Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie - Maggiori Informazioni - Acconsento


Atik
Coelum Astronomia
L'ultimo numero uscito
Leggi Coelum
Ora è gratis!
AstroShop
Lo Shop di Astronomia
Photo-Coelum
Inserisci le tue foto
DVD Hawaiian Starlight
Segui in diretta lo sbarco di Philae sulla Cometa
Skypoint

Vai indietro   Coelestis - Il Forum Italiano di Astronomia > Il Mondo dell'Astronomo dilettante > Autocostruzione
Registrazione Regolamento FAQ Lista utenti Calendario Cerca Messaggi odierni Segna come letti

Rispondi
 
Strumenti della discussione Modalità  di visualizzazione
Vecchio 17-02-11, 11:54   #21
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

La sbozzatura


Prima di iniziare questa che è la prima fase è necessario chiarire alcuni punti, primo tra i quali a che profondità bisogna arrivare con questa prima lavorazione per una determinata focale ed un certo diametro. Mi sembra una domanda molto interessante, cui va data immediata ed esauriente risposta.
Allora noi dobbiamo fare un F5, quindi focale 1500 milimetri, diametro 300 millimetri (al netto della sbordatura).
La formulina che ci permette di calcolare la profondità a specchio finito (quindi già lucidato ecc.) è la seguente:

p = r ^ 2 / 2 R


Dove R = raggio di curvatura delle sfera di riferimento; r = raggio dello specchio; p = profondità al centro

Con il nostro specchio 300F5 abbiamo che la profondità al centro deve essere, a specchio finito, di 3.75 millimetri .
Però, ripeto, a specchio finito. Noi in effetti al termine della sbozzatura non dobbiamo arrivare a questa profondità, perché così facendo non avremmo margine idoneo per asportare materiale durante la smerigliatura e la successiva lucidatura, mantenendoci nell'ambito della lunghezza focale di 1500 millimetri, che è quella voluta.
Dobbiamo in realtà arrivare a circa il 70 % della profondità finale. Da questo ne consegue che alla fine di questa prima fase di lavorazione, la lunghezza focale del nostro specchio è maggiore di quella voluta. Nel nostro caso, essendo la profondità alla sbozzatura di 2.62 millimetri (70 % dei 3.75 millimetri finali), che io direi di arrotondare per praticità a 2.6 millimetri, la lunghezza focale sarà quindi di 4294 millimetri circa. Questa verrà aggiustata a quella effettiva, cioè a 1500 millimetri come detto precedentemente, in gran parte in fase di smerigliatura ma anche durante la lucidatura.
Ora è importante vedere come è possibile misurare questa profondità, poichè dobbiamo controllarla spesso durante la lavorazione.
I metodi semplici che si possono impiegare per questa misura sono due: una dima con raggio di curvatura pari quello di della massima profondità di sbozzatura e l’inserimento al centro dello specchio di un determinato spessore noto sotto ad un righello metallico appoggiato sul bordo e passante per il diametro.
E’ chiaro che il primo metodo, cioè quello della dima è più preciso.
A dire il vero c'è anche un terzo metodo, che richiede però la costruzione o l'acquisto di uno strumento apposito, chiamato sferometro. Io direi che al momento non è il caso di prenderlo in considerazione, perchè i due metodi indicati sono in genere sufficienti per lo scopo. Ne parleremo in seguito.


La realizzazione della dima di verifica


La dima di verifica è piuttosto semplice da realizzare. Si tratta di tagliare da un lamierino una porzione di cerchio: questo può essere fatto con un semplice compasso realizzato da un listello di legno, lungo quanto il raggio di curvatura della sfera di riferimento relativa alla profondita finale di sbozzatura di 2,6 millimetri, incernierato, a mezzo di un perno che può essere una semplice vite con dado, su una tavola sempre di legno. All’estremità del listello va fissato un utensile da taglio, che può essere anche un comune coltello a lametta. Le spezzone lamierino rettangolare, dello spessore di circa 0,5 millimetri, da cui va ricavata la dima, deve essere fissato in posizione idonea sotto la lama del coltello, avvitandolo direttamente. Come metallo per la dima è preferibile scegliere un materiale malleabile. Va bene per esempio il rame o l’alluminio.
Sarà lo stesso coltello a lametta a tagliare la dima. Basta passare più e più volte sullo stesso percorso, fino ad incidere profondamente il metallo. Dopo di che non sarà difficile poter staccare questa parte dal resto. La dima così ottenuta dovrà essere in qualche modo rinforzata per evitare piegamenti. Un eccellente sistema è quello di applicare due spezzoni di listello di legno avvitati in modo da formare una vera e propria impugnatura. Altrimenti occorre almeno piegarne il bordo superiore a 90° per formare un rinforzo. Inoltre il bordo di misura della dima va accuratamente rettificato con lima a taglio fine e carta abrasiva, avendo cura di non modificarne il profilo




Come si usa la dima per misurare la curvatura dello specchio


L’uso di questo strumento è intuitivo ma molto efficace. Si pone la dima verticalmente sullo specchio, facendo in modo che viene posta sul suo diametro.
Il nostro obbiettivo è quello di verificare che il suo profilo è perfettamente aderente con la curvatura del vetro. Per fare questo occorre porre dalla parte opposta una torcia elettrica con fascio abbastanza concentrato, cercando di illuminare il fondo della dima. Ovviamente se la curvatura del vetro è esattamente uguale a quella della dima non passa luce. Viceversa vuol dire che in quel punto la curva scavata nel vetro non è corretta. Nel fare questo test raccomando la massima attenzione: anche piccole differenze vanno tenute in conto.

Un altro metodo per misurare la profondità al centro dello specchio


Un altro metodo per verificare la profondità al centro dello specchio è quello di appoggiare sul bordo dello specchio, sempre sul suo diametro, un listello metallico ben dritto e poi infilare sotto questo righello, al centro dello specchio, uno spessore di misura nota. Il problema in questo caso è che avere uno spessore di cui si conosce bene la misura, che si adatti inoltre al variare della profondità mano mano che si va avanti nel lavoro, non è facile. Qualche misura può essere fatta con delle punte da trapano o comunque spezzoni di metallo cilindrico, di cui ben conosciamo il diametro. Una soluzione può essere quella di impiegare uno spessore sagomato in maniera particolare in modo che inserendolo progressivamente sotto il righello ci dà la misura della profondità.






Ultima modifica di astrotecnico : 17-09-18 08:51.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Vecchio 19-02-11, 22:02   #22
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Finalmente ci siamo


La preparazione dei bordi dei vetri

La prima cosa da fare è smussare i bordi sia dello specchio sia dell’utensile. Questa operazione è assolutamente indispensabile per evitare che durante la lavorazione, assottigliandosi il bordo, questo diventi fragile e si possa staccare una scheggia, alquanto pericolosa sia per le dita che possono essere ferite (non vi immaginate quante tagliano i bordi di queste schegge ….. sono come lamette da barba !!!) oltre che potrebbe fare gravi danni, se sfortunatamente scivola tra i due pezzi !
La smussatura del bordo avviene con il panetto di abrasivo, ovvero la cote da affilatura. La procedura va fatta come segue: si sfrega vigorosamente il panetto abrasivo sul bordo del vetro, tenendolo inclinato a circa 45°. Questa operazione deve essere fatta in ambiente umido, quindi va immerso prima in acqua per qualche secondo e successivamente, di tanto in tanto, durante le operazioni di smussatura, la sua bagnatura va rinnovata. Per evitare in ogni modo di lavorare a secco, bagnate anche il vetro immergendolo completamente in acqua.
Il citato movimento di sfregamento va fatto seguendo la circonferenza e tangenzialmente alla stessa, fino a completare il percorso. Mai usare il panetto in maniera ortogonale al bordo e con movimento alternato: provochereste l’immediato distacco di frammenti !
La smussatura deve essere rinnovata mano a mano che si prosegue la lavorazione, perché il bordo tende ad assottigliarsi in continuazione e quindi il pericolo di distacco di schegge è sempre incombente. Va fatta senza esagerare: abbiamo considerato che a specchio finito dovrà essere al massimo di 5 millimetri, lasciando in questo caso una superficie utile di 300 millimetri di diametro. Una smussatura di circa 1.5 millimetri per volta può bastare. La stessa cosa va fatta sull’utensile. In definitiva basta farla in maniera moderata e rinnovarla quando necessario. Questo per quanto riguarda il bordo della faccia che diventa concava nello specchio e quella che diventa convessa nell’utensile. L’altra faccia, in entrambi i vetri, che in pratica rimane piana e non viene lavorata, non ha bisogno di questo trattamento ripetuto, ma va fatto solo all’inizio e in maniera sempre moderata. Non è assolutamente necessario fare una smussatura ampia come nella faccia che viene lavorata.

L’avvio della procedura di sbozzatura

Vediamo anzitutto che materiali e che attrezzatura useremo in questa fase del lavoro:

- abrasivo grana 80
- supporto di lavorazione
- acqua
- disco di mollettone da 310 millimetri
- dima di verifica o altro metodo per misurare la profondità al centro (vedi descrizione dei metodi di verifica della profondità)

Per quello che riguarda l’acqua vi consiglio di usare una bottiglia con cannula dosatrice oppure potete semplicemente praticare un piccolo foro sul tappo di una comune bottiglia di acqua minerale da ½ litro, usandola come dosatore. Se fate il foro sufficientemente piccolo sarete in grado di usare singole gocce d’acqua da miscelare agli abrasivi. Questo è molto importante, perché la sua dosatura è basilare: se ne mettete troppa la miscela è troppo liquida è sfugge subito tra i due vetri, con conseguente poca azione di asportazione del materiale, mentre viceversa se poca la densità eccessiva da luogo a troppo attrito, rendendo la lavorazione difficoltosa.

Utili anche:
- una spugna
- un contenitore in cui mettere acqua di pulizia necessaria ai lavaggi del vetro ecc.

Poniamo ora sul supporto di lavorazione, al di sotto dell’utensile che va sul pianale di lavorazione, il disco di mollettone da 310 millimetri di diametro che ci eravamo procurati all’acquisto dei materiali.
Non incollatelo, perché deve essere tolto ogni volta che si provvede a pulire il supporto dai liquami di lavorazione, soprattutto quando si passa da una grana all’altra, lavandolo con molta cura. Vi ricordo ancora una volta che la pulizia deve essere per voi una preoccupazione costante se volete avere un buon risultato !
Posizionate ora l’utensile sopra il mollettone e provvedete al fissaggio del vetro a mezzo del blocchetto con fessura, che può scorrere quindi avanti e indietro.
Il fissaggio non deve assolutamente essere un serraggio forte, cioè il blocchetto mobile non deve premere fortemente sul bordo dell’utensile. L’utensile deve essere appena costretto verso i due blocchetti fissi, tanto che se si applica un minimo di forza si deve riuscire a ruotarlo. Lavoreremo con la passata cordale per approfondire rapidamente al centro, però prima vi consiglio di fare una prova per testare la giusta consistenza dell’impasto abrasivo – acqua con qualche corsa 1/3 Centro su Centro.
Ora prendete un po’ di abrasivo grana 80 e disponetelo sull’utensile con le dita, distribuendolo equamente sulla superficie. Provate con un terzo di bicchiere di quelli usa e getta per il caffe: dovrebbe bastare come quantità. Se volete potete usare per questa operazione una piccola stecca di legno.
Aggiungete un po’ d’acqua: poca per volta !! Vi consiglio di mettere qualche goccia e provare ad impastare un po’ l’abrasivo sempre con le dita . Il composto ottimale da ottenere deve avere più o meno la consistenza di una crema. Ora prendete tra le mani lo specchio reggendolo per il bordo e posatelo delicatamente sopra l’utensile. Piano, mi raccomando ! E’ di un certo spessore ma pur sempre vetro !
Per fare questa operazione non fate toccare prima il bordo inferiore frontale dello specchio e poi il resto della superficie: così facendo nel primo contatto si potrebbe staccare una scheggia !
Ma, per così dire, “planate” sopra l’utensile delicatamente, appoggiando poi tutta la superficie dello specchio contemporaneamente e facendo corrispondere il centro dei due vetri.



Congratulazioni!!!! Avete appena iniziato a lavorare il vostro 300F5 !!

Ora vediamo la posizione delle mani: mettetele sullo specchio entrambe leggermente aperte, con la punta dell’indice appoggiata sopra la faccia superiore del vetro, la punta del medio sulla smussatura del bordo, anulare e mignolo che abbracciano il bordo, i pollici che si protendono verso del centro dei vetri. Applicate pressione moderata tra indice, medio e pollice e provate ad andare in avanti fino ad uscire dal bordo dell’utensile di 1/6 del diametro, che nel nostro caso vale 50 millimetri. Poi tornate indietro e uscite dal bordo dietro dell’utensile sempre 50 millimetri. Non date con i polsi colpi di parziale rotazione o simile, specialmente quando si torna indietro. Quindi polsi ben fermi ma non rigidi. Cercate, per quanto possibile, di stare rilassati. Mi rendo perfettamente conto che non è facile le prime volte capire quanto si esce dal bordo e si ha sempre timore di sbagliare. Però non cedete alla tentazione di mettere sia davanti sia dietro, fissato al piano di lavorazione, alcun sistema di stop: il rimbalzo del bordo dello specchio che batte su questo fermo avrebbe effetto alquanto deleterio. Una cosa che potete fare è quella di segnare sulla faccia dello specchio che sta verso di voi dei riferimenti con un pennarello indelebile. Ottima una circonferenza da 210 millimetri. Questo vi aiuterà molto a capire se uscite dal bordo dell’utensile in maniera corretta. Basta traguardare attraverso la trasparenza del vetro il bordo dell’utensile. Detto così sembra una cosa difficile, ma vi assicuro che si vede molto chiaramente.
Dunque fate alcune passate 1/3 Centro su Centro. Poi ruotate il pianale oppure ruotate lo specchio tra le vostre mani di circa 45 gradi, se avete il pianale fisso, ed eseguite alcune altre passate. Potete anche ruotare voi intorno al pianale: vedete come è meglio. Avete fatto ora un’operazione importantissima: quella di ruotare l’utensile rispetto allo specchio di 45 gradi. Questo evita l’insorgere del tanto temuto astigmatismo di cui abbiamo già parlato. Osservate come si comporta la miscela abrasivo – acqua: non deve uscire in maniera considerevole dai bordi e comunque i due vetri devono scorrere l’uno su l’altro agevolmente.
Ascoltate anche il rumore fatto dall'abrasivo, che provoca le microfratture sulla superficie del vetro: se è tutto regolare si sente qualche cosa tipo ghiaia mossa.
Bene: se è tutto a posto, possiamo passare alla corsa cordale. Per fare questo però prima togliamo , sempre molto delicatamente, lo specchio da sopra l’utensile. Prestate molta attenzione quando fate questa operazione, perché probabilmente ci sarà sul bordo dello specchio del liquame che potrebbe rendere la presa insicura. Se durante il sollevamento lo specchio cade sull’utensile, il minimo che potete aspettarvi è il distacco di una bella scheggia da almeno uno dei vetri, perché con buona probabilità con il bordo inferiore colpirà l’utensile ….. ricordate che le famose leggi di Murphy sono sempre valide !!!!
Dopo avere messo in sicurezza lo specchio, prendete la spugna che abbiamo bagnato con acqua e passatela sopra l’utensile, pulendolo dai residui di abrasivo. Date una passata anche al bordo e al pianale di lavorazione. Se necessario strizzate la spugna, bagnatela di nuovo e ripetete la pulizia. La stessa cosa fate con lo specchio, cercando di pulirlo meglio che potete. Se volete potete anche lavarlo, ma non è strettamente necessario. Useremo di nuovo la grana 80 e quindi non è necessario pulire molto scrupolosamente.
Ovviamente non fate mai così quando cambiate grana !!!
Ora caricate di nuovo abrasivo, questa volta più che altro in prossimità del bordo dell’utensile, perché andremo a lavorare più che altro lì. Aggiungete acqua quanto basta.
Rilassatevi un'attimo: ora iniziamo sul serio !

Ultima modifica di astrotecnico : 21-02-11 08:09.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Links Sponsorizzati
Astrel Instruments
Vecchio 22-02-11, 10:33   #23
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Iniziamo ora con la passata cordale

Vi ricordo che per fare questo tipo di passata dobbiame seguire una specie di percorso sulla zona del bordo dell’utensile e la corsa deve essere di ¼ del diametro sia in avanti sia indietro. Per il nostro specchio, che ha un diametro di 300 millimetri, andare in avanti e indietro di 75 millimetri. In questo caso non si parla di “uscire dal bordo dell’utensile una certa misura”, perché si lavora nei pressi del bordo, però ortogonalmente.
Come ho già detto, per semplificare le cose, potete tracciare sulla faccia dello specchio posta verso di voi i soliti riferimenti fatti con il pennarello indelebile. In questo caso può tornare molto utile la tracciatura di una circonferenza di 160 millimetri di diametro, evidenziando bene il suo centro con una idonea marcatura, che sarà anche quello dello specchio.
Fatto questo possiamo iniziare ponendo lo specchio sopra l’utensile, facendo in modo che il centro dell’utensile si trovi a 15 millimetri circa dal bordo dello specchio, considerando come bordo di lavorazione valido quello alla vostra sinistra.
Facendo riferimento alla figura, la posizione di partenza dello specchio deve essere all’incirca corrispondente al punto centrale del lato AB dell’ipotetico esagono che segna il percorso, a circa 15 millimetri dal bordo sinistro dell’utensile.
Vi ricordo ancora che il percorso può essere una esagono, un ottagono, un decagono ecc.
La forma esagonale presa da noi in cosiderazione è solo d’esempio, perché dal punto di vista grafico è per la sua semplicità maggiormente esplicativa.



La posizione delle mani sullo specchio

Ora vediamo come dobbiamo mettere le mani: la sinistra sul bordo sinistro dell’utensile con l’indice, medio, anulare che appoggiano sul bordo ad impugnarlo, il pollice sopra, sempre nell’area del bordo della faccia dello specchio che guarda a voi. Questa mano guiderà lo specchio nella sua traslazione sopra all’utensile, senza però applicare pressione. La sinistra verrà posta sopra il vetro, in maniera simile alla corsa 1/3 Centro su Centro, quindi con il pollice e parte del palmo, però un po’ più spostata verso il centro, facendo più che altro pressione in questo punto.

Le prime passate

Premetto anzitutto che nella descrizione mi riferisco sempre al disegno che vedete al pragrafo precedente. A questo puno iniziamo il nostro movimento avanti – indietro, nel nostro caso ampio 75 millimetri in entrambe le direzioni, seguendo il percorso AB . Tornando un attimo alla pressione, questa deve essere considerevole: non esistate, se lo ritenete necessario, a dare tutta quella del vostro corpo ! Anche la postura è abbastanza importante: ponetevi vicino al bordo del supporto, con le braccia parzialmente ripiegate, tenendole accostate ai fianchi. Così facendo riuscirete a regolare bene la pressione del vostro corpo sullo specchio.
Gli abrasivi di grana considerevole come l’80 che usiamo noi hanno bisogno di notevole pressione per poter lavorare correttamente. Vi accorgerete dal rumore fatto se state procedendo correttamente: dovete sentire qualche cosa di molto simile a quando usate la cartavetrata su una superficie dura, tipo metallo o simile. Date alcune passate, cercando di applicare pressione quanto più possibile costante, sempre però, lo ricordo ancora, concentrata al centro dello specchio. Durante le passate il rumore generato diminuirà progressivamente, fino a spegnersi quasi totalmente. In pochissimi minuti (di solito 3 o 4) l’azione dell’abrasivo terminerà, costringendoci a pulire e a rimettere abrasivo fresco con acqua. Con probabilità riuscirete a dare in totale circa 10 passate, prima che l’abrasivo perda efficacia. Dovete comunque valutare voi stessi quando è necessario rinnovare la miscela abrasiva, in base al rumore generato e all’attrito presente. Non è detta che siano 4, 5 o 8 passate: tutto è correlato alla velocità con la quale si consuma l’abrasivo. Prima però di continuare facciamo una delle operazioni basilari, cioè ruotare su stesso lo specchio di circa 45 gradi. Non dimenticate anche di ruotare la piattaforma rotante del supporto di lavorazione, in modo che è possibile procedre nella direzione del lato BC dell’esagono immaginario di riferimento, tracciato idealmente sull’utensile. Questo sempre se disponete del pianale rotante. Se invece avete un supporto fisso dovete ruotare vuoi stessi intorno al tavolo della quantità necessaria prima indicata.
Riguardo all’entità di rotazione dell’utensile, se volete seguire un percorso ad esagono come quello indicato, dovete ruotare di 30 gradi.
L’entità di rotazione delle parti non è necessario che venga fatta con grande precisione: i gradi indicati si debbono intendere come approssimativi.
L’importante è solo che la rotazione venga effettuata con regolarità.

Proseguendo nella sbozzatura

Tornando di nuovo alla prosecuzione della lavorazione: abbiamo fatto la prima serie di passate, pulito, sostituito l’abrasivo, ruotato lo specchio. Ci apprestiamo ora a lavorare lungo il lato BC. Per fare questo disponiamo il centro dello specchio sempre a 15 millimetri circa dal bordo sinistro. Di nuovo facciamo un’altra serie di passate con le stesse modalità. Alla fine puliamo di nuovo, rimettiamo abrasivo, rotazione specchio e avanti in direzione CD. Continuate così fino a che non avete ripetuto l’intero percorso per due o tre volte. A questo punto lavate bene sia l’utensile sia lo specchio e provate vedere se al centro di quest’ultimo sta comparendo una depressione, segno evidente che state scavando il vetro.
Provate con la dima di che entità è e se si presenta più o meno regolare. Chiaramente utilizzando la dima potrete in queso caso valutare solo la corretta curvatura centrale, che in ogni modo ci darà un’idea se stiamo procedendo correttamente.

Ultima modifica di astrotecnico : 22-02-11 10:43.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Vecchio 22-02-11, 12:15   #24
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Continuando la sbozzatura

Se le misure con la dima hanno dato esito positivo, potete continuare con lo stesso procedimento, variando solo la posizione iniziale del centro dello specchio sull’utensile. Quindi per questo nuovo ciclo, per iniziare le passate, ogni volta porterete il suo centro a circa 30 millimetri dal bordo sinistro dell’utensile, insistendo a lavorare in questa nuova posizione, ripetendo l’intero percorso per altre due o tre volte. Poi di nuovo misura con la dima.
In pratica vedrete che lo specchio si approfondirà sempre più, prendendo la forma più o meno regolare di una sfera.
E’ chiaro che al momento la forma sarà piuttosto primitiva rispetto ad una vera sfera. Infatti è generata da tutta una serie di approfondimenti zonali successivi, che però, come potete facilmente intuire, non sono molto regolari come forma. Però questo non è al momento molto importante in quanto successivamente, con passate 1/3 Centro su Centro, sarete in grado di pervenire ad una buona forma . Per ora il vostro scopo è solo quello di arrivare prima possibile alla profondità voluta che , lo ricordo, è di 2.6 millimetri. Pertanto continuerete in questo modo fino a che non arrivate alla misura citata.
La sola variazione che apporterete è quella di spostare, dopo ogni ciclo di percorso ripetuto, il centro dello specchio di altri 15 millimetri dal bordo sinistro dell’utensile, rispetto alla misura precedente, quindi nel nostro caso a 45 millimetri.
Così facendo oltre che approfondirla, si allarga anche l’area della depressione. Si potrà poi tornare a 15 millimetri, poi a 30 e infine a 45, fino a che non si raggiunge la profondità corretta.
I controlli vanno fatti sempre con la dima, che risulterà sempre più aderente alla forma sferica mano mano che la profondità aumenta.

Ultima modifica di astrotecnico : 22-02-11 12:18.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Vecchio 23-02-11, 08:17   #25
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Un sintetico “ripassino” sulla sbozzatura grossolana


Le operazioni da fare sono le seguenti:

- smussare i vetri (utensile e specchio) con panetto d’abrasivo e acqua (ampiezza 1.5 millimetri circa)
- fissare l’utensile al piano di lavoro interponendo il disco di mollettone
- se si vuole, fare la prima prova con passata 1/3 Centro su Centro oppure passare direttamente alla passata cordale, iniziando con il percorso AB (vedi istruzioni dettagliate)
- continuare sempre con la cordale sui percorsi BC, CD, DE, EF
- ricordare di tanto in tanto di verificare la smussatura dei vetri e se necessario rinnovarla
- dopo due o tre cicli completi di percorso verificare della profondità con la dima o altro
- continuare con la cordale, ripetendo iil percorso già indicato, fino a che non si raggiunge la profondità voluta
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Vecchio 23-02-11, 10:09   #26
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Qualche indicazione ulteriore sull’uso degli abrasivi

Prima di continuare la lavorazione possiamo aggiungere qualche cosa sugli abrasivi, soprattutto per quello che riguarda lo smaltimento di quelli usati.
Gli abrasivi sono considerati un prodotto chimico, quindi è bene capire come poterli adeguatamente trattare una volta utilizzati.
Da notare che sono stati classificati dalla CE come “prodotti non pericolosi”. Però sono comunque dei “rifiuti speciali” pertanto non possono essere gettati direttamente nel cassonetto della spazzatura.
E ovvio che noi ne useremo quantità piuttosto limitate, quindi questo problema è relativo. Comunque nei Comuni sono in genere sempre presenti delle “isole ecologiche” dove è possibile portare dei contenitori con sostanze chimiche per un corretto trattamento, quindi se avete dubbi, vi consiglio di rivolgervi a chi di dovere per sapere come dovete comportarvi.
Tornando a noi, durante la lavorazione, è normale che dai bordi dei vetri tenda a fuoriuscire una certa quantità di miscela abrasivo – acqua. Questa mistura contiene naturalmente anche dei piccolissimi frammenti di vetro, provenienti dalle fratture che gli abrasivi provocano sulla superficie durante la lavorazione.
Ma la cosa più interessante è che la capacità di abradere di queste polveri non si si esuarisce. Infatti i granuli di abrasivo durante la lavorazione tendono a frantumarsi in pezzi più piccoli, che comunque mantengono le loro caratteristiche. Da questo ne deriva che i liquami di lavorazione contengono dell’abrasivo più fine, che può essere riutilizzato proficuamente con semplice processo che è chiamato elutriazione. Questo è una specie di decantazione selettiva, che vedremo successivamente in dettaglio.
In ogni caso vi consiglio di:
- non gettare mai i liquami di lavorazione nel lavandino, sia perché, come abbiamo già detto, sono sostanze chimiche, sia per il fatto che tendono ad aderire alle tubature e una volta disseccati diventano molto duri e possono in breve otturare lo scarico, con conseguenze immaginabili
- conservarli in contenitori ben chiusi, ovviamente separati per grana, per un successivo riutilizzo

Dal punto di vista sanitario, abbiamo accennato qualche cosa all’inizio di questo tutorial. Ora completiamo tutte le indicazioni in merito.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Nome commerciale
carborundum

Identificazione dei pericoli
non classificato pericoloso in base alle direttive CE.

Composizione/informazioni sugli ingredienti Caratterizzazione chimica
Solido inorganico

Formula molecolare
SiC = 40.10 g/mol

Misure di primo soccorso

- Contatto con gli occhi - Lavare bene con abbondanti quantità d`acqua. Se il disagio continua, consultare un medico.
- Inalazione - Allontanare l'infortunato dalla fonte pericolosa.
- Contatto con la pelle - Lavare bene con acqua e sapone.
- Ingestione - Risciacquare la bocca con acqua. In casi gravi consultare un medico.

Misure antincendio - Rischi speciali

Non combustibile.

Per non danneggiare l'ambiente

Misure in caso di fuoriuscita accidentale:
Indossare appropriati indumenti protettivi.
Spazzare e smaltire con cautela secondo le disposizioni della legge locale.
Per grandi quantità rovesciate, lo spargimento va contenuto usando sabbia o terra e sia i liquidi che i solidi vanno poi portati in contenitori di recupero. Eventuali residui vanno trattati come piccole quantità rovesciate.

Manipolazione e stoccaggio
Manipolazione:
Lavare mani e viso dopo aver lavorato con la sostanza.

Stoccaggio
Conservare a temperatura ambiente (temp. consigliata: 15-25°C).
Conservare ben sigillato e protetto dalla luce diretta del sole e
dall'umidità.

Controllo dell'esposizione/protezione individuale
Limiti di esposizione (Italia) 3 mg/m3 - Silicio carburo, frazione respirabile

Equipaggiamento di protezione
A secondo delle situazioni e delle quantità manipolate. Sono preferibili misure techniche di controllo e di prevenzione delle
esposizioni quali: isolamento dei processi, ventilazione meccanica.
Protezione respiratoria: Maschera antipolvere * quando sono generate polveri.
Ventilazione: Estrattore
Protezione delle mani: Guanti di Gomma o plastica
Protezione degli occhi: Occhiali a tenuta, visiera facciale.
Altre protezioni: Grembiuli, stivali e manicotti di plastica nella manipolzione di notevoli quantità.

Proprietà fisiche e chimiche
Informazione generale:
Stato: polvere
Colore: verde scuro
Odore: inodore

Informazioni salute, sicurezza e ambientale
Temperatura di fusione 2600°C
Temperatura di ebollizione >2700°C
Densità(g/ml) 3.21
Solubilità in acqua Immiscibile o insolubile
Infiammibilità: Non combustibile.

Stabilità e reattività
nessun dato

Informazioni tossicologiche
- dopo inalazione della polvere: effetto irritante. Possibili effetti: danni ai tessuti
- dopo contatto con gli occhi: sintomi di irritazione locale

Informazioni ecologiche
Non si prevedono pericoli per l'ambiente a condizione che il materiale venga maneggiato e smaltito con la dovuta cura ed
attenzione.

Considerazioni sullo smaltimento

I residui chimici vengono generalmente classificati come rifiuti speciali e come tali sono regolamentati da disposizioni che variano a seconda del luogo. Rivolgersi alle autorità locali preposte allo smaltimento dei rifiuti per consigli oppure ad una società autorizzata allo smaltimento di sostanze chimiche.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
E infine …………… per rincuorarvi !

Non impressionatevi troppo leggendo queste indicazioni !
Sono soprattutto valide per un uso su larga scala del prodoto, quindi a livello industriale. E’ chiaro che per noi le cose sono un po’ diverse perché i quantitativi utilizzati sono modesti.
Insomma usateli con una certa tranquillità, ma ricordatevi che sono comunque prodotti chimici e come tali vanno manipolati !!

Ultima modifica di astrotecnico : 24-02-11 20:20.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Links Sponsorizzati
Telescopi Artesky
Vecchio 23-02-11, 13:22   #27
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Sbozzatura fine e regolarizzazione della forma

Dopo aver raggiunto la profondità richiesta di 2.6 millimetri con la passata cordale, abbiamo bisogno di regolarizzare la forma ottenuta che sarà, come abbiamo già detto, ancora lontana dalla forma sferica voluta. Di questo problema abbiamo già parlato quando abbiamo presentato i tipi di passata.
Passeremo allora ad utilizzare la passata 1/3 Centro su Centro, che consente di continuare ad approfondire il nostro specchio, rettificando la forma fin quì ottenuta. Prima però di proseguire, facciamo ulteriori controlli.

Verifica della qualità della superficie

La verifica della qualità della superficie è importante per rendersi conto se l’abrasivo ha lavorato correttamente, ma anche perché è interessante capire con che modalità agisce. Per fare questo occorre utilizzare una lente di ingradimento da almeno 20x o in alternativa può andare anche un oculare a fuoco corto.
Sarà indispensabile avere anche un torcia elettrica a fascio concentrato, più potente possibile.
Andrà benissimo quella che avete usato per fare le misure con la dima, che presenta le caratteristiche idonee. Ottimo sarebbe disporre anche di un piccolo laser rosso. Prendiamo in mano il nostro specchio e poniamolo di fronte ad una sorgente luminosa qualsiasi: il vetro a questo punto dovrebbe avere un aspetto opale uniforme abbastanza evidente, con una granulosità superficiale considerevole a causa dell’uso di abrasivo a grana grossa. Se cerchiamo di vedere particolari della sorgente luminosa, facciamo molta fatica perché l’effetto di diffusione è alto.
Ora prendiamo la torcia elettrica e illuminiamo da vicino, con il suo fascio, un punto periferico della superficie lavorata del nostro specchio, nei pressi del bordo. Osservando a occhio nudo vediamo che non è più liscia come all’inizio e riflette la luce della lampada in minima parte. Usando la lente proviamo ad osservare meglio: si vedono chiaramente le microfratture provocate dall’abrasivo. Queste lesioni sulla superficie del vetro vengono provocate durante lo sfregamento dei due vetri tra loro dagli spigoli vivi dei granuli di abrasivo. Provate ad osservare con la lente anche qualche granulo di 80: facendo un po’ di attenzione si vede chiaramente che hanno spigoli molto taglienti.
Il vetro viene inciso da questi granuli perché la loro durezza è maggiore. Ora andate ad osservare al centro: l’aspetto della superficie deve essere analoga di quella al bordo. Quando l’azione dell’abrasivo è stata efficacie e corretta, le microfratture devono essere ben distribuite sulla superficie del vetro, praticamente senza soluzione di continuità. Non deve invece destare alcuna preoccupazione la eventuale ampiezza diversa delle microfratture, che è correlata alle dimensioni iniziali e finali dei granuli di abrasivo.
Se avete il laser provate a dare un occhiata mettendo il fascio radente alla superficie: ne vedrete ancora più chiaramente l’aspetto. Attenzione però ad eventuali possibili riflessioni, anche da oggetti vicini, che possono colpire i vostri occhi: sebbene i laser con potenza inferiore ad 1 mW sono considerati sicuri, è sempre meglio stare, come si suol dire, “in campana” !

Qualche utile considerazione sull’uso della dima

Abbiamo descritto già l’uso della dima per la verifica della profondità. Ora possiamo integrare quanto già detto con ulteriori informazioni.
La dima deve essere posta, per effettuare una misura corretta, direttamente sul diametro dello specchio. Non solo: deve essere tenuta ben perpendicolare. Inoltre questa misura deve essere fatto in almeno due direzioni ortogonali tra loro. Mi spiego meglio: bisogna fare la misura relativa al massimo diametro e poi ripeterla ruotandola di 90 gradi. Questo ci permette di fare una misura con maggiore precisione, facendoci anche capire il grado di irregolarità della superficie, oltre alla presenza, malaugurata, di astigmatismo indotto durante la lavorazione.
Il filo della dima deve essere quanto più aderente al profilo del vetro in entrambe le direzioni considerate. Meglio ancora è fare la misura ogni 45 gradi. Così facendo si ha un’idea abbastanza realistica di come effettivamente si presenta la forma.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Fatte queste precisazioni possiamo tornare alla lavorazione, proseguendo con la prima regolarizzazione della forma.
Andiamo !

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Come abbiamo già detto siamo arrivati alla profondità voluta, ma ora dobbiamo migliorare la forma con l’uso della passata 1/3 Centro su Centro. Usiamo pertanto ancora abrasivo 80 e, dopo avere pulito nel modo ormai consueto, applichiamolo di nuovo. Questa volta lo distribuiremo equamente su tutta la superficie. Aggiungiamo acqua fino ad arrivare alla consistenza ormai nota di crema e andiamo avanti con le passate 1/3 Centro su Centro, esattamente come abbiamo fatto nella prova prima di inziare la sbozzatura. Quindi all’inizio centro dei vetri sovrapposti, poi specchio avanti, uscita dal bordo dell’utensile di 50 millimetri, quindi indietro fino a uscire della stessa quantità dal bordo dietro dell’utensile. Tenete presente, che in caso di necessità, potete al massimo allungare la corsa fino ad ½ del diametro. Non superate questa ampiezza massima, altrimenti correte il rischio di iniziare a generare il temuto bordo ribattuto ! Ricordatevi che allungando la corsa si approfondisce il bordo, riducendola il centro. Regolando quindi la lunghezza della corsa è possibile regolare anche la forma e le irregolarità fatte nell'uso della passata cordale spariranno presto. Come pressione è sufficiente quella del peso dello specchio e quella della mani, quindi di entità moderata. Come al solito continuate fino a che l’abrasivo lavora correttamente, pertanto fate attenzione al rumore generato e all’attrito. Quando giudicate che è il momento giusto, separate i vetri, pulite, caricate di nuovo abrasivo. Ora prima di iniziare di nuovo con le passate ricordatevi di ruotare lo specchio di 45 gradi e l’utensile altrettanto. Se volete potete anche ruotare lo specchio in una direzione e l’utensile in quella opposta. Dopo aver fatto fare una intera rivoluzione su stesso sia allo specchio sia all’utensile, quindi dopo un ciclo completo di passate, verificate con la dima se la superficie si sta regolarizzando e come. Ad essere rigorosi la dima che avete fatto è valida per una profondità di 2.6 millimetri, pertanto continuando a lavorare abbiamo un cambiato, sia pur di poco, il raggio di curvatura. Quindi la dima che abbiamo fatto non consentirebbe una misura precisa. Però il materiale che andremo nel complesso ad asportare durante questa regolarizzazione della superficie è poco, quindi possiamo comunque considerarla valida. Dopo aver fatto le misure regolatevi di conseguenza con l’ampiezza della passata necessaria. Se ci si accorge di essersi discostati troppo dalla profondità voluta, quindi di avere approfondito troppo, basta semplicemente invertire la posizione dei vetri, specchio fissato al pianale e utensile sopra, per diminuire la profondità. A questo punto capite che si si fanno errori sulla lunghezza focale o sulla forma complessiva dello specchio è sempre possibile correggere invertendo i vetri. Questo è valido sia con con gli abrasivi sia con la pece e l’ossido di cerio. E’ un concetto molto inportante: tenetelo sempre ben presente.
Se volete, potete anche adottare una tecnica leggermente diversa: non arrivate direttamente a 2.6 millimetri con la passata cordale, ma vi fermate appena prima, diciamo a 2.3 – 2.4 millimetri e poi arrivate alla profondità giusta con la 1/3 Centro su Centro.
Questo però vi costringe, sempre ad essere dei puristi, a fare una dima con il raggio di curvatura diverso da quello preso in cosiderazione oppure a fare misure di profondità in altro modo. Insomma vedete voi come vi sembra meglio. Comunque, per raggiungere una buona forma a questo punto della lavorazione, sarete costretti con molta probabilità a invertire più volte la posizione dei vetri.
Io, da parte mia, posso dire che apprezzare una differenza del decimo con la dima non è semplice, quindi il fatto che questa è tagliata per un raggio di curvatura relativo ai 2.6 miillimetri oppure per quello inerente i 2.4 millimetri cambia poco ...........
La sbozzatura del resto non deve essere così rigorosa: è sempre un'operazione grossolana. Mi preoccuperei invece di avere nel complesso una buona forma generica della superficie, anche se non ultraprecisa al capello spaccato in quattro !

Ultima modifica di astrotecnico : 24-02-11 07:28.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Vecchio 25-02-11, 10:28   #28
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

E ora iniziamo a fare la sfera sul serio: la sbozzatura fine.

Ora per questa nuova operazione cambiamo abrasivo, passando al 120, quindi per prima cosa questa volta laviamo lo specchio, l’utensile e il supporto di lavorazione molto accuratamente. Verificate anche che sotto i tasselli di bloccaggio dell’utensile: se ne vedete, rimuoveteli e lavateli. Io vi consiglio in ogni casi di smontarli e provvedere comunque alla loro accurata pulizia. Rimuovete insomma qualunque minima traccia di abrasivo. Lavate accuratamente anche il disco di mollettone e non dimenticatevi di pulire bene anche il tavolo oltre ogni attrezzatura presente su di esso, che potrebbe essere venuta in contatto con l’abrasivo grana 80. Per pulire oggetti che si possono rovinare bagnandoli, potete usare un comune pennello. Consiglio: spolverate fuori dalla finestra.
Verificate anche i vostri indumenti: se presentano tracce di liquami, cambiatevi, perché quando queste si asciugano, rilasciano polvere abrasiva …..
Togliete il contenitore dell’80 e riponetelo. Probabilmente (spero !) non ne avrete più bisogno, almeno fino al prossimo specchio !
Lavate molto bene anche la spugna e il contenitore usato per l’acqua. Io, per evitare qualunque problema, vi consiglio di usare una spugna di pulizia diversa per ogni abrasivo che usate, così evitate ogni genere di inquinamento.

Ricordatevi che da questo momento in poi ogni singolo granulo di abrasivo con grana più grossa di quello in uso che va a finire tra i vetri, o peggio ancora, nello stesso abrasivo impiegato in quel momento, provocherà dei danni tali che sarete costretti, come minimo, a tornare all’abrasivo precedente per ritoccare la superficie. Però così facendo spesso, purtroppo, si modifica la forma, quindi nuovi controlli, correzioni ecc. E più si va avanti con gli abrasivi fini, peggio è …………. Pensate ad un granulo di 80 che si insinua tra i vetri mentre state usando un 1000 !!
Quindi pulizia al limite estremo e precisione nelle operazioni sono un dovere ………

Con questo abrasivo, il 120, andremo alla profondità al centro finale, che per il nostro specchio è di 3.75 millimetri. Quindi in pratica passeremo da 2.6 a 3.75 millimetri. Il potere abrasivo della grana 120 è considerevole e ci consente di raggiungere con una certa rapidità questo risultato. Per fare un paragone della capacità abrasiva del 120 rispetto all’80, considerate che per uno specchio con focale maggiore e di diametro minore, diciamo un 200F6, il 120 può essere direttamente utilizzato con la passata cordale, quindi per la sbozzatura grossolana.
Per quello che riguarda la misura della nuova profondità da raggiungere la cosa più semplice è quella di costruire un’ulteriore dima adatta al nuovo raggio di curvatura. Però è possibile iniziare a fare qualche misura anche con la luce, verificando a che distanza si trova il fuoco. Vedremo come durante le operazioni.
Per il momento vi consiglio di realizzare la nuova dima con raggio di curvatura 3000, che ci tornerà utile in ogni caso.

Fissiamo di nuovo l’utensile sul pianale di lavorazione, avendo sempre cura di non serrarlo troppo. Non dimentichiamo di mettere sotto il disco di mollettone.
Provvediamo poi a mettere la prima quantità di abrasivo 120 sulla superficie dell’utensile. Le operazioni sono analoghe a quelle già fatte: distribuire equamente sulla superficie, acqua a gocce, raggiungere la consistenza crema. La passata da usare è 1/3 Centro su Centro, senza colpi di polso, mani come al solito, pressione medio - bassa. Basta quella dell’utensile o poco più: le mani in questo caso devono più che altro guidare la traslazione dello specchio sull’utensile. Si cambia la postura, perché, come abbiamo detto, non serve più grande pressione. Quindi ci si pone con le braccia protese in avanti, inclinate verso il basso, il corpo leggermente proteso in avanti. Si inizia con le passate, con calma: ricordatevi che se volete una buona superficie, non dovete lavorare con fretta ! Per dare un’idea della velocità con cui dovete lavorare, fate al massimo sulle 50 – 80 passate per ogni ciclo di lavorazione, cioè per ogni rotazione completa su se stesso sia dello specchio sia dell’utensile. Si prosegue fino a che l’abrasivo è efficacie. Il concetto di verifica è sempre quello: rumore e attrito, anche se ora sarà è da tenere più che altro in considerazione l’attrito, perchè il rumore è di gran lunga inferiore. E allora si dice che si lavora fino “alla seccata”. Vi ricordate che cosa significa ? La seccata è il momento in cui la miscela abrasiva perde quasi completamente il contenuto d’acqua.
Vi accorgerete sicuramente quando questo succede, perché, oltre che è ben visibile il fenomeno di essiccazione dell’abrasivo, si sente molto bene il cambio d’attrito. Però attenzione: non arrivate a far seccare completamente l’abrasivo, perché così facendo si potrebbe generare una superficie con delle piccolissime ondulazioni, che poi ne infirmano pesantemente la qualità.
Dopo alcune passate, diciamo da 6 a 8 circa, si ruotano lo specchio e l’utensile di 20 – 30 gradi, pulizia, nuovo abrasivo, continuando con altre passate fino alla nuova seccata. Dopo due o tre cicli completi , è il momento di ispezionare la superficie per vedere se i segni lasciati dalla grana 80 stanno mano mano andando via. Quindi lavate lo specchio accuratamente e verificate la superficie lavorata con l’aiuto della lente e la torcia elettrica. Se tutto procede regolarmente noterete la riduzione delle tracce lasciate dall’80. Inoltre dovete sempre continuare a misurare la profondità raggiuta con la nuova dima. E’ chiaro che se ad un certo punto vi accorgete di essere andati troppo profondi, come abbiamo già detto, invertite la posizione dei vetri e continuate con le stesse passate e la stessa procedura. Vi accorgete presto che per arrivare ad una buona forma sferica e alla corretta focale, sarete costretti a fare alcune di queste inversioni della posizione dei vetri, regolando la passata come necessario, senza però eccedere, ve lo ricordo ancora, ½ del diametro.

Ultima modifica di astrotecnico : 25-02-11 11:00.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Vecchio 26-02-11, 09:47   #29
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Riflessione sull'ampiezza delle passate, rotazione dei vetri ecc.

Avete visto che io ho parlato di questi argomenti in maniera, se vogliamo, anche troppo rigorosa, in quanto ho detto che l'ampiezza delle passate deve essere di una certa entità, la rotazione dei vetri deve essere di X gradi, il numero delle passate per ciclo Y e così via.
Ora, per smitizzare un pò la cosa, e anche per incoraggiarvi, posso dire che per esempio nella sbozzatura sia grossolana sia fine, l'ampiezza della passata non deve essere di 1/2 del diametro e 1/3 del diametro con precisione maniacale. Basta che nella media siamo in questo ordine di grandezza. La legge delle medie sistemerà la situazione. Questo è valido più o meno in tutte le fasi della lavorazione. Pertanto non è il caso di stare a contare tot millimetri precisi di passata: basta che siamo più o meno su quella misura. Anzi soprendentemente è controproducente essere molto precisi in queste misure, perchè si rischia di fare errori periodici ! Incredibile, vero ?
La stessa cosa vale per la rotazione dei vetri durante la lavorazione: non conta la quantità di rotazione assoluta ma il fatto che questa viene fatta ........ insomma se fate 20 o 30 gradi conta relativamente. L'importante è non dimenticare mai di farlo !!!!!!
Anche per il numero di passate per ciclo di lavorazione è la stessa cosa: dovete solo lavorare piano se volete buoni risultati .......... non c'è altro modo ....... la rapidità in questo lavoro ve la dovete scordare !!!

Le passate vanno date con velocità il più possibile costante, senza fare le classiche accelerate che spesso un novizio è portato a compiere, pensando di finire prima il lavoro ........
A volte sento dire cose tipo "Perchè ci vuole tanto lavoro ? Non è possibile ........ vuol dire che c'è qualche cosa di sbagliato ! Se un professionista ci mette tutto questo tempo non guadagna nulla !". Queste sono frasi che lasciano il tempo che trovano: chi lo fa per lavoro per prima cosa ha un'esperienza di anni e questo gioca non poco .... Inoltre usa metodi più veloci per lavorare: per esempio nella sbozzatura utensili diamantati montati su una fresa apposita oppure delle patine metalliche. A livello di grosse aziende usano macchine sbozzatrici e lucidatrici a controllo numerico ecc.
Quindi fare questo paragone è fuori luogo.

Questo genere di attività fatta a livello amatoriale richiede pazienza, tempo e costanza. Sono sicuro che se fate così i risultati ci saranno.
Sarà un'emozione grandissima quando farete la "prima luce" del vostro telescopio !!!

Un aneddoto: G.W.Ritchey, grande ottico americano, costruttore del 100" di Monte Wilson, era talmente spaventato di non aver fatto bene il suo lavoro, che all'inaugurazione di questo strumento non presenziò, per paura di una brutta figura !
Fu un successo enorme .........

Ancora buon lavoro a tutti e grazie veramente di cuore per la vostra attenzione

Ultima modifica di astrotecnico : 26-02-11 09:51.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Vecchio 28-02-11, 10:01   #30
astrotecnico
Utente
 
Data di registrazione: Jun 2005
Ubicazione: Perugia
Messaggi: 950
Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Come verificare se state lavorando bene

Questo è un paragrafo molto importante perché la verifica che si sta la lavorando correttamente è essenziale sia durante la sbozzatura grossolana sia nelle successive fasi.
Il nostro intento è quello di capire se effettivamente stiamo generando una forma sferica. Un buon contatto tra l’utensile e lo specchio è segno evidente che i vetri sono di forma sferica.

Anzitutto osserviamo che, durante la sbozzatura grossolana, tra i vetri, si formano delle bolle. Queste ci possono dare valide indicazioni in merito. Le bolle ovviamente si generano dove c’è scarso contatto tra i vetri. In particolare, se guardate attentamente, una più grande si forma al centro mentre perifericamente sono più piccole. Mano mano che l’abrasivo si frantuma diventano sempre più piccole, in quanto le due superfici si avvicinano. Se le bolle si concentrano in un determinato punto e se quella al centro continua ad essere di notevoli dimensioni, significa che in quel punto le superfici non sono accostate. Se si osserva come si comporta l’abrasivo in questa situazione ci si accorge che, mentre al bordo si presenta ben frantumato, al centro i granuli ancora sono di notevole dimensione. Inoltre la presenza d’aria al centro provoca un effetto “ventosa” sui vetri, tenendoli in un certo senso incollati. Quando è assente questo effetto d’incollaggio, significa che le superfci sono aderenti e quindi la forma è buona.
Anche in fase di sbozzatura fine, è molto utile vedere come procedono le cose. Uno dei sistemi più semplici per accertarlo è quello detto “sharpie test”, che noi possiamo chiamare “test del pennarello”.

Per farlo è molto semplice: per prima cosa lavate accuratamente da ogni residuo di abrasivo sia lo specchio sia l’utensile, ma anche il piano di lavoro. Asciugate accuratamente i vetri. Prendete un pennarello indelebile con punta a scalpello e tracciate sullo specchio una griglia con maglie di lato circa 10 millimetri. Poi fissate lo specchio al piano di lavoro e bagnatene leggermente la superficie. Ora prendete l’utensile e ponetelo appoggiato sullo specchio, in modo che i centri dei vetri corrispondano. Fate ora una serie di corse molto corte in diverse direzioni. Diciamo che 5 o 6 passate da 10 – 15 millimetri di sbordatura specchio – utensile vanno bene. Se per caso sentite rumore anomalo dal normale strisciamento di vetro su vetro, smettete subito di fare le passate e pulite di nuovo i vetri ! Questo significa che tra le superfici si sono insinuate particelle estranee ! Eviterete così vistosi segni anomali sulle superfici !

Ora separate i vetri e osservate come la griglia è stata cancellata dallo sfregamento. Dove la cancellazione non è avvenuta o è parziale, significa che in quel punto non sono in contatto e quindi la forma sferica non è corretta.
E’ il rimedio ?? Tranquilizzatevi ! E’ perfortuna non difficile ! Se la griglia tende a scomparire al bordo e non al centro dovete accorciare le passate; viceversa se scompare al centro e non al bordo, allungarle. Se poi notate la scomparsa della griglia in alcuni punti sì in altri no, un po’ a macchia di leopardo, significa che ancora la forma è lontana dalla sfera. Quindi dovete lavorare a sfericizzare con la 1/3 Centro su Centro. Tutto questo deve essere fatto curando di restare nella lunghezza focale giusta e adottando l’inversione dei vetri se si notano scostamenti.
La prova del pennarello può essere ripetuta più e più volte senza alcun danno per i vetri. Può essere fatta anche con gli abrasivi.

Ultima modifica di fonta16 : 14-06-11 21:19.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Rispondi


Links Sponsorizzati
Geoptik

Strumenti della discussione
Modalità  di visualizzazione

Regole di scrittura
Tu non puoi inserire i messaggi
Tu non puoi rispondere ai messaggi
Tu non puoi inviare gli allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

codice vB è Attivo
smilies è Attivo
[IMG] il codice è Attivo
Il codice HTML è Disattivato


Tutti gli orari sono GMT. Attualmente sono le 05:31.


Powered by vBulletin versione 3.6.7
Copyright ©: 2000 - 2018, Jelsoft Enterprises Ltd.
Traduzione italiana a cura di: vBulletinItalia.it