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Vecchio 02-10-18, 10:10   #21
GimoIng
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Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

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Cocco Bill Visualizza il messaggio
Se una nazione ha un surplus elettrico allora poitrebbe anche produrre idrogeno, ma per l'Italia, che di surplus ne ha ben poco la cosa non è conveniente. Poi chi lo dice che è facilmente conservabile? A temperatura ambiente va compresso in bombole e ce ne sta davvero poco in una bombola da 200 atmosfere...

Prendo questa tua a pretesto per rispondere anche ad altri.


Oltre alle tecniche di stoccaggio 'tradizionali', che prevedono alte pressioni e/o basse temperature esiste ormai da alcuni anni a livello industriale lo stoccaggio a T ambiente e bassa pressione in bombole a idruri metallici, sotto un esempio su scala ridotta


www.robotictools.it/bombole a idruri metallici 300 litri


Il vantaggio di questa tecnologia sono le condizioni operative del tutto normali, che non prevedono particolari accorgimenti rispetto al maneggiamento di altri combustibili infiammabili.


Gli svantaggi sono i lunghi tempi di ricarica e la bassa densità per unità di volume, che però non sono ostacoli all'applicazione ad esempio ai convogli ferroviari.
La stessa tecnologia è impiegata attualmente per alimentare le celle a combustibile all'interno dei sottomarini italo-tedeschi classe U212, per al propulsione silenziosa air indipendent.


Sul surplus di produzione elettrica ci sarebbe molto da dire, basti pensare che la potenza installata in Italia è circa il doppio del consumo medio annuale e sistematicamente non riesce a fare fronte ai picchi di richiesta.
Alcune dighe idroelettriche restano addirittura inattive per alcuni periodi dell'anno, alla faccia dei tanti discorsi sulle energie rinnovabili.


Si potrebbe anche dire che l'idrogeno da elettrolisi, se prodotto sfruttando una fonte rinnovabile è a conti fatti l'unica reale alternativa all'utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili.


Le batterie al litio hanno il grandissimo pregio della maturità tecnologica, ma l'offerta di litio è comunque limitata.


Risottolineo che lo spread qui non è quello Btp-Bund...è quello reale, che nessuna BCE può azzerare.
GimoIng non in linea   Rispondi citando
Vecchio 21-10-18, 13:30   #22
GimoIng
Utente Junior
 
Data di registrazione: Apr 2018
Ubicazione: Trieste
Messaggi: 86
Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

Lo spread tra Italia e Germania è quello sugli investimenti

(Il Sole24 Ore - 16/10/2018)


Mi hanno copiato l'idea per il titolo, per cui io adesso ricopio l'articolo


Per il nostro Paese il nodo più rilevante che si pone è quello della produttività e dell’innovazione. Dal 1998 la produttività italiana è rimasta pressoché stabile, a fronte di un netto miglioramento di quella tedesca, francese e persino spagnola. Tuttavia, se scomponiamo il dato per macro-settore, risulta evidente come il comparto manifatturiero sia in costante crescita. Questa dinamica spiega il successo delle nostre imprese sui mercati internazionali, in grado ogni anno di mettere a segno un avanzo commerciale di circa 90 miliardi di euro (al netto della bolletta energetica). Ma la Germania riesce a fare meglio di noi nella produttività del settore manifatturiero: dal 1998 al 2016 Italia +28%, Germania +57%.
Fondamentale è il tema investimenti, fattore di competizione e sviluppo: in 10 anni (2007-2017) in Italia sono diminuiti del 23%, in Francia sono aumentati del 2% circa, in Germania di oltre il 13%. In valore assoluto, in Italia abbiamo avuto un calo di 84 miliardi (da 368,6 a 284,5), mentre in Francia c’è stato un incremento di 15 miliardi (da 495 a 509,6) e in Germania di 71,7 miliardi (da 523,1 a 594,8). Il vero gap tra Italia e Germania, il vero spread da considerare, non è quello dei 300 punti base tra Btp e Bund, ma è quello che riguarda gli investimenti pari a 156 miliardi.



In Italia si investe di meno, non solo in macchinari, ma anche in Ricerca e Sviluppo. Il tema dell’ampio debito pubblico italiano, tema più che mai caldo in questi giorni, ha risvolti anche in questo campo. L’Italia sopporta una spesa per interessi pari a 3 volte quanto investe in R&S (66,4 miliardi nel 2016 contro i 21,6 in R&S). Proporzione inversa in Germania dove si investono oltre 92 miliardi in R&S, contro una spesa per interessi di circa 35 miliardi di euro. Se diminuisse il nostro debito pubblico, diminuirebbe anche la nostra spesa per interessi, liberando così risorse preziose per investimenti pubblici e in R&S. È questo un ulteriore spread da colmare per rilanciare la crescita e l’occupazione, in particolare quella più qualificata.
La nostra resta un’economia solida, siamo tra i primi 5 Paesi al mondo per saldo con l’estero dell’industria manifatturiera. Ciò che rende ancora più forte la nostra economia è il risparmio degli italiani, pari a 10 trilioni di euro tra beni immobiliari e mobiliari, uno dei livelli più elevati al mondo. Grande capacità di risparmio significa capacità di fare credito in quantità significative: Intesa Sanpaolo nel 2017 ha erogato50 miliardi di finanziamenti a medio e lungo termine; una cifra che quest’anno prevediamo di superare.


Per rilanciare la crescita, in rallentamento per ragioni esogene, è fondamentale rafforzare la fiducia. La crescita fa affidamento sulle aspettative e queste trovano fondamento sulla fiducia.
Il Governo italiano ha definito irrinunciabile la permanenza del nostro Paese nell’Unione monetaria europea. Mi sento di sottoscrivere integralmente questa posizione: la capacità di crescita della nostra economia trova ragione solo nell’euro. Al di fuori dell’Europa, al di fuori dell’euro non riesco a vedere prospettive favorevoli per le nostre famiglie, per le nostre imprese.
È importante comprendere la necessità di rilanciare gli investimenti, anche per ridurre il rilevante gap infrastrutturale di cui soffre il nostro Paese. Questa componente della spesa dovrebbe essere scorporata dai parametri tradizionali relativi alla finanza pubblica. L’Italia deve investire di più. Il Governo si è impegnato a lanciare un progetto di 15 miliardi di euro. La nostra Banca può sostenere finanziamenti e medio e lungo termine per i prossimi 3 anni per almeno 150 miliardi di euro.
Ma è l’intera Europa a dover investire di più, con bond europei. Avremmo maggiore crescita, un sistema europeo più competitivo, maggiore occupazione e più risorse comuni per un welfare europeo. La sfiducia che sta aumentando in maniera significativa nei confronti dell’Europa deriva anche dalla mancanza di strumenti europei di sostegno a chi si trova in difficoltà.
Sono infatti sempre più le famiglie in condizioni di povertà sia in Europa che, in particolare, nel nostro Paese dove le dimensioni sono impressionanti. Cinque milioni in tutto il Paese. È corretto porsi un obiettivo di crescita inclusiva a vantaggio delle fasce più deboli della popolazione, che si trovano in difficoltà. La nostra banca sta già dando un contributo significativo con un programma di sostegno a persone in condizioni di disagio economico ed è pronta a considerare nuove forme di intervento.


Per aumentare le risorse a favore di chi è in difficoltà, il debito pubblico deve essere sostenibile. Sono convinto che l’affidabilità del nostro Paese sarebbe notevolmente rafforzata dall’annuncio di voler ridurre lo stock del debito. È un obiettivo alla nostra portata. Possiamo lanciare un programma di dismissioni di beni immobiliari di proprietà pubblica, a livello centrale ma soprattutto a livello locale. Non sono necessarie cifre enormi. A mio avviso il lancio di un programma di 50 miliardi in un periodo di 5-10 anni potrebbe essere sufficiente a rafforzare la fiducia nei confronti del nostro Paese. Si renderebbero così disponibili maggiori risorse per gli investimenti, per la ricerca e l’educazione e per aumentare gli interventi in campo sociale.


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GimoIng non in linea   Rispondi citando
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Vecchio 21-10-18, 19:52   #23
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Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

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Lo spread tra Italia e Germania è quello sugli investimenti

(Il Sole24 Ore - 16/10/2018)

...

Per aumentare le risorse a favore di chi è in difficoltà, il debito pubblico deve essere sostenibile. Sono convinto che l’affidabilità del nostro Paese sarebbe notevolmente rafforzata dall’annuncio di voler ridurre lo stock del debito. È un obiettivo alla nostra portata. Possiamo lanciare un programma di dismissioni di beni immobiliari di proprietà pubblica, a livello centrale ma soprattutto a livello locale. Non sono necessarie cifre enormi. A mio avviso il lancio di un programma di 50 miliardi in un periodo di 5-10 anni potrebbe essere sufficiente a rafforzare la fiducia nei confronti del nostro Paese. Si renderebbero così disponibili maggiori risorse per gli investimenti, per la ricerca e l’educazione e per aumentare gli interventi in campo sociale.


Presidente del Consiglio
d’Amministrazione di Intesa Sanpaolo



naaaaaaa,
niente svendita del patrimonio pubblico... abbiamo già dato.
Svendi un bene pubblico a prezzi stracciati. I soldi ricavati vengono sprecati in mille rivoli, il debito continua a salire e lo stato non è più proprietario di nulla.
Hanno il coraggio di presentare ancora questa ricetta?
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Sat non in linea   Rispondi citando
Vecchio 21-10-18, 20:21   #24
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Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

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Hanno il coraggio di presentare ancora questa ricetta?
Basta guardare di chi è questa proposta...
aspesi non in linea   Rispondi citando
Vecchio 21-10-18, 20:50   #25
Mizarino
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Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

Altro che 50 miliardi in 5 anni svendendo immobili!
Se solo metà dei soldi messi per quelle due boiate che sono il reddito di cittadinanza e l'abbattimento della Fornero andassero in 5 anni di decontribuzione totale per i nuovi assunti a tempo indeterminato, si avrebbe un rientro totale di quei miliardi in forma di nuovo gettito Irpef, oltre all'incremento del pil...
Mizarino non in linea   Rispondi citando
Vecchio 22-10-18, 10:42   #26
meta
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Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

il senso generale dellle privatizzazioni non è però una partita di giro, cioè un minore debito pubblico a fronte di un minor patrimonio pubblico, che non cambierebbe nulla.
inoltre il patrimonio pubblico è largamente sovrastimato...


il motivo è allora il recupero di competitività e concorrenza in settori industriali importanti, oltre a ridurre il rischio di malversazioni nella gestione di un patrimonio "di tutti e di nessuno".
meta non in linea   Rispondi citando
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Vecchio 22-10-18, 11:15   #27
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Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

privatizzazioni a caso... per come mi vengono.

Ex SIP ora Telecom Italia. Un gigante delle TLC in mani pubbliche. Un carrozzone indebitato fino al midollo in mani private. E' la regina di tutte le privatizzazioni. Un capolavoro, un esempio di cose da non fare.

Autostrade. E' quella cosa lì che realmente ha cambiato l'Italia da agricola a industriale.
Un gigante innovativo in mani pubbliche. Passate in mani private con quali risultati?
visti i tempi e gli avvenimenti recenti è persino sgradevole parlarne. Vedi Avellino e poi Genova.

Alitalia. Dicevano che era male gestita, che produceva solo debiti. Venduta ai privati con il marcio a carico nostro. Ripulita da ogni debito a nostre spese dopo dieci anni siamo da capo a dodici.

Delle due una: o i nostri "capitalisti" sono degli incapaci oppure sono solo strozzini che guardano al profitto di breve termine.

Meglio starne alla larga da questi "capitalisti".
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Vecchio 22-10-18, 14:59   #28
GimoIng
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Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

Azz...siete andati a pescare proprio il passaggio meno significativo di tutto l'articolo.


Quella è un'opinione dell'autore, io ho riportato tutto per completezza.
Le dismissioni, privatizzazioni o quello che volete vederci vanno sempre fatte cum grano salis.
Portare fuori dal perimetro pubblico non vuole dire necessariamente vendere o svendere a privati, al di là del fatto che esistono immobili pubblici di nessun interesse artistico, vuoti, abbandonati, occupati o fatiscenti per scarsa manutenzione.



Un esempio su tutti il recente sgombero a Milano in via Oglio 8, un edificio comunale VUOTO di 10 piani e 100 appartamenti, non abitabile per mancanza di manutenzione.
A Trieste l'ex ospedale militare risalente al periodo austro-ungarico è stato chiuso negli anni '80, finchè non è stato svenduto...all'Università, che lo ha ristrutturato, recuperato e messo a reddito.
GimoIng non in linea   Rispondi citando
Vecchio 22-10-18, 17:21   #29
Sat
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Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

Quote:
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Azz...siete andati a pescare proprio il passaggio meno significativo di tutto l'articolo...
e tu sei andato a tagliare giusto il nome dell'autore.


Gian Maria Gros-Pietro

Gian Maria Gros-Pietro insegna Economia dell’Impresa alla Luiss. Scrive per Il Sole 24 Ore di economia applicata e di politica economica e industriale. Ha lavorato all’Università di Torino dove, sotto la sua guida, il Ceris - Istituto di Ricerca sull’Impresa e lo Sviluppo – è divenuto il maggior organo del Consiglio Nazionale delle Ricerche in campo economico. Ha lavorato per diversi ministeri e per la Commissione Europea, nei campi dell’economia, della ricerca e dell’innovazione. Le sue ricerche sono fondate su analisi di dati e comportamenti, in collaborazione con imprese e associazioni industriali.
Ha fatto parte dei consigli di amministrazione di numerose società quotate e di altre società e organizzazioni. Nel 1997 è stato nominato Presidente dell’Iri per privatizzarne le principali controllate. Nel 2000 è passato all’Eni, che ha presieduto nella fase di liberalizzazione del mercato del gas e di riavvio della crescita industriale della società, con le prime opa su concorrenti e l’espansione delle esplorazioni. Nel 2002 è passato a presiedere la società Autostrade (poi Atlantia), che stava avviando il maggior programma di investimento della sua storia, interamente finanziato da capitali di mercato. Dal 2003 al 2010 è stato Presidente di Federtrasporto. Dal 2012 presiede la società quotata Autostrada Torino-Milano e il suo gruppo.
E’ membro della Società Italiana degli Economisti e della Società Italiana di Economia e Politica Industriale. E’ socio fondatore e Presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Cotec, che con le consorelle spagnola e portoghese opera per promuovere l’innovazione nei tre Paesi, sotto la presidenza onoraria dei rispettivi Capi di Stato. Presiede il Consiglio Scientifico di Nomisma. Fa parte del Comitato di Gestione della Compagnia di San Paolo.
E’ consigliere di amministrazione delle società quotate Fiat, Edison, Autostrada Torino-Milano, Caltagirone, IVS Group.
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Sat non in linea   Rispondi citando
Vecchio 22-10-18, 21:17   #30
GimoIng
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Predefinito Re: Le ragioni dello spread Germania-Italia

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e tu sei andato a tagliare giusto il nome dell'autore.
Gian Maria Gros-Pietro



Chiedo venia, ho fatto copiaincolla e pensavo fosse uscita tutta la pagina.


La parte più interessante per me è il gap di investimenti fra noi la Francia e la Germania, e il totale di investimenti in ricerca e sviluppo rispetto alla quota interessi sul debito.
GimoIng non in linea   Rispondi citando
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