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Vecchio 09-10-19, 21:19   #61
Erasmus
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Predefinito Re: Nino - Nino

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nino280 Visualizza il messaggio
[...] Il capotasto l'ho scoperto avanti ieri, è un morsetto che si mette sul manico, va a comprimere tutte le 6 corde ...
Direi che "va a mettere in trazione", a tirare tutte le corde. Tutto al contrario di "comprimere". E non è un "morsetto"!
–––––
I "tasti" sono i brevi tratti di corda tra lamine consecutive incastrate ad opportuna distanza una dall'altra (in progressione geometrica) trasversalmente nella tastiera (che è il rivestimento del manico con appunto queste lamine piantate trasversalmente al manico). In inglese queste lamine trasversali si chiamano "frets". In italiano sono dette esse stesse "tasti" (impropriamente, con una evidente metonimia).
Premere un tasto significa premere con un dito una corda tra due di queste lamine (frets). Allora la corda tocca la lamina che sta dalla parte della cassa armonica facendo si che gli estremi del tratto di quella corda tra il "ponte" e la lamina del tasto premuto risultino fermi anche quando il plettro pizzica quel tratto di corda. Allora è perfettamente individuata la lunghezza del tratto di corda tra il ponte e la lamina (fret) su cui la pressione del tasto fa appoggiare la corda.
A parità di trazione della corda, la frequenza di vibrazione è inversamente proporzionale alla lunghezza del tratto di corda tra il ponte e la lamina che precede immediatamente il dito che preme quel tasto.
Ad ogni tasto premuto, dalla parte delle "chiavette" (dette anche, specie in Toscana , "bischeri") vicino al dito c'è pure un'altra lamina che assieme a quella dalla parte della cassa armonica individua quel tasto (cioè quella nota). E se uno suona la più bassa notadi quella corda? Allora preme il tasto più vicino ai bischeri. Dalla parte di questi non c'è più una lamina come le altre. C'è invece una diversa lamina, un po' più sporgente delle altre e con sei tacche equispaziate in ciascuna delle quali passa una delle sei corde.
E' questa lamina speciale (che ha lo scopo di fissare le distanze tra le corde) che è il "capotasto".

Per tendere le corde alla giusta tensione (per accordare le sei corde della chitarra una alla volta) si girano le rispettive chiavette (che sono cilindretti con una piccolissima conicità incastrati in appositi fori nella testa del manico [detta "paletta"] sui quali sono avvolte le estremità delle corde contrapposte a quelle agganciate al "ponte" al di là della "buca" della cassa armonica). Le corde restano tese perché le chiavette fanno un attrito sufficiente nelle rispettive sedi.
–––––
Metto qui sotto una immagine di chitarra con i nomi delle sue parti. L'immagine è stata da me ingrandita se no non si leggevano i nomi delle parti della chitarra.

---
Metto adesso una spiegazione del modo con cui vibrano le corde. Questa non può prescindere del tuttoa da accenni matematici alla teoria delle onde.
Ovviamente nessuno è obbligato a leggerla.

––––––––––

Che vibra (in ogni strumento a corde) non è l'intera corda ma un tratto di precisa lunghezza scelto premendo la corda in un tasto. La lunghezza del tratto che vibra, a parità di trazione, è inversamente proporzionale alla fequenza fontamentale di vibrazione. Se questo tratto fosse sempre deformato a forma di sinuside il timbro sarebbe dolce per niente squillante ed il suono emesso sarebbe una variazione sinusoidale di pressione locale che si propaga in ogni direzione. Ma, a causa del modo con cui la corda è sollcitata dal plettro, il tratto che vibra subisce una deformazione che solo nel tempo tende ad essere di forma sinusoidale. Ciò significa che oltre alla frequenza fondamentale della vibrazione ci sono – specie all'attacco della nota – anche le "armoniche" che sono frequenze multiple di quella fondamentale.

Più precisamente, il tratto che vibra è lungo mezza lunghezza d'onda alla frequenza di vibrazione.
Ma che c'entrano le onde? C'entrano, sì!
La vibrazione consiste nell'allontanarsi periodicamente dei punti della corda tasversalmente alla direzione della corda. Il modo di vibrare della corda è detto "onda stazionaria", ma si può pensare somma di due onde di uguale ampiezza, uguale frequenza e uguale velocità di propagazione che però si propagano una in un senso e l'altra nel senso opposto. Se diciamo f la frequenza [che è il reciproco del periodo T di ripetizione delle oscillazioni – Tf = 1 ] e c la velocità di propagazione, la lunghezza d'onda (diciamola λ, cioè "lambda") viene
λ = c/f
Infatti la lunghezza d'onda è il tratto percorso dall'onda in un periodo T = 1/f.
Un'onda sinusoidale di ampiezza A che va il una certa direzione (diciamola quella delle ascisse x positive) alla velocità c è tale che in un punto ad ascissa fissa il suo valore varia nel tempo t con legge sinusoidale; e al variare di x in uno stesso iustante t varia ancora sinusoidalmente alla stessa frequenza. L'espressione matematica di quest'onda (che diciamo "progressiva") è dunque del tipo:
p(x, t) = A·cos[2πf(x/c – t)].
L'espressione matematica di un'onda uguale a questa ma che si propaga nel verso contrario di questa (e quindi chiamiamo "regressiva") si ottiene semplicemente cambiando segno alla veloità di propagazione, cioè mettendo –c al posto di c. [Per sola comodità, si può tener conto del fatto che in generale cos(–x) = cos(x)]:
r(x, t) = Acos[2πf(–x/c – t) = Acos[2πf(x/c + t)].
Proviamo ora a sommare l'onda progressiva p(x, t) con quella regressiva r(x, t) [e diciamo h(x, t) la somma]. Otteniamo:
h(x, t) = p(x, t) +r(x, t) = A{cos[2πf(x/c – t) + cos[2πf(x/c + t)]} = 2A·cos(2πfx/c)·cos(2πft).
Vediamo in quest'ultima formula che lo scostamento trasversale h(x, t) della corda oscilla in ogni punto con legge sinusoidale alla frequenza f ma con ampiezza che dipende da x. Infatti nel punto di ascissa x l'ampiezza della oscillazione è:
a(x) = |2A· cos(2πfx/c)| = 2A·|cos(2πx/λ)|. (*)
Sicché dove x è multiplo di λ/2 l'ampiezza di oscillazione trasversale alla corda è massima (di valore 2A). Dove invece x è un multiplo dispari di λ/4 l'mpiezza di oscillazione è nulla .
L'espressione (*), cioè (ripetendo):
h(x, t) = 2A·|cos(2πx/λ)|
è l'espresione matematica dell'onda stazionaria sinusoidale, nel nostro caso un tratto di corda con gli estremi fermi che oscilla allungandosi un po' al massimo scostamento dalla posizione rettilinea di riposo, ritornando elasticamente alla situazione di lunghezza di riposo e superandola per inerzia per tornare ad allungarsi un po' in uno scosrtamento opposto al precedemtnte.
I punti dove l'oscillazione ha ampiezza nulla sono i "nodi" (e distano λ/2 uno dal successivo e dal precedente). A metà strada tra nodi consecutivi stanno i "ventri" che sono i punti di massimo scostamento dalla posizine di riposo.

La pressione della corda con un dito su un tasto fa si che venga imposto fermo il punto della corda appoggiato alla lamina prossima al dito (oltre all'estremo agganciato al ponte. Dunque premendo un tasto si fissa la mezza lunghezza d'onda della prossima vibrazione la quale avrà un nodo in quella lamina e l'altro all'estremità agganciata al ponte; si sceglie cioè la frequenza fondamentale, ossia la nota da suonare.
–––
Ciao ciao
[Esaurite le 4 immagini permesse]
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Erasmus
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Ultima modifica di Erasmus : 09-10-19 22:08.
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Vecchio 09-10-19, 21:42   #62
nino280
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Predefinito Re: Nino - Nino

Il capotasto è un morsetto mobile che si applica sul manico o sulla tastiera:

https://encrypted-tbn2.gstatic.com/s...Jbvmg&usqp=CAc

https://encrypted-tbn2.gstatic.com/s...Jbvmg&usqp=CAc

Ciao

Ultima modifica di nino280 : 09-10-19 21:51.
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Vecchio 09-10-19, 23:01   #63
Erasmus
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Il capotasto è un morsetto mobile che si applica sul manico o sulla tastiera:

https://encrypted-tbn2.gstatic.com/s...Jbvmg&usqp=CAc
Ciao
Ma queste sono varianti moderne nelle chitarre dette appunto "a capotasto mobile" (per permettere un più o meno leggero cambio di timbro).
Ma le chitarre classiche (da secoli, mica da quando – anni '60 – si sono messi in mostra i quattro strimpellatori della cosiddetta "musica beat") non hanno niente di smontabile (oltre alle corde e ai bischeri). E le chitarre preziose hanno il capotasto in avorio o altro materiale duro e prezioso, contrastante appsta col legno (modernamente plastica!) delle altre traversine.
Guarda un pò le figure di questa pagina (scelta con Google chiedendo "parti della chitarra classica")
––> https://www.google.it/search?q=parti...kbV eSeWeXWM:

e in particolare l'immagine in alto a destra della precedente pagina, cioè questa

e osserva le traverse del manico (dette esse stesse "tasti" impropriamente, dato che ad essere tastate sono le corde tra due di queste traversine), Vedi che la traversina più lontana dalla buca è diversa dalle altre. E' esssa il "capotasto" (come è evidente anche dalla sua etimologia, simile a quella di "caporiga. Il capotasto è infatti la traversina "in testa" a tutte le altre (cioè davanti al primo tasto).
Il tuo "capotasto" mobile non è nemmeno una parte della chitarra! Ed infatti te lo vendono a parte
–––
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Vecchio 10-10-19, 13:54   #64
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https://youtu.be/CHmRNERuFLY
Ciao

https://youtu.be/RE4DQ-6Cna8

Poi ci ho messo lo Zucchero.
Ciao

Ultima modifica di nino280 : 10-10-19 13:56.
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Vecchio 10-10-19, 16:21   #65
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Il capotasto mobile serve a spostare più in alto tutte le note per adattare la chitarra alla tonalità del brano che si sta accompagnando, quindi secondo dove viene posizionato tutte le corde emettono un'altra nota, per esempio la prima corda che prima era un MI può diventare un FA o un SOL.
Questo perchè è più facile comporre gli accordi "pieni" cioè che impiegano tutte e sei le corde ponendo le dita nei pressi del capotasto perchè bastano due sole dita per comporre l'accordo pieno; diversamente, senza l'uso del capotasto bisognerebbe fare il "barrè", cioè con il dito indice messo di traverso che pigia tutte le corde e altre due dita che pigiano altri due tasti, ma è molto scomodo, quindi è bene che gli accordi più ricorrenti che compongono il "giro armonico" della canzone che si sta accompagnando (nelle canzonette sono sempre quei due o tre) si trovino nei pressi del capotasto.
Questo non ha senso nella chitarra classica, dove non basterebbe nemmeno tutta la tastiera.....
A proposito di chitarra classica (per chi piace), non si può fare a meno di ascoltare questa "virtuosa", che oltre ad essere MOLTO brava è anche molto bella

https://www.youtube.com/watch?v=7rjWoaPbUyo

https://www.youtube.com/watch?v=MNNbFkb0gBk

Ana Vidovic da bambina
https://www.youtube.com/watch?v=0E0oD9F2TVQ

Per suonare in quel modo bisogna cominciare da questa età.
Provate a cercare altri brani di questa fuoriclasse, ce ne sono alcuni fantastici che non sono riuscito a trovare; io la paragono (quasi) a Segovia.
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Ultima modifica di ANDREAtom : 10-10-19 17:12.
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Vecchio 12-10-19, 19:49   #66
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Per far capire chi è la Vidovic, sempre per gli appassionati della chitarra classica (ammesso che ce ne siano in questo forum) desidero mettere a confronto queste due esecuzioni dello stesso brano, la prima eseguita da Ana Vidovic e la seconda da questo "cane" che a prima vista (anzi a primo udito) sembrerebbe più bravo; in effetti ha una tecnica, una manualità e un'esperienza senz'altro superiori, ma un'assoluta mancanza di "espressione".
Suona come un robot, una macchina programmata per eseguire una serie di note, come quei clavicembali messi su un carretto che giravano una volta per le strade e suonavano per mezzo di dischi con delle camme fatti girare meccanicamente e abbassavano i tasti e non potevano sbagliare, ma non è questa la vera musica.....

https://www.youtube.com/watch?v=MNNbFkb0gBk

https://www.youtube.com/watch?v=xoD1Vp9W3K8

Poi ad un certo punto, quando ritiene che la parte sia diventata "troppo facile" per lui l'abbandona e inizia un altro brano, senza considerare che quella che viene dopo è invece la parte più difficile e che lui non sarà mai in grado di suonarla...
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Ultima modifica di ANDREAtom : 12-10-19 19:59.
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Vecchio 13-10-19, 12:46   #67
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Andrea, ti dico, io pur non capendoci un'h della musica classica, gli strimpellamenti di questa ragazza, hanno un qualcosa di sublime!
Ciao
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Vecchio 13-10-19, 13:15   #68
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https://www.youtube.com/watch?v=LhUclxBUV_E

Cambio drasticamente argomento, e salto dalla musica classica ad un test sui materiali sottoposti a " Fatica".
No assaporo in pieno questo video per via del fatto che non so l'inglese ma sia pure in piccolissima parte, qualcosa ho afferrato lo stesso.
Ciao
P.S. Questo video mi è capitato quasi per caso accendendo il computer, giuro di non averlo nemmeno cercato.
Ma un sospetto ce l'ho. Ieri sera avevo cercato il pendolo di Charpy
riguardo alla "Resilienza" dei materiali, evidentemente dalla resilienza alla fatica il passo è breve.
Ciao
nino280 non in linea   Rispondi citando
Vecchio Ieri, 09:09   #69
nino280
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Faccio su e giù.
Ora ritorno alla musica classica.

https://youtu.be/RBx-Ue28KUE

Ciao
nino280 non in linea   Rispondi citando
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