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Vecchio 17-01-11, 09:59   #1
astrotecnico
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Predefinito COSTRUZIONE SPECCHIO 300 f/5

Lo scopo di questo post è quello di dare indicazioni precise per costruire in proprio, con attrezzatura molto semplice e basilare, un primario parabolico da 300 millimetri di diametro F5, quindi con focale pari a 1500 millimetri. Si tratta di una costruzione dedicata al neofita che vuole apprendere le tecniche principali di lavorazioni di uno specchio per astronomia. La lavorazione avviene solo ed esclusivamente a mano al fine di padroneggiare bene le varie situazioni che si presentano durante la costruzione di una superfice ottica. Quanto si apprenderà tornerà utlissimo anche in futuro quando si vorrà magari costruire una macchina per alleviare il lavoro dei nostri progetti. Delle macchine da lavorazione ne parleremo diffusamente in futuro, compresa la tecnica d'uso. Dal prossimo post si inizia

SI PREGA DI NON INSERIRE COMMENTI IN QUESTA DISCUSSIONE, APERTA PER ASTROTECNICO AL FINE DI AVERE TUTTE LE PROCEDURE IN FILA E SENZA INTERRUZIONI. I MESSAGGI DI ALTRI UTENTI VERRANNO CANCELLATI SENZA PREAVVISO.
I COMMENTI, LE DOMANDE, VANNO POSTI SOLO QUI:
http://www.trekportal.it/coelestis/s...ad.php?t=39999
-Fonta16-

Ultima modifica di fonta16 : 14-06-11 22:12.
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Vecchio 17-01-11, 13:04   #2
astrotecnico
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Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Abbiamo detto che la nostra intenzione è quella di costruire un 300F5 con cui apprendere al meglio le tecniche di realizzazione di una superficie ottica ed in particolare di uno specchio per astronomia parabolico: uno specchio-scuola insomma.
Ho detto nel primo post che la tecnica di lavorazione che verrà presentata è quella manuale, quindi è escluso l’uso di una qualsiasi macchina più o meno automatica, anche solo per effettuare la sbozzatura. Questo perché sono assolutamente convinto che è estremamente importante imparare molto bene a lavorare a mano, prima di avvicinarsi all’uso di una macchina. Tra l’altro le due tecniche sono simili ma non uguali e differiscono anche secondo il tipo di macchina impiegata. Per le misure ottiche ci affideremo essenzialmente ad un semplice apparato di Foucault, dove è possibile montare anche un reticolo di Ronchi. Ma non mancheremo di presentare anche forme molto semplificate di verifica che possono tornare utili a chi è alle prime armi e magari ha poco tempo da dedicare alla cosa. Accenneremo anche ad altri metodi di misura (per esempio esame della figura di diffrazione con oculare in intra ed extrafocale ecc.) anche se per ora non useremo interferometria vera e propria a frange, di cui parleremo in seguito.
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Detto questo ecco il programma di massima :

Fase preparativa
  • scelta dei materiali necessari e fonti di reperimento (abrasivi, vetro ecc.)
  • l’ambiente di lavorazione
  • costruzione del supporto di lavorazione
  • strumenti di misura per ottica (reticolo di Ronchi e apparato di Foucault)
Fase operativa
  • preparazione del vetro
  • sbozzatura
  • smerigliatura
  • lucidatura
  • parabolizzazione
Ovviamente tratteremo anche la correzione degli errori zonali più frequentemente commessi da un neofita e come rimediare.
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Mentre si fanno queste operazioni si eseguiranno le misure sia di carattere meccanico (profondità al centro del vetro, qualità delle superfice prodotta ecc.) sia ottiche ( lunghezza focale, controllo della forma e verifica della sfera, errori zonali e al bordo, parabolizzazione).
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Voglio solo aggiungere che il trattamento di questo argomenti è impostato in maniera molto elementare affinchè si possa giungere ad un risultato valido in ambito domestico. Pertanto mi scuso anticipatamente con tutti gli esperti se a volte le cose che dirò sembreranno anche troppo elementari: lo scopo è essenzialmente quello di fare in modo che chi legge queste righe è veramente invogliato a mettersi in gioco ! Un'ultima cosa: prima di fare ogni operazione cosa leggete e rileggete le istruzioni e se avete dubbi chiedete. Insomma: avete tutta la mia simpatia, ma vi prego: non inventatevi nulla !!! La tecnica di lavorazione amatoriale a mano è ormai consolidata da un pezzo Sono solo informazioni tecnologiche da applicare correttamente ........... Eviterete così errori grossolani che possono portare ad un insuccesso.
Auguro a tutti buona lettura e buon lavoro a chi deciderà di mettere in pratica quanto indicato.

Ultima modifica di astrotecnico : 17-01-11 13:20.
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Vecchio 18-01-11, 16:04   #3
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Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Prima di iniziare con la descrizione dei materiali necessari vorrei fare qualche considerazione sul diametro e sulla focale del nostro specchio – scuola. Perché 300 millimetri di diametro ? Perché F5 ?
Partiamo anzitutto dal diametro scelto ovvero 300 millimetri. Questo è un diametro medio, che si lavora bene a mano perché non è troppo piccolo o troppo grande. Una volta finito consente di avere un primario leggero ma performante per la costruzione di un telescopio riflettore in configurazione Newton. La lunghezza focale scelta è di entità tale che consente di procedere alla sua realizzazione senza troppe difficoltà. Vi ricordo che le difficoltà sia di sbozzatura sia di parabolizzazione sono maggiori per specchi grandi e con focale corta. Anche le misure ottiche sono più difficili. E’ chiaro che chi non se la sente di iniziare direttamente con un 300F5 può ridurre il diametro a 200 millimetri con focale F6 o 7. Anche in questo si otterrà comunque un buon specchio. Non vi consiglio di scendere come primo specchio sotto i 200 millimetri perché paradossalmente fare specchi piccoli è tanto difficile quanto fare quelli grandi. Qualcuno potrebbe giustamente obbiettare che un classico è il 114F8, che è un 114 millimetri di diametro 900 millimetri circa di focale, e siccome viene prodotto i grande serie è probabilmente più facile da fare. E’ vero !! Ma questi specchi sono sferici. Ecco perchè sono molto facili da produrre e quindi a basso costo. Quindi non essendo parabolici la loro costruzione è semplificata. Per quello che riguarda il tipo e lo spessore del vetro da utilizzare abbiamo una scelta relativamente ricca. O si usa materiale a basso coeffciente di espansione come il Pyrex, l’Astrositall, il Suprax, LK5 oppure una buona soluzione per lo specchio – scuola è il comune vetro calcio – sodico. A questo punto sono certo che molti di voi potrebbero storcere il naso …….. vetro comune !? Come vetro comune !? Allora vediamo in sintesi di analizzare vantaggi e svantaggi sia del vetro comune sia di quello a bassa espansione:

Vetro comune
  • Lavorabilità elevata
  • Facilità di reperimento
  • Peso leggermente maggiore (a parità di spessore e diametro)
  • Coefficiente di espansione elevato
  • Stagionatura a volte incerta
Vetro a bassa espansione
  • Minore lavorabilità
  • Reperimento più difficile
  • Stagionatura tracciabile
  • Peso minore (a parità di spessore e diametro)
  • Coefficiente di espansione ridotto
E' lo spessore ? Sono sicuro che anche quì ci saranno grosse perplessità ovviamente anche fondate ........ Purtroppo vi devo subito dire che se usate la lastra di vetro comune faticherete parecchio anche per trovare il 25 millimetri di spessore. Questo è infatti il massimo che è possibile reperire correntemente sul mercato. Chi abita dove ci sono cantieri navali dove si fa demolizione può essere in grado di trovare gli oblò delle navi che qualche volta sono da 30 - 40 millimetri di spessore. Attenzione però che non si tratti di vetro temprato, perchè con gli abrasivi non lo lavorerete mai !!!!! Se invece siete disposti ad acquistare vetro a bassa espansione potrete trovare fino a circa 40 - 50 millimetri di spessore con relativa facilità. Io vi consiglio come prima realizzazione, anche per non spendere troppo, di usare vetro comune da 20 - 25 millimetri (meglio ovviamente il secondo). Si lavora molto bene e si lucida magnificamente con poco sforzo. Il nostro specchio - scuola sarà quindi un "sottile". E poi ...... fate voi

Ultima modifica di astrotecnico : 24-01-11 07:47.
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Vecchio 19-01-11, 14:08   #4
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Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Materiali necessari e fonti di reperimento

Per la costruzione del nostro specchio parabolico abbiamo bisogno dei seguenti materiali:
  • Due dischi di vetro da 20 - 25 millimetri di spessore diametro 310 millimetri
  • Serie di abrasivi (carborundum) compresi tra la grana 80 e la 1000 (vedi oltre)
  • Ossido di cerio (per la lucidatura)
  • Pece greca (colofonia)
  • Cera d’api
  • Olio di lino
  • Trementina
  • Panetto di abrasivo (cote da affilatura)
  • Supporto per la lavorazione
Alcuni chiarimenti circa i materiali

Riguardo al vetro abbiamo già dato delle indicazioni ma è indispensabile chiarire alcune cose. Noi usiamo come metodo di lavorazione quello dei vetri sovrapposti con interposizione di abrasivo. Uno dei dischi è quindi l’utensile l’altro è invece lo specchio che vogliamo costruire. Quando lavoreremo uno diventerà concavo l’altro convesso: durante le operazioni con gli abrasivi chiariremo perchè questo accade. Qualcuno si chiederà come mai per fare un 300 millimetri dobbiamo avere un disco di vetro maggiorato e cioè da 310 millimetri di diametro. La risposta è semplice: mano mano che si procede con l’uso degli abrasivi il vetro al bordo si assottiglia sempre più con il rischio di distacco di scaglie, alquanto pericolose sia per le mani, che possono essere ferite, sia per il fatto che se vanno tra l’utensile e lo specchio possono provocare delle righe molto pronunciate poi difficili da togliere. Per evitare questo inconveniente si smussa ogni tanto il bordo con il panetto di abrasivo e questo ovviamente tende a ridurre il diametro effettivo della superficie ottica utile. Per compensare questo è quindi necessario prevedere una margine sul diametro che nel nostro caso è di 10 millimetri.
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Per gli abrasivi noi utilizzeremo prevalentemente il carborundum, che è un materiale in granuli prodotto artificialmente, più duro del vetro, rispettando una certa sequenza che va da quello con grana 80 alla 1000. L'aspetto classico di questo prodotto è quello di una polvere verdastra o grigia, più o meno fine dipendentemente dalla grana. Per maggiore chiarezza diciamo che la grana rappresenta la dimensione dei granuli: più grande è il numero che la rappresenta minore sono le dimensioni di un singolo granulo. La progressione che noi adotteremo è la seguente:

80, 120, 220, 500, 800 e 1000

La regola basilare cui dobbiamo attenerci scrupolosamente è questa: passare da un abrasivo al successivo, mai saltare una grana intermedia. La grana successiva a quella in uso toglie tutte le tracce lasciate da quella precedente.
In pratica l’abrasivo agisce sul vetro generando delle microfratture dovute alla pressione che si applica ai vetri oltre allo sfregamento. Gli abrasivi non vanno mai usati a secco ma con aggiunta d' acqua (poca) fino all’ottenimento di una pasta con consistenza simile a quella di una crema.

Ultima modifica di astrotecnico : 24-01-11 07:49.
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Vecchio 19-01-11, 14:57   #5
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Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Ancora sui materiali necessari

La pece è un sostanza, che può essere sia di origine vegetale sia artificiale, che viene usata in fase di preparazione della patina di lucidatura per fare in modo che l’utensile utilizzato in questa fase, che nel nostro caso è lo stesso utilizzato sia per la sbozzatura sia per la smerigliatura, faccia perfettamente contatto con la superficie dello specchio. Questo è assolutamente basilare perché le particelle che ci danno la lucidatura sono quelle dell’ossido di cerio, che è anche questo un abrasivo ma con azione blanda. Esiste una notevole varietà di pece per ottica, ma vista la sua reperibilità piuttosto difficoltosa, almeno nel nostro paese, noi utilizzeremo della comune colofonia, che è meglio conosciuta sul mercato come pece greca. E’ un prodotto di origine vegetale, ricavato da una varietà di pino, dal colore giallo-rossastro, che viene utilizzato in ebanisteria. Si trova facilmente in ferramenta.

L’ossido di cerio è il prodotto che ci consente di lucidare il vetro. Tanto per intenderci con il suo uso passeremo dal vetro opale ad una superficie lucidissima, ancor più di quella del vetro industriale. Il diametro dei suoi granuli è infinitesimale. Siamo in questo caso sull’ordine degli 0,5 micrometri ! E’ una polvere biancastra o leggermente rosata, finissima, quasi impalpabile, che al tatto è considerevolemente più sottile del borotalco. Si usa sempre con acqua.
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NOTA: al posto dell'ossido di cerio si può usare l'ossido di ferro, comunemente denominato "rossetto inglese" per il motivo che sporca tantissimo, colorando di rosso scuro ogni cosa, a volte purtroppo in maniera indelebile E' sempre una polverina finissima, ancor più dell'ossido di cerio, ma attualmente non è di agevole reperibilità. Questo prodotto è sotto certi aspetti migliore dell'ossido di cerio, ma ha un'azione considerevolmente più lenta. Se ne può trovare una varietà nei colorifici ma di norma non è raffinato, in quanto non previsto per uso ottico, quindi con particelle di diversa grandezza: va eventualmente decantato accuramente. Magari in futuro vedremo come fare. In ogni modo come prima esperienza consiglio di usare l'ossido di cerio.
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La cera d’api serve, in unione alla colofonia, per produrre una patina da lucidatura. Consente di migliorare lo scorrimento della patina di pece sullo specchio in fase iniziale di lucidatura.

L’olio di lino viene invece utilizzato per ammorbidire la colofonia durante la preparazione dell’impasto della pece. Va usato con molta moderazione.

La trementina, che è un'essenza naturale, si usa per la tempra della pece ovvero si aggiunge colofonia se questa è troppo dura. Comunque parleremo molto dettagliatamente di questa operazione quando andremo a descrivere il processo completo della preparazione della patina da lucidatura.

Il panetto di abrasivo non è altro che una di quelle comuni cote da affilatura per le lame, che è possibile reperire in ferramenta o anche nei brico. In genere sono di grana 400. Si usa anche questa con acqua, in questo caso abbondante: assolutamente mai a secco.

Il supporto di lavorazione non è altro che una tavoletta di dimensioni superiori a quelle dello specchio, con forma rotonda, rettangolare o quadrata, che si usa per fissare bene ad un tavolo lo specchio in lavorazione. Il bloccaggio del disco di vetro avviene per mezzo di tre blocchetti di legno messi a 120 ° opportunamente sagomati e, se necessario, viene anche impiegato un cuneo (zeppa) di bloccaggio. Vedremo in dettaglio la sua costruzione. Come materiale realizzativo si usa in genere legno poi impregnato adeguatamente con vernice idonea.

Ultima modifica di astrotecnico : 29-01-11 10:44.
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Vecchio 20-01-11, 12:47   #6
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Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Quantità necessaria di abrasivi

Vediamo che quantità servono di abrasivo per ogni grana per la costruzione del nostro specchio. Anzitutto dobbiamo dire che mano mano che si usano abrasivi più fini la quantità necessaria decresce. Quindi useremo diverso 80, una quantità moderata di 120 e poi via via sempre meno. E’ altresì chiaro che essendo questa una realizzazione scuola sarà necessario acquistare una quantità superiore di abrasivi per riuscire ad averne a sufficienza nel caso si commettano errori. Facciamo un esempio: se vi accorgete che arrivati al 220 la superficie presenta delle righe, l’unica maniera di toglierle è tornare all’abrasivo precedente, che è il 120, per riprendere ad usare il 220. In certi casi, perfortuna rari, le rigature si presentano talmente profonde che bisogna riutilizzare addirittura la grana 80 ! Che cosa succede alla forma dello specchio quando si fa questa operazione e come si mantiene corretta lo chiariremo in un paragrafo apposito.
In definitiva vediamo che quantità di abrasivi per ogni grana sono necessari:


Grana ........ Kg

80 .............. 1
120 ............ 0,7
220 ............ 0,5
500 ............ 0,3
1000 .......... 0,3

Si tratta ovviamente di quantità indicative, con un surplus di circa il 20 % per compensare eventuali errori. Quanto indicato è insomma il minimo per completare agevolmente il lavoro. E’ chiaro che se ne prendete più è ancora meglio.
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Per gli altri materiali:

ossido di cerio
0,6 kg
colofonia (pece greca) 1,2 Kg
cera d’api 1 Kg
olio di lino 1 litro
essenza di trementina 1 litro
n. 1 panetto di abrasivo (cote da affilatura)

Ultima modifica di astrotecnico : 20-01-11 16:36.
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Vecchio 22-01-11, 12:30   #7
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Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Materiale per la costruzione del supporto di lavorazione con piano rotante

n. 01 quadrotto di multistrato 500 x 500 milimetri, spessore 20 millimetri

n. 01 quadrotto di multistrato 450 x 450 milimetri, spessore 20 millimetri

n. 03 spezzoni di listello di legno, meglio se duro, 20 x 20 x 50 millimetri

n. 02 spezzoni di listello di legno, meglio se duro, 20 x 20 x 30 millimetri, facoltative (vedi oltre)

n. 01 vite a testa esagonale M10 x 30 (zincata o inox), completa di dado

n. 06 rondelle, a diametro maggiorato, per viti M10

n. 03 viti a testa esagonale M6 x 30 (zincate o inox), completi di rondelle piane adeguate

n. 02 viti a testa esagonale M6 x 40 (zincate o inox) facoltative (vedi oltre)

n. 03 pezzi di lastra di PVC 60 x 60 millimetri, spessore 3 millimetri

n. 01 pezzo di lastra di PVC 35 x 35 millimetri, spessore 3 millimetri

n. 08 inserti per legno filettato M6 ( 2 pezzi facoltativi)

n. 12 viti a testa incassata, tipo per pannello o a legno, 3 x 10 millimetri o simili
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Materiale per la costruzione del supporto di lavorazione senza piano rotante

n. 01 quadrotto di multistrato 450 x 450 milimetri, spessore 20 millimetri

n. 03 spezzoni di listello di legno, meglio se duro, 20 x 20 x 50 millimetri

n. 02 viti per legno, testa piana, 4 x 30 millimetri (misura indicativa)

n. 02 rondelle piane per viti M4

n. 01 vite a testa esagonale M6 x 30 (zincata o inox), completa di rondella piana adeguata

n. 01 inserto per legno filettato M6

Inoltre, qualunque sia lo schema di costruzione adottato, occorre vernice impregnante o flatting per imbarcazioni e un disco di mollettone in gomma pesante di 310 millimetri. di diametro.
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Note

Per mollettone si intende quel tessuto normalmente in gomma, con tramatura a forte rilievo, che si usa per coprire tavoli da cucina ecc. E’ reperibile a metraggio nei brico, nei negozi di casalinghi,nelle ferramenta ecc. Acquistare quello spesso circa 3 millimetri.
Gli inserti per il legno sono dei particolari meccanici che vengono utilizzati nell'assemblaggio di mobili in truciolare o simile. Si tratta di cilindretti metallici con una filettatura esterna piuttosto grossolana in modo da avere una forte presa sul legno e hanno un foro filettato in cui si può inserire una comune vite di passo adatto. Sono di norma in ottone. Consentono di montare e smontare tra loro particolari in legno che sono uniti con delle viti senza pericolo di rovinare i fori. Si trovano nelle ferramenta o anche nei brico.
Per quello che riguarda la lastra in PVC questa viene impiegata per costruire dei tasselli da applicare alla periferia della faccia inferiore del disco, in modo da evitare che durante la lavorazione, in conseguenza della pressione applicata sull'utensile e il moto avanti - indietro usato, si verifichi una flessione della periferia del disco di legno. Questo deve essere quindi ben appoggiato al piano inferiore. Essendo però imperniato al centro del piano tramite il bullone M10 , con interposta una rondella di PVC, che è il pezzo da 35 x 35 milimetri, la faccia inferiore del disco di legno è quindi staccata dal piano di tanto quanto lo spessore della rondella citata ovvero circa 3 millimetri. Questa spaziatura va recuperata con i tasselli di PVC da 60 x 60 millimetri, sempre da 3 millimetri. Questi tasselli ci aiutano anche ad avere un certo attrito tra il piano e il disco di legno, in quanto la loro superficie viene resa ruvida con carta vetrata grossa, per fare in modo che una volta scelta la posizione, questa viene matenuta durante la lavorazione. Ovviamente il bullone M10 deve essere stretto quanto basta per permettere al disco di legno di poter ruotare su se stesso applicando una certa forza. Il PVC può essere sostituito da altro polimero purchè della medesima consistenza e spessore. E' ovvio che lo spessore può essere anche leggermente diverso: unicolo vincolo è che i tasseli 60 x 60 e la rondella 35 x 35 devono essere uguali per quello che riguarda questa caratteristica.

Qualche indicazione sul tipo di legno da usare

Io vi consiglio il multistrati perché tende a non imbarcarsi (incurvarsi) facilmente, se adeguatamente protetto con una vernice idonea. Per quello che riguarda la qualità va benissimo il comune multistrato di pioppo, che trovate anche nei brico dove c’è il servizio taglio del legno. E’ quasi inutile andare a cercare essenze particolari. Se proprio volete fare un supporto di lavoro quasi “eterno” usate il multistrato fenolico, che è tra i più robusti e poco sensibile all’umidità oppure il cosiddetto marino. Per gli spezzoni di listello fate voi: se trovate legno duro è meglio, altrimenti va bene anche il normale abete piallato. Però vi invito a non perdervi troppo intorno queste finezze, che sono utili ma non indispensabili. Il perfezionamento troppo spinto spesso porta fuori strada: il nostro obbiettivo è ora imparare a costruire uno specchio presto e bene, quindi le altre cose sono secondarie. La cosa più importante è dare a tutte le parti in legno due o anche tre mani di vernice protettiva, lasciandola ben essiccare tra un’applicazione e l’altra. Questo perché useremo miscele di acqua e abrasivi e dovremo lavare abbondantemente e spesso il supporto, quando si passa da un abrasivo all'altro.
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La viti

Acquistate viti con trattamento di zincatura o meglio, se le trovate, di inox.La stessa cosa vale per rondelle e ogni altra parte in metallo. Vi ricordo ancora che l’umidità e l’acqua regnerà sovrana sul vostro supporto e sui suoi particolari.

Ultima modifica di astrotecnico : 24-01-11 12:19.
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Vecchio 22-01-11, 12:51   #8
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Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Qualche chiarimento sul supporto di lavorazione

Il nostro supporto di lavorazione è molto semplice, ma se ben fatto sarà un ausilio indispensabile per le nostre operazioni, in quanto ci consentirà di fissare saldamente al tavolo di lavorazione lo specchio.
Come potete vedere dalla lista materiali presentata le modalità di realizzazione sono due:

- con piano rotante
- senza piano rotante

Nel caso di quello con piano rotante il vetro è fissato ad un disco di legno, che poi viene a sua volta imperniato, per mezzo del bullone da M10, ad un ripiano quadrato. Infatti la rotazione dello specchio rispetto al tavolo di lavoro è fondamentale per fare in modo che la lavorazione avvenga in maniera assolutamente uniforme in tutte le direzioni possibili. Per essere ancora più chiari, è il piano quadrato sottostante al disco che viene bloccato all’angolo di un tavolo di lavoro, per esempio con semplici morsetti da falegname. Questo è molto importante poiché ci consente di lavorare su un comune tavolo di forma quadrata o rettangolare.
Quando invece si usa un supporto senza piano rotante siamo costretti ad utilizzare un tavolo rotondo o qualche cosa di simile per poterci muovere liberamente intorno allo specchio e lavorarlo quindi, come abbiamo già detto, in ogni direzione. Chiaramente quello senza piano rotante è molto più facile da costruire. In merito al tavolo rotondo una soluzione frequentemente impiegata, soprattutto negli USA, è quella di utilizzare un contenitore per carburanti di capienza 250 litri, fissandoci sopra il disco di legno. Oppure avere un piccolo tavolo rotondo fatto appositamente. In definitiva però la cosa importante è riuscire a porsi in ogni direzione intorno allo specchio oppure ruotarlo.
Un altro punto basilare è che qualunque sia la forma del tavolo di lavoro questo deve essere saldamente fissato al pavimento, ad una parete oppure deve essere appesantito opportunamente.
Se usate il contenitore per carburanti basta che lo riempite d’acqua e il gioco è fatto 250 litri d’acqua fanno molto bene ll loro dovere !!!!!!

Io posso consigliarvi un vecchio tavolo di legno o metallo su cui, fissando delle opportune traverse tra le zampe, che tra l’altro le rinforzano non poco, potete mettere dei pesi. Io uso dei contrappesi fatti con semplici secchi in plastica riempiti con un impasto di cemento e sabbia …….. Oppure potete bloccarlo al muro con delle staffe metalliche e tasselli ad espansione adeguati. Si può fare in tanti modi: date sfogo alla vostra fantasia !!
Basta che quando lavorate non si muove !! Le operazioni che andrete a fare sono in pratica un continuo avanti – indietro dell’utensile posto sullo specchio, con interposta la miscela di abrasivo, che, specialmente con quelli fini, ha un notevole effetto ventosa. Oltre a questo c’è ovviamente l’attrito. Quindi come ben capite se il tavolo non è in qualche modo bloccato, slitterà sul pavimento avanti e indietro. Questo non deve assolutamente accadere perché sarebbe molto deleterio per la corretta formazione della superficie ottica

Ultima modifica di astrotecnico : 22-01-11 16:52.
astrotecnico non in linea   Rispondi citando
Vecchio 24-01-11, 12:50   #9
astrotecnico
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Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

Qualche nota utile costruzione del supporto di lavoro con piano rotante (per i meno esperti):

- tagliare un disco di legno di 400 millimetri diametro dal quadrotto 450 x 450 millimetri; questo può essere fatto con un seghetto elettrico alternativo oppure con una fresatrice manuale; se non disponete di nessuno di questi elettroutensili niente di grave perché potete approssimare la forma circolare praticando tagli dritti con un segaccio, come se tagliate un esagono dove avete inscritto il cerchio del diametro voluto, per poi con raspa e carta vetrata grossa (grana 60), arrivare alla forma voluta

- tracciare sul disco di legno prima approntato una circonferenza di 310 millimetri per mezzo di un compasso; questa sarà la posizione che assumerà il disco di vetro dello specchio durante la lavorazione

- praticare al centro un foro cieco di profondità 8 millimetri circa, con diametro pari a quello della rondella grande per il bullone M10 che alloggerete nel foro stesso., tenendo comunque presente che la testa del bullone non deve sporgere; questa operazione si fa molto bene con una punta particolare per il legno detta mecchia, facilmente reperibile, che permette di fare fori di grande diametro con fondo piano, quindi ideale per appoggiare una rondella

- allargare il foro di guida della mecchia portandolo a 10 millimetri di diametro pe rfarvi passare agevolmente il bullone M10

- applicare alla faccia inferiore del disco di legno i 3 quadrati di PVC da 3 millimetri di spessore, fissandoli con 4 viti 3 x 10 agli angoli; curare che testa delle viti sia sotto il piano del PVC

- praticare al centro di quella che sarà la faccia inferiore del quadrotto 500 x 500 millimetri un foro sempre cieco adatto alla rondella piana grande, sempre da 8 millimetri di profondità e allargare poi il foro guida a 10 millimetri

- a questo punto occorre posizionare il blocchetti di tenuta che saranno disposti a 120° l’uno dall’altro

- questi blocchetti sono tenuti in posizione da un inserto filettato da M6 che viene fissato nel disco di legno ad una distanza dal centro opportuna tale che riescono a bloccare agevolmente il vetro che deve essere poggiato contro

- due dei blocchetti di legno sono muniti di un foro da 6,5 millimetri di diametro che consente di fissarli in posizione con una vite M6 x 30

- uno è invece munito di un’asola che permette di variarne la sua posizione longitudinalmente in modo da poter bloccare lo specchio in posizione di lavorazione

- altri due blocchetti possono essere posti sul piano da 500 x 500 millimetri radialmente rispetto al bordo del disco in posizione tale da consentirne il bloccaggio in una determinata posizione; questi blocchetti non sono indispensabili ma sicuramente utili; il serraggio del disco di legno avviene per mezzo di viti M6 x 40 inserite in degli inserti filettati M6

Il disegno rappresenta l'aspetto finale del supporto una volta realizzato.


Ultima modifica di astrotecnico : 01-02-11 15:50.
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Vecchio 27-01-11, 18:05   #10
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Predefinito Re: Uno specchio 300F5 fatto in casa

L’ambiente di lavoro per la lavorazione del 300F5


Per quello che riguarda l’ambiente di lavoro immagino che pochi di voi hanno la possibilità in ambito domestico di poter dedicare a queste operazioni un locale apposito.Quindi darò qualche suggerimento al fine di poter lavorare al meglio anche in un normale vano della vostra casa.
L’ambiente che intendete utilizzare per la costruzione del nostro specchio – scuola e in ogni modo per ogni superficie ottica deve avere alcune caratteristiche fondamentali ovvero:

- avere una temperatura per quanto possibile costante
- non essere umido
- disponibilità d’acqua nei pressi del tavolo di lavoro
- avere il pavimento, pareti e soffitto non polverosi o da cui si staccano frammenti

In merito alla sua temperatura questa deve essere preferibilmente compresa tra i 15 e i 25 °C oltre ad essere, come abbiamo già detto, per quanto possibile costante. Questo parametro influisce soprattutto nella fase di lucidatura e parabolizzazione. Per queste operazioni si usa un’ utensile, che di norma, a livello amatoriale, è sempre lo stesso usato durante la sbozzatura e la smerigliatura, ricoperto da un certo spessore di pece (colofonia). La pece è sensibile alle variazioni di temperatura , modificando la propria durezza riguardo questo parametro. Infatti, è morbida ad elevata temperatura e tende a diventare più dura quando la temperatura si abbassa. In definitiva è molto importante che la durezza della pece è idonea alla temperatura di lucidatura. La temperatura è importante anche nella fase di misure ottiche, specialmente quando si usa vetro calcio – sodico, a causa del suo coefficiente d’espansione elevato.
Riguardo all’acqua abbiamo già detto che questa deve essere disponibile vicino al tavolo di lavoro,
in quantità considerevole perché, soprattutto durante la sbozzatura e la smerigliatura, se ne userà parecchia. Considerate che ogni volta che passate da un abrasivo all’altro dovete lavare molto bene lo specchio, l’utensile e la postazione di lavoro per evitare pericolose contaminazioni di abrasivi.
Anche la sua temperatura può creare qualche problema, quindi la miglior soluzione è quella di non lavare il vetro direttamente sotto il raggio della cannella , specialmente d’inverno, ma utilizzare magari un serbatoio, che può essere anche normalissimo secchio di plastica o qualche cosa di simile, da cui prelevare l’acqua da usare, dopo che questa vi è stata immagazzinata per alcune ore, raggiungendo una temperatura prossima a quella dell’ambiente. Anche l’assenza d’umidità è importate, soprattutto se all’interno del locale conservate gli abrasivi oltre che per aver un minimo di comfort durante il lavoro. Sia il pavimento, sia le pareti, sia il soffitto non devono avere rivestimenti friabili e produrre polvere in quantità anomala. In particolare evitare locali che hanno pavimenti in cemento non rifinito che tende a produrre continuamente polvere delle stesso materiale, che è abrasiva. Questa risulta essere, per mia esperienza personale e non solo, una fonte insospettabile di graffi sulle superfici ottiche Se si deve forzatamente operare in un ambiente di questo tipo occorre provvedere a rivestire temporaneamente il pavimento con un buon telo di nylon di tipo pesante. Molti consigliano di operare in un seminterrato, che ovviamente può essere anche un comune garage. Il motivo è semplice: la temperatura di questi ambienti è in genere abbastanza costante in quanto le loro pareti sono circondate da terreno e quindi isolate. Io da parte mia sconsiglio di operare in una soffitta perché la temperatura è troppo variabile. In ogni modo tenete presente che in qualunque ambiente eseguite il lavoro quello che andate a fare sono operazioni piuttosto sporche, soprattutto, quando si sbozza. Vi troverete con liquami di abrasivo dappertutto. Quindi curate di proteggere comunque sia il pavimento e il piano di lavoro del tavolo con del nylon pesante. Questa vi consentirà di tenere un buon livello di pulizia. Ricordatevi che anche le mani devono essere tenute scrupolosamente pulite. Se volete usare guanti benissimo: utilizzate però quelli usa e getta, che getterete via ad ogni cambio di abrasivo e comunque quando passate da una lavorazione all'altra. State anche molto attenti a maniche ecc che possono nascondere brutte sorprese se sono state sporcate da mistura di abrasivo e acqua. Se le toccate così sporche sul vetro dopo aver cambiato tipo di abrasivo vi aspettano tante belle righe
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