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mortax 22-07-11 18:52

L'astronomia delle civiltà mesopotamiche
 
Ciao ragazzi, sono nuovo..ho cercato la sezione presentati ma non l'ho trovata. Comunque piacere e salute a tutti.
Apro questo topic per sapere il vostro parere riguardante l'astronomia delle civilità mesopotamiche perchè c'è in giro un pò di confusione...

Voi che ne pensate? ho trovato in giro un'interessante intervista ad un professore, vi posto qua una delle domande

3.Quali erano le conoscenze in campo astronomico dei Sumeri delle altre civiltà mesopotamiche di quel periodo? Conoscevano i pianeti? Avevano maturato una cosmogonia?

Le conoscenze astronomiche mesopotamiche sono strettamente legate alla ragioneria e al computo. La dea sumera Nisaba, letta anche Nidaba, è la dea dei cereali e patrona del computo, strettamente legato all’immagazzinamento, e, indirettamente delle conoscenze astronomiche. Di lei si dice che misura il cielo e la terra, e “conta i giorni”. La relazione di Nisaba con le stelle è evidente dal nome del suo tempio, “casa/tempio delle stelle” (e-mulmul) e da uno dei suoi principali attributi, la tavoletta di lapislazzuli definita “tavoletta delle stelle del cielo (puro)” (dub-mul-an(-ku)). Nonostante i vari riferimenti agli astri e altri elementi che suggeriscono una conoscenza profonda delle cose celesti da parte dei Sumeri del III mill., oco sappiamo delle loro conoscenze astrologiche e astronomiche. Di fatto nei successivi periodi si continueranno ad usare i nomi sumeri dei corpi celesti.
All’inizio del II mill. A.C. assistiamo ad una diffusione della letteratura in lingua accadica e ad un ampiamento dei generi letterari documentati, compresi i testi relativi ai movimenti celesti. Risale al XVIII sec. A.C. l’osservazione del ciclo di Venere registrata su di una tavoletta del periodo del re Ammi-ṣaduqa, uno dei successori di Hammurabi di Babilonia. Si tratta di un importante documento che permette di ancorare alla datazione astronomica la cronologia storica dell’antico Oriente. Nei secoli successivi compariranno importanti composizioni “astronomiche”, come il MUL.APIN, che registrano conoscenze dei moti celesti maturate nei secoli precedenti.
Per evitare lunghe e pedanti discussioni, possiamo dire che i testi del periodo “classico” (metà del II mill.) documentano una conoscenza approfondita dei pianeti e del loro ciclo oltre alle costellazioni, i confini delle quali e anche alcuni loro nomi coincidono con quelle greche. Molte di queste conoscenze, quali lo zodiaco e il calcolo sessagesimale (per es. la misurazione del tempo) e dell’arco, sono giunte immutate sino ai nostri giorni.
Tali conoscenze sono il frutto di un’osservazione costante: ogni giorno gli scribi mesopotamici osservavano e registravano i movimenti astrali; tali registrazioni erano conservate anche per secoli e lo studio dei loro dati aveva permesso di scoprire i movimenti dei pianeti e altri fenomeni, quali il ciclo del Saros.
Anche la matematica era molto sviluppata: in una civiltà fondata sull’estrema burocratizzazione e controllo di entrate ed uscite, si svilupparono presto calcoli complessi, come quello forfettario, e la geometria per la progettazione per esempio di opere idrauliche.
Risalgono all’inizio del II mill. una serie di tavolette con la rappresentazione di alcuni teoremi, tra cui quello di Pitagora!
Per quanto riguarda la cosmogonia, se intendiamo questo termine in senso moderno, la risposta è sicuramente negativa. Sumeri e Accadi avevano diverse idee della creazione del mondo, conservateci nei testi letterari e mitologici, tra cui anche la volta celeste e il ciclo dei pianeti. Nel noto passo della Tavola V dell’Enūma eliš, il poema della creazione babilonese, il dio Marduk
«Fece apparire le stazioni dei grandi dèi
e stabilì le “immagini” delle stelle, le costellazioni,
definì l’anno, del quale tracciò il quadro
e stabilì tre stelle per ogni mese.
Quando ebbe tracciato il “disegno” dell’anno,
fissò la stazione di Nebiru, per far conoscere le loro (delle stelle) relazioni
e in modo che nessuna di esse sbagliasse il suo percorso,
stabilì i sentieri di Enlil ed Ea».


l'intervista completa si trova qua: http://www.eclisseforum.it/2011/07/2...rof-verderame/



Quindi praticamente le scoperte astronomiche che si attribuiscono alla civiltà sumera sono un tantino "sopravvalutate?" Cosa ne pensate?

devilman23 23-07-11 13:28

Re: L'astronomia delle civiltà mesopotamiche
 
No, è che Zecharia Sitchin buonanima le sparava proprio grosse pur di vendere i propri libri... :D

Vabbè,tanto ormai manca poco, basta aspettare poco più di un anno per vedere se qualche previsione del suddetto "scienziato" su Nibiru si avvererà (non credo proprio) oppure no (molto probabile ;)).

mortax 23-07-11 14:09

Re: L'astronomia delle civiltà mesopotamiche
 
quoto..anche se mi chiedo per quale motivo nonostante la scienza sia ben chiara sulle proprie posizioni, si continui ad inquinarla con racconti di fantasia.
A parte quello cmq, è abbastanza radicata in tutti noi l'idea che "nel passato si sapevano piu cose", argomento davvero interessante quando si tratta l'astronomia perchè spesso si associano alle vecchie civiltà delle irreali potenzialità. E' interessante invece come questa risposta faccia notare come non è assolutamente vero che i sumeri avessero chissà che conoscenze astronomiche...

devilman23 25-07-11 09:01

Re: L'astronomia delle civiltà mesopotamiche
 
Quote:

mortax (Scrivi 501020)
è abbastanza radicata in tutti noi l'idea che "nel passato si sapevano piu cose", argomento davvero interessante quando si tratta l'astronomia perchè spesso si associano alle vecchie civiltà delle irreali potenzialità.

Sotto alcuni aspetti questa frase può essere anche vera: prima dell'avvento della televisione (che rimbecillisce il cervello) le persone comuni di allora guardavano di più il cielo stellato; quindi, facendo un paragone, loro sapevano molte più cose riguardo le stelle rispetto a quelle di oggi. E con comuni intendo coloro che non sono gli "specialisti" del cielo quali gli astronomi professionisti e noi astrofili (e dai... allarghiamoci un po' anche noi! :D).

Comunque, anche da studi effettuati personalmente, i Sumeri la sapevano lunga riguardo il cielo. Mi è capitato di dover studiare le origini della costellazione che loro chiamavano GIR TAB (e che noi chiamiamo Scorpione) ed imbattermi nel nome che loro davano alla stella principale di tale costellazione: AN TAR ISH ... ;)

mortax 25-07-11 13:28

Re: L'astronomia delle civiltà mesopotamiche
 
Quote:

devilman23 (Scrivi 501453)
Sotto alcuni aspetti questa frase può essere anche vera: prima dell'avvento della televisione (che rimbecillisce il cervello) le persone comuni di allora guardavano di più il cielo stellato; quindi, facendo un paragone, loro sapevano molte più cose riguardo le stelle rispetto a quelle di oggi. E con comuni intendo coloro che non sono gli "specialisti" del cielo quali gli astronomi professionisti e noi astrofili (e dai... allarghiamoci un po' anche noi! :D).

Comunque, anche da studi effettuati personalmente, i Sumeri la sapevano lunga riguardo il cielo. Mi è capitato di dover studiare le origini della costellazione che loro chiamavano GIR TAB (e che noi chiamiamo Scorpione) ed imbattermi nel nome che loro davano alla stella principale di tale costellazione: AN TAR ISH ... ;)

Quello che dici è fuori ombra di dubbio...però sai io penso che da un certo punto di vista se è vero che c'era molto piu interesse nel guardare il cielo, questo sostanzialmente si traducesse nell'innalzamento del sapere della popolazione media. Ad esempio, molte piu persone sapevano, rispetto ad oggi, cosa era una costellazione e quale era quella determinata stella. Su questo non ci piove...Giusto per parafrasare, oggi ti svegli un giorno e sei in estate..poi dopo un pò di giorni ti accorgi che sei in inverno..di sicuro questo non accadeva alle popolazion antiche che per la propria sopravvivenza erano determinate e costrette a conoscere il luogo in cui abitavano e le costanti variazioni stagionali, giorno per giorno...sapere se tra tre mesi arrivava il freddo solo guardando la posizione del sole..plausibile e perchè no? plausibilissimo che anche il ragazzotto di 11 anni sapesse perfettamente in che punto della rivoluzione terrestre ci si trovasse in quel determinato giorno...perchè gli serviva per aiutare il babbo a piantare le fragole..
Però è anche fuori ombra di dubbio che secondo me ci buttiamo fin troppo giu...noi abbiamo degli strumenti che rilevano l'irrivelabile...magari siamo meno sapienti, come cultura media, ma come cultura specifica del singolo studioso, ci sono piu strumenti, piu opportunità, piu tecnologia ed a tutto questo non si può non ammassara lo stesso sapere antico.
Per cui si..io son d'accordo a seguire il ragionamento dicendo che gli antichi ne sapevano a pacchi...ma non che ne sapessero piu di noi...questo no, e quando lo sento dire sinceramente un pò rabbrividisco :) Sai tu dici una cosa, un'altro la ripete, e via ancora..andare e andare di bocca in bocca e la sardina diventa lo squalo.:fis:


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