Coelestis - Il Forum Italiano di Astronomia

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aspesi 27-12-16 20:35

Re: Verso il default
 
Quote:

meta (Scrivi 791556)
un delirio...comincio a capire molte cose.

Ah..ah...ah... tel chi quel che capis un tubu... :D

Se avevo scritto quel prezzo, evidentemente è perché basta fare qualche conticino... di cui, evidentemente, tu non hai assolutamente l'idea...

Visto che lo stato ci deve mettere non 5 miliardi, ma almeno 8,8 la quotazione da 15 cade a circa 0,8 (perdita del 95% per gli attuali azionisti), ma credo che in breve arriverà a 2,5 euro. Chi non si espone e non tira fuori numeri, ma sa solo criticare, difficilmente potrà sbagliare le previsioni che non fa; ma l'utilità dei suoi interventi è certamente molto scarsa.

meta 27-12-16 21:48

Re: Verso il default
 
proprio non hai capito.

a beneficio di chi magari potrebbe, molto distrattamente, seguirti:

l'importo dell'aumento di capitale, 5 o 9 miliardi ma comunque ingente, non influenza il nuovo prezzo delle azioni quando verranno riammesse alla quotazione (sempre che ci si arrivi)

è infatti una nazionalizzazione, non un'operazione di mercato. lo stato sottoscrive in gran parte l'importo per evitare il fallimento della banca. per rispettare le norme sulla corretta concorrenza, può farlo solo se almeno gli azionisti attuali perdono il loro residuo capitale, come avverrebbe in caso di fallimento.

è facoltà del compratore/stato fissare il numero e il prezzo delle nuove azioni emesse, in modo che prezzoxnumero diano il capitale richiesto (pare, 6 miliardi, il resto viene dalle conversioni obbligazionarie, pure forzate)
allora sicuramente sarà fissato un prezzo bassisimo ed emesse un gran numero di azioni, così chi le aveva già perde quasi tutto in quanto quelle vecchie alla fine varranno come le nuove.. è esattamente quanto già successo con le azioni della banca popolare di vicenza: il fondo di salvataggio atlante, nel maggio del 2016, ha sottoscritto da solo tutte le nuove azioni a e0,1 (esatto, 10 centesimi) quando solo l'anno prima erano indicate a e62,5.

francamente, non penso tu possa aver seguito tutto il discorso fino a qui. cmq, il prezzo delle nuove azioni sarà fissato a giorni, se non a ore e se poi il titolo tornerà in quotazione, vedremo di tirare le somme.

aspesi 28-12-16 07:05

Re: Verso il default
 
La Popolare di Vicenza non è quotata a Piazza Affari e è stata "salvata" dal fondo Atlante.

Il titolo MPS è stato sospeso dalla Consob a tempo indeterminato, per chiarire la dimensione dell'aumento di capitale richiesto dalla BCE.
Gli azionisti attuali restano in possesso delle proprie azioni (al prezzo di carico) e l'operazione di intervento dello Stato (che diventerà azionista per l'80% o più) si concretizza nella diluizione delle azioni (quelle presenti + quelle di nuova emissione).

Il prezzo delle nuove azioni dovrebbe calcolarsi tenendo conto del prezzo medio delle azioni MPS dell'ultimo mese di borsa, nonché dell'ammontare del rafforzamento patrimoniale necessario.
Da qui, i miei messaggi precedenti e la previsione.
E' evidente che per i vecchi azionisti sarà una batosta micidiale, come credo invece possa essere una scommessa- affare sul breve per chi acquisterà all'inizio quando il titolo tornerà in quotazione.
Vedremo.

argaiv 28-12-16 07:18

Re: Verso il default
 
Sarà un affare se la speculazione darà una mano ma è appurato che lo Stato non sia in grado di risanare un bel niente quindi MPS tornerà a bruciare soldi alla velocità della luce entro qualche mese.

L'ennesimo buco nero nei conti pubblici.

L'unica sarebbe venderla anche in perdita al primo che passa

aspesi 28-12-16 07:51

Re: Verso il default
 
Quote:

argaiv (Scrivi 791574)
L'unica sarebbe venderla anche in perdita al primo che passa

Scusa, ma quel poveraccio che magari aveva MPS da 2 anni e già prima della sospensione aveva già perso il 90%, e che alla ripresa della quotazione si troverà con un'altra perdita del 95% (quindi, in totale, oltre il 99%), quale interesse avrà ad intascare poco più di 50 euro di fronte ad un investimento iniziale di 10mila euro? :D

A proposito di stato e privati, la Telecom pubblica era un gioiello mondiale, ora è poco più di una ciofeca...

meta 28-12-16 08:20

Re: Verso il default
 
vedo che stai cercando di aggiustare il tiro: al post#4398 prevedevi con la tua sfera di cristallo un abbattimento del prezzo delle azioni del 90% dall'ultimo prezzo di euro15, cioè euro1,5 alla ripresa delle quotazioni.

adesso dici il 95%, che fa un più realistico 0,75 euro di nuovo prezzo. la metà...se non ti avessi spiegato un po' di cose, avresti continuato a spararla grossa.

direi di aver già vinto.

aspesi 28-12-16 08:55

Re: Verso il default
 
Quote:

meta (Scrivi 791583)
vedo che stai cercando di aggiustare il tiro: al post#4398 prevedevi con la tua sfera di cristallo un abbattimento del prezzo delle azioni del 90% dall'ultimo prezzo di euro15, cioè euro1,5 alla ripresa delle quotazioni.

adesso dici il 95%,

Non so se fai apposta o se proprio non ci arrivi...

Avevo detto che ci sarebbe stato un abbattimento del prezzo delle azioni del 90% (dai 15 euro dell'ultima contrattazione), semplicemente perché allora l'intervento dello Stato era previsto essere di 5 miliardi. Se viceversa sarà necessario metterci quasi il doppio, è evidente che il prezzo finale delle azioni sarà approssimativamente la metà.
Per tutti (quasi tutti :D) dovrebbe essere una spiegazione inutile e superflua...

meta 28-12-16 09:08

Re: Verso il default
 
non è l'importo dell'aumento di capitale che causa l'abbattimento del valore delle azioni, bensì il numero di azioni emesse. è questo parametro che permetterà allo stato, che subentra nella proprietà, di stabilire a suo piacimento l'entità della punizione per gli azionisti attuali.

basandomi sui casi recenti e sull'aria che tira, a mio avviso questa sarà anche superiore al 95%, diciamo il 97-98, cioè alla ripresa le azioni varranno circa euro 0,4.
rifletti sul fatto che se l'aumento di capitale fosse anche solo della metà o meno, la punizione sarebbe identica. l'unico compratore disponibile ha il potere di spazzare via gli altri.

meta 29-12-16 09:01

Re: Verso il default
 
pare di capire che la sospensione del titolo mps proseguirà per almeno altri due mesi.
ci vuole un nuovo piano industriale, lo stato deve specificare bene come interverrà, l'organismo di controllo deve approvare ed è importante perchè si crea il precedente.

probabilmente significa che non tornerà più in quotazione, visto lo scarsissimo flottante residuale e le fortissime tensioni a vendere che nel tempo si saranno accumulate.

aspesi 29-12-16 11:11

Re: Verso il default
 
Eh..., siamo "costretti" :mad: a subire l'iter della ricapitalizzazione nella formula definita dalla BCE.
Significa che la struttura del piano italiano (che prevede la tutela integrale degli obbligazionisti subordinati e perdite minori per gli azionisti) non va bene ai padroni dell'euro, che non sono stati in grado di risolvere i problemi economici creati da uno staterello come la Grecia e neppure di copiare il metodo efficace e risolutivo praticato dagli USA.

Di rimando in rimando, la questione MPS si incancrenirà fino a dopo aprile, ammesso si riesca poi ad accordarsi su come trattare le sofferenze (27 miliardi, che sarebbe "logico" affidare alla Bad Bank che occorrerà creare).
Anche questi sono i guai di avere una moneta straniera in Paesi fintamente uniti, ma in cui solo i più forti comandano, fanno i cazzi loro e schiavizzano i più deboli.

argaiv 29-12-16 21:34

Re: Verso il default
 
D'altra parte facciamo sempre di tutto per essere ricattati: mps è un bagno di sangue e lo si sapeva da anni ma non se ne era accorto nessuno..

Renzi credeva di salvarla twittando fesserie sul fatto che le azioni fossero un affare e che ci avrebbe pensato il mercato così poteva usare i soldi per comprarsi i voti... risultato: i voti non li ha avuti ugualmente ed ora c'è da dissanguarsi visto che nel frattempo si è mangiata tutto il capitale...

Sono i tedeschi ad essere rompiscatole o siamo noi ad essere dei somari? A voi la scelta

aspesi 29-12-16 22:01

Re: Verso il default
 
Quote:

argaiv (Scrivi 791693)
Sono i tedeschi ad essere rompiscatole o siamo noi ad essere dei somari?

L'una e l'altra.
Ma per le sorti dei vari popoli è molto peggio la prima (che hai detto).

Leggi qui:
http://clericetti.blogautore.repubbl...nche-tedesche/

“Quando è esplosa la crisi della Grecia l’esposizione delle banche italiane verso quel paese ammontava a circa 1,9 miliardi. Oggi l’esposizione dello Stato italiano verso Atene è di 40 miliardi. Anche per la Spagna, con cifre un po’ diverse, è andata nello stesso modo”. Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze, non potrebbe essere più esplicito. La crisi Greca è stata gestita in modo da trasferire i crediti delle grandi banche soprattutto tedesce e francesi dai loro bilanci a quelli degli Stati, tutti gli altri Stati dell’Eurozona. I cittadini tedeschi sono convinti che, come contribuenti, sia stato loro accollato il peso del salvataggio dei Greci pigri e corrotti. In realtà sono stati chiamati a salvare le loro banche che avevano incautamente ecceduto con i prestiti. Ma almeno erano le loro banche: che cosa dovrebbero dire i cittadini italiani, che sono stati pesantemente coinvolti nonostante che i prestiti delle nostre banche alla Grecia fossero poca cosa?

Ecco dunque il capolavoro tedesco: distribuire a tutti gli altri europei i problemi delle loro banche (e di quelle francesi) pretendendo poi che il disastro che ne è derivato sia colpa di tutti gli altri tranne che loro."
.

Inoltre: uno stato "troppo" efficiente, che esporta molto più di quanto importa, e non provvede poi alla redistribuzione, sottrae ricchezza e produce danni immensi (soprattutto se non si può effettuare un riequilibrio con la rivalutazione del suo cambio valutario rispetto agli altri paesi).

meta 29-12-16 22:27

Re: Verso il default
 
è molto meglio per chi non è ferrato, stare sul semplice.

se sono molto efficente, guadagno molto.
i miei guadagni finiscono o in spese o in investimenti.
se, per indole e per demografia, spendo poco e non investo in casa,
allora divento un grande investitore all'estero.

è quello che è successo alla germania, che ha finanziato alla grande grecia, spagna, portogallo etc.
paesi che però non hanno messo a frutto questi capitali, e anzi se li sono spesi. è tutto qua.

("troppo efficente" è cosa che non esiste, al pari di "troppi soldi", "troppe t*tte", "troppa salute" etc.)

aspesi 30-12-16 07:12

Re: Verso il default
 
http://investire.aduc.it/editoriale/...no_25335.p hp

*Il comunicato stampa di Banca MPS dell'altro giorno ha lasciato molti stupiti e tanti scandalizzati. La maggior parte dei commentatori si e’ concentrata sull'aumento richiesto dalla Banca Centrale Europea (BCE) dei capitali necessari per mettere in regola la Banca: si è passati, infatti, da 5 a 8,8 miliardi. L'aspetto più rilevante di questa vicenda, a nostro avviso, non è tanto l'aumento richiesto, quanto il fatto che la né Banca MPS né il Tesoro erano a conoscenza dei criteri di calcolo applicati.
Il comunicato stampa di MPS termina con questa frase: “La Banca ha tempestivamente avviato le interlocuzioni con le Autorità competenti al fine di comprendere le metodologie sottese ai calcoli effettuati da BCE”. In altre parole MPS non sa come siano stati calcolati questi 8,8 miliardi*ed ha chiesto subito spiegazioni. Lo stesso ministero italiano del Tesoro è stato preso alla sprovvista e non era a conoscenza di questa eventualità.
Ma come è possibile che la Banca (ed il massimo esponente in materia dello Stato) non sappia quali sono e quali regole applica la BCE?
La BCE ha una discrezionalità così forte che può decidere come gli pare e di volta in volta?
Come è possibile che una banca non sia informata preventivamente quali siano i requisiti di patrimonializzazione nei vari scenari?
Abbiamo delle regole europee di gestione del sistema bancario che lasciano margini d'incertezza su un aspetto così centrale come i requisiti di patrimonializzazione?
Stiamo parlando di Topolinia o dell'Unione Europea?
E' evidente che questo sistema di vigilanza bancaria non funziona e non può funzionare.
Il sistema bancario sta in piedi solo ed esclusivamente perché i clienti hanno fiducia nel fatto che le banche siano in grado di far fronte ai propri impegni. Se la BCE non fa una chiarezza cristallina su quali siano le regole di patrimonializzazione in tutti gli scenari, è evidente che mina alla base la fiducia che gli operatori hanno sul sistema bancario.
E' chiaro che l'incertezza, se da una parte è un serio problema per il sistema bancario, è molto utile politicamente perché se non vi sono delle regole ben chiare tracciate che si debbano semplicemente applicare, allora si ampliano molto i margini di trattativa politica e si può agevolmente tentare di applicare i propri obiettivi.
Il punto, infatti, appare chiaramente politico.
La Germania vuole che l'Italia applichi il dogma dell'austerity e vuole che risolva il problema delle banche chiedendo aiuto, come hano fatto Spagna e Grecia, al così detto “fondo salva Stati”. Questo implica una serie di vincoli di bilancio che metterebbero l'Italia in una sorta di commissariamento.
L'Italia, fino ad oggi, ha sempre negato di voler chiedere questo tipo di aiuti, ma ha un solo modo per evitare questo commissariamento: presentare un piano sistemico nazionale di supporto all'intero sistema bancario

meta 30-12-16 09:08

Re: Verso il default
 
tutte balle. lo stupore di padoan, i criteri segreti e politici, gli scandalizzati etc

se non volevano fare un'interurbana alla bce, bastava chiedere a banca d'italia.

http://www.bancaditalia.it/media/app...ionale-MPS.pdf

aspesi 30-12-16 11:43

Re: Verso il default
 
Ma la nota di Bankitalia risulta successiva
Mps - Bankitalia: dallo Stato 6,6 mld per la ricapitalizzazione 30/12/2016 11:11 - ALN


e in ogni caso conferma quello che avevo scritto nei messaggi precedenti

Nel caso del Monte, tale fabbisogno e' stato valutato dalla BCE in 8,8 miliardi e nel dettaglio degli 8,8 miliardi richiesti; 6,3 miliardi occorrono per riportare il Cet1 all'8%, mentre gli altri 2,5 sarebbero necessari per portare il Total Capital Ratio all'11,5 per cento.

aspesi 04-01-17 16:44

Re: Verso il default
 
Un omaggio a tutte le ... capre :D:D:D

https://www.youtube.com/watch?v=HoQW1Q73u-k

aspesi 09-01-17 18:06

Re: Verso il default
 
Dalle stelle (5) alle ... stalle :D:D:D:D

http://www.ilpost.it/2017/01/09/grillo-europa-alde/

meta 09-01-17 20:26

Re: Verso il default
 
ma se è stato un complotto!:)

ci tengo a far notare che esiste un movimento liberale, specialmente francese, che rifiuta da sempre di allearsi con i populisti di destra, come la lepen, anche se questo a volte gli costa le elezioni.

dei burattini di casa nostra sarebbe invece opportuno tacere...purtroppo il discredito di cui si coprono ricade anche su di noi.
https://www.youtube.com/watch?v=VQ0tvs9Egj0

argaiv 09-01-17 21:03

Re: Verso il default
 
Ma pensa te! i 5 stelle ne hanno combinata un'altra! Menomale che non governano loro altrimenti qua andrebbe tutto in rovina....

A Milano gli ospedali sono in tilt per l'influenza e le ambulanze impiegano due ore per soccorrere la gente (questa è l'eccellenza), in Campania manco a parlarne perché la gente viene curata direttamente sul pavimento... tanto per dirne due. Poi vabbè siamo in deflazione grazie ai potentissimi stimoli del Pd ma almeno forse abbiamo trovato i soldi per coprire nell'anonimato i debitori morosi di mps & c.

In effetti è meglio pensare ai trafiletti sui 5 stelle perché sennò c'è da piangere... :rolleyes:

Sat 09-01-17 21:11

Re: Verso il default
 
Quote:

argaiv (Scrivi 792492)
Ma pensa te! i 5 stelle ne hanno combinata un'altra! Menomale che non governano loro altrimenti qua andrebbe tutto in rovina....

Ogni tanto ti capita di dire una cosa giusta. :D:D:D

Si sono fatti inchiapxxxre senza vasellina, hanno fatto le votazioni online (chi li ha contati i voti e i votanti?), pensavano di avre fatto una manovra di alta politica e si ritrovano con un cetriolo non dico dove.
Un capolavoro...
complimenti per la trasmissione. :spaf:

meta 09-01-17 21:17

Re: Verso il default
 
potrebbe arrivare anche un altro sviluppo interessante: peppino che si scusa con farage per non perdere i fondi europei che erano alla base del blitz con alde.
questo sì che sarebbe da diffondere in streaming.

argaiv 09-01-17 22:00

Re: Verso il default
 
In teoria dovrebbero essere quelli all'opposizione a criticare quelli che governano ma qua sembra normale il contrario! Mi dispiace però deludere qualcuno visto che comunque, quando le cose vanno a rotoli, non può essere colpa dell'opposizione.

Era dal '59 che non andavamo in deflazione! La bravura del PD nel gestire la crisi è innegabile...

Almeno abbiate la decenza di parlare un po' anche di questo oltre a puntualizzare sempre su ogni quisquilia dei 5 stelle! :fis:

Sat 09-01-17 22:30

Re: Verso il default
 
Non te la prendere, da oggi li chiamiamo MoVimento Cinque Fessi.:D:D:D

L'establishment ha deciso di fermare l'ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco. La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement).

aspesi 11-01-17 11:19

Re: Verso il default
 
Gli stipendi dei parlamentari in Europa. L’Italia al primo posto, ma al decimo per il capo di Governo.

Il sito irlandese thejournal.ie*ha pubblicato dei grafici comparativi degli stipendi dei politici attraverso l’Europa.
Tre Paesi vanno oltre i 100.000 euro per lo stipendio base annuale dei loro parlamentari. L’Italia e’ il Paese che li paga meglio, con 125.220 euro all’anno per i membri della Camera dei Deputati, seguita dagli eletti della Nationalrat autrichien (121.608 euro) e quelli del Bundestag tedesco (108.984).
La differenza e’ notevole coi Paesi che occupano la parte bassa della classifica. I parlamentari della Romania e della Bulgaria sono pagati meno di 20.000 euro ogni anno.

Per avere una migliore idea di cio’ che rappresenta lo stipendio degli eletti, bisogna però compararlo con il prodotto interno lordo (PIL). In Italia, lo stipendio annuale di una parlamentare equivale a piu’ di quattro volte il PIL per abitante (29.599 euro).
Angela Merkel guadagna otto volte lo stipendio medio tedesco.

114.797 euro lo stipendio del nostro capo di governo, solo al decimo posto.
Il Paese che ne esce meglio e’ il Lussemburgo, con il primo ministro che viene pagato 182.770 euro, ma che e’ solo 2,63 volte in piu’ del PIL medio.
Certamente non e’ diminuendo questi stipendi che ogni singolo Paese risolve i propri problemi economici. Ma, talvolta -e non solo-, l’esempio puo’ essere un buon punto di riferimento, vista la grande esposizione mediatica.

http://avvertenze.aduc.it/articolo/s...mo_2 5384.php

argaiv 18-01-17 06:58

Re: Verso il default
 
http://www.repubblica.it/cronaca/201.../?ref=HREC1-11

Il record di Alfano jr alle Poste: 200mila euro l'anno senza firmare neanche un atto



Bella gente... sicuramente ci porteranno fuori dalla crisi...

ANDREAtom 18-01-17 07:24

Re: Verso il default
 
E' una vergogna. Vorrei essere una mosca per vedere cosa fa tutto il giorno questa gente per "guadagnare" cifre del genere.

aspesi 18-01-17 08:50

Re: Verso il default
 
Fantaprevisioni da astromauh :D
Se ne avvererà qualcuna?

1) Gli Stati Uniti finiscono in recessione (dopo 31 trimestri di ininterrotta espansione economica). Uno scivolamento dei profitti dal capitale al lavoro (aumenti salariali a seguito della piena occupazione) potrebbe lasciare l'amaro in bocca alla Corporate America, facendo implodere gli occhiali rosa inforcati da Wall Street all'inizio dell'era Trump. L'oro sarebbe il primo beneficiario di questa situazione.

2) I tassi USA scendono. I titoli di Stato decennali americani hanno concluso il 2016 con un rendimento del 2,44%, oltre cento basis point al di sopra dei minimi di metà anno, scommettendo su un rialzo dell'inflazione legato alla politica economica di Trump (protezionismo, spesa pubblica espansiva etc). Però inflazione e tassi d'interesse potrebbero restare bassi più a lungo di quanto si creda.

3) Brexit sprofonda nel caos: la May si dimette e la sterlina crolla. Il percorso negoziale di hard Brexit si annuncia lungo e pieno di ostacoli. Il rischio è che tra Bruxelles e Londra si apra una frattura enorme.

4) L'Italia va al referendum sull'Italexit. Nella complessa tornata elettorale del 2017, le maggiori mine antieuropeiste dovrebbero alla fine essere disinnescate sia in Olanda (Wilders reso inoffensivo da una grande coalizione), che in Francia (Marine Le Pen sconfitta al ballottaggio) e in Germania (Alternative fur Deutschland che non riesce a imporsi). Per l'uscita dall'Unione Europea, resta la grande incognita rappresentata dall'Italia, unica economia avanzata che non riesce a crescere, mantenendo alti livelli di disoccupazione e un debito pubblico apparentemente indomabile.

5) La Borsa del Kenya cresce più di tutte le altre piazze finanziarie mondiali. Visto la crescita del PIL e il basso debito pubblico, è poco spiegabile il crollo dell'indice Nairobi SE20 (dai picchi del marzo 2015 siamo a -43%), soprattutto con un rapporto prezzo/utili a 9,5 e un dividend yield dell'8,5%.

aspesi 21-01-17 16:46

Re: Verso il default
 
Il jobs act di Trump

Niente leva del debito per spingere la crescita, ma creazione di nuovo lavoro. Utilizzando, se necessario, le misure protezionistiche.

Nel corso della presidenza Obama, il debito verso l'estero è passato da 2700 miliardi di dollari (2009) a 7300 miliardi (2015). Nei confronti della Germania, nel 2015 il passivo è stato di 77 miliardi, verso la Cina di 335 miliardi di dollari (cumulando più di 3000 miliardi negli ultimi 15 anni).
Con Trump, l'economia reale dovrebbe tornare al centro dell'azione politica: senza produzione industriale, non ci può essere benessere e gli equilibri sociali e economici sono precari.
Il mantra degli anni '90 fu l'abbandono della old economy, che culminò con la bolla delle dot.com ; ma la new economy non mantenne nessuna delle sue mirabolanti promesse.
Con la violenta globalizzazione degli anni duemila e l'ingresso della Cina nel Wto, la competizione internazionale condusse sempre più al basso costo del lavoro e alle sue minori tutele, nel campo ambientale e del welfare.
La crescita americana fu alimentata dal debito delle famiglie, finché scoppiò la devastante bolla immobiliare del 2008.
Occorre ora riportare in equilibrio la bilancia dei pagamenti, i luoghi di produzione devono essere prossimi a quelli di consumo, i Paesi con un eccesso di avanzo strutturale devono ridurlo, così come i Paesi con grandi passività.

Le dichiarazioni di Trump vanno verso una stagione di deglobalizzazione.
Anche in Europa, a parte la Germania, drogata dall'euro per lei debole, stanno naufragando i tentativi di ridare fiato all'economia reale e all'occupazione.
In Germania 7 milioni di lavoratori hanno solo mini-job, in USA il programma di assistenza alimentare si rivolge a 44 milioni di persone, la Gran Bretagna con la brexit cerca di evitare di essere sommersa dai disoccupati europei.

Le politiche di austerità hanno prodotto tassazione crescente e insoddisfazione generale, sia di coloro che pagano imposte esose, sia di coloro che sono disoccupati o sono remunerati ad un livello insufficiente.
Occorre procedere alla redistribuzione del lavoro; sia sul piano internazionale, sia su quello interno, con la riduzione degli orari di lavoro.

(Spunti da un'articolo di G.S. Aletta su Milano Finanza)

Cocco Bill 21-01-17 17:15

Re: Verso il default
 
Staremo a vedere cosa farà Trump. Viene criticato da tutti, però non tutto quello che dice è da buttare. Perchè una cosa è il protezionismo, un'altra la delocalizzazione senza freni. Un freno alla delocalizzazione va messo, altrimenti il lavoro nei nostri paesi sparisce. Anzi è già sparito. E' bene che qualcuno cominci ad introdurre nuove idee, perchè la liberalizzazione totale fa bene solo a coloro che la gestiscono in prima persona, ossia la classe dirigente. Ma non dirigente come politica, dirigente in quanto è quella che investe (anche se spesso investe i soldi degli altri). E quindi poi detta lei la politica. Perchè la politica non la fanno i Governi (quelli obbediscono...) ma i gruppi finanziari.
Magari Trump non realizzerà nulla, ma intanto è una prima breccia.

ANDREAtom 21-01-17 17:27

Re: Verso il default
 
Qui in Italia la politica non la dettano i gruppi finanziari ma la mafia.

aspesi 21-01-17 18:52

Re: Verso il default
 
Quote:

Cocco Bill (Scrivi 793074)
Staremo a vedere cosa farà Trump. Viene criticato da tutti, però non tutto quello che dice è da buttare.

Perchè la politica non la fanno i Governi (quelli obbediscono...) ma i gruppi finanziari.

Trump è infinitamente meglio della guerrafondaia Hillary Clinton.
E basterà poco per confermarsi migliore di Obama.

Purtroppo, al giorno d'oggi le pseudo-sinistre fanno politiche di destra, a favore dei gruppi finanziari, aumentando le disuguaglianze economiche.
E solo la destra tacciata di populismo mostra di avere a cuore il bene delle famiglie e del ceto medio.

argaiv 21-01-17 21:15

Re: Verso il default
 
Se siamo sopravvissuti a Walker Bush dovremmo farcela pure stavolta.

Chi non sostiene la finanza non finisce di certo a fare il presidente di uno stato "occidentale".. figuriamoci degli USA.

Trump non cambierà niente.

Mizarino 22-01-17 07:16

Re: Verso il default
 
Quote:

aspesi (Scrivi 793080)
E solo la destra tacciata di populismo mostra di avere a cuore il bene delle famiglie e del ceto medio.

Tanto a cuore che gli toglie subito la sanità gratuita!... :D

aspesi 22-01-17 08:59

Re: Verso il default
 
Quote:

Mizarino (Scrivi 793095)
Tanto a cuore che gli toglie subito la sanità gratuita!... :D

Ma la sanità attualmente non è gratuita... e non a tutti è garantita la copertura assicurativa.
http://www.saluteinternazionale.info...presidenziali/

L'assicurazione sanitaria non è pubblica e i prezzi delle polizze assicurative (contributo dei lavoratori) sono aumentati del 200% negli ultimi 15 anni (contro un aumento del salario del 50% e dell'inflazione del 40%).

Detto questo, in questo campo Trump potrebbe anche peggiorare la situazione, ma la funzionalità e giustizia del sistema sanitario americano ne ha di strada da percorrere prima di arrivare ai livelli europei.

Mizarino 22-01-17 09:13

Re: Verso il default
 
Quote:

aspesi (Scrivi 793100)
Ma la sanità attualmente non è gratuita... e non a tutti è garantita la copertura assicurativa.

Sì, certo, ma comunque il suo primo provvedimento è stato quello di fare marcia indietro sulla sanità pubblica.
Conta il verso dello spostamento, non il punto attuale in cui si trova la situazione.

meta 22-01-17 09:18

Re: Verso il default
 
fatalmente, emergono le lacune culturali di fondo. gli scolari nell'ultimo banco, dormono e sognano...

sfugge completamente che ogni libero scambio commerciale PRODUCE ricchezza, cioè aumenta l'utilità dei beni scambiati, anche se questi non hanno subito alcuna modifica e sono solo passati di mano. ((il denaro non è poi altro che un comodo strumento intermedio, deve essere "solo" affidabile per le parti che lo usano.)

vale anche per i servizi: ieri sono andato dal barbiere, che ha impiegato i soldi guadagnati presumo in crocchette per il cane. il risultato è che le ragazze mi sorridono di più e abbiamo un bulldog di buon umore e grosso come un paracarro:). si è prodotta ricchezza, benessere, chiamatela come vi pare.

anche cambiando scala: è estremamente saggio e razionale per canada e costarica scambiarsi banane con mais, nonostante la distanza. se non ci fosse questo scambio sarebbero ENTRAMBI PIU' POVERI e con una dieta più monotona. con la basilare differenza che per la parte con l'economia più evoluta e complessa, come il canada, il danno del protezionismo è minore e meno evidente, anche perchè spostato nel tempo. il canadese medio magari non vede le banane diventate carissime, e poi dieci anni dopo si accorge che sua figlia trova solo lavori modesti a causa di una misteriosa "crisi" economica. crisi che il salvini di turno si offrirà di medicare:D.
per il costaricano invece la tortilla serale diventa immediatamente più piccola.

aspesi 22-01-17 10:12

Re: Verso il default
 
Magari, qualcuno la banana la preferirebbe usare in un modo improprio :D

La ricchezza aumenta certamente anche con gli scambi, anche se in entità obiettivamente minore rispetto alla creazione e produzione dei beni.
Tuttavia il bilancio positivo (occorre considerare anche gli effetti indiretti relativi ad esempio a consumo energetico ed inquinamento) sussiste se lo scambio è relativo a merce (della stessa natura e gradimento) non prodotta, disponibile e reperibile sul posto. In caso contrario, quando la differenza è costituita solo da costo e prezzo finale, l'operazione si traduce inevitabilmente in riduzione del lavoro (e quindi della ricchezza) locale, che va protetta.

aspesi 02-02-17 15:47

Re: Verso il default
 
Urge divorziare dal divorzio

Lo scopo della politica eccezionalmente accomodante adottata dalla BCE è stato di comprare tempo, per dare respiro agli Stati con elevato debito pubblico di fronteggiare sia le resistenze sociali interne, sia l'assalto dei mercati finanziari.

Dopo anni di tassi quasi azzerati e talora negativi, con massicce immissioni di liquidità, la FED sta ritornando alla normalità delle politiche monetarie e tra poco la seguirà anche la BCE.
A questo scenario, l'Italia deve prepararsi adeguatamente, se non si vuole ritornare alla baraonda dello spread del biennio 2011-2012 ed alla feroce, quanto inutile e dannosa austerità di allora.
Perché se dovesse saltare l'euro, pazienza, chissenefrega, anzi...ma sarebbe grave se venisse messa in dubbio la costruzione europea.

La prospettiva rappresentata dalla conclusione del QE, con conseguente aumento dei tassi di interesse, comporterebbe ulteriori oneri di almeno 25 miliardi su un debito pubblico cresciuto di oltre 600 miliardi negli ultimi 10 anni. E' facile infatti ipotizzare che dai 64 miliardi pagati quest'anno per interessi, si arriverebbe facilmente a quasi 90 miliardi; anche se sarebbe giusto e meritevole far capire alla gente che il debito pubblico italiano cresce SOLAMENTE perché occorre finanziare la quota degli interessi non coperta dall'avanzo primario, avanzo che dal 2007 ad ora è stato di ben 230 miliardi.

Ora, la flebile crescita economica dell'Italia è stata sostenuta negli ultimi anni dal bilancio pubblico per effetto dei minori oneri per interessi sul debito derivanti dalla politica monetaria di Draghi; inoltre, la deflazione, -0,1% del 2016, contribuisce al peggioramento del rapporto Debito/Pil.
Intanto, in Germania l'inflazione tendenziale è già quasi al valore ottimale (+1,7%) e quindi i tedeschi scalpitano per la chiusura del QE e il ritorno alla normalità nella politica monetaria.
Questa divaricazione dell'inflazione all'interno dell'Unione Europea è stata causata dalla politica di immissione di liquidità attraverso gli acquisti dei titoli di Stato, che è stata in proporzione alla partecipazione delle singole banche centrali al capitale della BCE.
E' necessario invece procedere in modo diverso, in funzione delle singole realtà nazionali, facendo acquisti mirati al fine di uniformare l'inflazione: cioè sospendere subito l'acquisto dei titoli tedeschi e aumentare quello dei titoli italiani e degli altri Paesi in cui l'inflazione è troppo bassa, in modo da farla arrivare al 2%.

Molto importante è anche adottare la soluzione istituzionalizzata dalla Bundesbank per evitare il collocamento dei titoli pubblici a condizioni più onerose rispetto a quelle offerte dal mercato;infatti, nel caso di un'asta deserta è la stessa Bundesbank che acquista i titoli in vista di un successivo collocamento.
Non si può più lasciare alla speculazione del mercato il potere di fissazione del tasso di interesse da pagare. La Banca d'Italia deve poter procedere al riacquisto illimitato ed incondizionato dei titoli di Stato sul mercato secondario quando il loro prezzo scende per ragioni speculative.

Infine, va reintrodotta la retrocessione al bilancio dello Stato, degli interessi sui titoli pubblici detenuti dalle banche centrali, come fa la FED e come faceva la Banca d'Italia prima del sciagurato divorzio dal Tesoro.

aspesi 18-02-17 17:04

Re: Verso il default
 
Neppure aspesi avrebbe avuto il coraggio di spararla così grossa.
Eppure, è vero!

IN CASO DI USCITA DALL'EURO L'ITALIA SAREBBE IL PAESE CHE AVREBBE IL VANTAGGIO MAGGIORE, CHE SE LA CAVEREBBE MEGLIO, CON LA NUOVA MONETA CHE SI RIVALUTEREBBE DELL'1% E IL DEBITO PUBBLICO CHE NON SAREBBE A RISCHIO.

Chi lo afferma? Uno studio autorevolissimo del prestigioso OFCE (Osservatorio francese della congiuntura economica, finanziato dallo Stato francese e affiliato all'Università di Sciences Po, di cui era presidente Jean Paul Fitoussi, e quindi lontanissimo dalle idee di Marine Le Pen).
Mica micio micio bau bau...
Ma in Italia, zitti, nessuna eco dai megafoni del potere finanziario, tutti proni alla vulgata corrente, che sprigiona castronerie qui ripetute dai mediocri meti di periferia, alla ricerca di qualche sprovveduto che gli tenga il bordone.

Allora: l'Italia NON ha niente da temere dall'uscita dall'euro. Il rischio di ridenominazione è pari a ZERO su tutti i tre fronti analizzati dal report: Balances sheets after the EMU: an assessment of the redomination risk,
cioè:
1) Governo e banca centrale
2) Società finanziarie

3) Imprese e famiglie

L'Italia esce meglio anche della Germania, che ha un rischio maggiore perché il marco si rivaluterebbe del 14%, frenando le esportazioni; infatti, l'Italia ha il conto delle partite correnti vicino all'equilibrio e la sua posizione patrimoniale netta sull'estero è solo lievemente negativa.
I fessacchiotti che si credono esperti obietterebbero:"ma con il debito pubblico che ha, l'Italia con la lira andrebbe in default"
FALSO.
Il rapporto dell'OFCE sottolinea che se il contratto è in base al diritto nazionale, può essere tranquillamente rinominato nella nuova moneta domestica; al contrario, se è di diritto estero, resterà denominato in euro (o nella valuta estera della controparte).

E' esattamente come avevo scritto in un altro messaggio (discussione sul caso Marino): l'Italia ha pochi bond sotto giurisdizione estera. La fine della moneta unica sarebbe una catastrofe solo per la Grecia (e il Portogallo), che ha bond regolati dalla legislazione inglese, e gli investitori potranno chiedere il pagamento in euro in caso di Grexit e ritorno alla dracma.
In Italia il rapporto tra bond che sottostanno alla legislazione estera e PIL è il 5%, e una situazione di rischio si avrebbe solo se superasse il 10% (per l'Austria è il 25%, per Grecia, Portogallo e Irlanda è più del 10%).

Per i bond di società finanziarie sotto il diritto inglese, l'Italia è al 30%, mentre Irlanda e Olanda superano il 200%.

Per le società non finanziarie, l'Italia è al 7%, l'Olanda al 19% e la Francia al 16%.

Conclusione del report: l'Italia non corre nessun rischio di andare in default se esce dall'euro; anzi, la lira si rivaluterebbe leggermente sull'euro (se non saltasse), mentre perderebbe il 13% sul marco e si rivaluterebbei del 10% sul franco francese e la peseta e del 40% sulla dracma (se tutti i Paesi tornassero alla loro moneta).

Ovviamente, non mi illudo, continueranno ad esserci commenti superficiali del tipo "l'euro ha salvato noi e i nostri risparmi" (si ricordassero almeno che le famiglie italiane erano tra le maggiori risparmiatrici del mondo, risparmi che con l'euro si stanno lentamente dissolvendo).

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Per approfondimenti
http://www.ofce.sciences-po.fr/pdf/d.../WP2016-31.pdf

guardare in particolare la tabella 6 a pag.25


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