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#11 |
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Utente Junior
Data di registrazione: Jun 2004
Messaggi: 266
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Io credo in gesù come il filosofo della storia più sfruttato per far soldi e peggio interpretato per questo medesmo fine, forse in assoluto in tutta l'umana storia...
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#12 |
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Utente Junior
Data di registrazione: Sep 2004
Messaggi: 79
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Probabilmente è esistita una personalità che si chiamava gesù ma non crederò mai a tutti i superpoteri che gli hanno sempre dato, come lui tutti quelli delle altre religioni. Poi secondo me la religione è la più antica forma di politica che abbia avuto il genere umano ed è sempre stata usata per nuocere al prossimo. >
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#13 |
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Utente Senior
Data di registrazione: Oct 2003
Messaggi: 1,585
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Però è molto triste detta così.....ma non ho capito, state ridimensionando la figura di Gesù o quella in genere della religione?
Nem |
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#14 |
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Utente Junior
Data di registrazione: Nov 2004
Messaggi: 161
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Ritengo gesu' il piu' grande rivoluzionario della storia, che ha scelto la forma della religione per diffondere e dare immortalita' al suo pensiero.
Come tutte le forme di potere, le persone che l'hanno preso, in seguito , l'hanno usato per i propri loschi scopi e per soggiogare il popolo. |
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#15 | |
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Utente Junior
Data di registrazione: Sep 2004
Messaggi: 79
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Quote:
Come ho detto non credo ai miracoli e quindi si ridimensionano i protagonisti, però più che altro è l'elemento religione in genere che secondo me è sporco!! |
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#16 |
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Utente Senior
Data di registrazione: Oct 2003
Messaggi: 1,585
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Mah....dicevo che è triste pensare ai vecchietti che alla domenica vanno a messa, credendo in qualcosa che non esiste, ma che è stato creato dall uomo 2000 anni fa? Sinceramente non credo.....forse qualcosa di vero e di profondo c'è...
Nem |
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#17 |
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Utente Junior
Data di registrazione: Jun 2004
Messaggi: 384
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Parlo da non fedele alla chiesa cattolica.
State trascurando un piccolissimo particolare....la Fede! Lasciate per un attimo da parte le verità o le falsità della storia. In tutto il mondo tutti gli esseri umani, me compreso, hanno bisogno di credere in qualcosa che va al di là di della ragione per dare una risposta a tutto ciò a cui la scienza non è in grado di dare risposta. Una domanda su tutte: perchè esiste l'universo e non il nulla? Un credente non ha assolutamente bisogno di cercare e trovare il graal o qualsiasi altra prova dell'esistenza del divino, ci crede per fede e basta. Non è un discorso da medioevo, è semplicemente nella natura dell'uomo che lo vogliate o no. Chiamatelo Gesù, chiamatelo Maometto, chiamatelo Buddha, stiamo parlando sempre della stessa cosa, la natura e i bisogni dell'essere umano e della sua intelligenza. Quando penso alle persone che "sprecano", a detta di qualcuno, il loro tempo in chiesa, io provo ammirazione per loro in quanto se lo fanno per vera fede vuol dire che hanno raggiunto un status di elevazione al divino che io non credo di aver ancora raggiunto. Nel frattempo mi accontento di guardar le Stelle e di ammirare le meraviglie della natura e sinceramente non credo assolutamente che tutto stia li per caso..... Esplorando un pianeta sconosciuto troviamo sulla sua superfice solo rocce e sabbia.... disabitato. Su un' altro troviamo invece una serie di oggetti fatti apposta per un evidente scopo ed utilizzo da questo deduciamo che lì è presente una forma di vita intalligente. Ora osservando una cellula di qualunque natura essa sia (vegetale o animale) vediamo che ogni sua parte e creata per uno scopo ed un utilizzo ben preciso......quale intelligenza sta dietro a ciò? Vogliamo chiamarlo caso? Non fatemi ridere! |
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#18 |
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Utente Senior
Data di registrazione: Oct 2003
Messaggi: 1,585
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Hai ragione nella tua analisi Reiko! Il fatto è che nelle mie intenzioni iniziali del topic, pensavo a qualcosa di più....materiale!! Insomma, se ha senso cercare qualche "pezzo" di storia di Gesù oppure se dobbiamo prendere la religione come tale (cioè prenderla per vera), ma concepire la storia di Gesù un po come una storia fatta x comprendere meglio Dio, e quindi rassegnarci a non trovare nulla di quei 30 anni....o cmq di tutti gli oggetti di cui si parla nella Bibbia. Hai capito?
Nem |
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#19 |
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Utente Junior
Data di registrazione: Jun 2004
Messaggi: 384
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Affannarsi nella ricerca di tracce reali che confermino l'effettiva esistenza di Gesù in quegli anni non ha molto senso per un credente. Per gli altri si tratta semplicemente di ricostruire un presunto avvenimento storico che non ha molto di diverso da tanti altri. Comunque sinceramente credo che di tracce "vere" non se ne troveranno mai.... :
Infine per rispondere direttamente alla tua legittima domanda penso che non ha senso cercare Gesù nella storia, va preso così com'è, per fede. Spero di essere stato chiaro nella mia esposizione. |
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#20 |
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Messaggi: n/a
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Ciao Nemesis, ciao Reiko e ciao a tutti.
La vostra discussione è interessantissima e richiama alla mente un po' tutta la storia del dibattito storico e della ricerca su Gesù di Nazareth. Dal Gesù degli illuministi e, quindi, dall'opera pubblicata postuma di Reimarus (1694-1768) (nella quale si affermava che si dovesse tenere distinto ciò che Gesù aveva realmente fatto ed insegnato da ciò che gli apostoli hanno narrato nei loro scritti) al Paulus (il quale nella sua "Vita di Gesù" (1828) ricostruisce l'esistenza del Nazareno quale fondamento per una comprensione del cristianesimo primitivo in chiave storica), dal Hase (che nel 1829 tenta di presentare la vicenda di Gesù in termini storici sulla base delle fonti evangeliche, lasciando impregiudicate le questioni non sufficientemente documentate o di carattere dogmatico) all'opera dello Schleiermacher del 1832 (il quale fa di Gesù il massimo rappresentante dell'autocoscienza del divino nell'uomo) e via via fino alla scuola di Tubinga con Strauss (il quale nel 1835 pubblica una "Vita di Gesù elaborata criticamente" nella quale riprende la nozione di "mito" già applicata all'ermeneutica biblica dal Bauer) al Drews (il quale pubblicò nel 1909 e nel 1911 "Il mito di Cristo" e, nel 1926 "La negazione della storicità di Gesù" . E poi gli studi che, da un esame attento delle fonti e dei documenti, rivalutano l'attendibilità storica dei Vangeli e rilanciano un'appassionata ricerca volta a ricostruire secondo un rigoroso metodo storico-critico la figura di Gesù: penso all'opera di Holtzmann (1863) che traccia un quadro storico della vicenda di Gesù integrando l'interpretazione dei testi con una spiegazione di carattere psicologico e riduce il suo messaggio a un ideale etico-religioso; e tale impostazione connoterà quella che verrà chiamata "scuola liberale" (penso ad autori come Harnack, morto nel 1930, o a Weiss, per il quale tutta l'opera e la predicazione di Gesù consistono nel preparare l'imminente irruzione del Regno di Dio; concezione ripresa più tardi da Albert Schweitzer nel 1901).Ma penso anche ad autori come Kahler o Bultmann, ma anche a Dibelius il quale ricostruisce la preistoria dei Vangeli ipotizzando che i testi evangelici attuali siano una raccolta di materiale preesistente, elaborato in occasione dell'attività missionaria degli apostoli, che fa leva principalmente sulla predicazione. E poi la conferenza di Kasemann nel 1953, il quale afferma la continuità tra il Gesù storico e il kerygma (=l'annuncio), pur nella discontinuità temporale. Nel 1965, poi, Bornkamm pubblica il suo "Gesù di Nazareth" opera che offre un esempio di indagine sul Gesù della storia, condotta secondo il nuovo metodo della "storia delle forme" e le esigenze critiche evidenziatesi in quegli anni. Lo Jeremias, poi, nel 1960 pubblica i risultati del suo lavoro scientifico-filologico-storico-critico volto a recuperare il nucleo storico delle "ipsissima verba" cioè delle parole pronunciate da Gesù. Su questa linea si collocano anche studiosi cattolici come lo Schurmann. E, infine, l'altro filone derivato dal Bultmann: la cosiddetta "nuova ermeneutica" alcuni esponenti della quale (Fuchs, Ebeling), rifacendosi alla teoria di Heidegger sul linguaggio come manifestazione dell'essere, arrivano alla conclusione che nella parola "amore" si fa presente l'evento-Gesù. Ad uno sguardo panoramico, dunque, mi sembra chiaro che il moderno dibattito sul Gesù storico, aperto con l'opera postuma del Reimarus, si è intrecciato con lo sviluppo degli studi storico-filosofici e teologici di quasi due secoli: illuministi, razionalisti, scuola liberale, comparatisti delle religini, sincretisti, esistenzialismo heideggeriano... E' un dibattito, a mio avviso, interessante sia per il credente sia per l'agnostico: a patto di avere la necesaria onestà mentale e il supporto documentale e teorico per addentrarsi in problematiche di tale spessore. Mi fa piacere, dunque, conoscere le vostre opinioni, anche se non auspico certamente un dibattito "tecnico" che potrebbe annoiare e che, comunque, può eventualmente essere condotto su forum specialistici. Grazie a tutti, dunque, per l'apporto di pensiero che date al nostro Bar e per le continue stimolazioni culturali. Ho scritto troppo: me ne starò zitto per un po', a leggervi sempre con piacere. Un caro saluto Marco Brusadin |
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