Visualizza la versione completa : la coerenza dell'astrofilo
Giusto stamane stavo riflettendo un po' su noi astrofili, sopratutto cercavo di capire quale fossero le differenze tra un amante del cielo e una persona "normale". Cercavo di capire quale fosse il fattore determinante, che accomuna tutti noi, e che ci rende "diversi" dalla massa. (a proposito, dalle mie parole per caso traspare la mia felicità di essere astrofilo? eheh..).
Lungi da me l'idea di considerare gli astrofili come persone "elette" o superiori alla media, però ho la convinzione che ci è comune una sorta di "sensibilità" che molte persone non posiedono. Con sensibilità intendo la capacità di percepire tutto ciò che non è immediato e/o comune.. non tutti ad esempio si accorgono delle bellezze della natura o dell'universo che sovrasta le nostre teste.
Premesso questo.. la riflessione personale mi ha portato a chiedermi se questa "diversa" sensibilità, se questa "diversa" onestà etica siapoi realmente supportata da un qualsiasi tipo di coerenza.
Qui purtroppo mi è un po' cascato l'asino: vedo, sulla mia persona e non solo, che l'astrofilo non è per forza lontano da atteggiamenti/comportamenti che non sono in perfetto accordo con le "speciali" caratteristiche che ci accomunano.
Voglio uscire dalla generalità e farvi un esempio pratico e molto semplice, il più stupido che mi sia venuto in mente.. esso riguarda la pirateria elettronica. D'ora in avanti utilizzerò questo esempio per questioni pratiche, ma cercate di non perdere di vista la questione generale!
Chissà quanti di voi fanno utilizzo di software pirata.. che si tratti di Windows, o dell'ultima versione di Starry Night fa ben poca differenza. Come è possibile questo? Nel senso, come può un amante del cielo, persona quindi che dovrebbe possedere un forte senso etico, utilizzare di proposito software piratato? Perchè siamo "astrofili" quando guardiamo all'insù ma poi non lo siamo nel quotidiano? Non è difficile capire dove quindi manchi la coerenza.
Non rispondetemi che il danno è poco.. se fossimo noi i progettisti di quel software ci arrabbieremmo molto (e a ragione) per dei mancati introiti causati dalla pirateria.
Ho fatto l'esempio del software, ma ci sono molte altre cose simili a questa.. basta fare dei piccoli esami di coscienza per trovarle.
Forse le mie sono solamente, come si suol dire, "seghe mentali", e la risposta ai miei quesiti è che l'uomo si sa, non è perfetto e non si può pretendere che lo sia. Già, può darsi. ma voi cosa ne pensate? Personalmente mi da un po' fastidio l'incongruenza della quale vi ho parlato fino ad ora... ::)
Grazie per l'attenzione!
Marco
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Nel senso, come può un amante del cielo, persona quindi che dovrebbe possedere un forte senso etico
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Dovremmo intanto intenderci di cosa intendiamo per 'astrofilo'. Si và dalla persona che si interessa saltuariamente e distrattamente acquistando ogni tanto una rivista specializzata al patito che non parla/pensa ad altro, dall'osservatore ad occhio nudo/binocolo al possessore di strumentazione da decine di migliaia di euro con attività al limite del professionismo. Forse tu hai in mente la prima tipologia, cioè l'amante del cielo inteso come parte della Natura, con spiccato senso etico verso di essa (e verso il prossimo). C'è poi da dire che ognuno di noi (astrofilo) 'appartiene' anche ad altre numerose categorie che riguardano il cosiddetto 'tempo libero' (ad esempio: appassionato di sport, di musica classica, impegnato socialmente/politicamente ecc. ecc.) ed è sempre difficile generalizzare.
Per mia esperienza personale io però non colgo alcuna correlazione particolare tra 'astrofilo' e 'persona eticamente corretta'. Ho conosciuto personalmente più di un Astrofilo (con la 'A' maiuscola) dotato di notevole intelligenza, competenza scientifica di prim'ordine e autentico 'amore' per le 'cose celesti' che nella vita di tutti i giorni pensava solo al proprio tornaconto e nei rapporti interpersonali lo si potrebbe qualificare come 'bandito'.
Anch'io una volta pensavo che gli uomini di scienza dovessero essere per forza persone 'migliori', distanti dalle piccole bassezze e miserie di tutti i giorni, ma mi sono dovuto ricredere in più di un'occasione.
Penso che il tuo ragionamento pecchi un pò di ingenuità (in senso buono) o forse di ottimismo, rimane comunque un'opiniore rispettabilissima.
Ciao
Mi trovo d'accordo con Doduz. Infatti sono da tempo convinto che le diverse qualità umane siano fra loro statisticamente indipendenti, nel senso che il possederne una cambia in modo trascurabile la probabilità di possederne un'altra.
Perfino qualità in apparente contraddizione fra loro, come ad esempio intelligenza e stupidità, possono benissimo trovarsi insieme nella stessa persona quando riguardano campi diversi della attività o della sensibilità umana.
Nel caso dell'onestà, riesco facilmente ad immaginare una persona onesta in modo "selettivo", capace ad esempio di restituire senza esitazioni un portafoglio ritrovato o di segnalare ad un cameriere un conto sbagliato per difetto (per parlare di piccole cose), e tuttavia capacissima (sempre per parlare di piccole cose) di usare software pirata.
Temo che la coerenza sia una virtù aliena.
Saluti
Certamente il mio discorso pecca un po' in quanto a generalizzazione.. in effetti avevo già previsto alcune parti delle vostre risposte. Ad esempio è vero, non ho dato una definizione precisa di quello che io intendo con il termine "astrofilo". Non l'ho fatto perchè, forse un po' ingenuisticamente, riconosco una sola figura dell'astrofilo.. se poi la persona sia interessata anche al calcio, alla musica o ad altro bene, ma questo non cambia il fatto di essere amanti del cielo.
Tutto questo deriva dalla mia personale concezione che l'astrofilia non è una passione, ma LA passione. Perchè? Perchè vedo l'universo come l'inizio e il fine di tutte le cose, riconosco nell'universo la questione massima, dalla quale tutte le altre discendono. Secondo la mia idea utopistica dovremmo essere tutti astrofili a questo mondo. Come sarebbe possibile difatti ignorare ciò che ci ospita e che ci ha dato la vita, il cosmo ? Tutto il resto mi sembra secondario rispetto ad esso?
Il cerchio si chiude, ecco perchè nn ho dato una definizione di astrofilo ed ho generalizzato, probabilmente nella mia mente ho ancora una idea idealizzata della figura dell'astrofilo.
Doduz tu dici: " Per mia esperienza personale io però non colgo alcuna correlazione particolare tra 'astrofilo' e 'persona eticamente corretta'". Vero.. ma perchè questo? Non dovrebbe essere il contrario? L'eguaglianza tra le due definizioni dovrebbe essere reale o mi sfugge qualche parametro importante?
Allora mi chiedo... perchè esiste l'incoerenza? Da cosa scaturisce? Forse dall'inevitabile e variabile grado di ignoranza di tutti i comuni mortali. Se fossimo esseri perfetti, esseri a conoscenza di tutte le informazioni che l'universo contiene forse non esisterebbe l'incoerenza.
O forse deriva dalla capacità tutta umana di classificare le cose? La classificazione credo ci permette di ritenere onesto consegnare un portafoglio smarrito ma di ritenere NON disonesto l'utilizzo ad esempio di software pirata. Ecco che quindi l'uomo, mediante la classificazione crea delle categorie l'addove non esistono confini ben determinati , ma solamente gradienti molto sfumati. Questo fatto comporterebbe la mancanza di coerenza, visto che inevitabilmente qualcosa che è oggettivamente onesto verrà soggettivamente classificato come disonesto e viceversa.
Con questo post mi sono dunque accorto che è necessario analizzare meglio il fenomeno (solo umano?) dell'incoerenza e capirne la genesi.
Cosa ne pensate?
Perfino qualità in apparente contraddizione fra loro, come ad esempio intelligenza e stupidità, possono benissimo trovarsi insieme nella stessa persona quando riguardano campi diversi della attività o della sensibilità umana.
Mi trovo in disaccordo con Mizarino (pur essendo lui in accordo con me :o): se una persona è 'intelligente' non può essere *anche* 'stupida', sono due caratteristiche antitetiche! Almeno per la definizione che intendo io (e che corrisponde a quella del dizionario).
Nel caso dell'onestà, riesco facilmente ad immaginare una persona onesta in modo "selettivo", capace ad esempio di restituire senza esitazioni un portafoglio ritrovato o di segnalare ad un cameriere un conto sbagliato per difetto (per parlare di piccole cose), e tuttavia capacissima (sempre per parlare di piccole cose) di usare software pirata.
Il 'disonesto doc' non ha alcuna remora a sottrarre un bene o diritto a chiunque, mentre la persona 'normale' distingue tra un poveraccio (cioè uno come lui) e Mr. Bill Gates (o il Ministero delle Finanze).
Temo che la coerenza sia una virtù aliena.
Della coerenza ci sarebbe da parlare all'infinito.
Ciao.
Forse non riesco a capire bene cio' che vuoi dire :)
In pratica per te Astrofilo = Persona proba, onesta, eticamente "illuminata" ecc. ecc. ?
Scusa ma non condivido assolutamente :)
Credo di non sbagliare affermando che sopravvaluti la nostra categoria.
Considera che l'astrofilo è il simbolo, il prodotto di una societa' di consumo che ben poco ha a che fare con le "grandi virtu' etiche .."
C'e' gente che muore di fame (e non è una banalita', ti invito a riflettere) e noi spendiamo migliaia di euro per un tubo d'allumino ed una lente con cui fare inutili fotografie, oziose osservazioni di "puntini luminosi" ....per cosa?
Per trarne soltanto "egoistico piacere personale" ...
E poi cosa c'entra il discorso della "coerenza" col seguire le "regole di mercato" ...
Dove sta la "virtu'" nel fare il gioco di certe multinazionali?
Non è piu' virtuoso usare un software "piratato" ed usare i soldi risparmiati per cose piu' "virtuose"?
Non è forse un brutto sintomo se ragazzini di 11 anni possono farsi comprare da papa' INUTILI telescopi a prezzi ASSURDI?
Insomma quando leggo/ascolto certi discorsi, mi convinco del fatto che spesso "l'astrofilo-medio" viva sotto una campana di vetro ...
P.s: scusa se son stato polemico :)
Non l'ho fatto perchè, forse un po' ingenuisticamente, riconosco una sola figura dell'astrofilo.. se poi la persona sia interessata anche al calcio, alla musica o ad altro bene, ma questo non cambia il fatto di essere amanti del cielo.
Intendo dire che raramente una persona è *solo* la sua passione! Questo avviene, ad esempio, nei giocatori di scacchi ad alto livello (che non sono persone 'normali' ;D): dalla mattina alla sera (ed anche di notte, immagino) pensano *sempre* e *solo* alla propria UNICA e GRANDE passione.
Praticamente una 'ragione di vita', praticamente una 'patologia' complessa ;D
probabilmente nella mia mente ho ancora una idea idealizzata della figura dell'astrofilo.
Penso di si.
Io capisco il tuo ragionamento ed in parte lo condivido: l'astronomia è una scienza, la scienza è un'attività dell'intelletto razionale, pertanto chi si occupa di astronomia *deve* essere una persona razionale, se uno è razionale DEVE sempre comportarsi bene.
Io invece credo (ed i fatti mi danno ragione) che una persona può essere intelligente, razionale, malvagia, disonesta nello stesso momento (astrofilo o meno).
Doduz tu dici: " Per mia esperienza personale io però non colgo alcuna correlazione particolare tra 'astrofilo' e 'persona eticamente corretta'". Vero.. ma perchè questo? Non dovrebbe essere il contrario? L'eguaglianza tra le due definizioni dovrebbe essere reale o mi sfugge qualche parametro importante?
Io mi limito solo a *non cogliere* alcuna correlazione. Non posso fare, però, alcuna ipotesi a riguardo.
Con questo post mi sono dunque accorto che è necessario analizzare meglio il fenomeno (solo umano?) dell'incoerenza e capirne la genesi.
Cosa ne pensate?
Che ci vorrebbe uno psicologo. ;D
Ciao.
O forse deriva dalla capacità tutta umana di classificare le cose? La classificazione credo ci permette di ritenere onesto consegnare un portafoglio smarrito ma di ritenere NON disonesto l'utilizzo ad esempio di software pirata. Ecco che quindi l'uomo, mediante la classificazione crea delle categorie l'addove non esistono confini ben determinati , ma solamente gradienti molto sfumati. Questo fatto comporterebbe la mancanza di coerenza, visto che inevitabilmente qualcosa che è oggettivamente onesto verrà soggettivamente classificato come disonesto e viceversa.
Questa analisi mi sembra ottima!
Mi trovo in disaccordo con Mizarino (pur essendo lui in accordo con me ): se una persona è 'intelligente' non può essere *anche* 'stupida', sono due caratteristiche antitetiche! Almeno per la definizione che intendo io (e che corrisponde a quella del dizionario).
Forse è possibile riconciliare le nostre posizioni se facciamo distinzione fra "essere" e "comportarsi da"
Secondo logica, non si può "essere" contemporaneamente due cose antitetiche. Ma il comportamento, in momenti e circostanze diverse, è altra cosa. E in fondo l' "essere" sarebbe totalmente invisibile se non si manifestasse attraverso il comportamento o la comunicazione.
Saluti
C'e' gente che muore di fame (e non è una banalita', ti invito a riflettere) e noi spendiamo migliaia di euro per un tubo d'allumino ed una lente con cui fare inutili fotografie, oziose osservazioni di "puntini luminosi" ....per cosa?
Per trarne soltanto "egoistico piacere personale"
Anch'io a volte mi chiedo se sia 'giusto', se sia 'etico', se sia 'morale' (laica o religiosa, a piacere) spendere miliardi di dollari per inviare una sonda a cercare l'acqua su Marte quando una discreta fetta della popolazione terrestre muore di sete? E' giusto spendere cifre immense per telescopi e stazioni orbitanti quando anche nei paesi più ricchi c'è chi non arriva a mettere in tavola pranzo e cena? Come definiremmo un padre a capo di una famiglia indigente che acquista un astrografo apocromatico?
Le risposte posso essere molteplici, alcune sensate ed alcune banali o qualunquistiche (non mi viene il termine giusto).
Io, personalmente, non ho certezze in proposito.
Ciao.
pertanto chi si occupa di astronomia *deve* essere una persona razionale, se uno è razionale DEVE sempre comportarsi bene.
Ciao.
Be oddio ...
S puo' essere razionalmente onesti e razionalmente disonesti! :)
Io ad esempio sono "irrazionalmente onesto" ....perche' purtroppo c'e' sempre la vocina del grillo parlante nella mia mente che mi impedisce di comportarmi disonestamente ...
Questo anche quando RAZIONALMENTE mi rendo conto che potrei tranquillamente fare il "disonesto" (piu' volte sto fermo al semaforo rosso quando le strade son DESERTE" ...)
E poi circa l'onesta' di chi fa scienza .....avete mai lavorato in un posto ove si fa ricerca?
Io si ...
Be ... non è che fossero tutti dei santarellini ...anzi. Benedico il giorno in cui ho lasciato quell'ambiente inquinato da invidie, soprusi, abusi di potere ecc. :P
Be oddio ...
S puo' essere razionalmente onesti e razionalmente disonesti! :)
Si tratta del ragionamento 'base' di StarEnd, forse estremizzato o forse male interpretato.
Comunque non il mio (spero che lo si sia capito...).
E poi circa l'onesta' di chi fa scienza .....avete mai lavorato in un posto ove si fa ricerca?
Io si ...
Be ... non è che fossero tutti dei santarellini ...anzi. Benedico il giorno in cui ho lasciato quell'ambiente inquinato da invidie, soprusi, abusi di potere ecc. :P
Concordo.
Ciao.
Ehh mammamia, abbiamo tirato in ballo un sacco di questioni che di per se, meriterebbero ognuna un tomo a parte.. credo che abbiamo tutti visto come sia impossibile, per ora, arrivare ad avere risposte certe.
Una sola cosa è certa comunque, ed è sotto gli occhi di tutti, il nostro mondo è tutta una grande contraddizione, dalle cose più semplici a quelle più grandi. Il perchè sia così poi, è davvero difficile tra trovare...
Marco_Brusadin
13-11-04, 17:17
Ciao a tutti!
Ho letto con interesse la vostra interessante discussione: mi permetto di segnalarvi che questa "incoerenza" si verifica non solo nel campo dell'astrofilia o della scienza in generale, ma in tutti i settori della vita. E, poiché qualcuno ha invocato l'intervento di uno psicologo, mi permetto segnalarvi il pensiero di uno che, pur non avendo titoli accademici, conosceva molto bene la natura umana: "Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti, non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. ... c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. ... Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. ...". L'autore? S. Paolo, nella lettera ai Romani, al capitolo 7, versetti 15; 18-19; 21. Ovviamente, non occorre essere credenti per constatare che questa incapacità di piena coerenza affligge tutta l'umanità, sia pure in misura diversa secondo la propria formazione e, soprattutto, secondo le circostanze.
Ciò, ovviamente, non toglie che - una volta fatta la diagnosi - sia importante cercare di instaurare una adeguata terapia, ma sempre rimanendo "con i piedi per terra" e accettando che - analogamente a quanto accade per i tumori - la nostra "malattia" sia curabile ma non guaribile (almeno nella stragrande maggioranza dei casi).
Quanto all'aspetto "etico" delle spese ... diciamo così "voluttuarie" che noi facciamo, ferma restando la responsabilità personale e collettiva verso chi non può permettersi neppure l'indispensabile, io credo che l'importante sia usare dei beni che possiamo procurarci per migliorare noi stessi, la nostra cultura e soprattutto la nostra umanità: in maniera non egoistica, dunque. D'altronde, non tutti abbiamo la vocazione di S. Francesco! Credo che il progredire nella scienza possa portare a un progresso anche nella sollecitudine verso il prossimo, pur senza dimenticare le parole di don Primo Mazzolari: "quello che ti avanza, lo hai rubato al povero". Il problema è definire correttamente il "ti avanza": personalmente ritengo che non si debba "sprecare" e che ci si possa limitare ad acquistare quello che ci ocorre. Ma il termine "ci occorre" non lo limiterei alla sola sopravvivenza: se per realizzare meglio la nostra "umanità" ci occorre un telescopio anche costoso, se le finanze della famiglia lo permettono e se - comunque - non si trascura la possibilità di aiutare gli altri (anche nell'educare le nuove generazioni all'osservazione e al rispetto della natura), io non mi pongo eccessivi problemi nell'acquisto.
Comunque, la sensibilità che voi tutti dimostrate non solo vi fa onore, ma conferma chiaramente che la vera "scienza" (che, per definizione, porta a un miglioramento della vita e che esige di essere condivisa con tutti) innalza l'uomo e lo rende degno della sua posizione nell'universo.
Scusate la lunghezza del mio intervento e spero di non avervi tediato troppo, ma sentivo la necessità di condividere con voi questi pochi pensieri.
Ciao a tutti e grazie per avermi offerto l'occasione di riflettere su argomenti che mi stanno a cuore.
Marco Brusadin
Ehh mammamia, abbiamo tirato in ballo un sacco di questioni che di per se, meriterebbero ognuna un tomo a parte.. credo che abbiamo tutti visto come sia impossibile, per ora, arrivare ad avere risposte certe.
Sei tu che hai 'agitato' i 'massimi sistemi' ;D
Una sola cosa è certa comunque, ed è sotto gli occhi di tutti, il nostro mondo è tutta una grande contraddizione, dalle cose più semplici a quelle più grandi. Il perchè sia così poi, è davvero difficile tra trovare...
Mi stupirei che tutto fosse perfetto ed ordinato: l'Universo è un caos totale dove ogni stabilità è temporanea. E' come volere che tutte le orbite (dei pianeti) fossero circolari ed equidistanti: sarebbe un caso incredible!
Ciao.
Caspita che profondità in questo topic!!
Prima di entrare mi era venuto da storcere un po il naso in quanto vorrei si evitasse di parlare di astronomia qui nel bar, però vedo che l'argomento era solo un pretesto per argomentare un ottimo dibattito.
E vorrei dire la mia.
Essere astrofili non significa essere dei superuomini, e in questo intendo tutto ciò che si può riassumere nei piccoli o "medi" vizi umani dell era moderna, come può essere la pirateria, la pornografia, il fumo, eccetera eccetera.....essere astrofili forse non è detto che pe forza debba voler dire avere sensibilità in più....credo sia solo passione, come chi costruisce modellini di barche in legno, come chi fa i puzzle, come chi colleziona farfalle....non è essere sensibili, ma è pura passione. Certo, noi osserviamo "cose" meravigliose, ma io perlomeno quando ripongo il telescopio, in qualche modo stacco la spina, e vivo una vita normale, come tutti gli altri, fatta anche di vizi, e non me ne vergogno....cioè non mi chiedo "Cavolo, sono astrofilo, quindi perchè faccio questo?".
Facciamo parte di una società moderna, e di questa subiamo comunque l'influenza, specialmente noi giovani.
Guardare il cielo è una cosa che fanno in pochissimi, anche solo con gli occhi, senza strumenti.
Fare questo, ed esserne fieri, è secondo me già un punto in più, una sorta di "buona azione" che, anche se non fa del bene a nessuno, se non a noi stessi, di sicuro non nuoce a nessuno. Non dobbiamo avere la pretesa che questa nostra passione ci distingua dalle masse, non sarebbe neppure bello....
E non dobbiamo neanche pretendere che il nostro hobby ci precluda, o ci condizioni, il resto della vita quotidiana.
Nem
Probabilmente l'errore principale nelle mie argomentazioni è quello di considerare gli astrofili come persone in un certo senso "superiori" alla media.. come ha detto Nemesis forse la nostra è "solo" una passione come tante altre, e nulla o poco ci differenzia dagli altri.
Vorrei poter credere in questo, mi risolverebbe molti quesiti, ma c'è ancora qualcosa che non mi permette di ritenere sullo stesso piano l'astronomia con ad esempio il calcio, o altro. é come se mentalmente avessi costruito una piramide.. voi cosa vedete al vertice di questa piramide? Io ci vedo l'universo stesso, visto che è da esso che discendono tutte le cose. Da qui nasce la mia convinzione che l'astronomia sia LA passione.. certo non posso negare che "relegare" ad un piano inferiore altri intrattenimenti mi faccia un po' sentire in colpa.
Forse qualcuno di voi non accetterà questa classificazione a piramide.. forse qualcuno di voi ribalterebbe la piramide, per vedere al vertice inferiore, come sorgente di tutte le cose, l'uomo.. e da esso via via in un crescendo tutti gli altri aspetti della nostra vita, che si aprono a "ventaglio"..
Credo che tutto l'argomento sia molto suscettibile a variazioni dovute ai punti di riferimento che prendiamo di volta in volta in considerazione. Un po' come nella teoria della relatività.. quello che ci serve però è un punto fisso costante e immutabile sul quale fare tutti i nostri ragionamenti, un po' come la velocità c della luce nel'universo.
Ok.. bell'idea a parole eheh.. poi i fatti sono ben altra cosa.
E' bello vedere, ed è bene che vi sia tanto entusiasmo, ma non mi pare proprio che possa esistere LA passione, ma solo molte possibili passioni, tutte nobilissime (ce ne sono anche tante altre meno nobili, per carità...), per ciascuna delle quali si potrebbero trovare validi argomenti per porla al vertice della piramide.
Ricorrendo con altre parole ad un concetto già espresso più su, devo dire che ritenere un astrofilo in qualche modo "superiore" in virtù della sua passione è purtroppo una illusione al quadrato. Primo perché di passioni nobili ce ne sono tante, e secondo perché anche ammesso che esistesse "LA" passione suprema, questo non darebbe alcuna garanzia circa le qualità di un suo praticante. Non mi aspetto da un prete, o da un magistrato, o da un poeta, migliore comportamento etico che da un calciatore. Se lo si trova (e capiterà nel 50% dei casi), lo si sarebbe trovato anche se le rispettive professioni fossero state scambiate.
ciao
Non mi aspetto da un prete, o da un magistrato, o da un poeta, migliore comportamento etico che da un calciatore.
E' proprio questo il punto del discorso.. PERCHE' non è così? Sono due le domande che mi premono, te le faccio subito quindi.
1) E' un ragionamento valido affermare che, a rigor di pura logica, un magistrato, un prete, un poeta, un uomo di scienza,un astrofilo etc etc.. dovrebbero per forza di cose possedere una determinata levatura etica?
mia possibile risposta: a rigor di pura logica si, però notiamo tutti che nella pratica non è così, dunque sorge spontanea la seguente domanda.
2) Cosa determina lo scostamento della realtà dalla logica ?
mia risposta: evidentemente c'è qualche fattore che va assolutamente considerato. Cosa sia? Non lo so di preciso..
Sono uscito un po' dal seminato ma mi rendo conto che alla fine stiamo raggiungendo la domanda: "cos'è il male e perchè si manifesta, in noi o attraverso noi"
Non so se qualcuno qui possa avere la risposta a siffatto grande quesito..
Cari Saluti :)
alla fine stiamo raggiungendo la domanda: "cos'è il male e perchè si manifesta, in noi o attraverso noi"
Mamma mia, StarEnd! Qui siamo al 'bar', mica da Marzullo! ;D
Sono d'accordo con Mizarino: la nostra è una passione come tante (tanti astrofili poi hanno anche tante altre passioni), forse una delle più 'strambe' (a detta della maggior parte della gente). Spesso consente di riunire altre passioni come la fotografia, l'informatica, il fai-da-te, la montagna, l'insonnia... ;D ... e forse anche questo è il bello. Pensa a chi si appassiona nella raccolta di sorprese degli 'ovetti Kinder' o di 'sputi internazionali' (i francobolli) ;D
Ciao.
Ehm, lol.. in effetti temo di essere sceso ad un livello di approfondimento che raramente in una discussione al bar (perlomeno nei bar che frequento io :) )si riesce a raggiungere. (a meno di non abusare dell'alcool eheh).
Ehehehe, scusate, grazie cmq per gli interventi ;)
Marco
Beh, ogni tanto il bar può anche essere un caffé dove si riuniscono i poeti, gli artisti, gli astrofili ...
1) E' un ragionamento valido affermare che, a rigor di pura logica, un magistrato, un prete, un poeta, un uomo di scienza,un astrofilo etc etc.. dovrebbero per forza di cose possedere una determinata levatura etica?
Dubito che abbia senso applicare la logica ai comportamenti umani ... Comunque sicuramente dovrebbero avere gli strumenti culturali per raggiungerla ...
2) Cosa determina lo scostamento della realtà dalla logica ?
mia risposta: evidentemente c'è qualche fattore che va assolutamente considerato. Cosa sia? Non lo so di preciso..
Qui io avrei una mia teoria, che mi farà uscire molto dal seminato ... ma siamo o non siamo al bar, una domenica pomeriggio ?...
Ho un gatto di otto anni, che si chiama Mizar detto Mizarino o Mizzy (da cui il mio nickname). Osservandone il comportamento che in molti casi sembra umano, ho capito che è il comportamento umano che in molti casi non è altro che un comportamento tipico dei mammiferi superiori (in cima ai quali, come sulla tua piramide, io pongo il Gatto).
Il più tipico ed eclatante di questi comportamenti è legato alla gelosia e alle manifestazioni di aggressività conseguenti alla gelosia.
Per non parlare di quando un gatto e un cane si trovano a convivere! E' ovvio che il cibo più buono è quello che si trova nella ciotola dell'altro!
Penso che si possa guardare alla gelosia come una emozione di base, imparentata con l'invidia, e più in genere con il desiderio di accaparrare per sé i beni materiali e affettivi disponibili. Specialmente se questi beni non ci mancano, si tratta di un'emozione del tutto illogica e irrazionale.
Ma in un ambiente naturale, dove è in gioco la sopravvivenza dell'individuo e la competizione per il territorio di caccia e per la riproduzione, ecco che un istinto del genere può tradursi in un aiuto alla sopravvivenza e diventare attraverso l'evoluzione una caratteristica della specie, che poi si propaga con l'eredità biologica.
E come mammiferi ce la ritroviamo anche quando abbiamo la pancia piena e non ce ne sarebbe affatto bisogno! La razionalità e la cultura, di fronte a milioni di anni di evoluzione, possono facilmente trovarsi a mal partito!
Spero di aver reso l'idea
Ciao
Spero di aver reso l'idea
Ciao
Certamente! Questa conclusione è molto semplice ma efficace, non ci avveo pensato. Si tratterebbe in sostanza del caro(?) e vecchio istinto di sopravvivenza. Se una volta si trattava di averla vinta con una cellulina che competeva con noi nel brodo primordiale, questo "istinto" permane anche ai giorni nostri. Forse non potendo essere "sfogato" e incanalato nel modo utile esso poi si trasforma in violenza, agonismo, egoismo, etc etc..
Si mi piace come ragionamento..
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