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Vecchio 07-09-08, 15:52   #1
Gabriele
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Predefinito Una scoperta davvero grande

7 Settembre 2008
Una scoperta davvero grande
di Claudio Elidoro - Fonte: ESA

La scoperta è paragonabile al classico ago nel pagliaio. Gli astronomi stimano che di ammassi così grandi - si sta parlando di circa un migliaio di volte la massa della nostra Via Lattea - ce ne siano davvero pochi, dunque riuscire a individuarne uno è un vero scoop. In questo caso, poi, anche la buona sorte ci ha messo lo zampino. L'individuazione iniziale di 2XMM J083026+524133 (questa la sigla con la quale l'oggetto è stato catalogato) era avvenuta quasi per caso, mentre gli astronomi stavano studiando con XMM-Newton un altro oggetto celeste posto nelle vicinanze. Ma è stato solo grazie a un sistematico lavoro di analisi delle sorgenti del catalogo di XMM-Newton che il team di George Lamer (Astrophysikalisches Intitut di Potsdam in Germania) si è imbattuto in J083026 scoprendo finalmente le sue reali dimensioni.
I primi dubbi sono sorti quando, incrociando i dati di XMM-Newton con quelli della Sloan Digital Sky Survey, gli astronomi non hanno scorto nessuna controparte ottica, segno che quella sorgente X non era affatto vicina, ma doveva essere collocata a distanze cosmologiche. Solamente grazie alle immagini profonde ottenute con il Large Binocular Telescope in Arizona è stato possibile scoprire che quell'oggetto misterioso era in realtà un ammasso di galassie. L'analisi dettagliata dello spettro X raccolto in circa 24 ore complessive di osservazioni da XMM-Newton ha quindi confermato che il redshift in gioco è di circa 0.99 - dunque la distanza è valutabile in circa 7.7 miliardi di anni luce - e la temperatura del gas presente tra le galassie si aggira intorno ai 95 milioni di K. Questi dati rendono J083026 il più caldo e il più brillante ammasso di galassie nel dominio X tra quelli caratterizzati da redshift superiore a 1 conosciuti finora. Non solo. Utilizzando i correnti modelli, Lamer e collaboratori hanno stimato che la massa complessiva dell'ammasso si aggirerebbe in circa 560 mila miliardi di masse solari, equivalenti più o meno alla massa di circa 1000 galassie come la nostra: un ammasso davvero gigantesco, dunque.
Poichè la nascita e l'evoluzione degli ammassi di galassie come J083026 dipende strettamente dai parametri cosmologici, è evidente come una simile scoperta e le informazioni che può fornire possano aiutare non poco i cosmologi nel loro arduo compito. E magari gettare un po' di luce anche su quella misteriosa componente dell'universo chiamata energia oscura.


Links:

http://sci.esa.int/science-e/www/obj...objectid=43263

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