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Vecchio 20-07-19, 05:05   #19
Erasmus
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Predefinito Re: Fantasia Corale in Do minore, op. 80

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Giuliot Visualizza il messaggio
[...] "Il lamento di Arianna", di Monteverdi [...]
Bellissimo! Se lo si aascolta molto attentamente è impossibile non restarne commossi.
Ma occorre riascoltarlo tente volte ... e allora si finisce con l' immedesimarsi nel dramma di questa innamoratissima tradita da Teseo nella maniera più vigliacca che si possa immaginare!
Il mio "Lamento di Arianna" stava sul primo longplay (33 giri) che ho acquistato!
Ero molto povero. Il "curato" (che qui nel veronese significa il "coadiutore" del parroco) aveva qualche disco di musica varia (Beethoven, Bach, Carissimi e Monteverdi ... ma anche canzoni della montagna, canti natalizi ...). In canonica la sua stanza era sempre aperta quando lui non c'era! Aveva anche un ottimo giradischi ed un superbo magnetofono Philips (a due tracce per verso).
Io (da solo o in compagnia di un amico) andavo ad ascoltare musica là.
Poco prima di laurearmi mio fratello (più anziano di me di 8 anni, meticoloso risparmiatore!) mi regalò ben 200 mila lire (che allora –1961 - erano di più di tre stipendi di mio papà). Non avevo mai visto tanti soldi così in una sola volta!
Mi comperai di colpo un magnetofono ed un giradischi uguali a quelli del curato!
Il magnetofono mi costò 80 mila lire ed il giradischi (che poteva suonare fino a 4 dischi senza intervento umano) circa 20 mila lire. Avevo ascoltato dal curato l'Oratorium "Iephte" di Carissimi, e decisi di comperarmelo. L'Oratorium stava su una faccia di un 33 giri tedesco; e sull'altra faccia c'era "Il lamento di Arianna" di Monteverdi ed un altro pezzo ancora di Carissimi.
Ce l'ho ancora quel disco!. Ma ormai è scassato! Ogni tanto salta qualche solco e in un certo punto ripete eternamente lo stesso solco.
Poco dopo acquistai la 5ª e la 7ª di Beethoven ... ma mi facevo prestare dagli amici altri dischi (per esempio la 1ª e la 4ª sinf. di Brahms) che poi registravo sul magnetofono.
Ricordo che la musica mi conciliava l'organizzazione della tesi di laurea (che era sperimentale). Di giorno andavo a Padova nel laboratorio di elettrotecnica a proseguire la sperimentazione; di sera a casa mia rielaboravo i dati, li confrontavo con la teoria che ci stava sotto, – un mare di calcoli col regolo calcolatore, le calcolatrici elettroniche non esistevano ancora – ne ricavavo i grafici, ecc: sempre al suono della musica! Le bobine di quel magnetofono duravano un paio d'ore senza capovolgerle; e anche il giradischi (che come amplificatore usava quello del magnetofono) poteva suonare per due ore senza intervento umano.

Chiedo scusa: mi sono lasciato andare ai rivordi giovcanili, tra i quali fondamentali sono ancora la scoperta del barocco italiano e l'ampliamento delle conoscenze del romanticismo europeo.

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Erasmus
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Ultima modifica di Erasmus : 22-07-19 10:37.
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