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Gabriele
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Predefinito La nova sfuggita a tutti quanti

2 Agosto 2008
La nova sfuggita a tutti quanti
di Claudio Elidoro - Fonte: ESA

Se una nana bianca fa coppia con un'altra stella, è molto probabile che riesca ad accumulare su se stessa notevoli quantità di gas sottraendolo alla compagna. L'ingordigia, però, può essere fatale e la nana bianca finisce col pagare molto caro il suo furto. Raggiunta una massa critica, infatti, nel gas accumulato si innescano le tipiche reazioni nucleari stellari e il guscio esterno della nana bianca è sconvolto da un incredibile rilascio di energia. Improvvisamente la stella diventa molto più luminosa e in cielo gli appassionati sono lieti di registrare l'apparizione di una nova. Oltre agli osservatori professionisti, anche moltissimi astrofili tengono d'occhio il cielo coltivando il sogno di essere i primi a rilevare l'evento. Qualche tempo fa, però, sembra proprio che una nova sia riuscita a eludere ogni osservatore e a farla franca.
Ad accorgersene è stato XMM-Newton, l'osservatorio orbitante dell'ESA per l'osservazione nel dominio X. Lo scorso 9 ottobre, mentre era in fase di puntamento verso un nuovo obiettivo, l'osservatorio registrava un intenso segnale proveniente da una sorgente X non indicata in nessun catalogo. L'unico oggetto riportato dalle mappe stellari nella direzione di provenienza del segnale era una debole stellina, nota come USNO-A2.0 0450-03360039. L'immediata osservazione con il Magellan-Clay, il telescopio da 6 metri e mezzo situato all'osservatorio cileno di Las Campanas, indicava che quella insignificante stellina aveva in realtà aumentato la sua luminosità di oltre 600 volte. La successiva analisi spettrale confermava che si era in presenza di una nova, subito battezzata V598 Puppis. E non si trattava affatto di una nova qualsiasi. Le successive osservazioni, infatti, hanno indicato che si è trattata di una delle novae più luminose dell'ultimo decennio.
Piccolo enigma: poichè la radiazione X riesce a emergere dall'involucro di gas e polveri prodotti dall'esplosione solamente qualche tempo dopo l'evento, il botto doveva essere avvenuto molti giorni prima che XMM-Newton registrasse la nova. Già, ma quando? Per rispondere alla domanda i ricercatori hanno consultato i dati raccolti dal progetto polacco ASAS (All Sky Automated Survey), un sistema robotizzato di scansione del cielo, e sono riusciti a scoprire che la nova si era accesa il 5 giugno, dunque ben quattro mesi prima che XMM-Newton ne desse notizia. Caso felicemente risolto, dunque.
Sembra di sì, anche se rimane una coda di mistero. Poichè l'evento doveva essere chiaramente visibile persino a occhio nudo, come spiegare che non sia stato rilevato proprio da nessuno dei numerosi e appassionati osservatori del cielo sparsi su tutto il pianeta?


Links:

http://www.esa.int/esaSC/SEMH9HWIPIF_index_0.html


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