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Vecchio 28-03-18, 17:58   #1
delo
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Predefinito Vixen VMC95

Il VMC95 è un piccolo catadiottrico prodotto per conto di Vixen secondo un disegno ottico proprietario (VMC="Vixen Modified Cassegrain") che prevede l'utilizzo di specchi sferici e di un gruppo correttore collocato in prossimità del secondario.

Lo strumento dichiara un'apertura di 95mm e una focale di 1050mm, risultando pertanto più veloce rispetto agli altri piccoli catadiottrici sui 90mm (f/11 vs f/15, ca uno stop); rispetto allo Skywatcher 90/1250 è leggermente più lungo e pesante, pur rimanendo estremamente trasportabile (ca 2 kg per 30cm), per la presenza di un sistema "flip mirror" integrato.

MECCANICA
Il VMC95 può vantare una realizzazione abbastanza solida, e finiture dignitose per la categoria; da lodare alcuni piccoli accorgimenti come la basetta sagomata a coda di rondine compatibile con morse astronomiche "Vixen" collocabile in due distinte posizioni; l'aggancio del cercatore "sul lato giusto" rispetto alle piccole montature altazimutali monobraccio; la presenza di un paraluce, corto ma discretamente efficace.
L'opacizzazione interna è alquanto scadente (ma non peggiore rispetto a quanto rilevabile nei tipici catadiottrici commerciali) e, come prevedibile, non sono presenti diaframmi degni di tale nome (idem).
La messa a fuoco avviene per traslazione del primario; questo meccanismo è a mio parere alquanto efficace, e di gran lunga superiore ai rudimentali focheggiatori impiegati sui piccoli rifrattori/riflettori di fascia economica. Nonostante non ponessi alcuna fiducia in questa possibilità, sono rimasto sorpreso nel constatare una buona parafocalità tra i due portaoculari.
Una delle caratteristiche che contraddistinguono i piccoli VMC (almeno, tra quelle positive...) è infatti la possibilità di impiegare 2 oculari, o un oculare e una camera di ripresa tramite un blocco flip-mirror solidale; la selezione dell'oculare avviene tramite una manopola, abbastanza dura da azionare, collocata sul lato opposto rispetto alla messa a fuoco, e il portaoculari allineato all'asse ottico può essere svitato liberando una filettatura "T2": un sistema semplice ma funzionale (anello controfilettto) consente di regolare l'angolo della fotocamera e, entro certi limiti, approssimarne il punto di fuoco all'oculare utilizzato (o di rendere parafocali due oculari).
Il blocco flip-mirror tuttavia rende molto più complesso l'accesso alle viti di collimazione (2 coppie sono nascoste sotto tasselli di gomma, la terza è accessibile solo rimuovendo la manopola del flip mirror, scelta questa che trovo alquanto discutibile).
Ricordo che il flip-mirror non ruota e pertanto l'utilizzo del VMC95 su montature equatoriali può risultare decisamente scomodo.
delo non in linea   Rispondi citando
Vecchio 28-03-18, 17:59   #2
delo
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Predefinito Re: Vixen VMC95

OTTICA
LO strumento promette un campo piatto e corretto da coma, e questa promessa viene in effetti mantenuta; a parte questo, i compromessi insiti nel disegno, e nella categoria merceologica, si lasciano evidenziare senza alcuno sforzo; le figure diffrattive sono "sporche", i colori stellari poco saturi: come tratti salienti dello star test, figure diffrattive asimmetriche, marcato rinforzo del primo anello, discreta rugosità.
I sostegni del secondario (3) ricurvi non generano "spikes", ma inquadrando oggetti particolarmente luminosi (ex Sirio) si rileva senza difficoltà una sorta di alone, a mio parere nettamente più sgradevole della tipica croce; l'aspetto dell'alone cambia sensibilmente sfocando su un punto intra o extrafocale.
Lo specchio mobile integrato è (ovviamente) di modesta qualità, grossomodo equivalente a un diagonale astronomico di fascia medio-bassa (ex i modelli a corredo dei catadiottrici Skywatcher e Celestron); e per quanto il VMC possa utilizzare normali diagonali da 31,8mm, a mio parere i "benefici" di tale scelta sono del tutto inesistenti.
Lo strumento mi è giunto fortemente scollimato, fatto che ritengo del tutto normale, e pertanto grandemente limitato nelle prestazioni; l'operazione di ricollimazione in sè non presenta particolari criticità (lo strumento è molto compatto e ricorre a un normale sistema "push/pull") se non per la difficoltà ad agganciare la testa della vite, e la necessità di rimuovere la manopola d'azionamento del flip mirror per liberare una delle coppie di viti; a differenza di quanto riportato altrove non ho dovuto applicare un solvente per sbloccare le viti, ma non saprei dire se ciò sia dipeso dall'assenza di colla o dal fatto che la medesima abbia ceduto subito.
Sottolineo come la qualità delle componenti sia alquanto modesta, e pertanto occorra una certa cautela nell'uso della forza per non rovinare le viti: anche per questo la tenuta della collimazione nel mio esemplare è inferiore rispetto al 90/1250 Skywatcher, ma nel complesso adeguata qualora lo strumento venga maneggiato con cura.
Le ridotte dimensioni garantiscono un acclimatamento molto rapido (ca mezz'ora per un gradiente di ca 15°C); rispetto allo Skywatcher 90/1250 il tempo richiesto è lievemente inferiore ma in presenza di forte gradiente ho rilevato immagini molto più disturbate durante il periodo di transizione.
Per collimare il VMC ho utilizzato oculari con focali molto corte (3.5-5mm), ma a mio parere tali ingrandimenti sono troppo elevati per l'utilizzo abituale, per il quale ritengo preferibile rimanere tra i 9 e i 6mm a seconda del soggetto, delle condizioni ambientali, della montatura impiegata e del livello di "messa a punto" dello strumento.
Nel complesso reputo la prestazione a forti ingrandimenti del tutto analoga a quanto osservato con lo Skywatcher 90/1250 sia per quantità che per qualità, sebbene quest'ultimo presenti una manutenzione molto più semplice e pertanto, potenzialmente, una miglior garanzia di costanza nei risultati.
Il campo massimo si avvicina al ragguardevole valore di un grado e mezzo; particolarmente soddisfacente l'osservazione con gli oculari FlatField 27mm e 16mm per l'ottima correzione delle aberrazioni extra-assiali e della curvatura di campo (va da sé come analoghe considerazioni possano valere per altri modelli di oculari, ma personalmente ritengo altamente opinabile ricorrere a costosi oculari "premium" con strumenti di simile categoria).
Nelle osservazioni a medio-bassi ingrandimenti il VMC95 prevale nettamente sullo Skywatcher 90/1250, oltre che per le ragioni sopra ricordate anche per l'assenza di fastidiosi riflessi ponendo bersagli molto luminosi in prossimità del diaframma di campo; inoltre, a differenza di quest'ultimo, il VMC95 non vignetta con oculari da 31,8mm a lunga focale (ex. Plossl 32mm 50°).



CONCLUSIONI
Il VMC95 presenta un disegno molto ambizioso, probabilmente un po' troppo ambizioso per la categoria merceologica; tuttavia lo strumento, per quanto nel complesso modesto, non è affatto peggiore rispetto al suo più diretto concorrente (SW 90/1250), e per certi aspetti probabilmente superiore.
Il piccolo Skywatcher però presenta due rilevantissimi vantaggi nella manutenzione molto più semplice (tubo chiuso, viti di collimazione più accessibili) e nel prezzo notevolmente inferiore, vantaggi a mio avviso più che sufficienti a far pendere la decisione in suo favore...
A vantaggio del VMC95 alcune piccole "chicche" quali il cerchio d'immagine più ampio, la superiore velocità fotografica e il sistema flip-mirror solidale, che possono risultare apprezzabili nell'utilizzo naturalistico (ricordo tuttavia che si tratta pur sempre di un'ottica molto lunga e molto lenta, di fatto sfruttabile solo per soggetti stazionari, ben illuminati e con un cavalletto decisamente robusto) e una migliore cura progettuale.
Il VMC95 può essere utilizzato in maniera soddisfacente con montature molto leggere o rudimentali, specie optando per la trasportabilità; con un'altazimutale leggere come la VIxen Porta è comunque possibile utilizzare lo strumento al meglio delle sue potenzialità.
Il particolare schema ottico rende il VMC95 estremamente comprensivo con gli oculari: 3-4 Plossl di dignitosa fattura (ex NPL, OMNI) possono rappresentare un set definitivo, sebbene il VMC95 sia in grado di sfruttare anche supergrandangolari a focale lunga (ex i vari derivati Erfle o Konig che si possono acquistare a partire da 50-60 euro); se sconsiglio l'acquisto di oculari particolarmente costosi, tuttavia ritengo che una coppia di filtri nebulari (OIII e UHC) rappresenti un ottimo investimento anche con questo strumento.

Come telescopietto da vacanza/viaggio se la cava abbastanza bene, specialmente tenendo in considerazione lo spazio occupato; se sia preferibile a un acromatico 80/400 o a un MC90/1250 è materia di dibattito perchè ovviamente la scelta dipende dalle preferenze del singolo astrofilo; personalmente ritengo il VMC95 un buon compromesso per le mie esigenze qualora non abbia spazio per uno strumento più ingombrante (e performante).

Come primo strumento invece trovo poco attraente la scelta di un "bundle" VMC95 soprattutto per il prezzo decisamente elevato in relazione alle prestazioni e alle alternative disponibili.
delo non in linea   Rispondi citando
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Vecchio 28-03-18, 18:18   #3
giovanni bruno
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Predefinito Re: Vixen VMC95

Mi corre l'obligo di testimoniare la pessima impressione ottica avuta da un VIXEN VMC da 110mm di diametro, offertomi come usato a soli 100€ da un bravo ed educatissimo astrofilo di TORINO.

Me lo fece recapitare da un suo amico ad IVREA, con la genorosa offerta di pagarlo solo se mi fosse piaciuto.

100€ per un CATADIOTTRICO da 110mm era un prezzaccio eccellente e lo avrei tenuto molto volentieri per il terrestre in torretta binoculare, ma quell'esemplare lo trovai davvero otticamente scadente e lo resi al suo proprietario, anche perchè non riuscii a trovare le viti di collimazione con attrezzi normali.

Ovvio che girando nell'usato può capitare un esemplare mal riuscito all'origine, oppure più facilmente smanettato incautamente.

Alla fine, per l'uso che volevo per il VMC da 110mm, trovai sua maestà il RUMAK INTES MICRO M500, un 127/1270mm ad f10, perfettissimo per il terrestre di potenza, abbinato ad una delle mie due TORRETTE ZEISS ERETTIVE a 45°.

Tale M500 ha palesato una RISOLUZIONE assolutamente straordinaria, risolvendo dei particolari terrestri finissimi, addirittura un pelo meglio del mio 120ED, parimenti torrettizzato con la torretta ZEISS ERETTIVA a 45°.

Per dovuta onestà, anche i MAK SYNTA da 127/1540mm, ne ho avuti ben tre in tempi diversi, li ho sempre trovati efficientissimi, in relazione al loro costo.

L'M500 ha però due plus strordinari, un superbo campo PIATTISSIMO ed una corta focale di 127mm ed il luminoso rapporto focale f10 che in MONOCULARE, e con oculari da 2", come il BAADER ASPHERIC da 31mm/72°, offre un eccelente campo di 1°,8 piattissimo a soli 41x.

Insomma roba da BINOCOLONE.
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Strumenti,--C11 CPC DELUXE EDGE HD--MEADE LX90 ACF 8"-- montatura IOPTRON AZ-IEQ45 DUAL PRO--montatura EZ-TOUCHE--rifrattore SW 70/500mm--rifrattore ACRO SW BD 102/500mm-- rifrattore SW BD da 120/600mm--rifrattore APO 120ED --RUMAK INTES MICRO ALTER M603 da 152/1520mm ad f15--binocolo TENTO 20x60--binocolo ZEIS 10x50 JENOPTEM--torretta LUMICON--torretta DENKEMEYER BIG EASY--torretta DENKEMEYER II--

Una vagonata di oculari ,tutti in coppia.
giovanni bruno non in linea   Rispondi citando
Vecchio 28-03-18, 20:57   #4
delo
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Predefinito Re: Vixen VMC95

Probabilmente si trattava di un esemplare particolarmente malriuscito, fatto del resto possibile in questa categoria, o malamente rabberciato da un precedente proprietario (nel mio esemplare le viti hanno una normalissima testa a croce).

La mia impressione è che il VMC95 sia uno strumento leggermente più curato nel disegno e forse in certi dettagli della realizzazione rispetto allo Skywatcher 90/1250 ma venduto a un prezzo assurdamente più elevato.

Il VMC95 è indubbiamente uno strumento modesto, costruito in economia, ma a mio parere assolutamente non peggiore rispetto a strumenti di categoria comparabile (giusto per fare un esempio, è opacizzato meglio del C8...).

Tenendo ben presenti gli ovvi limiti di un catadiottrico notevolmente ostruito, di piccola apertura e modesta fattura, tutto sommato ritengo il VMC95 uno strumento "divertente" sia in ambito naturalistico che nell'osservazione del cielo notturno.
delo non in linea   Rispondi citando
Vecchio 29-03-18, 07:20   #5
giovanni bruno
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Predefinito Re: Vixen VMC95

La storia del RUMAK INTES MICRO M500, ebbe un predecessore tra il VMC da 110mm e l'M500.

Si trattò del MAK SYNTA-CELESTRON da 127/1540mm, offertomi come usato, ma .....più che nuovo...., da altro bravissimo astrofilo di TORINO che me lo portò fino a casa a soli 150€.

Questo CELESTRON, elegante nella sua livrea GRIGIO-SCURO e dall'aspetto incredibilmente striminzito, palesò subito una risoluzione da brivido in terrestre TORRETTIZATO a lunga distanza ed altissimo ingrandimento.

Anche il MAK CELESTRON da 127/1540mm palesò su un bersaglio da TEST a 5Km di distanza, una piccolissima superiorità di risoluzione rispetto al mio 120ED.

Considerando di quanto è snello e leggero il MAK SYNTA da 127/1540mm, considerando a quali prezzacci si trova usato, spesso sostanzialmente inusato, prorio un MAK SYNTA da 127mm sarebbe sempre da considerare, quando si cerca un'ottica di grande trasportabilità ed inattesa solida capacità ottica, se anche il prezzo è un fattore determinante.

Che poi sia sempre sfizioso e culturalmente arricchente, provare altri schemi ottici di pari peso ed ingombro, è cosa più che comprensibile e io stesso ho percorso tutte le strade, VIXEN VMC da 110mm compreso.

Il passaggio dal MAK SYNTA-CELESTRON al RUMAK M500, mediante uno scambio diretto, lo feci solo per avere la possibilità di un minor ingrandimento in torretta binoculare, grazie alla minore focale nativa e quindi più luce e più campo reale disponibile per il terrestre e per il deep sky.

Cosa prontamente ottenuta, anche grazie alla eccezionale torretta binoculare ZEISS ERETTIVA a 45°, che offre una postura a 45°, perfetta per il terrestre e grazie ad uno spessore ottico molto più corto di un complessivo DIAGONALE + TORRETTA classico, permette dei campi reali ben maggiori.

Io temo che ben pochi abbiano capito la enorme differenza che comporta osservare il terrestre con una torretta erettiva a 45°, rispetto alla classica soluzione DIAGONALE +TORRETTA diritta.

La torretta ZEISS ERETTIVA a 45°, minimizza l'incremento della focale nativa del catadiottrico su cui è montata.

Porge la torretta a 45°, invece che a 90°

AZZERA TOTALMENTE, il problema del pericolo costante di CAPPOTTAMENTO di una torretta calassica + torretta diritta, al punto che la torretta a 45° rimane stabilmente montata persino nelle fasi di trasporto, montaggio-smontaggio-rimontaggio, in modo non dissimile di come accade con un diagonole ed un oculare da 31,8mm, sempre montati.

A mio avviso una somma di vantaggi clamorosi che andrebbero provati sul campo.
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Una vagonata di oculari ,tutti in coppia.
giovanni bruno non in linea   Rispondi citando
Vecchio 29-03-18, 10:03   #6
Cocco Bill
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Predefinito Re: Vixen VMC95

I piccoli Vixen VMC possono essere strumenti eccezionali, di media qualità oppure anche molto scadenti. Purtroppo risentono della complessità del loro schema ottico e del fatto che per strumenti di basso costo non si possano fare tanti controlli di qualità ed eventualmente scartare alcuni esemplari. Questo è il maggior problema. Se si ha la fortuna di trovare un buon esemplare conviene tenerselo, un altro potrebbe essere inferiore. Se capita un esemplare riuscito male non c'è collimazione che tenga. Peccato perchè sono strumenti compatti, leggeri e semplici da portare in vacanza. Ne ho visti di qualità molto diverse tra loro.
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Vecchio 29-03-18, 18:48   #7
delo
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Predefinito Re: Vixen VMC95

C'è anche da considerare che strumenti di tale fascia tendono ad adottare soluzioni abbastanza "raccapriccianti" pur di risparmiare qualcosa, e che la conseguenza è una maggior difficoltà nella messa a punto, anche quando ciò sia possibile.
Probabilmente, se Vixen avesse proposto i VMC a un prezzo più consono, ci sarebbero più esemplari in giro, e più recensioni/pareri anche non dichiaratamente negativi.

Io non ritengo che il mio esemplare sia particolarmente valido o ben riuscito, ma nemmeno peggiore di quanto sia lecito attendersi per uno strumento della medesima categoria; voglio comunque ricordare ancora come lo Skywatcher 90/1250 sia uno strumento considerevolmente più semplice e pertanto preferibile per chi non abbia voglia di dedicare un po' di tempo alla messa a punto, sebbene le caratteristiche peculiari del VMC lo rendano indubbiamente più interessante.

Rispetto ai catadiottrici sui 5" il VMC95 (come i MC 3.5") è sensibillmente più compatto e leggero, caratteristica che ha la sua importanza e ne giustifica pienamente la ragion d'essere, anche a fronte di prestazioni invariabilmente inferiori.

Pur avendo utilizzato più volte il VMC95 a fianco dell'Alter M500 (per inciso, uno degli scopi del VMC è guidare l'Alter) ho ritenuto del tutto inopportuno riportare risultati che chiunque può facilmente intuire, e che a mio parere aggiungerebbero ben poco alla "caratterizzazione" del VMC95.
delo non in linea   Rispondi citando
Vecchio 30-03-18, 06:07   #8
Giovanni73
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scusate la mia domanda? cosa si riesce a vedere con un 90mm ostruito?
Giovanni73 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 30-03-18, 07:22   #9
giovanni bruno
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Predefinito Re: Vixen VMC95

Se l'ostruito è un MAK SYNTA da 90mm ad f15, è davvero sorprendente cosa riesce a mostrare quel mostricciattolo, sopratutto eccelle nella straordinaria secchezza delle immaggini, mentre è ovviamente un pochino carente di luce.

Gia il MAK SYNTA da 102mm, che ho posseduto, è ancora piccolissimo e leggero, ma già molto più equilibrato tra secchezza di immagine e luce disponibile.

Reputo comunque anche il MAK SYNTA da 127/1540mm, uno strumentino straordinariamente leggero e già seriamente performante, ancora annoverabile come SECONDO TELESCOPIO, da BALCONE e da VACANZA.

Ma anni luce superiore ai rifrattorini ACROMATICI da 60/700mm, con cui quasi tutti i vecchi astrofili cominciarono ad osservare nel passato SECOLO.

Allora si sognava il possesso di un MAK GREGORY QUESTAR da 90mm di diametro, che costava come una piccola utilitaria.

Mentre era del tutto vietato sognare un MAK GREGORY da addirittura 127mm.

Oggi si compra e si rivende a poco prezzo un MAK GREGORY SYNTA da 180/2700mm, cosa che ho fatto anche io per ben tre volte.

Se poi ci mettiamo un esoterico RUMAK INTES MICRO da 178mm ad f15 ed un buon RUMAK INTES ITALIA da 180mm ad f10, posseduti e rivenduti, mi associo serenamente a tutti gli altri matti, perennemente insoddisfatti, pur avendo per le mani dei signori telescopi.
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giovanni bruno non in linea   Rispondi citando
Vecchio 30-03-18, 18:16   #10
delo
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Predefinito Re: Vixen VMC95

Dipende da molti fattori, non ultima l'esperienza dell'utente, ma uno strumento sui 9cm messo a punto a dovere e utilizzato su una montatura adeguata può mostrare centinaia di oggetti deboli (qualche mese fa ho postato una sorta di "report" osservativo: http://www.trekportal.it/coelestis/s...ad.php?t=59104 ) e parecchi dettagli su Luna (grossomodo tutti i crateri >3km), Marte e Giove.

Io lo utilizzo essenzialmente come telescopio da vacanza (cielo profondo) o cannocchiale terrestre, e per questo tipo di utilizzo preferisco il VMC95, ma se lo scopo è semplicemente osservare Giove dal cortile non ci sia un particolare motivo per preferire il VMC o il MC Skywatcher, se non il prezzo (a favore del secondo...)
delo non in linea   Rispondi citando
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