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Vecchio 14-04-19, 01:10   #1
Erasmus
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Predefinito Confindustria e Sindacati assieme: Appello per l'Europa

Il solo fatto che Confindustria e Sindacati (CGIL, CISL e UIL) sottoscrivano il medesimo testo è qualcosa che fa riflettere! Io non ho rocordi che sia sucesso altre volte. Comunque, che succeda una cosa simile è segno di trovarci in una brutta "congiuntura"!

Potete leggere l'Appello per l'Europa
– Nel sito-web della Confindustria ––> Appello per l'Europa
– Nel sito-web della CGIL ––> Appello per l'Europa
– Nel sito-web della CISL ––>Appello per l'Europa
Nel sito-web della UIL si parla dell'Appello per l'Europa ma non c'è il testo (e l'articolo che ne parla non rende affatto l'idea del contenuto dell'appello ... e – secondo me – cade in una inutile retorica di parole stra-udite). Comunque dell'Appello si parla:
– Nel sito-web della UIL ––> Cgil, Cisl, Uil e Confindustria firmano l’Appello per l’Europa

Trascrivo il testo che sta nella pagina ad hoc del sito della Confindustria:
08 Aprile 2019|Europa, Presidente
Oggi a Roma abbiamo incontrato i leader di CGIL, CISL e UIL per costruire insieme un Appello per l’Europa.
Un documento che mette al centro l’idea di una nuova Europa che si fonda su due assi:

l’identità europea, da rafforzare con una grande stagione riformista
la centralità del lavoro, come leva di sviluppo e coesione sociale
Il progetto dell'Unione Europea deve essere rilanciato in tutta la sua portata di civiltà, cruciale per affrontare le sfide e progettare un futuro di benessere per l'Europa che è ancora uno dei posti migliori al mondo per vivere, lavorare e fare impresa.

Sono tempi incerti, instabili, travagliati per l'Unione europea e per il mondo.

Le conseguenze economiche e sociali della crisi degli anni recenti e delle politiche di rigore pesano ancora sui cittadini, sui lavoratori e sulle imprese.

Urge accelerare il processo di integrazione europea, da perseguire anche se sarà necessario coinvolgere i Paesi membri in tappe e tempi diversi avviando un percorso costituente, comunque necessario.

È già accaduto nel 1957 con i sei paesi fondatori; è successo nel 1998 con la creazione dell’Euro.

Nel nostro ruolo di parti sociali, continueremo a contribuire ad un progetto europeo di successo e ad un'Europa unita che garantisca una crescita sostenibile ed inclusiva, un contesto di benessere a lavoratori e imprese, proponendo iniziative che migliorino le condizioni di vita e di lavoro ed offrano un futuro migliore a tutti i cittadini europei.

Insieme a CGIL, CISL e UIL riteniamo importante che i deputati italiani che verranno eletti al Parlamento Europeo si occupino prioritariamente di:

• unire persone e luoghi in Europa
• dotare l’Unione degli strumenti per competere nel nuovo contesto globale
• potenziare la rete di solidarietà sociale europea
• sviluppare il dialogo sociale e la contrattazione a livello europeo
Per queste ragioni esortiamo i cittadini di tutta Europa ad andare a votare alle elezioni europee dal 23 al 26 maggio 2019 per sostenere la propria idea di futuro e difendere la democrazia, i valori europei, la crescita economica sostenibile e la giustizia sociale.


Allegato a questo testo c'è un documento in PDF con il testo dell'ìAppello
––> Testo "Appello per l'Europa"

Trascrivo un commento all'Appello di Roberto Castaldi. (personaggio da me citato altre volte), docente alla Scuola Superiore di Pisa nonché "federalista DOC". Il copmmento è stato pubblicato su tutti i giornali del gruppo "Espresso", ma non perfettamente uguale, bensì adattandone lunghezza e titolo.[Quello che trascrivo viene da "Il Tirreno"].
L’appello di sindacati e industriali per una Ue più forte
Nella confusione del dibattito italiano - in cui i vice-premier attaccano continuamente l’Unione Europea, alcuni membri della maggioranza minacciano l’uscita italiana dall’Euro o dall’Ue, e il Presidente della Commissione Juncker è costretto a denunciare le bugie sull’Europa di membri del governo - è di grande importanza che Cgil, Cisl, e Uil e Confindustria abbiano lanciato un comune Appello per l’Europa. La riflessione di fondo è semplice: nonostante i suoi limiti l’Unione Europea è il nostro migliore e più efficace strumento per promuovere la crescita economica e sociale, per difendere i nostri interessi e valori di fronte alle potenze mondiali, tutte Stati di dimensioni continentali, come USA e Cina.

Nell’ultima legislatura l’Ue attraverso il Piano Juncker, cioè il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici, ha mobilitato oltre 350 miliardi di investimenti, circa il 2% del Pil europeo. L’Italia è stata il secondo maggiore beneficiario (pur essendo la 4° economia) con oltre 63 miliardi di investimenti ricevuti: molto più degli investimenti pubblici nazionali nello stesso periodo. Così come senza l’azione della Banca Centrale Europea il costo del nostro debito pubblico sarebbe stato molto più alto e gravoso. Lungi dall’essere un freno, l’Ue ha evitato all’Italia una crisi ancora peggiore.

Per questo da un lato sindacati e Confindustria fanno una serie di proposte specifiche su quali politiche l’Ue dovrebbe realizzare. Dal completamento del mercato unico, ad una politica industriale europea; dal rilancio degli investimenti, da finanziarie con imposte e debito pubblico europeo, all’armonizzazione fiscale; da una politica estera ad una politica delle migrazioni europee; al rafforzamento delle politiche sociali e di coesione. E si rendono conto che ciò comporta delle profonde riforme istituzionali e un vero “trasferimento di sovranità”.

Per questo chiedono di avviare «un percorso costituente», per completare l’unione economica e monetaria, realizzare l’unione politica e rendere l’Ue responsabile di una vera politica economica e sociale, estera e di sicurezza, delle migrazioni, per poter far fronte alle grandi sfide sul tappeto, che nessuno Stato membro può affrontare con successo. Sono in gioco le grandi conquiste della civiltà europea moderna. E serve un colpo d’ala per completare il processo di unificazione europea.

Qualche mese fa in un convegno internazionale un grande investitore ha detto che stava disinvestendo massicciamente dall’Italia, perché non c’era più una classe dirigente consapevole del fatto che l’ancoraggio europeo era essenziale per lo sviluppo del Paese. L’Appello dei sindacati e di Confindustria è un segnale importante verso l’opinione pubblica italiana ed internazionale: quella consapevolezza loro ce l’hanno e si impegnano per ricostruirla e diffonderla nel Paese.

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Erasmus
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Ultima modifica di Erasmus : 22-06-19 08:34.
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Vecchio 14-04-19, 09:07   #2
aspesi
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Predefinito Re: Confindustria e Sindacati assieme: Appello per l'Europa

Forse, non è il posto più adatto...

(Ma da quando sei d'accordo con i sindacati? )


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Le conseguenze economiche e sociali della crisi degli anni recenti e delle politiche di rigore pesano ancora sui cittadini, sui lavoratori e sulle imprese.
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Vecchio 14-04-19, 10:31   #3
nino280
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Predefinito Re: Confindustria e Sindacati assieme: Appello per l'Europa

Si ma che cosa devo disegnare?
Il Bar è chiuso?
Ciao
Attenzione: questa discussione è stata spostata al Bar dell' Osservatorio

Ultima modifica di nino280 : 15-04-19 18:42.
nino280 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 14-04-19, 17:23   #4
Erasmus
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Predefinito Re: Confindustria e Sindacati assieme: Appello per l'Europa

Quote:
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[...] (Ma da quando sei d'accordo con i sindacati?
Io son sermpre lo stesso. Sono loro (i sindacati) che cambiano!
[In particolare, la CGIL – da sempre sulle stesse posizioni del PCI – ha osteggiato l'integrazione europea (su imbeccata sovietica) fino alla svolta imposta da Berlinguer (in vista del "compromesso storico", frustrato poi dalle BR)].
Berlinguer passa per santo e democratico – tale anche per SAT, ancora orgoglioso d'essere stato berlingueriasno –. Non dimentichiamo però che Enricvo Berlinguer è stato pure togliattiano, ossia stalinista fino al 1956 (quando perfino Togliatti ripudiò Stalin, dicendo che prima della denuncia di Kruscev – estate 1956 – dei crimini di Stalin lui non sapeva! [Lui che era stato in Russia per 18 anni [dal '26 al '44], coccolato da Stalin, spettatore incolume di tutti i trombati (e quasi sempre "giustiziati" ) dal "piccolo padre" (che era l'appellativo con cui in tutta Europa era commemorato Stalin dalla sua morte (marzo 1953) fino alla "destalinizzazione" operata nel 1956 da Kruscev). Berlinguer restò filosovietico anche dopo l'invasione della Cecoslovacchia da parte dell'URSS di Bresnev (estate 1968). Come segretario generale del PCI è succeduto a Luigi Longo (rimasto sostanzialmebnte "staliniano"): cosa impossibile allora (1972) se avesse preso le distanze dalle imbeccate provenienti dall'URSS (come fece poco dopo, dopo aver consolidato il suo potere nel PCI). Il definitivo distacco del PCI da Moasca è però della fine del 1981 (provocato dal colpo di stato di Jaruzelski in Polonia, su ordine specifico di Breznev. Ancora nell'estate del 1981 Berlingueer conferì con Castro (in un coloquio durato 7 ore!) dicendosi alla fine d'accordo con Fidel Castro (che espressamente – in quel colloquio – definiva ìla Cina deviazionista e tornata al "capitalismo" e riconosceva l'URSS come guida del Comunismo Internazionale essendo rimasta fedele al Marxismo-Leninismo.
–––––––––
Un aneddoto di cronaca (ormai antica) sulla "qualità" dei "compagni della CGIL".
Ambientazione:
Nella primavera del 1969 i laboratori "R & S" (= Ricerca e Sviluppo) della SIT Siemens sono passati dalla zona di MIlano-San Siro al "Castelletto" (ex–cascina della frazione "Cascine-Olona" del Comune di "Settimo Milanese", 10 km ad ovesrt di Milano). Là c'erano già alcuni "capannoni" della SIT-Siemens dove si fabbricavcano centrali telefoniche tradizionali (elettromeccaniche, di tecnologia tedesca).
Un caporione sindacalista della CGIL (con sede di lavoro al "Castelletto" già da anni) era un certo ing. Manghi, sempre presente dove c'era in corso uno sciopero "di reparto" (cosa assolutamente "quotidiana" perché uno sciopero in questo o quel reparto c'era ogni giorno ... per cui l'ing. Manghi raramente stava al suo posto di lavoro ... ossia non lavorava affatto come "iongegnere metalmeccanico").
Io ero iscritto al MFE da 5 anni. Allora (1969) era ancora in corso la campgna [dei federalisti europei di tutti i paesi della CEE] per l'elezione diretta dei parlamentari europei .
[I membri del PE venivano allora eletti nei parlamenti nazionali tra candidati che erano pure parlamentari].
L'aneddoto
Un giorno che era in sciopero un reparto del palazzo in cui stavano anche i laboratori, l'ing. Manghi venne a far casinio (con un manipolo di agitati scioperanti) nel nostro laboratorio. Ne approfittai per chiedergli cosa ne pensasse lui del Parlamento Europeo, del fatto che parlamentari europei fossero parlamentari nazionali (che quindi percepivano un doppio "onorario"), ecc. E gli raccontai che il MFE stava facendo una sua "campgna" per far sì che i parlamentrari europei venissero eletti direttamente dalla "base", come avveniva per i parlamentari nazionali.
Lui, dopo aver sentenziato la solita tiritera del PCI (che il MEC – così si diceva per intendere CECA, CEE e EURATOM (trattati acomunati dall'atto di fusione [Bruxelles, aprile 1965] delle istituzioni previste dai singoli trattati) – altro non era se non una operazione capitalista osrchestrata dagli USA) mi osservò che lui non poteva aver fiducia in un movimento – si riferiva al Movimento Federalista Europeo del quale io gli avevo detto d'essere un membro – il cui presidente era un democristiano (SIC!). Gli chiesi chi fosse questo presidente democristiano, a me sconosciuto pur essendo iscritto al MFE da 5 anni. E lui, candido: Giuseppe Petrilli!
[Ma Petrilli non era affatto presidente del MFE bensì della sezione italiana del "Movimento Europeo" (che è un coacervo di tutte le forze politiche europee che si dicono "democratiche": dai partiti ai sindacati; e il MFE aderisce pure al ME dove cerca di incanalare le altre componenti in direzione di "maggiore integrazione europea"). Più precisamente, Petrilli era allora presidente del CIME = Consiglio Italiano del Movimento Europeo].
Inutile tentare di spiegare all'ing. Manghi che MFE e ME erano cose ben diverse! Tra l'altro, il manipolo di "scudieri" di Manghi lo stava applaudendo calorosamente guardandomi con occhiate miste di disprezzo e minaccia. Decisi che mi conveniva stare zitto e aspettare che gli intrusi togliessero il disturbo.
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Siamo onesti, aspesi: I sindacati – la CGIL soprtattutto, ma un tantino anche la CISL (e pure la UIL anche se molto meno) – hanno pesantemente contribuito a "scassare" l'economia italiana.
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Mi sono iscritto la prima volta ad un sindacato nel 1969, su invito di Mario Moretti (quello divenuto poi protagonista del sequestro di Aldo Moro). Egli – marxista convinto, ma deluso dal PCI e anche dall'URSS – mi consigliò di preferire la CISL alla CGIL perché la CISL era (secondo lui) meno direttamente influenzata dai partiti non avendo dirigenti parlamentari, mantre la CGIL non era – secondo lui – che il braccio sindacale del PCI, guidata [allora] appunto da Agostino Novella [predecessore di Luciano Lama] parlamentare comunista fin dal 1946 (Camera Costituente) e in tutte le successive "legislature", senza soluzione di continuità. Gli detti retta ... e mal me ne incolse! In una assemblea (retribuita!) coordinata da un emissario della CISL, costui disse pressapoco: «Certo, il voto è libero! E' però evidente che i lavoratori dipendenti che votano per la DC votano contro i propri interessi.».
[E pensare che la CISL era nata come "sindacato democristiano" in opposizione alla CGIL dopo l'attentato a Togliatti (14/07/1948) che causò la paralisi totale dell'Italia pr aver la CGIL indetto uno sciopero generale (di ogni categoria). Ma negli anni '70 le infiltrazioni comuniste nella CISL erano tanto fitte e forti da dar luogo ai tentativi (poi falliti) di riunificazione dei sindacati (cosiddetti "confederali"), ovviamente sotto la cappa della maggioritaria CGIL filio-comunista.
––––
Ultima: quando sono andato in pensione (1994) sono anch'io diventato "sindacalista"! Per qualche anno sono stato membro del direttivo veronese della "Gllda degli Insegnanti" (il sindacato dei soli insegnanti fondato e condotto da Sandro Gigliotti).
Poi ... CGIL e CISL – che, se insieme, avevano negli anni '90 la maggioramnza assoluta anche nella scuola – hanno avuto la bella pensata che non potessero avere voce in capitolo i pensionati! Ossia: Nel sistema "sovietico" da sempre vigente nei sindacati (per cui la base" elegge dei rappresentanti i quali eleggono i dirigenti provinciali i quali eleggono il vertice nazionale [del sindacato] il quale vertice soltanto – praticamente ... sotto il diktat del solo segretario generale – tratta con la controparte ("Patronato"), i pensionati non potevano più casndidasrsi per alcuna funzione! Epperò le retribuzioni dei pensionati sono pure oggetto dei contratti nazionali (ad ogni successiva scadenza di quello in vigore). Alla faccia della democrazia!
––––––––––
Chiedo scusa ... per reagire con lungaggini eccessive alle provocazioni di aspesi.
Il fatto è che ... non ho nulla da nascondere o di cui vergognarmi a riguardo dei miei rapporti (in ambito lavorativio) con colleghi, con superiori, con inferìriori e con sindacalisti.
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Erasmus
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Ultima modifica di Erasmus : 22-06-19 09:14.
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Vecchio 14-04-19, 20:05   #5
aspesi
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Predefinito Re: Confindustria e Sindacati assieme: Appello per l'Europa

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Chiedo scusa ... per reagire con lungaggini eccessive alle provocazioni di aspesi.

–––––––––

Erasmus, cavoli, che memoria hai...

Io, che ho fatto per 4 anni anche il sindacalista (pur lavorando all'ENEL, ero segretario provinciale UILSP e usufruivo dei permessi sindacali, il minimo possibile), frequentavo il congresso nazionale socialista e partecipavo alle discussioni a Roma per il rinnovo contrattuale lavoratori elettrici (per la parte nucleare) e il governo era rappresentato da Donat Cattin, non mi ricordo praticamente più nulla di quegli anni...

aspesi non in linea   Rispondi citando
Vecchio 14-04-19, 23:48   #6
Sat
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Predefinito Re: Confindustria e Sindacati assieme: Appello per l'Europa

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...
Berlinguer passa per santo e democratico – tale anche per SAT, ancora orgoglioso d'essere stato berlingueriasno ...
Non solo sono stato ma sono tuttora comunista di rito Berlingueriano.
Per il resto dovrei correggere alcune tue imprecisioni dovute a ricordi privi di verifica ma va bene lo stesso. Personalmente non amo molto guardare all'indietro e preferisco sempre pensare al futuro. Il passato non lo puoi correggere, cambiare, modificare. Per il futuro, forse, c'è sempre qualcosa che si può fare.
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Vecchio 15-04-19, 00:08   #7
Erasmus
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Predefinito Re: Confindustria e Sindacati assieme: Appello per l'Europa

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Forse, non è il posto più adatto...
Infatti ... credevo di averlo "postato"al Bar dell'Osservatorio. E mi meraviglio di vederlo in Rudi Mathematici ... come se qualcuno l'avesse spostato da là a qua!
Si vede che la "demenza senile" non scoppia improvvisa e totale, ma parte da lontano , spunta quasi impercettibile e cresce di giorno in giorno, di anno in anno (se uno non crepa in tempo). Io mi sento ancora "lucido": ma mi stanno capitando brutte sorprese (come sbagliare parola – ieri ho detto per e.mail ad un amico che in ospedale mi ero becata una pleurite intendendo invece "bronchite"–, il dimenticare dove ho messo un oggetto raccolto solo pochi secondi fa .. che però – con grande sorpresa – m'accorgo di non avere più in mano ... ecc. Ma se mi guardo intorno, di non più giovani di me ma più lucidi di me ne vedo molto pochi! Insomma ... sono abbastanza vecchio da trovare normale il mio essere già entrato nella prima fase della "demenza senile": quella dai sintomi ancora sporadici (come questo: postare un intervento in Rudi Mathematici convinto dio averlo "postato" al Bar dell'Osservatorio.
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Se qualche "moderatore" mi spostasse questo mio intervento da qua al bar dell'Osservatorio ... mi farebbe un gran piacere..
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