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Vecchio 12-09-11, 23:11   #1
diglit
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Predefinito TeleVue Genesis 100/500

TELEVUE GENESIS – 9 settembre 2011
(Quadrupletto tipo petzval da 100mm di apertura e 500mm. Di focale)

Le vicende che mi hanno portato ad acquistare questo rifrattore saranno oggetto, se interessa, di un prossimo racconto, così come le caratteristiche dei suoi obiettivi. Ora vi racconto semplicemente le prime impressioni.
(…)
La prima luce del Genesis è quella della stella Alpherazt, nella costellazione di Pegaso. In realtà le hanno cambiato nome a un certo punto (ribaldi) e l’hanno anche assegnata ad Andromeda ma, nel mio modo di vedere le cose del mondo (anzi del cielo), resta in Pegaso e punto.
E’ una stella con spettro tendente al blu di magnitudine prossima a 2 ed è un buon test, non avendo dominanti rosse, per scovare il residuo di aberrazione cromatica di un rifrattore.
Lo star test comincia con l’oculare takahashi LE 5mm. Che esibisce un buon punto di fuoco, con uno snap test precisissimo (come logico attendersi da un’ottica aperta a f5) e immagini in intra ed extra focale piuttosto convincenti.
L’intra focale è più pulita con anelli di diffrazione concentrici e perfettamente spaziati oltre che piuttosto fini. La luce diffusa è quasi inavvertibile e la rugosità mostrata davvero molto bassa, quasi impercettibile la cromatica. In extra focale la situazione è molto simile anche se i vari anelli fini di diffrazione sono meno netti che nella posizione opposta al fuoco. Una lieve dominante violacea al centro emerge ma resta molto contenuta. Affinché si possa quantificare, almeno indicativamente, il residuo di aberrazione cromatica posso dire che questo è pari a quello offerto da un doppietto ED di pari apertura e con rapporto focale prossimo a f9. Lo strumento mi è parso abbastanza corretto, in questo senso, al pari dei vari Vixen 102 ED f9 che degli SW attuali. Queste prime impressioni sono state poi abbondantemente confermate dall’osservazione del bordo di Giove.
Lo strumento non sembra presentare alcuna aberrazione sferica rilevabile, né problemi di astigmatismo o errori zonali. Un’ottica, in sintesi, ben lavorata e riuscita. Sarà oggetto di un prossimo test il rilievo e stima della correzione p.t.v. dell’ottica.
Medesimo risultato lo offre lo star test effettuato sulla stessa sorgente (vi ricordo che siamo ancora su Alpheratz) con l’oculare Takahashi LE 2.8mm. In intra ed extra focale diventano (soprattutto in posizione piuttosto vicina al fuoco ottimale) più visibili le dominanti cromatiche. In compenso l’immagine a fuoco è “da manuale” con un disco di airy perfettamente tondo e “pieno” e il primo anello di diffrazione disegnato e sottile.
Brevissima, poiché colta “all’ultimo” prima che fosse nascosta dalle foglie degli alberi del giardino, l’osservazione del terminatore lunare del satellite in fase avanzata e quasi prossimo al plenilunio.
I pochi istanti avuti hanno confermato una focalizzazione ottima, assenza quasi completa di luce diffusa, aberrazione cromatica praticamente inavvertibile e un notevole dettaglio e incisione dell’immagine.
L’osservazione del sistema di Delta Cigni ha confermato la notevole puntiformità stellare offerta dallo strumento. Con l’oculare da 2.8 mm. (che offre circa 180 ingrandimenti) il sistema risultava perfettamente separato e molto facile con la stella primaria di colore giallognolo e la secondaria grigio-biancastra. E’ importante, a questo punto, sottolineare quanto lattiginoso fosse il cielo sotto cui ho compiuto le osservazioni. Inoltre, proprio per le sue dominanti di fondo, il cielo milanese potrebbe anche portare a leggere in modo un poco alterato i tenui colori che le stelle offrono in strumenti di apertura modesta come questo 10 cm. Accettata questa considerazione l’immagine è comunque davvero notevole per un rifrattore petzval a f5 e lascia presagire la possibilità di utilizzare ingrandimenti notevolmente più alti (li stimo in circa 250/300x quelli realmente sfruttabili senza che l’immagine abbia a subire un qualche deterioramento).
La visione di Giove è stata ancora più sorprendente. Limitato a soli 180 ingrandimenti, il pianeta gassoso è, all’oculare Takahashi LE 2.8, un mosaico di particolari che io, personalmente, non saprei disegnare. Impressionante la quasi totale mancanza di luce diffusa (sembra di osservare in un apocromatico con rapporto focale molto meno spinto) che, unita all’ottimo seeing di questa notte, ha permesso una visione davvero emozionante non solo per il dettaglio raggiunto ma anche in virtù della pulizia con cui questo viene mostrato. Per citare uno dei tanti particolari posso dire che una delle red spot ovali allungate che campeggiano nella north equatorial band si mostrava con contorni tanto netti e una mala uniformità (appena percepita sia chiaro) della sua cromia che mi ha lasciato basito.
Non posso che pensare di essere in possesso di un esemplare particolarmente riuscito (oltre ad avere avuto a disposizione una serata di grande quiete atmosferica) perché, altrimenti, non saprei darmi spiegazione di tanta performance.
E’ doveroso inoltre indicare che le osservazioni sono state eseguite con un diagonale Meade da 2 pollici sul cammino ottico. Si tratta di un diagonale non recente che ha sempre dimostrato (anche impiegato su altri strumenti) una notevole “neutralità” che non ha mai introdotto aberrazioni degne di particolare rilievo.

A breve nuove valutazioni e test.
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Ultima modifica di diglit : 12-09-11 23:27.
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Vecchio 13-09-11, 14:48   #2
urania
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Accattivante prologo, anticipatore di un test con tanto di fiocco e controfiocco, assolutamente da non perdere

Mi prenoto la poltrona in prima fila.....

Urania
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Vecchio 13-09-11, 20:03   #3
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Complimenti per il nuovo arrivato.
L'ottica pare avere profili di eccellenza. Intubazione e meccanica sono allo stesso livello?
Cari saluti.

CZJ
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Vecchio 13-09-11, 21:57   #4
diglit
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Ciao.

domani vi posterò un po' di test su doppie di questo strumento, ora sono troppo stanco per trascrivere ciò che ho fatto ieri notte (perché stasera ho giocato con il mio 80-1200 e un po' di oculari 0,965").

L'ottica del Genesis in mio possesso sembra piuttosto buona. La meccanica è comunque il suo punto forte.
L'imtubazione della prima serie del Genesis avveniva in tubo di alluminio di spessore maggiore rispetto ai successivi NP101 e lo strumento è un filo più pesante ma molto solido e fatto benissimo.
Meraviglioso, come in tutti i Tele Vue, il focheggiatore. Un vero capolavoro di fluidità e morbidezza.

Domani il seguito, dai...

Paolo
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Vecchio 14-09-11, 07:21   #5
urania
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Born,

Non ti azzeccare a me, che sono seduto nella poltrona in prima fila: spostati nello strapuntino....
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Ultima modifica di urania : 14-09-11 13:37.
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Vecchio 14-09-11, 08:55   #6
Uranos
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Complimenti per la recensione, attendo anch'io con interesse il seguito.
Mi aggiungo al gruppo dei "rifrattoristi" convinti
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Vecchio 14-09-11, 11:35   #7
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Faccio seguito al primo post riportandovi le osservazioni fatte nella sera del 12 agosto 2011 (due notti fa) con i Genesis dai cieli inquinati di Milano.
La Luna era quasi piena e, nonostante il seeing fosse dscreto, il cielo tanto lattiginoso da rendere le stelle di nona magnitudine difficili persino all'oculare.
Il test, che più che altro è stato un bighellonare tra le plaghe di Cassiopea, può forse essere di aiuto ad alcuni e di spunto ad altri...



SIGMA Cassiopea
Il sistema viene risolto bene già con l’oculare Takahashi LE 5mm (che offre circa 100x) ma diventa decisamente bella con il 2,8mm. La primaria appare bianca mentre la secondaria assume tonalità azzurrine. In entrambe le componenti il primo anello di diffrazione è stabile e ben disegnato
23,59 +55,45 magnitudine 5.0 – 7.2 separazione 3”

ETA Cassiopea
Appare ben risolta già con il 5mm LE. Usando il 2,8 LE la coppia si allarga molto, fin troppo per i miei gusti, ma l’immagine resta molto bella. La stella principale appare gialla mentre la compagna, più debole, è bianca. Il seeing è buono ma non eccezionale e, su questa doppia che ha primaria più luminosa della precedente, si nota più facilmente l’instabilità dell’anello di diffrazione che tremola e, a tratti, appare sporadicamente interrotto. Valuto buona la saturazione dei colori, almeno quelli percepiti che non necessariamente corrispondono precisamente a quelli reali.
00,49 + 47,49 magnitudine 3.5 – 7.4 separazione 13”

B 497 Cassiopea
Il sistema è così largo da richiedere l’oculare LE 30mm per non “perdere” la compagna. La stella primaria è bianca e la secondaria, molto debole sotto il cielo di Milano con la Luna quasi piena, non mostra dominanti cromatiche. Sistema poco interessante se non per valutare la magnitudine massima percepibile in queste condizioni.
00,53 + 61,07 magnitudine 4.8 – 9.3 separazione 130”

B pm Cassiopea
Se interessano i sistemi larghi con componenti sbilanciate questo può essere un interessante target. L’oculare da 30mm. Evidenzia, ovviamente, il sistema come multiplo ma è il 18mm. Che sembra offrire il rapporto ingrandimento-percezione migliore. La componente principale è tinta di giallo mentre la compagna (piuttosto debole) è probabilmente bianca anche se la saturazione del colore, in questo caso, è scarsissima.
01,48 + 63,51 magnitudine 5.7 – 8.8 separazione 90

(... continua ...)

Paolo
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Vecchio 14-09-11, 11:37   #8
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Struve 163 in Cassiopea
Sempre per chi è alla ricerca di sistemi larghi consiglierei di osservare, con vivo gusto, questo astro doppio che, benché richieda cieli cristallini e scuri per essere apprezzato al meglio non sfigura nemmeno sotto cieli suburbani. La componente primaria è infatti decisamente rossa e la secondaria, con bel contrasto, brilla grigia/bluastra ma appare purtroppo piuttosto debole. Sistema consigliatissimo a ingrandimenti medio/bassi: il 30mm. (circa 17x) la separa già bene ma l’osservazione migliore è compiuta con l’ausilio del 12,5 mm. LE che offre circa 40 ingrandimenti.
01,51 + 64,51 magnitudine 6.8 – 9.1 separazione 34”


IOTA Cassiopea
La “palma” va però sempre a questo sistema, nei miei ricordi probabilmente uno dei più belli in assoluto per gli amanti di questo genere di osservazioni. In qualsiasi strumento dotato di ottiche di buon livello e diametro anche limitato a 10 cm., la visione di queste tre piccole stelline offre un’emozione rara.
Registrata da Struve al numero 262 del suo primo catalogo appare all’oculare come una fenomenale stella tripla disegnata in cielo da un acuto e sensibile artista. La componente principale (o almeno quella otticamente più luminosa) è bianca e le fanno da contraltare una prima compagna posta a 7” di colore grigio/azzurro e una seconda più vicina (posta poco oltre il primo anello di diffrazione – a 3” per la precisione) di colore lievemente salmonato.
Peccato è, nell’osservazione di questo sistema, già splendido con il 2,8mm. a quasi 180 ingrandimenti, il non potersi spingere oltre con i poteri (il Genesis, limitato dalla sua focale di 500mm. richiederebbe oculari ulteriormente corti o una barlow superba accoppiata a un ortoscopico da massimo 4mm.) che dovrebbero essere circa 240/260 per godere appieno della sua magia. Inoltre è opportuno ammettere che un pochino di colore in più non guasterebbe e quindi estendo il mio invito all’osservazione a chiunque abbia un buon apocromatico da circa 5 pollici. Lo spettacolo è assicurato!
02,29 + 67,24 magnitudine 4.6 – 6.9 – 9.0 separazione 3” – 7”


Paolo
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Ultima modifica di diglit : 15-09-11 07:51.
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Vecchio 14-09-11, 11:40   #9
diglit
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Uranos,

l'ultima tripla, come puoi leggere tra le righe, è dedicata anche a te e al tuo 120mm.
Se hai occasione di osservarla posta pure qui le tue impressioni sulle dominanti delle tre componenti, mi farebbe piacere.

Paolo
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Vecchio 14-09-11, 13:41   #10
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per le doppie che ho postato ci vorrebbero i disegni del mio amico Orion...

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