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Vecchio 18-11-07, 13:11   #1
Gabriele
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Data di registrazione: Jan 2001
Messaggi: 229
Predefinito Vita e morte nell’universo

18 Novembre 2007
Vita e morte nell’universo
di Claudio Elidoro - Fonte: Università di Bonn

Quali sono le condizioni fisiche che governano la nascita e l'evoluzione dinamica degli ammassi stellari? Era questa la domanda che ronzava in testa a Holger Baumgardt e Pavel Kroupa, ricercatori dell'Argelander Institut für Astronomie dell'Università di Bonn. Una domanda apparentemente banale, ma che ha sempre dato del filo da torcere agli astronomi. Si tratta, infatti, di riuscire a giustificare le differenti tipologie di ammassi stellari che si possono osservare in cielo partendo sostanzialmente dal medesimo processo fisico, vale a dire il collasso gravitazionale di una nube di gas interstellare.
Sappiamo che normalmente le stelle nascono in gruppo, dunque l'evoluzione di ciascuna di esse condiziona pesantemente quella degli oggetti vicini. E questo avviene fin dalla nascita. Quando le prime stelle di un ammasso cominciano a risplendere, infatti, le loro superfici emanano un potentissimo vento stellare costituito da incredibili ondate di particelle cariche e questo energico soffio spazza via il gas residuo presente nella nube. Per farla breve, le stelle che a quel punto sono riuscite ad accumulare materiale sufficiente per innescare le reazioni nel loro nucleo hanno davanti a sé un brillante futuro, mentre per le altre, quelle che non trovano più gas nemmeno a pagarlo, il futuro sarà un po' più malinconico.
Diventa dunque cruciale capire come il gas della nube non accumulato dalle stelle possa influenzare il destino futuro dei membri di un ammasso stellare. Per fare questo i due ricercatori hanno sviluppato un programma per un particolare calcolatore - il GRAPE Computer - in grado di operare mille volte più velocemente di un normale PC. Nonostante la velocità di calcolo, però, ogni simulazione richiede ugualmente alcune settimane di tempo per essere completata.
L'obiettivo principale delle simulazioni era quello di verificare quali potessero essere le condizioni iniziali in grado di assicurare una vita più lunga all'ammasso di stelle. Baumgardt e Kroupa hanno così scoperto che gli ammassi più piccoli vengono molto facilmente distrutti dalla radiazione delle stelle che li compongono, mentre per quelli più massicci le speranze di sopravvivenza sono decisamente più elevate.
Un secondo aspetto emerso dalle simulazioni è che sia gli ammassi più poveri di stelle che quelli decisamente più popolosi come gli ammassi globulari potrebbero avere una medesima origine. "Nell'infanzia dell'universo - sottolinea Kroupa - non si formarono solamente gli ammassi globulari, ma ci fu senz'altro posto anche per qualche ammasso di minori dimensioni. Tocca agli astrofisici trovare ciò che rimane di essi."
Indubbiamente una bella sfida, vedremo se qualcuno la raccoglierà.


Links:

http://www.uni-bonn.de/en/News/100_2007.html

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Gabriele non in linea   Rispondi citando
Vecchio 28-11-07, 20:30   #2
elmar
Utente Junior
 
Data di registrazione: Jul 2007
Messaggi: 97
Predefinito Re: Vita e morte nell’universo

Gli ammassi globulari sono nati con la galassia. Contengono un tal mucchio di stelle che sono gravitazionalemente legati e quindi stabili nel tempo - anche per miliardi di anni.

Gli ammassi aperti che nascono in continuo dalle region HII sono instabili perchè non gravitazionalement legati. La somma delle energie cinetiche (positive) più la somma delle energie gravitazionale (negative) è superiore a zero. Gli ammassi aperti si perdono nello spazio nel giro di qualche centinaia di milioni di anni (esempio: pleiadi).

tutto questo però non è per niente una novità.
__________________
Elmar GFN
elmar non in linea   Rispondi citando
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Vecchio 29-11-07, 07:10   #3
sumer
Utente Junior
 
L'avatar di sumer
 
Data di registrazione: Jun 2006
Messaggi: 259
Predefinito Re: Vita e morte nell’universo

Quote:
elmar Visualizza il messaggio
...tutto questo però non è per niente una novità...
Mi pare, però, che nella news si dica anche dell'altro.
Quote:
... giustificare le differenti tipologie di ammassi stellari che si possono osservare in cielo partendo sostanzialmente dal medesimo processo fisico, vale a dire il collasso gravitazionale di una nube di gas interstellare...

Dunque l'obiettivo della ricerca era soprattutto capire cosa fa sì che si formi un ammasso globulare o uno aperto: è solo la quantità di materiale a disposizione o c'è dell'altro?
Da quanto si legge, poi, l'aspetto che è stato sondato è soprattutto il ruolo della radiazione e non quello delle interazioni gravitazionali...
Quote:
...gli ammassi più piccoli vengono molto facilmente distrutti dalla radiazione delle stelle che li compongono, mentre per quelli più massicci le speranze di sopravvivenza sono decisamente più elevate...

Almeno, io la notizia l'ho letta così. Ciao.
__________________
Ad astra per aspera.
sumer non in linea   Rispondi citando
Vecchio 03-12-07, 19:50   #4
elmar
Utente Junior
 
Data di registrazione: Jul 2007
Messaggi: 97
Predefinito Re: Vita e morte nell’universo

Le radiazioni difficilmente spostano stelle. Radiazioni possono interferire con le nubi di gas nelle regioni HII dove nascono le stelle. Ma più che disperdere stelle, le fanno nascere. La creazione di stelle finisce a causa di supernovae che allontano i gas.

La dispersione dei ammassi aperti è unicamente una questione gravitazionale. Hanno troppo poca massa. L'energia cinetica delle stelle è più grande dell'energia gravitazionale.
__________________
Elmar GFN
elmar non in linea   Rispondi citando
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