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Vecchio 11-04-19, 15:05   #601
nino280
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Grazie Miza.
Lo sapevo che mi avresti delucidato. Ne ero certo, più che certo
Ciao
Non mi piace quando cambia la pagina e non si capisce a cosa ho risposto. Provvedo con un capia-incolla:
nino280
@ Mizarino.
Ci racconti qualcosa sulla cometa 39P/Oterma ?
...
Perché sembra che la Oterma 39/P, per un po' di tempo ruota attorno a Giove e poi si stufa e ruota attorno al Sole, ciclicamente.

Dire che "ruota attorno a Giove" o che "è temporaneamente catturata da Giove" mi pare eccessivo e inappropriato, perché dà l'impressione che effettivamente per un certo tempo diventi un satellite di Giove, il che non è vero. Nel secolo scorso in due occasioni (anni 36-39 e 62-64) la cometa è passata molto vicina a Giove, descrivendo (in coordinate giovecentriche) quasi un cappio attorno al pianeta, ma senza mai esserne "catturata", se non per una frazione di orbita attorno a Giove.
Ti descrivo a parole cosa è successo nell'avvicinamento del '62, in un sistema di coordinate Giovecentrico:

1961-62: La cometa si avvicina a Giove avendo il Sole alle spalle. Ciò significa che l'attrazione del Sole è più forte sulla cometa che su Giove, e la cometa, rispetto a Giove, viene decelerata, ovvero "frena". Quasi quasi si preparerebbe ad entrare in orbita attorno a Giove, e magari lo farebbe pure, se il Sole scomparisse di botto. Sennonché fa un mezzo giro attorno a Giove, passandogli ad una distanza di una dozzina di milioni di km, ma nel frattempo (siamo ora a metà del 1963) è Giove a trovarsi più vicino al Sole, mentre la cometa si sta allontanando. Quindi ora l'accelerazione della cometa, relativa a Giove, si trova ad essere maggiore di quella che le servirebbe per trattenersi in orbita, e la cometa se ne va...

Comunque si tratta di una cometa ballerina. I suoi ripetuti avvicinamenti a Giove ne cambiano repentinamente (e ripetutamente) l'orbita, rendendola in pratica imprevedibile oltre l'arco temporale di un paio di secoli, o anche meno.

Bene hai fatto a chiarire, perché io avevo pensato che in quei tre anni, vedi dal 36 al 39, la cometa facesse veramente qualche giro attorno a Giove.

Ultima modifica di nino280 : 11-04-19 18:48.
nino280 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 12-04-19, 04:40   #602
nino280
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https://i.postimg.cc/1tCgknmq/Cometa-Oterma.png



Vuoi dire che fa questo percorso?
Ciao
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Vecchio 12-04-19, 06:34   #603
Mizarino
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Questione di punti di vista...
Quelle della figura non sono coordinate giovecentriche, ma coordinate eliocentriche rotanti in modo sincrono con Giove, che infatti è quel segmento giallo verticale nella parte superiore della figura.
Si tratta del sistema di riferimento usato per mettere in evidenza i moti che sono in risonanza col periodo del pianeta, come i Troiani o gli asteroidi della famiglia di Hilda.
Mizarino non in linea   Rispondi citando
Vecchio 15-04-19, 13:22   #604
nino280
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Ok!!!
Ciao
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Vecchio 24-04-19, 21:37   #605
nino280
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CON XENON1T, IL CACCIATORE DI MATERIA OSCURA




Osservato in Italia l’evento più raro di sempre

Registrato nei Laboratori nazionali del Gran Sasso, è un particolare tipo di decadimento dell’isotopo xenon-124: il suo tempo di dimezzamento è risultato pari a oltre mille miliardi di volte l’età dell’universo. Il risultato è pubblicato su Nature

di Marco Malaspina
mercoledì 24 Aprile 2019 @ 19:00



[FONT="Open Sans", Helvetica, Arial, sans-serif]
Una fase della costruzione di Xenon1T. Crediti: Infn[/font]



[FONT="Open Sans", Helvetica, Arial, sans-serif]Prima di entrare nella notizia, un assist alla benemerita comunità dei wikipediani. Se volete essere i primi ad aggiornare la voce Xeno della nostra enciclopedia preferita, è la vostra occasione: l’emivita dell’isotopo xenon-124 non è 1.1 x 10^17 anni, come ancora è riportato nella versione italiana mentre stiamo scrivendo, bensì 1.8 x 10^22 anni. Un intervallo di tempo monstre: oltre mille miliardi di volte l’età dell’universo. Detto altrimenti: se vi mettete a fissare un atomo di xenon-124 aspettando pazientemente che decada in tellurio-124, dovrete attendere in media circa 26mila miliardi di miliardi di anni.[/font]
[FONT="Open Sans", Helvetica, Arial, sans-serif]Ora la notizia: qualcuno lo ha fatto. E ha visto accadere ciò che nessun altro prima aveva visto mai. L’evento statisticamente più raro che mai sia stato osservato nella storia dell’umanità. È successo in Italia, nei Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Infn. C’è voluta moltissima pazienza, certo, ma non 26mila miliardi di miliardi di anni: sono stati sufficienti un anno e una settimana, dal 2 febbraio 2017 all’8 febbraio 2018. Anzi, anche meno, perché i giorni “utili” sono stati 178. Poco meno di sei mesi, dunque, durante i quali l’evento più raro di sempre è stato visto accadere grosso modo 126 volte. Il trucco è presto detto: invece di fissare un solo atomo, i fisici che hanno compiuto l’impresa di atomi di xenon-124 ne hanno tenuti sott’occhio circa un milione di miliardi di miliardi: quanti ne contiene Xenon1T – il più grande e sensibile esperimento al mondo per la caccia alle particelle di materia oscura. Esperimento che di atomi di xenon ne ospita in realtà assai di più – ben 3.2 tonnellate – ma un po’ perché quelli tenuti sotto controllo dai fotomoltiplicatori sono “solo” due tonnellate e, soprattutto, perché di quelle due tonnellate appena un millesimo è costituito da atomi dell’isotopo 124, ecco che – calcolatrice e numero di Avogradro alla mano – si arriva alla cifra che dicevamo.[/font]
[FONT="Open Sans", Helvetica, Arial, sans-serif]Ma cosa c’entra la materia oscura con il decadimento dello xenon? Domanda più che legittima: non c’entra praticamente nulla. Se non che intercettare una particella di materia oscura richiede – o almeno così sperano i fisici, visto che fino a oggi non ne è mai stata vista una – un apparato sperimentale talmente sensibile ed esente dal rumore di fondo da consentire anche una misura estrema come quella, appunto, del decadimento dello xenon-124 riportata oggi sulle pagine di Naturedalla collaborazione dell’esperimento Xenon.[/font]

[FONT="Open Sans", Helvetica, Arial, sans-serif]
Rappresentazione schematica della trasformazione da xenon-124 a tellurio-124 attraverso il processo di doppia cattura elettronica con emissione di neutrini. Fonte: poster on double electron capture presented at Neutrino 2018 by Alexander Fieguth and Christian Wittweg[/font]

[FONT="Open Sans", Helvetica, Arial, sans-serif]
[/font]
[FONT="Open Sans", Helvetica, Arial, sans-serif]Vediamo dunque un po’ più in dettaglio cos’è che rende questo processo così raro. Il normale decadimento per cattura elettronicasi verifica quando un elettrone viene assorbito dal nucleo del proprio atomo, dando luogo alla trasformazione di un protone in un neutrone (nonché all’emissione di un neutrino). Per alcuni isotopi particolari, però, il fenomeno avviene con due elettroni alla volta (e questo contribuisce a spiegarne la rarità), tornando dunque indietro nella tavola periodica di due caselle in un colpo solo: un processo che i fisici chiamano “doppia cattura elettronica”, fino a oggi osservato solo per due isotopi (krypton-78 e bario-130). Nel caso della trasformazione da xenon-124 a tellurio-124 osservata al Gran Sasso, l’emivita raggiunge appunto il livello record di cui parlavamo in apertura, rendendolo – da un punto di vista statistico – l’evento a oggi più raro al quale sia mai stato possibile assistere nell’universo.[/font]
[FONT="Open Sans", Helvetica, Arial, sans-serif]Un risultato che va oltre il semplice primato. Aiuterà infatti i fisici ad affinare le conoscenze su questi rari processi di decadimento, a comprendere meglio la struttura dei nuclei atomici e, soprattutto, rappresenta un passo importante per lo studio di un altro fenomeno affine e per ora solo teorizzato: la doppia cattura elettronica senza emissione di neutrini – il sacro Graal nella caccia al fermione di Majorana, ovvero una particella che è anche l’antiparticella di sé stessa. Inoltre, come sottolineano giustamente orgogliosi i fisici della collaborazione, il risultato ottenuto conferma l’eccellente riduzione del rumore di fondo che si è riusciti a raggiungere con Xenon1T. Certo, se è stato più facile assistere all’evento più raro mai osservato nell’universo che intercettare una particella di materia oscura, a guardare il bicchiere mezzo vuoto viene anche da pensare che di tenacia – per mettere le mani su quell’80 per cento di materia che ancora ci sfugge – ce ne vorrà davvero parecchia.[/font]
Per saperne di più:
Ciao


Ultima modifica di nino280 : 24-04-19 21:40.
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Vecchio 25-04-19, 07:20   #606
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Bello! Non tanto per 124-Xe, di cui ce ne frega poco, ma per la sensibilità e la perfezione dell'apparato in grado di rilevare il fenomeno.
Mizarino non in linea   Rispondi citando
Vecchio 17-05-19, 16:07   #607
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https://www.ilvaloreitaliano.it/prima-osservazione-nei-raggi-gamma-della-nebulosa-granchio/?fbclid=IwAR25xleoeq_tUqhbtct498c35LZNZSArQRHg9Qg8 rtOqNtJD4Oy_prFoA7s

Anche se hanno scritto Chernekov mentre io mi ricordavo Cherenkov, mi sembra un articolo interessante.
Ciao

Ultima modifica di nino280 : 18-05-19 09:29.
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Vecchio 17-05-19, 16:32   #608
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Refuso. Nel corpo dell'articolo Cherenkov è scritto correttamente.
Mizarino non in linea   Rispondi citando
Vecchio 18-05-19, 23:50   #609
Erasmus
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Quote:
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Refuso. Nel corpo dell'articolo Cherenkov è scritto correttamente.
E' scritto appunto "Cherenkov", ossia all'inglese.
[Addio dunque alla convenzione della trascrizione del "Cirillico" in caratteri latini!
Però, giustamente Wikipedia scrive "Čerenkov"!]
–––––
Nell'articoletto leggibile cliccando sul link messo da nino280 leggo tra l'altro:
I raggi gamma non raggiungono mai la superficie terrestre, questi strumenti utilizzano la rivelazione della cosiddetta luce “Cherenkov” che si genera nell’interazione dei raggi gamma con l’atmosfera..
E qua io ...NON CAPISCO!
[Il grassetto sul'ultima proposizione della citazione è una mia aggiunta per evidenziare cos'è che non capisco]
Nella mia vecchia crapa c'è ancora memoria di quel che m'avavano insegnato nel lontano anno scolastico 1959/60 (il mio quinto anno di "Ingegneria Elettrotercnica", indirizzo "correnti deboli" )
[A Padova non c'era ancora la facoltà di Elettronica. Ed il mio corso di studi è stato l'unico sperimentale corso precedente l'istituzione della facoltà di Elettronica]
Insomma: io ricordo che l'efffetto Cerencov – scrivo questo nome russo all'italiana perché penso che scrivendo in italiano ed evitando di usare la detta convenzione di trascrizione d l Cirillico, sia meglio così che scriverlo all'inglese. L'importante è che si llegga il nome pressapoco come suona in russo – è tutto al contrario!
L'effetto Cerecov non è causato dai raggi gamma (o da raggi elettromagbetici a frequenza più bassa di quela dei raggi gamma): al contrario, consiste nell'emissione di onde elettromagnetiche (a volte, ma non sempre, a frequenze dell'ordine di grandezza di quelle dei raggi gamma) causata dall'attraversamento di certe sostanze da particerlle cariche elettricamente tanto veloci da avere velocità maggiore di quella della luce in quella sostanza che attraversano.
ma forse l'autore dell'articolo intendeva che i raggi gamma provenienti dalla nebulosa Granchio, quando raggiungono l'atmosfera terrestre sono totalmente assorbiti prima di arrivare al suolo, ma in questo assorbimeto vengono eccitati protoni e/o elettroni delle molecole dell'atmosfera tanto fortemente che alcune di queste particelle riescono a vaiggiare per un po' nella stessa atmosfera a velocità maggiore della velocità della lucer nella stessa atmosfera provocasndo quindi "effetti Cherencov" perce3pibili da apposita struìmentazione in telescopi ad hoc..

Data la mia crassa ignoranza in questa materia, chiuedo a Miza di spiegarmi lui come fanno i telescopi a rtilevare che certi corpi celesti emettono onde magnetiche a frequenza dell'ordine di grandezza delle frequenze dei raggi gamma (qui sulla Terra emessi dal nucleo di atomi in decadimento, cioè durante l'emissione anche di raggi "alfa" – pari a nuclei di elio – o di raggi "beta" – pari ad elettroni liberi o anche a "positroni" liberi –
Miza: grazie in anticipo della spiegazione!
–––
__________________
Erasmus
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«SI' alla "Costituzione Europea" federale, democratica e trasparente!»
Erasmus non in linea   Rispondi citando
Vecchio 19-05-19, 09:17   #610
nino280
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https://i.postimg.cc/vmFZcVz9/IACT-Telescope.png

Erasmus cerco di rispondere io alla tua domande in base a quello che ho capito io. Come sai anche io sono super-ignorante di queste cose.
Per conto mio dovrebbe essere molto significativa questa immagine che c'era nell'articolo, non so se lo hai vista. Praticamente sembra che loro vedono non direttamente i gamma ma ciò che resta della loro interazione con l'atmosfera.
Ciao


nino280 non in linea   Rispondi citando
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