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#11 | |
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Primo: perchè questo calore di origine interna dovrebbe provocare questi uragani giganteschi solo sul polo sud? (Saturn's south pole is a cauldron of storm activity) Qui non sitratta della velocità dei venti come nel caso di Nettuno, ma di un enorme vortice ciclonico precisamente localizzato sul polo sud e cosa da non dimenticare, assolutamente fisso. In questa spiegazione il calore interno verrebbe quindi liberato su una precisa direzione preferenziale polare. Ciò non ha alcun senso. Secondo: con quale dinamica il calore interno potrebbe provocare dall'alto la compressione ed il riscaldamento (2°C in più rispetto ai dintorni) dell'atmosfera sul polo sud, provocandone uno sprofondamento? Per quanto riguarda il ruolo delle stagioni quindi del riscaldamento solare, ricordo che Saturno si trova ad un miliardo e mezzo di km dal Sole e la radiazione (calore) ricevuta è alcuni centesimi di quella ricevuta dalla Terra! Sulla meteorologia stagionale di Saturno cito testualmente da un libro: "...quello che sorprende è la perfetta simmetria nella distribuzione dei venti nei due emisferi, sebbene l'equatore del pianeta sia inclinato di 27° rispetto al piano dell'orbita, ciò dovrebbe determinare un effetto stagionale nei due emisferi. Questo dato sta a dimostrare che la radiazione solare alla distanza di Saturno dal Sole, è troppo debole per influenzare i moti dei venti..." Per cui ne consegue che sarà anche troppo debole per influenzare dei mostruosi cicloni polari fissi. Ultima modifica di Eremita : 11-11-06 13:32. |
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#12 | ||
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Utente Junior
Data di registrazione: Jun 2006
Messaggi: 338
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http://www.gps.caltech.edu/~mbrown/planetlila/index.html#freeze Questo unicamente per ricordare che anche un irraggiamento che a noi fa ridere può implicare fenomeni piuttosto eclatanti. Quote:
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Ad astra per aspera. |
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#13 | |
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Messaggi: n/a
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Quote:
), se tu mi cali un Mike Brown per reggere il gioco dovrei calare come minimo due Bill Arnett Direi che non c'è nulla di sorprendente alla variazione di 25K riscontrati nella temperatura superficiale del pianeta nano Eris, considerata l'altissima eccentricità della sua orbita che lo porta aal'incirca tra 30 e 110 UA dal Sole con un range di 80UA tra perielio ed afelio. Lasciando ora da parte ogni discorso sulla reale origine dei fenomeni cometari, molte comete con orbite ancor più eccetriche di Eris e con perieli più prossimi al Sole subiscono nel loro lungo persorso variazioni di tempertaura superficiale ben maggiori, da pochi K fino all'afelio fino ai circa 350K al perielio. Non mi pare proprio che questo tipo di situazione si possa ricollegare con l'enorme ciclone polare di Saturno, che non ha parametri orbitali tali da giustificare simili effetti atmosferici e meteorologici. Ma i punti che ho sottolineato nei post precedenti restano senza spiegazione nel campo di cause puramente termo-meccaniche. Infatti un tipo di simili vortici ciclonici ma su entrambi i poli, si verifica anche su Venere, dove evidentemente il fattore di radiazione solare è costante nel tempo rispetto ad un'orbita praticamente centrica. L'origine dei vortici dipolari di Venere è ancora sconosciuta, adesso abbiamo scoperto un altro immenso vortice sul polo sud di Saturno, quindi abbiamo due pianeti completamente diversi per caratteristiche sia intrinseche che orbitali che pure presentano la stessa tipologia di fenomeni polari. Tra l'altro sottolineo ancora, che questa precisa localizzazione polare dovrebbe far riflettere. E' ormai appurato che i fenomeni aurorali che avvengono sui poli dei pianeti, sono fenomeni di natura elettrica. Perciò mi chiedo se la precisa localizzazione polare di questi vistosi fenomeni ciclonici sia solo un caso o anch'essa potrebbe ricollegarsi ad un'origine elettrica. Molte ricerche recenti sembrano mostrare un chiaro collegamento tra i fenomeni meteorologici e i flussi di correnti elettriche incentrate sul Sole, che formano un circuito elettrico attraverso la ionosfera terrestre. |
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#14 |
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Utente Junior
Data di registrazione: Jun 2006
Messaggi: 338
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Proprio per evitare refusi.
1. La citazione di Eris (e conseguentemente quella di Brown) era solamente per far presente come - mi autocito - "anche un irraggiamento che a noi fa ridere può implicare fenomeni piuttosto eclatanti". Proviamo dunque a leggere in tal senso la "calura" estiva del Polo Sud di Saturno. 2. La tua chiamata in causa di Arnett significa che è quella la fonte della tua citazione? Poichè, però, interpretando lo smile non sembra così, ripeto la domanda: chi ha detto ciò che riferisci, quando e dove posso leggere l'intero brano. Grazie. Una domanda conclusiva riguardante un termine che finora non ho mai incontrato (non si finisce mai di imparare). Cosa intendi quando dici che l'orbita di Venere è "praticamente centrica"? Forse che l'inclinazione dell'asse di rotazione è molto piccola?
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#15 | |
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Utente Super
Data di registrazione: May 2004
Messaggi: 6,198
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#16 | |
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Utente Junior
Data di registrazione: Jun 2006
Messaggi: 338
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Quote:
.Ma incontrare l'uso di "centrico" per descrivere un'orbita quasi circolare mi è sembrato davvero molto insolito, quasi... eccentrico. Da qui la mia domanda...
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Ad astra per aspera. |
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#17 |
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Messaggi: n/a
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Mizarino-sumer 1-0
In effetti il termine "centrica" è piuttosto insolito ed è stato il primo che mi è venuto in mente (in effetti nel dizionario dei sinonimi e contrari risulta essere il conrario di eccentrico), pensavo fosse comunque comprensibile nel contesto della frase. In quanto alle considerazioni sul giorno venusiano, è vero che risulta molto prolungato rispetto a quello terrestre, ma la densa atmosfera di quel pianeta è in grado di distribuire in modo molto efficiente la temperatura anche sull'emisfero in ombra. Se non ricordo male lessi da qualche parte che la temperatura dell'emisfero in ombra è praticamente la stessa di quello illuminato. Inoltre le piccole differenze di temperatura e di pressione localizzate in alcune zone della superficie venusiana non possono certo causare quegli effetti localizzati esclusivamente ai poli e nemmeno spiegare la superrotazione dello strato di nubi più alto, che resta un mistero simile ai vortici polari. Non dimentichiamo che al livello del suolo i venti su Venere sono praticamente assenti. Le caratteristiche dell'atmosfera venusiana quindi, non mi sembrano proprio l'esempio più adatto per la mancanza quei forti gradienti termici tra zone illuminate e oscure necessari alla spiegazione di certi fenomeni meteorologici localizzati ai poli. Gradienti termici netti che invece si verificano nei casi di pianeti atmosfericamente molto differenti come Marte e Mercurio. Cito ancora dalla stessa misteriosa fonte :"...sempre a causa della densità dell'atmosfera le differenze tra il giorno e la notte venusiani sono preticamente trascurabili, così come le variazioni di illuminamento tra giorno e notte, infatti su Venere regna la semioscurità. Anche le variazioni di temperatura tra equatore e poli sono di pochi gradi, differenze che divengono nette solo oltre i 100 km dal suolo". Comunque sia, qualsiasi gradiente o un modello come quello delle celle di Hadley non possono giustificare simili violenti vortici polari perenni. E' proprio il fatto che i poli siano il sito preferito di fenomeni di natura elettrica riconosciuti da tutti, che dovrebbe portare ad una riflessione sull'origine di questi vortici e della meteorologia planetaria in genere. Comunque, per soddisfare la curiosità di qualcuno, che rischia di divenire paranoica Tornando a Saturno, da tutto quello letto e detto sinora, secondo me, gli effetti della radiazione solare sul polo sud di Saturno non possono essere nemmeno lontanamente la causa di quell'immenso caldo vortice ciclonico polare e da quel che si legge nella press relase mi pare, che anche gli scienziati per ora siano giunti alla stessa conclusione. |
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#18 |
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Messaggi: n/a
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Segnalo in merito un interessante seppur breve articolo sui misteri di Venere, sperando che la fonte sia ritenuta sufficientemente attendibile
:http://www.pparc.ac.uk/frontiers/lat...&style=feature |
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#19 |
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Utente Super
Data di registrazione: May 2004
Messaggi: 6,198
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Considerato che essendo in un libero Forum ognuno ha piena libertà di sparare le sue cacchiate, per una volta ci provo anch'io ...
![]() E se Venere semplicemente contenesse al suo interno quattro o cinque volte più elementi radioattivi (Uranio e Torio) della Terra, o anche di più ? La cosa non mi suona tanto inverosimile, e produrrebbe una bella quantità di energia endogena, tale da giustificare la gigantesca attività vulcanica, la densa e calda atmosfera piena di acido solforico e in genere "i misteri di Venere" ... |
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#20 | |
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Messaggi: n/a
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Quote:
D'accordo, potrebbe trattarsi di un decadimento radioattivo interno, ma questa ipotesi come qualsiasi altra, dovrebbe essere in grado di dare una spiegazione di alcuni fatti fondamentali delle dinamiche atmosferiche di Venere: perchè questo effetto di radiazione dall'interno si dovrebbe focalizzare solo ai poli e in che modo potrebbe causare la superrotazione atmosferica. Almeno questo. |
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