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Vecchio 13-09-17, 14:41   #1
nino280
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Predefinito La resilienza

Ero su Face.
Una mia mia amica ha scritto che l'uomo e anche la donna ,non stiamo li a fare gli schizzinosi sul genere, quello degli schizzinosi è mio di adesso, dovrebbero essere "resilienti" be non mi ricordo bene a che o a che cosa perché è successo 15 giorni fa, e no non importa a che e che cosa. Comunque "resilienti".
Mi si sono immediatamente rizzate le orecchie.
Perché? Naturalmente sulla resilienza.
La resilienza è un concetto metallurgico, e io che sono parente di Mimì, dovevo a tutti i costi farmi rizzare le orecchie.
La resilienza è la proprietà che hanno i metalli a non lasciarsi scalfire meglio dire "spezzare". E' un concetto vecchio assieme alla tecnologia dei metalli. Ne posso indicare a decine: flessione, torsione, durezza, malleabilità, duttilità, conducibilità, lavorabilità ok basta non mi sforzo più, no ne aggiungo solo uno flesso-torsione che poi sono due combinati assieme, l'ultimo poi basta si chiama proprietà alla "fatica" ma anche questo è una combine per esempio fra la compressione e la trazione,esempio una biella di un motore a scoppio che lavora sia a compressione che a trazione anche se a trazione un poco di meno. Ma, mi sono perso.
Insomma questa signora ho scoperto poi si interessa e segue la filosofia o forse psicologia non ricordo bene. Sono convinto, gli psicologi, hanno preso di sana pianta il termine resilienza e l'hanno trasportato da loro.
Quando le ho fatto notare cosa intendevo io per resilienza è stata d'accordo con me che effettivamente il termine aveva lo stesso significato nelle due discipline.
Ma non è l'unico caso in cui questi qua ci hanno rubato le parole.
Infatti parlano di persone malleabili, che in meccanica significa lasciarsi ridurre in lamine (devo controllare) insomma una specie di manipolare, e parlano anche di persone duttili, che per la metallurgia è la proprietà di lasciarsi ridursi in fili.
Avrei voluto con la signora continuare a parlare della "mia" resilienza ma ho evitato, perché andavo fuori il seminato per lei.
In tecnologia dei metalli c'è pura la macchina che misura la resilienza dei metalli. Si chiama il pendolo di Charpi. Devo vedere se va scritto con y finale al posto della i.
Si mette una provetta (vi assicuro è vera questa cosa perché ero presente ad una prova quando giovincello ero studente all'Avogadro istituto tecnico serale di Torino) si lascia cadere la mazza del pendolo, la mazza dopo aver spezzato la provetta risale dalla parte opposta (pensate ad una altalena dei bimbi) ma poi ridiscende ad oscillare bloccando però l'indice che è una specie di sfera d'orologio.
L'altezza che ha raggiunto la mazza dopo la rottura della provetta indica (attraverso una lancetta ad indice) il valore della resilienza di quel materiale sotto prova.
Chi lo sa se c'è una macchina tipo il pendolo di Charpy che misura la resilienza delle persone.
Metterò un immagine del pendolo.
Ciao

Ultima modifica di nino280 : 13-09-17 15:12.
nino280 non in linea   Rispondi citando
Vecchio 13-09-17, 14:56   #2
stefanone
Utente Junior
 
Data di registrazione: May 2016
Messaggi: 76
Predefinito Re: La resilienza

Credo sia una delle poche capacità collettive che abbondano in Italia!
Difatti il popolo italiano è bravissimo quando si tratta di assorbire i colpi, ma purtroppo quando sarebbe il caso di reagire...
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Montatura AZeq5, APO 80ed 500mm Primalucelab, Mak SW150, Diagonale 2", Prisma raddr.2", kit ZoomBaader 8-24+Barlow, oculare 2" Aleph Zero Wrath V 40mm........
stefanone non in linea   Rispondi citando
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Vecchio 13-09-17, 14:58   #3
nino280
Utente Super
 
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Predefinito Re: La resilienza

Il pendolo di Charpy
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Etichette: materiali, prova

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