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Vecchio 27-08-15, 12:24   #31
ANDREAtom
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche

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Erasmus, se l'animale non è in contatto con il filo, il circuito così come descritto da Mizarino è aperto quindi non può esserci consumo.
Infatti, se ho capito bene, solo il polo positivo della batteria è collegato al dispositivo elettrico che ne innalza la tensione e questa non è sicuramente abbastanza alta per "bucare", così come fa un fulmine, lo strato d'aria che separa il filo dalla terra.
Ma tu sei sicuro di aver studiato elettronica? mi pare che hai le idee piuttosto confuse sulla corrente elettrica, sul funzionamento delle apparecchiature elettroniche in generale, e su questa in particolare; ma ti pare che il ritorno di terra possa essere utilizzato per chiudere il circuito A BASSA TENSIONE della batteria, o non piuttosto per chiudere il circuito ALL'USCITA del dispositivo survultore?
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Vecchio 27-08-15, 13:10   #32
Ivan86
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche

Mi sono spiegato male, intendevo il polo positivo dell'aggeggio è collegato al filo, mentre l'altro è a terra, quindi è un circuito aperto sempre ad eccezione di quando un animale lo chiude.

Ciao
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Vecchio 27-08-15, 15:03   #33
ANDREAtom
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche

Certo che è così: ma secondo me quello all'uscita è sempre un circuito aperto nei confronti dell'assorbimento dalla batteria; mi spiego meglio; dato che l'impulso di alta tensione ha una durata brevissima, il dispositivo elevatore potrebbe essere un semplice "rocchetto di Ruhmkorff", cioè un auto-trasformatore composto da un avvolgimento di moltissime spire (il cui inizio è collegato a terra e al negatovo della batteria) con una presa dopo un tratto di poche spire di avvolgimento, costituite da filo di maggioe sezione; in questo tratto di avvolgimento viene fatta circolare la corrente di scarica di un grosso condensatore tramite un interruttore elettronico (mos-fet) attivato ciclicamente da un circuito temporizzatore, producendo all'altro capo dell'avvolgimento un impulso ad alta tensione ad ogni scarica del condensatore.
Il condensatore, essendo alimentato da una resistenza collegata al positivo della batteria si ricarica in continuazione, ed è durante questa fase che assorbe corrente dalla batteria, NON durante (o meglio, a prescindere) dalla eventuale "utilizzazione" dell'impulso ad alta tensione; quindi il filo della recinzione potrebbe anche cadere a terra e rappresentare un "corto circuito" permanente e l'assorbimento del circuito non dovrebbe variare, quindi men che meno se la palina di terra non ha una buona conduzione o viene staccato il filo.
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Ultima modifica di ANDREAtom : 27-08-15 16:36.
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Vecchio 27-08-15, 18:17   #34
Ivan86
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche

Se il circuito fosse "disaccoppiato" come dici tu non avrebbe senso che una messa a terra fatta male comporti consumi maggiori. Leggendo ora gli altri post, avevo letto solo quello iniziale di Mizarino, ho visto che mettete in dubbio la frase stessa, mentre io sono partito da un altro presupposto, vale a dire che la frase ci sia e sia vera, fra l'altro non è nemmeno la prima volta che sento un'avvertenza simile.

Quando in un circuito elettrico la messa a terra gioca un ruolo importante sui consumi è perché è di vitale importanza per evitare dispersioni, ovvero la creazione di correnti differenziali !

Il mio ragionamento è stato semplicemente questo..
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Vecchio 27-08-15, 19:36   #35
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche

Certo che la mettiamo in dubbio perchè non è tecnicamente possibile un evento simile.
Tu ti riferisci invece agli impianti elettrici domestici; in questa caso una buona messa a terra è fondamentale e può diminuire i consumi ma "indirettamente"; nel senso che se in un elettrodomestico c'è una leggera dispersione verso terra l'interruttore differenziale potrebbe non "accorgersi", ma il contatore sì; mentre con una buona messa a terra la corrente di dispersione aumenta facendo scattare il differenziale "salvavita" costringendo poi a ricercare l'anomalia.......
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Vecchio 27-08-15, 22:18   #36
Erasmus
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche

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[...], se l'animale non è in contatto con il filo, il circuito così come descritto da Mizarino è aperto quindi non può esserci consumo.
Come no?
[Il consumo è della batteria ; e questa ha un polo negativo da cui escono elettroni ed uno positivo da cui rientrano ... punto e basta.]
A parte il fatto che qui ci sono impulsi ad alta tensione (chilovolt) e di durata brevissima rispetto al periodo (ordine di grandezza: milliseconti la durata degli impulsi; un secondo il periodo) e che le vacche hanno una pelle spessa a resistività piuttosto elevata (e quindi l'impedenza "a vuoto", a causa di capacità e conduttanze parassite della stessa recinzione, specie se c'è umido , non è enormemente più alta di quella "a carico"), vacca che tocca o che non tocca il filo, suppongo che il consumo maggiore di energia elrttrica stia nei componenti che fabbricano quel tipo di segnale di uscita.
Ho già detto che, supposto che effettivamente il circuito consumi di più se le prese di terra non sono buone, secondo me la cosa è possibile solo se queste prese di terra hanno a che fare col circuito a monte di quello di uscita (che ANDREAtom pensa che potrebbe essere il secondario – a molte spire – di una specie di "autotrasformatore", e tale è in fondo il famoso "Rocchetto di Ruhmkorff" ).
Per come immagino io il circuito, a monte dell'uscita ci stanno almeno i seguenti "pezzi" circuitali:
• un oscillatore (probabilmente multivibratore astabile ... o meglio: un siffatto oscillatore "ai miei tempi" perché oggi un volgarissimo orologio al quarzo che spacca il secondo, che ha cioè incorporato il divisore di frequebza fino ad 1 Hz, costa una miseria!),
• un divisore di frequenza (dato che non è conveniente un oscillatore ad un hertz!),
• un [multivibratore] "monostabile" (che dà la durata "tau" dell'impulso),
• un generatore impulsivo di corrente (la cui corrente probabilmente fa chiudere un interruttore elettronico che separa un grosso condensatore [caricato durante il tempo complementare di quello dell'impulso] dal primario d'un trasformatore con enorme rapporto-spire secondario/primario.
• il detto trasformatore.

Può darsi benissimo che i due avvolgimenti non siano isolati, ma addirittura (come nel rocchetto di Ruhmkorff e negli spinterogeni delle automobili di trenta-quarant'anni fa) ci sia un unico avvolgimento a più strati con una presa alla fine del primo strato che costituisce il "primario". Può ancha darsi che, per non saturare il nucleo (a regime se la corrente del primario è lontano dall'essere alternata), il tempo "tau" dell'impulso sia diviso in due parti uguali, il primario sia suddiviso in due avvolgimenti uguali con una presa comune "di massa", gli interruttori siano due e agiscano alternativamente, [buttando corrente per un mezzo-"tau" in un mezzo-primario e per l'altro mezzo-"tau" nell'altro mezzo-primario, con flussi magnetici uguali in valore assoluto ma di segno opposto rispetto al nucleo, dando luogo in uscita ad un impulso di tensione alternata.

Allora, se il punto di riferimento (cioè la presa comune) è in collegamento con la presa di terra (idealmente in corto-circuirto con essa) ... bisogna vedere quali riferimenti hanno i "pezzi circuitali" detti prima. Può darsi, per esempio, che se la presa di terra è malfatta ci siano degli squilibri che alterano o i tempi (per cui, ad esempio, potrebbe saturarsi il nucleo ... e addio alle induttanze degli avvolgimenti) o le condizioni dei componenti elettronici (per esempio: saturazione di qualche amplificatore di corrente in tempi in cui non è voluta o uscita dalla saturazione in tempi in cui la saturazione è invece voluta) o tutt'e due.
Insomma: se la presa di terra ha a che fare anche con l'elettronica a monte del supposto trasformatore d'uscita, è possibile che se non è ben fatta sballi qualche parte del circuito, portando qualche componente a lavorare lontano dalle condizioni di progetto ... con inevitabile consumo a vanvera della carica disponibile nella batteria!

Oh: non prendetemi troppo sul serio!
Ho fatto solo delle congetture.
Non ho l'arte divinatoria.
E chissà come è fatto 'sto accidente di circuito anti-vacca di Miza!
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Ultima modifica di Erasmus : 28-08-15 07:23.
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Vecchio 28-08-15, 07:40   #37
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche

Si tratta sicuramente di un dispositivo di questo genere, ma non credo che abbia le sofisticherie da te descritte; questo tipo di autotrasformatori viene usato ancora oggi nella accensione elettronica delle autovetture ed usano un nucleo in ferrite ad alta permeabilità e basse perdite......

Comunque senza che ci lambicchiamo il cervello per capire la tipologia di circuito la prova migliore è quella che avevo consigliato ma che Mizarino non ha voglia di fare: collegare un tester in serie alla batteria e misurare l'assorbimento del circuito nelle varie condizioni di uscita; terra collegata o isolata, polo caldo collegato alla recinzione o lasciato isolato, o anche cortocircuitare i due poli di uscita, o divertirsi a far scoccare l'arco voltaico avvicinando i due poli a qualche millimetro di distanza......
Secondo me l'assorbimento del circuito non dovrebbe variare, oppure variare di poco, ormai siamo curiosi di saperlo...........
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Vecchio 28-08-15, 18:33   #38
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche

Non so perchè l'utente Mizarino ha voluto cambiare avatar...
Cocco Bill non in linea   Rispondi citando
Vecchio 29-08-15, 05:30   #39
Erasmus
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche



Attento, Cocco! Essendo tu un "moderatore" c'è il rischio che ti si prenda sul serio!
Ma Miza ama il suo gatto di un amore viscerale ... "incommensurabile"
Pensa che prende il TAV se no il tempo di viaggio diventa troppo lungo. Per il gatto, of course
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Erasmus non in linea   Rispondi citando
Vecchio 29-08-15, 08:34   #40
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Predefinito Re: Filo elettrico antivacche

Infatti l'esperimento mica lo deve fare sul gatto...
Cocco Bill non in linea   Rispondi citando
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