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Vecchio 02-07-19, 17:53   #193
aspesi
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Predefinito Re: Mini-Bot: inizio della fine?

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il reddito procapita ppa in Italia è del 60% più alto di quello rumeno e un 20% di estonia e lituania.
Dati più recenti confermano la tendenza all'andamento che ho riportato.
Che si può intuire anche tenendo buone le tabelle del link (2016 - 2017), pur tenendo in considerazione i diversi database.

In ogni caso:
Gli italiani nel decennio 2008-2017 hanno perso l'8,7% del proprio reddito disponibile reale (o potere d'acquisto).

È quanto ha rilevato il Centro studi ImpresaLavoro sulla base dei dati Eurostat evidenziando che nel Vecchio Continente solo Cipro (-15,4%) e Grecia (-30,8%) hanno registrato una performance peggiore.

Il potere d'acquisto, così come definito da Eurostat, rappresenta la quantità di beni e servizi che una persona può acquistare con un determinato reddito in un dato momento, neutralizzando gli effetti dell'inflazione. Solamente in altri sei Paesi dell'Unione Europea i redditi reali sono tuttora inferiori a quelli del 2008. Si tratta di Portogallo (-0,8%), Irlanda (-1,1%), Belgio (-2,1%), Austria (-3,9%), Croazia (-4,4%) e Spagna (-5,8%). In tutti gli altri Stati europei, invece, sono stati recuperati e addirittura oltrepassati i livelli pre-crisi. Il potere d'acquisto in Regno Unito e Francia, ad esempio, è salito nello stesso periodo di tempo rispettivamente del 2,7% e del 3,4% e in Germania dell'8,5%. Nei Paesi dell'Est Europa, come Bulgaria e Romania, la crescita è stata ancor più significativa e ha superato il 28%.
In valori assoluti, secondo i dati Istat, le famiglie italiane dall'inizio della crisi ad oggi hanno perso nel complesso 70 miliardi di euro del proprio reddito disponibile.
«Le cause di una performance così negativa da parte dell'Italia sono molteplici: la carenza di investimenti pubblici e l'oppressione fiscale e legislativa deprimono gli sforzi delle aziende e frenano un vero rilancio della nostra economia», ha commentato Massimo Blasoni, presidente del Centro Studi ImpresaLavoro. «A farne le spese non sono soltanto quanti, soprattutto giovani, non riescono a entrare nel mondo del lavoro ma pure gli stessi occupati, molto spesso precari», ha aggiunto evidenziando che «con questo ritmo di crescita medio, gli italiani recupereranno il potere d'acquisto che avevano prima della crisi economica solamente nel lontano 2026».
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