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Vecchio 18-12-15, 17:17   #20
wpro153
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Predefinito Re: A volte ritornano - Perplessità sulla teoria del Big Bang, 2

Eppure arrivando al fondo "dell'incompletezza" si "dimostra" infine che il futuro non è fissato: mi domando se questo vale anche per il passato (e le leggi fisiche, le regole, che fine fanno?). Partendo dalle giuste premesse, senza mai commettere errori e percorrendo sempre il percorso "corretto" (condizione privilegiata) si dimostra che a. Non è detto si arrivi ad una soluzione corretta b. se ci si arrivasse non saremmo in condizioni di riconoscerla "in quanto tale". Tuttavia il cervello umano riconosce l'incompletezza e questo ci assicura che è possibile un approccio "non contraddittorio" al di là delle limitazioni imposte dagli stessi teoremi. Un approccio "più dinamico" può aiutare, ma anche altre considerazioni. Per esempio è il risultato a validare un esperimento e non le premesse teoriche, ancorché esatte, di per sé. Se è corretto ipotizzare, è però anche necessario divulgare i limiti di attendibilità di tali ipotesi e soprattutto indicare come smentire la ns ipotesi. Fuori di questo ho qualche dubbio sulla correttezza di certi approcci, malgrado la correttezza "matematica". Per esempio, la materia oscura è ancora un'ipotesi "da dimostrare" giacché se ne dica, le MOND descrivono molto meglio il moto delle galassie rispetto persino la relatività ed anche l'orbita di mercurio appare ben spiegata dai modelli precedenti, compreso quello tolemaico. Scegliere un modello piuttosto che un altro a volte pare quasi una questione di gusti o di necessità per aggirare i limiti di alcune modellizzazioni e le trasformate (per esempio) sono ottimi strumenti per transitare da un dominio all'altro. Ciò che vale per il linguaggio aritmetico vale anche per i linguaggi in generale comprese le costruzioni di pensiero che li utilizzano: il problema morale diviene contraddittorio a causa delle regole che attribuiamo ad esso, ma possiamo risolverlo comunque in una ottica "non contraddittoria", per esempio in un'ottica etica: che effetto hanno le mie azioni sugli altri? Ed ecco che il problema dell'altro (problema etico) muta le parametrizzazioni delle regole costringendoci alla verifica dei risultati.... sembra quasi il metodo scientifico ....

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