PDA

Visualizza la versione completa : Alpha Centauri


LongJohnVargas
10-10-05, 19:57
Sono afascinato da questo sistema dopio, il più vicino al nostro, posto a soli 4 anni luce da noi. Questa è un link animazione delle due stelle che girano tra di loro, Alpha Centauri A e B e di altre stelle. Si ipotizza che vi siano pianeti. Qualcuno ne sa di più? Si potrà un giorno mandarci una sonda seppur ad una distanza tale, percorribile in soli quaranta anni secondo il progetto Dedalus?

http://www.solstation.com/orbits.htm

Mont_Ventoux
22-10-05, 19:45
In realtà è un sistema triplo, e di queste 3 stelle, è Proxima Centauri quella a noi più vicina(4,3 anni luce). Si tratta di una nana rossa che è difficilmente osservabile. Io ho letto che è stato preventivato da un ente spaziale inglese, il lancio di una sonda verso la stella di Barnard, che si trova a 6 anni luce da noi. Un viaggio che si prevede della durata di 50 anni. Secondo me però ci vorrà molto tempo prima che qualcuno si impegni davvero nel realizzare un'impresa così impegnativa, se consideriamo il fatto che tutti gli sforzi e le attenzioni saranno nei prossimi 20 anni rivolti allo sbarco su Marte.

LongJohnVargas
23-10-05, 22:01
Si ho letto anche io del progetto inglese. Speriamo si pensi di più ai sistemi solari vicini al nostro e in particolare al sistema Centauri che trovo incredibile e davvero relativamente vicino. Credo che col sistema inglese ci si possa arrivare in 40 anni. Qualcosa mi dice che questo sistema nasconde dei segreti unici e fondamentali per l'esplorazione spaziale.

Mont_Ventoux
25-10-05, 19:37
Comunque, è bene specificarlo, il progetto è per una sonda senza equipaggio. Delle astronavi dirette verso altre stelle, anche vicine, con uomini a bordo, appartengono secondo me a un futuro lontanissimo. Pur ipotizzando un viaggio alla velocità di un quinto di quella della luce, cosa in questa momento appartenente alla fantascienza, ci vorrebbero più di venti anni per raggiungere Proxima Centauri. Immagginiamo quindi cosa vorrebbe dire per degli astronauti, affrontare un viaggio così lungo, con tutte le conseguenze fisiche e psicologiche ad esso connesse. Si tratterebbe di rinunciare per sempre al ritorno sulla terra e ai propri cari (tra viaggio di andata e di ritorno si impiegherebbero quasi 50 anni), con la seria possibilità di morire in questo lungo periodo. Molto più realistico è lo sbarco su Marte, e la definitiva risposta alla domanda se sul pianeta rosso o anche su Europa o Titano ci siano forme di vita elementari. Ma anche qui, ho paura che ci vorrà molto tempo per sapere.

doduz
25-10-05, 22:15
Comunque, è bene specificarlo, il progetto è per una sonda senza equipaggio. Delle astronavi dirette verso altre stelle, anche vicine, con uomini a bordo, appartengono secondo me a un futuro lontanissimo.
Quando la tecnologia spaziale sarà matura per inviare un equipaggio umano a zonzo per il Sistema Solare (non dico verso le stelle più prossime che sono distanti migliaia di volte Plutone) le sonde automatiche lo avranno già fatto da tempo e con risultati migliori a costi decisamente inferiori.
Se in futuro si impiegheranno equipaggi umani per missioni spaziali sarà per lo stesso motivo per il quale attualmente si scala l'Everest senza ossigeno o si attraversa a piedi il Sahara.

Donato.

LongJohnVargas
28-10-05, 18:16
Dissento con Donato. Un giorno l'uomo sbarcherà sui pianeti del sistema solare per erigere qualcosa di simile alle basi scientifiche che ci sono in Antartide. Pian piano queste basi apriranno a veri e propri insediamenti. Certo dificilmente saranno città, ma il futuro è infinito con infinitè possibilità. Certo non si potrà stare per sempre nella nostra culla.

Riguardo Alpha Centauri, bhe, io mi accontento di sonde per ora. Il fatto è che neppure si pensa a delle sonde, anci manco si pensa alla stella più vicina che abbiamo e che dal punto di vista di forme di vite offre possibilità enormi.

ombelix
10-11-05, 19:28
Un giorno l'uomo sbarcherà sui pianeti del sistema solare per erigere qualcosa di simile alle basi scientifiche che ci sono in Antartide. Pian piano queste basi apriranno a veri e propri insediamenti. Certo dificilmente saranno città, ma il futuro è infinito con infinitè possibilità. Certo non si potrà stare per sempre nella nostra culla.
Condivido presto l'uomo crera una base sulla Luna, la Russia a un programma per andare su Marte nel 2020 ma questo non e possibile su altri pianeti del sistema solare .
Riguardo Alpha Centauri, bhe, io mi accontento di sonde per ora. Il fatto è che neppure si pensa a delle sonde, anci manco si pensa alla stella più vicina che abbiamo e che dal punto di vista di forme di vite offre possibilità enormi.
La nasa aveva un programma per mandare una sonda su Europa ma e stato cancellato per motivi di tempo ,lo stesso penso che valca per Alpha centauri una sonda impiegherebbe anni ad arrivare li ,meglio aspettare che nasca una nuova generazione di telescopi piu potenti .

doduz
10-11-05, 20:57
Dissento con Donato. Un giorno l'uomo sbarcherà sui pianeti del sistema solare per erigere qualcosa di simile alle basi scientifiche che ci sono in Antartide. Pian piano queste basi apriranno a veri e propri insediamenti. Certo dificilmente saranno città, ma il futuro è infinito con infinitè possibilità. Certo non si potrà stare per sempre nella nostra culla.
Se le scelte in tal senso saranno fatte considerando il rapporto costo/beneficio da persone pragmatiche (e quando i budget non sono illimitati bisogna essere pragmatici) allora non penso proprio che a breve verranno programmate missioni umane al di là dell'orbita terrestre (e vediamo quanto è difficile mantenere la semplice ISS e quanto costose furono le missioni Apollo). Questo almeno fino a quando non verranno messi a punto sistemi di propulsione spaziale radicalmente diversi da quelli attuali. Ed in quel momento, ripeto, la motivazione sarà data dal puro gusto dell'avventura e non da una precisa scelta di indagine scientifica. Le sonde automatiche se la caveranno benissimo da sole e la presenza umana sarebbe solo un delicato ed ingombrate fastidio.
Quanto all'Antartide, la tecnologia per 'conquistarla' è sempre esistita, dato che le condizioni ambientali non sono molto dissimili da quelle presenti in altre zone popolate da sempre come l'estremo Artico (tutt'altra cosa rispetto a Marte o ai satelliti di Giove e Saturno).

Donato.

doduz
10-11-05, 21:06
[...] la Russia a un programma per andare su Marte nel 2020 [...]
La Russia? Le ultime due missioni russe che mi vengono in mente (quella della vela solare e del satellite Cryosat) non sono neppure riuscite a varcare i limiti dell'atmosfera! La conquista umana di Marte avrebbe un costo tale da far sembrare le missioni Apollo una gita in pullman a Capracotta ;D

Donato.

ombelix
11-11-05, 08:27
La Russia? Le ultime due missioni russe che mi vengono in mente (quella della vela solare e del satellite Cryosat) non sono neppure riuscite a varcare i limiti dell'atmosfera! La conquista umana di Marte avrebbe un costo tale da far sembrare le missioni Apollo una gita in pullman a Capracotta ;D

Donato.

http://www.uai.it/index.php?tipo=A&id=1061

doduz
11-11-05, 11:06
http://www.uai.it/index.php?tipo=A&id=1061

Ok ombelix, progetto bellissimo! Però nella vita bisogna saper distinguere tra i desideri, le aspirazioni, i cosiddetti 'progetti decennali' e la realtà. I russi prevedono di installare una stazione orbitante attorno a Marte nel 2014? Ma il 2014 è praticamente domani! La realtà è che abbiamo delle difficoltà enormi (tecniche ed economiche) a mantenere la ISS operativa a 400 km da casa e vorremmo costruirne un'altra a decine di milioni di km dalla Terra? Inoltre che senso avrebbe mandare degli uomini fino a Marte (in orbita) per poi utilizzare dei robot per fare tutto il lavoro? Non è più semplice mandare i robot e basta? Lo si potrebbe fare già adesso (infatti lo si sta facendo ;D).
Mi sembra solo una trovata pubblicitaria per racimolare soldi ed attenzione.

Donato.

http://www.mycgiserver.com/~lucadep/fsm/img/missile.jpg

ombelix
11-11-05, 11:50
Non so se sia una trovata pubblicitaria e non so molto della ISS .

PS:il futuro della ISS non lo vedo molto roseo .

doduz
11-11-05, 12:22
Non so se sia una trovata pubblicitaria e non so *molto della ISS .

PS:il futuro della ISS *non lo vedo molto roseo .
La ISS (che non è stata ancora completata) è una cattedrale nel deserto: gli astronauti/cosmonauti hanno bisogno di ricevere periodicamente acqua, cibo ed ossigeno, altrimenti saranno costretti ad abbandonarla e questo sarebbe la fine di tutta l'impresa e getterebbe dei seri dubbi su tutte le altre missioni umane verso Luna e Marte. Visto che lo Shuttle è confinato a terra a tempo indeterminato se non fosse per i lanciatori russi avrebbero dovuto chiudere bottega già da un pezzo :(

Donato.

ombelix
11-11-05, 17:45
La ISS (che non è stata ancora completata) è una cattedrale nel deserto: gli astronauti/cosmonauti hanno bisogno di ricevere periodicamente acqua, cibo ed ossigeno, altrimenti saranno costretti ad abbandonarla e questo sarebbe la fine di tutta l'impresa e getterebbe dei seri dubbi su tutte le altre missioni umane verso Luna e Marte. Visto che lo Shuttle è confinato a terra a tempo indeterminato se non fosse per i lanciatori russi avrebbero dovuto chiudere bottega già da un pezzo :(

Donato.

E secondo te quale il motivo ?

Randall
11-11-05, 17:48
Perché non esiste alcun real motivo al momento nell'avere uomini nello spazio. Finita la guerra fredda e la molla propagandistica......finite le motivazioni.

Erake
11-11-05, 20:25
Mi intrometto... sono anni che "mancano 20 anni" all'invio di una missione su Marte... obbiettivamente io credo sia ancora possibile-se si vuole si impacchettano tre disperati su una navetta di tutto rispetto in sei/sette anni, con bigletto di andata e ritorno per Marte (se si vuole)-ma secondo voi quante possibilità ci sono che nel 2025 un giornale titoli: "ATTERRATO; le prime impressioni degli astronauti: <<Houston, Marte è rosso>>"... i giornalisti...
Secondo me 30 su 100 + o -

doduz
11-11-05, 20:37
Se gli americani riuscissero ad inviare una spedizione umana su Marte nel 2030-2035 sarebbero comunque passati oltre 60 anni dal primo sbarco sulla Luna, praticamente lo stesso lasso di tempo trascorso tra i primi tentativi dei fratelli Wright e l'Apollo 11 :o

Donato.

ombelix
11-11-05, 22:57
Perché non esiste alcun real motivo al momento nell'avere uomini nello spazio.


Io non credo che sia quello il motivo , leggi il link che ho postato prima : http://www.uai.it/index.php?tipo=A&id=1024

ombelix
11-11-05, 23:08
Mi intrometto... sono anni che "mancano 20 anni" all'invio di una missione su Marte... obbiettivamente io credo sia ancora possibile-se si vuole si impacchettano tre disperati su una navetta di tutto rispetto in sei/sette anni, con bigletto di andata e ritorno per Marte (se si vuole)-ma secondo voi quante possibilità ci sono che nel 2025 un giornale titoli: "ATTERRATO; le prime impressioni degli astronauti: <<Houston, Marte è rosso>>"... i giornalisti...
Secondo me 30 su 100 + o -

Erake dal primo progetto di spedizione preparato da Von Braun cene sono stati altri 70 tra Russi e USA :
http://www.pianeta-marte.it/l'uomo_su_marte/spedizioni/spedizioni_su_marte_1.htm
Le differenze tra allora e adesso sono essenzialmente due ,primo il progetto Moon, Mars and beyond della Nasa e il meno caro che sia stato mai presentato ,secondo e stato approvato dal Congresso .

La Nasa sta rivedendo le sue priorita ,le prime dittime sono : http://www.pianeta-marte.it/EDITORIALI/2005/nov_05/nov_05.htm

ombelix
11-11-05, 23:16
Se gli americani riuscissero ad inviare una spedizione umana su Marte nel 2030-2035 sarebbero comunque passati oltre 60 anni dal primo sbarco sulla Luna, praticamente lo stesso lasso di tempo trascorso tra i primi tentativi dei fratelli Wright e l'Apollo 11 :o

Donato.

Infatti quella data e realistica ,ma piu che a Marte io penso alla Luna ,e abbastanza realistico l'obiettivo di fare una base permanente ,ci sono le tecnologie, sulla Luna ci sono i materiali e il ghiaccio ,paradossalmente credo proprio che il fatto che sia cosi lontana dalla terra la rende possibile per il semplice motivo che dovra essere autonoma dalla Nasa a differenza della ISS che dipende in tutto e per tutto dalle varie agenzie spaziali .

LongJohnVargas
26-11-06, 12:57
Ci siamo allontanati un po' tropo dall'argomento! Siete fuori tema!

:mad:

Su focus di questo mese la Nasa elenca i 25 sistemi planetari su cui potrebbero esserci trace di vita in ordine di probabilità. Alpha Centauri A e B sono ai primi due posti della classifica. Continuo a pensare a questo sistema stellare doppio da mesi. Ci sogno su. Non dicco che ci sia vita, ma imaginate nuovi pianeti da considerare.... Nuovi giganti gassosi, nuovi rocciosi, nuovi nomi da dargli, nuove orbite, nuove discussioni sul concetto di pianeta...e tutto moltiplicato per due stelle...

:love:

Dark_GRB
26-11-06, 16:05
Il progetto inglese Dedalus, concepito tra anni '70 ed '80, puntava a raggiungere la stella di Barnard, una nana rossa posta a 6 anni luce. Perche' quella stella in particolare? Perche' sembrava proprio, dalle analisi di Peter Van Der Kamp, che quella stella avesse pianeti. Se ne parlava molto all'epoca.

In seguito, gli indizi a favore di questo sistema planetario si sono dissolti (Hubble ed altri telescopi a Terra hanno mostrato che il moto della Stella di Barnard non e' influenzato da pianeti "pesanti" in orbita intorno ad essa).

Pero' e' importante dire si stava ipotizzando una missione spaziale proprio perche' si pensava ci fossero pianeti intorno la stella di Barnard. Non abbiamo un'evidenza simile, ne' l'abbiamo avuta, per Alpha Centauri. Quindi finche' non si determinera' la presenza di pianeti, le chances di progetti volta a raggiungere questa stella sono bassine. Certo se si dovesse scoprire un pianeta con massa ed orbita simile alla Terra intorno una Alpha Cen A o B, allora ci si rimettera' di corsa a tavolino per progettare una missione per raggiungerle.

Una piccola nota: probabilmente non esistono giganti gassosi intorno Alpha Cen A o B. Le due stelle hanno un'orbita tale che vengono a trovarsi a circa 11 UA l'una dall'altra, nel punto di maggiore vicinanza, distanza che aumenta fino a 36 UA nel punto di maggiore distanza. Praticamente dalla distanza di Saturno a quella di Nettuno dal Sole. Simulazioni hanno mostrato che, in questa situazione, nessun corpo avrebbe un'orbita stabile intorno l'una o l'altra delle 2 stelle, se il raggio dell'orbita fosse maggiore di 2-2.5 UA. Quindi niente equivalente di Giove, Saturno, Urano o Nettuno.
Ne' Alpha Cen A o B hanno pianeti di massa gioviana in orbita ristretta, come 51 Pegasi: a quest'ora ce ne saremmo accorti da un pezzo, con gli stessi mezzi con cui abbiamo scoperto i pianeta di 51 Pegasi (e altri pianeti simili, i cosidetti 'hot Jupiters').
Resta dunque la possibilita' che l'una o l'altra, o ciascuna di queste 2 stelle, abbia l'equivalente del nostro Sistema Solare interno, cioe' pianeti rocciosi come Mercurio, Venere, Terra o Marte in orbita entro 2-2.5 unita' solari.
Che non e' cosa da poco :cool:

Ciao, Dark


Un link per leggere altre informazioni e speculazioni: http://en.wikipedia.org/wiki/Alpha_Centauri

Quindi probabilmente

Eremita
26-11-06, 16:58
Ne' Alpha Cen A o B hanno pianeti di massa gioviana in orbita ristretta, come 51 Pegasi: a quest'ora ce ne saremmo accorti da un pezzo, con gli stessi mezzi con cui abbiamo scoperto i pianeta di 51 Pegasi (e altri pianeti simili, i cosidetti 'hot Jupiters').
Resta dunque la possibilita' che l'una o l'altra, o ciascuna di queste 2 stelle, abbia l'equivalente del nostro Sistema Solare interno, cioe' pianeti rocciosi come Mercurio, Venere, Terra o Marte in orbita entro 2-2.5 unita' solari.Che non e' cosa da poco :cool:Ciao, Dark
Scusa Dark, ma le perturbazini orbitali di questi eventuli pianeti terrestri in orbite piuttosto strette intorno ad A o B Cen non possono essere rilevate? Tra l'altro essendo queste due stelle molto vicine le eventuali perturbazioni non dovrebbero essere più facilmente osservabili?
Comunque A e B centauri sono stelle di massa e tipo solare, personalmente sono scettico sulla possibile esistenza di questi sistemi planetari "terrestri" intorno a queste due stelle se davvero non vi sono pianeti giganti in orbita. Per quanto mi riguarda, se proprio si dovessero cercare dei pianeti di tipo terrestre in quel sistema stellare, li cercherei piuttosto intorno alla Proxima ;)
Ciao

Dark_GRB
26-11-06, 17:28
Scusa Dark, ma le perturbazini orbitali di questi eventuli pianeti terrestri in orbite piuttosto strette intorno ad A o B Cen non possono essere rilevate? Tra l'altro essendo queste due stelle molto vicine le eventuali perturbazioni non dovrebbero essere più facilmente osservabili?
Ciao
Purtroppo no. Cerchero' di spiegare nella maniera piu' semplice possibile.

Supponiamo di avere un corpo a con massa Ma e un corpo b con massa Mb a distanza R tra di loro. Il baricentro dei due corpi si trovera' a distanza R x Mb/(Ma + Mb) da A, ed a distanza R x Ma/(Ma+Mb) da b. Dunque il baricentro e' piu' vicino al corpo piu' massiccio e piu' distante da quello meno massiccio.
Due corpi in rotazione, legati tra di loro da una forza, "orbiteranno" intorno al baricentro.

Per spiegare il concetto a tutti, provate ad immaginare un ballerino magro magro che danzi un valzer con una donna grassissima: mentre il ballerino fara' grandi giri, la grassona avra' "un'orbita" di raggio molto piccolo :D

Inoltre, dato che i due corpi dovranno percorrere le loro diverse orbite nello stesso tempo, il corpo di massa minore, che deve fare giri di raggio maggiore, dovra' anche muoversi a velocita' maggiore. Nell'esempio precedente, il ballerino mingherlino vola, la donna massiccia invece si muove appena.

Pensiamo adesso al caso Sole-Giove. Giove ha una massa 1000 volte inferiore a quella del Sole, per cui il baricentro Sole-Giove si trova 1000 volte piu' vicino al Sole di quanto non lo sia a Giove, e Giove deve percorrere un'orbita che e' 1000 volte piu' ampia di quella che il Sole deve percorrere intorno a questo baricentro. Il raggio dell'orbita di Giove e' 780.000.000 km, il raggio dell'orbita del Sole e' 780.000 km circa (poco maggiore del raggio del Sole stesso). Giove, orbitando in 12 anni, si muove a 12 km/secondo; il Sole, 1000 volte piu' massiccio, si muove a soli 12 m/secondo.
Ora, 12m/secondo e' ancora una velocita' che e' possibile rinvenire misurando lo spostamento delle righe spettrali per effetto Doppler. La velocita' minima che attualmente si e' grado di misurare e' circa 2 m/secondo.
Nel caso della Terra, abbiamo una massa che e' 1/330.000 circa della massa del Sole, ed una velocita' orbitale di 30 km/secondo. Fatti i conti, ne viene che il movimento del Sole intorno al baricentro del sistema Sole-Terra e' 0.1 m/secondo. Troppo poco per essere misurato.

Ne' si puo' rinvenire questo movimento misurando lo spostamento fisico del Sole: il raggio dell'orbita del Sole intorno al baricentro del sistema Sole-Terra e' 400 km. Che visti da 4.3 anni luce (la distanza tra noi ed Alpha Centauri), e' grande come lo spessore di un foglio di carta a 40.000 km.
Ci arriveremo in futuro, ma per ora e' semplicemente impossibile.

Spero di essermi fatto capire :)

Ciao, Dark.

LongJohnVargas
29-11-06, 19:46
Sei stato chiarissimo, incredibilmente chiaro. Hai dato una spiegazione molto comprensibile del problemi che riguardano l'avistamento di eventuali pianeti rocciosi del sistema Centauri A e Centauri B. In un certo senso, se si può dare un senso al valzer delle due stelle, Centauri B si comporta nei confronti di Centauri A allo stesso identico modo con cui si comportano rispeto al nostro astro i pianeti della compagnia solare. Il pianeta a cui può essere più paragonato Centauri B è quindi il nostro pianeta Giove a titolo d'esempio pratico. Insomma Centauri B è per Centauri A quello che Giove potrebbe essere per il nostro caro sole, visto che tutti i sistemi ruotano attorno a un in baricentro facilmente identificabile. Giove non è una stella certo. Ma questo paragone riesce comunque a dare una visione più chiara dei problemi che sorgono quando si ha a che fare con un sistema stellare come quello dei due astri Centauri.

Mi vengono delle domande in mente. Un ipotetico e solitario pianeta ruotante attorno a Cantauri A, posto a una distanza tale da giustificare la presenza d'acqua, avrebbe la stessa massa totale di quattro o cinque ipotetici pianeti rocciosi posti ad una distanza graduale dalla stessa stella? In altre parole un pianeta delle dimensioni di Cerere, Marte, Terra, Venere e Mercurio messi assieme, potrebbe avere la stessa totale massa di altri quattro o cinque pianeti rocciosi separati tra loro?

Potrebbe quindi esistere la possibilità che attorno a Centauri A possano esistere due bellissimi pianeti, uno simile a Venere di dimensioni più ampie posto ad una distanza tale da giustificare i fenomeni Venusiani in linea di massima, e uno ancora più grande, ad una distanza intermedia tra Terra e Marte dove l'acqua, potrebbe ricoprire gran parte del pianeta, oppure potrebbe essere più simile a Marte o addisritura a Titano o per quel che ne sapiamo completamente diverso per caratteristiche fisiche a qualsiasi altro pianeta roccioso conosciuto.
E se siamo fortunati il tutto è moltiplicato per due e ad una distanza relativamente bassa rispetto a tutto quello che ci circonda nel resto della galassia!! E non escludiamo gioviani o saturniani attorno a Proxima!

Eremita
30-11-06, 09:24
Vorrei sottoporre all'attenzione di tutti questa scoperta:

http://www.universetoday.com/2006/07/31/strange-difference-between-gamma-ray-bursts-and-quasars/

In particolare vorrei chiedere a Dark, che inoltre conosce molto bene l'argomento e in particolare il campo di ricerca sui GRB; cosa si può trarre da una simile osservazione? Certo il campione statistico sui GRB è ancora molto scarso, però 14 su 15 mi sembrano già un buon inizio ed un buon indizio. Per cui tendendo per buoni i risultati ottenuti finora, non credi che questa nuova scoperta sia un altro punto a favore della possibile natura intrinseca del redshift cosmologico, piuttosto che di quello cinetico?
Ciao

Planezio
30-11-06, 10:54
Dark, scusa, scorrendo la discussione vedo che nomini un progetto per raggiungere la stella di Barnard... Era una semplice chiacchiera, o se ne è parlato seriamente? Perchè l'ogetto piu veloce che abbiamo mai lanciato nello spazio, che ha ricevuto diverse "spinte" gravitazionali e quindi si muove con una velocità che noi non saremmo mai stati in grado di fornirgli, passerà vicino a Sirio fra circa un milione i anni.
Davvero una amministrazione di qualche tipo pensa di fare un progetto con scadenza così lunga? Lanciare una sonda che "arrivi" tra centinaia di migliaia di anni? Oppure era solo un "pour parler"?

Dark_GRB
30-11-06, 13:46
Dark, scusa, scorrendo la discussione vedo che nomini un progetto per raggiungere la stella di Barnard... Era una semplice chiacchiera, o se ne è parlato seriamente? Perchè l'ogetto piu veloce che abbiamo mai lanciato nello spazio, che ha ricevuto diverse "spinte" gravitazionali e quindi si muove con una velocità che noi non saremmo mai stati in grado di fornirgli, passerà vicino a Sirio fra circa un milione i anni.
Davvero una amministrazione di qualche tipo pensa di fare un progetto con scadenza così lunga? Lanciare una sonda che "arrivi" tra centinaia di migliaia di anni? Oppure era solo un "pour parler"?

Ciao,

qui c'e' un link esaustivo:

http://en.wikipedia.org/wiki/Project_Daedalus

Ciao, Dark

LongJohnVargas
30-11-06, 17:53
Questo link parla del progetto Longshot, un astronave interstellare in grado di essere spinta da un motore nucleare ad Elio3 verso Centauri B in 100 anni.

Affascinante.

http://en.wikipedia.org/wiki/Project_Longshot

:rolleyes:

LongJohnVargas
11-12-06, 17:44
07.12.2006
Corot, a caccia di pianeti extrasolari
Durante la missione verranno effettuate anche misurazioni di astrosismologia
http://www.lescienze.it/images/spacer.gif
Partirà dal cosmodromo kazako di Baikonur il 26 o il 27 dicembre prossimi la sonda Corot del Centre National d’Etudes Spatiales (CNES (http://www.cnes.fr/html/)), l’agenzia spaziale francese. Il vettore Soyuz-2-1b porterà in orbita polare a 827 chilometri di quota i 650 chilogrammi di carico che comprendono strumenti per l’osservazione che hanno come principale obiettivo la scoperta di pianeti extrasolari rocciosi anche relativamente piccoli, con dimensioni doppie di quelle della Terra. La missione prevede il monitoraggio di 60.000 stelle e la misurazione delle variazioni della loro luminosità, alla ricerca di quelle dovute a un passaggio di un ipotetico pianeta di fronte a esse.
Ci si aspetta che questo metodo possa evidenziare la presenza di diversi tipi di pianeti dai giganti gassosi a quelli più piccoli rocciosi. E sono proprio questi ultimi a interessare maggiormente. Mentre infatti i pianeti di dimensioni maggiori possono essere rivelati anche da Terra con diverse tecniche, non vale la stessa cosa per i pianeti paragonabili al nostro.
Oltre a ciò, la missione è stata progettata anche per effettuare misurazioni di astrosismologia. Dall’osservazione delle onde che si propagano sulla superficie delle stelle, infatti, sarà possibile ricavare numerose informazioni riguardanti la parte più interna, come massa, età e composizione chimica dell’astro.
"Corot – ha spiegato Ian Roxburgh, che fa parte del gruppo di ricerca della missione – osserverà un’ampia gamma di stelle, con diverse proprietà e differenti età: occorre avere un’idea della loro varietà per capire l’evoluzione stellare.”

Da "LeScienze".

:eek:

Planezio
12-12-06, 00:30
Questo link parla del progetto Longshot, un astronave interstellare in grado di essere spinta da un motore nucleare ad Elio3 verso Centauri B in 100 anni.

Affascinante.

http://en.wikipedia.org/wiki/Project_Longshot

:rolleyes:
Ah, ho capito, non iusciamo neppure a fare la fusione controllata per scaldarci d'inverno (l'ultimo passato al feddo dovrebbe far pensare un po') ma progettiamo astronavi che siano spinte da un motore che non abbiamo, nonsapremmo come fare, non abbiamo neppure una linea di ricerca "promettente" da seguire.
Molto afffascinante. Ma questo punto, fantasia per fantasia, perchè nonil "motore a curvatura" di Star Trek? Pare sia migliore...

LongJohnVargas
12-12-06, 18:34
In Italia non sanno gestire l'energia. Ci sono scienziati straordinari ma lo stato non permette lo svilupo di progetti energetici. Non lo promuove, anzi lo ostacola, per i motivi che conosciamo bene, ovvero "pagano meglio le tangenti le industrie già esistenti rispeto a quelle che ancora non esistono".

Fuori dall'Italia le cose son diverse. I motori a curvatura ancora non vengono presi in considerazione, ma ad esempio il motore ad Americio di Carlo Rubbia mi pare un progetto solido, seppure esistente solo a livello di progetazione. Pero sai ci sono centrali nucleari che producono energia. Potrebbero produrne anche per mandare un pompelmo in orbita plutoniana. Non mi sembra così strano.

:)

LongJohnVargas
03-02-07, 17:35
http://www.daviddarling.info/images/Daedalus3.jpg
Daedalus probe arriving at Barnard's Star.
Credit/copyright: Adrian Mann One of the first detailed design studies of an interstellar spacecraft.1 Conducted between 1973 and 1978 by a group of a dozen scientists and engineers belonging to the British Interplanetary Society (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/B/BIS.html), led by Alan Bond (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/B/Bond.html), it demonstrated that rapid, unmanned travel to the stars is a practical possibility. Certain guidelines were adopted: the Daedalus spacecraft had to use current or near-future technology, be able to reach its destination within a human lifetime, and be flexible enough in its design that it could be sent to any of a number of target stars. These guidelines ensured that the spacecraft would be practical, that those who worked on the project might live to see it achieve its goals, and that several stars could be investigated using the same type of vehicle.

The selected target was Barnard's Star (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/B/BarnardsStar.html), a red dwarf (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/R/reddwarf.html) lying 5.9 light-years from the Sun. Although the Alpha Centauri (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/A/AlphaCen.html) system is closer, evidence available at the time (now considered unreliable) suggested that Barnard's Star might be orbited by at least one planet. To reach Barnard's Star in 50 years (the flight time allotted in the study), a spacecraft would need to cruise at about 12 percent of the speed of light (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/S/speedlight.html), or 36,000 km/s. This being far beyond the scope of a chemical rocket, the Daedalus team had to consider less conventional alternatives. The design they chose was a form of nuclear-pulse rocket (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/N/nuclearpulserocket.html), a propulsion system that had already been investigated during Project Orion (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/O/OrionProj.html). However, whereas Orion would have employed nuclear fission (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/F/fissionnuc.html), the Daedalus engineers opted to power their starship by nuclear fusion (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/F/fusion.html) – in particular, by a highly-efficient technique known as internal confinement fusion. Small pellets, containing a mixture of deuterium (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/D/deuterium.html) and helium-3, would be bombarded, one at a time, in the spacecraft's combustion chamber by electron beams and thereby caused to explode like miniature thermonuclear bombs. A powerful magnetic field would both confine the explosions and channel the resulting high-speed plasma (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/P/plasma.html) out of the rear of the spacecraft to provide thrust. By detonating 250 pellets a second, and utilizing a two-stage approach, the desired cruising speed could be reached during an acceleration phase lasting four years. http://www.daviddarling.info/images/Daedalus_stage2.jpg Daedalus first stage Daedalus would be constructed in Earth orbit and have an initial mass of 54,000 tons, including 50,000 tons of fuel and 500 tons of scientific payload. The first stage (shown left) would be fired for two years, taking the spacecraft to 7.1 percent of light speed, before being shut down and jettisoned. Then the second stage would fire for 1.8 years before being shut down to begin the 46-year cruise to Barnard's Star. Since the design made no provision for deceleration upon arrival, Daedalus would carry 18 autonomous probes, equipped with artificial intelligence, to investigate the star and its environs. The 40-meter diameter engine of the second stage would double as a communications dish. On top of the second stage would be a payload bay containing the probes, two 5-meter optical telescopes, and two 20-meter radio telescopes. Robot wardens (shown below) would be able to make in-flight repairs. A 50-ton disk of beryllium, 7 millimeters thick, would protect the payload bay from collisions with dust and meteoroids on the interstellar phase during the flight, while an artificially-generated cloud of particles some 200 km ahead of the vehicle would help disperse larger particles as the probe plunged into the planetary system of the target star. En route, Daedalus would make measurements of the interstellar medium (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/I/ISM.html). http://www.daviddarling.info/images/warden.jpgDaedalus warden Some 25 years after launch, its onboard telescopes would begin examining the area around Barnard's Star to learn more about any accompanying planets. The information thus gathered would be fed to the computers of the probes, which would be deployed between 7.2 and 1.8 years before the main craft entered the target system. Powered by nuclear-ion drives and carrying cameras, spectrometers, and other sensory equipment, the probes would fly quickly past any planets looking especially for any signs of life or conditions favorable for biology.

LongJohnVargas
03-02-07, 17:38
http://www.daviddarling.info/images/AlphaCen.gif The nearest star system to the Sun; it lies at a distance of 4.395 light-years (1.349 parsecs) in the constellation Centaurus (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/C/Cen.html). Alpha Centauri consists of two reasonably Sun-like stars orbiting closely about each other and possibly a third, red dwarf star, much further out. The two brightest components, A and B, revolve around each other once every 80 years and are separated by about 25 astronomical units (3.75 billion kilometers, or 2.3 billion miles). Alpha Centauri A is a yellow G star (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/G/Gstar.html) similar to the Sun but about 1.5 times as bright; B is a smaller, orange K star (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/K/Kstar.html) with about half the Sun's luminosity. The third possible member of the system, Proxima Centauri (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/P/ProximaCen.html), is a red dwarf (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/R/reddwarf.html), about 7,000 times fainter than the Sun, which, if it is truly associated with the main pair, moves in a very wide orbit with a period of millions of years.

Whether or not the Alpha Centauri system contains any planets is undetermined but there has been much speculation about how, if it did, a planet would have to move in order to have the best chance of supporting life.1, 2, 3 If it circled widely around either A or B, it would not only lie outside the habitable zone (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/H/habzone.html) of either of these stars but be subject to complex gravitational influences which would tend to destabilize its orbit. An even wider path, on the other hand, that took a planet around both main stars, might be stable but would fall even further outside the habitable zones. The best chance for life (as we know it) might be on a world which circled closely around A or B and enjoyed similar levels of light and warmth to those on Earth. To an inhabitant of such a world, the other star would appear about 1,000 times brighter in the sky than our Moon and be visible for half the year in the daytime and half the year at night. A and B would make a striking color contrast of orange and yellow, while Proxima would appear as a dim red point of light barely visible without a telescope. See also Orion, Project (http://www.daviddarling.info/encyclopedia/O/OrionProj.html).


ABProximaSpectral typeG2VK1VM5VeApparent magnitude-0.011.3511.01Absolute magnitude4.345.7015.45Luminosity (Sun=1)1.5190.5000.000138Mass (Sun=1)1.1000.9070.1Temperature (Kelvin; Sun=5770)579052603040Radius (Sun=1)1.2270.8650.145Age (million years; Sun=4650)485048504850Hydrogen (%; Sun=73.7)71.569.469.5Helium (%; Sun=24.5)25.827.727.8Heavy elements (%; Sun=1.81)2.742.892.90

LongJohnVargas
03-02-07, 17:40
Alpha Centauri

A Candidate for Terrestrial Planets And Intelligent Life


Last Update 15th October '97 - new update currently in preparation Alpha Centauri is a special star - not only because it is the closest stellar system to the sun but also because it is one of the relatively few places in the Milky Way Galaxy that may offer terrestrial life conditions. If humanity looks for intelligent life elsewhere, then Alpha Centauri is an excellent candidate.
Visible only from latitudes south of about 25° the star we call Alpha Centauri lies 4.35 light-years from the Sun. But it is actually a triple star system. The two brightest components Alpha Centauri A and B form a binary. They orbit each other in 80 years with a mean separation of 23 astronomical units (1 astronomical unit = 1 AU = distance between the Sun and Earth). The third member of the system Alpha Centauri C lies 13,000 AU from A and B, or 400 times the distance between the Sun and Neptune. This is so far that it is not known whether Alpha Centauri C is really bound to A and B, or if it will have left the system in some million years. Alpha Centauri C lies measurably closer to us than the other two: It is only 4.22 light-years away, and it is the nearest individual star to the Sun. Because of this proximity, Alpha Centauri C is also called Proxima (Centauri).
http://homepage.sunrise.ch/homepage/schatzer/AC-4stars.gif
Alpha Centauri A is a yellow star with a spectral type of G2, exactly the same as the Sun's. Therefore its temperature and color also match those of the Sun. Alpha Centauri B is an orange star with a spectral type of K1. Whereas Alpha Centauri A and B are stars like the Sun, Proxima is a dim red dwarf with a spectral type of M5 - much fainter, cooler, and smaller than the Sun. Proxima is so faint that astronomers did not discover it until 1915.
The Sun And Its
Nearest Neighbours Sun Alpha
Centauri A Alpha
Centauri B Proxima Color Yellow Yellow Orange Red Spectral type G2 G2 K1 M5 Temperature 5800 K 5800 K 5300 K 2700 K Mass 1.00 1.09 0.90 0.1 Radius 1.00 1.2 0.8 0.2 Brightness 1.00 1.54 0.44 0.00006 Distance
(light-years) 0.00 4.35 4.35 4.22 Age
(billion years) 4.6 5 - 6 5 - 6 ~1?
Alpha Centauri is a special place, because it may offer life conditions similar to our solar system. A star must pass five tests before we can call it a promising place for terrestrial life as we know it. Most stars in the Galaxy would fail. In the case of Alpha Centauri, however, we see that Alpha Centauri A passes all five tests, Alpha Centauri B passes either all but one, and only Proxima Centauri flunks out.
The first criterion is to ensure a star's maturity and stability, which means it has to be on the main sequence. Main-sequence stars fuse hydrogen into helium at their cores, generating light and heat. Because hydrogen is so abundant in stars, most of them stay on the main sequence a long time, giving life a chance to evolve. The Sun and all three components of Alpha Centauri pass this test.
The second test is much tougher, however, we want the star to have the right spectral type, because this determines how much energy a star emits. The hotter stars - those with spectral types O, B, A, and early F - are no good because they burn out fast and die quickly. The cooler stars - those with spectral types M and late K - may not produce enough energy to sustain life, for instance they may not permit the existance of liquid water on their planets. Between the stars that are too hot and those that are too cool, we find the stars that are just right. As our existance proves, yellow G-type stars like the Sun can give rise to life. Late (cool) F stars and early (hot) K stars may be fine too. Luckily, Alpha Centauri A passes this test with bravour, as it is of the same class as our Sun. Alpha Centauri B is a K1 star, so it is hotter and brighter than most K stars, therefore it may pass this test or it may not. And the red dwarf Proxima Centauri seems to be a hopeless case.
For the third test, a system must demonstrate stable conditions. The star's brightness must not vary so much that the star would alternately freeze and fry any life that does manage to develop around it. But because Alpha Centauri A and B form a binary pair there's a further issue. How much does the light received by the planets of one star vary as the other star revolves around it ? During their 80-year orbit, the separation between A and B changes from 11 AU to 35 AU. As viewed from the planets of one star, the brightness of the other increases as the stars approach and decreases as the stars recede. Fortunately, the variation is too small to matter, and Alpha Centauri A and B pass this test. However, Proxima fails this test, too. Like many red dwarfs it is a flare star, prone to outbursts that cause its light to double or triple in just a few minutes.
The fourth condition concerns the stars' ages. The Sun is about 4.6 billion years old, so on Earth life had enough time to develop. A star must be old enough to give life a chance to evolve. Remarkably, Alpha Centauri A and B are even older than the Sun, they have an age of 5 to 6 billion years, therefore they pass this test with glamour, too. Proxima, however, may be only a billion years or so old, then it fails this test, too.
And the fifth and final test: Do the stars have enough heavy elements - such as carbon, nitrogen, oxygen and iron - that biological life needs ? Like most stars, the Sun is primarily hydrogen and helium, but 2 percent of the Sun's weight is metals. (Astronomers call all elements heavier than helium "metals".) Although 2 percent may not sound a lot, it is enough to build rocky planets and to give rise to us. And again, fortunately, Alpha Centauri A and B pass this test. They are metal-rich stars.
Now to the final question. Do we find at Alpha Centauri warm, rocky planets like Earth, full of liquid water ? Unfortunately, we don't know yet whether Alpha Centauri even has planets or not. What we know is that in a binary system the planets must not be too far away from a particular star, or else their orbits become unstable. If the distance exceeds about one fifth of the closest approach of the two stars then the second member of the binary star fatally disturbes the orbit of the planet. For the binary Alpha Centauri A and B, their closest approach is 11 AU, so the limit for planetary orbits is at about 2 astronomical units. Comparing with our system, we see that both Alpha Centauri A and B might hold four inner planets like we have Mercury (0.4 AU), Venus (0.7 AU), Earth (1 AU) and Mars (1.5 AU). Therefore, both Alpha Centauri A and B might have one or two planets in the life zone where liquid water is possible.
Terrestrial Life Conditions:
Questions for Any Star Sun Alpha
Centauri A Alpha
Centauri B Proxima On the main sequence ? Yes Yes Yes Yes Of the right spectral type ? Yes Yes Maybe No Constant in brightness ? Yes Yes Yes No Old enough ? Yes Yes Yes No? Rich in metals ? Yes Yes Yes ? Has stable planetary orbits ? Yes Yes Yes Yes Could planets form ? Yes ? ? Yes Do planets actually exist ? Yes ? ? ? Small rocky planets possible ? Yes Yes Yes Yes? Planets in the life zone ? Yes Maybe Maybe No http://homepage.sunrise.ch/homepage/schatzer/AC-planets.gif

LongJohnVargas
03-02-07, 17:42
Project Longshot is a design for an interstellar spacecraft (http://en.wikipedia.org/wiki/Spacecraft), an unmanned probe intended to fly to Alpha Centauri (http://en.wikipedia.org/wiki/Alpha_Centauri) powered by nuclear pulse propulsion (http://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_pulse_propulsion). Developed by the US Naval Academy (http://en.wikipedia.org/wiki/US_Naval_Academy) and NASA (http://en.wikipedia.org/wiki/NASA), Longshot was designed to be built at the Space Station Alpha (http://en.wikipedia.org/wiki/Space_Station_Alpha), the much larger precursor to the existing International Space Station (http://en.wikipedia.org/wiki/International_Space_Station). Unlike the somewhat similar Project Daedalus (http://en.wikipedia.org/wiki/Project_Daedalus), Longshot was designed solely using existing technology, although some development would be required.
Unlike Daedalus' closed-cycle fusion (http://en.wikipedia.org/wiki/Fusion_power) engine, Longshot would use a long-lived nuclear fission (http://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_fission) reactor for power. Initially generating 300 kilowatts, the reactor would power a number of lasers (http://en.wikipedia.org/wiki/Laser) in the engine that would be used to ignite inertial confinement fusion (http://en.wikipedia.org/wiki/Inertial_confinement_fusion) similar to that in Daedalus. The main design difference is that Daedalus would rely on the fusion reaction being able to power the ship as well, whereas in Longshot the external reactor would provide this power.
The reactor would also be used to power a laser for communications back to Earth, with a maximum power of 250 kilowatts. For most of the journey this would be used at a much lower power for sending data about the interstellar medium (http://en.wikipedia.org/wiki/Interstellar_medium), but during the flyby the main engine section would be discarded and the entire power dedicated to communications at about 1 kilobit per second.
Longshot would mass 396 Metric tonnes at the start of the mission, including 264 tonnes of Helium-3 (http://en.wikipedia.org/wiki/Helium-3)/Deuterium (http://en.wikipedia.org/wiki/Deuterium) pellet fuel/propellant. The active mission payload which includes the fission reactor but not the discarded main propulsion section would mass around 30 tons.
A notable difference in the mission architecture between Longshot and the Daedalus study is that Longshot would go into orbit about the target star while Daedalus would do a one shot fly-by lasting a comparatively short time.
The journey to Alpha Centauri B (http://en.wikipedia.org/wiki/Alpha_Centauri_B) orbit would take about 100 years and another 4.39 years would be necessary for the data to reach Earth (http://en.wikipedia.org/wiki/Earth).
[/URL]
[edit (http://www.trekportal.it/coelestis/)] Reference

Beals, K. A., M. Beaulieu, F. J. Dembia, J. Kerstiens, D. L. Kramer, J. R. West and J. A. Zito. Project Longshot: An Unmanned Probe To Alpha Centauri. U S Naval Academy. NASA-CR-184718. 1988.

[[URL="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Project_Longshot&action=edit&section=2"]edit (http://www.trekportal.it/coelestis/)] External link


Project Longshot: An Unmanned Probe To Alpha Centauri (http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/19890007533_1989007533.pdf)

Planezio
03-02-07, 19:20
In Italia non sanno gestire l'energia. Ci sono scienziati straordinari ma lo stato non permette lo svilupo di progetti energetici. Non lo promuove, anzi lo ostacola, per i motivi che conosciamo bene, ovvero "pagano meglio le tangenti le industrie già esistenti rispeto a quelle che ancora non esistono".

Fuori dall'Italia le cose son diverse. I motori a curvatura ancora non vengono presi in considerazione, ma ad esempio il motore ad Americio di Carlo Rubbia mi pare un progetto solido, seppure esistente solo a livello di progetazione. Pero sai ci sono centrali nucleari che producono energia. Potrebbero produrne anche per mandare un pompelmo in orbita plutoniana. Non mi sembra così strano.

:)

cioè i reattori nucleari non sono neppure in grado di sollevarsi dal suolo da soli, però possono fare l'energia per ecc. ecc.
Anche l'eolica e la fotovoltaica producono energia, anche le biomasse, potremmo utilizzarle per andare su alfa centauri....
E poi in questo topic, mi pare, la congiura delle multinazionali mancava, ma gira e rigira poi alla fine è uscita.
P.S. tempo fa aiutai, per quel che potevo, uno studente nello sviluppo dello studio di una stazione sulla Luna. Comprendeva anche una palestra "centrifuga" per impedire la decalcificazione ossea, era studiata molto bene. L'unica cosa non consideratra, ovviamente, era come portare le centomila tonnellate di materiale sulla Luna. Se fosse stata pubblicata in inglese, sono convinto che qualcuno "libero dai condizionamenti" l'avrebbe postata qui, dicendo che era un progetto boicottato da qualcuno.
Un discorso di fantascienza, solo perche è scritto in inglese, non diventa un discorso di scienza. Anche la parola "fanta" ha una sua traduzione....

LongJohnVargas
04-02-07, 11:13
cioè i reattori nucleari non sono nepure in grado i soollevarsi dal suolo da soli, possono fare l'energia per ecc. ecc.
Anche l'eolica e la fotovoltaica producono energia, anche le biomasse, potremmo utilizzarle per andare su alfa centauri....
E poi in questo topic, mio pare, la congiura delle multinazionakli mancava, ma gira e rigira poi alla fine è uscita.
P.S. tempo fa aiutai, per quel che potevo, uno studente anello sviluppo dello studio di nua stazione sulla Luna. Cionmprendeva anche una palesttra "centrifga" per impedire la decalcificazione ossea, era studiata molto bene. Lì'unica cosa nonm consideratra, ovviamente, era come portare le centomilòa tonnellate di m,ateriale syulla Luna. Se foss estat pubblicata in inglese, sono convinto che qualcuno "libero dai condizionamenti" l'avrebbe postata quim, dicendo che era un rpogetto boicottato da qualcuno.
Un discorso di fantascienza, solo perche è scritto inionglese, nmo diventa ujn discorso di scienza. Anchje la parola "fanta" ha una sua traduzione....



Mi complimento con te per l'aiuto dato allo studente in questione. Penso che non si possa spendere tempo in miglior modo che lavorare su tali progetti.

Sapiamo benissimo che ancora nessun reattore nucleare ha mai spinto un razzo fuori dall'orbita terrestre, ma non venirmi a dire che non siamo in grado di farlo. Se ancora non è stato fatto è a causa degli accordi internazionali che ne limitano l'uso a causa dei pericoli generati dal nucleare. E sapiamo tutti che il problema è reale. Infatti potrei essere il primo a contestare l'uso del nucleare sulla terra.

Ciò on significa che non possa essere usata fuori dall'orbita terrestre. Oggi poi l'energia nucleare viene controllata meglio che in passato. Quindi le domande che pongo sono queste e vi prego di prenderle sul serio se vi va di rispondere.

1. La NASA sta sul serio costruendo un veicolo per portare astronauti sulla Luna?

2. La NASA ha veramente inprogramma di costruire una base sulla LUna?

3. Se la NASA costruisce una base sulla Luna, c'è posto dopo le prime infrastrutre per lo sviluppo di moduli agiuntivi alla base o nelle vicinanze della base?

4. Possono essere usati moduli identici a quelli della ISS, logicamente con le oportune modifiche, in modo da non perdere tempo con nuove progetazioni, per ingrandire la base lunare americana?

5. C'è posto per l'Italia o per l'Europa nello svilupo futuro della base lunare?

6. C'è posto per i privati nello sviluppo della base lunare?

7. Dopo la costruzione della base sarebbe logico progettare e programmare la costruzione di una rampa di lancio sulla Luna, usando materie prime lunari?

8. Gli ambientalisti si lamenterebbero anche della contaminazione nucleare sulla Luna o pensano solo alla Terra?

Mi piacerebbe vedere risposte critiche in merito, certo, ma allo stesso tempo anche delle risposte costrutive.

LongJohnVargas
04-02-07, 11:45
Appello degli scienziati al Congresso
Più scienza per gli Stati Uniti


La qualità dell'insegnamento delle scienze e della matematica negli USA sarebbe insoddisfacente

PAROLE CHIAVE
Cultura scientifica (http://lescienze.espresso.repubblica.it/risultati?lr=&q=Cultura scientifica&search=sito) Educazione (http://lescienze.espresso.repubblica.it/risultati?lr=&q=Educazione&search=sito)


http://data.kataweb.it/kpm2scienzex/field/fotoimage/fotoscienze/1293687


Più della metà dei cittadini statunitensi si dichiara insoddisfatta per la qualità dell'insegnamento delle scienze e della matematica negli USA, che non sarebbe in grado di tenere il passo con quello di altre nazioni. Lo rivela un ampio sondaggio eseguito da Research!America (http://www.researchamerica.org/), un'organizzazioneche federa numerosi enti di ricerca, fra cui la National Science Fundation (http://www.nsf.org/). Nonostante gli Stati Uniti siano ancora in vetta alle classifiche delle nazioni che producono il maggior numero di brevetti e di articoli scientifici, si sta dunque diffondendo l'impressione che questa leadership - essenziale secondo il 97 per cento degli intervistati affinché la nazione possa conservare la propria posizione dominante in campo economico, politico e militare a livello globale - possa avviarsi al declino.
La cosa sarebbe confermata dal fatto che, mentre un numero sempre maggiore di articoli di ricerca statunitensi ha come primo firmatario qualche ricercatore formatosi in altri paesi, ben il 75 per cento degli interrogati dal sondaggio non è in grado di fare il nome di uno scienziato vivente, nonostante l'87 per cento di essi ritenga che quella scientifica possa essere considerata una delle carriere più prestigiose.
"Secondo l'opinione pubblica americana, gli Stati Uniti devono provvedere a sviluppare politiche e a fornire maggiori finanziamenti ai settori, pubblici e privati, impeganti nella ricerca", ha dichiarato Mary Woolley, presidente di Research!America. Per questo Research!America, attraverso la NSF ha deciso di presentare un appello al Congresso perché venga prestata maggiore attenzione al problema nei futuri indirizzi di politica dell'educazione e della ricerca. (gg)

Planezio
04-02-07, 14:44
allora forse non ci siamo capiti.
Quello per cui ho aiutato lo studente, letteralmente:
NON PUO' ESSERE DEFINITO PROGETTO!
E' solo un gioco, una esercitazione, che dice cosa si potrebbe fare, SE FOSSE POSSIBILE farlo!
Ma non lo è!
Ti faccio un altro esempio:
Tanti anni fa, mi divertii per un po' a studiare cosa sarebbe successo se avessi inventato una batteria capace di accunmulare cento kiliowattora al kg.... Cioè mille volte meglio delle batterie migliori esistenti.
Giocando, arrivai persino a calcolare i costi di ammortamento, trasporto, come ed a che prezzo venderle, le modalità della vendita, gli utili, anche il dividendo agli azionisti. Ci giocai, come esercitazione, per un sacco di tempo. Come e dove produrre corrente, (in Africa, e con il calore residuo dissalare acqua per irrigare), ecc. ecc.
Però era un gioco. Definirlo progetto, sarebbe stato ridicolo, perchè la batteria in questione NON ESISTE!
Cioè: la stazione sulla luna è un gioco, definirla priogetto è pura fantasia, perchè
Non abbiamo la MINIMA idea di come portare centomila tonnellate sulla luna!
Non ne abbiamo proprio la più pallida idea. Il nucleare otrebbe, se tutto andasse bene,. aumnetare cinque/dieci volte le nostre capacità: Da due a dieci/venti tonnellate. Saremmo ancora cinque/diecimila volte sotto!
CINQUEMILA/DIECIMILA..... Ed ammesso che il nucleare funzioni. Altrimenti,
CINQUANTAMILA....

P.S. non ti offendere, ma se i fondi a disposizione non solo della ricerca, ma della diffusione della scienza tra il pubblico fossero moltiplicati in quantità ed in efficacia, uno dei risultati sarebbe che meno gente confonderebbe la pura fantasia con la scienza.....

LongJohnVargas
10-02-07, 12:03
Fisica

Eccezionale esperimento con i condensati di Bose-Einstein
Da luce a materia, da materia a luce

di Folco Claudi
L’informazione è trasferita tramite la conversione dell’impulso ottico in un’onda di materia che si propaga tra i due punti dello spazio

PAROLE CHIAVE
Bose-Einstein (http://lescienze.espresso.repubblica.it/risultati?lr=&q=Bose-Einstein&search=sito)


http://data.kataweb.it/kpm2scienzex/field/fotoimage/fotoscienze/1294626


Potrebbe aprire la strada a un modo completamente nuovo di intendere le telecomunicazioni la recente ricerca della Harvard University (http://www.harvard.edu/), nel corso della quale gli scienziati sono riusciti per la prima volta a fermare in un punto un impulso di luce, convertirlo in materia, e riconvertirlo in luce in un altro punto dello spazio distante dal primo. La notizia è sorprendente, pur tenendo conto che in anni recenti sono stati fatti significativi progressi nella manipolazione della materia tramite la luce e della luce con la materia. Sistemi particolarmente interessanti dal punto di vista fisico sono i campi laser risonanti che interagiscono con nubi dense e molto fredde di atomi: in essi si osserva un accoppiamento diretto con il moto degli atomi esterni tramite il momento scambiato quando i fotoni vengono emessi o assorbiti. Un caso estremo di manipolazione della luce risonante si ha con la propagazione nei condensati di Bose–Einstein (BEC).
Gli autori dell’articolo Lene Vestergaard Hau, Naomi S. Ginsberg e Sean R. Garner, hanno dimostrato che un impulso di luce lento può essere fermato e “immagazzinato” in un BEC e successivamente fatto “rivivere” da un condensato completamente differente, distante dal primo 160 micron: l’informazione è trasferita tramite la conversione dell’impulso ottico in un’onda di materia che si propaga tra i due punti dello spazio.
"Con questo risultato – ha spiegato Lene Vestergaard Hau, della Harvard University – abbiamo dimostrato che siamo in grado di fermare un impulso di luce in una nube di sodio superaffreddato, di immagazzinare i dati in esso contenuti, e di estinguerlo completamente, solo per riconvertirlo in un impulso di luce in un’altra nube a due decimi di millimetro di distanza. Cruciale è ovviamente l’utilizzo dei condensati di Bose-Einstein: all’interno di queste nubi, gli atomi sono in fase e perdono la loro individualità e indipendenza.”


Un altro passo verso le telecomunicazioni che sostengo, che verranno crate, e che ci porteranno dati da Alpha Centauri, tramite una sonda che gli ruoterà attorno. Non oggi, nondomani, non tra un anno, non tra dieci anni. Ma tra cento anni si.

Mizarino
10-02-07, 13:12
Se passo sopra in camera caritatis a quella imperdonabile "conversione di luce in materia e riconversione in luce", devo dire che mi ricorda uno dei migliori (a mio parere) romanzi di fantascienza che abbia mai letto, quello che trattava del "vetro lento". Non ricordo più come si intitolava il romanzo di Urania (forse "Altri giorni, altri occhi" ?) e men che meno ricordo l'autore. Chi se lo ricorda ? Perdonate la mia memoria ...
Tuttavia rispetto alle comunicazioni spaziali c'è un piccolo problema. La tecnica, molto efficace nel rallentarle, avrà qualche difficotà ad accelerarle ...

Planezio
10-02-07, 15:27
Se passo sopra in camera caritatis a quella imperdonabile "conversione di luce in materia e riconversione in luce", devo dire che mi ricorda uno dei migliori (a mio parere) romanzi di fantascienza che abbia mai letto, quello che trattava del "vetro lento". Non ricordo più come si intitolava il romanzo di Urania (forse "Altri giorni, altri occhi" ?) e men che meno ricordo l'autore. Chi se lo ricorda ? Perdonate la mia memoria ...
Tuttavia rispetto alle comunicazioni spaziali c'è un piccolo problema. La tecnica, molto efficace nel rallentarle, avrà qualche difficotà ad accelerarle ...
ricordo solo due cose. Il nome del vetro, si chiamava, mi pare, "retardite". Ed una frase, non ricordo se finale o meno:
"buon divertimento, nella vasca dei pesci rossi"... o qualcosa di simile...

Redactor1
11-02-07, 05:40
Bella memoria Mizarino!
Si tratta proprio di "Altri giorni, altri occhi", di Bob Shaw...
Vado a rileggermelo perché anche a me è sempre piaciuto.

LongJohnVargas
11-02-07, 11:28
Se passo sopra in camera caritatis a quella imperdonabile "conversione di luce in materia e riconversione in luce", devo dire che mi ricorda uno dei migliori (a mio parere) romanzi di fantascienza che abbia mai letto, quello che trattava del "vetro lento". Non ricordo più come si intitolava il romanzo di Urania (forse "Altri giorni, altri occhi" ?) e men che meno ricordo l'autore. Chi se lo ricorda ? Perdonate la mia memoria ...
Tuttavia rispetto alle comunicazioni spaziali c'è un piccolo problema. La tecnica, molto efficace nel rallentarle, avrà qualche difficotà ad accelerarle ...

Ancora? Micca ho detto che questo esperimento risolve tutto... Ho detto solo che è un altra pietra che costruisce quel progresso tecnologico che ci porterà a fare quello che è segnato dal nostro destino di esseri umani: lasciarci indietro la culla terrestre.

cegiulio
19-02-07, 21:04
TUTTO E' RELATIVO!
1)quindi OGGI fare dieci anni di viaggio nel COSMO non va bene. Un DOMANI (2150 circa), con la vita media di 150 anni fare dieci anni può andare bene;
2) Le astonavi oggi sono FANTASCIENZA, ma circa 60 anni fa non esisteva neanche un satellite, quindi tra 60 anni.......... tutto può accadere; (astonavi da 200.000 km al secondo; coma indotto nell'uomo etc. etc.)
3) l'evoluzione naturale dell'uomo sarà, a mio avviso, in sistemi bionici dove la parte umana sarà solo nell'inteligenza e nei sentimenti il resto sarà trasformato in pezzi meccanici/elettronici......................

Mizarino
20-02-07, 11:32
TUTTO E' RELATIVO!
1)Un DOMANI (2150 circa), con la vita media di 150 anni fare dieci anni può andare bene ...
Una vita media di 150 anni mi terrorizza. Io mi sento già rin........to adesso, figuriamoci a 150 anni! :D

Planezio
20-02-07, 14:11
Una vita media di 150 anni mi terrorizza. Io mi sento già rin........to adesso, figuriamoci a 150 anni! :D
Viste le lotte di piazza per inmpedire di alzare l'età di pensionamento, mi domando come sopravviverebbe l'INPS....
Unop paga contributi per 40 anni e prende la pensione per 90..... sarei proprio curioso...

LongJohnVargas
21-02-07, 19:40
Viste le lotte di piazza per inmpedire di alzare l'età di pensionamento, mi domando come sopravviverebbe l'INPS....
Unop paga contributi per 40 anni e prende la pensione per 90..... sarei proprio curioso...


Con l'INPS si rimane a terra. Pesa tropo. Ci vogliono pensioni private.

Mizarino
22-02-07, 13:08
Con l'INPS si rimane a terra. Pesa tropo. Ci vogliono pensioni private.

Mmm ... E' l'unica cosa che mi fa paura nelle privatizzazioni in Italia: essere affidato alle compagnie private di assicurazione per la previdenza e l'assistenza sanitaria ... :lipssealed:

LongJohnVargas
23-02-07, 12:06
A me fa paura la malasanità pubblica italiana. Con tutti i soldi che mangiano ci potrebbero essere quattro ospedali privati dove oggi ce n'è uno pubblico. In Germania, in Svizzera, negli USA, la sanità è molto più avanzata rispeto alla nostra.

Mizarino
23-02-07, 18:26
A me fa paura la malasanità pubblica italiana. Con tutti i soldi che mangiano ci potrebbero essere quattro ospedali privati dove oggi ce n'è uno pubblico. In Germania, in Svizzera, negli USA, la sanità è molto più avanzata rispeto alla nostra. Questo è un discorso diverso e indipendente dal mio, che in parte si può condividere ma va discusso separatamente.

La "mia" paura sulla privatizzazione della previdenza deriva dal fatto che in genere le garanzie offerte dal nostro "stato di diritto" sono di solito solo sulla carta, e tendono a privilegiare in proporzione diretta al livello di delinquenza del soggetto (grande o piccolo che sia).
Che succede se una compagnia di assicurazione alla quale tu hai affidato i tuoi contributi è amministrata da un Tanzi ? Credi che lo Stato ti difenda ?
O anche se ti dice: " mi dispiace, i tuoi contributi hanno reso metà di quanto previsto, avrai solo metà pensione ..."
O che succede se una assicurazione medica, dopo che ha scoperto che io ho una malattia cronica che richiede cure costose, trova un cavillo per recedere dal contratto ? Credi che la Legge mi difenda ? Io non ci credo.

P.S. In fondo non siamo troppo off-topic, si tratta sempre di una forma di eso-biologia ... :D

LongJohnVargas
24-02-07, 14:34
Questo è un discorso diverso e indipendente dal mio, che in parte si può condividere ma va discusso separatamente.

La "mia" paura sulla privatizzazione della previdenza deriva dal fatto che in genere le garanzie offerte dal nostro "stato di diritto" sono di solito solo sulla carta, e tendono a privilegiare in proporzione diretta al livello di delinquenza del soggetto (grande o piccolo che sia).
Che succede se una compagnia di assicurazione alla quale tu hai affidato i tuoi contributi è amministrata da un Tanzi ? Credi che lo Stato ti difenda ?
O anche se ti dice: " mi dispiace, i tuoi contributi hanno reso metà di quanto previsto, avrai solo metà pensione ..."
O che succede se una assicurazione medica, dopo che ha scoperto che io ho una malattia cronica che richiede cure costose, trova un cavillo per recedere dal contratto ? Credi che la Legge mi difenda ? Io non ci credo.

P.S. In fondo non siamo troppo off-topic, si tratta sempre di una forma di eso-biologia ... :D


Andiamo a sconfinare nelle disclipline economiche. La chiudiamo subito. Tu sei Keynesiano, io sono Nozickiano. Due modi diversi di vedere uno stato. Inutile continuare la discussione, la pensiamo diversamente.

:)

Mizarino
24-02-07, 15:55
Andiamo a sconfinare nelle disclipline economiche. La chiudiamo subito. Tu sei Keynesiano, io sono Nozickiano. Due modi diversi di vedere uno stato. Inutile continuare la discussione, la pensiamo diversamente.

Ahimé, non conosco questi signori ...
Ma non credo sia una questione di modo di vedere lo stato in genere. E nemmeno si tratta di filosofia politica o economica. Io guardo alla pratica, e non mi riferisco allo stato in genere, ma specificamente allo stato italiano e al modo in cui qui funziona (anzi, non funziona) la giustizia civile.

Spirit of Saint Louis
01-03-07, 20:00
A me fa paura la malasanità pubblica italiana. Con tutti i soldi che mangiano ci potrebbero essere quattro ospedali privati dove oggi ce n'è uno pubblico. In Germania, in Svizzera, negli USA, la sanità è molto più avanzata rispeto alla nostra.
Però in America pochi giorni fa è morto un ragazzo per una carie. Non aveva gli 80 dollari per curarla e l'infiammazione ha raggiunto il cervello...

Redactor2
02-03-07, 00:14
Intervista a Sir Arthur C. Clarke, autore di «2001: Odissea nello spazio».
«Raggiungeremo l’immortalità elettronica»
Lo scienziato continua a immaginare come sarà il nostro prossimo futuro. Nel 2090, per esempio...


Lei è universalmente famoso per tre motivi: 1) È stato l’inventore nel 1945 della famosa Orbita di Clarke che ha reso possibili i satelliti per telecomunicazioni; 2) Ha progettato l’ascensore spaziale, con cui in futuro i razzi potranno decollare dall’orbita terrestre e non più dal nostro Pianeta; 3) È l’autore di 2001, il film più visionario, più bello, più complesso e più metafisico dedicato all’evoluzione dell’umanità, al suo passato e al suo futuro, immediato e lontanissimo. Quale delle tre qualifiche le piace di più? Sono felice e riconoscente all’umanità che mi considera l’inventore dei satelliti per telecomunicazioni e il principale proponente dell’ascensore spaziale. Ma preferirei essere ricordato come un bravo scrittore.
In una delle scene più famose di «2001» la scimmia, guardando la Luna, scaglia un osso per aria. Cosa rappresenta per lei quell’osso: un simbolo di potere, uno strumento di comunicazione o la nascita della tecnologia? Può essere visto in tutti e tre i modi. Sono ormai passati 40 anni da quanto Stanley Kubrick e io realizzammo «il proverbiale buon film di fantascienza» e non ricordo più tutto ciò che era alla base di ogni nostra decisione creativa. La sequenza dell’osso è rimasta famosa anche per essere il flash–forward più lungo del cinema, circa tre milioni di anni, tra la scimmia, chiamata «Moonwatcher» [l’osservatore della Luna] e l’anno 2001. Daniel Richter, il mimo che interpretava la scimmia, ha scritto un libro di memorie su questa sequenza.
A proposito di evoluzione. Oggi attraverso la scienza e la tecnologia possiamo guidare quella delle specie terrestri, compresa la nostra. Ciò si può ancora considerare un percorso naturale, dato che la scienza è comunque un prodotto dell’evoluzione della specie umana? La colonizzazione dello spazio è il prossimo passo logico nella nostra evoluzione come specie. È il grande passo successivo a quello che portò i nostri antenati, quando erano pesci, a trasferirsi dal mare sulla terraferma. Immagini un pesce tradizionalista che, un miliardo di anni fa, diceva ai suoi parenti divenuti anfibi: «La vita sulla terraferma non è paragonabile a quella marina. Noi stiamo bene quaggiù dove ci troviamo». E così fecero i pesci, e sono rimasti pesci. I nostri discendenti che vivranno sulla Luna e su Marte certamente visiteranno la Terra ogni tanto, indossando degli esoscheletri per far fronte alla sua schiacciante gravità, e maschere antigas per filtrare gli innumerevoli cattivi odori che il nostro Pianeta ha imparato a generare nel corso della sua storia di milioni di anni. Ma non credo che desidereranno vivere qui permanentemente.
Cosa troverebbe più eccitante, scoprire una civiltà aliena nell’universo oppure l’evidenza che in tutto il cosmo non ci sono altre forme di vita, lasciando così ai soli terrestri il ruolo di «sentinelle dello spazio»? Concordo con quanto disse l’astrofisico Carl Sagan: «Siamo soli nell’universo o non lo siamo: in entrambi i casi la nostra mente resta confusa». Personalmente non ho dubbi che l’universo brulichi di vita. Una delle mie speranze segrete è trovare un segno, qualsiasi segno, di alieni nel corso della mia vita. Preferirei un segno di vita intelligente, ma metterei la firma anche per trovare un segno di vita batterica. D’altra parte, può anche darsi che una civiltà intelligente abbia deciso di evitare qualsiasi contatto con noi, viste le condizioni disperate in cui abbiamo ridotto il nostro mondo. Chi lo sa, noi terrestri potremmo anche essere stati messi in una «quarantena galattica»!
Pensa davvero che l’umanità alla fine del suo cammino possa trasformarsi in pura energia, come accade nel suo 2001? Trasformarsi in pura energia è un modo per sottrarsi alla tirannia della materia e io mi figuro tranquillamente degli esseri realmente avanzati che stanno valutando i pro e i contro di una loro trasformazione in energia. Certo, non saranno più in grado di godere di alcuni piaceri del mondo materiale, ma quando tutto diventa uno stato mentale a chi importa più?
Tornando alla nostra condizione di terrestri degli anni appena successivi al 2001, dopo la radio, i satelliti e i telefoni cellulari quale potrà essere il prossimo passo nelle telecomunicazioni? Credo molto nei sistemi di riconoscimento vocale per i computer e altri dispositivi, anche per il loro valore sociale perché potrebbero essere usati pure dagli analfabeti. Oggi esistono però ancora delle limitazioni: vanno bene se ci si trova da soli, ma pensi al caos di un ufficio in cui tutti parlano alle macchine. Inoltre il software dovrà far fronte all’enorme differenza di accenti con cui una stessa lingua viene parlata. Non posso fare a meno di citare un episodio accaduto qualche anno fa, mentre tentavo di insegnare a un computer a riconoscere la mia voce. La frase «bisogna andare in aiuto del partito» [the party in inglese] diventò «bisogna andare in aiuto dell’apartheid», un esempio lampante del «politicamente scorretto».
Pensa realmente, come ha previsto in 3001: L’odissea finale, che in futuro saremo in grado di immettere o scaricare direttamente le informazioni nel nostro cervello collegandolo a un dispositivo esterno? Sì, il traguardo ultimo dei dispositivi input–output sarà la possibilità di scavalcare tutti i sensi dell’organismo umano e inviare segnali direttamente nel cervello. Come ciò si possa fare con esattezza lo lascio ai biotecnologi; per parte mia in 3001 ho descritto il braincap [una calotta da collocare sulla testa che fa appunto da interfaccia tra il cervello e un computer, ndr]. L’adozione diffusa del dispositivo potrà essere ritardata dal fatto che per indossarlo bisognerà probabilmente raparsi a zero. Così, la produzione di parrucche potrà diventare un grande business tra pochi decenni.
Quando uscì 2001, comunque, il computer HAL [che alla fine si impadronisce dell’astronave e uccide tutti gli astronauti tranne il protagonista Bowman, il quale riesce a disinnescarlo dopo una battaglia psicotecnologica] divenne il simbolo della macchina che supera l’uomo e domina il mondo. Questo timore, molto diffuso all’epoca, oggi non esiste più. Perché secondo lei? Dobbiamo ringraziare per questo un po’ di persone, come Steve Jobs e Bill Gates. Da quando i computer sono diventati più facili da usare e più accessibili, paure del genere sono svanite. I computer hanno poi introdotto nel nostro linguaggio parole e frasi che sarebbero state assolutamente prive di senso solo pochi decenni fa. I suoi nonni avrebbero mai capito un grido di dolore del tipo: «Il mio laptop si è crashato»? E che avrebbero pensato ascoltando termini come «megabyte», «hard drive» e «Googling»? C’è poi un altro esempio di una frase familiare che ha cambiato completamente il suo significato: cosa avrebbe pensato una donna dei primi anni del ’900 se le avessimo detto che suo nipote avrebbe trascorso la maggior parte della giornata, a casa e al lavoro, «fondling a mouse » cioè «maneggiando un topo»?
Ma l’informazione elettronica finirà per uccidere la stampa? Non lo credo. La scomparsa della stampa venne già predetta con l’arrivo della radio e della televisione, ma ciascuno dei nuovi mezzi di comunicazione ha trovato un suo posto e noi stessi non abbiamo buttato i nostri libri. Questo mezzo vecchio–stile ha infatti ancora spazio in mezzo ai siti Web, i videogiochi, le comunicazioni mobili e altre tentazioni. Senza dubbio, la sfida è cercare di attrarre quanti si sono abituati alla gratificazione istantanea derivante dai mezzi di comunicazione interattivi, ma la lettura di un libro resta insostituibile. L’industria editoriale dovrà cercare nuove direzioni ma non credo proprio che la stampa scomparirà.
Come vede il futuro della Terra? Lei è stato l’unico a considerare uno tsunami come una delle minacce naturali più gravi per il nostro Pianeta. In 2010: Odissea due lei previde per il 2005 un gigantesco tsunami nel Pacifico. Si sbagliò solo di cinque giorni e qualche migliaio di chilometri rispetto a quello reale. Perché questo tipo di catastrofe è stato sempre così poco considerato da scienziati e scrittori? I Paesi del Pacifico hanno sempre convissuto con gli tsunami, ma solo quello dell’Oceano Indiano nel 2004 ha catalizzato l’attenzione mondiale su un rischio simile. Poco dopo la tragedia, sottolineai però che uno tsunami può essere scatenato non solo da un terremoto sottomarino, ma anche dall’impatto di un asteroide. Anzi, quando si parla di minacce che giungono dallo spazio la gente sembra confortata dal fatto che i due terzi della Terra siano coperti dalle acque. Invece dovremmo preoccuparci di più: un impatto nell’oceano può moltiplicare i danni rispetto a uno sulla terraferma, generando «la madre di tutti gli tsunami». Duncan Steel, un’autorità in materia, ha eseguito alcuni calcoli terrificanti. Ha considerato un asteroide modesto, di 200 metri di diametro, che impatta sulla Terra alla tipica velocità di 68.400 km orari. Nell’urto, rilascia energia cinetica con un’esplosione di potenza pari a 600 megaton, 10 volte maggiore di quella del più potente test atomico sotterraneo mai realizzato. Anche se solo il 10 per cento di questa energia venisse trasferita a uno tsunami, le onde riuscirebbero a trasportarla sulle coste a migliaia di chilometri di distanza, causando una distruzione più diffusa di quella dovuta all’impatto dell’asteroide con la terraferma. In quest’ultimo caso, infatti, l’interazione tra l’onda d’urto e le irregolarità del terreno, come colline, alberi, edifici, limiterebbero l’area della devastazione. Nell’oceano, invece, l’onda si propaga così com’è fino a scaricarsi sulla costa. Per questo motivo ho suggerito di tenere d’occhio i cieli anche quando ci preoccupiamo delle minacce dalle profondità dell’oceano.
01 marzo 2007

Redactor2
02-03-07, 00:19
In paradiso? Solo se c'è anche il mio cane
Lo chiama Egogramma, appuntamento annuale con se stesso, i suoi progetti. Scritto di proprio pugno da Clarke.

COLOMBO, SRI LANKA, 28 GENNAIO 2007- Amici, Terrestri, Alieni, attivate i vostri organi sensori! Quest’anno celebrerò, a dicembre, il mio novantesimo compleanno, poche settimane dopo che l’Era spaziale avrà completato il suo primo mezzo secolo. Quando l’ex, e non rimpianta, Unione Sovietica lanciò lo Sputnik 1 il 4 ottobre 1957 bastarono pochi minuti affinché il mondo intero sapesse cos’era accaduto. E sebbene io avessi scritto sui viaggi spaziali per anni, quel momento resta congelato nella mia memoria: ero a Barcellona all’ottavo congresso internazionale di astronautica. Ci eravamo ritirati nelle nostre stanze quando la notizia arrivò e io fui svegliato dai giornalisti a caccia di commenti sull’impresa sovietica. Le nostre teorie e previsioni erano divenute realtà! Nonostante i grandi progressi degli ultimi 50 anni, credo che l’Età d’Oro dei viaggi spaziali sia ancora davanti a noi. Prima che questo decennio finisca, passeggeri paganti sperimenteranno i voli suborbitali a bordo di veicoli di imprese private, costruiti da una nuova generazione di ingegneri–imprenditori con una irrefrenabile passione per lo spazio. Spero di essere in grado di fare io stesso un viaggio del genere. E nei prossimi 50 anni migliaia di persone avranno accesso al regno orbitale e poi alla Luna e oltre. Nel 2006 ho seguito con interesse la comparsa di questa nuova stirpe di Cittadini Astronauti e imprese spaziali private.

ASCENSORE SPAZIALE - Sono molto incoraggiato dall’accoglienza avuta a livello mondiale dell’Ascensore spaziale, che può rendere il trasporto spaziale economico e abbordabile per la gente comune. Questa idea ambiziosa che io divulgai nel racconto Le fontane del paradiso (1978) ora viene presa molto sul serio, con agenzie spaziali e imprenditori che vi investono del denaro. La Arthur Clarke Foundation continua a sostenere gli uomini e le donne che tracciano nuovi sentieri verso lo spazio. Nello stesso tempo, è continuato il lavoro preparatorio dell’Arthur C. Clarke Center «per ricerche sui traguardi e l’impatto dell’immaginazione umana» che verrà realizzato in collaborazione con l’Università del Nevada a Las Vegas. Il suo obiettivo: identificare in tutto il mondo i giovani di robusta immaginazione, aiutare i loro genitori e i loro insegnanti affinché tirino fuori il massimo del loro talento e offrire all’immaginazione lo stesso riconoscimento riservato agli alti gradi accademici.
PROGETTI - Personalmente sono stato in grado di dare solo il mio incoraggiamento a questo e ad altri progetti importanti, dati i miei limiti in energie e tempo dovuti ai postumi della poliomielite. Ma sono felice di comunicarvi che a mia salute resta stabile. Essendo inchiodato su una sedia a rotelle posso concentrarmi nel leggere e nello scrivere, cosa che ora sono in grado di fare di nuovo grazie alla seconda operazione di cataratta. In quest’anno ho scritto un po’ di articoli brevi, recensioni di libri e commenti per una varietà di mezzi a stampa e on–line. Ho anche rilasciato poche interviste, selezionate accuratamente, e realizzato video di auguri da inviare a importanti riunioni scientifiche o letterarie nel mondo. Sono stato particolarmente lieto di aver trovato un co–autore per completare il mio ultimo romanzo, The Last Theorem, che era rimasto scritto a metà per un paio di anni. Avevo delineato l’intera storia ma poi ho scoperto di non avere l’energia per tirarvi fuori un testo equilibrato. Il famoso scrittore americano Frederick Pohl ora ha raccolto la sfida. Intanto, un altro co–autore, Stephen Baxter, ha completato First born, il terzo romanzo della nostra serie in collaborazione, che uscirà quest’anno.
FAMIGLIA ADOTTATA - I componenti della mia famiglia adottata, Hector, Valerie, Cherene, Tamara e Melinda Ekanayake, stanno tutti bene. Hector continua a ricostruire il centro di immersioni subacquee che è stato spazzato via dallo tsunami dell’Oceano Indiano nel dicembre 2004. Il settore turistico dello Sri Lanka, ancora indebolito dal mega–disastro, deve fronteggiare un’ulteriore crisi dopo che la guerra civile si è riaccesa dopo oltre tre anni di pace relativa. Spero ancora che gli organismi nazionali e internazionali coinvolti nel processo di pace riescano a tirare fuori una soluzione duratura.
PARADISO - Mi manca ancora tanto l’amata e rimpianta Pepsi, la chihuahua che ci ha lasciato oltre un anno fa. Ho appena sentito che i cani non vengono fatti entrare in Paradiso, così neppure io ci andrò. Vorrei concludere con un estratto dal mio tributo a Star Trek per il suo quarantesimo anniversario: Comparendo in un epoca del genere (gli anni ’60) nella storia umana, Star Trek ha divulgato molto più di una visione di una civiltà dedita solo ai viaggi spaziali. Episodio dopo episodio, ha promosso gli ideali, all’epoca impopolari, di tolleranza per le diverse culture e di rispetto della vita in tutte le sue forme, senza fare prediche e sempre con un gustoso senso di humour.
Arthur C. Clarke
01 marzo 2007

Mizarino
02-03-07, 08:08
E' ovvio che i cani (e i gatti!) vadano in Paradiso!
Pensa che rottura di maroni sarebbe il Paradiso se non ci fosse neanche un cane o un gatto con cui giocare! E se ci va uno, ci vanno tutti!... :D

P.S. Non so quale possa essere il valore teologico di questa asserzione, ma a me sembra non abbia nulla a invidiare alle "prove" di S. Anselmo! ... :D

LongJohnVargas
04-03-07, 19:21
Però in America pochi giorni fa è morto un ragazzo per una carie. Non aveva gli 80 dollari per curarla e l'infiammazione ha raggiunto il cervello...

In Italia sucede molto peggio.

Spirit of Saint Louis
14-03-07, 12:05
In Italia sucede molto peggio.


Però ogni cittadino ha il diritto ad essere curato nei casi gravi, in America senza assicurazione ti lasciano morire.
Che poi in Italia la malasanità regni sovrana è un dato di fatto, tra trasfuzioni sbagliate, diagnosi clamorosamente errate ed impianto di organi seriopositivi siamo a cavallo. Questi errori possono nascere dalla poca attenzione ma anche dalla scarsa preparazione della classe medica dovuta forse anche a una mancata rigidità al momento della preparazione universitaria. Ossia se io in ingengeria sostengo un esame e ho qualche lacuna, al momento della progettazione posso sempre ripetere i calcoli e ricominciare, vadoa vederemi un manuale e mi correggo. Un medico invece non può e non deve sbagliare, deve semplicemente sapere TUTTO e deve saperlo perfettamente, e deve riuscire ad avere sempre la mentre lucida in ogni situazione per evitare le eventuali sviste, altrimenti il paziente ci lascia le penne e non c'è spazio per un secondo tentativo.
Poi quando uno come Berlusconi va ad operarsi nelle grandi cliniche private all'estero lo si accusa di non dare il buon esempio ai cittadini, come dargli contro, vedendo tutto quello che succede qui...

LongJohnVargas
18-03-07, 10:56
Però ogni cittadino ha il diritto ad essere curato nei casi gravi, in America senza assicurazione ti lasciano morire.
Che poi in Italia la malasanità regni sovrana è un dato di fatto, tra trasfuzioni sbagliate, diagnosi clamorosamente errate ed impianto di organi seriopositivi siamo a cavallo. Questi errori possono nascere dalla poca attenzione ma anche dalla scarsa preparazione della classe medica dovuta forse anche a una mancata rigidità al momento della preparazione universitaria. Ossia se io in ingengeria sostengo un esame e ho qualche lacuna, al momento della progettazione posso sempre ripetere i calcoli e ricominciare, vadoa vederemi un manuale e mi correggo. Un medico invece non può e non deve sbagliare, deve semplicemente sapere TUTTO e deve saperlo perfettamente, e deve riuscire ad avere sempre la mentre lucida in ogni situazione per evitare le eventuali sviste, altrimenti il paziente ci lascia le penne e non c'è spazio per un secondo tentativo.
Poi quando uno come Berlusconi va ad operarsi nelle grandi cliniche private all'estero lo si accusa di non dare il buon esempio ai cittadini, come dargli contro, vedendo tutto quello che succede qui...



Negli USA chiunque paga l'assicurazione ha le cure mediche neccessarie. Dentista compreso. Si paga molto meno delle tasse che siamo costretti a pagare per mantenere politici e sistema sanitario inefficente. E' una legenda che negli USA chi non paga l'assicurazione viene lasciato morire. Chi non paga l'assicurazione viene curato in strutture ospedaliere meno all'avanguardia rispeto a quelle private, ma certamente a livello di quelle italiane. Quindi negli USA chi paga ha la sanita privata, chi non paga ha la sanita pubblica. In Italia si paga per la sanita pubblica inefficente, e se vuoi strutture private efficenti devi pagare a parte oltre le tasse. E si fa sempre. Chi di voi va da un dentista di stato?? Sono macellai, non dentisti. Quindi paghiamo due volte. Negli USA una sola volta. Smetiamola con i pregiudizi. Le strutture private sono sempre migliori di quelle pubbliche e quello che riceviamo dalle stutture pubbliche vale molto meno di quello che viene sborsato per tenerle in piedi.

matrix80
09-11-07, 18:14
cioè i reattori nucleari non sono neppure in grado di sollevarsi dal suolo da soli, però possono fare l'energia per ecc. ecc.
Anche l'eolica e la fotovoltaica producono energia, anche le biomasse, potremmo utilizzarle per andare su alfa centauri....
E poi in questo topic, mi pare, la congiura delle multinazionali mancava, ma gira e rigira poi alla fine è uscita.
P.S. tempo fa aiutai, per quel che potevo, uno studente nello sviluppo dello studio di una stazione sulla Luna. Comprendeva anche una palestra "centrifuga" per impedire la decalcificazione ossea, era studiata molto bene. L'unica cosa non consideratra, ovviamente, era come portare le centomila tonnellate di materiale sulla Luna. Se fosse stata pubblicata in inglese, sono convinto che qualcuno "libero dai condizionamenti" l'avrebbe postata qui, dicendo che era un progetto boicottato da qualcuno.
Un discorso di fantascienza, solo perche è scritto in inglese, non diventa un discorso di scienza. Anche la parola "fanta" ha una sua traduzione....

si vabbè, peccato che ti è sfuggito che, oggi una base umana sulla Luna ce la vogliono fare veramente...precisamente gli americani, i Russi e i Cinesi, entro 15-20 anni, per estrarre l'Elio-3...quindi evidentemente quello che tu ritieni impossibile, forse per la NASA e compagnia non solo è possibile ma quasi certo.

Mizarino
09-11-07, 18:29
si vabbè, peccato che ti è sfuggito che, oggi una base umana sulla Luna ce la vogliono fare veramente...precisamente gli americani, i Russi e i Cinesi, entro 15-20 anni, per estrarre l'Elio-3...quindi evidentemente quello che tu ritieni impossibile, forse per la NASA e compagnia non solo è possibile ma quasi certo.
Beh, se fra venti anni c'è una base sulla Luna dove si estrae l'Elio-3, e se io ci sono ancora, mi mangio il cappello come Rockerduck! ...
Qui lo dico e qui lo sottoscrivo! ...
Tu che farai se la base non c'è ? ... :D

Planezio
09-11-07, 19:09
si vabbè, peccato che ti è sfuggito che, oggi una base umana sulla Luna ce la vogliono fare veramente...precisamente gli americani, i Russi e i Cinesi, entro 15-20 anni, per estrarre l'Elio-3...quindi evidentemente quello che tu ritieni impossibile, forse per la NASA e compagnia non solo è possibile ma quasi certo.
L'uomo sulla luna viene usato SOLO a scopo propagandistico, ora come allora. E' perfettamente inutile, scientificamente ecc. ecc.
Però, per dare fumo negli occhi ai creduloni (scusa) viene adoperata la parola UTILITA'.
Mi piacerebbe sapere perchè andare a prendere l'elio tre sulla luna, quando neppure si sa se e come riusciremo mai ad utilizzarlo per qualcosa.
Ti ricordo che i reattori a fusione, per ora, sono una chimera.
Non vanno non perchè non abbiamo elio tre, non vanno perchè NON sappiamo come farli andare, e neppure sappiamo se ci riusciremo.
Quindi andare a cercare suilla Luna elio tre che neppure sappiamo se saremo mai in grado di utilizzare e se servitrà (non è detto che serva proprio lui, nella bonmba H non lo usano, credo) è solo proprio per far parlare macinatori di slogans. Tale e quale la ricerca della vita e di pianeti abitabili, che serve SOLO a raccattare fondi per la ricerca.

matrix80
12-11-07, 16:49
L'uomo sulla luna viene usato SOLO a scopo propagandistico, ora come allora. E' perfettamente inutile, scientificamente ecc. ecc.
Però, per dare fumo negli occhi ai creduloni (scusa) viene adoperata la parola UTILITA'.
Mi piacerebbe sapere perchè andare a prendere l'elio tre sulla luna, quando neppure si sa se e come riusciremo mai ad utilizzarlo per qualcosa.
Ti ricordo che i reattori a fusione, per ora, sono una chimera.
Non vanno non perchè non abbiamo elio tre, non vanno perchè NON sappiamo come farli andare, e neppure sappiamo se ci riusciremo.
Quindi andare a cercare suilla Luna elio tre che neppure sappiamo se saremo mai in grado di utilizzare e se servitrà (non è detto che serva proprio lui, nella bonmba H non lo usano, credo) è solo proprio per far parlare macinatori di slogans. Tale e quale la ricerca della vita e di pianeti abitabili, che serve SOLO a raccattare fondi per la ricerca.

e scusa secondo te la luna avrebbe tutta questa utilità propagandistica? io non credo proprio, alla fine sulla Luna ci siamo già stati, quindi un semplice rimetterci piede non avrebbe quel valore che aveva decenni fa, non siamo mica più negli anni 60....avrei capito se avessi detto Marte, ma proprio la Luna....
In quanto all'elio-3, io lo preferisco al deuterio perchè a differenza di quest'ultimo non produce scorie(in particolare la reazione fusione deuterio-elio 3 ne produce pochissime, quella elio 3-elio 3 che è la più pulita non è nelle nostre corde, almeno per questo secolo...), anche se esistono progetti di reattori a fusione nucleare deuterio-deuterio, ad esempio l'ITER è uno di questi...
infine è vero che oggi non sappiamo ancora come utilizzare l'elio-3, ma entro metà secolo ci si può arrivare, forse anche prima(dipende anche da quando i nostri governi siano disposti a spendere per la ricerca), per inciso, facendo un rapporto con il petrolio, non è che hanno cominciato a cercare i pozzi di petrolio quando hanno iniziato a usare la benzina, hanno cominciato ben prima, almeno i paesi più lungimiranti...

Mizarino
12-11-07, 20:09
... non è che hanno cominciato a cercare i pozzi di petrolio quando hanno iniziato a usare la benzina, hanno cominciato ben prima, almeno i paesi più lungimiranti...
Ma davvero ? Cercavano il petrolio per lubrificare i mozzi delle ruote dei carri ?

Planezio
13-11-07, 13:08
In quanto all'elio-3, io lo preferisco al deuterio perchè a differenza di quest'ultimo non produce scorie(in particolare la reazione fusione deuterio-elio 3 ne produce pochissime, quella elio 3-elio 3 che è la più pulita non è nelle nostre corde, almeno per questo secolo...), anche se esistono progetti di reattori a fusione nucleare deuterio-deuterio, ad esempio l'ITER è uno di questi...
infine è vero che oggi non sappiamo ancora come utilizzare l'elio-3, ma entro metà secolo ci si può arrivare, forse anche prima
Dai, neanche Nostradamus oserebbe prevedere SE e QUANDO potremo costruire centrali a fusione utilizzabili per produrre energia.....
I "progetti" non sono per niente progetti, sono esperimenti, e, a tutt'oggi, TUTTI falliti.
POi dire "preferisco questa reazione a quest'altra" è pari pari come dire in che girone del paradiso (o dell'Inferno) sarebbe meglio andare. Per adesso l'attendibilità del discorso è esattamente la stessa.
E poi, sulla Luina, mica bisogna andarci, a cercare l'elio tre: E' la chiara dimostrazione che si ha SOLO lì'intenzione di parlarne...

Andak Kayumura
13-11-07, 16:14
avere una base permanetne sulla luna aprirebbe le porte a marte....

tambu
13-11-07, 18:50
Già, proprio comoda una base lunare per andare su Marte: si potrebbe scavare la roccia in un ambiente confronto al quale i poli terrestri sono un paradiso, tra temperature estreme, gravità bassissima, radiazioni ed una simpatica sabbia abrasiva

Poi le astronavi per Marte le faranno con la roccia immagino... :mmh:

Planezio
13-11-07, 20:49
io faccio sempre una piccola considerazione:
Sempre si ipotizza un progresso in un campo,. ESCLUDENDO gli altri.
Una civiltà in grado di impiantare una base stabile sulla Luna dove può portare abbastanza materiale da fare una fabbrica di astronavi, NON ha nessun bisogno di partire dalla Luna, per andare su Marte. Ha certamente una capacità di trasporto che le permette di partire da dove vuole, anche dall'autosilos della metropolitana...
Una delle mie solite digrssioni, che però mi fece capire un concetto fondamentale:
Allora facevo il viaggiatore in oreficeria, esposto continuamente alle rapine.
Parlando col mio datore di lavoro, un napoletano simpaticissimo, gli parlavo di come sarebbe stato bello inventare un qualche meccanismo che mettesse al sicuro dalle rapine, e così lavorare tranquillamente risparmiando anche sull'assicurazione.
E lui mi fece il tipo di ragionamento che non mi ha più abbandonato:
-Pietruccio, se lei inventa una cosa simile, vendiamo l'invenzione per molti miliardi, e non abbiamo piu nessun bisognio di andare in giro a vendere oreficaria....
E' questo il concetto fondamentale: una civiltà CAPACE di mettere una fabbrica sulla Luna, su Marte ci mette un villaggio vacanze con volo charter con partenza direttamente da Roma Termini...

Mizarino
14-11-07, 07:58
E' questo il concetto fondamentale: una civiltà CAPACE di mettere una fabbrica sulla Luna, su Marte ci mette un villaggio vacanze con volo charter con partenza direttamente da Roma Termini...
Grande Planezio!... :ok::D

aleph
14-11-07, 08:36
Le considerazioni di Planezio sono secondo me realiste ed ineccepibili sotto il profilo puramente tecnico, ma non valgono come argomenti di natura fisica o economica circa l'impossibilità di una futura impresa spaziale che richieda la presenza umana a bordo di missioni nel sistema solare.

Che a breve termine non sia sensato aspettarsi realizzazioni del genere non ci sono dubbi, ma la previsione del futuro a medio termine è molto difficile, sopratutto dal punto di vista economico. Una cosa oggi economicamente assurda potrebbe essere un domani paurosamente conveniente se non drammaticamente necessaria, e fare previsioni in questo campo è praticamente impossibile,

Insomma, non mi pare sensato fare affermazioni sia positive che negative su questa faccenda.

tambu
14-11-07, 09:35
Una civiltà avanzata non credo avrebbe motivo per abbinare la Luna a Marte.

Le attrezzature utili sulla Luna ed i lander non sarebbero adatti a Marte. Peserebbe tutto troppo. I pannelli solari sulla Luna hanno il problema dei 14 giorni di luce e 14 giorni di buio.

I MER Spirit ed Opportunity sulla Luna sarebbero già fuori uso e incapaci di muoversi per via della scarsa aderenza e della sabbia volatile e terribilmente abrasiva. Gli stessi lander su Marte precipiterebbero

A mio parere sarebbero due missioni differenti con tecnologie progettate ad hoc anche per una ipotetica civiltà avanzata. non vedo il nesso nè il vantaggio

aleph
14-11-07, 09:42
Infatti progettare qualcosa per la Luna da utilizzare anche su Marte è fuori da ogni ipotesi seria, come altrettanto strampalato (come notava giustamente Planezio) sarebbe fare una fabbrica di astronavi sulla Luna per andare su Marte.

Ma il discorso era sulla possibilità di future missioni umane nel sistema solare....

Planezio
14-11-07, 09:46
Vedi, l'importante è riuscire a farsi capire, io ci provo, e mi pare, lentamente, di riuscirci.
Ora, il nostro concetto di "conquista" si rifà all'espansione dell'uomo su questa terra: Prinma l'esploratore, poi il conquistatore, poi il colono. ecc. ecc.
E' un copncetto radicato, la "conquista del west" passo passo. Anche nel gioco del Football americano, il concetto è lo stesso: passo passo, andiamo avanti, conquistiamo il territorio.
E noi tendiamo a trasportare, pari pari, il concetto alla conquista dello spazio.
Come concetto andrebbe benissimo, ma ci sono delle considerazioni di fondo da fare:
Le caravelle di Colombo ed i galeoni della conquista dell'america, concettualmente, differiscono poco dalle navi dei vikinghi. Con un po' di fortuna, anche i Fenici avrebbero potuto conquistare l'America.
Quindi noi siamo propensi, inconsciamente, a proiettare questo concetto del "passo-passo" allo spazio.
Però nessuna evoluzione delle caravelle di Colombo avrebbe potuto portarci alla Luna.
E neppure un aeroplano ci sarebbe riuscito. Abbiamo dovuto "cambiare" radicalmente mezzo di trasporto. E' questo che voglio dire:
NOI oggi disponiamo ed abbiamo ottimizzato razzi chimici, dominiamo in parte l'energia nucleare, conosciamo abbastanza bene la fisica connessa.
SIC STANTIBUS REBUS
possiamo ESCLUDERE la conquista dello spazio, l'uomo che insedia colonie, ecc.
I nostri metodi piu di così non possono e non potranno fare.
Non è una previsione peregriona, Nessuno, negli anni 50, dopo che l'United States aveva conquistato il nastro azzurro spinto da turbine da 350.000 Cavalli avrebbe pensato che le "NAVI" avrebbero potuto migliorare molto. Ormai eravamo in fondo. Per migliorare, c'è voluto l'aereo.
E così è per l'esplorazione spaziale. Con questi metodi, molto piu di così non possiamo. O cambiamo metodo, o restiamo qui. Ed a questo punto, il NUOVO metodo non solo non sappiamo se ci sarà, ma ancor meno sappiamo COSA sarà.
E' questo che voglio dire: se impianteremo una fabbrica sulla Luna, vuol dire che domineremo tecnologie che ora non abbiamo la minima idea di cosa saranno. Perchè quindi pensare di andare sulla luna alla ricerca dell'Elio tre? Chissà se servirà, magari faremo reattori a fusio-fissione con carbonio14 e peperoncino rosso. Chi lo sa. Se e quando potremo impiantare fabbriche sulla luna, casomai servirà tutta un'altra cosa. Quindi pensare di andare sulla luna a cercare cose che ADESSO riteniamo necessarie in futuro, è inutile. Non sappiamo COSA servirà....
E' un po' come il film Alien, se ben ricordo: andare su una stella lontana a prendere PETROLIO. Ma dai....

tambu
14-11-07, 10:20
La cosa più sensata sarebbe sfruttare il progresso tecnologico nella robotica per mandare missioni più mirate su Marte al fine di esplorarlo al meglio e capire cosa ci sia di utile.

Delle due vedrei missioni robotiche anche su qualche luna di Giove.

Sono cose fattibili e di certo meno costose di una base lunare permamente

aleph
14-11-07, 11:06
Quindi noi siamo propensi, inconsciamente, a proiettare questo concetto del "passo-passo" allo spazio.
Però nessuna evoluzione delle caravelle di Colombo avrebbe potuto portarci alla Luna.
E neppure un aeroplano ci sarebbe riuscito. Abbiamo dovuto "cambiare" radicalmente mezzo di trasporto. E' questo che voglio dire:
NOI oggi disponiamo ed abbiamo ottimizzato razzi chimici, dominiamo in parte l'energia nucleare, conosciamo abbastanza bene la fisica connessa.
SIC STANTIBUS REBUS
possiamo ESCLUDERE la conquista dello spazio, l'uomo che insedia colonie, ecc.
I nostri metodi piu di così non possono e non potranno fare.

Premesso che hai scritto un bellissimo post in cui condivido molte cose, devo dire che sono meno daccordo su questo tuo passo che ho citato.

Credo che il problema della fattibilità di missioni umane nel sistema solare non dipenda da un "salto di qualità" tecnologico, ma piuttosto da una questione di necessità, più precisamente da una questione di economia.

Insomma anche la tecnologia dei razzi chimici può sostenere missioni umane (mi riferisco esclusivamente al sistema solare).
Cosa ci proibisce di lanciare un Arianne V al giorno se non questioni economiche?

Per fare un esempio, mi viene in mente la più grande fabbrica di aerei del mondo, la Boeing di Seattle. Oggi con oltre 100.000 dipendenti e una tecnologia sofisticatissima sforna circa 450 aerei l'anno, eppure sotto la pressione della seconda guerra mondiale con solo 60.000 dipendenti arrivarono a costruire nel 1944 ben 340 bombardieri B29 AL MESE!
Oggi un B2 si dice che costi qualcosa come 2,2 miliardi di dollari mentre un B29 costava poche decine di migliaia di dollari, come un autobus del tempo.

Per non parlare del valore della vita umana, sempre nella seconda guerra mondiale si addestrava un pilota militare in circa una settimana (ovviamente poi la maggior parte moriva anche per un semplice errore di tecnica di atterraggio). Oggi ci vogliono anni e circa mezzo milione di dollari.

Detto questo spero che 'sti viaggi con equipaggio umano nel sistema solare non si rendano necessari, preferisco il mondo così com'è.

tambu
14-11-07, 13:13
(...)

Detto questo spero che 'sti viaggi con equipaggio umano nel sistema solare non si rendano necessari, preferisco il mondo così com'è.

Beh, a livello di preferenze non ho niente da dire però mi pare un pò come se si fosse sperato, nel 1200, che nessuno raggiungesse mai i poli terrestri

Come disse qualcuno la Terra è la culla dell'umanità ma non si può rimanere nella culla per tutta la vita...

Mizarino
14-11-07, 13:28
Beh, a livello di preferenze non ho niente da dire però mi pare un pò come se si fosse sperato, nel 1200, che nessuno raggiungesse mai i poli terrestri

Il punto non è "raggiungere". Marte è stato abbondantemente "raggiunto", e così perfino Titano ...
Il punto è stabilirvi una colonia che dia un bilancio positivo (ciò che produce - non solo economicamente ma eventualmente anche in termini di conoscenza - sia più di quanto costa).
Che si speri oppure no, il secondo punto - oggi, domani, dopodomani e fino all'avvento di una tecnologia totalmente nuova - è impensabile.
Come sarebbe (anche oggi e non solo nel '200) costruire al Polo Sud una fattoria per l'allevamento di mucche da latte.

Planezio
14-11-07, 13:33
Vedi, mi fai un discorso di prezzo della costruzione, ammortamenti, economie di scala.
NON E'
questo dui cui parlavo. I razzi chimici funzionano sulla base del riaccomodamento degli elettroni nelle orbite esterne degli atomi.
La tabella di Medelejeev la conosciamo, i limiti TEORICI, non tecnologici, della propulsione chimica anche.
Anche ammesso di giocare a mandare un Ariane nello spazio al giorno, e che ce li regalino, un Ariane consuma centinaia di tonnellate di combustibile, PIU' tutto quello che è stato necessario (e sono molte di più) per costruirlo. E porta in orbita poche tonnellate. Dall'orbita devono partire MILLE tonnellate per tornare indietro con un carico utile finale di forse meno di una tonnellata.
SE ANCHE FOSSERO DIAMANTI
ogni tonnellata riportata, oltre a TUTTI i costi econocmici, viene a costare ALMENO UN MILIONE DI TONNELLATE di petrolio (o chi per esso).
Sarebbe molto peggio che utilizzare gli F 15, anche gratis, per trasportare petrolio: ne conumano MOLTO PIU di quanto ne trasportino.
Non sto facendo discorsi economici, ma energetici.
NIENTE che possa esistere nel sistema solare puo SERVIRE....
Andare su Marte e semplicemente RACCOGLIERE (cioè escludendo di trasportare impianti ecc) un kg di qualcosa, COSTA (energeticamente) quattromila barili di petrolio.
Non esiste, al mondo, qualcosa che possa essere semplicemnte raccolto e che VALGA un milione di volte PIU' delo petrolio. (Sempre costi energetici, eh? Esclusi i soldi)....
L'unica cosa UTILE in giro per il sistema solare è la conoscenza. Secondo me, non ha prezzo. Per il tifoso Ultrà dei calcio, non vale un soldo...

Andak Kayumura
14-11-07, 14:27
io non penso che le prime colonie americane fruttassero miliardi. Infatti i rifornimenti arrivavano via nave, si costruivano case, si coltivavano campi ecc.

Prima si comincia a costruire una colonia su marte prima diventerà autonoma. E' pazzesco pensare che la colonia dia subito vantaggi economici...

E cmq ps: prima o poi le risorse sulla terra finiranno, prima o dopo, fra 10 o 1000 anni.

Mizarino
14-11-07, 15:08
E' pazzesco pensare che la colonia dia subito vantaggi economici...
E' pazzesco pensare che una ipotetica colonia possa mai dare vantaggi economici...
Certo, con il motore a curvatura di Star Trek, o con l'installazione di un Fax in grado di spedire oggetti anziché informazioni, le cose sarebbero diverse ...
Ma in questa seconda ipotesi, il miglior uso che si potrebbe pensare della Luna è quello di discarica per la "monnezza" ... :D

tambu
14-11-07, 15:22
Io non credo al discorso colonizzazione.

Per esempio non abbiamo mai colonizzato il fondo degli oceani. Queste sono semplici spedizioni scientifiche certametne molto costose. Proprio per il problema del costo non ha senso organizzare un viaggio di ritorno, una missione di soccorso o rischiare vite umane quindi manderemo robot.

Ovviamente non si può neanche analizzare un paio di roccie in superficie su pianeti ormai bruciati da radiazioni ed impatti. Bisogna scavare

aleph
14-11-07, 15:25
E' pazzesco pensare che una ipotetica colonia possa mai dare vantaggi economici...

In genere sei molto preciso con i termini che usi, quindi l'ipotesi "potrà mai una colonia dare vantaggi economici?" la ritieni pazzesca.

Ma per fare un'affermazione del genere bisognerebbe conoscere il futuro...

Oppure ho capito male il tuo ragionamento?

Mizarino
14-11-07, 15:42
In genere sei molto preciso con i termini che usi, quindi l'ipotesi "potrà mai una colonia dare vantaggi economici?" la ritieni pazzesca.
Ma per fare un'affermazione del genere bisognerebbe conoscere il futuro...

Infatti si tratta di una proposizione subordinata al tipo di tecnologia disponibile oggi ...
Ho anche scritto che le cose potrebbero essere diverse usando qualcosa come il teletrasporto di Star Trek o similari.

Andak Kayumura
14-11-07, 16:56
concordo con te, con le tecnologie di oggi non possiamo fare molto. Ma bisogna provare, studiare, finanziare. Le tecnologie non vengono da sole!

pensate se per esempio si trovasse una fonte d'acqua? sarebbe gia molto, molto più facile. L'ossigeno può essere prodotto in serre, l'energia tramite pannelli solari, il carburante tramite una qualche trasformazione chimica (l'avevo letto da qualche parte ma non mi ricordo dove, se lo trovo posto il link). Una colonia potrebbe essere insomma autosufficente!

Mizarino
14-11-07, 18:23
concordo con te, con le tecnologie di oggi non possiamo fare molto. Ma bisogna provare, studiare, finanziare. Le tecnologie non vengono da sole!

pensate se per esempio si trovasse una fonte d'acqua? sarebbe gia molto, molto più facile. L'ossigeno può essere prodotto in serre, l'energia tramite pannelli solari, il carburante tramite una qualche trasformazione chimica (l'avevo letto da qualche parte ma non mi ricordo dove, se lo trovo posto il link). Una colonia potrebbe essere insomma autosufficente!
Lascia andare ... accontentati di mandar su le sonde, che gli basta un pannello e non gliene occorrono quarantamila!.... :D

Planezio
14-11-07, 20:37
io non penso che le prime colonie americane fruttassero miliardi. Infatti i rifornimenti arrivavano via nave, si costruivano case, si coltivavano campi ecc.

Prima si comincia a costruire una colonia su marte prima diventerà autonoma. E' pazzesco pensare che la colonia dia subito vantaggi economici...

E cmq ps: prima o poi le risorse sulla terra finiranno, prima o dopo, fra 10 o 1000 anni.
Comincio a pensare di NON essere in grado di spiegarmi....
I coloni andavano in America, e se anche i fucili dovevano portarli dall'Inghilterra, durante il viaggio MANGIAVANO cento chili di roba, RESPIRAVANO l'aira dell'Oceano (anche buona, oltretutto) ed una volta in America si nutrivano con quello che trovavano.
Su Marte, se anche ci fossero LAGHI d'acqua, ogni chilo di roba da mangiare e respirare, che entro un giorno sarà tutta CACCA e CO2, devi buttare via, disperdendoli nello spazio e nell'atmosfera, almeno centomila Kg di petrolio.
UN CHILO di cacca su marte costa centomila kg di petrolio.
INDIPENDENTEMENTE DAL PREZZO!
I coloni, anche i primissimi, addirittura gli esploratori, si nutrivano con quel che trovavano. Rubandolo casomai a popolazioni che GIA' c'erano.
Il bilancio energetico era: UN proiettile dall'Inghilterra=UNA tonnellata di bisonte in America.
Qui il bilancio è esattamente il contrario:
Una tonnellata di petrolio sulla Terra = UNA fragola su Marte.....
E come ti diceva Mizarino, puoi anche andare al Polo Sud, anzi, una base c'è già.
Ma NON si nutre con quello che trova. Bisogna portarci tutto (Escluso l'aria, per fortuna).
Ed il discorso è:
UN chilo di fagioli al POLO Sud, UN chilo di carburante consumato.
UN chilo di fagioli su Marte, CENTOMILA chili di carburante consumato.
INDIPENDENTEMENTE DAI SOLDI.
Ed al Polo sud, nonostante sia CENTOMILA VOLTE piu vantaggioso di Marte, NESSUNO pensa di impiantare colonie: SOLO laboratori di studio. NESSUNA colonia. La colonizzazione del POLO sud è, al momento esclusa.
Dato che il fondo del mare è un po' peggio del Polo Sud, non ci sono NEANCHE i laboratori. Eppure in mare ci sarebbe anche già di che nutrirsi.....
E' la centesima volta che lo ripeto, se non sono riuscito a spiegarmi adesso, rinuncio.

Night
15-11-07, 18:05
Insomma attualmente è una bella e avventurosa impresa "come" scalare l'Everest, ma sull'Everest non ci farai una colonia.

Però un osservatorio sulla Luna non dovrebbe essere troppo brutto :mmh:

Planezio
15-11-07, 21:29
Insomma attualmente è una bella e avventurosa impresa "come" scalare l'Everest, ma sull'Everest non ci farai una colonia.

Però un osservatorio sulla Luna non dovrebbe essere troppo brutto :mmh:
Be', ci avevano pensato, al'0rigine. Però il progresso incredibile dell'informatica ha reso possibile lo Space Telescope.
Posato sulla luna, per quanto la Luna abbia gravità bassa, ci vuole una montantura che lo tenga su e lo faccia muovere. Per ottenere la precisione di puntamento che ha lo HST ci vuole una montatura mostruosa, ANCHE sulla Luna. E portare un Kg sulla Luna e posarcelo SENZA farlo schiantare, indipendentemente dagli uomini che poi dovrebbero montarlo, costa come consumo energetico almeno almeno dieci volte piu che metterlo in orbita come l'HST. A conti fatti, l'HST sulla Luna sarebbe costato cento volte tanto SOLO che di trasporto, piu la costruzione della montantura.
Con uno spiegamento di mezzi paurosamente inferiore fai un telescopio piu grande dell'HST, lo assembli in orbita, poi lo porti su un'orbita piu lontana per puntare con piu tempo a disposizione e le missioni di manutenzione (che in orbita dov'è adesso costano GIA' qualche centinaio di milione di dollari) costerebbero comunque venti volte meno che le stesse missioni di manutenzione sulla luna.
Tutto si puo pensare, però bisogna SEMPRE chiedersi (rasoio di Occam, in definitiva):
E' la soluzione più semplice?

Night
16-11-07, 00:56
Be', ci avevano pensato, al'0rigine. Però il progresso incredibile dell'informatica ha reso possibile lo Space Telescope.
Posato sulla luna, per quanto la Luna abbia gravità bassa, ci vuole una montantura che lo tenga su e lo faccia muovere. Per ottenere la precisione di puntamento che ha lo HST ci vuole una montatura mostruosa, ANCHE sulla Luna. E portare un Kg sulla Luna e posarcelo SENZA farlo schiantare, indipendentemente dagli uomini che poi dovrebbero montarlo, costa come consumo energetico almeno almeno dieci volte piu che metterlo in orbita come l'HST. A conti fatti, l'HST sulla Luna sarebbe costato cento volte tanto SOLO che di trasporto, piu la costruzione della montantura.
Con uno spiegamento di mezzi paurosamente inferiore fai un telescopio piu grande dell'HST, lo assembli in orbita, poi lo porti su un'orbita piu lontana per puntare con piu tempo a disposizione e le missioni di manutenzione (che in orbita dov'è adesso costano GIA' qualche centinaio di milione di dollari) costerebbero comunque venti volte meno che le stesse missioni di manutenzione sulla luna.
Tutto si puo pensare, però bisogna SEMPRE chiedersi (rasoio di Occam, in definitiva):
E' la soluzione più semplice?

Più che ad un telescopio ottico, pensavo ad un radiotelescopio, un'idea che gira da diverso tempo e che è stata ripetuta anche recentemente, fra altre idee, alla NASA:
http://science.nasa.gov/headlines/y2007/02feb_181.htm
the moon could be a good location for radio astronomy. A radio telescope on the far side of the Moon would be shielded from Earth's copious radio noise, and would be able to observe low radio frequencies blocked by Earth's atmosphere. Observations at these frequencies have never been made before and opening up a window into this low frequency universe will likely lead to many exciting new discoveries.

[nella didascalia dell'immagine sul sito] A radio telescope on the moon uses a crater to support its giant primary dish

Planezio
16-11-07, 09:33
vero, avevo anche io letto qualcosa riguardo ad un radiotelescopio sull'altra faccia della luna, quindi al riparo assoluto dalle emissioni terrestri.
Be', si, come idea non è male. Resta il fatto che bisogna sempre paragonare uno strumento, coi benefici che puo avere da un certo sito, con quello che costa PORTARCELO in quel sito.
Oggi come oggi, qualsiasi progetto "extraterrestre" è poco diverso da una cosiddetta "esca per intervistatori".
Cioè un lavoro di pura fantasia fatto per impedire che i "media" si dimentichino della tua esistenza.
Però lo spazio è forse insito nella fantasia umana.... Non per niente ai pianeti hanno dato il nome degli Dei, il Paradiso è in cielo (e l'ìinferno sottoterra)....
Pensiamo a Marte come coloniozzabile e come sfogo all'umanità sovrabbondante...
Un territorio analogo a Marte, raggiungibile a piedi, meno disagiato dell'Antartide e con un costo di colonizzazione circa UN MILIARDO di volte inferiore, è a 2000 Km da qui:
si chiama Sahara... oppure deserto del Gobi. O deserto di Atacama. O deserto australiano.......
Tra tutti, hanno una superficie simile a Marte, credo.
E NON SONO STATI COLONIZZATI.
Perchè costerebbe troppo. Questo dovrebbe dirla lunga sulle possibilità reali di colonizzare la Luna o Marte.....

Mizarino
16-11-07, 09:51
Pensiamo a Marte come coloniozzabile e come sfogo all'umanità sovrabbondante...
Un territorio analogo a Marte, raggiungibile a piedi, meno disagiato dell'Antartide e con un costo di colonizzazione circa UN MILIARDO di volte inferiore, è a 2000 Km da qui:
si chiama Sahara... oppure deserto del Gobi. O deserto di Atacama. O deserto australiano...
Si tratta della osservazione più disarmante che si possa fare alle menti fantasiose che parlano di "Terraformare" Marte o Venere ... Perché non pensate a "Mediterraformare" il Sahara ?
In effetti su scala minore cose del genere sono state fatte. A Dubai, per esempio, in pieno deserto arabico e 40 gradi all'ombra, con i soldi del petrolio hanno fatto piste da sci con neve autentica dove turisti e residenti possono deliziarsi come se fossero a St. Moritz ...
In Arabia Saudita hanno fatto impianti di irrigazione per coltivazioni di foraggio e allevamenti di mucche da latte ...

tambu
16-11-07, 10:27
Il motivo si capisce facilmente, se non è indispensabile preferiamo insediarci accanto alle comodità. Marte di comodità ne ha poche più che altro per le radiazioni, la pressione atmosferica e la mancanza di aria respirabile.

Io direi che sarebbe una soluzione un pò disperata per ora però non escludo che fra qualche centinaio di anni, ammesso che la nostra civiltà progredisca anzichè regredire, possano esistere degli avamposti sul pianeta rosso con fini scientifici

Planezio
16-11-07, 10:46
Il motivo si capisce facilmente, se non è indispensabile preferiamo insediarci accanto alle comodità. Marte di comodità ne ha poche più che altro per le radiazioni, la pressione atmosferica e la mancanza di aria respirabile.

Io direi che sarebbe una soluzione un pò disperata per ora però non escludo che fra qualche centinaio di anni, ammesso che la nostra civiltà progredisca anzichè regredire, possano esistere degli avamposti sul pianeta rosso con fini scientifici
direi che ci sono già... Il Vikling è stato spento perchè costava troppo, credo, ascoltarlo. I robottini non so se si siano fermati o meno, ci dovrebbe essere qualcosa in orbita.....
Indipendentemente dalle comodità e dai disagi, la Costa Romantica, consumando 1000 tonnellate di gasolio, porta 5000 persone in africa, un missile, consumando 1000 tonnellate di gasolio, porta un uomo con scafandro su Marte, e ce lo lascia a morire, perchè non puo fare altro...

tambu
16-11-07, 13:00
Dici appunto un missile, il problema dei costi e della capacità di carico infatti non è il viaggio dall'orbita terrestre a Marte è il viaggio dal suolo all'orbita.

Insomma, continuano a lanciare un pò come 40 anni fa e tutta la capacità di carico viene persa per il vettore

Altri sistemi di lancio, magari radicalmente differenti, non se ne conoscono o non sono in procinto di essere realizzati.

Purtroppo non possiamo lanciare le sonde in orbita con la fionda ma mi pare che la ricerca, in tal senso, si sia un pò fermata... o sbaglio?

Mizarino
16-11-07, 13:56
Altri sistemi di lancio, magari radicalmente differenti, non se ne conoscono o non sono in procinto di essere realizzati.

Rimane sempre la vecchia idea dell'ascensore e della fionda ...
Tira su dall'equatore un cavo di ascensore lungo 36.000 km e prolungalo dall'altra parte di altrettanto. Si manterrà in equilibrio compensando la forza gravitazionale con quella centrifuga. Manda su un carico senza razzi, facendolo arrampicare per i primi 36000 km, e poi usa il secondo tratto come una fionda ... ;)

tambu
16-11-07, 17:12
"Datemi una leva abbastanza lunga e un punto d'appoggio, e vi solleverò il mondo"

Mi sa che manchi sempre il punto di appoggio per tirare il cavo :)

Avevano pur fatto quella specie di shuttle che veniva sganciato da un bombardiere ma mi sa che non andasse proprio bene

Mizarino
16-11-07, 19:55
Mi sa che manchi sempre il punto di appoggio per tirare il cavo

Il problema è molto più triviale. Nessun cavo, di nessun materiale esistente e perfino ipotizzabile, lungo 36.000 km, potrebbe reggere il proprio peso ...
Se esistesse, non bisognerebbe "tirarlo su", ma "calarlo giù" da un satellite geostazionario (come descritto in un romanzo di fantascienza di cui ovviamente non ricordo titolo e autore ... :lipssealed:).

aleph
16-11-07, 20:09
Se esistesse, non bisognerebbe "tirarlo su", ma "calarlo giù" da un satellite geostazionario (come descritto in un romanzo di fantascienza di cui ovviamente non ricordo titolo e autore ... :lipssealed:).

Forse "Le Fontane del Paradiso" di Clark..

Andak Kayumura
18-11-07, 11:18
per forza centrifuga il cavo non resterebbe teso?

Marius1936
18-11-07, 11:54
per forza centrifuga il cavo non resterebbe teso?

E se lo si scalasse con la tecnica della pertica ?

LongJohnVargas
18-11-07, 23:31
Siete off topic in maniera deprimente.....

Mizarino
19-11-07, 08:49
Siete off topic in maniera deprimente.....
Ma dai ... l'esobiologia è un tema di per sé abbastanza esoterico da consentire qualsiasi volo pindarico senza uscire troppo dal seminato ... E qui si sta parlando di qualcosa che è più serio di certi motori a fusione ... ;)
Tornando all' O.T. del cavo, grazie Aleph, credo sia proprio quello. Lì il cavo era fatto di fibre di carbonio a catene praticamente infinite e a struttura tipo "diamante". Il cavo era poi a sezione variabile, massima in corrispondenza della "stazione di servizio" geostazionaria e minima al suolo e all'estremità superiore.
Quanto al problema della trazione sul cavo, direi che è così interessante che varrebbe la pena di inserirlo nella sezione "Rudi" ...

Andak Kayumura
19-11-07, 15:20
chi ha visto i vieo su youtube degli ascensori che teoricamente dovrebbero salire e scendere sul cavo andando a energia solare?

matrix80
19-11-07, 16:21
Ma davvero ? Cercavano il petrolio per lubrificare i mozzi delle ruote dei carri ?

puoi pensarla come vuoi, ma la realtà è altro da quello che credi


L'industria petrolifera (http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Industria_petrolifera&action=edit) nacque negli Stati Uniti (http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti) per l'iniziativa di Edwin Drake (http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Edwin_Drake&action=edit) negli anni 1850 (http://it.wikipedia.org/wiki/1850), nei pressi di Titusville (http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Titusville&action=edit), Pennsylvania (http://it.wikipedia.org/wiki/Pennsylvania). Il 27 agosto (http://it.wikipedia.org/wiki/27_agosto) 1859 (http://it.wikipedia.org/wiki/1859) venne aperto il primo pozzo petrolifero redditizio del mondo

http://it.wikipedia.org/wiki/Petrolio

ecco, la prima automobile, invece, venne prodotta a fine 800

Andak Kayumura
19-11-07, 16:43
non venva usato solo come olio....
per esempio veniva impiegato nella chimica.

Mizarino
19-11-07, 20:24
puoi pensarla come vuoi, ma la realtà è altro da quello che credi:
L'industria petrolifera (http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Industria_petrolifera&action=edit) nacque negli Stati Uniti (http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti) per l'iniziativa di Edwin Drake (http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Edwin_Drake&action=edit) negli anni 1850 (http://it.wikipedia.org/wiki/1850), nei pressi di Titusville (http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Titusville&action=edit), Pennsylvania (http://it.wikipedia.org/wiki/Pennsylvania). Il 27 agosto (http://it.wikipedia.org/wiki/27_agosto) 1859 (http://it.wikipedia.org/wiki/1859) venne aperto il primo pozzo petrolifero redditizio del mondo
Ammetto che ad usare l'ironia si corre il rischio di non essere capiti, e quindi torno serio e cerco di spiegarmi meglio.
L'estrazione del petrolio (su scala peraltro modesta) è cominciata qualche decennio prima della diffusione del motore a combustione interna, semplicemente perché ne esisteva comunque l'impiego come "olio combustibile" e fonte di solventi e composti organici, non perché la lungimiranza di Edwin Drake avesse previsto l'invenzione del motore a combustione interna. Potresti obiettare che l'invenzione del motore a scoppio è in qualche modo una conseguenza della disponibilità di benzina, ma questo discorso non è certo applicabile all'elio-3. Le ricerche sulla fusione controllata si fanno ormai da 50 anni, e la loro probabilità di successo è assolutamente indipendente dal fatto che l'elio-3 si debba andare a prendere sulla Luna o si possa estrarre dalla sabbia del Sahara ...

Andak Kayumura
21-11-07, 21:49
premetto che non sono un fisico e di sta fusione fredda so soltanto quello che dicono ai documetnari vari. Quindi potrei dire una vera stupidata con questa frase: ma non è che con l'elio3 si avrebbero più possibilità per la fusione?

Mizarino
22-11-07, 06:55
premetto che non sono un fisico e di sta fusione fredda so soltanto quello che dicono ai documetnari vari. Quindi potrei dire una vera stupidata con questa frase: ma non è che con l'elio3 si avrebbero più possibilità per la fusione?
Non è questo il punto. Il punto è che la fusione controllata a bilancio energetico positivo (calda o fredda che sia) non si fa non perché manchi l'elio-3, ma perché finora non si è trovato il modo di realizzarla. Il problema non è la mancanza di combustibile, è che non c'è il motore per bruciarlo ...

Planezio
22-11-07, 09:59
come elegantemente dice Mizarino, tradotto in soldoni, il problema si porrebbe in questi termini:
Arriva il fattorino di Nembo Kid, dice devo conegnare qui cento bombole di Elio 3 a duecento atmosfere, dove pooso metterle?
-Guardi, le metta in cantina. Non abbaimo la minima idea di se e quando servireanno... Se e quando servissero, ed a che cosa, andremo a prenderle, grazie...

Marius1936
23-11-07, 16:14
Continuo l'O.T. di questo 3d (scusandomi in anticipo con il o i legittimi proprietari) per fare una domanda.
Nella puntata della trasmissione "Atlantide" di ieri ( 22/11/2007) è stato riproposta una intervista a Buzz Aldrin, vice comandante della missione Apollo 11, con i filmati dell'epoca.
In particolare mi ha colpito la sequenza della partenza dal suolo lunare del modulo LEM.
Premetto che non sono un sostenitore della tesi complottistica alla "Capricorn one", tuttavia c'è una cosa che non riesco a spiegarmi e cioè come abbia fatto la telecamera piazzata sul suolo lunare a ruotare attorno al proprio asse orizzontale per mantenere l'inquadratura del modulo lunare in assetto di propulsione verticale.
Ho pensato che potesse essere radiocomandata da terra, ma il segnale avrebbe impiegato cmq almeno un secondo e mezzo per andare e tornare, con tutti i problemi di regolazione della sincronia che ne sarebbero derivati (si trattava di seguire un oggetto che partiva con una velocità di circa 10 mt./sec).
Non penso, poi, che potessero essere Aldrin e Armstrong ad azionarla, dal momento che avevano ben altro a cui pensare (addirittura problemi con l'interruttore di accensione dell'unico reattore a disposizione).
L'unica cosa che mi viene in mente è una sorta di temporizzatore con un "count down" incorporato e calcoli perfetti di posizionamento e triangolazione mobile per seguire il bersaglio.
Fatto sta che "de visu" sembra una ripresa fatta con una handycam......:mmh:

aleph
23-11-07, 16:19
Scusa Marius, ma di fronte ad un'impresa come quella di andare su un altro pianeta tu ti stupisci di come abbiano comandato una merdosa telecamera?

Mizarino
23-11-07, 16:21
C'è una cosa che non riesco a spiegarmi e cioè come abbia fatto la telecamera piazzata sul suolo lunare a ruotare attorno al proprio asse orizzontale per mantenere l'inquadratura del modulo lunare in assetto di propulsione verticale.

Non è la prima volta che viene posta questa domanda ...
Non so come abbiano fatto, ma direi che se erano capaci di far scendere due uomini sulla Luna e farli tornare indietro, erano anche capaci di far funzionare una stupida telecamera automatica ... chessò, la butto lì, un sensore ad infrarossi che puntava verso i gas caldi ? ...

P.S. Ooops, vedo di essere in sintonia con Aleph, anche se ci riferivamo a diverse parti del corpo (della telecamera) ... ;)

aleph
23-11-07, 16:31
P.S. Ooops, vedo di essere in sintonia con Aleph, anche se ci riferivamo a diverse parti del corpo (della telecamera) ... ;)

:D e io mi scuso con la povera telecamera, che invece voglio ringraziare pubblicamente per la storica sequenza che ci ha fornito!...

Marius1936
23-11-07, 17:26
Scusa Marius, ma di fronte ad un'impresa come quella di andare su un altro pianeta tu ti stupisci di come abbiano comandato una merdosa telecamera?

Beh, sulla luna penso che ci siano stati ma, magari, qualche ripresa è stata, per così dire, "aggiustata".......

Quanto ad andare su un altro pianeta, beh, penso che quando avverrà e se avverrà non ne ricaveremo granchè se non, forse, la tecnologia di ritorno......
Come è stato detto da qualche altra parte l'unica vera sfida è quella di scoprire sistemi di propulsione "alternativa" a quelli attuali............

Andak Kayumura
24-11-07, 13:33
non è complesso programmare una telecamera a putare la navetta.....

Marius1936
24-11-07, 14:10
non è complesso programmare una telecamera a putare la navetta.....

No probabilmente........In qualche maniera avranno fatto, anche se c'è stato pure un evidente zoom - ......:mmh:

Spero che non si inc....nessuno, ma se non ricordo male c'è stata anche la ripresa della discesa dalla scaletta di Armstrong che pronunciava la storica frase......Chi abbia fatto la ripresa e da dove non lo capisco (sempre che ricordi bene la sequenza).

Magari è stato fatto come nella foro di Ivo Jima, ripetendo la scena per la TV.

Cmq questo non aggiunge ne toglie niente al valore dell'impresa.........

Planezio
24-11-07, 14:48
Ci sono anche le riprese di quando la navetta si avvicina al suolo.
Chiusa in un armadio, la cinepresa NON PUO' riprendere il terreno della Luna.
SECONDO ME, come minimo, deve essere FUORI, non potendo stare in mezzo agli ugelli dei motori.... Casomai girevole su un braccio mobile, visto che non ci sono problemi di attrito, e guidare una cinepresa da dentro con servomeccanismi dovrebbe essere alla portata di una tecnologia che spedisce uomini sulla Luna.... Lo faccio io con lo specchietto retrovisore di un'auto da poche migliaia di euro,.... Certo, sono passati anni, l'informatrica non è la stessa, ma i motorini di guida dei retrovisori non sono mica cambiati di molto...

Marius1936
24-11-07, 15:39
Ci sono anche le riprese di quando la navetta si avvicina al suolo.
Chiusa in un armadio, la cinepresa NON PUO' riprendere il terreno della Luna.
SECONDO ME, come minimo, deve essere FUORI, non potendo stare in mezzo agli ugelli dei motori.... Casomai girevole su un braccio mobile, visto che non ci sono problemi di attrito, e guidare una cinepresa da dentro con servomeccanismi dovrebbe essere alla portata di una tecnologia che spedisce uomini sulla Luna.... Lo faccio io con lo specchietto retrovisore di un'auto da poche migliaia di euro,.... Certo, sono passati anni, l'informatrica non è la stessa, ma i motorini di guida dei retrovisori non sono mica cambiati di molto...

Si, per le riprese dell'avvicinamento al suolo questa può essere un'ipotesi plausibile......

Forse per quanto riguarda la discesa di Armstrong dalla scaletta è stato Aldrin dall'interno del modulo in posizione defilata....Non riesco a ricordare bene la ripresa.......

tambu
24-11-07, 15:51
La partenza del lem non è stata improvvisa, era pianificata e di certo si poteva benissimo calcolare la posizione in ogni istante prima che partisse.

In sostanza la camera del lunar rover, rimasto lì e controllabile da Terra era stata pre-impostata per eseguire proprio quella serie di comandi, probabilmente dati in sequenza tenendo conto del ritardo causato dalla distanza terra-luna.

Niente di impossibile

Andak Kayumura
24-11-07, 16:23
cmq per quel che ne so hanno ripetuto la scena per la televisione....

Marius1936
24-11-07, 17:00
cmq per quel che ne so hanno ripetuto la scena per la televisione....

Sicuramente per una delle sequenze della discesa dalla scaletta di Armstrong......
Quella, per intenderci, se non ricordo male, che ha sullo sfondo il LEM.

Per quanto riguarda la partenza del LEM, nella missione Apollo 11 non era presente il Rover lunare, quindi, in effetti, la telecamera sarà stata piazzata su un treppiede e programmata per ruotare e zummare.
Il comando da terra mi sembra improbabile perchè sarebbe stata necessaria una fortuna con la C per avere una sincronia così perfetta...E in tempi di guerra fredda, con relativa propaganda, errori del genere non erano ammissibili.....;)

Mizarino
24-11-07, 17:25
Che un missile aria-aria sia in grado di inseguire e di beccare un jet lanciato a Mach 2 non meraviglia nessuno, perché dovrebbe meravigliare che una telecamera riesca ad inquadrare un LEM in decollo ?

Marius1936
24-11-07, 17:40
Che un missile aria-aria sia in grado di inseguire e di beccare un jet lanciato a Mach 2 non meraviglia nessuno, perché dovrebbe meravigliare che una telecamera riesca ad inquadrare un LEM in decollo ?

Più che meravigliare direi incuriosire.
Il missile aria - aria, come hai già detto, ha un sistema di rilevamento a infrarosso sulle emissioni dei gas di scarico del bersaglio. E questo potrebbe spiegare un sistema di tracciamento non programmato, anche perchè, all'epoca, non credo che la telemetria si avvalesse di sistemi di puntamento laser. Una triangolazione, quindi, tra la parte del ragno rimasta sul suolo lunare, la telecamera e il LEM. Resta da capire la zummata sincronizzata e l'allargamento perfetto dell'immagine per non perdere l'inquadratura....

tambu
25-11-07, 00:21
Andiamo...non vorrei travisare il senso dell'interesse riguardo il come funzionasse quel dispositivo però è come chiedersi come abbia legato l'ancora Colombo prima di sbarcare...

Mi sembra abbastanza fattibile di pre-programmare un dispositivo, magari avviato dal lem o da terra... lo fanno macchinari ben più antiquati di quelli usati dalla Nasa

Planezio
25-11-07, 11:43
i telecomandi per i canncelli dei garages li usavano nelle case popolari ben prima di andare sulla Luna, dai... Mi pare che discutiamo del fatto che dato che non c'erano i supercomputers ed il telescopio spaziale NON potevanmo conoscere la distranza della Luna, dai....

Marius1936
25-11-07, 14:29
i telecomandi per i canncelli dei garages li usavano nelle case popolari ben prima di andare sulla Luna, dai... Mi pare che discutiamo del fatto che dato che non c'erano i supercomputers ed il telescopio spaziale NON potevanmo conoscere la distranza della Luna, dai....

Infatti........
Un radiocomando da terra, certo, era possibile ma con una serie di condizioni.
Anzitutto una parabola e, quindi, un ponte con la telecamera.
La parabola avrebbe dovuto essere montata sul ragno, sotto gli ugelli di scarico del LEM.
L'impulso sarebbe dovuto partire con un anticipo tale, rispetto alla partenza del LEM, da compensare il sia pur piccolo ritardo dovuto alla distanza dalla terra e comandare la rotazione della camera con una velocità preimpostata sui calcoli che, in base a una triangolazione verticale, avrebbero consentito di mantenere l'inquadratura sull'oggetto che parte con un'accelerazione nota.
Allo stesso modo avrebbe dovuto essere preimpostata, nella sequenza operativa della telecamera, la zummata negativa per allargare l'inquadratura...

Fattibile, penso, ma rischioso.
Un minimo errore e addio immagini storiche.
E poi la parabola sotto gli ugelli del LEM.......:mmh:

tambu
25-11-07, 15:07
tanto per capirci

Il video a cui pensavo vi riferiste è questo dell'apollo 15:
http://www.youtube.com/watch?v=BMBcLg0DkLA

oppure questo, dell'apollo 16
http://www.youtube.com/watch?v=yk5zQgNgV8Q

o anche quest'altro dell'apollo 17
http://www.youtube.com/watch?v=WIKRkvCKri8

La parabola di cui parli, in questo caso è questa:
http://www.thespacestation.org/images/roversm.jpg

Riguardo l'apollo 11 io non ho capito di quale video stiamo parlando, non mi risulta esista

Marius1936
25-11-07, 15:28
tanto per capirci

Il video a cui pensavo vi riferiste è questo dell'apollo 15:
http://www.youtube.com/watch?v=BMBcLg0DkLA

oppure questo, dell'apollo 16
http://www.youtube.com/watch?v=yk5zQgNgV8Q

o anche quest'altro dell'apollo 17
http://www.youtube.com/watch?v=WIKRkvCKri8

La parabola di cui parli, in questo caso è questa:
http://www.thespacestation.org/images/roversm.jpg

Riguardo l'apollo 11 io non ho capito di quale video stiamo parlando, non mi risulta esista

Belli.....Io non ero riuscito a trovarli...:ok:

Allora......... Mi sembra che il video più simile sia quello di Apollo 17, anche se l'inquadratura indugia molto di più sul LEM.
La parabola è proprio quella.
A questo punto non ti so dire se anche per Apollo 11 sia stata ripresa la partenza del LEM..........Il primo filmato che hai linkato sarebbe il più verosimile perchè c'è un'inquadratura fissa.......Ma si attribuisce ad Apollo 15.......

Marius1936
25-11-07, 16:14
:mmh:..........Penso che la cosa più probabile sia che nell'intervista ad Aldrin abbiano associato alcune immagini di Apollo 17..........:spaf:

Planezio
25-11-07, 16:38
certo, telecomandatop da terra, con èponte radio, uin satellite di mezzo, Jodrell Banks...
IO sare per una soluzione ANCORA piu tecnologicamente avanzata e rischiosa:
telecomandata dal LEM stesso, (come una volgasrissima comunissima telecamera da supermercato).....che si trovava a poche decine di metri.
Ovviamente con pionte radio LEM-Houston-Jodrell Banks- datelliti. Marte (avamposto temporaneo ad hoc)....

tambu
25-11-07, 16:50
Planezio, la telecamera era controllata da terra:
http://en.wikipedia.org/wiki/Apollo_TV_camera#RCA_J-Series_Ground-Commanded_Television_Assembly_.28GCTA.29

Marius1936
25-11-07, 17:03
Confermo uniche immagini disponibili sul Web della partenza del LEM Apollo 11 :

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&VideoID=1667921

Marius1936
25-11-07, 19:17
...Azzo......Scusate.......L'argomento era già stato ampiamente dibattuto in questo forum....:spaf:

http://www.trekportal.it/coelestis/showthread.php?t=11971

Mizarino
25-11-07, 20:05
...Azzo......Scusate.......L'argomento era già stato ampiamente dibattuto in questo forum....

http://www.trekportal.it/coelestis/showthread.php?t=11971
Te l'avevo detto che se ne era già parlato ... Grazie di averlo ritrovato. Ho visto che passa per Pagnacca Amilcare e finisce sull'auto ad acqua ... anche quelli motivi ricorrenti ... ;)

LongJohnVargas
16-12-07, 01:06
Te l'avevo detto che se ne era già parlato ... Grazie di averlo ritrovato. Ho visto che passa per Pagnacca Amilcare e finisce sull'auto ad acqua ... anche quelli motivi ricorrenti ... ;)

Infatti. Riparliamo seriamente di Esopianeti???

:cry:

Andak Kayumura
16-12-07, 11:41
ha propoito di pianeti esterni al sistema solare, sapete se nelle stelle vicine al sole sono stati scoperti dei pianeti?

tambu
16-12-07, 13:39
ha propoito di pianeti esterni al sistema solare, sapete se nelle stelle vicine al sole sono stati scoperti dei pianeti?

Non è proprio a due passi:
http://www.trekportal.it/coelestis/showthread.php?t=14740

Comunque se già continuano ad esserci dubbi su missioni umane su Marte o sulla Luna, oltre che sulla ISS se lo shuttle continua a perdere colpi, è presto detto quale continui ad essere la risposta alla domanda di questo thread...

Dark_GRB
17-12-07, 21:42
ha propoito di pianeti esterni al sistema solare, sapete se nelle stelle vicine al sole sono stati scoperti dei pianeti?

Epsilon Eridani e' la stella piu' vicina, a circa 10 anni luce, ad avere un pianeta confermato :

http://it.wikipedia.org/wiki/Epsilon_Eridani

Segue la famosa nana rossa Gliese 876, a circa 15 anni luce:

http://it.wikipedia.org/wiki/Gliese_876

Lalande 21185 e' ancora piu' vicina di Epsilon Eridani, a circa 8 anni luce; attorno ad essa fu annunciata la scoperta di un sistema planetario 11 anni fa, ma in seguito la presenza di pianeti e' stata messa in dubbio.

http://it.wikipedia.org/wiki/Lalande_21185


Spero di avere soddisfatto la curiosita' :)

Ciao, Dark

Andak Kayumura
18-12-07, 11:38
tankiu. era proprio cio che mi interessava sapere.

LongJohnVargas
08-03-08, 01:40
7 Marzo 2008

Articolo fresco fresco.


LA TERRA E’ VICINA?

E se il pianeta gemello della Terra si trovasse a poco più di 4 anni luce da noi? Secondo un nuovo studio potremmo essere in grado di individuarlo già nei prossimi anni. C’è infatti un telescopio puntato costantemente su Alpha Centauri: un sistema di tre stelle, due delle quali sono molto simili al Sole. Queste presentano le caratteristiche tipiche di stelle che all’origine erano circondate dai dischi di polvere in cui si formano i pianeti. Quelli di tipo terrestre potrebbero quindi essere presenti intorno ad entrambe, secondo quanto suggeriscono le simulazioni al computer. Se le ipotesi sono corrette non resta che individuarli perché, sempre secondo i calcoli, essi potrebbero addirittura essere ambienti favorevoli alla vita. Si tratta di riuscire a notare impercettibili variazioni nelle velocità radiali delle stelle, prodotte dall’influenza gravitazionale di un eventuale pianeta. Queste variazioni sarebbero di appena 10 cm al secondo!




http://www.pd.astro.it/othersites/realmedia/2008/articoli/s10a2.htm

Dark_GRB
10-03-08, 00:52
7 Marzo 2008

Articolo fresco fresco.


LA TERRA E’ VICINA?

E se il pianeta gemello della Terra si trovasse a poco più di 4 anni luce da noi? Secondo un nuovo studio potremmo essere in grado di individuarlo già nei prossimi anni. C’è infatti un telescopio puntato costantemente su Alpha Centauri: un sistema di tre stelle, due delle quali sono molto simili al Sole. Queste presentano le caratteristiche tipiche di stelle che all’origine erano circondate dai dischi di polvere in cui si formano i pianeti. Quelli di tipo terrestre potrebbero quindi essere presenti intorno ad entrambe, secondo quanto suggeriscono le simulazioni al computer. Se le ipotesi sono corrette non resta che individuarli perché, sempre secondo i calcoli, essi potrebbero addirittura essere ambienti favorevoli alla vita. Si tratta di riuscire a notare impercettibili variazioni nelle velocità radiali delle stelle, prodotte dall’influenza gravitazionale di un eventuale pianeta. Queste variazioni sarebbero di appena 10 cm al secondo!




http://www.pd.astro.it/othersites/realmedia/2008/articoli/s10a2.htm



Trovo interessanti, a riguardo di possibili pianeti terrestri in orbita nel sistema di Alpha Centauri, i posts del bel sito di Greg Laughin, uno degli astronomi americani impegnati nella scoperta e nello studio dei pianeti extrasolari:

www.oklo.org (http://www.oklo.org)

Post: Toward Alpha Centauri Bb. Poi i links sono altrettanto interessanti, come questo:

http://oklo.org/?p=107

e questo, su come non sarebbe cosi' difficile rinvenire un pianeta di massa simile alla Terra intorno Proxima Centauri:

http://oklo.org/?p=224

"The habitable zone around Proxima is close-in. With an effective temperature of 2670K, and a radius 15% that of the Sun, one needs to be located at 0.03 AU from the star to receive the same amount of energy that the Earth receives from the Sun. (Feel free to post comments on tidal locking, x-ray flares, photosynthesis under red light conditions, etc. Like it or not, if the likes of Gl 581 c is able to generate habitability headlines and over-the-top artist’s impressions, just think what a 1 Earth-Mass, T=300 K Proxima Centauri b will do…) A best guess for Proxima’s mass is 12% that of the Sun. An Earth in the habitable zone thus produces a respectable K=1.5 m/s radial velocity half-amplitude. It’s likely that HARPS gets 1.2 m/s precision on Proxima. A µ=15 [see above n.d.r] detection thus requires only 144 Radial Velocity observations. Given that Proxima is observable for 10 months of the year at -30 South Latitude, there are presumably already more than 100 observations in the bag. We could thus get an announcement of Proxima Cen b as early as tomorrow."

Cheers, Dark.

matrix80
11-03-08, 16:58
7 Marzo 2008

Articolo fresco fresco.


LA TERRA E’ VICINA?

E se il pianeta gemello della Terra si trovasse a poco più di 4 anni luce da noi? Secondo un nuovo studio potremmo essere in grado di individuarlo già nei prossimi anni. C’è infatti un telescopio puntato costantemente su Alpha Centauri: un sistema di tre stelle, due delle quali sono molto simili al Sole. Queste presentano le caratteristiche tipiche di stelle che all’origine erano circondate dai dischi di polvere in cui si formano i pianeti. Quelli di tipo terrestre potrebbero quindi essere presenti intorno ad entrambe, secondo quanto suggeriscono le simulazioni al computer. Se le ipotesi sono corrette non resta che individuarli perché, sempre secondo i calcoli, essi potrebbero addirittura essere ambienti favorevoli alla vita. Si tratta di riuscire a notare impercettibili variazioni nelle velocità radiali delle stelle, prodotte dall’influenza gravitazionale di un eventuale pianeta. Queste variazioni sarebbero di appena 10 cm al secondo!




http://www.pd.astro.it/othersites/realmedia/2008/articoli/s10a2.htm

invito a leggere questo

On February 25, 2008, a team of astronomers released a paper on simulation results which support the conclusions of previous studies that multiple-planet systems could have formed in close orbits around both heavy-element rich, Alpha Centauri A and B. Focusing on Star B, their simulations suggest that at least one planet in the one to two Earth-mass range could have formed within orbital distances of 0.5 to 1.5 AUs; of particularly note, the simulations frequently generated a Earth-like planet in or near Star B's habitable zone (where liquid water could exist on the planet's surface). Additional simulation work presented in the paper also indicates that long-term telescopic observations may detect wobbles from such planets using the radial velocity method. Star B, a orange-red dwarf with a relatively calm chromosphere and acoustic p-wave mode oscillations, is an easier target for detecting wobbles from terrestrial planets, possibly within only three years of "high cadence" observations for a 1.8 Earth-mass planet (more from New Scientist (http://space.newscientist.com/article/dn13393-nearest-stars-wobbles-could-reveal-earths-twin.html) and Guedes et al, 2008 (http://arxiv.org/abs/0802.3482)).
http://www.solstation.com/stars/alp-cent3.htm


e l'articolo originale pubblicato nel New Scientist, qua

http://space.newscientist.com/article/dn13393-nearest-stars-wobbles-could-reveal-earths-twin.html

in pratica dicono che simulazioni al computer sulla formazioni di pianeti hanno suggerito che è possibile che pianeti nella zona abitabile si siano formati sia nella stella A che nella B
soprattutto per quanto riguarda alpha centauri B, le simulazioni hanno frequentemente generato un pianeta nella zona abitabile di questa stella, e questo pianeta potrebbe essere anche rilevato con le attuali tecnologie, anche se questo lavoro richiederà un lungo tempo di osservazioni continue.

Dark_GRB
12-03-08, 18:30
I risultati interessanti che riporta Matrix sono anche detti nel link di sopra ;)

In effetti la componente A, la cosidetta "gemella" del Sole, tanto gemella non e', perche' ha una luminosita' che e' circa il 50% maggiore di quella della nostra stella. Un pianeta come la Terra dovrebbe orbitare a circa 1.25 unita' astronomiche in poi da Alpha Centauri A per non incorrere in temperature troppo elevate che poi porterebbero ad un effetto serra catastrofico, finendo come Venere. Solo che l'eventuale disco protoplanetario intorno Alpha Centauri A non poteva essere molto piu' esteso di 2 unita' astronomiche, data l'intereferenza di Alpha Centauri B.

Alpha Centauri B ha circa la meta' della luminosita' del Sole; quindi vanno bene tutte le orbite con raggio da quello di Venere, 0.7 unita' astronomiche, in poi.

Insomma, sembra che intorno la componente B si abbiano probabilita' un po' maggiori di avere un pianeta con clima simile a quello della Terra.

Oltre a tutto questo, le due stelle hanno una metallicita' elevata, maggiore di quella del Sole, quindi sono ottime candidate per ospitare pianeti extrasolari. Gli astronomi hanno notato da tempo che pianeti extrasolari sono piu' frequenti intorno stelle con metallicita' maggiore di quella della nostra stella.

Cheers,
Dark

Dark

nibir
16-06-08, 00:00
...per percorrere la distanza di 4 anni luce in soli 40 anni terrestri, servirebbe una energia assurda...ma è davvero possibile?...

andreaX
12-11-08, 15:43
Ho fatto questo conto semplice semplice: la luna riflette circa il 5% della luce solare ed ha lo stesso diamtro apparente del sole. Quindi in una notte di luna piena essa illumina circa 20 volte meno del sole a mezzogiorno.
Adesso torniamo ad alpha centauri: un ipotetico pianeta intorno alla stella A oppure B avrebbe il problema che anche di notte la stella secondaria rischierebbe di illuminare troppo il pianeta e questo potrebbe pregiudicare la possibilità che si creino forme di vita, è così?.
Ebbene: le dimensioni di alpha centauri A e B non sono molto diverse dal sole, le due stelle nel punto di massima vicinanza si trovano ad 11 UA tra loro, ne togliamo 1 che sarebbe la distanza del pianeta da una delle stelle scendiamo a 10 UA.
Quindi di notte, nel caso di massima vicinanza, la stella secondaria illumina circa 10 volte meno del nostro sole, ovvero circa il doppio della nostra luna piena.
Quindi possiamo concludere che la stella secondaria non illuminerebbe eccessivamente il pianeta: la notte resterebbe comunque buia, anche se con un chiarore doppio rispetto a quello della luna piena.
Pertanto vale proprio la pena di cercare pianeti simili al nostro, se ve ne sono, su alpha centauri.

Dark_GRB
12-11-08, 19:21
Eh no, ci sarebbe molta piu' luce.

Supponi di essere su un pianeta intorno Alpha Centauri A, ad 1 unita' astronomica dalla sua stella. Come dici tu, quando Alpha Centauri B si trova al periastro, disterebbe da questo pianeta 10 unita' astronomiche.

Alpha Centauri B ha una luminosita' che e' il 50% di quella del nostro Sole. Conseguentemente, da quel pianeta, la vedremmo brillare con una luminosita 0,5 x 10^-2 = 0.005 quella del nostro Sole dalla Terra. In altre parole, un fattore 200 volte piu' debole.

Ora un fattore 200 sono circa 6 magnitudini di differenza. Siccome il Sole ha una magnitudine appartente di -26,7, Alpha Centauri B apparirebbe di magnitudine -20,7.

La luna piena ha una magnitudine assoluta -12,6. Quindi, Alpha Centauri B sarebbe ancora 8 magnitudini piu' brillante della nostra Luna Piena. 8 magnitudini corrispondono ad un fattore 1600. Un bel po' di luce direi, paragonabile a quella che il Sole ha quando e' pochi gradi sopra l'orizzonte.

Quando Alpha Centauri B e' nel punto dell'orbita piu' distante, disterebbe 35 unita' astronomiche dall'ipotetico pianeta. A questa distanza, diventerebbe di magnitudine -18,2; sempre 160 volte piu' luminosa della Luna Piena, e piu' o meno di luminosita' pari al Sole quando e' all'orizzonte.

Alpha Centauri A e' 2,5 volte piu luminosa di Alpha Centauri B; se rovesciamo le parti e mettiamo il pianeta ad orbitare intorno la B, esso vedrebbe Alpha Centauri A oscillare tra -21,7 e -19,2; rispettivamente 4000 e 400 volte piu' luminosa della Luna Piena.

Credo, comunque, che non avere notti per meta' del periodo di rivoluzione di un pianeta non necessariamente infici la possibilita' per esso di ospitare forme di vita, intelligenti o non.

Ciao, Dark

Mizarino
12-11-08, 19:55
Ho fatto questo conto semplice semplice: la luna riflette circa il 5% della luce solare ed ha lo stesso diametro apparente del sole. Quindi in una notte di luna piena essa illumina circa 20 volte meno del sole a mezzogiorno.
Molto semplice, ma, ahimé, molto sbagliato.
La luna riflette il 5% della luce solare che riceve dal Sole, non il 5% della luce emessa dal Sole. ;)

foster12
13-11-08, 11:45
Ben detto miza!!

E meno male.... :ok:

andreaX
13-11-08, 12:23
Quindi un ipotetico pianeta su una delle due stelle avrebbe per circa la metà del suo anno la luce anche di notte.
Questo non innalzerebbe troppo la temperatura del pianeta?, senza il ciclo giorno/notte possono comunque esserci forme di vita?, a questo punto direi che è poco probabile.
:(

Planezio
13-11-08, 13:52
La situazi0one non è così semplice...
Dalla stella lontana, 10 volte più lontana, si riceve quindi 100 voilte meno energia.
Però non è così semplice, sei mesi senza notte:
Per qualche mese non c'è notte, e va bene. Però per l'altra parte dell'anno ci sono in cielo DUE soli, in quanto entrambi si troverebbero dalla parte "illuminata".
La stagionalità e la variabilità climatica sarebbero davvero curiose, da analizzare, e forse anche divertenti da studiare.
Comunque al circolo polare artico si passa da un sole presente 24 ore moderatamente alto sull'orizzonte ad un sole bassissimo che spunta appena per pochi minuti al giorno...
E la vita ci sta benissimo.... Semplicemente, si adatta ad un'escursione termica stagionale a volte superiore ai 50°C.
Non sarebbe quello, il problema di Alpha Centauri. Il problema è ARRIVARCI...
Se fossimo in grado di arrivarci, mostreremmo capacità tali da costruirci residenze faraoniche senza alcun problema..

foster12
13-11-08, 20:26
Ciao andrea! Ciao planezio! ;)

Purtroppo c'è il vizio di intendere la VITA ( parola di cui non esiste una definizione scientifica univocamente accettata ) solo come la conosciamo noi. Non è così.

Una delle caratteristiche della " VITA " è proprio quella di essere molto resistente alle avversità. E dunque nessuno può dire che la mancanza di un ciclo giorno/notte, impedisca il formarsi di forme di vita. Queste domande sono OGGI quasi prive di senso, visto che nessuno può andare fino a la. E' bello fare convegni su convegni su sta roba, ma il problema è ben più serio. Vediamo se è possibile trovare una buona definizione, scientificamente accettabile della parola VITA.

che ne dite ?

:hello:

emalù
13-11-08, 20:59
Ciao andrea! Ciao planezio! ;)

Una delle caratteristiche della " VITA " è proprio quella di essere molto resistente alle avversità.



Se pensi che sono state trovate spore batteriche in fossili datati 250 milioni di anni fa, e che in lab, queste spore hanno germinato dando vita a batteri che stavano benissimo.....
bhè.........durine eh...ste spore? :D

aleph
13-11-08, 21:06
Vediamo se è possibile trovare una buona definizione, scientificamente accettabile della parola VITA.


Potrebbe essere un ente in grado di organizzare delle componenti elementari in una struttura complessa, avente lo scopo di migliorare sempre di più la struttura stessa.... :mmh: (c) :)

Lawliet
13-11-08, 21:35
Ciao andrea! Ciao planezio! ;)

Purtroppo c'è il vizio di intendere la VITA ( parola di cui non esiste una definizione scientifica univocamente accettata ) solo come la conosciamo noi. Non è così.

Una delle caratteristiche della " VITA " è proprio quella di essere molto resistente alle avversità. E dunque nessuno può dire che la mancanza di un ciclo giorno/notte, impedisca il formarsi di forme di vita. Queste domande sono OGGI quasi prive di senso, visto che nessuno può andare fino a la. E' bello fare convegni su convegni su sta roba, ma il problema è ben più serio. Vediamo se è possibile trovare una buona definizione, scientificamente accettabile della parola VITA.

che ne dite ?

:hello:

Esattamente, nulla da aggiungere.

Dark_GRB
14-11-08, 00:16
Un pianeta di Alpha Centauri B, che orbiti ad 1 UA dalla sua stella, riceverebbe (per unita' di superfice) 0,5 volte l'energia che il nostro Sole da' alla Terra. Quando Alpha Centauri A, 1,5 volte piu' luminosa del sole, si avvicina al periastro, a 10 UA, darebbe al pianeta di B 1,5 x 10^-2 = 0,015 volte l'energia che noi riceviamo dal Sole (e piu' o meno quanto Saturno riceve dal Sole). Questo 0,015 rappresenta un incremento del 3% nell'energia ricevuta dal pianeta di B.

In base alla legge del corpo nero, 0,03 in piu' di energia ricevuta corrisponde ad un incremento della temperatura di equilibrio dello 0,75%. Se il pianeta avesse una temperatura di equilibrio di 200 gradi Kelvin, la sua temperatura al periastro di Alpha Centauri A crescerebbe di 1,5 gradi.

Certo avrebbe qualche influenza; variazioni di questo tipo, su scale di anni, provocherebbero vistosi fenomeni atmosferici. Ma, nel complesso, non mi sembra che si possa parlare di estreme variazioni di illuminazione :)

Notte, Dark

proposito di Pianeti... avete visto l'ultima sensazionale scoperta di Hubble, annunciata oggi? aprite qualunque sito di news di Astronomia ;)

andreaX
18-11-08, 11:09
E' fuori questione che la vita nell'universo possa anche esistere in forme e condizioni che noi riteniamo impossibili. Purtroppo però abbiamo come unico elemento di paragone il nostro stesso pianeta, quindi dobbiano necessariamente incominciare a cercare la vita su pianeti extrasolari simili al nostro.
Saremmo davvero fortunati se riuscissimo a trovare qualcosa del genere proprio nel sistema stellare a noi più vicino, intanto vediamo se pianeti attorno ad alpha centauri effettivamente ci sono, ed in caso affermativo come sono fatti.
Beh ho toppato i calcoli sulla luminosità di alpha centauri, adesso ne faccio degli altri sperando di non sbagliarmi ancora relativamente ad un ipotetica sonda interstellare non abitata che possa esplorare questo sistema.
Premessa: ragiono in base alle tecnologie attualmente disponibili.
Altra premessa: le sonde spaziali odierne usano gli RTG come batterie, questi ultimi utilizzano il decadimento radioattivo del plutonio per alimentare le apparecchiature dell'astronave, l'autonomia degli RTG è di circa 40 anni, quindi le cose sono tre:
1) la sonda dovrebbe viaggiare a non meno di un decimo della velocità della luce
2) bisogna inventare un sistema di alimentazione di durata più lunga
3) la sonda rimane in "ibernazione" per quasi tutto il viaggio e grazie a dei pannelli solari arrivata in vicinanza di alpha centauri grazie alla luce delle suddette stelle si ricarica da sola ed inizia l'esplorazione

Ho volutamente escluso l'ipotesi di velocità prossime a quelle della luce perchè anche ipotizzando un carico utile modesto bisognerebbe assemblare in orbita un astronave formata da un numero spropositato di stadi contenenti il carburante necessario.

La scelta 3 adesso è l'unica percorribile, ipotizzando un paio di sonde (una per ciascuna stella) lanciate alla velocità di 3000 km/s esse arriverebbero a destinazione in circa 470 anni.
Bene, se il carico utile fosse di 2 tonnellate (1 per ciascuna sonda) ci vorrebbero circa 2000 tonnellate di carburante.
Il razzo saturno 5 (quello usato per andare sulla luna) poteva portare in orbita bassa crica 150 tonnellate di carico utile, quindi con circa 14 lanci di razzi della suddetta capienza accelleriamo due sonde da 1 tonnellata ciascuna a 3000 km/s , poi ne servono altrettanti per fare decellerare le due sonde quando sono il prossimità del loro obbiettivo. Riassumendo: si dovrebbe assemblare in orbita una gigantesca (ma fattibile) astronave formata da 28 serbatoi carburante con in testa una coppia di sonde e dei grandi pannelli solari per la riattivazione delle sonde stesse dopo "l'ibernazione". Dato che 28 serbatoi non possono essere messi in un unica fila perchè l'astronave diventerebbe troppo lunga e quindi non manovrabile si potrebbe disporne 6 messi ad esagono sulla stessa fila per un totale di 5 file.
Insomma così a occhio e croce il tutto equivarrebbe a 30 missioni lunari apollo messe assieme...e bisognerebbe aspettare 500 anni dal lancio alla ricezione dei primi segnali dalle sonde... :o

Planezio
18-11-08, 11:21
diciamo che spesso si sente parlare di condizioni adattare alla vita come se queste dipendessero SOLO dalla temperatura.
In effetti basta che ci sia acqua ed ossigeno, e la vita "come la conosciamo" si può sviluppre in condizioni molto disagiate.
E comunque, come dice la filastrocca:
-c'è vita su Alfa centauri B?
-Poca, e solo al sabato sera....

Eremita
19-11-08, 09:54
Potrebbe essere un ente in grado di organizzare delle componenti elementari in una struttura complessa, avente lo scopo di migliorare sempre di più la struttura stessa.... :mmh: (c) :)
Uhmmm, cosa si nasconderebbe sotto quel termine un po' esoterico, comunque misterioso, di ente? Cosa intendi per ente, sii più preciso.
Comunque nel complesso sottoscrivibile, a parte quel migliorare su cui ho qualche fondato dubbio ;)
Per quanto mi riguarda non vedo differenze sostanziali tra noi e l'universo, si tratta solo di una diversa strutturazione morfologica e funzionale delle aggregazioni di materia cosmica.
La vita e la pulsazione sono ovunque nell'universo, nulla è casuale nell'universo, l'ordine strutturale è solo una conseguenza di leggi ben precise.

matrix80
28-11-08, 18:06
E' fuori questione che la vita nell'universo possa anche esistere in forme e condizioni che noi riteniamo impossibili. Purtroppo però abbiamo come unico elemento di paragone il nostro stesso pianeta, quindi dobbiano necessariamente incominciare a cercare la vita su pianeti extrasolari simili al nostro.
Saremmo davvero fortunati se riuscissimo a trovare qualcosa del genere proprio nel sistema stellare a noi più vicino, intanto vediamo se pianeti attorno ad alpha centauri effettivamente ci sono, ed in caso affermativo come sono fatti.
Beh ho toppato i calcoli sulla luminosità di alpha centauri, adesso ne faccio degli altri sperando di non sbagliarmi ancora relativamente ad un ipotetica sonda interstellare non abitata che possa esplorare questo sistema.
Premessa: ragiono in base alle tecnologie attualmente disponibili.
Altra premessa: le sonde spaziali odierne usano gli RTG come batterie, questi ultimi utilizzano il decadimento radioattivo del plutonio per alimentare le apparecchiature dell'astronave, l'autonomia degli RTG è di circa 40 anni, quindi le cose sono tre:
1) la sonda dovrebbe viaggiare a non meno di un decimo della velocità della luce
2) bisogna inventare un sistema di alimentazione di durata più lunga
3) la sonda rimane in "ibernazione" per quasi tutto il viaggio e grazie a dei pannelli solari arrivata in vicinanza di alpha centauri grazie alla luce delle suddette stelle si ricarica da sola ed inizia l'esplorazione

Ho volutamente escluso l'ipotesi di velocità prossime a quelle della luce perchè anche ipotizzando un carico utile modesto bisognerebbe assemblare in orbita un astronave formata da un numero spropositato di stadi contenenti il carburante necessario.

La scelta 3 adesso è l'unica percorribile, ipotizzando un paio di sonde (una per ciascuna stella) lanciate alla velocità di 3000 km/s esse arriverebbero a destinazione in circa 470 anni.
Bene, se il carico utile fosse di 2 tonnellate (1 per ciascuna sonda) ci vorrebbero circa 2000 tonnellate di carburante.
Il razzo saturno 5 (quello usato per andare sulla luna) poteva portare in orbita bassa crica 150 tonnellate di carico utile, quindi con circa 14 lanci di razzi della suddetta capienza accelleriamo due sonde da 1 tonnellata ciascuna a 3000 km/s , poi ne servono altrettanti per fare decellerare le due sonde quando sono il prossimità del loro obbiettivo. Riassumendo: si dovrebbe assemblare in orbita una gigantesca (ma fattibile) astronave formata da 28 serbatoi carburante con in testa una coppia di sonde e dei grandi pannelli solari per la riattivazione delle sonde stesse dopo "l'ibernazione". Dato che 28 serbatoi non possono essere messi in un unica fila perchè l'astronave diventerebbe troppo lunga e quindi non manovrabile si potrebbe disporne 6 messi ad esagono sulla stessa fila per un totale di 5 file.
Insomma così a occhio e croce il tutto equivarrebbe a 30 missioni lunari apollo messe assieme...e bisognerebbe aspettare 500 anni dal lancio alla ricezione dei primi segnali dalle sonde... :o

a mio parere un viaggio intestellare portandosi tutto il carburante da "casa" sarebbe impossibile sia oggi che in futuro, per evidenti insormontabili ostacoli di natura pratica...però si potrebbe risolvere il problema prendendo il carburante "strada facendo", anzichè portarselo da terra, ad esempio sfruttando la famosa "energia del vuoto", che permea l'universo, energia di cui oggi conosciamo la natura in modo solo teorico(ma che esiste, dato che spiega brillantemente fenomeni come l'espansione dell'universo...), ma in un futuro molto lontano(fra qualche secolo), quando la nostra tecnologia sarà enormemente più sviluppata chissà...per adesso accontentiamoci di andare su Marte prima possibile, e per quanto riguarda i pianeti extrasolari e alpha centauri, di vedere almeno se effettivamente ci sono e se possono essere abitabili...quindi facciamo decollare a questo proposito progetti importantissimi come TPF e Darwin

fantanerz
29-12-08, 15:42
salve a tutti...mi mintrometto nella discussione......secondo mè si doverebbe fare cosi':
1:costruire un telescopio/cmq penso sia gia' in programma o addirittura in fase di costruzione)in grado di occultare la luce delle stelle e riuscire ad osservare i pianeti più piccoli che orbitano intorno a quest'ultime.sarebbe un emozione scorgere un pianeta simile al nostro!
2:prima di avventurarci con missioni praticamente impossibili da fare in questo momento al di fuori del nostro sistema solare,io darei un occhiatina a marte e soprattutto ad europa la luna di giove ,che secondo mè ha la più alta possibilita' di forme di vita.......ovviamente a livello batterico o poco più.............se trovassimo quete benedette forme di vita sarebbe la scoperta più importante x l'uomo....e sarebbe un super trampolino di lancio x missioni diciamo più opprofondite