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Vecchio 22-06-18, 18:16   #4661
Valerio Ricciardi
Utente Junior
 
Data di registrazione: Oct 2011
Ubicazione: Roma
Messaggi: 325
Predefinito Re: Verso il default

E quindi, in termini reali ti sei impoverito, non hai mantenuto il livello di potere di acquisto che avevi prima.
Poi, se il livello di partenza era buono, fortuna vuole che ciò non sia riuscito a far di te un indigente, il che è ottima cosa. Ma - salvo che in tempi di deflazione - equivale a un taglio.
__________________
INQUINAMENTO LUMINOSO - Nel Lazio è pienamente in vigore la la L.R. 23 del 2000 che disciplina ogni fonte di luce esterna (orientamento e intensità). Segnalate a LAZIO STELLATO, il Coordinamento per la riduzione/prevenzione dell'IL ed il risparmio energetico le situazioni che trovate nocive: laziostellato@gmail.com
Valerio Ricciardi non in linea   Rispondi citando
Vecchio 22-06-18, 19:17   #4662
Mizarino
Utente Super
 
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Data di registrazione: May 2004
Messaggi: 10,190
Predefinito Re: Verso il default

Questo lo so benissimo.

Il problema è che bisogna mettersi d'accordo su qual è l'oggetto della disputa. In questo caso parte degli equivoci (non tutti) nascono dal fatto che non è del tutto chiaro se si sta parlando di retribuzione nominale (quanti € ci sono nella busta paga) oppure di retribuzione reale (qual è il potere di acquisto della busta paga).
Mizarino non in linea   Rispondi citando
Vecchio 22-06-18, 19:48   #4663
GimoIng
Utente Junior
 
Data di registrazione: Apr 2018
Ubicazione: Trieste
Messaggi: 82
Predefinito Re: Verso il default

La disputa è nata da una mia frase secondo cui il modo più semplice per recuperare immediatamente denaro che potrebbe rendersi necessario in caso di aumenti incontrollati dello spread sarebbe andare a ridurre stipendi pubblici e pensioni, come di fatto è già avvenuto a suo tempo.

Ho detto anche che alcune fasce di pensionati (escludendo gli importi bassissimi) hanno visto ridursi anche nominalmente l'importo dell'assegno, e lo stesso è avvenuto per il pubblico impiego, almeno nelle fasce fino a 1500 euro.

Al di là di chi ha ragione in termini reali o nominali il punto è che secondo me dire che lo spread è un problema solo delle banche o di chi ha un mutuo è una grossa sciocchezza.
GimoIng non in linea   Rispondi citando
Vecchio 23-06-18, 10:55   #4664
GimoIng
Utente Junior
 
Data di registrazione: Apr 2018
Ubicazione: Trieste
Messaggi: 82
Predefinito Re: Verso il default

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meta Visualizza il messaggio
questo si chiama "ciurlare nel manico".
le addizionali rpef sono appunto regionali, locali e non dipendono dall'andamento dello spread, come da te incautamente affermato.
Il mio ragionamento è ampiamente alla portata di tutti, basta non fissarsi su un singolo punto.

Crisi dello spread 2010-2011, ce ne potevamo infischiare?
Berlusconi diceva di si, che tutto sommato gli interessi sul debito in termini assoluti non erano cambiati più di tanto, si erano abbassati quelli di altri paesi, da qui lo spread. Poi si fece strada l'ipotesi del complotto di banche tedesche che vendevano titoli italiani come non ci fosse un domani.

Fatto sta che nel frattempo si approvavano misure di contenimento della spesa, tagli ai ministeri e agli enti locali, blocco degli stipendi pubblici e della rivalutazione delle pensioni.

Nella prima manovra del governo Monti, assieme a una valanga di altre misure di contenimento della spesa si approvavano misure di incremento delle entrate, ad esempio la possibilità per enti locali di aumentare il prelievo sull'irpef, o le tariffe dei sevizi locali, cosa di cui immediatamente aprofittarono tutti, quasi indistinatamente.

Ora si può anche dire che le pensioni e gli stipendi pubblici non sono nominalmente stati tagliati, ma nella sostanza la crisi dello spread e il cetriolo che di amministrazione in amministrazione è arrivato dove doveva arrivare hanno abbassato le paghe di tanti.

Se parli con mia madre e gran parte dei suoi vicini pensionati ti spiegano che Monti ha diminuito loro le pensioni per dare i soldi alle banche.
Hai voglia a precisare che non è vero, che la pensione in realtà è rimasta uguale, ti mostrano gli importi sul libretto postale che invece di aumentare sono diminuiti
GimoIng non in linea   Rispondi citando
Vecchio 23-06-18, 11:11   #4665
GimoIng
Utente Junior
 
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Ubicazione: Trieste
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Predefinito Re: Verso il default

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Valerio Ricciardi Visualizza il messaggio
Il neo ministro del Tesoro ottenuto grazie alla prova di forza di Mattarella.
Giusto. Sarà lui il responsabile del mancato cambiamento. Questo è anche più severo di Padoan sui vincoli di bilancio.

ilsole24ore.com/il realismo tria per 2018 giochi quasi fatti solo interventi a costo zero
GimoIng non in linea   Rispondi citando
Vecchio 25-06-18, 07:50   #4666
Valerio Ricciardi
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Ubicazione: Roma
Messaggi: 325
Predefinito Re: Verso il default

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GimoIng Visualizza il messaggio
Il mio ragionamento è ampiamente alla portata di tutti, basta non fissarsi su un singolo punto.
non mi fare Meta che se no mi arrabbio... io queste frasi da te non le voglio sentire.

Quote:
GimoIng Visualizza il messaggio
si approvavano misure di contenimento della spesa, tagli ai ministeri e agli enti locali, blocco degli stipendi pubblici e della rivalutazione delle pensioni.
Perché ridurre la spesa è un modo di far vedere che in prospettiva il disavanzo calerà - e ciò rassicura i mercati, ai quali che tu arrivi o meno alla fine del mese interessa poco.

Quote:
GimoIng Visualizza il messaggio
si approvavano misure di incremento delle entrate, ad esempio la possibilità per enti locali di aumentare il prelievo sull'Irpef, o le tariffe dei sevizi locali, cosa di cui immediatamente approfittarono tutti, quasi indistinatamente.
Io non posso mantenere il livello di trasferimenti agli enti locali che garantivo prima, arrangiati tu, fatti dare direttamente dal cittadino i soldi che prima ti mandavo io.
La fiscalità generale mi serve tutta qui per rappezzare il bilancio, anzi dovrò alzare un po' le tasse sul patrimonio soggetto a registrazione (i.e. immobili) perché quelle non possono essere eluse, escluse le case non accatastate specie in meridione.

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GimoIng Visualizza il messaggio
Ora si può anche dire che le pensioni e gli stipendi pubblici non sono nominalmente stati tagliati
Pensioni e stipendi, sopratutto i secondi, son composti di varie voci... lo stipendio base nominale è solo una quota parte del totale in busta per i dipendenti.
Basta ridurre il numero di ore massime di straordinario retribuibile, per dire... i servizi erogati al cittadino peggiorano, in busta il lavoratore prende meno. Eppure "mica gli ho abbassato lo stipendio"...

Personalmente, libero professionista con un discreto patrimonio immobiliare in gran parte in via di restauro o ristrutturazione (solo una piccola rendita peraltro irregolare per via di difficoltà oggettive dell'inquilino) sono stato preso alla sprovvista dall'impennata delle tasse sugli immobili TOTALI, e fra diminuzione delle detraibilità, rivalutazione degli estimi, aumento delle aliquote IMU, aumento della TASI tale che nella massima parte dei casi non la debbo pagare perché l'IMU è già al 1,06% ANNUO DEL VALORE CATASTALE = IN PRATICA LA PROPRIETA' DOPO 94,3 ANNI L'HAI SOTTO FORMA DI TASSE RICOMPRATA A SPESE TUE come se fossero i contratti inglesi...
e mi sono straordinariamente impoverito in termini di disponibilità economica.
Oltretutto, collo svantaggio in caso di scelta di monetizzazione di qualcosa - di una svalutazione di quel che ho se messo sul mercato dell'ordine del 30-35% reale.
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Valerio Ricciardi non in linea   Rispondi citando
Vecchio 25-06-18, 07:59   #4667
Valerio Ricciardi
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Predefinito Re: Verso il default

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GimoIng Visualizza il messaggio
Questo è anche più severo di Padoan sui vincoli di bilancio.
ilsole24ore.com/il realismo tria per 2018 giochi quasi fatti solo interventi a costo zero
E menomale, dire "il debito? Son solo numeri, è una partita di giro... e noi ce ne freghiamo, l'importante è che girino tanti sghei e saremo tutti un po' più felici... e poi se facciamo il botto noi andate gambe per l'aria pure tutti noi, il nostro mica sarebbe il botto che ha fatto la Grecia... non vi conviene, lasciateci in pace" ci avrebbe portato alla rovina.

Ciononostante, il problema della pressione fiscale assolutamente recessiva per l'economia è un fatto, molto serio e vero.

La morale? Secondo me, non esistono soluzioni semplici a problemi complessi che possano soddisfare l'esigenza di semplificazione logica dell'elettore da bar, quello che porta entusiasticamente i populisti al governo, li scarica il giro dopo se non è contento, vota a destra, vota a sinistra, vota Masaniello senza nessun problema basta che gli dica qualcosa che gli farebbe piacere sentire.

Prova ad entrare in un bar, e cercami qualcuno che dica "ho votato la Raggi ma è stata una sòla totale, questi nun valgono 'na lira, mai più una fregatura del genere".

Il 67% abbondante al ballottaggio gliel'hanno dato i marziani, evidentemente.

Successe con la DC, con Andreotti, con Berlusconi... tutta gente che si è votata da sola...
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Valerio Ricciardi non in linea   Rispondi citando
Vecchio 25-06-18, 13:39   #4668
GimoIng
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Valerio Ricciardi Visualizza il messaggio
Ciononostante, il problema della pressione fiscale assolutamente recessiva per l'economia è un fatto, molto serio e vero.
Il punto è che per assorbire eventuali shock sul debito (aumento dello spread) il modo più immediato è nel breve termine aumentare la pressione fiscale.

Per l'IMU al 1.06% annuo del valore catastale la situazione è variabile, questa è la tariffa massima, ma i comuni sono in teoria liberi di modularla.
Inoltre se tu avessi un contratto d'affitto su queste proprietà (per esempio un affitto per studenti - cedolare secca al 10%) potresti usufruire della riduzione al 75% dell'IMU e una riduzione anche sulla TASI.

Probabilmente sono informazioni che hai già, ma possono essere utili anche per chi legge
GimoIng non in linea   Rispondi citando
Vecchio 25-06-18, 14:04   #4669
aspesi
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Valerio Ricciardi Visualizza il messaggio
La morale? Secondo me, non esistono soluzioni semplici a problemi complessi
Le soluzioni in campi come questo possono essere innumerevoli e antitetiche.
Appunto per la loro complessità, non è facile capire qual è la direzione giusta, ci sarà sempre qualcuno che porterà prove tese a confermare scelte che in realtà sono completamente erronee.

Per questo, le soluzioni semplici, confrontabili con situazioni simili e facilmente verificabili in tempi brevi sono sempre le migliori. Non saranno l'ottimo, ma neppure il peggio. E lasciano sempre l'opportunità di aggiustamenti in itinere.
E' la scelta fatta ad es. da Draghi, con il QE. Adesso sta alzandosi l'inflazione al 2%, bene, si interrompono per un certo periodo gli acquisti dei titoli del debito pubblico. Ma senza rimettere quelli acquistati sul mercato e soprattutto ricomprandone la stessa quantità quando vanno in scadenza.
aspesi non in linea   Rispondi citando
Vecchio 29-06-18, 09:46   #4670
Valerio Ricciardi
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Predefinito Re: Verso il default

Interessante.

da http://notizie.tiscali.it/economia/a...o-e-Bruxelles/

stralcio delle parti essenziali:

I vincoli esistenti
Stando agli accordi in essere l’Italia nel 2019 dovrebbe far calare il rapporto deficit/pil di 0,6 punti percentuali per raggiungere il traguardo dello 0,9%. Per il 2020 l’obiettivo sarebbe ancora più sfidante: il pareggio di bilancio. Il rispetto di questi vincoli avrebbe effetti devastanti sull’azione di governo. Nessuna delle proposte elettorali potrebbe essere realizzata. Flat tax, reddito di cittadinanza, riforma della Legge Fornero (solo per citare le misure più note e costose del contratto Lega-M5s) sarebbero rinviate almeno fino al 2021.

La trattativa segreta
Ma il premier Conte e il ministro dell’Economia Tria sarebbero già al lavoro, in gran segreto, per strappare flessibilità. L’obiettivo dell’esecutivo sarebbe quello di ottenere un margine tra lo 0,3 e lo 0,5% per il 2019 e spostare il pareggio di bilancio al 2021. Per l’anno prossimo il target sul rapporto deficit/pil salirebbe dunque all’1,2/1,4%. Conte e Tria hanno già fornito rassicurazioni a Bruxelles sulla linea rigorista del governo in materia di conti pubblici e la flessibilità dovrebbe arrivare così come già accaduto con i governi precedenti. Ma, e questo è il nodo più importante di tutta la vicenda, anche con il via libera alla flessibilità proposta dall'Italia i margini di spesa per l’esecutivo sarebbero comunque ridotti: 18 miliardi di euro. Somma in parte già vincolata perché solamente per evitare l’aumento dell’Iva, promesso e ribadito più volte da Di Maio e Salvini, servono 12,5 miliardi.

Rischio empasse per il 2019
Al netto dell'Iva restano a disposizione 5,5 miliardi. Considerando che la flat tax costa 50 miliardi, il reddito di cittadinanza 18 e la revisione della legge Fornero almeno 15, si tratta di briciole. E’ vero che l’esecutivo ha già accettato la linea del ministro Tria sul programma di legislatura ovvero sull’applicazione delle misure inserite nel contratto in un arco temporale di 5 anni, tuttavia con soli 5 miliardi a disposizione nel 2019 non si potrebbe fare praticamente niente.
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Valerio Ricciardi non in linea   Rispondi citando
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