Visualizza la versione completa : Errori periodici: è necessario eliminarli?
Si, devo confessarlo, sono poco favorevole all'eliminazione degli errori periodici. E' certamente interessante lo studio di questi problemi causati dall'accoppiamento a mezzo ruote dentate, e ogni tipo di studio in merito certamente migliora le nostre conoscenze. Ma in pratica, è veramente importante eliminarli (o ridurli)? Quali sono i vantaggi reali che la soluzione di questo problema ci porta?
Si, devo confessarlo, sono poco favorevole all'eliminazione degli errori periodici. E' certamente interessante lo studio di questi problemi causati dall'accoppiamento a mezzo ruote dentate, e ogni tipo di studio in merito certamente migliora le nostre conoscenze. Ma in pratica, è veramente importante eliminarli (o ridurli)? Quali sono i vantaggi reali che la soluzione di questo problema ci porta?
Per gli strumenti adibiti essenzialmente ad osservazioni visuali o fotografia a breve posa (Luna, pianeti) la precisione del moto orario è sicuramente un fattore secondario. Tutt'altro discorso nel caso di strumenti 'robotici' (remoti o per survey sistematiche) o utilizzati per riprese a lunga posa dove l'abbattimento dell'errore periodico (PE) diviene essenziale, soprattutto con camere CCD accoppiate a lunghe focali. Come spiegato in altro post, il ricorso a soluzioni quali l'accoppiamento di un disco polare ed una puleggia come secondo stadio di riduzione tra l'asse del motore di AR e l'asse polare del telescopio (il primo stadio può essere una normale corona-vsf) può ridurre il PE di un ordine di grandezza (il rapporto tra i diametri di disco polare e puleggia). Ecco allora che una piccola ed economica (in rapporto alla montatura) corona-vsf con un PE di 10-20 secondi d'arco può fornire un moto orario con oscillazioni di soli 2-3 secondi d'arco, tipico di soluzioni economicamente impegnative se non proibitive. Ovviamente se il tutto viene realizzato a regola d'arte ;D
Donato.
E' proprio su questa attività fotografica a lunga posa che mi faccio questa domanda. Ovvero posso evitare di inseguire?
E' chiaro che io, con il mio "marchingegno" (coppia di ruote dentate piane, una enorme da 127 denti profondi almeno 7mm ;D , quando inseguivo con lo strumento di guida e ed oculare con crocicchio non potevo sgarrare. Se abbandonavo la guida per dieci secondi lo strumento mi andava a "passeggio", e la foto era persa... ;D Ma con l'occhio sull'oculare gli inseguimenti erano perfetti, con continue piccole correzioni. Ti dirò inoltre, e qui me ne vergogno un po', l'osservazione nell'oculare mi teneva sveglio. Poi ho modificato con telecamera e televisorino, molto più comodo e qui gia tendevo a prendere sonno...
:-/ . Ora, sempre con il mio ingranaggione ;D lascio la guida ad un ST4 ed i risultati sono sempre ottimi. E nel frattempo vado a dormire ;).
Proprio per sviscerare tutto posso dire che tengo la velocità di inseguimento leggermente superiore, o uguale, alla velocità più "lenta" causata dall'errore periodico.
Per fare in modo che le correzioni siano sempre nello stesso senso (eliminando quindi i possibili giochi). Il pulsante di correzione mi stacca l'alimentazione del motore principale che rallenta lentamente...)
Questo è la mia convivenza con l'errore periodico.
A parte l'inseguimento automatico con ST4 che fa tutto lui, ho il vantaggio di abbandonare l'inseguimento per un po' di tempo ed essere certo che non mi scappi, oppure il lato positivo è soltanto quello di usare certamente meno il meccanismo di correzione? Ma tenendo sempre sotto controllo l'inseguimento? Spero di essermi spiegato.
Utlizzando un sistema non affetto da "periodismo" posso evitare di stare sempre alla guida? Non dico "teoricamente" ma in pratica, che vantaggi ho?
Beh, Ugo non saprei cosa risponderti, il tuo strumento lo conosci meglio tu di chiunque altro!
Riuscire a realizzare uno strumento che non necessiti di correzioni durante una posa di durata indefinita non è cosa banale (anche in telescopi 'fissi'): ci sono gli errori residui del moto orario, le flessioni meccaniche della struttura, la rifrazione atmosferica che varia al variare della distanza zenitale dell'astro, la non perfetta messa in stazione... Molte cose si possono considerare in fase di progetto e realizzazione dello strumento o nell'analisi statistica degli errori rilevati da encoder ed elaborati da appositi software (vedi TPoint) che generano un modello matematico dello strumento, ma la perfezione non la si raggiungerà mai! Tutto quello che possiamo ottenere è minimizzare, nei limiti del possibile, ogni possibile errore che sarà infine corretto (meglio, ridotto ad un valore sufficientemente piccolo) per mezzo di un sistema automatico di guida.
Il tutto può apparire un lavoro eccessivamente pignolo ed in parte inutile e forse è proprio così, ma questa è una costante di molte 'passioni' umane. Basti pensare ai complicatissimi e costosissimi cronografi meccanici che non rivaleggiano come precisione con un orologio al quarzo da pochi euro e sarebbero privi di senso se dovessero soltanto segnare l'ora esatta.
Donato.
Ecco, è proprio questo il mio pensiero. Ovvero chiunque lavori per migliorare qualcosa, e naturalmente anche gli inseguimenti, non può che dare un grande contributo alla soluzione dei problemi che si presentano. E trovo anche stupendo che persone appassionate si diano da fare per migliorare le prestazioni dei propri strumenti o degli strumenti che si stanno costruendo. In fin dei conti tutti noi, con la passione, altro non facciamo che inseguire la tecnologia. E, almeno per il nostro caso, è una continua scommessa, nel nostro piccolo, per raggiungere qualcosa che altri hanno fatto con disponiblità molto maggiori.
E ben vengano queste "scommesse" con tutti gli impegni che ci portano e tutte le grandi soddisfazioni che ci danno.
Perchè le soddisfazioni sono tante. E sono li a portata di mano. Certo è necessario un impegno notevole, ma saremo sempre ripagati nello scoprire che qualcosa siamo riusciti a fare. E questo è veramente tanto... ugo
Trasferire e tramandare la nostra conoscenza, genialità o intelligenza sulle cose e con le cose che creiamo (che sia un'opera materiale o d'ingegno non importa) è una di quelle attività che giustificano il nostro breve passaggio su questa Terra.
Donato.
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