Coelestis - Il Forum Italiano di Astronomia

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aspesi 27-12-11 16:06

Re: Verso il default
 
Questa è la fine cui ci sta portando la globalizzazione, l'euro e il liberismo dei mercanti.
http://sostenibile.blogosfere.it:80/...le-banche.html

Poi, c'è qualche Giorgio che continua la recita dell'Italia che ce la farà (a farsela sotto...)

Senza i dazi e una zecca nazionale non ci può essere futuro per l'Italia.:(

argaiv 27-12-11 16:34

Re: Verso il default
 
Dicono "l'Italia ce la farà" come se fossero allo stadio ad assistere ad una partita ma la situazione è un pò diversa, è come il bilancio di esercizio, non è questione di tifare per il farcela o per il non farcela se le entrate sono inferiori alle uscite non ce la fai neanche con l'ottimismo.

Stampare moneta in Italia sarebbe come creare una banca centrale della Regione Campania che conia moneta... chi mai le vorrebbe? Cosa metteremmo a garanzia del loro valore? Oro? la nostra economia in dissesto?

E i dazi? Oggi che gran parte della produzione ha delocalizzato nei paesi emergenti dovremmo mettere i dazi anche sui nostri prodotti col marchio "made in Italy".

Da questa crisi l'Italia non ne uscirà mai, se ne può uscire come singoli individui cercando di diventare più globali e non limitarsi al lavoro sicuro di fianco a casa sperando che l'economia migliori.

In sintesi: l'orizzonte degli eventi è già passato da un pezzo...

aspesi 27-12-11 17:18

Re: Verso il default
 
Quote:

argaiv (Scrivi 550430)
E i dazi? Oggi che gran parte della produzione ha delocalizzato nei paesi emergenti dovremmo mettere i dazi anche sui nostri prodotti col marchio "made in Italy".

Certamente!
E ancora più pesanti che per i prodotti esteri.
In modo da compensare la convenienza del lavoro "aggratis" esterno e far tornare l'impresa manifatturiera in Italia.

Bisogna capire che "il male" sta proprio nella competizione dei mercati e nella concorrenza che strozza.
Ogni prodotto DEVE avere un prezzo equivalente al costo necessario per fabbricarlo: è meglio pagare uno sputo i prodotti high tech e gli sms e poi avere migliaia di lavoratori a spasso (a spese della collettività) oppure le bollette alte come quando c'era in Italia solo la Telecom, che dava da mangiare a decine di migliaia di persone con un salario magnifico ed una insuperabile tutela contrattuale, nonché ad un florido indotto?

Finché il mondo non sarà un unico Paese omogeneo, non si può illudersi di lasciar comandare il mercato!

argaiv 27-12-11 19:16

Re: Verso il default
 
Prendiamo un PC. Prodotto in Italia non esiste. Prodotto in Asia o chissà dove viene venduto, da noi, attorno ai 500 euro (pc di fascia media senza monitor) Quindi immagino verrà comprato dai rivenditori a circa 350/400 euro...

Quanto costerebbe farlo in Italia, considerando che non abbiamo un indotto in grado di sostenere la produzione? (l'Olivetti l'abbiamo disintegrata anni fa)

Forse lo stato italiano in crisi dovrebbe sovvenzionare la creazione di un indotto, sul nostro territorio, per fornirci CPU, schede madri, RAM, schede video ed altre periferiche?

E questo vale per tantissime merci...

I dazi si potevano forse usare anni fa, prima dell'orizzonte degli eventi ma avrebbero comunque tagliato fuori l'Italia dal resto del mondo visto che qualcuno decise che la via era la globalizzazione.

Noi abbiamo scommesso, volenti o nolenti, sulla globalizzazione e abbiamo perso...

occhiodilince 27-12-11 19:41

Re: Verso il default
 
Abbiamo perso semplicemente perchè siamo andati da soli. Se ci fosse stata veramente un'Europa politica i dazi sarebbero stati applicati a livello europeo nei confronti dell'Asia, costringendo cinesi e coreani a produrre con costi paragonabili ai nostri. E abbiamo perso perchè credendoci furbi abbiamo delocalizzato andando a produrre nei paesi asiatici ed esportando, anzi regalando stoltamente agli asiatici le nostre tecnologie, di cui avremmo dovuto essere tenaci e gelosi custodi.

argaiv 28-12-11 20:46

Re: Verso il default
 
l'Europa politica c'è anche ora... Francia e Germania il resto conta zero. L'euro è il marco o il franco di qualche anno fa.... per loro è cambiato poco, per l'Italia è cambiato tutto...

aspesi 29-12-11 14:02

Re: Verso il default
 
Verso l'ORDINE NUOVO.

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http://it.notizie.yahoo.com/crisi-ex-presidente-lehman-bros-spagna-nuovo-ministro-193700533.html
Il nuovo governo spagnolo ha scelto il nuovo ministro dell'economia: si tratta ovviamente di un banchiere.
Ma chi hanno scelto gli spagnoli per essere sicuri di risanare la loro economia, emergere dalla crisi, rilanciare la crescita, avviare il Paese ad un futuro fulgido?
L'ex Presidente di Lehman Brothers.

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Felice Anno Nuovo in Grecia:
Entro un mese, il governo dovrà recuperare un nuovo, ennesimo buco di bilancio: tre miliardi di euro. E su pressione di Unione Europea e FMI, il governo sarà obbligato a licenziare, d'un colpo, altri 150.000 dipendenti pubblici ed a ridurre gli stipendi a tutti gli altri.
Molte famiglie sono già costrette a rinunciare al riscaldamento delle abitazioni: Grecia: dalla crisi alla catastrofe sociale.
E con la moltitudine di nuove tasse imposte dal governo nella disperata rincorsa ad un debito pubblico impossibile da risanare, la Grecia potrebbe essere solo la prima.

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L'attualità profetica del FATER (comitato Fase Terminale della vita umana), ovvero come eliminare, con metodi democratici, umanamente, moralmente e politicamente corretti, gli anziani ormai diventati, con le loro pensioni e la loro assistenza sanitaria, un peso insopportabile per le casse pubbliche - Da “La morte moderna” romanzo di Carl-Henning Wijkmark.
E' insostenibile una società nella quale uno su quattro è in pensione, e uno su otto in età produttiva è in pensionamento anticipato. Il 75% dei costi assistenziali va alla cura di malati cronici e senza speranza (...). In quel 25% di soggetti produttivi su sui grava il peso di tutto il sistema serpeggia uno scontento più o meno accentuato”. La conclusione a cui giunge il FATER è logica e razionale: “avremo presto bisogno di più morti.

La degenerazione totalitaria del sistema democratico consiste nell’opera delle èlites volta a persuadere i cittadini a volere quanto le stesse èlites vogliono, mediante la costruzione di un immaginario collettivo nel quale gli interessi dei dominanti coincidono con il bene comune.
E nella fiera dei buoni sentimenti non può mancare la ragione di scambio tra un sacrificio individuale e un bene più grande: è meglio prolungare la vita penosa del nonno o con quei soldi aiutare i bambini del Terzo Mondo a vivere? Lo stesso tipo di scambio proposto dai Farisei a Giuda per il suo tradimento al prezzo di trenta denari, che potevano essere utilizzati per fare del bene a tanti poveri... Nella democrazia di mercato, che costituisce il brodo di coltura e cultura del FATER, Dio è morto: “nella società contemporanea è l’economia a consegnare all’umanità sul Sinai le tavole della Legge”.

Il FaTER non è più fantasia, sta diventando realtà.
Monti: "“Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parte delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini ad una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo di farle perché c’è una crisi in atto visibile e conclamata. Abbiamo bisogno delle crisi come il G20, come gli altri consessi internazionali, per fare passi avanti. Ma quando una crisi sparisce, rimane un sedimento, perché si sono messe in opera istituzioni, leggi, eccetera, per cui non è pienamente reversibile”.

Una crisi può tornare tanto più utile quanto gonfiata (o al limite, del tutto inventata) e pilotata ad arte.
Per capire che c’è qualcosa di taroccato in tutta questa vicenda, basterebbe chiedersi: “ma dove sono finiti i vantaggi di quel progresso tecnologico che avrebbe dovuto permettere a tutti di lavorare meno e godersi di più l’esistenza?”.
Evidentemente qualcuno se li è rubati nel nome del profitto, della globalizzazione e del libero mercato.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9592

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(Se Cristo fosse nato duemila anni dopo, sarebbe a manifestare con gli indignati e i no-global, o magari sarebbe già in galera)

aspesi 04-01-12 22:36

Re: Verso il default
 
Pian piano la verità emerge....

(ovvero, quando mesi fa dicevo che l'Italia con i conti del debito aggregato era quella che stava meglio in Europa...)

La Germania maschera il suo deficit reale

Confermato da Eurostat, dalla Facoltà di Scienze Economiche di Friburgo e dalla fondazione berlinese «Marcktwirtschaft» (Economia di mercato): la Germania ha il debito pubblico in assoluto più voluminoso di tutta Europa.

http://www.ragionpolitica.it:80/cms/...cit-reale.html

Il punto è la credibilità. La Germania ne ha anche quando fa il gioco delle tre carte. All' Italia manca anche di fronte alla verità.

Pisellino 05-01-12 05:41

Re: Verso il default
 
La Germania ha un PIL molto maggiore dell'Italia ed il suo debito pubblico evidentemente non spaventa i mercati ... :mmh:

aspesi 05-01-12 08:06

Re: Verso il default
 
Modelli da guardare con interesse (e cercare di imitare)

La Danimarca, un socialismo atipico

-La Danimarca non ha l'euro
-I salari minimi sono i più alti del mondo e l'indice di Gini (0,23), che misura le disuguaglianze sociali, indica che la distribuzione dei redditi è la più equa di tutti i Paesi, sia comunisti (anche del passato), che capitalisti.
-Ha il 40% di energia da fonti rinnovabili, ma senza incentivi statali. L'assistenza sanitaria e l'istruzione fino all'università sono completamente gratuite.
-I lavoratori pubblici sono percentualmente il doppio rispetto agli italiani. Le imprese decotte licenziano, ma i disoccupati ricevono il 95% del salario per 4 anni. Non ci sono sussidi all'impresa privata. Si incentiva il lavoro presso la residenza (spostamenti massimi di 20 km).
-La tassazione è il 48%, quasi quanto in Italia. C'è più evasione (23%) che in Italia, ma nessuna elusione, perché i redditi da impresa sono tassati come quelli da lavoro.
I beni di lusso, come le auto di fascia alta, sono tassati per il 200%, mentre i generi di prima necessità sono quasi esenti. Le tasse sulle case sono praticamente assenti e non esiste la casta parassitaria dei notai.
-I contributi per le pensioni sono altamente progressivi (nel senso che chi ha retribuzioni alte, paga molto di più), mentre la base delle pensioni che i residenti percepiranno è uguale per tutti (1350 euro), con integrazioni fino a massimi di 3000 euro/mese.
-Il sistema elettorale è proporzionale puro e l'instabilità politica è altissima (come in Italia, durante la prima repubblica). Questo non è assolutamente un problema. Anzi, tutti i poteri forti, come quello giudiziario, sono molto deboli.


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