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Vecchio 17-09-20, 21:25   #11
Angelo Giovanni Marsili
Utente Junior
 
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Data di registrazione: Sep 2020
Messaggi: 35
Predefinito Re: Dobson o mak come nuovo telescopio

Salve a tutti.

Relativamente a questa discussione, porto la mia esperienza personale, che ovviamente è personale e ha un valore relativo.

Il Mak 127 non è buio e non può esserlo, visto che l'occhio non è un apparato fotografico e non è stretto (che significa stretto?); va come tutti i 127mm, ne più, ne meno.

È collimabile, ma in 6 anni di battaglie, la collimazione è sempre quella di fabbrica. Avrei voglia di aprirlo e accuratizzarlo, sulla scia dell'esperienza maturata durante il restauro di un Cassegrain 150 Marcon vintage. Uno strumento strabiliante!

L'ho acquistato dopo il Dobson 12", spinto dalle innumerevoli recensioni entusiastiche. Eccellente strumento grab & go. E fu amore a prima vista

Il Dobson è nato, "inventato", da John Dobson per mettere l'astronomia alla portata delle masse popolari, gente semplice, tutti neofiti; pertanto oso dire che il Dobson è lo strumento perfetto per un neofita. O John Dobson ha sbagliato tutto, nella sua vita.
Io aggiungo che il più esperto fra gli astrofili avrà le stesse difficoltà di un novellino, di fronte a un Dobson. Uno strumento che più intuitivo di così si muore.

La collimazione è difficile e complicata la prima volta, poi viene naturale.

Per fare osservazioni appaganti dei DSO, ci vuole uno strumento di almeno 50, o 60cm.
Visto che è improponibile, accontentiamoci di quello che permette il portafoglio.
Ma desidero innanzitutto stabilire un punto fermo: per osservare i DSO è sufficiente un binocolo 15x50; tutto dipende da quello che sta sopra la testa.
Ho osservato i DSO con un acromatico da 77mm per decenni e tutt'oggi osservo con soddisfazione anche con un Mak da 110mm.. Naturalmente, quello che si vedrà e come lo si vedrà, è fortemente dipendente dall'apertura: basta sapersi accontentare di quello che si ha fra le mani.
Angelo Giovanni Marsili non in linea   Rispondi citando
Vecchio 18-09-20, 08:47   #12
ruggierogiuseppe
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Data di registrazione: Jan 2011
Ubicazione: Lucca
Messaggi: 992
Predefinito Re: Dobson o mak come nuovo telescopio

Ma anche fortemente condizionato dal cielo che si ha sopra la testa...perche' con inquinamento luminoso non c'è apertura che tenga...sei fregato. Ultimamente ho visto su astrosell un dobson 250mm a 500 euro proprio a Lucca, era nuovo...un vero affare, ma ho gia' avuto in passato il dobson SW 250 collassabile e il dobson GSO 300, e sapevo gia' a cosa andavo incontro cosi' ho desistito ma ritengo il dobson un pozzo di luce a prezzi piu' che abbordabili, se si accettano tutti i contro del caso. E' difficile consigliare un telescopio, ci sono molti fattori che ne condizionano l'uso, dal logistico all'ambito di applicazione, per esempio io che lo uso molto sul terrestre mi precludo gia' lo schema newton, sono penalizzato dallo schema Mak e SC, per questo il mio schema preferito rimane il rifrattore.
__________________
Rifrattore SW 120 ed
Binocolo : Canon 12x36 IS II
Binocolo: Zomz 20x60
Per ogni lampadina che si accende, si spenge una stella...
ruggierogiuseppe non in linea   Rispondi citando
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Vecchio 18-09-20, 13:39   #13
astro61
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Data di registrazione: Oct 2012
Ubicazione: Novara
Messaggi: 1,326
Predefinito Re: Dobson o mak come nuovo telescopio

D'accordissimo. Certo, sognare, intendo grandi aperture e/o cieli neri non costa niente. Ma mi accontento di un "normale" Schmidt-cassegrain e un rifrattore. Che sono anche le configurazioni che preferisco
__________________
DUE OCCHI VEDONO MOLTO MEGLIO DI UNO
C11HD su S.W. AZ-EQ6 PRO e cavalletto Geoptik Hercules, iOptron AZ Mount Pro, APM 140 f/7, torretta Baader Maxbright II, torretta Zeiss supercharged, coppie di Takahashi LE 30, 12.5 e 5mm, coppia di Televue Panoptic 24mm, coppia di Meade 18mm serie 5000 HD-60, coppia di ES 9mm 62°, coppia di TS 7mm UWAN 82°, TS 40mm Paragon ED, Meade serie 4000 Japan 26 e 15mm, Sky Quality Meter-L, Canon 12x36 IS II
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Vecchio 18-09-20, 13:43   #14
pablo
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Ubicazione: Roma est
Messaggi: 197
Predefinito Re: Dobson o mak come nuovo telescopio

Ciao Angelo

Quote:
Angelo Giovanni Marsili Visualizza il messaggio
Il Mak 127 non è buio e non può esserlo, visto che l'occhio non è un apparato fotografico
è buio rispetto ad un dobson da 200, con il quale è stato messo a confronto.

...e non è stretto (che significa stretto?);

che il campo inquadrabile è inferiore a quello di guello di un dobson da 200, con il quale è stato messo a confronto.

va come tutti i 127mm, ne più, ne meno.

beh no, la resa ed il suo miglior campo di utilizzo dipendono anche dalla focale nativa del telescopio.

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Ottiche: Newton 200/1000 e 150/750 - Mak 180/2700 - Acromatici 102/600 e 70/900 - Montature: T-Sky - Eq2 - Celestron Avx e Slt
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Vecchio 18-09-20, 14:26   #15
Angelo Giovanni Marsili
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Data di registrazione: Sep 2020
Messaggi: 35
Predefinito Re: Dobson o mak come nuovo telescopio

Il concetto espresso di buio è assolutamente errato.
L'impressione di "buio" è conferita all'occhio dalla pupilla d'uscita. La pupilla d'uscita è il diametro del fascio luminoso espresso in millimetri, dato dal rapporto fra l'apertura del telescopio e l'ingrandimento: PU=D/I.
Ora, avendo sia un Dobson 300/1500 che un Mak 127/1540, ti posso assicurare che utilizzando il medesimo oculare, la PU e quindi la luce che arriva all'occhio, è la medesima!
Cosa che non si può fare nel caso di due telescopi di focale diversa. Serve per ciascono di essi un oculare che fornisca il medesimo ingrandimento.

Il campo inquadrato, più correttamente detto Campo Reale Massimo di un telescopio, è in stretta relazione con la lunghezza focale del telescopio stesso e il Diaframma di Campo.
Per semplificazione, diciamo che il Newton 200 con lunghezza focale F1200, consente di sfruttare un CRM più ampio di un Mak 127 F1540 già in virtù di questo fattore; considerando poi il fatto che il Diaframma di Campo del Newton, che ha un portaoculari da 2", è di circa 46-47mm, mentre il Mak 127, che ha un portaoculari di 1,25", ha il foro della culatta di 26-26,6mm, assicura un CRM enormemente più ampio, in favore del Newton.

La focale nativa del telescopio è un assunto di valore relativo, quello che conta è la pupilla d'uscita. Tutti i telescopi della medesima apertura hanno le medesime prestazioni in fatto di risoluzione e di magnitudine limite.
Quello che può cambiare, e effettivamente cambia, è la qualità dell'immagine come definizione, risolvenza, nitidezza. Ma queste dipendono dallo schema ottico e da altri fattori, come presenza di ostruzione, riflettività degli specchi, trasparenza delle lenti, qualità della lavorazione delle superfici ottiche, collimazione e via discorrendo.

Ultima modifica di Angelo Giovanni Marsili : 18-09-20 14:37.
Angelo Giovanni Marsili non in linea   Rispondi citando
Vecchio 19-09-20, 11:00   #16
bongi02
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Predefinito Re: Dobson o mak come nuovo telescopio

Quote:
Angelo Giovanni Marsili Visualizza il messaggio
Il campo inquadrato, più correttamente detto Campo Reale Massimo di un telescopio, è in stretta relazione con la lunghezza focale del telescopio stesso e il Diaframma di Campo.

Vero se per Diaframma di Campo si intende il valore della minima ostruzione che si incontra sul percorso del fascio ottico.

Es. il diametro del portaoculari.


Quì però, a mio avviso, iniziamo a parlare di sesso degli Angeli.
Un saggio disse che il miglior telescopio è quelloi che si ha (o che si può avere).
probabilmente viveva sotto un cielo di SQM 22.0!


Oggi bisogna fare conto con cieli profondamente inquinati e non solo dalla luce.
Il mio 40cm riposa da molto tempo in pace per mancanza di tempo, e di disponibilità economica, di portarlo sotto un cielo adeguato.


Ripeto che un Dobson da 20cm potrebbe essere una buona soluzione.
Purtroppo oggi, per motivi diversi, difficilmente li troverai ad F/6.
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e Notti Stellate da Giuseppe BONGIORNI: http://www.giuseppebongiorni.it
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ssociazione Tuscolana di Astronomia (A.T.A.)
: http://www.ataonweb.it
Dobson RP-Astro 16"/f4,5 - MAK127 - 2"; Montature: GoTo Skywatcher AZ GTi - GI.REX manuale
Binocoli: Nikon Act. EX 12x50 CF - Konus BWCF 20x80
Principali Oculari: Ethos 8 e 13mm - Antares 30mm - Zoom Baader MARK II 8-24mm
...
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Vecchio 19-09-20, 13:58   #17
pablo
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Quote:
caleido Visualizza il messaggio
... ho voglia di riuscire a distinguere le macchiette lattiginose di m13 ad esempio o distinguere m51, avete altri pareri o consigli?
Si partiva da qui...

Per quello che ho potuto osservare, per risolvere M13 (il più possibile) in stelle servono:

apertura (gli strumenti di buona apertura godono di buon potere risolutivo e servono a mantenere pupille d'uscita non troppo basse a ingrandimenti elevati)

ingrandimento (tanto più alzi gli ingrandimenti, tanto più migliora il contrasto di soglia del fondo cielo)

M13 visto in un Newton da 30 cm a 150x è molto diverso che visto a 150x in un Mak 127...

Questa naturalmente è solo una comparativa ai fini della domanda, non un concetto.

Bongi, di dobson f6 io ne vedo tanti, alcuni a prezzi di affezione (cioè te li tirano dietro...)

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Vecchio 19-09-20, 16:51   #18
Angelo Giovanni Marsili
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Predefinito Re: Dobson o mak come nuovo telescopio

A me si è ristretto il Dobson 300, allora, perché a 375x è risolto anche dal Mak127.
Ché poi, la struttura granulare di M13 già si percepisce con il Mak 110 (Vixen VMC110L). Si vedono tantissimi puntolini, grigiastri a causa dell'apertura ridotta. A 125x, se non ricordo male.
Angelo Giovanni Marsili non in linea   Rispondi citando
Vecchio 19-09-20, 18:42   #19
bongi02
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Predefinito Re: Dobson o mak come nuovo telescopio

Angelo, così rischi di illudere le persone!
Un conto è risolvere, magari percependo della fine polvere di stelle, un'altra è distinguere le stelle di un ammasso, come ho potuto fare con il mio 40cm a soli 280X con l'Ethos da 13mm ed una Barlow adeguata (sotto un cielo da sqm 21.5) o con strumenti di diametro superiore.
Per certe cose, l'apertura conta, eccome se conta!
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...
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Vecchio 19-09-20, 20:17   #20
Angelo Giovanni Marsili
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Predefinito Re: Dobson o mak come nuovo telescopio

Ora si entra in una diatriba di semantica.
Se le stelle di un ammasso globulare appaiono come tanti puntini grigiastri ben distinti, l'ammasso è risolto; se le stelle brillano luminose e scintillano, l'ammasso è risolto. Se il vocabolario non è un'opinione, s'intende.
In un settantino, o ottantino che sia, le stelle dell'ammasso non vengono risolte e si vede il classico batuffolo d'ovatta.

E comunque, preso un Mak 127, uno specchio diagonale dielettrico (senza ancor meglio), un buon oculare di 4mm da non più di 4 lenti e un cielo rurale, si vedranno le stelline accendersi qua e là a intermittenza, come fanno le lucine natalizie.

Un 150mm sarà ancor migliore e non occorrerà ricorrere a ingrandimenti elevati.
Angelo Giovanni Marsili non in linea   Rispondi citando
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