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Visualizza la versione completa : A cena con la Redazione


Piotr
23-11-05, 23:51
Uhm... questo forse non lo dovrei proprio postare, perchè era una specie di "tentativo iniziale" della rubrica su Coelum. E non è bello tirare fuori i tentativi non riusciti.
Però è tardi, il forum ha tutti topic già risolti, e io ho sonno. Così, invece. mi basta fare un Cut&Paste...
Vediamo quanto tempo ci mettete.

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“Olbers. Il paradosso di Olbers è perfetto, per quel che vogliamo fare. Mescola astronomia e matematica attraverso il concetto più caratteristico di entrambe le scienze, l’Infinito. Chiediamo ai lettori di spiegarci perché il cielo notturno è buio, e ci togliamo il pensiero.”

La voce è quella di Piotr, il sorriso paziente è quello di Alice, lo sbuffo annoiato quello di Rudy. Gli occhi sbarrati sono quelli di Roberta, invece. Forse i primi tre non li conoscete, perché sono appena arrivati dalla redazione di “Rudi Mathematici”, ma Roberta dovreste conoscerla. E’ una *colonna di Coelum, lei, e il Gran Direttore l’ha incaricata di svezzarci un po’. Non che sembri troppo contenta di farlo, specie adesso che ci stiamo arrampicando su questo sentiero di montagna: indossa gonna stretta e tacchi alti, una “mise” decisamente poco adatta per questi posti, anche se la sezione maschile del quartetto sembra apprezzare. Del resto, il Gran Direttore ci aveva solo parlato della cena, non dell’arrampicarsi di notte su una collina per fotografare HIP107188 eclissata dalla Luna. Quella è stata una sua idea dell’ultimo minuto, e noi di RM non sappiamo neanche se HIP107188 sia una stella o il codice fiscale d’un ippopotamo.

La cena serviva ad esplorare la possibilità di pubblicare un pezzo di matematica ricreativa su Coelum, ma non si è ancora deciso niente: la benedetta eclissi incombeva, e il Direttore aveva telefonato a Roberta mentre eravamo già in attesa dell’antipasto:

“Venite al laboratorio, di corsa, c’è uno spettacolo che non potete mancare. E state attenti al ponte tibetano”.

(...segue...)

Piotr
23-11-05, 23:52
E’ per questo che siamo così inguaiati, adesso. Roberta ha riattaccato e ringhiato che era già buio pesto, e proprio per questo Piotr ha tirato in ballo Olbers. Lei ha spiegato che al laboratorio ci si può arrivare solo a piedi, maledicendo la sua gonna e i suoi tacchi, e noi le abbiamo guardato le scarpe. Oddio, Alice ha guardato le scarpe; *per gli altri componenti del gruppo non possiamo garantire che fossero proprio le calzature, al centro dell’attenzione. Poi Rudy ha acceso la pipa e chiesto quale fosse la causa di tanta preoccupazione: Roberta gli ha sorriso e ha detto che il laboratorio (con annessa cupola d’osservazione) era sì vicino, ma c’era di mezzo un vero strapiombo, un burrone superabile solo passando su un ponte sospeso da fare invidia a quelli dei film di Indiana Jones. Lei c’era già passata decine di volte, ma con abiti adatti e pedule regolamentari, certo non in tenuta da gran soireè. E’ convinta che non faremo in tempo, anche perché sul maledetto ponte si può passare al massimo in due per volta e con irrinunciabile torcia elettrica per illuminare il percorso, sennò tanto vale buttarsi direttamente nello strapiombo. E una torcia lei ce l’ha, ma è pronta a scommettere che noi non ce ne siamo portati appresso una. Va bene, vincerebbe la scommessa, ma vi pare normale essere redarguiti per non avere una torcia elettrica nella tasca interna del tight?

Insomma, siamo davvero messi male, adesso che abbiamo raggiunto questo famigerato ponte. Roberta prova a rassicurarci, dice che attraversarlo è una sciocchezza, che è perfino divertente: lei di solito ci mette pochi secondi, ma vestita com’è teme che non ce la farà in meno di nove minuti, un’enormità. Poi squadra Rudy, che ogni mattina si fa mezz’ora di ginnastica e che ha un fisico più asciutto del Deserto del Gobi, e valuta in fretta:

“Tu in un paio di minuti arrivi dall’altra parte di sicuro”.

Nemmeno Alice la preoccupa: ha la grinta dell’avventuriera e uno splendido paio di scarpe da ginnastica.

“E a te ne basteranno tre”.

Noi guardiamo terrorizzati quel groviglio di legno marcio e canapi logori, e vorremmo tanto avere la sua stessa sicurezza. Dopo aver squadrato il pallore e la pancia di Piotr, Roberta sospira e prova a consolarlo:

“Su, su, Olbers. Vedrai che in cinque minuti ce la fai anche tu.”

Però la situazione non è allegra lo stesso. Avere una sola torcia significa che qualcuno dovrà di volta in volta portarla indietro agli altri, e questo moltiplica gli attraversamenti. L’eclissi ha lasciato detto che non aspetterà i nostri comodi, e facendo tutti i conti del caso abbiamo scoperto di avere venti minuti esatti di tempo per attraversare il ponte. Non uno di più.

“Allora, facciamo partire prima Rudy e Roberta, in 11 minuti Rudy ritorna con la torcia, poi corrono di là Alice e Piotr, altri 5, Alice torna in 3, e…”

“ … e ci siamo già fumati quasi tutti i 20 minuti”, conclude Roberta con aria afflitta.

Però Alice le sta già sussurrando qualcosa nell’orecchio, e Rudy sogghigna dietro la pipa.

“E’ vero!” – ride la nostra anfitrione in tacchi a spillo – “Ce la possiamo fare! E potremmo anche usare questo problema per il pezzo di matematica ricreativa!”

“Ehm” - dice Piotr – “Non potreste mica spiegarlo anche a me? Anche se non reggerà certo il confronto con il paradosso di Olbers, forse…”

Non gli abbiamo lasciato terminare la frase. Abbiamo subito acceso la torcia e cominciato la traversata. Se riuscite a capire come abbiamo fatto, in cambio vi promettiamo che gli impediremo di spiegarvi il paradosso di Olbers. E guardate che non è premio da poco.
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Piotr
23-11-05, 23:54
Utente Junior?
Ma non ero "utente registrato"?
Sono ringiovanito?

mah....

damiano
24-11-05, 01:00
mmmhh...domanda:
è possibile considerare eventuali soste di qualcuno a metà ponte?in altre parole,la torcia serve solo a chi CAMMINA sul ponte?

erco
24-11-05, 03:23
Forse si risolve così:

Partono dall'inizio del ponte (i) Alice e Rudi e in tre minuti giungono alla fine del ponte(f).
Torna indietro Alice in tre minuti (e sono sei) e consegna la torcia a Piotr e a Roberta che si trovano, dopo 15 minuti dall'inizio dell'avventura, alla fine del ponte. Rapido ritorno, in due minuti, di Rudi (totale minuti 17) che con Alice fa una passeggiata fino all'ambita meta dove giungono felici dopo 20 minuti dall'inizio. E potranno giungere in tempo per fotografare HIP107188 eclissata dalla Luna.

devilman23
24-11-05, 08:40
Ah ragà, ma voi la notte soffrite d'insonnia? ;)

damiano
24-11-05, 11:58
e bravo ugo! ;)
(eh,devilman, è un problemaccio,prendere sonno,la sera....e solo stamattina ho scoperto che la sveglia del cellulare NON FUNZIONA,non è che non la sento io ::)...vabè,va...)

Piotr
24-11-05, 12:14
Forse si risolve così...

Eccolo qua, l'Ugo, quello che dice di essere scarso... Credevo durasse un po' di più, questo, perchè di solito ci si arena sulla soluzione a 21 minuti, e sembra impossibile ridurla. Invece arriva Ugo a notte fonda, e zac...

Piotr
24-11-05, 12:19
“Olbers. Il paradosso di Olbers è perfetto, per quel che vogliamo fare. Mescola astronomia e matematica attraverso il concetto più caratteristico di entrambe le scienze, l’Infinito. Chiediamo ai lettori di spiegarci perché il cielo notturno è buio, e ci togliamo il pensiero.”

A proposito, questo certo non vale come quiz rompicapo e rilassante (insomma, magari ci sono sezioni del forum decisamente più adatte alla bisogna), però, tanto per sapere... il paradosso di Olbers è noto a tutti, vero?

erco
24-11-05, 13:38
Eccolo qua, l'Ugo, quello che dice di essere scarso... Credevo durasse un po' di più, questo, perchè di solito ci si arena sulla soluzione a 21 minuti, e sembra impossibile ridurla. Invece arriva Ugo a notte fonda, e zac...



Bah, veramente ho barato! ;D
Ma ha barato anche Piotr!!!
Mi trovavo casualmente in zona, su una radura li vicina, quando sono stato disturbato da un vociare continuo. Aguzzando le orecchie (Star Treck?) ho capito di cosa stavano discutendo (mezz'ora ci hanno messo per risolvere il problema, altro che un minuto....).
Ma quando ho puntato il mio telescopio sul ponte non ho avuto dubbi. Ed ho seguito ogni avvenimento.
La pila che andava avanti ed indietro illuminava, a volte, anche i protagonisti. Ecco perchè ho risolto, è bastata un po' di memoria... ;D

Scherzi a parte vi spiego come ci sono arrivato.
Il mio pensiero continuava a battersi su Rudi, il più veloce, che avrebbe "portato" tutti in 21 minuti (troppi!).
Poi ho pensato: è necessario che i due più lenti viaggino contemporaneamente. In modo da risolvere in un'unica soluzione il problema più grosso.
Per il resto non c'è storia...

P.S. Il problema l'ho letto alle tre e mezza stanotte (avevo sete...) e mi incuriosiva molto. Mi son detto, se vado a letto resto sveglio per la "maledizione" di Plotr ;), per cui, tanto vale... ;)

erco
24-11-05, 13:58
Beh, ragazzi, io sono scarso in matematica, mica in logica!!! ;D

Questo mi ricorda una storiella dove un tale, in auto, perde una ruota, e, naturalmente, i quattro bulloni di fissaggio.
A lato della strada c'era l'inferriata del Manicomio Provinciale, dove, un gruppo di ricoverati, curiosi, stava assistenda alla disperazione del poveretto.
Uno dei curiosi prende la parola: "senta, se svita un bullone per ogni ruota ne recupera tre per montare la quarta".
L'automobilista, stupito, guardava ora il ricoverato, ora la grande insegna che diceva: Manicomio Provinciale.
Al che quest'ultimo dice con fare scocciato:
Guardi che io sono matto, mica sono s_c_e_m_o!"