio.com/ebayE/ebe365.jpg)
- 1991 (www.neweyestudio.com/ebayST/st392.jpg) (in occasione del 25° della Saga)
• U.S.S. Enterprise NCC 1701 - CUT-AWAY (TOS) (Classe Constitution)
Questo è un esperimento “unico”, mai più riprovato dalla AMT.
In pratica si ha la medesima Enterprise però “tagliata e aperta” (www.scifi-toyz.com/amt_ecutaway.jpg), con uno spaccato della sezione a disco e diverse parti dello scafo ingegneria “in vista”. Purtroppo la foto della scatola è decisamente lusinghiera. Nella realtà del modello infatti, l’interno della sezione a disco è affidato ad un unico decal decisamente brutto e scadente, mentre per quanto riguarda lo scafo ingegneria la situazione è anche peggiore: si notano semplicemente i vari “deck” praticamente vuoti...
- Decal dell’interno... (http://img438.imageshack.us/img438/8792/cutdec18zn.jpg)
- La plancia (http://img438.imageshack.us/img438/5881/cutbri3tx.jpg) (diametro circa 2,5 cm)
- Dettaglio grezzo (http://img438.imageshack.us/img438/5686/cutdet10uz.jpg)
- Un’idea (http://members.aon.at/section31/modelle/bilder/e-cutaway.jpg) del risultato finale
• Shuttle Galileo 7 (TOS)
Anche di questo modello abbiamo la versione originale, “targata” 1974, e quella riedita in occasione del 25° anniversario della Saga, nel 1991.
- 1974 (www.neweyestudio.com/ebayE/ebe364.jpg)
- 1991 (www.neweyestudio.com/ebayST/st280.jpg)
• Plancia U.S.S. Enterprise NCC 1701 (TOS)
Come accennato nella storia della AMT, questo non è il kit di montaggio di una nave, bensì il kit di montaggio della plancia dell’Enterprise della Serie Classica. Una autentica “rarità”, in quanto la AMT non si è più cimentata nella produzione di plance di altre navi.
Anche per questo kit si hanno due “edizioni”:
- 1975 (www.neweyestudio.com/st04.jpg)
- 1991 (www.scifi-toyz.com/amt_bridge.jpg)
• U.S.S. Enterprise NCC 1701 - REFIT (Classe Constitution - refit)
Chi conosce la “storia” di Star Trek e della Flotta Stellare, avrà già capito che con “refit” si intende il “restyling” della classe Constitution. In pratica, l’Enterprise come appare nel primo film della Saga “The Motion Picture” e da lì in avanti. Come spiegato anche nella storia iniziale, questo primo modello di Enterprise refit venne prodotto con un sistema di illuminazione interno (apparentemente limitato però alla sola sezione a disco).
- The Motion Picture Enterprise (www.neweyestudio.com/ebayE/ebe342.jpg) - 1979
• U.S.S. Enterprise NCC 1701 - A (Classe Constitution - refit)
Il modello dell’Enterprise “A” è stato prodotto in diversi anni, seguendo i vari film; praticamente con una confezione diversa per ogni film, fino al VI.
In occasione delle ultime due pellicole (ST V e ST VI), all’interno della scatola è stato aggiunto il “mini” kit per costruire uno degli shuttle in dotazione alla nave. I decals forniti con esso davano la possibilità di “varare” lo shuttle con il nome di “Galileo” o “Copernicus”.
Inoltre, nel 1991, nello stesso anno di produzione del kit riferito “all’ultima” Enterprise A per il cinema, venne prodotto anche uno speciale kit di Enterprise A dotato di “luci e suoni”.
- Star Trek IV: (www.neweyestudio.com/ebayD/ebd490.jpg) The Voyage Home (Rotta verso la Terra) - 1986
- Star Trek V: (www.gasolinealleyantiques.com/kits/images/Miscellaneous/amt-Ertl-6876.JPG) The Final Frontier (L’ultima frontiera) - 1989
- Star Trek VI: (www.scifi-toyz.com/amt_st6.jpg) The undiscovered country (Rotta verso l’ignoto) - 1991
- Lo shuttle Galileo in dotazione: foto 1 (www.geocities.jp/ds10defiant/Galileo5/images/001.jpg) e foto 2 (www.geocities.jp/ds10defiant/Galileo5/images/003.jpg)
- Speciale 25° anniversario (www.neweyestudio.com/st171.jpg) - 1991
- Un’idea del risultato finale (http://img143.imageshack.us/img143/1064/enta3st.jpg)
- Piedistallo (http://img143.imageshack.us/img143/1129/entadisp18ox.jpg)
- Piedistallo (http://img143.imageshack.us/img143/471/entadisp23la.jpg). Dall’alto si può vedere la sagoma del Delta Federale.
Che dire di “questo” modello? Io comprai l’ultima versione, quella del 1991 per il film “Rotta verso l’ignoto”. Fu anche il mio primo acquisto Trek (come modellino) in assoluto.
A distanza di anni ne sono ancora innamorato, come della nave “vera” del resto :). Lo reputo ben fatto, con una buona quantità di dettagli impressi sullo scafo, dalle “griglie” degli scudi, agli oblò, persino ai vari “tasselli” che costituirebbero la “piastrellatura” dello scafo (il famoso “aztec” pattern). L’unico punto “dolente” che trovai, come modellista in totale erba, fu il fissare la sezione a disco sul collo. L’incavo sulla sezione a disco in cui il collo va ad inserirsi lascia un po’ di “gioco” al collo, quindi per me fu molto facile permettere che l’ingombrante disco (rispetto all’esilissimo collo) si sia saldato non proprio dritto... ::).
Nota “d’onore”: questo modello è anche l’unico che io conosca (e ne conosco un bel po’) ad avere delle parti trasparenti (delle “cupolette” minuscole) da colorare e inserire dall’interno verso l’esterno della nave a fungere da luci di posizione/navigazione della nave. Tutti gli altri modelli prodotti, di ogni nave, presenta le luci di navigazione come parte dello scafo stesso, da colorare con attenzione.
• U.S.S. Reliant NCC 1864 (Classe Miranda)
Che dire, un modello decisamente bello pur se con delle imprecisioni a tratti fin troppo evidenti nelle varie parti e con la mancanza di alcuni dettagli. Decisamente “grossolani” sono i “dettagli” dello scafo che dovrebbero rappresentare gli oblò dei diversi ponti. Peccato.
La particolarità di questo modello sta nel piedistallo. O meglio, “nei” piedistalli. La Reliant è uno dei due modelli (insieme alla Excelsior) a non avere foratura nello scafo per ospitare il pernetto del piedistallo. Il kit propone due specie di “slitte” di plastica trasparenti, singole, su cui posizionare la nave, poggiandovi le gondole. Ora, oltre alla difficoltà iniziale di mettere le slittine nella giusta posizione, una volta fatto scopriamo un errore sconcertante: avete presente come è fatta la nave? Esatto: sbilanciatissima in avanti. Non c’è modo di farla stare in piedi. A patto di seguire le istruzioni di montaggio allegate che prevedono l’inserimento (incollandoli presumo) di due appositi “pesi” da 20 grammi l’uno (circa, non ne ricordo l’esatto valore) all’interno delle gondole, posizionandoli in fondo. Grazie, bella genialata, visto che comunque non sono forniti nel kit... :(
- Reliant (www.geocities.com/alanoodle/Reliant_box.jpg)
- Le famose slittine (http://img438.imageshack.us/img438/5718/reldisp6sb.jpg) trasparenti che costituiscono l’originale piedistallo (sulle sommità vanno appoggiate le gondole)
• U.S.S. Excelsior NCC 2000 (Classe Excelsior)
Da una bella nave, un bel modello. La costruzione della Excelsior si dimostra abbastanza semplice.
Certo qualche dettaglio in più nello stampaggio dello scafo non sarebbe stato sgradito, ma va bene così. Il “dramma”, almeno per me, sono stati i decals. Già perché la Excelsior (come altre navi comunque) presenta dei terrificanti decals. In questo senso. Se avete presente la nave, o se avrete occasione di vedere delle foto dettagliate, potrete notare come, ad esempio sulla sezione a disco (superiore), la sigla “NCC 2000” sia racchiusa tra due sottili filetti rossi, che seguono la rotondità dello scafo. Io non sono un gran modellista e lo ammetto. Ma posizionare questi microscopici filetti SINGOLI, staccandoli dal cartoncino di supporto dando loro una degna posizione, è stata una autentica “Mission: Impossible”. Idem per l’esile filettatura che si trova sui contorni dei supporti delle gondole! :o
Come la Reliant, anche questo modello non presenta fori nella “pancia” per ospitare il pernetto del piedistallo. Tuttavia, a differenza della Reliant, l’Excelsior viene fornita con un piedistallo efficace, anche se piuttosto basso: una specie di “culla” di plastica che ricalca la forma della pancia della nave e che si posiziona su un piccolo piedistallino. Soluzione semplice ma abbastanza carina.
- Excelsior (www.scifi-toyz.com/amt_excel.jpg)
- un risultato finale (www.tnthobbies.force9.co.uk/Excelsior3.jpg)
- Piedistallo (www.tnthobbies.force9.co.uk/Excelsior2.jpg) (particolare 1)
- Piedistallo (www.tnthobbies.force9.co.uk/Excelsior.jpg) (particolare 2)
- Piedistallo (http://mysite.verizon.net/fuzznoggincreations/images/exc2a.jpg) (particolare 3).
- Piedistallo (http://img438.imageshack.us/img438/4159/excdisp3ld.jpg)
Nelle foto si notano due modelli diversi, a giudicare dal piedistallo, che qualcuno ha deciso di colorare di nero. Ad ogni modo si può notare come appunto la nave “appoggi” sopra la “culla” e come sia anche possibile tenerla inclinata, senza che si scomponga.
• U.S.S. Enterprise NCC 1701 - B (Classe Excelsior - refit)
Stranezze. Chi ha un minimo di conoscenza sulle navi Trek, saprà benissimo che l’Enterprise “B” è una classe Excelsior “refit”, quindi con alcuni aggiornamenti estetici. Quindi in produzione si è preso lo stampo della Excelsior e lo si ha modificato per produrre la refit. La cosa che subito mi ha deluso è il constatare che, mentre l’Excelsior, sul “bordo” della sezione a disco (... lo “spessore” per intenderci) presenta molti dettagli (gli oblò dei vari ponti), l’Enterprise B è completamente liscia, rovinando decisamente la “credibilità” del modello in quella sezione.
Del resto, tutta la nave (come pure l’Excelsior del resto), a differenza dell’Enteprise “A” è decisamente povera di dettagli stampati sullo scafo. Un vero peccato. La cosa non dipende certo dalle dimensioni (in proporzione questa nave è più piccola della A, quindi si potrebbe credere ad una perdita di dettagli). Infatti vedremo più avanti come il modello della Enterprise “D” sia molto ben dettagliato! :(
Altra stranezza è la presenza all’interno della scatola di alcuni “pezzi in più”. Infatti vi troviamo un bellissimo disco del deflettore (trasparente, come tutti) mooolto più grande di quello della B. Si tratta del disco deflettore della Excelsior. Senza senso.
Altra cosa “spiacevole” anche in questo caso è il piedistallo.
Fatto come quello della Enterprise “E” e della “Defiant” (che vedremo più avanti) (quindi è praticamente un comunicatore della Flotta di ultimo tipo, da cui parte la staffa che si infila nello scafo) solo in versione molto, molto ridotta. La staffa che dovrebbe reggere la nave è molto sottile e la basetta piccola. Una volta “incastrata” la nave sul supporto, non c’è modo di farla stare dritta: pende drammaticamente da un lato (tant’è che ho dovuto arrangiarmi per un supporto più... casalingo ma sicuro). E anche in questo caso, con il piedistallo in dotazione, la nave rimane comunque molto bassa. Basti pensare che Excelsior ed Enteprise B stanno molto tranquillamente sotto la sezione a disco dell’Enterprise A.
Ad ogni modo, anche su questo kit (del resto è “figlio” dell’Excelsior), permane la difficoltà decals (sempre secondo le mie capacità, ovviamente). Nelle foto, comunque, potrete vedere come un Modellista con la “M” maiuscola, possa ricavare un piccolo capolavoro da qualsiasi modello! (tremenda invidia personale! :( :asd)
- Enterprise B (www.gasolinealleyantiques.com/kits/images/Miscellaneous/amt-generations.JPG) - Star Trek VII: Generations (Generazioni) - 1995
- proporzioni (http://mysite.verizon.net/fuzznoggincreations/images/30.jpg) in mano
- risultato finale (http://mysite.verizon.net/fuzznoggincreations/images/Final001.jpg)
- Piedistallo 1 (http://img143.imageshack.us/img143/8400/entbdisp10ht.jpg) e 2 (http://img438.imageshack.us/img438/7459/entbdisp21be.jpg)
• U.S.S. Enterprise NCC 1701 - C (Classe Ambassador)
Qui ci troviamo di fronte, a mio modestissimo parere, davvero ad un bel modello.:=ok
Niente da ridire in generale. I dettagli impressi sull’intero scafo (non solo sulla sezione a disco) sono davvero molti e belli. Modello rifinito con molta cura, soprattutto se consideriamo che questa nave nella “realtà” è apparsa solo per pochi minuti in un episodio di TNG (Yesterday’s Enterprise). E devo dire che è molto più bella “dal vivo” (come modello) che non come la si è vista in quell’episodio.
Altre classi Ambassador le abbiamo viste in qualche scena di battaglia, in flotta con molte altre.
Stranezza: come per la “B”, anche in questa scatola troviamo dei pezzi in più che sembrano proprio di un’altra nave. Solo successivamente ho realizzato che si tratta di “alcune” delle modifiche estetiche che hanno interessato la classe “Ambassador”. Infatti ho scoperto successivamente che è stata prodotta anche la “U.S.S. Yamaguchi”, che essendo appunto una “refit” si differenzia per alcuni dettagli.
Di nuovo il piedistallo. Diverso, ancora una volta, da tutti gli altri, è formato da 3 parti. Questa volta la base del piedistallo è realizzata praticamente ad immagine del comunicatore di TNG (www.starshipmodeler.com/trek/ecbase1.GIF) e riporta la serie a cui appartiene la nave e il nome della nave stessa (Star Trek The Next Generation. U.S.S. Enterprise NCC 1701 - C). La staffa invece è costituita da due parti. Sono due sottili “lamelle” di plastica, piuttosto lunghe, che si incastrano alla base sui due lati del delta federale, e tra di loro unicamente su un lato e all’estremità superiore, costituita dal solito “perno” che andrà ad infilarsi nella pancia della nave.
Che dire...? La nave ci sta anche, ma l’impressione di fragilità e instabilità del piedistallo è decisamente “allarmante”.
- Enterprise C (www.neweyestudio.com/st168.jpg)
- Foto 1 (www.geocities.jp/ds10defiant/Kits/1701-C/1701-C.jpg) (Qui qualcuno ha dipinto il piedistallo di nero, nonostante le istruzioni indichino oro/argento – come il comunicatore)
Nelle prossime foto, nonostante siano stati applicati decals riportanti NCC e nomi diversi dall’originale, potrete vedere altre angolazioni e intravvedere il piedistallo nella sua colorazione “originale”.
- Foto 2 (www.starshipmodeler.com/trek/ws_entc_01.jpg)
- Foto 3 (www.starshipmodeler.com/trek/ws_entc_02.jpg)
- Foto 4 (www.starshipmodeler.com/trek/ws_entc_03.jpg)
- Foto 5 (www.starshipmodeler.com/trek/ws_entc_06.jpg)
- Ecco il piedistallo (http://img37.imageshack.us/img37/2245/entcdb5hk.jpg) montato e dipinto secondo le indicazioni! ;)
• U.S.S. Yamaguchi NCC 26510 (Classe Ambassador - refit)
Pressoché sconosciuto, come modello, lo trovai per puro caso solo in vendita online (mi pareva addirittura da Ultimo Avamposto, ma si parla comunque di anni fa). Le differenze tra l’Enterprise C e la Yamaguchi sono di dettaglio e consistono nel diverso deflettore di navigazione (questo presenta un ulteriore disco, molto più piccolo, applicato sul disco primario. Per intenderci, qualcosa di simile a quello che conosciamo come “emettitore di particelle” su cui i Borg in “Primo *Contatto” tentano di costruire il famoso faro interfasico sul disco deflettore dell’Enterprise E); la parziale carenatura dei collettori Bussard, la parte posteriore del collo di giunzione, nella parte che si unisce alla sezione a disco e, posteriormente, il “codino” o “bordo” attorno al portellone dell’hangar navette, nonché una ulteriore “sezione” situata sempre a poppa, ma sotto l’hangar navette. Non conosco la “storia” di questa nave, ma trovo tuttora strana la decisione di produrne addirittura un modellino... :dub. Ad ogni modo, cercando informazioni (e immagini più che altro) da poter postare, ho trovato la foto della scatola, scoprendo che questo kit incorpora anche un sistema di illuminazione interno. Personalmente la ricordavo ben diversa l’immagine della scatola e non vi era nessuna menzione sull’impianto di illuminazione. Potrebbe anche darsi che ne abbiano fatte due versioni (addirittura?). Questa comunque è solo una mia ipotesi, che vedrò di approfondire.
Altra particolarità che si può desumere dalla foto del modello: o è sbagliato il modello all’interno, o forse la sola foto, ma i collettori Bussard sono identici a quelli dell’Enterprise C. :nono
Per il resto, voglio credere che la qualità del modello sia la stessa dimostrata dall’Enterprise C. Non avendo altri dati, posso anche presumere che il piedistallo qui sia diverso, dal momento che nei modelli dotati di illuminazione il piedistallo di norma ospita le batterie, un pulsante e quantomeno il famoso perno su cui infilare la nave funge anche da contatto!
- U.S.S. Yamaguchi (www.neweyestudio.com/ebayH/ebh446.jpg)
• U.S.S. Enterprise NCC 1701 - D (Classe Galaxy)
Il kit di questa nave è stato prodotto in due periodi diversi.
Il primo è relativo al lancio della serie di cui la nave è protagonista, TNG, e quindi del 1987.
L’ultimo dovrebbe essere in concomitanza con il film “Generations” (1996). Dico “dovrebbe” perché non ne ho la certezza matematica. ::)
Le due riproduzioni dell’Enterprise sono esattamente le stesse. L’unica “chicca” è che nell’ultima confezione sono stati inseriti “in omaggio” un pennellino e alcuni barattolini di colore apposito. Utili!
Anche qui, come nel caso dell’Enterprise C, siamo di fronte a decisamente un bel modellone, di dimensioni “importanti”, “ragguardevoli”!
La quantità e la qualità dei dettagli impressi sul modello con lo stampaggio delle plastiche è buono, basti pensare alla moltitudine di “finestre” della nave, decisamente numerose! La cosa che forse mi piace di meno, sono i “rettangolini” che rappresentano le capsule di salvataggio. La stessa “reale” Enterprise D non brilla come particolari (almeno ad una prima occhiata) per quel che riguarda le capsule. Si tratta di rettangoli “appena appena” più “alti” rispetto allo scafo, ben visibili ma probabilmente “tremendi” da dipingere, per chi è in erba ::) (a differenza invece della C, dove sono piuttosto in rilievo).
Un’altra cosa che non mi piace di questo modello: i numerosi banchi phaser. Ok, ci sono tutti, ma non hanno praticamente nessun dettaglio. Non so se avete presente come sono nella “realtà” i banchi phaser. Probabilmente all’epoca del lancio di TNG erano decisamente molto semplificati, da lontano dei “filetti” neri sullo scafo (chiamati infatti “phaser strip”). Sul modello sono praticamente dei “segmenti” di plastica in rilievo sullo scafo ma perfettamente lisci. Vabbè dài! :)
Ad ogni modo il prodotto è decisamente molto, molto buono.
Costruirla? La cosa più... complicata è il complesso collo, ma per il resto tutto procede bene!
Questa nave viene presentata con un doppio piedistallo.
Infatti il modello ha la sezione a disco “staccabile” come il modello televisivo. Vi è un piedistallo “generale” (la cui sagoma richiama il comunicatore di TNG dell’epoca) per chi decide di tenere la nave unita e un piedistallo più piccolo su cui poggiare la sezione a disco. Unica nota: se si decide di tenere la sezione a disco staccabile è necessario non incollare lo Yacht del Capitano (situato nella parte centrale e più bassa della sezione a disco), perché è proprio nell’incavo lasciato dallo Yacht che va a posizionarsi il pernetto del piedistallino, sulla cui sulla staffa è stato realizzato un piccolo alloggiamento per lo Yacht del Capitano, altrimenti “vacante”. Pignoli. :=ok.
Difetto riscontrato (almeno a mio avviso): proprio come si può intuire dal modello in tv, la sezione a disco è decisamente ENORME e quindi pesante. Se si decide di tenerla fissa alla nave (e quindi incollarla) il problema può essere evitato, altrimenti se la si lascia staccabile (come feci io) è molto probabile che il piccolo pernetto di plastica che la unisce allo scafo da battaglia si spezzi con il tempo (e sono guai, come è successo a me :().
Altra pecca: unita o meno la sezione a disco, la nave nel suo insieme è decisamente sbilanciata in avanti, data appunto la dimensione della sezione a disco e cade irrimediabilmente in avanti.
Con il tempo mi si è quasi del tutto spezzato il piccolo pernetto di plastica che dal piedistallo si infila nella pancia della nave (un rettangolino di plastica di 1 mm di spessore per circa 10 di lunghezza e 5-6 di altezza) e, rotto quello, addio piedistallo. Ho optato all’inconveniente con un piccolo stratagemma “casalingo” ;).
- Enterprise D (www.neweyestudio.com/ebayST/st381.jpg) - 1987
- Enterprise D (www.neweyestudio.com/ebayST/st391.jpg) - 1996
- Qui (http://i11.ebayimg.com/03/i/05/60/3d/60_1_b.JPG) potete vedere, a scatola aperta, i due piedistalli. Quello a sinistra è quello “generale”. Quello più a destra è quello dedicato alla sezione a disco e allo Yacht del Capitano.
- Un bel risultato 1 (www.larottadikessel.it/images/enterprise/DSCN0502.jpg)
- Un bel risultato 2 (www.larottadikessel.it/images/enterprise/DSCN0494.jpg)
- Un bel risultato 3 (www.larottadikessel.it/images/enterprise/DSCN0505.jpg)
- Un bel risultato 4 (www.larottadikessel.it/images/enterprise/DSCN0504.jpg)
- Dettaglio 1 (www.larottadikessel.it/images/enterprise/DSCN0496.jpg)
- Dettaglio 2 (www.larottadikessel.it/images/enterprise/DSCN0500.jpg)
- Dettaglio 3 (www.larottadikessel.it/images/enterprise/DSCN0497.jpg)
- Dettaglio 4 (www.larottadikessel.it/images/enterprise/DSCN0499.jpg)
Recentemente ho trovato un nuovo kit, sempre dell’Enterprise D. Questa volta la scatola la “etichetta” come Enterprise D dal film “Generations”. Il kit, ad ogni modo, dovrebbe essere il medesimo degli altri.
- Enterprise D (http://members.sparedollar.com/resize.aspx?user=liquidatetexas&img=IMG_7236.jpg&s ize=600) - “Generations”
• U.S.S. Enterprise NCC 1701 - D con fibre ottiche (Classe Galaxy)
Dovrebbe trattarsi (il condizionale è d’obbligo) dello stesso identico modello “normale”, quello visto sopra, opportunamente adattato per ospitare un impianto di illuminazione interno.
Attenzione: non stiamo parlando di illuminazione interna come quella realizzata, ad esempio, dalla Bandai (che vedremo più avanti), con ogni elemento a suo posto, ma con FIBRE OTTICHE.
Nel kit è stato inserito anche un trapanino apposito per forare le parti della nave da cui si voleva far passare le suddette fibre ottiche. Dalla confezione appare inoltre che il deflettore di navigazione e i due collettori bussard delle gondole fossero anch’essi illuminabili.
- Scatola (www.scifi-toyz.com/stng_ent.jpg)
- In questa foto (www.neweyestudio.com/st169.jpg) possiamo vedere un esempio di lavorazione del minitrapano in dotazione e delle fibre ottiche. Nell’immagine possiamo notare il modellista all’opera sul muso di un Falco da Guerra romulano.
• U.S.S. Rio Grande NCC 72452 (Classe Danube)
Questo è il kit di montaggio di un bel Runabout, ed è uno dei 3 modelli che la AMT presentò tratti da DS9.
Si presenta ben realizzato e ben dettagliato. Le dimensioni “reali” e le dimensioni del modellone (in questo caso), realizzato in scala 1/72, consentono di ottenere dei dettagli particolarmente ben realizzati, dei vari elementi dello scafo e dei congegni ad esso applicato. Dopotutto, siamo di fronte ad un Runabout lungo oltre 33 cm!! È chiaro, quindi, che a parità (quasi) di lunghezza con una nave stellare, qui la AMT si sia permessa il lusso di dare spazio ai dettagli, che, di conseguenza, sono anche molto più facilmente individuabili e colorabili.
La plastica del modello è bianca. Le istruzioni “consigliano” di dipingere ugualmente il modello, con più mani di colore, anche se chi vuole può semplicemente tenere il colore di fondo così com’è.
In “optional” questo runabout può essere dotato del famoso “rollbar”, dell’arco sensoriale e/o lanciasiluri posto a poppa sul dorso del modello (come avviene “realmente” ai veri runabout).
I decals qui sono pochi: solo gli stemmi di Flotta Stellare con linee rosse e i nomi vascello con relativi NCC. Il modellista ha tre possibilità di scelta per il nome del proprio Runabout. Nonostante, infatti, il kit sia stampato (vedere la scatola) e venduto come “Rio Grande”, all’interno della confezione troviamo i decals per nominarlo nei seguenti modi:
- U.S.S. Rio Grande NCC 72452
- U.S.S. Yangtzee Kiang NCC 72453
- U.S.S. Ganges NCC 72454
Gli stessi famosi Runabout assegnati a DS9.
Particolarità: il Runabout non disponde di alcun tipo di piedistallo (in tutte le foto pubblicate, il piedistallo infatti è stato realizzato dal modellista).
- U.S.S. Rio Grande (www.scifi-toyz.com/amt_ds9run.jpg)
- Un eccellente risultato 1 (http://mysite.verizon.net/fuzznoggincreations/images/92g.JPG)
- Un eccellente risultato 2 (www.naplak.com/modeling/images/Contest/B231S-1a.jpg)
- Un eccellente risultato 3 (www.naplak.com/modeling/images/Contest/B231S-1c.jpg)
- Dettagli 1 (http://mysite.verizon.net/fuzznoggincreations/images/92d.JPG)
- Dettagli 2 (http://mysite.verizon.net/fuzznoggincreations/images/92e.JPG)
- Dettagli 3 (http://mysite.verizon.net/fuzznoggincreations/images/831f.jpg)
NOTA PARTICOLARE. Date le generose dimensioni del modello (in rapporto a quelle “reali”), chi volesse (come il sottoscritto) potrebbe senza problemi realizzare qualche “interno”, che sarebbe perfettamente visibile dagli oblò del modulo di comando e dalla “sala” situata a poppa, nonché dotarlo di alcune “action figures” (personaggi), che, trovandosi di diverse scale sarebbe facile trovarne una che ben si sposi con la scala del modello. Le immagini che sto per postarvi mostrano come un modellista ha illuminato il suo runabout e l’ha arricchito con interni e personaggi, tanto per darvi una idea!
- Sala di poppa 1 (http://mysite.verizon.net/fuzznoggincreations/images/May2902.jpg)
- Sala di poppa 2 (www.naplak.com/modeling/images/Contest/B231-1e.jpg)
- Illuminato e con piloti a bordo (www.naplak.com/modeling/images/Contest/B231-1d.jpg)
• U.S.S. Defiant NX 74205 (Classe Defiant)
Il kit della Defiant è stato prodotto in diversi anni.
Come nel caso dell’Enterprise D, il secondo kit comprende un set di colori, colla e pennello per il modellismo. La scatola, tuttavia, è in francese. Questo potrebbe rappresentare la conferma di ciò che è successo anche nel caso delle MicroMachines. Confezioni diverse (pur con lo stesso contenuto) a seconda dei mercati di vendita (in questo caso facilmente Canadese).
Che dire... Como modellista, se pur “in erba”, ho trovato questo modello decisamente scadente.
In assoluto è il kit meno “divertente” o “entusiasmante” da costruire che abbia mai affrontato. Infatti è composto da pochissimi pezzi (data la nave... lo scafo INTERO superiore, lo scafo INTERO inferiore più qualche dettaglio), il che rende poco divertente l’assemblaggio. Ma poi la plastica. La Defiant è, insieme all’Enterprise E, la nave più brutta a livello plastico. Mentre tutti i modelli fin qui descritti presentano una plastica “ruvida” in superficie e riportante, incisi, molti dettagli, come le linee della griglia degli scudi, o gli oblò o le scialuppe di salvataggio ecc..., lo scafo della Defiant è di un grigio piuttosto brutto e completamente liscio. Ci sono davvero pochi pochi dettagli. Qui, in poche parole, un abile modellista (e con una buona dose di pazienza e di ore di lavoro) può realizzare un buon lavoro. Un modellista in erba, invece, si sente “abbandonato”.
Non ci sono “clear parts”, gli ormai consueti elementi trasparenti che di buona norma sono stati utilizzati per realizzare deflettori di navigazione, gondole di curvatura, collettori Bussard ecc... Niente di niente. Anche il piccolo deflettore è della stessa plastica grigia. Oltretutto, la struttura e “V” che si trova davanti al deflettore, è parte integrante del pezzo di plastica. Quindi la colorazione del deflettore è un po’ ostacolata. Nemmeno i collettori Bussard, o i motori a impulso sono trasparenti (e quindi permetterebbero la famosa colorazione dall’interno..). Né le luci di navigazione. Davvero deludente.
Il piedistallo è identico a quello della Enterprise E, quindi l’ultimo tipo di comunicatore della Flotta Stellare con staffa che si infila (tramite perno) nello scafo inferiore della nave. Sul “comunicatore” è riportato il nome della nave.
Concludendo, voglio che sia chiaro: nonostante l’indiscutibile povertà di “pezzi” e di dettagli della nave, gli altri commenti sono personali. La bellezza del modello sta tutta in una attentissima colorazione dello scafo. Nelle foto che pubblicherò infatti, potrete vedere come un abile modellista ha realizzato una riproduzione della Defiant davvero bella!
- U.S.S. Defiant (www.neweyestudio.com/ebayH/ebh621.jpg)
- U.S.S. Defiant (www.scifi-toyz.com/st_defiant.jpg) “plus pack” (con omaggio all’interno)
- Qui (http://i12.ebayimg.com/04/i/05/60/36/b4_1_b.JPG) potete vedere il modello come si presenta senza lavoro e notare il piedistallo in dotazione.
- Ottimo risultato 1 (www.geocities.jp/ds10defiant/Kits/Defiant/Defiant.jpg)
- Ottimo risultato 2 (www.geocities.jp/ds10defiant/Defiant/images/005.jpg)
- Ottimo risultato 3 (www.geocities.jp/ds10defiant/Defiant/images/007.jpg)
- Ottimo risultato 4 (www.geocities.jp/ds10defiant/Defiant/images/009.jpg)
• U.S.S. Enterprise NCC 1701 - E (Classe Sovereign)
Si conclude, con questo kit, l’avventura della AMT nell’universo di Star Trek (anno 1996).
Ed è anche l’ultimo modello di nave della Flotta Stellare trattato qui, prima di passare a vascelli alieni.
Nato nel 1996 con il film “First Contact”, è stato riproposto, identico ma con scatola un po’ diversa, un paio di anni dopo con l’uscita di “Insurrection”.
Come già annunciato, anche l’Enterprise E soffre della stessa (a mio avviso) pecca del tipo di plastica: grigetta e parecchio liscia. Nonché della povertà di dettagli impressi sullo scafo. Con queste due navi (Enterprise E e Defiant), la AMT sembra davvero avesse intrapreso un modo di produzione decisamente diverso, anche se forse è solo l’impressione di un modellista brontolone come me.
Ad ogni modo, questo kit è davvero bello. Facile da costruire e “appagante” in quanto a “costruttibilità” (nel senso che, almeno per me, dà davvero piacere vedere la nave prendere forma un poco per volta).
I banchi phaser in questo modello sono piuttosto sottili (ma questo dipende dalla scala del modello) ma comunque tutti “zigrinati”, il che dà loro una certa credibilità.
In questo kit si fa largo uso di decals. Ogni singolo banco phaser disponde infatti (come a suo tempo per il kit dell’Enterprise D) di appositi decal da apporre ad entrambe le estremità del banco phaser. Ora non ricordo l’esatto termine tecnico degli elementi che questi decal costituiscono, però sono ben realizzati.
Abbiamo un largo decal anche per la “piattaforma” di atterraggio che porta all’hangar navette secondario (quello situato a poppa, chiuso dall’ampio portellone “a conchiglia”, come quello dell’Enterprise A – e mai utilizzato nei film), nonché vari decals a raffigurare le griglie degli emettitori del teletrasporto (varie sullo scafo).
Sempre ai decal è affidato il compito di riprodurre le diverse scialuppe di salvataggio, divise in gruppi vari (da 1 a 7). Il vantaggio di questa soluzione permette di avere delle scialuppe di salvataggio molto ben dettagliate, nei colori e nella forma, rispetto ai consueti “rettangoli” in rilievo sullo scafo di altri kit. Tuttavia, il fatto che siano decal, e quindi totalmente piatti, toglie forse un po’ di “realtà” al modello. Oltretutto non vi sono indicazioni sul liscio scafo dove porli e ci si deve regolare seguendo le immagini sulle istruzioni.
Una nota di “dispiacere” se la merita il disco deflettore. Date le dimensioni della nave “vera” e la scala di riproduzione del modello, il disco è piccolino, il che non facilita di certo una degna colorazione. Ma sono comunque “dettagli”.
Anche in questo caso, come per la Defiant, un abile modellista, paziente e con un bel po’ di tempo, può realizzare un piccolo capolavoro, a patto di dipingere lo scafo come si deve e di prestare attenzione alle diverse zone dello scafo stesso, sottolineandone magari le differenze con colori diversi, magari leggermente “sfumati”.
Il piedistallo, come detto, è l’ultimo comunicatore della Flotta, con impressi il nome della nave, l’NCC e il film da cui la nave è tratta (First Contact o Insurrection, a seconda dei kit).
- Enterprise E (www.neweyestudio.com/ebayST/st380.jpg) - Star Trek VIII: First Contact (Primo Contatto) - 1996
- Enterprise E (www.thefitnessequipmentstore.com/pictures/19501/mdstente.jpg) - Star Trek IX: Insurrection (L’Insurrezione) - 1998
- Particolare del piedistallo (www.friendshobby.com/html/Sales/Mike/Mods/rombop6-6.jpg) (da dipingere in argento e oro come un comunicatore)
- Piedistallo 1 (http://img438.imageshack.us/img438/4189/entedisp16qu.jpg) e 2 (http://img136.imageshack.us/img136/8594/entedisp28bi.jpg)
- A confronto i piedistalli di Enterprise B e E (http://img136.imageshack.us/img136/3376/entbedisp18pq.jpg) (e Defiant quindi). Si noti il differente tipo di innesto.
- Risultato 1 (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-E2/001.jpg)
- Risultato 2 (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-E2/002.jpg)
- Risultato 3 (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-E2/003.jpg)
- Risultato 4 (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-E2/004.jpg)
- Risultato 5 (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-E2/005.jpg)
- Dettaglio (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-E2/006.jpg) della sezione a disco. Qui potete vedere come sono i decals raffiguranti le scialuppe di salvataggio.
SET SPECIALI
La AMT ha presentato, nel corso degli anni, diversi kit “multipli”, ovvero kit con più navi da costruire e da esporre insieme in una unica confezione.
• Space Ship Set
Questo primo set di modelli multipli, è stato prodotto in diversi periodi (1983 e 1989).
Il contenuto anche in questo caso non cambia. A cambiare sono le confezioni.
Chiaramente dedicato alla TOS, questo “mini set” comprende l’Enterprise originale, l’Incrociatore d’attacco klingon D7, e lo Sparviero romulano.
Si tratta di un “mini set” in quanto le tre navi, assemblate, sono decisamente piccole se confrontate con i kit convenzionali. L’Enterprise, ad esempio, ha una lunghezza complessiva di poco più di 16 cm.
Le tre navi, costituite da pochi pezzi (quindi facili da costruire) e con un livello di dettaglio non certo impressionante, si pongono su un display stand a pianta triangolare da cui partono 3 differenti bracci, uno per ogni modellino.
I decals sono in numero decisamente limitato. Il minimo indispensabile. Particolarmente efficace (e gradito), tuttavia, è il generoso decal che raffigura l’intero rapace che si trova dipinto sulla “pancia” dello sparviero romulano.
- 1983 (www.timemachinetoys.com/toypics2/TrekKit.JPG)
- 1989 (www.neweyestudio.com/ebayD/ebd497.jpg)
- Un’immagine complessiva (http://zappa.brainiac.com/spaceship/AMT/amt-3ship.jpeg) del kit montato (la qualità non è delle migliori, scusate!)
• Legendary Space Encounters (The Enterprise Incident)
Questo set multiplo, come dice il nome stesso indicato tra parentesi, è tratto dall’episodio della TOS “The Enterprise Incident” “Incidente all’Enterprise”, episodio in cui il capitano Kirk, apparentemente “fuori di sé”, porta la nave in piena zona neutrale a trovarsi circondata da due incrociatori romulani (la classe e l’aspetto sono identici ai D7 klingon, frutto della breve collaborazione tra i due Imperi), allo scopo di impadronirsi di un dispositivo di occultamento romulano. Il kit è stato realizzato in occasione del 30° anniversario della Saga (1996) ed è targato “Skill level 3” (il livello di difficoltà, che di norma è 2) in quanto dotato di illuminazione tramite fibre ottiche e un piccolo dispositivo che riproduce suoni originali dall’episodio in questione.
All’interno del kit viene fornito un microtrapano apposito per le fibre ottiche e tutto il necessario per realizzare l’illuminazione dei modelli.
Tuttavia, si può notare che sulle scatole è stato riportato erroneamente il contenuto “the Enterprise against 2 klingon D7 destroyers”. Capisco che il modello sia lo stesso, ma nella “realtà” della storia si tratta di incrociatori romulani, non klingon! ::)
- Confezione (www.scifi-toyz.com/amt_encounter.jpg)
• 3 PIECE U.S.S. Enterprise SET
Questo kit è uno di quelli che io considero “utili”, utili soprattutto per chi non ha i modelli “convenzionali”.
Questo kit, infatti, è uno dei due set dedicati alle navi che hanno avuto il nome “Enterprise”.
Qui troviamo, unite in una confezione unica, l’Enterprise TOS (classe Constitution), l’Enterprise A (classe Constitution refit) e l’Enterprise D (classe Galaxy).
Ovviamente le tre navi sono decisamente più piccole dei corrispondenti kit “convenzionali”, tanto che le due Enterprise di classe Constitution risultano al pari di due mini modellini, essendo lunghe circa 12 cm.
Non so dire se le navi siano state riprodotte nella corretta scala tra di loro, ma a giudicare dalle immagini non mi pare proprio.
Di pari passo con la significativa diminuzione delle dimensioni dei modelli, pare essere andata anche la riproduzione dei dettagli, decisamente molto meno curati (e di numero inferiore) rispetto alle “sorelle” maggiori, soprattutto per quanto riguarda l’Enterprise D, che delle tre è il modello più grande e più visibile. Pensate che in questa “mini” versione, dallo stampaggio sono state omesse tutte le finestrelle e le scialuppe di salvataggio!!!
I tre modelli poggiano su tre singole staffe che vanno ad unirsi ad un unico display stand (piedistallo) la cui sagoma richiama, come sempre, un comunicatore della Flotta Stellare (in questo caso quello utilizzato durante la serie TNG).
Anche questo kit pare essere stato prodotto in diversi periodi o, perlomeno, con diverse confezioni. Potrebbe anche in questo applicarsi la teoria dei diversi mercati di vendita.
- Confezione (www.neweyestudio.com/st185.jpg)
- Un buon risultato, direi! (www.geocities.jp/ds10defiant/Kits/1701-OAD/NCC-1701-OAD.jpg)
- Enterprise TOS (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise/images/003.jpg) in dettaglio
- Enterprise A (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-A2/images/002.jpg) in dettaglio
- Enterprise D (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-D2/images/002.jpg) in dettaglio. Anche qui (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-D2/images/005.jpg) (su questi modellini il modellista ha “arrangiato” in maniera ottimale l’assenza di finestrelle e scialuppe mediante vari “espedienti”)
- Recentemente ho trovato anche questo (http://images.auctionworks.com/hi/51/50523/amt38387startrek.jpg) tipo di confezione, per mia stessa sorpresa! :)
• SPECIAL EDITION 3 PIECE U.S.S. Enterprise CHROME SET
Uscito, a giudicare dal bollino sulla confezione, in occasione del 25° anniversario della saga (1991), questo set è assolutamente identico a quello descritto sopra, piedistallo incluso, con l’unica differenza di essere dipinto in modo da sembrare fatto di metallo cromato.
- Confezione (http://i13.ebayimg.com/01/i/05/47/6c/7f_1_b.JPG)
• U.S.S. Enterprise FLIGHT DISPLAY
“Altro giro... altro regalo”! Come dire “Cavallo vincente, non si cambia”.
Ci troviamo di fronte all’ennesima riedizione dei tre modelli visti sopra. La differenza sta “nel nome”.
Il kit si chiama “Flight Display” in quanto il piedistallo è costituito da una base circolare leggermente “sferica” di plastica nera, su cui viene installato un grande disco di plastica trasparente, in verticale. Le tre navi vengono ad “incastrarsi” attraverso il disco di plastica trasparente, dando una specie di “illusione” di essere in volo, senza che niente le tenga (questo sarebbe l’effetto che alla AMT volevano creare) (questo tipo di “Flight display stand” è stato utilizzato anche per uno degli Sparvieri klingon prodotti, che vedremo successivamente).
- In questa foto (www.scifi-toyz.com/amt_stflight.jpg) possiamo vedere la confezione e anche, distintamente, il famoso “flight display” di cui parlavo: come è fatto e come “funziona”.
• SnapFast U.S.S. Enterprise 1701-B, C and E SET
Con questo kit la AMT conclude la “passerella” sulle navi che hanno avuto il celeberrimo nome “Enterprise” (ok, non c’è la NX, ma all’epoca non era nemmeno prevista!)
Questo kit infatti presenta le repliche delle altre Enterprise, la “B” (classe Excelsior refit), la “C” (classe Ambassador) e la “E” (classe Sovereign).
Le tre navi, pur essendo decisamente più piccole rispetto alle sorelle “maggiori” (la scala è 1:2500 rispetto a 1:1400, ad esempio, per l’Enterprise C) si presentano qualitativamente molto migliori delle tre riproduzioni del set precedente (CL, A, D).
Una nota di demerito la guadagna l’Enterprise B, che manifesta la tendenza a “cambiare forma”. Non prendete paura! Il fatto è che, soprattutto il supporto delle gondole, è “debole” (a causa delle ridotte proporzioni, probabilmente, la plastica è troppo esile) e le gondole “possono” piegare leggermente la plastica sotto il loro peso.
La palma d’oro invece spetta alla riproduzione dell’Enterprise C, che non ha nulla da invidiare alla sua riproduzione più grande. Eccellente nei dettagli e nella lavorazione. Unico neo: l’assenza dei banchi phaser dai supporti delle gondole! (e qualche altro dettaglio minore).
Per quanto riguarda l’Enterprise E, niente da ridire. Come la sorella maggiore anche qui abbiamo un ampio foglio di decals a costituire le scialuppe di salvataggio.
Nel complesso, quindi, le riproduzioni di queste tre piccole navi hanno gran poco da invidiare alle riproduzioni più grandi e, come loro, permettono di ottenere un risultato finale molto simile ai modelli di “studio” (quelli veri e propri).
Le tre navi trovano alloggiamento su tre singoli piloncini che si applicano ad una base piedistallo che ritrae il design di un comunicatore della Flotta Stellare (ultimo tipo, cronologicamente. Come quello di Enterprise E e Defiant). Unica differenza: al centro del piedistallo, in luogo del nome della serie o del film da cui è tratta la nave (come abbiamo visto per altri piedistalli) trova posto una bella riproduzione dello Stemma della Federazione Unita dei Pianeti! ;)
- Confezione (www.neweyestudio.com/st190.jpg)
- Enterprise B (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-B/images/001.jpg) in dettaglio. Anche qui. (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-B/images/006.jpg)
- Enterprise C (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-C/images/003.jpg) in dettaglio. Anche qui. (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-C2/images/003.jpg)
- Enterprise E (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-E/images/004.jpg) in dettaglio. Anche qui. (www.geocities.jp/ds10defiant/Enterprise-E/images/011.jpg)
- Il kit ultimato (www.geocities.jp/ds10defiant/Kits/1701-BCE/NCC-1701-BCE.jpg). Qui si può notare anche il piedistallo con lo Stemma Federale. :)
VASCELLI ALIENI
KLINGON
• Klingon Battle Cruiser D7
Chi non conosce l’incrociatore d’attacco klingon “D7”?
Di fatto, è stato il primo vascello klingon (nonché l’unico per un bel pezzo) ad aver incrociato le rotte dell’Enterprise, fin dall’inizio della Saga di Star Trek.
Come per l’Enterprise originale, infatti, anche questo kit ha visto la luce con la nascita televisiva di ST, ed è stato “ristampato” e prodotto in diversi anni.
Il primo e originale, targato appunto 1968, si presenta proprio com’era in televisione: quasi completamente privo di dettagli, con uno scafo totalmente liscio.
Anni più tardi, per l’esattezza con la prima avventura sul grande schermo (1979), venne presentato un nuovo kit. Certo, la nave è “fondamentalmente” la stessa, ma con l’aggiunta di tutti quei bei dettagli che abbiamo potuto apprezzare per la prima volta proprio al cinema (una flotta di D7 klingon, se ricordate, incontra o meglio “si scontra” con V’ger, proprio in apertura del film. Ricordo che la spiegazione delle differenze di dettaglio fu, in una “cronistoria dell’evoluzione tecnologica dei klingon”, pressapoco così: «diversi anni più tardi, l’Impero klingon continua ad utilizzare i D7. Tuttavia, a differenza delle vecchie versioni, questi nuovi vascelli sono stati privati delle “carenature” che coprivano gran parte dello scafo...». Carenature, certo... :))
L’ultima volta che il D7, almeno come D7, è stato riproposto al pubblico, è stata in occasione del 25° anniversario della Saga, nel 1991. Per “conformità” all’originale, il D7 del 25° NON È come l’ultimo prodotto (1979) né una sua evoluzione, ma preso direttamente dall’originale del 1968.
- D7 (www.neweyestudio.com/ebayE/ebe370.jpg) - 1968
- D7 (www.heliocracy.com/Components/museumimg/kbc79.jpg) - Star Trek: The Motion Picture (Il film) - 1979
- D7 (www.nostalgicnook.com/images/600_kkmod.jpg) 25° anniversario - 1991
• Klingon Cruiser (Classe K’Tinga)
Diretto discendente dell’incrociatore di classe D7, il vascello di Classe K’Tinga lo possiamo ammirare in tutta la sua bellezza nel film: “Star Trek VI: The Undiscovered Country” (Rotta verso l’ignoto), dove gioca il ruolo di nave ammiraglia del Cancelliere Gorkon. Dal momento che la stessa scatola del kit in questione riporta il “titolo” “Star Trek VI”, possiamo quindi dedurre che ci troviamo di fronte al “Kronos One” (giusto per la sana abitudine di dare un nome alle navi :)).
Detto questo, parliamo del modello.
Ci troviamo di fronte, a parer mio, davvero ad un bel modello (del resto, però, a me piace davvero molto questa nave). La scatola è decisamente piccola, il che lascerebbe supporre un piccolo modello. Invece il modello assemblato non sfigura di fronte ad una Enterprise A. Infatti buona parte della lunghezza del vascello è data dal lungo collo che dallo scafo di ingegneria termina con il modulo armi e di comando.
La plastica è la “solita” buona plastica AMT. Numerosi i dettagli sullo scafo, come le varie “piastre” che lo compongono, tutte rigorosamente di taglio spigoloso e quasi sempre triangolare. Qualche dettaglio in più sarebbe stato molto gradito invece intorno al modulo di comando e alla sezione abitativa situata sotto di esso. Ad esempio, i vari ponti con le varie “finestre” sono solo quasi un accenno. Peccato!
Bello lo stemma dell’Impero Klingon che troneggia sulla pancia della nave.
Pochissimi i decals: uno grande per incorniciare la “bocca” del lanciasiluri a prua e un altro paio da mettere sullo scafo ad indicare, credo, il nome del vascello (scritte in klingon, of course! ;)).
Ed eccoci al piedistallo. Modello nuovo, piedistallo nuovo.
A mio modesto parere, ci troviamo forse di fronte al piedistallo più brutto dell’Intera produzione AMT (per ST). La base è un grosso e spesso triangolo di plastica, da cui parte la staffa vera e propria. La cosa che appare subito strana è che il piedistallo va messo... “al contrario”! In poche parole il piedistallo è tutto orientato verso la poppa della nave, mentre la staffa dalla base si “lancia” all’indietro verso la prua... :dub
Vi chiederete se forse ho sbagliato a montarlo io. Purtroppo no. Infatti, sulla sommità della staffa, vi è la versione poco lusinghiera del “pernetto” che si infila nello scafo della nave.
Non è il solito pernetto cilindrico, tanto caro e rassicurante ::), nemmeno uno di quei pernetti con innesto “quasi” a baionetta. No. Si tratta di una sporgenza millimetrica sulla sommità della staffa, a forma semicircolare (che non permette quindi di fissare la nave in posizione diversa) Il tutto per la bellezza di circa un paio di millimetri in altezza.
In poche parole, il modellino più che “infilarsi” sul piedistallo sembra semplicemente appoggiarvisi, rimanendo magicamente in equilibrio.
Oltretutto il piedistallo, pur correttamente montato, osservando la nave lascia appunto vedere il “retro” della staffa!
Davvero il più brutto esempio di piedistallo (come design e funzionalità) che abbia trovato sino ad ora (della AMT). Mi sarei aspettato, almeno, un valido richiamo allo stemma klingon... :(
Nelle foto allegate, il piedistallo è stato evidentemete “lavorato” dal modellista (la plastica, altrimenti, è perfettamente liscia).
- Kronos One (www.modelsforsale.com/listphotos/117313.jpg) - Star Trek VI: The Undiscovered Country (Rotta verso l’ignoto) - 1991
- Foto 1 (www.phoxim.de/berndt_vdwerff_ktinga/berndt_vdwerff_K'T'inga%20008.jpg) (si vede distintamente il retro della staffa)
- Foto 2 (www.phoxim.de/berndt_vdwerff_ktinga/berndt_vdwerff_K'T'inga%20009.jpg)
- Foto 3 (www.phoxim.de/berndt_vdwerff_ktinga/berndt_vdwerff_K'T'inga%20013.jpg) (qui possiamo vedere come sarebbe il piedistallo dalla parte “dritta”)
- Foto 4 (www.phoxim.de/berndt_vdwerff_ktinga/berndt_vdwerff_K'T'inga%20010.jpg)
- Dettaglio (www.phoxim.de/berndt_vdwerff_ktinga/berndt_vdwerff_K'T'inga%20007.jpg). Qui possiamo vedere i dettagli delle piastre dello scafo, dello stemma klingon (perdoniamo il modellista per come lo ha dipinto) e della fessura semicircolare (più in alto) in cui inserire il microperno del piedistallo.
• Klingon Bird of Prey - FLIGHT DISPLAY (Classe B’rel e K’Vort)
Di sicuro il vascello klingon più conosciuto e amato di tutti i tempi: ecco finalmente il temutissimo Sparviero!
Niente da dire. Questo kit è davvero bello! Il modello presenta numerosi dettagli dello scafo, grandi e piccoli che, se dipinti, permettono di arrivare ad un risultato finale decisamente “realistico”.
Per questo kit non è assolutamente possibile evitare di dipingere lo scafo (come ad esempio invece si “può” fare per le varie navi federali), dal momento che la plastica è del consueto grigio.
Sarebbe un orrendo sacrilegio non dipingere lo Sparviero nella sua livrea verde scuro! :o
Come per gli altri modelli di vascelli klingon, anche qui abbiamo pochissimi decals: giusto alcune scritte klingon (evidentemente il nome e i dati del vascello).
Una delle particolarità di questo modello, è la possibilità di scegliere se costruirlo con le ali in posizione di volo (quindi “aperte”, orizzontali), oppure in posizione da attacco (inclinate verso il basso). Questa possibilità è data dai doppi pezzi all’interno della scatola. Le ali sono le stesse. Ciò che cambia sono quelle specie di “mantici” che fungono da meccanismo per piegare le ali (nella realtà), fornite nella scatola in modalità “volo” o in modalità “attacco”. Il “mantice” quindi è più o meno aperto. Considerare bene la scelta, perché una volta deciso e quindi incollate le parti, non si possono staccare. Il modello rimane come è (chiaro, se uno vuole “scollare” il modello, affar suo).
Per la cronaca, io ho scelto la posizione da attacco. Più... “klingon”! :)
L’altra particolarità di questo kit è, come si vede dal titolo, il fatto di essere un “Flight Display”. Infatti, come nel caso del set delle 3 Enterprise (CL, A, D), anche qui abbiamo un doppio piedistallo.
Il Flight display consiste nel medesimo disco di plastica trasparente (da montare in verticale su una base semiferica di plastica nera opaca) dentro il quale incastrare il modellino. A giudicare dalle immagini di chi lo ha fatto, dubito fortemente, tuttavia, che lo si possa estrarre a piacimento.
L’altro piedistallo, quello “normale” per intenderci, è composto di due parti. La base, una mezzaluna... una specie di logo “Nike” su cui si fissa la staffa che termina in un pernetto/gancio tipo “semi baionetta“: si deve inclinare il piedistallo – o il modello per inserire il pernetto e poi si porta il tutto in posizione normale. Questo piedistallo (http://img486.imageshack.us/img486/4821/bopdb9nu.jpg) appare piuttosto piccolo, forse, rispetto alle dimensioni del modellino e all’apparenza esile (io lo trovo comunque carino! :)). Tuttavia, parlo per esperienza, in tanti anni di onorata carriera sulla mensola non ha mai ceduto! :)
Io ho scelto di dipingerlo, poi, con lo stesso rosso ferro/ruggine indicato per alcune parti dello scafo, come “l’anello” che corre attorno al modulo plancia e che costituisce il dispositivo di occultamento.
Nota “estetica”: utilizzando questo piedistallo e il modellino in posizione da attacco, le ali (o meglio i cannoni disgregatori alle loro estremità) arrivano quasi a toccare “per terra”.
Questa è una mia considerazione. Il kit non riporta nomi di film e non conosco l’esatto anno di produzione. Tuttavia, il disegno del paesaggio dietro il modello appare abbastanza evidentemente la superficie di Vulcano, vista in “Rotta verso la Terra”. Partendo da questa considerazione, che ripeto essere personale, considero questo modellino lo Sparviero klingon ribattezzato “Bounty” dal dott. McCoy appunto nel IV film della Saga.
- Bounty (www.neweyestudio.com/ebayST/st657.jpg)
- Qui (www.udisco.com/hobbies/pics/008015.jpg) possiamo vedere l’effetto ottenuto con il piedistallo a disco trasparente (si vede l’ala inserita)
- Medesimo piedistallo (www.starshipmodeler.com/trek/mc_kbop2.jpg) ma ali in posizione da attacco (da qui si capisce che non è più “sfilabile” il modello) (non badate ai cavetti e alle luci: una evidente elaborazione del modellista)
Le prossime sono foto del “mio” Sparviero klingon; quindi DOVRETE prodigarvi in complimenti, CHIARO?! :asd. Chiedo scusa per la qualità, soprattutto i primissimi piani (un po’ sfocati), ma la digitale l’ho appena comprata e le foto le ho fatte “al volo” ieri sera!
- Bird of Prey 1 (http://img488.imageshack.us/img488/7075/bop16yp.jpg). La foto è volutamente “pesante” e grande, così che possiate vedere i numerosi dettagli del modello.
- Bird of Prey 2 (http://img360.imageshack.us/img360/8387/bop29yd.jpg). Il righello sotto il modello è lungo in totale 17 cm, così da darvi una piccola idea delle dimensioni finite.
- Vista ventrale 1 (http://img360.imageshack.us/img360/8421/bopu15cr.jpg)
- Vista ventrale 2 (http://img37.imageshack.us/img37/7694/bopu29gu.jpg) (un’impresa fare questa foto!). Qui si può vedere la pancia più illuminata rispetto alla precedente foto (in alto un piccolo scorcio di alcune altre navi)
- Dettaglio (http://img352.imageshack.us/img352/5590/bopd19zy.jpg) della pancia. Si notano i vari particolari dello scafo e la fessura in cui inserire il piedistallo.
- Dettaglio (http://img360.imageshack.us/img360/5979/bopd29vn.jpg) della parte inferiore del modulo plancia, con il lanciasiluri.
- Dettaglio (http://img486.imageshack.us/img486/5081/bopd36rt.jpg) della parte superiore del modulo plancia (peccato la sfocatura...).
• Klingon Bird of Prey - PLUS PACK (Classe B’rel e K’Vort)
Non conoscendo gli anni esatti di produzione di questi vari kit, posso supporre che questo kit sia successivo al “Flight Display”. Identico (eccezion fatta per il disco trasparente – quindi unico piedistallo convenzionale), presenta in aggiunta/omaggio alcuni colori, un pennellino e la colla, come la AMT ha fatto per l’Enterprise D e la Defiant.
- Bird of Prey Plus Pack (www.neweyestudio.com/ebayF/ebf211.jpg)
• Klingon Bird of Prey - GENERATIONS (Classe B’rel e K’Vort)
Inutile dilungarsi nella descrizione di questo kit. Si tratta evidentemente del “ristampaggio” dello stesso kit visto sopra (senza gli omaggi all’interno) e “dedicato” al film “Generations”, come pubblicizzato dalla scatola.
La differenza sta a livello “psicologico”. Non abbiamo in mano il “Bounty”, eroe del salvataggio della Terra che ha portato nel futuro due balene, ma del vascello delle “simpaticissime” Sorelle Duras, che hanno “affondato” la cara Enterprise D. :)
- Bird of Prey (www.scifi-toyz.com/amt_birdop.jpg) - Star Trek VII: Generations (Generazioni) - 1994/95
• In rete ho trovato anche un’altro kit dello Sparviero. Non so se sia un ulteriore modello o la consueta scatola “diversa”. Non ho trovato ulteriori riscontri, al momento attuale.
- Bird of Prey (http://hobbyworld.aoshima-bk.co.jp/g_library2/AMT/AMT38389.jpg) - Diverso.
• Klingon Battle Cruiser (Classe Vor’Cha)
Con questo kit finisce la “carrellata” di modelli delle navi klingon, in assoluto i modelli alieni più numerosi (come varietà) prodotti dalla AMT.
L’incrociatore da battaglia di classe Vor’Cha rappresenta la nave “ammiraglia” dell’Impero Klingon nel suo periodo (da TNG in poi), come lo è stata la classe K’Tinga ai tempi di Kirk (era di classe K’Tinga il Kronos One, nave ammiraglia del Cancelliere Gorkon in ST VI ed è di classe Vor’Cha la nave ammiraglia del Cancelliere K’mpec nell’episodio “Successione (Reunion)” di TNG quando fa la sua prima apparizione nell’universo trek - episodio in cui il cancelliere raggiunge Picard sull’Enterprise nominandolo “arbitro” per la successione al titolo di Cancelliere dell’Impero tra i due casati in lotta, quelli di Duras e Gowron).
Veniamo al modello. La scatola (la foto sulla scatola) presenta il modello dipinto in un AGGHIACCIANTE verdino, che nulla ha a che vedere con il “reale” colore della nave. Personalmente ho visto questa nave dipinta nei modi più disparati. Dal “consueto” verde scuro klingon al “grigio corazzata”... Indicazioni “ufficiali” a parte, questa nave si presenta bene in entrambe le livree!
Il Vor’Cha si presenta come un modello abbastanza“importante”, per quanto riguarda le dimensioni. Non sfigura di certo al cospetto della coetanea ammiraglia della Federazione, l’Enterprise D, pur essendo più piccolo.
Lo scafo è decisamente ricchissimo di dettagli, con in evidenza ogni piccola “piastra”. Così ricco da far rabbrividire al confronto persino lo Sparviero, che è uno dei migliori kit.
Anche qui troviamo alcune “clear parts”, i pezzi “trasparenti” per quanto riguarda prevalentemente le gondole di curvatura e, come per tutti i modelli klingon, la consueta “povertà” di decals, limitata a stemmi, scritte e qualche altro particolare.
Il piedistallo è composto da due parti. La base rappresenta lo stemma klingon * * *a cui si applica la staffa sulla cui sommità va a sistemarsi, come di consueto, la nave. In assoluto il piedistallo klingon più bello della serie!
Anche qui, con un po’ di pazienza e un po’ di abilità nel dipingere, si possono ottenere degli effetti cromatici sullo scafo decisamente “realistici” (nelle foto che posterò il modellista ha ottenuto in alcuni punti degli effetti tipo “bruciature” dello scafo, evidentemente esito di qualche scontro!)
- Klingon Battle Cruiser (http://img438.imageshack.us/img438/4299/vorchaboxart0bg.jpg) (Classe Vor’Cha)
- Modello in verde scuro (www.tnthobbies.force9.co.uk/STVorcha.jpg)
- Vista di prua (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_015_bridge.JPG)
- Vista di poppa (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_019_rear.JPG)
- Vista dall’alto (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_003.JPG)
- Vista 3/4 anteriore (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_022_Persp.JPG)
- Dettaglio dorso (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_025_uppertop.JPG)
- Dettaglio testa (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_028_bowtop.JPG)
- Dettaglio modulo plancia (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_023_bridge_cu.JPG)
- Dettaglio collo (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_08_neck.JPG)
- Dettaglio testa 2 (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_09_st_bow.JPG)
- Dettaglio ala/gondola (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_027_portwing.JPG)
- Dettaglio gondola (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_010_wnacelle.JPG)
- Piedistallo (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_005_base.JPG)
Per i curiosi, ecco come si presenta un Vor’Cha appena aperta la scatola:
- Parti 1 (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_02_parts.JPG)
- Parti 2 (www.starshipmodeler.com/trek/jd_vorcha_03-parts.JPG)
ALTRE SPECIE
• Cardassian Galor Class Ship (Classe Galor)
Questo kit riproduce la prima (e unica – per un lungo periodo. L’altra classe, però in forza al solo Ordine Ossidiano, è la “Keldon”, che comunque si tratta di una Galor modificata e più pesantemente armata) nave battente bandiera Cardassiana mai vista in Star Trek: la nave da guerra di classe Galor. Punta di diamante della milizia cardassiana, nella realtà questa classe di navi è decisamente meno potente di una nave di classe Galaxy della Federazione, ma anche di navi (sempre federali) di classi inferiori.
Il kit si presenta, come al solito, ben realizzato, con un buon numero di dettagli impressi nella plastica. Dispone di alcune “clear parts” per il gruppo propulsore e per il dispositivo d’armi situato a prua. Come per i kit klingon, anche questo vascello è dotato di una esile “batteria” di decals.
Il piedistallo è costituito da una base, che richiama lo stemma di Cardassia, il “Galor” (da cui deriva il nome stesso della classe di queste navi), su cui si fissa l’asta vera e propria che va a sostenere il peso della nave. Particolarità, se non sbaglio unica nella produzione AMT Trek: sulla staffa del piedistallo va applicata anche una targhetta identificativa della nave (sugli altri piedistalli, laddove era indicato, il nome era stampato sulla base).
Come per altri vascelli alieni, anche la Galor DEVE assolutamente essere dipinta nella sua originale livrea di colore giallo (apposito, una specie di giallo-sabbia), perché esce dallo stampo nel consueto grigio plastica!
Che altro dire? Tecnicamente un buon modello. Poi, una valutazione “estetica” è indiscutibilmente soggettiva e dipende da quanto si apprezza o meno questa nave anche nella “realtà”.
- Galor cardassiana (www.nostalgicnook.com/images/600_cardmk.jpg)
- Vista di prua (www.geocities.jp/ds10defiant/Galor/images/003.jpg)
- 3/4 anteriore (www.geocities.jp/ds10defiant/Galor/images/002.jpg)
- 3/4 anteriore 2 (www.geocities.jp/ds10defiant/Galor/images/006.jpg)
- Vista laterale (www.geocities.jp/ds10defiant/Galor/images/012.jpg)
- Dettaglio dorsale (www.geocities.jp/ds10defiant/Galor/images/007.jpg)
- Per avere un’idea del piedistallo (www.atlantera.de/sachen/trek/6.jpg), ma NON della lavorazione del modello!!! :nono
• Vulcan Shuttle “Surak”
Questo kit ci propone l’unico vascello vulcaniano prodotto dalla AMT. Dal momento che sino all’arrivo di ENT non abbiamo visto un gran che della flotta vulcaniana (eccezion fatta per la T’Plana Hath vista in “First Contact” e la T’Pau vista in TNG “Unification”), l’unico vascello vulcaniano noto, all’epoca è il “Surak”, che è stato definito “shuttle” o, in un italiano decisamente originale, “slitta a curvatura”.
Il Surak è tratto dalla prima avventura di Star Trek sul grande schermo: “The Motion Picture” (1979), ed è il “vascello” che trasporta Spock al rendez-vouz con la rinnovata Enterprise.
Il termine “slitta a curvatura” immagino derivi dal fatto che lo “shuttle” vero e proprio è un modulo abitativo (dotato di portello di attracco “standard”) agganciato sulla sommità di quella che potremmo definire come “sezione motori”, composta principalmente dalle due gondole.
Il modello della AMT presenta la medesima caratteristica: il modulo/shuttle abitativo è rimovibile dalla sezione motori.
Il kit presenta un consueto foglio di decals.
Come piedistallo abbiamo una “vecchia conoscenza”. L’arte del riciclaggio di certi piedistalli davvero “non ha frontiere” :).
In questo caso ho detto “vecchia conoscenza” perché lo abbiamo già incontrato come supporto per l’incrociatore di classe K’Tinga dell’Impero Klingon, ma è evidente che è stato utilizzato prima per questo kit. Come vedremo dalle foto, in cui è utilizzato “dritto”, possiamo allora risolvere la domanda “perché hanno realizzato un piedistallo storto” che avevo espressa parlando del K’Tinga. :)
- Vulcan Shuttle “Surak” (www.heliocracy.com/Components/museumimg/vulcshut.jpg) - Star Trek: The Motion Picture - 1979
Foto del modello realizzato dall’amica Freckles:
- vista laterale (www.salimbeti.com/images/modelli/modelli26.jpg) dove si può notare il famoso piedistallo
- vista 3/4 posteriore (www.salimbeti.com/images/modelli/modelli27.jpg)
- le due parti (www.salimbeti.com/images/modelli/modelli28.jpg) separate
- particolare (www.salimbeti.com/images/modelli/modelli29.jpg) del “modulo abitativo”.
Per mantenere fede all’IDIC vulcaniano (infinite diversità in infinite combinazioni), anche il Surak pare essere stato prodotto con almeno una confezione diversa (www.fondazionevulcaniana.it/museo/varie/immagini/kitshutvulc1.jpg) (qui possiamo vedere anche come si presenta il kit appena aperto).
• Romulan Bird of Prey
Questo kit presenta il famoso Sparviero romulano, il primo, apparso nell’episodio della TOS “La navicella invisibile” (Balance of Terror).
Come accennato nella “storia” della AMT, è stato prodotto “almeno” in due periodi: all’inizio della Saga – 1968 – e in occasione del 25° anniversario della Saga, nel 1991.
Purtroppo non ho ulteriori dati su questo introvabile modello. Posso verosimilmente supporre che sia più grande, più dettagliato e composto da più pezzi di quello “mini” che si trova nel kit da tre vascelli “Space Ship Set” (insieme all’Enterprise e al D7 klingon) e che utilizzi la soluzione del decal per riportare l’immagine dello sparviero sulla pancia della nave.
- Romulan Bird of Prey (www.neweyestudio.com/ebayG/ebg132.jpg)
• 3 PIECE ADVERSARY SET
Altro kit “multiplo” della AMT, questa volta interamente dedicato a vascelli alieni (denominati come “avversari”).
Il kit comprende una autentica “perla” (almeno secondo me): il bellissimo Falco da Guerra romulano (Warbird) (classe D'deridex). Esatto, proprio lui, protagonista di vari episodi di TNG. Facendo parte di un set da 3 navi (pur essendo il più grande dei tre vascelli) non è purtroppo di dimensioni “degne” del vascello “vero”. Tuttavia è l’unica volta che la AMT lo ha proposto tra i suoi prodotti, quindi rappresenta un’occasione imperdibile.
Gli altri vascelli del kit sono un minuscolo Sparviero klingon e un’altro “pezzo unico”, un Marauder ferengi.
I modelli appaiono ben realizzati e con una buona quantità di dettagli impressi nelle plastiche.
Per questo kit è assolutamente doveroso ricorrere alla colorazione degli scafi, dal momento che parliamo di tre navi decisamente “colorate”. Particolare attenzione va riservata, a mio avviso, al Falco da Guerra, dal momento che la valorizzazione dei fini dettagli e della trama dello scafo (che dovrebbe richiamare anche qui un uccello con ali spiegate) dipende molto da una buona tecnica nel dipingere.
Un foglio di decals accompagna la dotazione del kit (essendo vascelli alieni, quindi con pochissimi decals, non c’è da diventare matti!).
Il piedistallo è composto da una stretta base da cui partono tre staffe, piuttosto ricurve e “traforate”, che ricordano il piedistallo utilizzato nel set multiplo “3 PIECE U.S.S. ENTERPRISE SET” (TOS, A, D).
- Confezione (www.neweyestudio.com/ebayG/ebg328.jpg) (strana la colorazione violacea del Falco da guerra nella foto di scatola... :dub)
- Warbird (www.geocities.jp/ds10defiant/Warbird/images/005.jpg)
- Warbird (www.geocities.jp/ds10defiant/Warbird/images/008.jpg) - dettaglio
- Warbird (www.geocities.jp/ds10defiant/Warbird/images/003.jpg) (un modo di valorizzare i dettagli dello scafo)
- Visione d’insieme del kit (http://cpippox.altervista.org/Modellini/006.jpg), con piedistallo ben visibile (Modello realizzato dall’amico Gianco)
Set multiplo, confezione multipla! (http://hobbyworld.aoshima-bk.co.jp/g_library2/AMT/AMT38390.jpg)
SPACE STATIONS
Ho deciso di tenere i modelli di Stazioni Spaziali per ultimi, indipendentemente dalla loro affiliazione.
• K-7 Space Station
Ahimè, al momento non ho informazioni su questo kit.
A dire il vero ha sorpreso pure me il trovar l’immagine del kit di questa stazione!
Si tratta comunque della riproduzione della Stazione Spaziale (Federale) “K-7”, divenuta famosa grazie all’episodio della TOS “Animaletti pericolosi” (The Trouble with Tribbles) e rivista nell’episodio celebrativo del 30° della Saga “Processi e Tribol-azioni” (Trials and Tribble-ations) in DS9.
L’unica altra notizia in mio possesso al momento, è che il kit sembra essere stato prodotto nel 1976.
Quindi, per il momento, godetevi la foto della scatola! :)
- K-7 Space Station (www.modelsforsale.com/listphotos/150823.jpg)
• Deep Space Nine Space Station
Beh, qui non c’è sicuramente bisogno di fare le presentazioni.
Siamo di fronte alla riproduzione della Stazione Spaziale DS9, protagonista dell’omonima serie. Originariamente cardassiana (come dimostra benissimo il suo design), è passata sotto il controllo della Flotta Stellare in collaborazione con il Governo (inizialmente provvisorio) bajorano.
Non si può parlare di “modellino” per questo kit, ma bensì di “modellone”. Mantiene fede alla “regola” della AMT che vede tutti i suoi modelli oscillare tra i 30 e i 40 cm di lunghezza. Tuttavia, mentre una nave lunga 40 cm fa un tipo di effetto, una DS9 con un diametro di 40 cm ne fa tutto un’altro. Il modello appare decisamente grande! Negli anni, date le dimensioni e la forma, è stato infatti ironicamente chiamato anche “lampadario” :).
- DS9 (http://img103.imageshack.us/img103/5392/ds93aj.jpg)
• (DS9) Space Station with fiber optic lighting system
Come si può facilmente intuire dal titolo, la AMT ha proposto nello stesso anno (1995) anche una versione a edizione limitata della Stazione Spaziale DS9 predisposta con un sistema di illuminazione interna tramite fibre ottiche (come ha fatto in altre occasioni per l’Enterprise D e per l’Enterprise A).
Non sono molti i dettagli in mio possesso. Suppongo tuttavia che, come per i casi citati sopra, si tratti dello stesso kit con le opportune modifiche per ottenere l’illuminazione, inserendo nella confezione le famose fibre ottiche e il minitrapano (www.neweyestudio.com/st169.jpg) specifico che abbiamo visto in precedenza.
Come già spiegato, l’illuminazione tramite fibre ottiche non avviene come il sistema di illuminazione realizzato dalla Bandai (che vedremo più avanti), ma forando lo scafo (la plastica) con il minitrapano in corrispondenza dei punti che si vogliono illuminare, come gli oblò o altri dettagli, ad eccezione dello “sfogo” del reattore di fusione che si trova all’estremità centrale inferiore della stazione (non necessita di essere forato e si illumina dall’interno – clear part).
- DS9 con fibre ottiche (www.neweyestudio.com/ebayH/ebh623.jpg)
Bene cari amici.
Con i kit della Stazione Spaziale DS9 finisce il viaggio nel “plastico” mondo di kit AMT dedicati all’universo di Star Trek (almeno fino alla odierna data! :)).
Ricapitolando velocemente, la AMT dal 1968 al 1996 ha prodotto i seguenti kit:
- U.S.S. Enterprise (TOS) (riprodotta 3 volte: 1968, 1983, 1991)
- U.S.S. Enterprise Cutaway (TOS)
- U.S.S. Enterprise (refit - TMP)
- U.S.S. Enterprise - A (ST IV - 1986)
- U.S.S. Enterprise - A (ST V - 1989)
- U.S.S. Enterprise - A (ST VI - 1991)
- U.S.S. Enterprise A con “luci e suoni” (1991 - Edizione speciale per il 25% anniversario di ST)
- U.S.S. Enterprise B (ST VII - 1995)
- U.S.S. Enterprise C
- U.S.S. Enterprise D [prodotta 3 volte: 1987, 1995 (Generations) e 1996]
- U.S.S. Enterprise D con fibre ottiche
- U.S.S. Enterprise E [prodotta 2 volte: 1996 (First Contact) e 1998 (Insurrection)]
- U.S.S. Excelsior
- U.S.S. Reliant
- U.S.S. Defiant (prodotta 2 volte)
- U.S.S. Yamaguchi
- U.S.S. Rio Grande (runabout)
- Shuttle Galileo (TOS) (prodotto 2 volte: 1974, 1991)
- Plancia U.S.S. Enterprise (TOS) (prodotta 2 volte: 1975, 1991)
- Space Ship Set (Enterprise TOS, D7 klingon, Sparviero romulano) (prodotto 2 volte: 1983, 1989)
- Legendary Space Encounters (Enterprise TOS, 2 D7 romulani) con luci e suoni
- 3 piece U.S.S. Enterprise Set (Enterprise TOS, A, D) (prodotto in 2 confezioni diverse)
- 3 piece U.S.S. Enteprise Set Chrome set (medesimo set, cromato)
- U.S.S. Enterprise Flight Display (set da 3 con Enterprise TOS, A e D montate su disco trasparente)
- Snapfast U.S.S. Enterprise 1701-B, C and E Set (set da tre navi, appunto).
- Klingon battle cruiser (D7) (prodotto 2 volte: 1968, 1991)
- Klingon battle cruiser (D7) (TMP)
- Klingon battle cruiser (K’Tinga class)
- Klingon Bird of Prey Flight Display (con disco trasparente)
- Klingon Bird of Prey (plus pack)
- Klingon Bird of Prey (Generations)
C’è un altro Bird of Prey, o almeno con scatola diversa...
- Klingon Battle Cruiser (Vor’Cha class)
- Cardassian Galor class ship
- Vulcan shuttle (Surak) (TMP) (prodotto con almeno 2 scatole diverse)
- Romulan Bird of Prey (TOS) (prodotto 2 volte: 1968, 1991)
- 3 Piece Adversary set (set da 3 navi: Falco da Guerra romulano, Sparviero klingon, Marauder Ferengi) (prodotto con almeno 2 scatole diverse)
- K-7 Space Station
- DS9 Space Station
- DS9 Space Station con fibre ottiche
A conti fatti, pare che la AMT abbia prodotto quindi 39 diversi kit (non ho contato le ristampe del medismo kit o i kit venduti con confezione diversa ma uguali all’interno. Se contiamo anche questi, il conto sale a 54).
Ecco quindi perché la AMT occupa (e merita) un posto di rilievo nella storia della produzione di modelli legati al marchio Star Trek.
Alcune considerazioni “al volo”
Fermo restando che questi kit possono essere realizzati anche da modellisti in erba, i migliori risultati si ottengono con un bel po’ di pazienza, ore di lavoro e una certa “maestria” in quella che possiamo tranquillamente definire “arte” del modellismo.
Un modellista in erba si può accontentare di unire le diverse parti con la colla e di dipingere i dettagli più significativi. Chi ha tempo, capacità e voglia, si può cimentare con stucchi (per coprire eventuali imperfezioni delle plastiche) e tecniche per dipingere gli scafi tanto da renderli estremamente realistici.
Nota sui decals. I decals sanno essere dei veri e propri “rompiscatole”, a seconda di ciò che raffigurano. Consiglio pratico che non ricordo se è scritto nelle istruzioni: è meglio utilizzare acqua distillata per “staccare” i decals dalla loro base cartacea. Non si staccano meglio, ma l’acqua distillata elimina in modo più efficace ogni minimo residuo dalle superfici trasparenti del decal, cosa che la normale acqua spesso non fa. Con il tempo, infatti, i decal “staccati ad acqua normale” hanno l’antipatica abitudine di ingiallire!
Nota sulle fibre ottiche. L’uso del minitrapano in dotazione nei kit con fibre ottiche può essere decisamente delicato. Ancora più delicato è il posizionamento delle fibre ottiche all’interno. ATTENZIONE però. Le fibre ottiche sono universali. Trapano e fibre ottiche possono essere utilizzate per illuminare gli altri modelli eventualmente in vostro possesso, in quanto non sono specifici per il modello con cui vengono venduti!
Con buona probabilità, quindi, potrebbe essere possibile trovare in negozi di modellismo fibre ottiche e trapanini generici da poter utilizzare come e dove volete.
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