Coelestis - Il Forum Italiano di Astronomia

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guidom 15-11-11 15:05

Re: Verso il default
 
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Sat (Scrivi 537126)
di quali temi colossali parli? qui siamo di fronte alla più grande banalità di questo mondo.
Siamo pieni di debiti. Arriva un giorno che ci rendiamo conto di non poter andare avanti e cerchiamo di diminuire il debito ma qualcuno ci dice che dobbiamo pagare interessi più alti sul debito rimanente e/o di nuova emissione. Se per pagare il debito devo fare altri debiti piu' onerosi anche un somaro che ha fatto la terza media all'ultimo banco si rende conto che date queste condizioni non c'è via d'uscita.

sono i complottisti che si occupano di complotti complicati e colossali. io mi sono limitato a rilevare questa loro chiara predilezione, che non è la mia.

aspesi 15-11-11 15:12

Re: Verso il default
 
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Mizarino (Scrivi 537094)
Non mi piace lo stile.

Mi spiace perché magari qualcosa di giusto ci si poteva trovare ...

Sono d'accordo.
Certa gente non sa "farsi leggere per convincere".
E pur di suscitare sensazioni, ogni tanto esagera o tira fuori fesserie, che poi rovinano tutto "il buono" del resto.

Mizarino 15-11-11 15:12

Re: Verso il default
 
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satomi (Scrivi 537111)
Mi viene quasi da pensare che tu, in realtà, abbia paura a leggere. Hai paura di trovare scritto qualcosa che non vuoi sapere, e magari hai paura di trovarlo scritto con un ragionamento logico che difficilmente si può confutare. Possibile?

Dato che mi hai punto sul vivo, di fronte a questa insinuazione non ho potuto non leggere, anche se non ho proprio letto tutto-tutto.

Beh, si tratta di una teoria. Non sono preparato per valutarla. Non sono preparato per valutare se le teorie anti-mainstream cosmologico valgano qualcosa più di una cicca, figuriamoci se sono preparato per valutare la correttezza di una teoria economica! ...

Per quel che posso dire, potrebbe aver ragione, potrebbe aver ragione solo in parte o in piccola parte, e potrebbe essere paranoicamente analogo a chi crede nelle scie chimiche. Quindi, non potendomi basare sulla mia (in)competenza, dovrei basarmi sulla fiducia, e quanto scritto nell'introduzione non aiuta certo a crearmela ... ;)

aleph 15-11-11 15:43

Re: Verso il default
 
Andiamo a leggere nelle premesse fondamentali di questo"saggio" cos'è la moneta:

COS’E’ LA MONETA.
Oggi la moneta che circola è un IO VI DEVO emesso dallo Stato per i cittadini. Letteralmente, ogni monetina, ogni banconota, ogni titolo di Stato e ogni saldo di conto corrente che teniamo in mano è una promessa dello Stato fatta al cittadino (IO VI DEVO) di corrispondergli un qualcosa in cambio di quel metallo o di quei pezzi di carta e titoli o della cifra scritta in quel conto corrente. Che cosa lo Stato si impegni a dovere al cittadino è materia di cui tratto fra qualche riga
.

Che dire, da simili semplificazioni tutto ne può conseguire coerentemente.

Naturalmente ci si deve anche subito premurare di falsificare la semplice verità, infatti:

Conosciamo tutti la storiella (falsa) degli antichi che per smettere di scambiarsi pecore con legna o arance con stoffa o mattoni con ferro, e quindi vivere scariolando masse di beni in giro, decisero di inventarsi la moneta di metallo, che rappresentava il valore dei beni ed era molto più agile da usare.

Ma quello che mi ha dato il colpo di grazia è questo passaggio, dove si afferma un concetto e il suo contrario, vediamolo insieme:

Fino al 1944 e poi fino al 1971 il cittadino poteva teoricamente portare le sue banconote in banca, o alla BC, e pretendere che in cambio gli dessero un pezzetto d’oro di valore equivalente. Questo era un solido sistema per mantenere sia la quantità di moneta circolante che l’attività delle banche sotto controllo. Infatti tutte le banche dovevano in teoria garantire di emettere tanto denaro quanto oro possedevano nei forzieri, e non di più. Ma questo sistema aveva degli svantaggi enormi. C’era il perenne rischio del famoso colpo in banca e di veder sparire l’oro. Ma soprattutto in caso di crisi economica, se i cittadini si fossero precipitati in massa in banca per esigere oro al posto delle banconote divenute di poco valore (es. inflazione galoppante), le banche non avrebbero in realtà mai potuto onorare quelle richieste, perché l’oro non era di fatto mai pari alla moneta emessa.

Ma che discorso del cavole è mai questo? Si cerca di motivare la ragione per cui le banche avrebbero smesso di mantenere l'equivalenza (tra la moneta stampata e i corrispettivi in oro) con degli argomenti palesemente contraddittori.

L'autore asserisce che il sistema della corrispondenza moneta oro per le banche aveva svantaggi enormi in alcuni casi, tipo furto dell'oro o richiesta di oro da parte dei cittadini.
Ma questo è per me incomprensibile, perché il furto dell'oro non è diverso dal furto della moneta stessa, e se un giorno i cittadini avessero chiesto alle banche di riavere indietro l'oro in cambio del corrispettivo in moneta, non ci sarebbe mai stato problema a farlo, fintanto che rimaneva il vincolo per le banche a stampare moneta solo a fronte di disponibilità in oro.

Insomma ci vedo molta confusione in questo lavoro, comunque andrò avanti con la lettura e vediamo che altro esce fuori...

guidom 15-11-11 15:50

Re: Verso il default
 
Quote:

Stargazer (Scrivi 537136)
Beh barnbard è un nome piuttosto grosso e scomodo

...

vabbè, l'ho googlato: "laureato in psicologia,..." eppoi ha una causa per diffamazione in corso. a me non sembra un nome grosso. scomodo, invece sì, vista la prosa :).

aspesi 15-11-11 16:12

Re: Verso il default
 
Quote:

guidom (Scrivi 537170)
vabbè, l'ho googlato: "laureato in psicologia,..." eppoi ha una causa per diffamazione in corso. a me non sembra un nome grosso. scomodo, invece sì, vista la prosa :).

E allora? :mmh:Cosa vorresti farfugliare?

Questo sarebbe da incorniciare (wikipedia) e da ricordare quando ci si accanisce solo su Berlusconi:
"Barnard sostiene che la Società Civile Italiana che dovrebbe essere in prima linea per un Paese migliore, si starebbe consegnando all’irrilevanza delle bordate dei nuovi mattatori dell'"Antisistema", (Grillo, Santoro, Travaglio, Di Pietro), che spingono grandi masse di persone ad accanirsi contro i mali minori dell'Italia, ignorando invece le reali e devastanti (secondo Barnard) manovre del Potere sovranazionale sulla vita di milioni di cittadini comuni, che ad esempio la recente crisi finanziaria internazionale e la progressiva distruzione del diritto al lavoro dei giovani ci mostrano in termini drammatici. Fra l'altro, per Barnard, l'"Antisistema" italiano altro non avrebbe fatto se non replicare gli stessi metodi che combatte."

Stargazer 15-11-11 16:15

Re: Verso il default
 
No no guidom sbagli è proprio grosso
http://www.youtube.com/results?searc...y=barnard&aq=f

adesso non trovo il link ma se cerchi i suoi video ripresi nei comuni delle città dato gira l'italia assieme a dei collaboratori divulgativi e attacca per esempio la monsanto
con input precisi tipo ad esempio http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=4669
allora si capisce che è proprio un grande scomodo

non per niente è stato guardacaso uno dei fondatori di report

guidom 15-11-11 16:32

Re: Verso il default
 
ma allora, perchè report si è poi privata di un tale collaboratore? anche la gabanelli è schiava delle multinazionali?

da quanto mi segnali, se la prende anche con la monsanto e questo per me è un' aggravante: come può essere un esperto anche di biotecnologie, oltre che , a suo dire, economista, giornalista, psicologo eccecc.

dai, è un miserabile imbonitore di tacchi-dadi-datteri oppure "snake oil", una razza la cui proliferazione è segno di malessere sociale.

Mizarino 15-11-11 16:59

Re: Verso il default
 
Quote:

Stargazer (Scrivi 537187)
... e attacca per esempio la monsanto
con input precisi tipo ad esempio http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=4669

Dove la attacca ? Nel link non c'è nulla se non quanto ha detto Veronesi ...

Sai, di finanza non ne capisco e non posso obiettare, ma se dice cazzate in chimica o biochimica ... ;)

aleph 15-11-11 17:54

Re: Verso il default
 
Quote:

aleph (Scrivi 537165)
Insomma ci vedo molta confusione in questo lavoro, comunque andrò avanti con la lettura e vediamo che altro esce fuori...

Sono andato un po' avanti, ma sinceramente tutto questo lavoro è pieno di assurdità come queste che adesso riporto, e siccome poi ci si basa su di esse come assunti fondamentali, mi sa proprio che le conclusioni siano pure loro totalmente sballate.

Qui si cerca di spiegare perché e come in certi casi il denaro venga creato dal nulla, vediamo:


Voi andate in banca, e chiedete un prestito di 10.000 euro. La banca vi dice ok, e vi apre un c/c con 10.000 euro. Cosa ha fatto la banca? Ha premuto un tasto e ha creato un numero elettronico, 10.000, cioè nulla di valore, solo un numero – la banca si inventa letteralmente quel prestito. Voi a quel punto decidete di prendere quei 10.000 euro e di restituirli il giorno stesso alla banca. La banca cancellerà con un altro tasto il vostro debito. Nulla ha guadagnato, nulla avete perso, nulla è mai esistito, anche se c’erano ben 10.000 euro in un c/c a un certo punto, che a chiunque sembrano una notevole ricchezza. Era aria fritta, in sé, nulla di materiale e nulla di proprietà della banca, né del cittadino, come invece potrebbe essere una casa o un gioiello che non si annullano scambiandoseli.

...peccato che ci si dimentichi di annotare che nel momento in cui la banca emette il prestito essa accredita i 10.000 NON premendo un bottone, come si dice, ma SPOSTANDO denaro dai fondi di propria disponibilità oppure facendosi carico del debito in prima persona. Quindi se il correntista non restituirà i soldi ricevuti, la banca dovrà farsi carico dell'importo mancante, non si scappa.

E' esattamente come se io dicessi al negozio di alimentari sotto casa di aprire un credito di tot euro a favore di Pierino. Il negoziante accetta perché mi conosce e si fida di me, Pierino si pappa fisicamente il credito e magari non riesce a pagare l'alimentari. Secondo voi abbiamo dimostrato che la mia richiesta all'alimentari sia equivalente a creare moneta fittizia? Oppure io sono concretamente in debito con l'alimentari?


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Traduzione italiana a cura di: vBulletinItalia.it