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Vecchio 03-06-18, 18:11   #1
AstroRunner
Utente Junior
 
Data di registrazione: May 2016
Messaggi: 67
Predefinito Celestron C11 Orange

Prima di tutto, un caloroso saluto a tutti gli utenti

Sono felice di essere tornato a scrivere qui, dopo essere stato assente per diverso tempo (pur senza mai smettere di leggere le discussioni di questo Forum per "tenere viva la fiamma", se così si può dire).

Bando ai convenevoli, torno con una recentissima e piacevolissima novità nel mio parco strumenti.
Con una serie di eventi e coincidenze radenti l'assurdo, sono entrato in possesso di un pregiato pezzo di storia astronomica amatoriale, un Celestron C11 Orange Special Coatings Made in USA del 1981.

Tubo, cercatore, montatura a forcella, treppiede, parco oculari, diagonale, filtri e bauli tutti rigorosamente originali. Con tanto di fattura d'acquisto e certificato di garanzia.

Definire lo strumento nuovo non è un'esagerazione, ma la pura realtà. Lo strumento, infatti, fu un regalo non apprezzato dal ricevente. Rimase così inutilizzato per 37 anni fino a quanto il proprietario, qualche giorno fa, ha deciso di venderlo a un prezzo che non voglio nemmeno riportare perchè oscenamente basso.

Un colpaccio probabilmente irripetibile in tutta la mia futura vita di astrofilo.
Come si dice dalle mie parti... Ciàpa e porta a casa

Ho consumato i forum italiani e soprattutto americani in cerca di informazioni sulla storia di questo strumento, ricevendo delle piacevoli sorprese.

Il grande Plinio Camaiti, alias Observator, ha scritto in una vecchia discussione proprio su qusto Forum che il trattamento Special Coatings dei Celestron Orange anni '70 e '80 consiste in uno strato antiriflettente di Bifluoruro di Magnesio (MgF2) depositato sulla lastra frontale del C11, il quale conferiva alla lastra stessa una tipica colorazione azzurrina. Lo stesso Plinio riportava come il trattamento Special Coatings fosse opzionale all'epoca, il che rendeva gli SCT standard privi di alcun trattamento antiriflesso. Notare l'etichetta "Special Coatings" ancora perfettamente incollata e conservata sul tubo è stato quindi un bel plus.

Nei forum americani, poi, si riporta che la qualità media degli Schmidt-Cassegrain Celestron Made in USA, si abbassò a partire dal 1984, quando vi fu un notevole incremento della produzione dovuto all'imminente arrivo della Cometa di Halley nel 1986. Tale picco produttivo ebbe come effetto collaterale l'impossibilità di testare ogni singolo esemplare al banco ottico, motivo per cui l'incidenza di SCT più o meno fallati aumentò proprio a partire dall'84.
La fattura d'acquisto recante la data 1981 è stata quindi particolarmente ben vista dal sottoscritto, in quanto prova inconfutabile che lo strumento in questione è stato dovutamente testato prima di essere messo sul mercato.

Ho già provveduto a rimuovere la polvere e a montare il tubo sulla sua montatura a forcella. Non un graffio, non una botta o alcun segno di muffa o corrosione.
Un dono piovuto dal cielo, specialmente per il prezzo ridicolo al quale l'incauto e poco esperto di astronomia venditore mi ha ceduto tale strumento, convinto che un telescopio di 37 anni non valesse più alcunché.

Spetta ora a me dare a questo strumento le attenzioni che merita, dopo 37 anni di immeritato oblìo.
AstroRunner non in linea   Rispondi citando
Vecchio 04-06-18, 08:16   #2
giovanni bruno
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Ubicazione: ivrea
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Predefinito Re: Celestron C11 Orange

Una finestra ottica di 280mm è una cosa serissima.

Se sui pianeti devi aspettare il dono di un ottimo seeing per goderne appieno la grossa risoluzione, sul deep sky potrai godere invariabilmente della sua potenza ottica.

Non ascoltare le dicerie di chi avendo solo delle piccole e magari costose aperture, sentenzia con invidiabile certezza che un grosso SCT è inusabile da cieli MEDIO-MEDIOCRI per il deep sky.

La mia esperienza, fatta addirittura tra i lampioncini a palla condominiali ed un centro spotivo illuminato a giorno a soli 80 mertri di distanza, mi dicono esattamente il contrario.

Certo, ho un enorme paraluce anteriore ed anche un paraluce per la zona occhi sul retro del C11, ma quando punto M37, con il mio C11 CPC HD + torretta binoculare DENK2, io ci vedo un meraviglioso MINI-UNIVERSO super risolto, laddove con un rifrattore da 80-100mm ci vedo solo un debolissimo fantasmino.

Ovvio che sotto un cielo MEDIO-BUONO è notevolmente meglio, ma contesto il pregiudizio seccamente negazionista per le osservazioni deep sky caserecce.

Il GOTO + l'inseguimento + la postura comoda in AZ, sono tre fattori che aiutano moltissimo a poter schermare gli occhi dalle luci cittadine.

Infatti il nemico vero non sono solo le luci sul cielo, ma molto di più quelle dirette verso gli occhi, che impediscono agli occhi di attivare i BASTONCELLI e non i CONI nella retina, per un minimo di attivazione della visione notturna.

Spesso uso degli occhiali da sole color ROSSO, per armeggiare con il telescopio e li tolgo, tenendo gli occhi chiusi e li apro solo quando il GOTO mi ha già centrato l'oggetto ed ho posato gli occhi sui due oculari, dotati di alette paraluce, questo piccolo trucco da risultati insperati.
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Strumenti,--C11 CPC DELUXE EDGE HD--MEADE LX90 ACF 8"-- montatura IOPTRON AZ-IEQ45 DUAL PRO--montatura EZ-TOUCHE--rifrattore SW 70/500mm--rifrattore ACRO SW BD 102/500mm-- rifrattore SW BD da 120/600mm--rifrattore APO 120ED --RUMAK INTES MICRO ALTER M603 da 152/1520mm ad f15--binocolo TENTO 20x60--binocolo ZEIS 10x50 JENOPTEM--torretta LUMICON--torretta DENKEMEYER BIG EASY--torretta DENKEMEYER II--

Una vagonata di oculari ,tutti in coppia.
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Vecchio 04-06-18, 08:38   #3
Cocco Bill
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Predefinito Re: Celestron C11 Orange

Un bel colpo di fortuna! Cerca di tenerlo bene perchè oltre ad essere uno strumento "vintage" è anche qualitativamente ottimo. Come schema ottico è identico a quelli della produzione attuale. La qualità delle ottiche in questi vecchi esemplari dovrebbe essere ottima. Stai attento ad una cosa, il trattamento antiriflesso in bifluoruro di magnesio è efficace, anche se meno di quelli attuali, ma la cosa conta poco secondo me. Però è un trattamento più delicato, quindi fai molta attenzione a non pulire la lastra frontale se non serve e non usare liquidi aggressivi. Se c'è della polvere toglila soffiandoci sopra con una peretta ed elimina subito le eventuali impronte digitali, che corrodono il trattamento. Basta usare un poco di acqua distillata con un poco di alcol da liquori assieme (50/50). La cosa migliore è evitare di toccare la lastra frontale e lasciarci impronte.
Cocco Bill non in linea   Rispondi citando
Vecchio 04-06-18, 10:49   #4
astro61
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Predefinito Re: Celestron C11 Orange

E no carta vetra, mi raccomando!

Eh si, ti invidiamo tutti. Hai avuto uan bel cüp de cül...
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DUE OCCHI VEDONO MOLTO MEGLIO DI UNO
C11HD su iOptron CEM60 e cavalletto Geoptik Hercules, rifrattore SW 150/750 con focheggiatore Titanium su iOptron AZ Mount Pro, APM 140 f/7, torretta Baader Zeiss Mark V, coppie di Takahashi LE 30, 12.5 e 5mm, coppia di Televue Panoptic 24mm, coppia di Meade 18mm serie 5000 HD-60, coppia di ES 9mm 62°, coppia di TS 7mm UWAN 82°, TS 40mm Paragon ED, Televue plossl 11mm, Meade serie 4000 Japan 26 e 15mm, Sky Quality Meter-L, Canon 12x36 IS II

Ultima modifica di astro61 : 04-06-18 10:54.
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Vecchio 06-06-18, 23:44   #5
AstroRunner
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Predefinito Re: Celestron C11 Orange

Preso atto che il maltempo ha deciso di non abbandonare il cielo di casa mia, ne ho approfittato per reperire qualche altra informazione sul C11 Orange.

Mi sono imbattuto in questa interessante pagina web, la quale riporta l'intera storia del marchio Celestron. Per chi volesse, qui c'è il link: http://www.company7.com/celestron/index.html

Mi sono dedicato alla lettura di questa pagina in maniera scrupolosa, con un occhio di riguardo, chiaramente, per la storia del C11.

Una curiosità che non riuscivo a togliermi risiedeva nel capire l'origine della maggiore rarità del C11 Orange rispetto agli altri SCT Celestron anni '70 e '80.
Intuitivamente ho attribuito la spiegazione al maggior costo del C11 rispetto al C5 e al C8. Tuttavia, stando ai forum americani, anche il ben più costoso C14 Orange ha conosciuto una diffusione maggiore del tubo in mio possesso. Dunque il motivo non era di natura puramente economica.

Ebbene la spiegazione, assai più banale, è che il C11 venne messo in commercio quasi 10 anni dopo rispetto agli altri SCT Celestron, quali il C5 (1971), il C8 (1970) e il C14 (1971). Il C11 vide la luce solo nel 1980, quando subentrò al poco fortunato C10, venduto fra il 1971 e il 1980.

Ecco dunque spiegata la rarità del C11 in versione Orange: semplicemente, è arrivato dopo tutti gli altri membri della famiglia SCT.

La stessa pagina web riportata sopra, inoltre, ha fornito spiegazione alla scritta "made in Japan" presente su ogni singolo oculare, filtro e accessorio ottico presente nella dotazione del mio C11.
Infatti, essendo un telescopio interamente prodotto a Torrance (California), non mi sarei mai aspettato di ritrovarmi fra le mani un parco oculari prodotto in Giappone. Spiegazione? A partire dal 1975, la Celestron si fece fornire i propri oculari e filtri dalla nipponica Vixen. Non ne avevo assolutamente idea!

Il link presenta un sacco di altri aneddoti e ne consiglio la lettura a chiunque fosse interessato a reperire informazioni su questi SCT vintage.

Ultima modifica di AstroRunner : 07-06-18 00:11.
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Vecchio 07-06-18, 07:19   #6
giovanni bruno
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Predefinito Re: Celestron C11 Orange

Davvero interessante questo LINK, anche se è prodotto da un'azienda commerciale che vende prodotti CELESTRON alias SYNTA.

Comunque è molto interessante la constatazione che non tutte le annate dei prodotti CELESTRON siano buone ed alcune annate addirittura scarse.

Tanto per sfatare il mito che solo i CELESTRON di gestione americana sono ottimi.

Ottima fu la serie iniziale e molto successivamente la serie ULTIMA ed ULTIMA PEC.

Che il passaggio di proprietà della CELESTRON alla SYNTA abbia coinciso anche con un amumento della qualità in uscita dalla fabbrica è cosa nota e cosi dice anche questo LINK.

Cosa che riscontro fedelmente nel mio C11 CPC HD , strumento progettato e poi ricontrollato in AMERICA, ma prodotto in CINA.

Tornando all'apertura del C11 in generale e del C11HD in paticolare, ho lungamente sperimentato la diaframmatura eccentrica del mio C11 HD, per ottenere una minore apertura, ma priva di ostruzione centrale in caso di cattivo seeing.

Segnatamente per un uso TERRESTRE, ma anche per un uso PLANETARIO, quando il seeing è medio-scarso, ho ottenuto dei risultati straordinari con tali diaframmi eccentrici.

Di fatto con un C11 e diametri superiori, è come avere molta luce e risoluzione a piena apertura e con un seeing buono, ma si può avere un secondo telescopio non ostruito, di diametro molto minore, ma capace di esprimere un'eccellente incisività quando il seeing è meno buono.

Come per ogni macchinario e come recita un vecchio adagio in uso tra gli operatori delle macchine utensili, con il GRANDE si fa anche il PICCOLO, ma con il piccolo non si può fare il grande, riferendosi alle dimensioni della macchina, tipo un tornio.
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Vecchio 07-06-18, 08:11   #7
Cocco Bill
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Predefinito Re: Celestron C11 Orange

Mi sembra che nè la Celestron nè la Meade abbiano mai prodotto oculari, anche adesso se li fanno produrre per proprio conto da altre aziende specializzate, quasi sicuramente cinesi. Certo avere degli oculari di serie marcati Made in Japan dà un ulteriore fascino al tubo che hai fortunosamente acquisito. Pensa che all'epoca costava quanto un'auto di lusso...
Cocco Bill non in linea   Rispondi citando
Vecchio 07-06-18, 13:21   #8
AstroRunner
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Predefinito Re: Celestron C11 Orange

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Tanto per sfatare il mito che solo i CELESTRON di gestione americana sono ottimi.
Esattamente.

Non nascondo che io stesso ho sempre visto nella fantomatica sigla Made in USA una sorta di assoluta garanzia di qualità.

A quanto pare, nulla di più falso.

Ed è bastata una veloce spulciata nei forum americani per capirlo.

Delle volte occorre davvero poco per far crollare presunti miti e leggende, anche ben radicati.

Alla luce di ciò, mi rivolgo a chi, come me, si sia imbattuto in uno di questi Schmidt-Cassegrain vintage (a o chi abbia intenzione di comprarne uno): cercate, per quanto possibile, informazioni e prove sulla data di produzione dello strumento, perchè anche solo 1 o 2 anni possono fare la differenza fra uno strumento costruito in un periodo produttivo felice e uno in un periodo triste della nobile Celestron.

Sapere la data di produzione è poi un vantaggio in entrambi i casi: nel primo, potreste avere la certezza di avere tra le mani un'ottica ben lavorata, mentre nel secondo avreste una valida argomentazione per far abbassare il prezzo al venditore.

Ultima modifica di AstroRunner : 07-06-18 13:30.
AstroRunner non in linea   Rispondi citando
Vecchio 07-06-18, 13:33   #9
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Può darsi che ci siano periodi felici e tristi, comunque non tutti gli strumenti sono eguali, inutile fare affidamento ad un numero di serie, molto meglio controllare con uno star test la qualità dello strumento in oggetto. Qualità che poi viene fuori dopo almeno un anno di uso. Perchè non è certo consolatorio il sapere che nella serie del mio strumento ce ne sono di ottimi quando proprio il mio è pessimo... e (meglio) viceversa.
Il periodo di quelli arancioni, di cui stiamo parlando, è un periodo felice, nel senso che sono strumenti che vengono apprezzati nel mondo dell'usato/vintage e mantengono un buon valore se sono ben tenuti. Non c'è motivo di ritenere che abbia prestazioni inferiori a quelli attuali, visto che è pressochè identico nelle misure costruttive rispetto a quelli di attuale produzione. L'alluminatura degli specchi di questi strumenti chiusi dura tantissimo.
Cocco Bill non in linea   Rispondi citando
Vecchio 07-06-18, 13:40   #10
astro61
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Predefinito Re: Celestron C11 Orange

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Che il passaggio di proprietà della CELESTRON alla SYNTA abbia coinciso anche con un amumento della qualità in uscita dalla fabbrica è cosa nota e cosi dice anche questo LINK.

Cosa che riscontro fedelmente nel mio C11 CPC HD , strumento progettato e poi ricontrollato in AMERICA, ma prodotto in CINA.
Caro Giovanni, non vorrei rovinarti la giornata, ma tu credi di avere in mano uno strumento perfetto, ma ti assicuro che Synta o non Synta, o controllo in America, hai uno strumento solo assemblato approssimativamente.
Ti dico questo con cognizione di causa. Anche il mio produceva quelle che a me sembravano ottime immagini. Salvo poi constatare, quando l'ho portato dal Davide della Torre del Sole per sistemare quella faccenda del focus shift (ricordate?), attraverso i filmati che mi ha fatto vedere, che non c'è uno Schmidt-cassegrain, dico uno, che non aveva tante di quelle magagne che non hai idea! Fra l'altro soprattutto i Celestron, i Meade meno. E solo smontandolo completamente e controllando i singoli pezzi su macchine a controllo numerico lo vedi. Anche se spesso i pezzi non sono fuori di centesimi ma addirittura di millimetri. Fra poco il mio è pronto e mi ha anticipato che anch'esso era ben lontano dall'essere perfetto. Mi rilascerà inoltre il CD che testimonia le varie fasi di lavoro e riassemblaggio. Non mi aspetto che mi restituisca una macchina da guerra (ma ci conto), e magari rispetto a prima non si vedrà palesemente un incremento di prestazioni, ma una cosa è sicura. Adesso avrò in mano un C11HD al massimo delle sue prestazioni. Questa certezza per me é molto importante.
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Ultima modifica di astro61 : 07-06-18 13:46.
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