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Vecchio 24-02-06, 20:28   #1
cegiulio
Utente Junior
 
Data di registrazione: Jan 2006
Messaggi: 377
Predefinito ANTIGRAVITA'

Con questo nuovo topic, vorrei continuare la discussione iniziata sul topic "teorie per la propulsione spaziale".

La domanda è questa: Come si comporta un corpo privo di gravità (non la emette/non la riceve)?

Ragionandoci su ho pensato: non potendo "comunicare" con gli altri corpi, semplicemente scompare, semplicemente diventa un "oggetto-non-esistente". Resta in stallo chissà dove, mentre tutta la struttura spazio-temporale continua il suo "viaggio" verso un'entropia infinita.


Per semplicità tralasciamo come possa essere realizzato un oggetto dotato di antigravità che a piacimento possa effettuare tale "transazione di fase"; tralasciamo la velocità angolare che conserva in relazione all'energia accumulata prima dell'attivazione del marchingegno; consideriamo la relatività della gravità come curvatura spaziotemporale; consideriamo la dualità delle onde gravitazionali in onda-particella.

cegiulio non in linea   Rispondi citando
Vecchio 27-02-06, 19:26   #2
Eremita
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: ANTIGRAVITA'

Ciò che hai scritto, può tranquillamente ricollegarsi a quello che recentemente ho scritto io sui misteri della fisica moderna e sull'attuale concezione della gravità che fa parte di questi misteri, ma anche ad altre vecchie discussioni in cui avevo posto il problema, che come la solito, era rimasto senza risposta alcuna.
Finchè restiamo nel mondo della fisica classica come dici tu, questo fenomeno fisico è indissolubilmente collegato alla teoria della relatività generale ed alle sue particolari interpetazioni dello spazio e del tempo.
Ma se volessimo provare a considerare questo fenomeno da un altro punto di vista, potremmo trovare altre e sorprendenti interpretazioni ad esso.
Per esempio potremmo considerare la gravità come un fenomeno elettromagnetico, come tutti gli altri fondamentali fenomeni fisici conosciuti, Hermann Bondi disse una volta: "ovunque la gravitazione possa essere vista in azione, è descritta bene dalla teoria, ma il relativo contatto logico con il resto della fisica è dubbio" e sappiamo bene come nella fisica moderna l'interpretazione einsteiniana della gravità costituisca un problema di impossbile soluzione nel suo collegamento con le altre forze elettromagnetiche esistenti in natura. Evidentemente ci può essere (e secondo me, c'è) un errore di fondo in questo tipo di concezione della gravità. Ancora Bondi: "se [ la gravitazione ] è qualcosa di così fondamentale importanza per la materia, si potrebbe sperare che un giorno si facesse luce sulla costituzione della materia stessa e si potesse evidenziare la natura delle particelle elementari e delle forze di cui si compone. Tuttavia, non ci sono esperimenti relativi possibili perché le forze gravitazionali dovute alle particelle minuscole sono così assolutamente minuscole".

Ma secondo me, questa seconda deduzione non tiene conto che nella concezione relativistica della gravità, questa assegna al campo gravitazionale una proprietà di spazio piuttosto che di materia. Inoltre un esperimento fondamentale come quello della goccia d'olio di Millikan sembrerebbe smentire quest'ultima affermazione di Bondi, il famoso esperimento nel quale la forza gravitazionale dell'intera Terra su una piccola goccia d'olio era bilanciata dalla forza elettrica su un singolo elettrone.
La teoria della realtività generale risale al 1916, ma nel 1930 Fritz Londra spiegò la forza dipolare debole e attrattiva del legame elettrico (conosciuta come la forza di dispersione di Van der Waals o la forza di Londra) a causa della quale le molecole di un gas si condensano a formare liquidi e solidi. Come la gravità, la forza di Londra è sempre attrattiva e funziona fra molecole elettricamente neutre. La proprietà precisa è stata la distinzione sorprendente (imbarazzante....) fra la gravità e le potenti forze elettromagnetiche che possono respingere come pure attrarre.
Così, a quanto pare, l'indizio circa la natura della gravità è stato a disposizione dei chimici, che non sono propriamente interessati dalla gravità e non disponibile ai fisici, che non sono d'altra parte interessati alla fisica (della) chimica (osservando il mondo attraverso le lenti distorcenti di Einstein).
Possiamo chiederci pure che differente storia potrebbe avere avuto la fisica, se la scoperta di Londra fosse avvenuta alcuni decenni prima? La fisica potrebbe ormai essere avanti di un secolo, anziché essere impantanata nella melma metafisica della relatività di Einstein. Ma lasciamo perdere questi casi ipotetici che non ci interessano.
La forza di Londra proviene da dipoli elettrici oscillanti causati da una leggera distorsione degli atomi e delle molecole altrimenti elettricamente neutri. I dipoli elettrici molto piccoli si presentano perché gli elettroni orbitanti in alcun dato istante, non possono schermare la carica positiva del nucleo ugualmente in tutte le direzioni. Il risultato fra un gruppo di atomi o di molecole simili è che i dipoli elettrici tendono a risuonare ed ad allinearsi in modo che si attraggano.
Ovviamente, la gravità è distinta dalla forza di Londra. È molto, molto più debole. Questo dovrebbe essere un indizio. Ma in fondo, che altro stiamo guardando infatti se non la gravità, dovuta ad un effetto elettrostatico simile di distorsione nei costituenti ben più piccoli di ogni atomo? Ma naturalmente, questa è pura eresia, ma come ben saprai io sono un eretico , perché l'elettrone è supposto per essere una particella fondamentale, senza particelle più piccole costituenti. Tuttavia ci sono esperimenti che sfidano questa credenza. C’è di più, questo modello di elettrone offre un meccanismo semplice per spiegare la teoria dei quanti ed il rapporto fra magnetismo e forza elettrica. Molto molto semplicemente e senza sforzo.
Ma se la gravità fosse davvero una forza elettrostatica indotta del dipolo-dipolo fra le particelle fondamentali della materia normale, allora non può essere protetta (schermata) perché tutta la materia, carica o no, vi parteciperà. E qui potrebbe essere la difficoltà per i dispositivi di antigravità. Come modificare infatti la resistenza di quei dipoli fondamentali della particella, o meglio invertirli?
A questo proposito segnalo un link: http://www.holoscience.com/news/antigravity.html - in cui però sembrerebbe che come ogni altra forza elettromagnetica anche la gravità potrebbe essere schermata.
Purtroppo per mancanza di spazio mi devo fermare qui, ma aggiungo subito un altro post a corollario di questo.
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Vecchio 27-02-06, 19:47   #3
Eremita
 
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Predefinito Re: ANTIGRAVITA'

Tutto questo spiega l'osservazione sbalorditiva che gli elettroni non irradiano semplicemente la loro energia orbitale e non si arrestano nel nucleo. Questo perché gli elettroni in un atomo memorizzano e liberano l'energia interna durante ogni orbita sotto forma di variazione della distorsione del dipolo elettrico. Così un'orbita stabile è realizzata semplicemente quando lo scambio di energia fra l'elettrone e le somme del nucleo ha eccedenza zero per ogni orbita. Sono le orbite risonanti dell'elettrone che determinano la natura quantistica delle interazioni atomiche. Le stesse risonanze si applicano all’interno del nucleo atomico composto. Se applichiamo il modello della forza di Londra, sia ai protoni che ai neutroni, questi formano le strutture risonanti dei dipoli elettrostatici che sono potentemente attrattive a causa della loro prossimità, diverso da un semplice modello elettrostatico di Coulomb che avrebbe il nucleo caricato positivamente a parte. Questo spiega l'esigenza dei neutroni di dare stabilità ad un nucleo composto. E un tale processo permette che il neutrone normalmente instabile adotti una configurazione risonante stabile. Un tal modello suggerisce che una stella a neutroni è solo una fantasia teorica di matematici super zelanti

Ma c’è un'altra fondamentale conseguenza nel considerare gli effetti atomici del dipolo elettrico. Un corpo massiccio introdurrà un effetto supplementare del dipolo, quello della compensazione gravitazionale del nucleo pesante dal centro dell'atomo. Questo effetto può instaurare un campo elettrico radiale che può condurre a produrre carica con la separazione e la stratificazione nella condotta interna di un corpo, specialmente nelle stelle e nei pianeti giganti gassosi. In quel caso, la repulsione elettrostatica fra le cariche simili servirà a compensare la compressione dovuta alla gravità. La determinazione usuale della densità non ci dirà quindi più niente circa la struttura e la composizione interne di un tal corpo. Certamente tali potenti forze elettriche impediranno il crollo gravitazionale e la formazione di stelle a neutroni e dei mitici quanto irreali buchi neri. La prova presentata per la non esistenza di tali oggetti è già stata ampiamente e dettagliatamente spiegata (anche in maniera sperimentale) dalla fisica del plasma come prodotti invece, di attività di scarica elettrica su scala cosmica. Lo stesso fenomeno implicato nella formazione ed espulsione di quasar dal nucleo di galassie attive (AGN e di Seyfert), come per gli stessi fenomeni grandemente energetici (senza la necessità di inventarsi la presenza di fantomatici buchi neri) presenti nei nuclei di simili galassie, fino ai naturali fenomeni di mitosi galattica scambiati da una fisica "gravitazionale" per fenomeni di fusione o addirittura di collisione! Allacciare le cinture prego

Una nuova tecnologia basata sull'evidente natura elettrica della materia agirà in maniera molto differente da quella basata sulla nostra oramai datata scienza vittoriana. Se mi passi la battuta, queste attuali, sono una scienza ed un'astro-fisica rimaste ancora al tempo delle candele
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Vecchio 28-02-06, 08:21   #4
Mizarino
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Predefinito Re: ANTIGRAVITA'

Piccolo particolare insignificante: le forze di London sono inversamente proporzionali alla settima potenza (!) della distanza. Anche se si tratta di una quisquilia, sarà bene tenerne conto, prima di pubblicare su Annalen der Physik:
"Die Allgemeine Elektromagnetische Theorie von Alles" ;D
Mizarino non in linea   Rispondi citando
Vecchio 28-02-06, 08:57   #5
Eremita
 
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Predefinito Re: ANTIGRAVITA'

Già, ma questa forza di London (o il mio italianizzato Londra) è poi quella che tiene insieme i costituenti ultimi della materia a livello atomico e molecolare e in quanto alle distanze, se tutta la materia ne è partecipe esse non possono influire minimamente sul concetto base.
Ma al di là di certe quisquilie, quel che conta davvero è il concetto in se, semplice e chiaro, che sta alla base di tutto ciò, che non puoi far finta di non avere afferrato e cioè che in questo modo si può dare una spiegazione sufficientemente logica e legata a doppio filo alla realtà, di una forza altrimenti inspegabile dalla fisica e che con l'avvento della relatività generale è finità direttamente nel mondo della metafisica, forse tu Mizarino preferisci questo genere di quisquilie a quelle altre?
Comunque a questo punto mi aspetterei da parte tua un chiarimento ed un approfondimento maggiore sull'argomento proposto dal topic e sulla gravità in genere, perchè così com'è la tua risposta, a differenza della mia, non chiarisce assolutamente nulla.
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Vecchio 28-02-06, 09:36   #6
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Predefinito Re: ANTIGRAVITA'

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cegiulio
La domanda è questa: Come si comporta un corpo privo di gravità (non la emette/non la riceve)?
Come un fotone.
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Vecchio 28-02-06, 09:44   #7
Piotr
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Predefinito Re: ANTIGRAVITA'

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[quote author=cegiulio link=1140812908/0#0 date=1140812908]
La domanda è questa: Come si comporta un corpo privo di gravità (non la emette/non la riceve)?
Come un fotone.
[/quote]

Non ne sarei così sicuro... almeno se resta valido il vecchio esperimento che rese famoso Einstein, in cui si vedeva il raggio di luce delle stelle lontane deflesse dalla massa del Sole durante la celebre eclissi solare del 1919 (era poi il 1919? Mi sembra...)
__________________
Mi contraddico? Ebbene, mi contraddico!
Sono un universo, contengo miracoli.
(Walt Whitman)
Piotr non in linea   Rispondi citando
Vecchio 28-02-06, 09:49   #8
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Predefinito Re: ANTIGRAVITA'

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Piotr
[quote author=freccia link=1140812908/0#5 date=1141119389][quote author=cegiulio link=1140812908/0#0 date=1140812908]
La domanda è questa: Come si comporta un corpo privo di gravità (non la emette/non la riceve)?
Come un fotone.
[/quote]

Non ne sarei così sicuro... almeno se resta valido il vecchio esperimento che rese famoso Einstein, in cui si vedeva il raggio di luce delle stelle lontane deflesse dalla massa del Sole durante la celebre eclissi solare del 1919 (era poi il 1919? Mi sembra...)
[/quote]


appunto, credo che si comporterebbe proprio in quel modo.
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Vecchio 28-02-06, 10:17   #9
Planezio
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Predefinito Re: ANTIGRAVITA'

eh, no!
Se un corpo non risente della gravità, non può comportarsi conme un fotonme, che ne risente benissimo!
A parte l'esperimento di Eddington durante l'ecliusse, la luce delle Nane Bianche è sensibilmente spostata verso il rosso dal campo gravitazionale. Il fotone reagisce alla gravità esattamente come tutto il resto.
Planezio non in linea   Rispondi citando
Vecchio 28-02-06, 10:20   #10
Mizarino
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Predefinito Re: ANTIGRAVITA'

Quote:
Eremita
perchè così com'è la tua risposta, a differenza della mia, non chiarisce assolutamente nulla.
Io non sono tenuto ad essere chiaro!... A me la Gravità va benissimo, anche solo nella versione di Newton (magari con qualche correzzioncella per aggiustare i perieli di Mercurio e di Icaro)! ;D
E' a te che conviene essere chiaro se vuoi vedere affermata la tua "Allgemeine Elektromagnetische Theorie von Alles" ;D E la chiarezza non si ottiene mescolando qualche parola difficile e qualche concetto valido in tutt'altri contesti in frasi che sospetto riescano ad assumere un senso solo per te. La chiarezza si ottiene spiegando i fenomeni, a cominciare dai più semplici, in maniera quantitativa. Altrimenti il plasma si confonde e si mescola con gli ectoplasmi! ;D
Non credo ti metterai mai su questa strada, ma se per caso lo volessi fare, forse ti conviene cambiare modello, perché è più facile spiegare quantitativamente gli effetti della Gravità con i tentacoli evocati da Piotr o con qualche variante della teoria del flogisto che con le forze di London!... Queste ultime saranno felici di spiegare perché un filtro a carbone attivo può rendere potabile un'acqua di pozzo, ma si troveranno in grave imbarazzo a dar conto delle leggi di Keplero!... ;D
Mizarino non in linea   Rispondi citando
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