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Vecchio 31-07-08, 08:55   #1
Gabriele
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Predefinito Una sfidante per Eta Carinae

31 Luglio 2008
Una sfidante per Eta Carinae
di Claudio Elidoro - Fonte: Spitzer Space Telescope

Tempo di Olimpiadi, tempo di medaglie. L’occasione giusta, dunque, per chiederci a quale stella potremmo assegnare la medaglia d’oro come astro più luminoso della Via Lattea. Gli astronomi non hanno dubbi: il primo posto in classifica è appannaggio di Eta Carinae, un astro gigantesco che brilla come 4,7 milioni di soli. E per la medaglia d’argento come la mettiamo?
Per la risposta alla nostra curiosità dobbiamo essere debitori al telescopio spaziale Spitzer, grazie al quale un team di astronomi coordinato da Andreas Barniske (Università di Potsdam) ha individuato la stella che riscalda la cosiddetta nebulosa Peonia, posta a oltre 26 mila anni luce di distanza in direzione della costellazione del Sagittario. L’intervento del telescopio infrarosso, infatti, è stato determinante nel valutare quale stella facesse brillare la nebulosa Peonia dato che stiamo parlando di oggetti che risiedono in una delle polverose regioni centrali della Via Lattea.
Integrando le osservazioni dello Spitzer Telescope con quelle del New Technology Telescope dell’ESO in Cile, Barniske e collaboratori sono riusciti a trovare che la luminosità della stella nella nebulosa Peonia è pari a 3,2 milioni di volte quella del nostro Sole: medaglia d’argento, dunque. La stella appartiene alla classe delle stelle Wolf-Rayet ed è una gigante blu la cui massa originale si stima si potesse aggirare intorno a 150-200 masse solari. Anche le dimensioni sono gigantesche: messa al posto del Sole occuperebbe più o meno l’intera orbita di Mercurio.
Oltre a Eta Carinae, dunque, ecco che abbiamo sotto mano un’altra stella di massa elevatissima, con il risultato che i limiti suggeriti dagli attuali scenari dell’evoluzione stellare vengono spinti ancora più in là. Inevitabile il disappunto dei teorici, che si vedono costretti a inventarsi come mai in casi simili non si è assistito alla nascita di un gruppo di stelle anzichè una sola.
A questo punto anche la stella della nebulosa Peonia, come da tempo lo è già Eta Carinae, entra di diritto nella lista delle sorvegliate speciali in attesa del grande botto. Stelle così massicce, infatti, hanno una vita molto più breve delle altre stelle e la loro pirotecnica fine come supernova è – ovviamente in termini astronomici – dietro l’angolo. L’unico rammarico è che, inevitabilmente, la cortina polverosa che la nasconde possa privarci di buona parte dello spettacolo.


Links:

http://www.spitzer.caltech.edu/Media.../release.shtml

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