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Vecchio 08-01-17, 13:26   #1
delo
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Predefinito Skywatcher Heritage 130/650P

Lo Skywatcher Heritage 130/650P è un compatto telescopio "per principianti" composto da un riflettore Newton e da una semplice ma efficace montatura altazimutale.
Il prezzo è attorno ai 200€, e la dotazione comprende anche 2 oculari (10 e 20 mm) e un cercatore a punto rosso.
Lo strumento è facilmente reperibile presso quasi tutti i negozi di materiale astronomico e presso grandi catene di elettronica e affini.

TUBO OTTICO
Il cuore dello strumento è uno specchio del ragguardevole diametro di 130 mm con una figura parabolica, certamente un "lusso" stante la categoria merceologica giacchè promette un'elevata correzione della dannosa aberrazione sferica.
Lo specchio è ospitato in una rudimentale cella metallica, dotata di 6 manopole (3 per la collimazione, 3 per il blocco).
La cella del secondario, anch'essa metallica, è mantenuta in sede tramite un fissaggio a singola razza, poco intrusivo ma singolarmente sgradevole rispetto alla canonica croce; anche il secondario è collimabile tramite minuscoli dadi a Brugola realizzati in materiale plastico (occorre prestare la massima attenzione e dosare la forza per non danneggiarli).
L'intubazione è alquanto atipica per strumenti di così limitate dimensioni, prevedendo la possibilità di far scorrere la metà anteriore, con realizzazione "truss", sulla metà posteriore, a tubo pieno; 2 manopole in plastica serrano per frizione i tubi impedendo spostamenti durante trasporto o osservazione.
Il focheggiatore, che generosamente si può definire "di tipo elicoidale", è ricavato da una protrusione, in materiale plastico, della "gabbia" anteriore; è limitato al formato 31,8mm.

MONTATURA
La montatura è una forcella monobraccio da tavolo realizzata in qualche tipo di truciolato; il fissaggio dello strumento avviene tramite una normale morsa a sgancio rapido "tipo Vixen". La rotazione in altezza è frizionabile (un sistema di cuscinetti a sfera impedisce serraggi eccessivi), quella in azimut no.
La prima avviene per rotazione di un perno metallico entro un foro rivestito di materiale plastico, nel secondo caso il laminato che riveste e protegge la base scorre su 3 pezzi di quello che presumo essere Nylon.
E' presente una maniglia per il trasporto, abbastanza comoda.

OSSERVAZIONI E STAR TEST
La realizzazione dello strumento è di quanto più rudimentale si possa immaginare senza avere una significativa compromissione delle prestazioni.
Particolarmente penalizzanti sono il focheggiatore e l'assenza di opacizzazione.
Il primo presenta quello che a mio parere è un grossolano errore di progettazione, essendo collocato a ore 12 (io lo avrei collocato a ore 2, con la barra a ore 9): tale collocazione lo pone inoltre troppo vicino al cercatore a punto rosso per un utilizzo confortevole del secondo.
La struttura in plastica rende il focheggiatore fragile, incline alle vibrazioni durante la messa a fuoco, e inadatto a utilizzare accessori pesanti (ex grossi oculari); il movimento del dado di metallo su filettatura di plastica lascia presagire possibili danni alla seconda: caratteristiche che non depongono a favore di una lunga sopravvivenza del medesimo. In ogni caso per ora funziona piuttosto bene, consentendo di identificare il punto di fuoco anche a 180x.
Riguardo all'assenza di opacizzazione (il "paraluce" di plastica è praticamente lucido) la nota positiva è che si tratta di un difetto facilmente ovviabile: #foto#.
La collimazione del primario è operazione alquanto semplice stante la compattezza del tubo, ma la tenuta non è eccelsa: le normali vibrazioni del trasporto in auto tendono ad "mollare" le manopole (io preferisco non forzarle).
La montatura si è rivelata piuttosto valida, con movimenti sufficientemente fluidi anche a forti ingrandimenti (130-180x).
Trattandosi di una montatura da tavolo è ovviamente assai bassa: osservare seduti in un prato o su una spiaggia è sicuramente affascinante, ma chi non è in buona forma fisica preferirà indubbiamente altre opzioni.
Il piano di rotazione in azimut è a ca 10 cm da terra, il fulcro in altezza a ca 40 cm, e l'oculare (assumendo un bilanciamento per oculari leggeri, ca 200g o meno) a ca 70 cm dal suolo per bersagli >40°.
La scelta di equipggiarlo con un cercatore a punto rosso è particolarmente azzeccata, potendo lo strumento inquadrare campi notevoli; gli oculari in dotazione sono utilizzabili e relativamente comodi, ma trovo abbastanza infelice la scelta di focali poichè non consentono di sviluppare ingrandimenti degni di nota per l'osservazione di Luna, pianeti, etc...o di effettuare una buona collimazione su stella.
Lo star test si è rivelato assai lusinghiero, con una figura diffrattiva ben corretta per aberrazione sferica: l'ostruzione centrale non trascurabile si lascia avvertire con un rinforzo del primo anello di diffrazione. Lo spazio tra gli anelli non è così pulito come si può rilevare in un buon rifrattore, ma il reperto non è peggiore rispetto quanto riscontrabile nei comuni strumenti a specchio o catadiottrici commerciali, anche di costo ben superiore.
Insita nelle caratteristiche ottiche la presenza di coma, evidente soprattutto con oculari di tipo ultragrandangolare, ma a mio parere ben tollerabile.
La struttura e le dimensioni rendono ragione del rapido acclimatamento.


MIGLIORAMENTI E ACCESSORI
Un semplice ma efficace miglioramento a bassissimo costo è la realizzazione di un tubo scorrevole per la metà anteriore #FOTO#, che consente di sfruttare lo strumento anche da contesti non proprio incontaminati.
A mio parere praticamente indispensabile è l'acquisto di un terzo oculare con focale 5mm o inferiore: le scelte sono moltissime, ma il mio consiglio è pensare con attenzione e creare un set di oculari molto simili per peso (ex la serie "Planetary ED", ottima per scelta di focali e peso; trovo assurdo acquistare oculari più costosi del telescopio, ma nel caso i Vixen SSW funzionano a meraviglia; una scelta a basso costo può essere il "fratellino" degli oculari in dotazione, lo Skywatcher RK 3,8mm)
Stante la fragilità del focheggiatore mi sento di sconsigliare le lenti di Barlow.
Un filtro nebulare tipo UHC (ex Orion Ultrablock o Astronomik UHC) può essere un ottimo secondo acquisto, dopo l'oculare corto.

SUL CIELO
Lo specchio di 13 cm stacca nettamente tutti i rivali di simile prezzo, lenti o specchi che siano, tanto sul profondo cielo che sui pianeti.
Sul profondo cielo la combinazione di discreta apertura e corta focale consente di immergersi nelle grandi nebulose (ex Velo, Rosetta, Nord America, Flaming star, etc...), e una sostanziale capacità nel salire con gli ingrandimenti senza "finire la luce".
I campi stellari sono gradevoli, anche se non quanto in un buon rifrattore per il tipico "aloncino" di luce diffusa; va anche detto che nessun rifrattore da 200€ può produrre immagini comparabili. Evidente il salto nella saturazione dei colori stellari rispetto ai piccoli telescopi concorrenti, o a rifrattori acromatici molto aberrati di simile apertura.
Per quel che riguarda le osservazioni a forte ingrandimento, non posso che valutare la prestazione in termini lusinghieri: i risultati sono notevolmente superiori a quanto ottenibile con altri telescopi di simile prezzo: il BabyDob s'è dimostrato un concorrente temibile per il TAL 100 su Giove e Marte, mentre ha sofferto nell'osservazione Lunare, soprattutto allontanandosi dal terminatore, e sostanzialmente pareggiato su Venere (luce diffusa vs aberrazione cromatica).
delo non in linea   Rispondi citando
Vecchio 08-01-17, 13:28   #2
delo
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Predefinito Re: Skywatcher Heritage 130/650P

TEST
Ho voluto effettuare un breve confronto con il minuscolo 90/1250 Skywatcher, il cui razionale nasce dal prezzo d'acquisto abbastanza simile (si può avere il "mak" completo di montatura per cifre nell'ordine dei 200-250€).
Il catadiottrico vanta una realizzazione più accurata, un miglior meccanismo di messa a fuoco e un'eccellente robustezza.
Otticamente tra i due c'è il proverbiale abisso, e pure la trasportabilità non è molto differente se si tiene conto delle montature.
Chi fosse unicamente interessato a uno strumento per osservare il cielo troverà nel babyDob una scelta eccellente per potenza e versatilità (osservare con lo stesso strumento la nebulosa Rosetta e Marte non è cosa da poco); il miniMak può mettere sul piatto un ottimo comportamento come cannocchiale per osservazioni naturalistiche (il babyDob è troppo delicato; è tuttavia valido per osservazioni terrestri in senso lato, ex navi, monti, etc...) e una certa competenza come teleobiettivo.
Lo ritengo inoltre preferibile qualora si avesse l'intenzione di effettuare riprese planetarie.

CONCLUSIONI
Il BabyDob è uno strumento "facile", sia nell'uso che per quel che riguarda eventuali migliorie e manutenzione: tutte le parti sono facilmente accessibili, e l'estrema semplicità strutturale rende immediato comprendere e rilevare eventuali problemi.
La trasportablità è eccellente: lo strumento è piccolo e leggero, la possibilità di separare rapidamente tubo e montatura può essere utile per il trasporto in auto, mentre la maniglia ne consente un facile trasporto a piedi, anche con i guanti e su terreno sconnesso.
Sarebbe facile avanzare critiche allo strumento, ma se si tiene presente il prezzo cui è proposto risulta difficile sostenerle.
Sarebbe invece assai ingiusto tacere sulle virtù, che lo rendono a mio parere il miglior telescopio attualmente disponbile entro i 250€, e consentono al BabyDob di confrontarsi positivamente con ogni altro telescopio commerciale entro i 13 cm/5" nell'osservazione del cielo.

PRO
otticamente più che discreto
molto versatile (egualmente competente per osservazioni a largo campo e osservazioni a forte ingrandimento)
montatura solida e stabile
eccellente trasportabilità
ottimo prezzo
facile da usare e "aggiustare"
e visto che anche l'occhio vuole la sua parte, anzichè la rivoltante colorazione "black diamond" il tubo è decorato con i nomi di astronomi del passato

CONTRO
focheggiatore estremamente rudimentale e mal posizionato
le focali degli oculari in dotazione non sono molto "indovinate" (manca un pezzo sui 5mm, e il 20mm ha un'utilità alquanto limitata)
paraluce inutile
viti di collimazione del secondario troppo delicate
sarebbe stato utile, anche a fini didattici, inserire un tappo forato per il focheggiatore come ausilio per la collimazione

IMMAGINI
https://flic.kr/p/PNr1Bc
https://flic.kr/p/PNqUaV
https://flic.kr/p/QRAPKV
https://flic.kr/p/R32pdx
https://flic.kr/p/QsTsCh
https://flic.kr/p/QRAq1R

Dimenticavo la parte più importante: "UNBOXING"
Lo strumento è contenuto in una voluminosa scatola di cartone grossomodo cubica; è già montato (tranne il cercatore). Nella scatola è contenuto un oggetto essenziale, ovvero il conciso manuale di istruzioni, ricco di figure: una lettura sicuramente salutare, che andrebbe effettuata prima di ogni altra attvità.
delo non in linea   Rispondi citando
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Vecchio 08-01-17, 16:52   #3
giovanni bruno
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Predefinito Re: Skywatcher Heritage 130/650P

Uno strumento a specchi, anche economico come il 130/650mm dobson monobraccio, avrà sempre dalla sua l'apocromaticità che è propria degli specchi.

Quindi non dovrebbero stupire le suo ottime prestazioni se paragonate a degli ACRO ad f5 e di minore diametro per averli dello stesso prezzo.

Tuttavia la sua estrema compattezza è anche il suo peggior nemico alla voce comodità d'uso, se usato senza un tavolo.

Innegabile che il sempiterno DOBSONCINO da 150/1200mm, magari anche lui in versione collasable, meriterebbe un piccolo sforzo economico in più, per avere un portentoso NEWTON da 150mm ad f8, sicuramente più comodo e più prestante otticamente.

Del 130/650mm io ne vedo l'uso solo per chi ha un suo giardino ed ha un tavolo a tre gambe dedicato, per mettere su il piccolo dobson.
__________________
Strumenti,--C11 CPC DELUXE EDGE HD--MEADE LX90 ACF 8"-- montatura IOPTRON AZ-IEQ45 DUAL PRO--montatura EZ-TOUCHE--rifrattore SW 70/500mm--rifrattore ACRO SW BD 102/500mm--rifrattore APO 120ED --RUMAK INTES MICRO ALTER M603 da 152/1520mm ad f15--binocolo TENTO 20x60--binocolo ZEIS 10x50 JENOPTEM-- binocolo APM ED APO da 82mm a4 5°--torretta DENKEMEYER BIG EASY--torretta DENKEMEYER II--3 torrette ZEISS ERETTIVE a 45°,1 torretta ZEISS non erettiva a 45°.

Una vagonata di oculari ,tutti in coppia.
giovanni bruno non in linea   Rispondi citando
Vecchio 08-01-17, 17:12   #4
Robb
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Predefinito Re: Skywatcher Heritage 130/650P

Ho avuto l'Heritage 130 per le uscite al volo, poi sostituito dal C8 che però ha altri costi, trasporti e prestazioni.

L'Heritage 130 è uno strumento divertente come primo telescopio se si ha veramente pochissimo spazio, oppure appunto per le uscite al volo con non tantissime pretese.
Ciò che ho apprezzato è la sua compattezza e il suo diametro, anche se come rapporto prezzo/prestazioni sarebbe ottimo a mio avviso con un costo dai 150€ in giù.
Ciò che non mi è piaciuto è stato il focheggiatore elicoidale minimale e soprattutto il terribile portasecondario monobraccio plasticozzo.

Per la montatura, se si usa la base originale va rialzata mettendola sopra qualcosa, se non si vuole osservare da sdraiati per terra.
La base originale è abbastanza buona, si può anche regolare la frizione del movimento d'altezza.
Io però lo avevo staccato dalla base e usavo l'attacco a coda di rondine per metterlo su una più comoda AZ4.

Necessario invece costruirsi il paraluce, senza il quale è un tripudio di luci parassite se si osserva da posti con qualche luce intorno.
Anch'io l'avevo fatto retrattile, in modo da non doverlo mai disassemblare dall'Heritage -> FOTO

Onestamente però, se non si ha una stretta esigenza di iper-trasportabilità e se si ha qualche soldo in più, consiglierei anch'io più il 150/1200 che ha tanti vantaggi in più.

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Forse s'avess'io l'ale da volar su le nubi, e noverar le stelle ad una ad una, (...), più felice sarei, candida luna.

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Ultima modifica di Robb : 08-01-17 17:16.
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Vecchio 08-01-17, 17:52   #5
giovanni bruno
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Predefinito Re: Skywatcher Heritage 130/650P

Il 150/1200mm ha quella cosa che per un NEWTON lo fa costare meno e ne minimizza i problemi tipici e ne esalta la resa.

Quella cosa è un alto rapporto focale ed anche il 130mm ERITAGE, se fosse un 130/1040 ad f8, ne avrebbe tutto da guadagnare, compreso un poco di comodità osservativa in più, esendo collasabile, cambierebbe ben poco la sua eccellente trasportabilità, ma è solo una ipotesi.

Mentre il 150/1200mm ad f8 è una splendida realtà, da mettere saldamente per terra e poterlo usare con uno sgabellino.
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Vecchio 09-01-17, 11:15   #6
carlo dob300
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Predefinito Re: Skywatcher Heritage 130/650P

Non voglio fare l'antipatico ma...davvero vedete la velo, la rosetta la flaming e la nord america con un 130 mm ostruito? Devo rendere il mio 300 mm allora perche velo a parte..le altre non le ho viste nemmeno sotto cieli discreti..ok che non riesco nemmeno ad inquadrarle ma...smentitemi se sbaglio..
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Ciao caro Fabio..

Ultima modifica di carlo dob300 : 09-01-17 11:19.
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Vecchio 09-01-17, 12:57   #7
delo
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Predefinito Re: Skywatcher Heritage 130/650P

Con un cielo buio, un buon filtro UHC (buono=selettivo) e pupille abbastanza generose, almeno per il puntamento (io mi sono tenuto tra i 3 e i 4 mm con l'UHC, e sui 4-6mm con l'OIII).

L'OIII funziona benissimo per la Velo, in parte per la Rosetta (c'è una sorta di "C" con forte emissione OIII, ma in generale preferisco la presentazione UHC. Puoi usare il filtro OIII per l'identificazione iniziale,e poi passare all'UHC).

Per evidenziare meglio la nebulosità ti conviene muovere lentamente lo strumento attorno alla nebulosa (con la Rosetta è molto facile perchè basta puntare l'ammasso, visibile senza problemi nel cercatore, e spostarsi in una direzione a scelta per rilevare più facilmente la differenza tra il fondo cielo e la nebulosità) poichè se essa riempie tutto l'oculare può risultare difficile rendersi conto di averla puntata.

La Flaming star è invece abbastanza piccola (almeno la parte più luminosa, grossomodo a mezzaluna), e non molto complicata da trovare (ad esempio come vertice di un triangolo tra i pregevoli m38 ed NGC 1893; nel cercatore identificherai senza fatica un paio di stelle abbastanza luminose, che sono appunto entro la nebulosa).

Per la Nord America la cosa migliore è forse puntare l'istmo (con il filtro si vede bene), e poi risalire; da un cielo abbastanza buono si vede anche senza filtro, ma va "cercata" negli strumenti più grandi.

Le grandi nebulose sono tipici oggetti binoculari (c'è chi le osserva anche a occhio nudo, tenendo in mano un filtro nebulare) e a mio parere risultano molto più "semplici" con strumenti a corta/cortissima focale, per necessità provvisti abitualmente di ridotte aperture: ho sempre fatto più fatica a mostrarle a mia moglie con il C8 che con strumenti più corti e compatti (ex 100/740, o il babyDob).
Il limite di questi telescopietti è che finiscono troppo presto la luce, e non si riesce ad andare molto oltre la visione d'insieme (che è comunque un gran bello spettacolo: avere entrmbi i Veli come una sorta di anello di fuoco nell'oculare del 66/400 ripaga abbondantemente del freddo patito*, e del sonno perso)


*in ogni caso minore di quello che si patisce per la Rosetta
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Vecchio 09-01-17, 13:16   #8
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Beato tu che questi oggetti li vedi ad occhio nudo! Io ad occhio nudo non vedo mai un accidente!
Cocco Bill non in linea   Rispondi citando
Vecchio 09-01-17, 14:16   #9
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Per quelle 4 nebulose il prerequisito è un cielo buio per davvero.

@Carlo: La Velo risponde benissimo all'OIII, col tuo 300mm sotto un bel cielo la vedrai dettagliatissima. La Rosetta anche risponde bene all'UHC e all'OIII, sono entrambe molto grandi, servono cieli bui e ingrandimenti bassi ma sono entrambe spettacolari. La Flaming la osservai anni fa ma non mi aveva particolarmente colpito. La Nord America è enorme, ma sempre sotto cieli bui è ben visibile, in particolare la zona che mi piace di più, grazie ai contrasti di luce, è la zona a metà fra la Nord America e la confinante Pellicano, seguita dal Golfo del Messico che è la parte più luminosa.
Rimanendo in tema USA , una decisamente più bastarda è la California, che invece ho parecchio snobbato, ho provato a osservarla ai minimi ingrandimenti solo una volta col 250mm dal cielo dell'Amiata (SQM 21,3) e fu non pervenuta, per cui me la sono lasciata per occasioni sotto cieli ancora più bui (e armato di H-beta).
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Ultima modifica di Robb : 09-01-17 14:27.
Robb non in linea   Rispondi citando
Vecchio 09-01-17, 15:37   #10
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Ho provato qualche volta con la Nord America (che penso sia la più luminosa del gruppo) tenendo il filtro in mano, ma non ci sono mai riuscito; suppongo che occorra anche un certo "mestiere", che mi manca totalmente: l'unico risultato è stato quello di urtare il filtro con la cornea, rendendolo inutilizzabile per il resto della notte.

Ho sempre ritenuto di non disporre della strumentazione giusta per la California, e non ho mai nemmeno provato a rilevarla (come non ho mai provato la Witch Head o la Soul), ma quando finalmente mi doterò di un travel-Dob credo che il filtro h-beta seguirà a ruota.

La Flaming star, con i miei piccoli telescopi, non è particolarmente affascinante, però si trova in una bellissima zona di cielo, con alcuni dei più pregevoli ammassi aperti della stagione; e senza l'impaccio del "goto" è un attimo scivolarci sopra.

EDIT: il fatto che il babyDOb non possa impiegare una ruota portafiltri è, per queste osservazioni, una colossale seccatura. Fortunatamente () i guanti che indossavo durante le mie ultime osservazioni hanno protetto i filtri dalle ditate...

Ultima modifica di delo : 09-01-17 15:40.
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